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domenica 18 gennaio 2015

Tasse

Cosa porti? - Un po' di farina.
E non sai quanto devi pagare? !...
Ferma l'asino, vedi che cammina? ...
Slega quel sacco che si deve pesare.

Francesco, dai una mano qui
aiuta questo cafone a scaricare ...
posate ... fa quattordici decine ...
devi pagare quarantacinque soldi.

- Ma questo adesso, non è una vergogna?! ..
mi avete dato forse qualcosa per le sementi
per giustificare i soldi che vi devo dare?! ...

Perché non andate in mezzo ad un "passo"? ! ...
almeno lì per spogliare la gente
vi possono sparare una schioppettata! ....

mercoledì 12 novembre 2014

Lezioni di "vastarolo" (storiella 2)


Traduzione:

Al Giudice piccolo.

Signorsì, signor Giudice, non ho pagato
l'affitto di settembre, glielo devo dare;
ma a codesto signore chi glielo ha negato?
Adesso per questo doveva farmi citare?

Quest'anno, grazie a Dio, è buona annata;
fino alla raccolta deve aspettare ...
che mi calcola gli interessi, non è peccato?
dove devo prenderlo? ... posso andare a rubare? ...

Io adesso lo metto in mano alla signoria vostra;
alla vendemmia lo voglio andare a pagare
come un galantuomo, credi a Dio!

Se poi si ostina e non si vuole accordare,
vossignoria stessa glielo facesso capire
che ora quattrini non posso divetare!


giovedì 6 novembre 2014

Storiella n° 40


Frequentando Facebook, mi accorgo che tantissime persone "tentano" di scrivere in dialetto. Se ne "leggono" di cotte e di crude. Certo è colpa nostra se per anni abbiamo pensato fosse "cosa sconveniente" parlare il dialetto e ora credo sia tardi per recuperare. Comunque spero di fare cosa gradita ai convinti sostenitori della nostra "lingua" pubblicando, di tanto in tanto, degli scritti in dialetto "Vastarolo" corredati di traduzione, così da provare ad aiutare chi ha "buona volontà" a recuperare almeno l'uso di qualche vocabolo.


Traduzione:

Io non so perché questo vicinato
su mia moglie da dirne cento e una; 
non se lo merita quella donna piena di doti,
tu di fusi non gliene puoi appendere

E domando io: non è una porcheria
sentire un calunniare così?
questo paese è cattivo; se sei preso di mira,
avrai tanti tormenti: povero te, vatti ad annegare.

Mesi addietro la fornaia dirimpetto,
scimmiottando mi dice: tua moglie è malata?
Signorsì, è da un pezzo che è a letto
Proprio ora il prete è sceso da sopra.

Gli rispondevo io, che c'è da ridire,
non si può riconciliare nemmeno con Dio?
Poverina, chi lo sa se stavolta la racconta;
si è voluta confessare, pure a te devo rendere conto?

Ma tutto ciò non è nulla: un altro giorno,
credendo che io entrassi per gelosia,
mi fa uno: Peppesciu' non apprezzi corna?
il fabbro è salito da tua moglie Lucia!

Ma tu guarda a Dio, che si deve soffrire!
Il fabbro sono andato a chiamarlo io;
perché alla serratura della credenza si è consumata la molletta,
gira e rigira il ferretto non va né avanti né dietro.

Peppesciusce, corri a casa, che tua moglie
è caduta e si è mezzo storpiata!
Con un fiatoarrivo, entro e vedo, 
che uno stava davanti a mia moglie a ginocchioni!

Dove ti sei rotta? Chi? Non sei caduta? Io?
non sono mai stata meglio di così!
Chi è costui, che fa? Mi pare che lo vedi pure tu:
è Francesco il calzolaio che mi prende le misure!

E allora, ho toccato il cielo con un dito
l'infamia è di questo mondo, quando mi vengono
a raccontarmi bugie, rispondo: non ci credo
perchè mia moglie non si veste di codesti panni

Eppoi, ma si, senza fare per dire:
come si fa ad ingannare un uomo così?
se mi do una rassettata, quale giovane può starmi alla pari?
Batto in terra una pedata: sentinella all'erta sto!


venerdì 31 ottobre 2014

Anche Vasto aveva il suo "Eduardo".



In occasione del trentennale della morte di Eduardo De Filippo ho pensato che anche Vasto nel suo piccolo ha avuto il suo Eduardo: Luigi Anelli. Le sue macchiette e le sue commedie descrivono puntualmente la vita dei suoi tempi nella nostra città.
Cercando questa cartolina mi è venuta in mente una rubrica. Probabilmente la pubblicherò sul Gazzettino di Vasto durante questo inverno.

Traduzione:

Il popolo ci arriva in processione
dentro il Camposanto illuminato,
e per tutta la lunghezza dei passaggi
ci sono lapidi e foto parse.

In mezzo alla confusione ascolti uno
chi strilla che qualcuno l'ha pizzicato;
altri che prendono in giro due cafoni
che piangono inginocchiati avanti ad una croce

Ma la folla di ragazzini a fare più confusione:
chi corre, chi si nasconde nelle fosse,
chi fuma l'anice nella pipa.

Poveri morti! ... Avete oggi le rose:
Ma che vi fanno, se nemmeno all'altro mondo
vi danno un poco di riposo?!