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mercoledì 1 giugno 2016

In cammino per ....



Si può passare una domenica camminando nei boschi. 
Domenica scorsa ho partecipato ad un cammino verso San Giovanni Rotondo.


Non tutti sanno che questi "cammini" servono soprattutto per conoscere se stessi.


Nel mio caso per evidenziare a me stesso i miei difetti.


Il mio difetto principale è quello di avere troppa pazienza e di esplodere all'improvviso quando questa si esaurisce.


Soprattutto quando, dopo aver tanto sopportato e condiviso le necessità e i bisogni degli altri, mi accorgo che "esplodo" quando la "direzione" è incerta.


Dovrei sorridere e rilassarmi, tanto, finché si è in compagnia, prima o poi si giunge alla meta.


Aspettare che gli altri, magari in difficoltà, ti raggiungano ....


... e godere di quel particolare che sfugge agli altri ma non a te.


venerdì 3 aprile 2015

C'era una volta Gesù


C'era una volta Gesù. Ora c'è l'uovo, c'è la colomba, c'è il coniglio, ci sono i dolci, c'è il pranzo, c'è la gita, c'è il viaggio .... Tutte cose che potremmo avere in ogni giorno dell'anno. Cosa rimane del vero senso della Pasqua?
I "riti" sono stati trasformati in spettacoli a cui si assiste, non si partecipa. Le processioni cambiano percorso, quasi a voler ostentare "qualcosa". Quel "qualcosa" che dovrebbe essere raccolto dentro ognuno di noi. 
Nel silenzio delle stradine ormai svuotate del centro storico, "partecipare" ad una processione triste come quella del Cristo morto o dell'Addolorata, darebbe sicuramente il senso e farebbe riflettere sul significato di quanto "accaduto". Portare statue in spazi dove la gente accorre per guardare, non per "partecipare" non ha lo stesso significato.
Scompaiono i Crocifissi dai luoghi pubblici, la gente nel traffico delle "festa" si infastidisce per i riti della "festa".
... eppure in questi giorni, lontano da qui, c'è chi muore perché ha una croce appesa al collo. 


domenica 29 marzo 2015

"Buon Cammino Gianni!"


Questa notte il mio amico Gianni partirà per completare il suo Cammino di Santiago.  Io, dopo l'incidente aereo dei giorni scorsi, non ho avuto il coraggio di partire. Gianni è molto più coraggioso di me. 
Io, che già ho l'ansia di salire sugli aerei, lo faccio se è proprio necessario. Avevo acquistato contro voglia il biglietto ma non mi dispiace affatto lasciare il posto vuoto. Ho ancora lo zaino pronto ma ho preso appuntamenti per la prossima settimana e passerò la Pasqua a casa. L'incidente avvenuto ha esasperato la mia ansia fino a convincermi che quando dovrò tornare a Santiago de Compostela lo dovrò fare con altri mezzi.

Sono stato a passeggiare in spiaggia oggi e ho trovato sulla sabbia i segni di del mio viaggio: la formina di un aereo e quella di una conchiglia, proprio uguale alla conchiglia che accompagna i pellegrini a Santiago.
Secondo me questa è la conferma che ho ancora troppo da fare a Vasto prima di "completare" il mio Cammino.

"Buon Cammino Gianni!". .... e riportami un altro toro di ferro.


domenica 27 aprile 2014

Il Cammino di Santiago (ultima puntata)

Il treno partirà tra qualche ora. Abbiamo del tempo e lo passiamo intorno alla stazione.
 C'è tanto da vedere.
 Soprattutto (se non fosse bastato quanto già visto) come sono spesi i "soldi" pubblici in Spagna.
 ... e come si recupera l'architettura.
Capitiamo in un posto che difficilmente avremmo trovato nei circuiti turistici
 (questo signore ha il Toson d'Oro e ... non potevo non fotografarlo)
Un mercatino di libri, giornali e dischi mi attrae.
 Addirittura "Il Corriere dei Piccoli".
 I libri vecchi mi attirano ...
 ... ma non attirano solo me. In questo luogo c'era un vecchietto seduto, che apriva pacchi di libri, circondato da collezionisti pronti a "prendere" quanto interessava. ... poi si faceva il prezzo.
 Visto che Gianni è sensibile e ama i fiori, facciamo un giro nel Real Jardìn Botànico.
 Sembra curato come la Villa Principe di Piemonte di Vasto.
Visitato da scolaresche ....
... e usato come luogo di quiete.
 Tra i palazzi scorgo una struttura recuperata (a mio modo di vedere) in maniera fantastica.
Un giardino verticale (adesso qualcuno potrebbe dire che anche il Castello Caldoresco, con i suoi capperi e la sua Jerva murella, è un giardino verticale). 
Compriamo i panini (un euro l'uno) ...
 ... e ci avviciniamo alla stazione.
 Ultima sosta per il "pranzo" ....
 ... ultime vetrine ....
 ... ultima attesa e ...
 ... via dentro il treno ...
 ... a guardare il paesaggio col sottofondo musicale offerto dalla Renfe.
 Dopo poco tempo (a quasi 300 all'ora) siamo  a Barcellona.
 Qui scorgiamo un'altra Fiat. (La seconda in tutto il viaggio)
 Il tassista che ci ha portato al porto mi ha "fregato" 6,30 Euro in più per il bagaglio.
 Una breve attesa ...
 ... in buona compagnia.
 Finalmente si sale.
 Ciao Spagna.
 ... che ridere.
Sulla nave, tante storie da ascoltare e raccontare. Il simpatico signore pelato mi ha raccontato di trovarsi imbarcato per colpa della politica. Era assessore nel suo paese e "per fare le cose per bene" si è trovato senza lavoro. "Per fortuna" ha trovato il posto di barman sulla nave. 
La signora, sudamericana, non ci crederete ma è mamma di tre bambini. Li ha lasciati ai nonni per lavoro e li rivedrà alla fine del turno d'imbarco.
Questa è la Corsica.
Questa è la Sardegna. Siamo nel Golfo di Bonifacio.
Ecco Civitavecchia..
Il nostro viaggio è finito. Il "cammino" continua.

Spero di non avervi annoiato troppo con questo "raccontino illustrato".