Certo è che le polemiche sul trailer del film di De Sica mi hanno ancora più convinto che i social ci distorcono il cervello.
venerdì 9 dicembre 2022
De Sica, il vino, il web e i permalosi.
lunedì 31 ottobre 2022
Il ricordo di chi non c'è più
La Signorina Ester Stella, parafrasando la vecchia battuta, non trova il suo nome tra i defunti.
E' una vecchia foto, dovrei dire vintage o, meglio ancora, antica. Da quando ha chiuso il suo negozio in Corso De Parma non ho più avuto sue notizie ma continuo a conservare questa foto perchè della Signorina ho un ricordo incancellabile: è stato l'ultimo baluardo di quella Vasto denominata l'Atene degli Abruzzi.
In questi giorni in cui in tanti si recano al cimitero, anch'io lo faccio (ognuno ll'adda fa' chesta crianza, ognuno adda tené chistu penziero) ma non solo per adornare di fiori il loculo marmoreo dei parenti e aimè di tanti amici e conoscenti.
Ci vado a rivedere anche le tombe dei "Signori" che, pensando di fare cose buone, hanno dedicato la loro vita alla grandezza della Città del Vasto.
Dovrei farne l'elenco ma cosa servirebbe?
Non sento rumori di chi si rivolta nella tomba forse perchè anche "Loro" hanno perso la speranza "ultima Dea" e si sono tristemente rilassati nel sonno eterno, accettando ... la sconfitta.
lunedì 31 gennaio 2022
La Vasto di Michele Monina
sabato 15 gennaio 2022
Da Variante uno a Variante 16
Non saprei dire esattamente da quando se ne discute, ma posso testimoniare che ho letto un documento di programmazione che contiene questo argomento e che portava la data del 2009; firmato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Presidente Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. A sua volta il documento cita precedenti atti amministrativi risalenti al 2003 e 2006; questo del 2006 era stato presentato al Ministro Antonio Di Pietro.
Nessuno ha mai avuto dubbi sulla necessità di quest'opera; nessuno ha
tirato in ballo questioni paesaggistiche, ferite all'ecosistema, problemi di
espropri, attività agricole massacrate: tutti d'accordo a sostenere che ci
serve. E fingiamo di non sapere che una strada è portatrice di molti sconvolgimenti,
oppure lo sappiamo ma vogliamo credere che i vantaggi siano superiori agli
svantaggi.
Prima di ogni altra considerazione, mettiamo bene in chiaro che il
traffico tra Vasto e Vasto Marina non ha nulla a che spartire con il raddoppio:
è una questione a sè stante.
La motivazione più ricorrente è
che il raddoppio della SS16 devierà buona parte del traffico che oggi intasa la
tratta vastese. Quindi stiamo pensando di deviare un flusso in transito, non di
accumulo. Cioè stiamo dicendo che buona parte dei veicoli che oggi ci assillano
non si fermano da noi, ma vanno oltre, verso sud o viceversa, e che devono per
forza passare da noi perchè non hanno alternative. E questa alternativa la
offrirà proprio il raddoppio. E il traffico sulla autostrada come lo consideriamo?
Facciamo finta che non esista?
Il traffico da Vasto marina a marina di San Salvo, non è traffico di
transito, altrimenti proseguirebbe oltre questi due punti. E' invece traffico
stanziale, locale, di sosta, casa e lavoro, passeggiata in spiaggia, pizza al
fresco, casa al mare ... che non avrà nè motivo nè convenienza ad usare il
raddoppio. Tornando all'idraulica è come l'acqua che si accumula in un
serbatoio. Questo serbatoio è proprio l'area turistica, dalla Bagnante alla
marina di San Salvo; il traffico è come una massa di pesci che sguazza in un
acquario: si riduce per 10 mesi all'anno e si incrementa per il resto; ma
l'acquario è sempre delle stesse dimensioni. E il perchè di queste dimensioni
merita un discorso a parte.
Se assumiamo che il traffico verso Vasto sia VA e quello che prosegue
oltre sia VB, allora il raddoppio fungerebbe da tangenziale, ma giustificabile
solo nel caso che VB sia nettamente superiore a VA. Come dire che per 1 veicolo
che entra in Vasto, almeno 3 o 4 veicoli/camion devino sul raddoppio. Pensate
che questa sia l'attuale situazione? Esistono rilevamenti attendibili in tal
senso? Io credo di no; ci saranno solo ipotesi e tutte a sostegno del
raddoppio, ci si può scommettere. Il traffico verso sud o verso nord, ha già la
sua autostrada e con un traffico direi esiguo se paragonato a tratti più a
nord.
Per rendere verosimile questa esigenza di raddoppio, tra le altre
storielle, si continua ad illudersi che avremo un futuro dove il traffico
industriale e turistico esploderà? Queste erano le motivazione di 15, 20 anni fa; qualcuna si è avverata? Anzi,
abbiamo una comunità che ostacola ogni nuovo insediamento industriale,
motivando con la salvaguardia del nostro ecosistema eppoi finge di non sapere
quale scempio comporta una strada proprio a quell'ecosistema che si pretende di
difendere. Osservando le industrie nelle due aree, Punta Penna e San Salvo, vi
sembrano esplose negli ultimi 15 anni? E il turismo, vi sembra raddoppiato
nello stesso periodo? Notate che ci siano programmi dell'amministrazione che
vanno in questa direzione? O, al contrario, movimenti di opinione che bloccano
ogni nuovo insediamento?
Incremento del turismo. Ma qualcuno pensa quando parla? Per incrmentare
le presenze occorre creare nuovi posti letto, quindi altri alberghi, case
vacanza, parcheggi, aree di divertimento, strade interne; quindi altro traffico
stanziale, altro traffico commerciale interno, altri orti e uliveti sbancati,
ecc. ecc. ... e l'acquario è sempre
quello!!
Ma l'alternativa al raddoppio già c'è. Vediamolo.
Leggo che per il raddoppio si parla di circa 70 milioni, mentre per una
uscita A14 a San Lorenzo (Vasto Ovest) ne basterebbero 10.
Realizzare un nuovo casello a Vasto Ovest, sarebbe la decisione più
intelligente, più economica e meno invasiva, ed è la risposta al raddoppio che
tanto cerchiamo.
La tangenziale di Milano, come quelle di altre grandi città, ha dei
tratti gratuiti ed altri, per intervalli più lunghi, con pedaggio, proprio per
smaltire traffico in città. Proviamo a fare dei calcoli.
Supponiamo che si faccia una convenzione con il gestore A14 riconoscendo
1 euro per ogni veicolo che entri a Vasto Nord ed esca a Vasto Ovest o Vasto
Sud, e viceversa. Con quei 60 milioni risparmiati non facendo il raddoppio,
potremmo far transitare gratuitamente 60 milioni di veicoli. E supponendo ne
transitassero 10.000 al giorno, fanno 3.650.000 in un anno. Cioè quei 60
milioni pagherebbero il transito gratuito, Vasto Nord, Ovest, Sud e viceversa,
a 10.000 veicoli per 16 anni. Sembrano calcoli empirici, e lo sono, ma sono
quelli che si fanno quando si devono scegliere soluzioni ai problemi.
Tutto questo senza segare nessun albero o tagliare in due un orto.
Questo è solo un esempio indicativo di quali possano essere le alternative alla
realizzazione di una strada che comporta, da quello che si legge, addirittura
una sopraelevata o un tunnel.
Ma se osserviamo bene, il traffico che tanto ci preoccupa è quello lungo
il litorale dalla nostra marina a quella
di San Salvo. Aver costruito alberghi e residenze anche sul lato strada verso
l'interno, oltre a raddoppiare il transito dei residenti, ha creato le tante
occasioni di pericolo per gli attraversamenti. Se si fosse costruito solo sul
lato mare avremmo avuto metà del traffico residente e nessun pericolo di
attraversamento. Ma tant'è e dobbiamo prenderne atto.
Allora potremmo raddoppiare solo questo tratto, con un percorso che
passi all'interno delle campagne e oltre
la linea delle costruzioni esistenti, riservando invece l'attuale percorso solo
ai residenti e deviando sul raddoppio tutti gli altri, cioè tutti quelli che da
Vasto, devono andare a San Salvo o Termoli, per lavoro o altro. Eppoi ci sono
tutte quelle strade che usiamo poco perchè abitudinari con le più trafficate;
con parte di quei milioni potremmo ristrutturarle e renderle vere e proprie
alternative.
mercoledì 22 settembre 2021
venerdì 9 luglio 2021
Le frane di Vasto
venerdì 23 aprile 2021
Un discorso di Cazzo ... la
“Io dico solennemente che trovo iniquo che una società vada in malora per far campare qualche anno in più uno come me e quelli della mia generazione”. A parlare è Giuliano Cazzola, ex deputato del Popolo della Libertà, professore universitario e attualmente esponente di +Europa, ospite di Giovanni Floris a DiMartedì, su La7. In studio si discuteva di aperture e di restrizioni per contenere la diffusione il contagio da Covid-19, quando Cazzola ha preso la parola, facendo calare un silenzio imbarazzato tra gli ospiti e il conduttore. “Diamo ai giovani un debito che non riusciranno ad affrontare”, ha provato a spiegare Cazzola. “Eh, vabbè, in cambio di vite umane”, ha tagliato corto Floris, che poi si è rivolto all’epidemiologa Stefania Salmaso: “”Non è che tutti i decessi riguardano persone di cui possiamo fare a meno”, ha detto, per poi aggiungere: “Sull’idea che possiamo fare a meno degli anziani per fare spazio ai giovani non mi pronuncio”.
martedì 20 aprile 2021
Ex asilo Carlo Della Penna: quel poco che nell’immediato possiamo fare.
Lasciamo da parte la polemica tra
i partiti, cui siamo estranei, e portiamo invece l’attenzione a quel poco che
nell’immediato possiamo fare. Chiediamo al Sindaco:
1)
faccia chiudere, se non l’ha già fatto, il tubo
rotto (si veda il video realizzato nei giorni scorsi[1])
da cui scorre in continuo, da tempo imprecisabile, un getto d’acqua che finisce
direttamente sul pavimento. Come qualcuno ha già scritto, a una stima prudenziale
di 2 litri al minuto corrisponde (((2x60)x24)x365)=1.051.200 litri/anno;
2)
faccia realizzare una deviazione della condotta
idrica che, portando l’acqua alla scuola Spataro, passa per l’area dell’asilo:
così che dal tubo non fuoriesca altra acqua anche qualora, com’è da attendersi,
esso venga rotto di nuovo;
3)
faccia chiudere il varco, aperto da mesi, da cui
alcuni sconosciuti continuano ad entrare;
4)
faccia per quanto possibile bonificare e
sgomberare dalle macerie, dalle erbacce e dai rifiuti l’interno dell’edificio;
5)
faccia dare un taglio alle erbacce del giardino
esterno e rimuovere i rami rotti.
Il tutto con una certa urgenza. Ecco,
ci sembra davvero il minimo, grazie.
Il Comitato cittadino per l’asilo
Carlo Della Penna
Vasto, il 19 aprile 2021
sabato 13 febbraio 2021
Dai trabocchi ai ristotrabocchi: una metamorfosi pericolosa per la Costa dei Trabocchi.
La metamorfosi alla quale siamo noi tutti abituati è quella
che porta dal bruco, un essere non dotato di particolari doti estetiche, alla
farfalla, che tutti apprezziamo per la particolare bellezza. Gli uomini pure,
quando inseguono il vero ed il bello, sono capaci di creare dei capolavori
indiscutibili, ma quando dichiarano di perseguire fini nobili ed invece
agiscono per il tornaconto personale o di parte, creano mostri di indicibile
bruttezza. Questo sta avvenendo nel corso degli ultimi anni alla Costa dei
Trabocchi, grazie al discutibile operato della Provincia, con la bozza di
regolamento della via verde, e della Regione, con le conseguenze della legge
regionale del 10 giugno 2019, n. 7. Soffermiamoci su uno di questi esiti. La
Regione Abruzzo ha sancito per legge che i trabocchi sono “edifici”, ma un
edificio deve essere dichiarato “agibile” per essere utilizzato e l’agibilità
si ottiene con un “certificato di collaudo”. Nessun tecnico potrà mai firmare
in scienza e coscienza il certificato di collaudo per un trabocco, perché si
tratta di una struttura costruita in maniera empirica e con materiali
diversificati (ferro e legno), su basi instabili, tra l’altro sottoposti
dall’acqua marina ad un processo di accelerazione del degrado, e soggetta alle
sollecitazioni talora spaventose dei marosi. In teoria, quindi, i trabocchi
sono “edifici” che non potrebbero essere utilizzati, visto che non possono
essere “agibili”, in quanto non collaudabili.
Il fine della legislazione sugli edifici è quello di
“tutelare la pubblica incolumità” e dobbiamo riflettere su questo concetto,
perché oggi siamo sempre più portati a considera l’iter progettuale e costruttivo come un insieme di pratiche
amministrative da produrre. Non è così e ce lo ricordano in ogni momento le
tragedie che hanno sempre come causa la volontà di “profitto a tutti i costi”
che sfida le leggi della natura, cioè della fisica.
È evidente che la legislazione regionale ha nel tempo
svilito i trabocchi, definendoli beni culturali e paesaggistici nel 1994, mentre
oggi negli atti ne parla e ne scrive come se di fatto fossero dei ristoranti,
dotati di sala ampia fino a 160 mq calpestabili, di servizi (cucina, bagni e
rispostigli) fino al 50 mq e capienza massima di sessanta persone, personale ed
ospiti compresi. Chiamiamoli allora “ristotrabocchi”, per non confonderli con
quelli che ancora sono i veri trabocchi. Ad ogni modo, anche se per i
ristotrabocchi fosse riconosciuta una superficie ampia anche un quinto di
quanto stabilito dalla legge regionale n. 7 del 2019, siamo ben al di là dei
massimi dimensionali dei trabocchi tradizionali, quelli che hanno dato vita al
marchio “Costa dei Trabocchi”. Non potrà più chiamarsi Costa dei Trabocchi
quando, in un futuro molto vicino a noi, la maggior parte dei trabocchi sarà sostituita
dai ristotrabocchi, che non sono, ripetiamo, trabocchi. È evidente che la messa
in atto di questa metamorfosi, legittimata da una legislazione regionale che ha
voluto favorire uno sparuto gruppetto di operatori della ristorazione, a
svantaggio anche degli operatori della terraferma, ci lascerà un marchio
svilito e – cosa ancor più grave - un
paesaggio del tutto degradato, incapace di rappresentare in modo genuino e
verace il suo territorio di riferimento e di attirare l’attenzione dei
viaggiatori. Insomma, una costa sempre più povera e degradata.
Vasto, 11 febbraio 2021
Italia Nostra del Vastese
ARCI – Vasto
Associazione civica Porta Nuova
Forum Civico Ecologista
Gruppo Fratino
Vasto
WWF Zona Frentana e Costa Teatina
venerdì 22 gennaio 2021
Una lunga storia
Contro il reato di stampa, che da tempo si perpreta anche (e forse di più) nei media, non si trovano definitive soluzioni. Forse sarebbe il caso di riprendere il discorso dalle origini.
sabato 16 gennaio 2021
Democrazia
sabato 12 dicembre 2020
Un piccolo (grande) sfogo.
Vogliamo dare l'immagine del pulito ma ... i panni sporchi si lavano in famiglia.
Quello che è successo oggi in Abruzzo è una barzelletta. Rewind, svegliamoci di nuovo e si vedrà che non è vero. Non può essere!
Un giorno ancora di "ROSSO", perchè?
Un giorno prima o un giorno dopo cosa cambia?
Le beghe politiche? Stronzi che non siete altro! (non riesco a trovare un termine più educato) Vedetevela tra di voi!
Non riuscite ad immaginare il danno che avete fatto, con la scelta di riportare un giorno, ripeto "un giorno", l'Abruzzo in zona rossa?
A chi giova? Che vantaggio si ottiene? Quello di dimostrare chi è più forte? E "stica!" non ce lo metti?
Forse siamo un popolo di Fan, un popolo di tifosi, pronti ad attaccare la "fazione" avversaria?
Sicuramente molti lo saranno ma la maggior parte della gente sta scoppiando, per la incapacità di questa classe dirigente, che dovrebbe essere in grado, se non di risolvere, almeno di limitare i danni che il POPOLO sta subendo.
Basta con le improvvisazioni, basta con gli incompetenti, basta con la politica che non capisce i problemi e, soprattutto, per motivi di parte, li crea.
Avete pulito le vostre mutande con questa azione? Sappiate che lo sporco andrà al mare.
domenica 6 dicembre 2020
Consiglio a ...
martedì 29 settembre 2020
E pensare che ...
mercoledì 23 settembre 2020
Quanti progetti andati in fumo ...
... e domani i maggiori colpevoli di tanti errori "offriranno" ai cittadini una conferenza stampa congiunta.
Ho preso questa immagine che non c'entra nulla con la "conferenza" programmata per domani ale 11.00 nel "solito" Bar, solo per farvi pensare che esistono tante idee, non solo le loro.
sabato 27 giugno 2020
Rom caffè, Radio CGE e Farmacia Savelli
E si lamentano pure! Non si rendono conto che il guaio lo hanno generato loro per mancanza di cultura.
martedì 5 maggio 2020
Dialogo su ... Punta d'Erce
mercoledì 15 aprile 2020
Da maggio tutti ... alla villa comunale.
lunedì 9 marzo 2020
Il rispetto delle regole
In attesa di novità e di "cantieri" cerchiamo di vivere al meglio queste giornate.


















