sabato 20 febbraio 2010

Michelangelo: Lotta tra ... candidati a Sindaco.



A grande richiesta.

Ovvietà

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, tra dibattiti, conferenze, articoli e sondaggi, in merito alle future elezioni amministrative cittadine, sento la necessità di esporre alcune

Ovvietà.

Un Sindaco ha così tante materie da trattare, che difficilmente può conoscerle tutte. Deve però avere una apertura mentale tale da saper afferrare al volo la decisione da prendere. Un Sindaco, deve saper scegliere validi collaboratori, che lo consiglino al meglio. Il Sindaco e questi collaboratori, devono agire senza interessi personali, anzi a volte, contro il proprio pensiero, a solo vantaggio dei cittadini. A vantaggio di tutti i cittadini, non solo del proprio elettorato.
Le liste elettorali, devono essere composte da persone capaci, credibili e ricche di idee concretizzabili, non da elementi che hanno il solo merito di saper trovare voti. Tra i candidati al ruolo di Consigliere Comunale, bisognerebbe, a priori, decidere le persone che potranno ricoprire il ruolo di Assessore, considerando proprio le capacità di costoro. Un Sindaco, prima di candidarsi, dovrebbe avere già posto concretamente l’attenzione sugli interessi dei cittadini, così da proporre un programma dettagliato, non di massima, da portare avanti una volta eletto. Un programma che preveda priorità e tempi di realizzazione. In ogni caso, tutti quelli che appoggiano la candidatura di un Sindaco, nessuno escluso, dovranno condividerne il programma e partecipare con mezzi, metodi e linea, alla attuazione di questo programma. Il Sindaco assume la responsabilità delle scelte proposte e delega gli Assessori, ai quali dà totale fiducia. Qualora i risultati fossero positivi il “successo” è di tutti, al contrario, il Sindaco può rimuovere l’Assessore (o gli Assessori), motivando alla cittadinanza questa scelta. La rimozione non può avvenire per motivi legati alla partitocrazia. Questa eventualità, starebbe a significare che il programma presentato, che ha permesso la elezione del Sindaco, non era condiviso o non è stato rispettato.
La politica è importante e fondamentale, comunque il Sindaco deve anteporre gli interessi della Città da lui amministrata alle regole di questa. I partiti hanno una funzione indispensabile, tuttavia il loro ruolo deve essere secondario, rispetto agli interessi della città. Essi infatti rappresentano solo il proprio elettorato, mentre l’Amministrazione Comunale deve comprendere gli interessi dell’intera popolazione.
E’ partendo da questi interessi, parola più volte ripetuta, infatti, che si costruirà una proposta politica, basata su una cultura di estrema fiducia nella capacità di un popolo di capire i processi reali.
Purtroppo si nota una sempre minore cultura partecipativa dei cittadini ed in questo gli organi di informazione contribuiscono con il loro comportamento, spesso fazioso e … agitatore. Un Sindaco valido, con collaboratori validi, dimostrando di avere costanza di principi ed obbiettivi, riuscirebbe a colmare la distanza che si è formata tra i cittadini e la pubblica amministrazione.
Sfortunatamente, per quanto sopra esposto, non è più sufficiente scegliere il Sindaco tra le persone più rappresentative della città. Gli Argan, i Bo, i Ciccarone, con la loro cultura, con la loro immagine, non riuscirebbero a sostenere il ruolo che un Sindaco “moderno” deve sostenere.
Chi sceglie di proporre un Sindaco, dovrebbe considerare i concetti or ora espressi e porsi nella condizione di non suggerire al cittadino un candidato senza le qualità sopra descritte. Può sembrare ovvio quanto detto, ma lo svolgimento della vita politica di questi anni ci dimostra che tutto quello che sembra ovvio, spesso non lo è. Non possiamo continuare a dare tutto per scontato, scegliere tra i nomi della “nomenclatura politicante” ed affidarsi a personaggi che hanno come unico pregio quello saper dire: vota per me e vedrai che risolverò i “tuoi” problemi.

venerdì 19 febbraio 2010

Turismo? ... Cucù!!!


Alla luce di quanto si legge in questi giorni, il turismo vastese fa cucù.
Cu di Culto e cu di cultura. Bene potrei dire! Se non fosse che, non è vero che le idee sono poche ma confuse.

Le idee non ci sono e, addirittura, sono confuse.

Per quanto riguarda Perth, qualcuno punta su "scambi culturali" (???), poi si legge che sport (basket), natura (punta d'Erce) e culto (Sacra Spina) sono alla base del turismo vastese. (Che fine hanno fatto la spiaggia ed il "brodetto"?)
Infine alla BIT si parla di... San Tommaso. Ma in che senso? e quale San Tommaso, quello di Ortona?
Scherza coi fanti ma, almeno, lascia stare i santi.

A meno che non ci si raccomandi a loro.

Aritanghete!

Ma come si fa a dire, in sede di Consiglio Provinciale:

Uno scalo abbandonato nelle mani di persone poco raccomandabili. (da Piazza Rossetti)

Ma dove viviamo? Perché continuare a mostrare la nostra città come un luogo malfamato. Poi dicono che a Vasto non fermano i treni. Certo! Non è necessario questo mezzo per andare … a quel paese.

... per una volta ... (Mia Martini)


Non posso che essere felice quando sento dire che la Regione Abruzzo ha acquistato due treni “Minuetto”. Come ideatore e curatore del Toson d’Oro, mi piace aver influenzato il pensiero dei nostri amministratori. Battute a parte mi aspettavo altro tipo di proposte dal Consiglio Provinciale, che “pomposamente” si è tenuto ieri a Vasto. Mi aspettavo che qualcuno proponesse motivazioni più convincenti per persuadere Treni Italia a fermare a Vasto. Mi aspettavo, per esempio, che qualcuno proponesse idee atte a favorire l’utilizzo del treno da parte dei cittadini. Magari trasporto gratis per gli studenti o per i pendolari. O pacchetti vacanze che comprendessero sconti o agevolazioni per chi raggiunge il nostro comprensorio in treno. Insomma, il attesa di “alternative dance” attraverso la “tongue dance”, accontentiamoci del rilancio del … “Minuetto”.

mercoledì 17 febbraio 2010

Grazie di cuore.


Mi corre l’obbligo di ringraziare tutto il personale dell’Istituto San Francesco, di Vasto Marina, per le attenzioni, le gentilezze e l’amorevole trattamento rivolto, come a tutti i pazienti ricoverati nell’Istituto, a mio padre. In questo mese ho avuto modo di apprezzare quanto impegno, quanto calore umano e quante responsabilità, sono necessari per la cura di coloro che sono ricoverati nella struttura. Purtroppo i problemi sono quelli che sono e già l’ottenimento dei risultati conseguiti, rappresenta un gran risultato. Sono cosciente che è stato fatto il massimo. Oggi mio padre è tornato a casa, non guarito ma sereno.Grazie.

martedì 16 febbraio 2010

La meglio gioventù ?


Era la fine degli anni Settanta. Non ricordo perché, mi trovavo alla stazione di Padova, dove incontrai alcuni vastesi. Tra questi Bruno. “Noi andiamo a Venezia”, mi dissero. “Va bene, vengo anch’io”. Ricordo che dormimmo (si fa per dire), una ventina di ragazzi, in una camera, messa a disposizione di alcuni universitari di Urbino, da un “Conte” del luogo. Durante la notte, questo Conte, anche lui studente a Urbino, busso alla porta della stanza ma nessuno aprì. E volevo vedere! Aveva dato la stanza ad un paio di persone ed eravamo in venti! Di buon mattino “fuggimmo” da quel luogo. Seppi in seguito che il Conte, si arrabbiò con le persone alle quali aveva offerto ospitalità, perché … si erano chiuse dentro. La notte successiva, dormii, udite udite, nella vasca da bagno di un diurno. Entrai, chiesi quanto costava un bagno, pagai e mi accomodai. Al cambio di turno dei custodi, nessuno si ricordò che io ero dentro e dormii comodamente nella tiepida acqua della vasca fino all’alba. Quando uscii, i custodi del nuovo turno, mi guardarono esterrefatti. Si saranno chiesti: da dove arriva costui? Dopo un’altra mattinata in laguna, testimoniata dalla foto, ricordo che tentai di ripartire per Roma (dove studiavo) in autostop, ma da Venezia non fu molto facile. L’unico che mi diede un passaggio, fu un signore “gentile”. Così gentile che “ci provò”. Si accorse immediatamente che non ero il tipo che cercava e mi lasciò nei pressi della più vicina stazione. Così presi un “comodo” treno.

Carnevale ... oggi.

lunedì 15 febbraio 2010

«Ho creduto in un sogno, e ho lavorato per quel sogno. Poi mi sono accorto che si trattava di una illusione ottica, e che la realtà in IdV è ...

IdV, il caso Molise. Intervista a Massimo Romano, Presidente di Costruire democrazia

Tratto da Agoravox

In Molise - terra elettiva di Antonio Di Pietro - si è consumata la scissione dell’IdV. Massimo Romano, consigliere regionale della regione Molise, consigliere comunale di Campobasso nonché ex coordinatore nazionale dei giovani dell’IdV, insieme al senatore Giuseppe Astore e all’eurocandidata Erminia Gatti e altri quaranta tra dirigenti regionali e amministratori locali, hanno scelto nello scorso mese di novembre di lasciare il partito di Antonio Di Pietro per fondare un nuovo movimento Costruire democrazia.

Dopo la controversa decisione assunta dal congresso dell’IdV di sostenere l’indagato Vincenzo De Luca in Campania, facciamo questo ritorno nella regione che meglio conosce i modi e i costumi di Antonio Di Pietro.

Massimo Romano, per quali motivi lei e numerose altre personalità molisane avete dato le vostri dimissioni dall’Italia dei Valori?

«Ho creduto in un sogno, e ho lavorato per quel sogno. Poi mi sono accorto che si trattava di una illusione ottica, e che la realtà in IdV è molto diversa da come la si racconta. Così, tra la scelta di rinunciare al sogno e adeguarmi ad un partito che predica bene e razzola male e quella di continuare il sogno senza però il partito, ho scelto la seconda. A 23 anni, dopo la laurea a Bologna, ho rinunciato a trasferirmi a Roma dove avevo vinto il concorso per il praticantato all’Antitrust per candidarmi con Di Pietro alla Regione. Sono stato il primo eletto. In Regione sono all’opposizione e FACCIO opposizione contro Michele Iorio, che ha creato un sistema di potere tanto collaudato e pervasivo quanto dannoso per il Molise. Di Pietro non ha mai speso una parola contro quel sistema. Poi mi sono candidato a Sindaco del capoluogo, dove con una sola lista di 40 amici personali ho preso il 20% (con circa il 10% di voto disgiunto a mio favore...), contro un esercito di 11 liste di centrodestra (solo 54%) e un gruppetto di liste di centrosinistra, tra cui una lista civetta ispirata -tacitamente e, francamente, anche un po’ subdolamente- proprio da Antonio Di Pietro (5%). Ho chiesto spiegazioni a Di Pietro. La risposta è stata chiara: ha premiato proprio tutte le persone di quella lista civetta, che sono state ricompensate con un assessorato in Provincia e con il tappeto rosso per entrare in IdV. Evidentemente erano stati bravi a far perdere IdV e far vincere Iorio...»

Quale fu la reazione di Di Pietro a questa scissione, in Molise sua terra nativa, dal partito da lui fondato?

«La scissione non è stata un fulmine a ciel sereno, per Di Pietro. Chiesi, anzi chiedemmo, spiegazioni a Di Pietro del perché ricompensasse e premiasse tutti e solo quelli che ci avevano remato contro non dieci anni prima ma due settimane prima. La risposta? Silenzio. Chiedemmo quindi un incontro ufficiale. Che ci fu, a Roma, nel suo ufficio, dove si limitò a comunicarci decisioni già prese da un pezzo. Ma sulle ragioni che lo hanno spinto a farci perdere a Campobasso nessuna risposta. Al pari del silenzio dopo la nostra fuoriuscita. Per questi silenzi, in una assemblea autoconvocata, partecipata da centinaia di persone, molte delle quali neppure conoscevo e che avevano aderito spontaneamente, abbiamo fondato Costruire democrazia, un movimento civico. L’assemblea mi ha eletto all’unanimità Presidente».

Le elezioni amministrative interessano anche il Molise, seppure non riguardano il rinnovo della presidenza regionale attualmente detenuta da Michele Iorio (PdL) - e ricordiamo che l’on. Silvio Berlusconi è parlamentare eletto del Molise come lo stesso Di Pietro -, per il rinnovo di amministrazioni comunali, in particolare Termoli che - seppure non ancora in modo ufficiale - figura sulla lista dei siti suscettibili di ricevere un impianto di produzione elettrica nucleare.

Come si presenta Costruire democrazia in queste elezioni? Con quali alleati?

«Termoli è un centro di potere e di interessi giganteschi. Dalla Turbogas all’ipotesi nucleare, all’affaire Zuccherificio. Di Pietro è venuto in Molise per lanciare la candidatura dell’ex sindaco, da poco sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. Poi lo ha ritirato. Poi ha proposto un tavolo del centrosinistra, dal quale ha ben pensato di escluderci. Poi, sull’altare della sua Montenero, ha chiuso un accordo con il Pd su un nome civico proveniente da An. Persona eccellente, che tuttavia allo stato non sembra accettata neppure dalla lista termolese dell’IdV che ha già preannunciato l’addio a IdV. Dunque, ad oggi, IdV non presenterà neppure una lista a Termoli. Ma manca ancora qualche giorno. stiamo a vedere. Noi lavoriamo per costruire un’alternativa al centrodestra di Iorio, cercando di ricompattare quel centrosinistra che Di PIetro lavora, invece, a dividere».

In Molise c’è la situazione del comune di Venafro, dove il sindaco di centro destra, Nicandro Cotugno, governa grazie all’appoggio dell’Italia dei Valori nelle persone di Adriano Iannacone, assessore al Commercio, e di Nico Palumbo, Presidente del consiglio comunale. Si può dire che questo sia un esempio tipo del modo in cui Di Pietro intende applicare sul territorio i valori proclamati dall’Italia dei Valori? Come il ’no compromessi’ e ’chiarezza delle scelte enunciate’?

«Non ero e non sono d’accordo con la scelta degli amici di Venafro di sostenere un sindaco di Forza Italia, ma all’epoca dei fatti la linea nazionale di IdV era "mani libere" sui comuni dove si corre con liste civiche. Dunque, chi criminalizza gli amici di Venafro sbaglia destinatario: fu Di PIetro ad avallare quella scelta. Perché bisognerebbe chiederlo a lui».

Secondo lei, dall’esperienza da lei maturata, cos’è l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro? Un’illusione di prospettiva? Una delusione incarnata? Idee giusti con uomini sbagliati. Un male endemico all’Italia?

«IdV sulla carta è un progetto splendido di rinnovamento della politica che tuttavia cammina sulle gambe di persone talvolta sbagliate. Non dico cattive, non ho questa presunzione. Dico solo che sentire certe persone di IdV parlare di lotta al familismo, o di lotta ai costi della politica mi ricorda esattamente Berlusconi quando dice di essere il Governo che combatte la mafia, dopo le leggi criminogene sullo scudo fiscale o sulla giustizia penale. Tale e quale. Stessa ipocrisia».

Resist.Enza

La Gazzetta de ‘ lì Scarpasciùdd ’

a cura di Vittorio Patriarchi

Il Professore Cicchini ancor meglio di Bertolaso

Sabato 13 febbraio. FLUMINENSE 4 - SAO PAULO 3, arbitro Orazio Di Blasio

Fluminense(Blu):Ronzitti L,Vitelli,Ronzitti N,Vino,Serafini,Puddu,Ronzitti Ni,Di Domenico,Angiolillo,Frangione

Sao Paulo(Gialli):Loreta,Antenucci,Di Marco,Sebastiani,Lemme,Patriarchi,D’Adamo,Cicchini,D’Angelo,Fanucci,Ronzitti Go

Encomio solenne per la solerzia del professor Cicchini,che arditamente e con risolutezza ,sposta un grosso tubo di pvc verso il bordo inferiore della recinzione,per evitare che ‘la pàlle s’abbirrìte pi sòtt’ a lu’ vuallòne’.Un 10 contro 11 oggi devastato da infortunati ed in altre faccende affaccendati(tra cui Soldano, intento nella difficile alchimia d’impasto dei ‘graviòli’carnescialeschi e Di Foglio alle prese ‘nghi cumbuère e cummuarùzze’).Il frenetico mercato degli acquisti iniziale stavolta ha penalizzato il capitàa Antenucci,che alla ricerca di qualche rincalzo giovane,’i jànne ammullàte’il 39enne Lemme:il resto della squadra,come somma di età,rasenta il mezzo millennio. Frenetica e curiosa la trattativa per Hulk D’Angelo,che,tra permute e prestiti,ha cambiato maglia per quattro volte prima dell’inizio.Nel 1°t.i blu rompono gli indugi e passano con il dir.Luigi Angiolillo,finalmente sbloccatosi dopo un lungo digiuno,servito da sin.da Vitelli: 1-0. I gialli rispondono con 2 occasioni per D’Angelo ,ma lui spreca malamente a lato: ’n’i jè còse,ùgge!’,profetizza pessimista Loreta. E infatti,su punizione di 1° dal limite,il blu Simone DiDomenico aggira la barriera con una foglia secca che lascia di sasso lo stesso Loreta ,ed è 2-0. Al 39’,il blu Frangione scatta sulla sin. e serve Michele Vitelli,che infila facilmente il 3-0Annichiliti,nella ripresa i gialli ‘ammistìchene lì carte’ spostando D’Adamo sull’ala,e al 5’,accorciano:Pietro Hulk D’Angelo in progressione ,scaldato il diesel per 45’,mette il turbo e segna il 3-1. Dopo 15’ lo stesso Pietro ‘ci à tòdde la ‘mmèzze’e si ripete,accorciando 3-2. Al 29’,i blu perdono Frangione che stacca la spina,mentre dopo 1’ i gialli perdono sia Cicchini che Antenucci per stiramento,e si ristabilisce la parità numerica. Al 33’ il blu Nico Ronzitti si fuma 3 avversari sulla fascia destra,e dalla linea di fondo fa fare una boccata a Luigi Angiolillo,che solo in area segna il 4-2.Ma poco dopo il portiere giallo Loreta imposta a centrocampo lanciando D’Adamo sulla destra,cross per Gogò Ronzitti che accorcia il 4-3.Altre occasioni nel concitato finale(qualcuna in più per i gialli),ma il risultato non cambia.

Classifica goleador(2010):9 gol:Hulk D’Angelo 6 gol:Serafini A.,Ronzitti Gogò 4 gol:Frangione 3 gol: Di Blasio,Cicchini ,Di Domenico 2 gol: Angiolillo,Serafini S.1 gol: Vitelli,Lemme,Fanucci,Budano,Ronzitti Nico

domenica 14 febbraio 2010

San Valentino è passato. Torniamo tutti normali.




Smentita del Presidente del Circolo IdV 'Colantonio'
"Il firmatario dell'articolo inviatovi, rappresenta solo sè stesso"
Tag: IdV Vasto smentita dr. Giammichele Molino
Ieri abbiamo pubblicato un articolo, inviato a diversi organo di informazione, con il quale , a nome del Cicolo Idv 'Colantonio', si facevano alcune considerazioni politiche. Il citato articolo, intitolato "Quanta fatica per riuscire a parlare di progetti concreti", è stato oggetto di una nota del Presidente del suddetto circolo, che ne ha sconfessato la paternità.
Di seguito il testo della nota inviata dal dr. Giammarino al nostro giornale e agli altri organi di stampa:

In un recente articolo, inviato al suo giornale ed intitolato…”Quanta fatica per riuscire a parlare di progetti concreti”, leggo infatti una serie di affastellate e confuse affermazioni che poco hanno di comprensibile se non l’uso continuo della parola NOI accompagnata ad una firma in calce che si richiama al circolo politico da me presieduto.

La prego di smentire ufficialmente che la nota da Voi accettata sia in qualche modo espressione della comune posizione politica del Circolo “Michele Colantonio”.

L’estensore della nota erroneamente presentata ai lettori come si trattasse di un testo discusso e accettato democraticamente all’interno dei riconosciuti rappresentanti della IdV, tende troppo facilmente a confondere il suo intricato eloquio con la voce della Cittadinanza (che tanto spesso viene invocata nell’articolo), mentre invece può e deve essere legittimato a rappresentare solo la sua personale opinione, avendo peraltro il coraggio civile di firmare i suoi contraddittori e confusionari scritti con il proprio nomee la propria carica.

Dr. Giammichele Molino
Presidente del circolo Idv di Vasto “Michele Colantonio”

Smile

Carnevale ... pochi anni orsono.



Nella valle dei Timbales.

Carnevale ... tanti anni orsono.


Who shot the sheriff ?

Grande successo su "Il Grillo".

Quanta fatica occorre fare, per riuscire a parlare di progetti concreti.

Purtroppo anche noi del circolo Vasto 1 M. Colantonio riteniamo che in politica occorra “litigare”, per far sì che le posizioni diverse possano delinearsi meglio. Semplicemente noi pensiamo che occorra confrontarsi su cose concrete. Nostro malgrado i politici vastesi spesso si sono “appassionati” ai percorsi dei cortei funebri, o al totocandidature solo per stare alle più recenti polemiche da pollaio (ringraziamo il presidente Berlusconi per l'efficacia dell'espressione) registrate negli ultimi tempi.
Allora, ecco il paradosso della situazione: c'è un problema conclamato. L'area intorno al S. Pio è da riqualificare. Lo hanno detto tutti. L'ospedale è sotto scacco. Lo hanno detto tutti. Noi avanziamo una proposta per affrontare il problema, e la risposta é: MA COSA DITE!!! LA SOLUZIONE È... NELL'OSPEDALE DI CUI SI VAGHEGGIA DA 12 ANNI E DEL QUALE NON È STATA ANCORA POSATA LA PRIMA PIETRA! Dobbiamo dire che siamo letteralmente basiti. E con noi tutta la cittadinanza che ci testimonia, nelle forme più diverse sia gradimento che interesse. Parliamo della cittadinanza, non dei “precettati” ai convegni politici (dai quali beninteso la cittadinanza si tiene bene alla larga). La cittadinanza adesso partecipa e lo fa con decisione, spazzando via i puerili tentativi di mettere un cappello politico ad iniziative volte a beneficio della collettività tutta. Casomai non si fosse capito intendiamo fare riferimento a quanto avvenuto intorno al progetto “cava a punta penna”, e alle relative “magre” figure rimediate da taluni. A tutti coloro i quali invece fa piacere che vengano affrontati temi concreti noi diciamo non temete. Noi continueremo a parlare di cose da fare. Sarà questa la nostra campagna elettorale.
Agli amici di qui quotidiano, amichevolmente suggeriamo per il futuro, onde evitare sfondoni come quelli dell'articolo di Elio Bitritto, di... leggere prima quanto diffuso con tanta cortesia e precisione dai vari organi di stampa. Solo a mo' di esempio citiamo histonium.net del 9.2.2010, nel quale si può agevolmente leggere “previa realizzazione di necessarie infrastrutture l'ospedale può tranquillamente rimanere dove si trova adesso”.
I progetti operativi li mettiamo a disposizione di chiunque, nel frattempo li stiamo illustando a tutti gli interessati. In quanto a scomodare concetti di “doppiezza e inadeguatezza” anche lì faremmo un pochino più di attenzione. Purtroppo le delibere del consiglio comunale sono documenti pubblici, e solo per esempio, nella delibera n. 108 del 15.12.2009 del consiglio comunale http://www.comune.vasto.ch.it/e_view.asp?E=8764 possiamo trovare ben 5 Vastesi che hanno votato CONTRO L'ACQUA PUBBLICA A VASTO. Noi non aggiungiamo commenti, certi che la cosa darà da pensare a molti.
Agli amici dell' IdV di Vasto diciamo invece che, registriamo con piacere posizioni diverse da quelle del circolo Vasto 1 “M. Colantonio”. Noi comunque, potendo contare sul prezioso apporto di esperti in vari settori, abbiamo affidato il compito di fornire talune delucidazioni al nostro Presidente, persona SICURAMENTE competente a riguardo. Per il resto, invitiamo la segreteria politica dell'IdV !?! (rimaniamo tuttora stupiti della capacità dei nostri amici di inventare organi statutariamente non previsti) a continuare ad occuparsi dei settori nei quali si è sinora distinta. Vale a dire: difesa dei contravventori del codice della strada, presentazione di emendamenti per avvicinare gli immobili alle strade e... teleferiche.

Il circolo IdV Vasto 1 “M. Colantonio”

sabato 13 febbraio 2010

Detto tra noi ...

Guarda quel castello
è tuo, è tuo se lo vuoi...
Io aprirò il cancello
e tu, tu mi seguirai...
... e dentro i viali di quel giardino, ti ci ritroverai:
ci hai vissuto per ore ed ore nei sogni tuoi...
... ed alla sorgente di acqua fatata poi ti disseterai,
ma già tu scuoti la testa, la favola forse sai...
... si, è vero!
Detto tra noi, sono solo un brigante, non un re,
sono uno che vende sogni alla gente,
fa promesse che mai potrà... mantenere.
Favole sì, ne ho contate ma tante, tante sai.
Detto tra noi, io non sono un gigante,
draghi non ne ho ammazzati mai...
Ho un progetto in mente,
un parco in ogni città.
Quanto spazio verde,
la vita per voi cambierà...
... e costruirò ponti e larghe autostrade, a dieci e più corsie
senza code a caselli, pedaggi e altre diavolerie.
... e tutta la gente che è costretta ad emigrare, a casa tornerà,
ma già scuotete la testa, più non mi credete ormai...
... si, è vero!
Detto tra noi....

... e chi ci ha pensato!


Mi chiedo perché, le cose importanti, si valutano solo alla fine. Così che, in merito alla viabilità intorno al nuovo parcheggio di vai Foscolo, gli abitanti si accorgono solo ora che dovranno sopportare disagi e l’amministrazione sta, solo ora, predisponendo le necessarie disposizioni inerenti la viabilità.
A questo punto non rimane che aspettare. Tuttavia mi urge segnalare, un fatto curioso, dovuto alla carenza di valutazioni. Della serie: ” … e chi ci ha pensato!”.
Gli autisti dei pullman elettrici sono coperti di tutto punto, con cappotto, cappello sciarpa e guanti. Qualcuno si è chiesto perché? Io si e mi sono dato una risposta. Se si accende il riscaldamento, questo consuma elettricità, quindi quella a disposizione non basterebbe per completare il giro previsto. I bravi autisti di conseguenza, stoicamente, sopportano il freddo.

Premonizioni di un liberale?

Da Noi vastesi


NEL 1964 L'INTELLETTUALE VASTESE EX PRESIDE DEL MAGISTRALE DECISE DI PUBBLICARE A CARNEVALE UNO "SCHERZO" INTITOLATO "LA STORIA DEL GABBIANO", ...PARTENDO DALLA RADICE "GABBARE" DI TALE NOME. E chi non gabba in Italia?

da leggere
di Lino Spadaccini

Dopo aver apprezzato la pubblicazione de “La Storie” di Fernando D’Annunzio, oggi parliamo di una piccola pubblicazione risalente al 1964, del compianto prof. Mario Sacchetti, dal titolo “Storia del Gabbiano”.
Decisamente poco conosciuti, questi versi in lingua, da cantare sull’aria di stornelli romani, rappresentano un esempio di “Storia vastese”, da cui si discosta per la scelta della lingua, con un fine forse più intellettuale, ma scritto con gusto, garbo, molta ironia e dal risultato sicuramente gradevole.
Scriveva il prof. Sacchetti nell’introduzione: “Si racconta che, in una regione non ben definita della penisola, in un’epoca imprecisata della nostra storia, una parte cospicua di popoli italici si riunirono per deliberare circa l’animale da assumere come simbolo nazionale, e la loro scelta cadde sul gabbiano. Orbene, meditando sui motivi di quella scelta”, e prosegue, “un ignoto epigono della scuola di Esopo ebbe l’estro di comporre la presente canzone, dedicata agli esimi rappresentanti di quell’Italia allegra… Onde egli, rifacendosi ad una tradizione paesana, secondo la quale in tempo di Carnevale si usa cantare la Storia, ossia una rivista dei più notevoli e piccanti fatti di attualità, ho pensato bene di pubblicare questo documento, acciocché esso sia debitamente divulgato, nella speranza che gli insegnamenti più difficili a penetrare attraverso la via maestra del discorso serio possano trovare adito alle coscienze attraverso il sentiero dello scherzo e della facezia”.
Ed allora leggiamo alcuni passi della Storia del Gabbiano, o per meglio dire del “gabbato”:
In questo giorno fausto di baldoria, / amici miei, venite ad ascoltare / la peregrina e deliziosa istoria, / ch’io qua sono venuto a raccontare: / è la storia del gabbiano, / animale molto strano; / udite udite, / fate tesoro e poscia riferite /… La favola racconta che gabbiano / è un animale strano e assai complesso, / che specie in mezzo al popolo italiano, / è destinato al più grande successo; / perché il nome, se vi pare, / vien dal tema del gabbare: (e) / se non gabbiamo, / ditemi voi come ce la caviamo? / Per questa occulta sua virtù profonda / la specie dei gabbian si propagava: / sul patrio suol, dall’una all’altra sponda, / come un’epidemia poi dilagava: / gabba tu che gabbo io, / con impegno e con gran brio; tutti gabbiani: / birboni, indifferenti e puritani. / Se il medico non gabba, il suo cliente / Se non lo gabba pure l’avvocato, / a casa non riportano un bel niente, / e ognun di loro rimarrà gabbato; / gabbar deve l’ingegnere, / l’impiegato ed il banchiere, / il professore, / il magistrato e il burbero esattore. / Il commerciante, se non sa gabbare, / vuol dir che non conosce il suo mestiere, / e se non gabba, certo non sa fare / l’industrial, l’agricoltor, l’artiere: / gabba l’ultimo pivello, / gabba questo e gabba quello: / oh gabbamondo! / quale mestiere trovate più giocondo? /… Ma un giorno in mezzo a questo baccanale, / si leva dei politici la schiera, / dicendo: qui le cose vanno male, / se non si cambia il vento e la bandiera; / se si prende questo aire, / dove mai si andrà a finire? / perché ogni gioco / è bello appunto quando dura poco. /… Si insegnerà che tutti siam fratelli e che innanzi alla legge siamo uguali; si insegnerà che, come ai tempi belli, / l’amor di patria deve metter l’ali; e che poi la religione, tra le luci, è il gran lampione, / che può guidare / questo disperso gregge a pascolare. / E così, continuando la baldoria, gli uomini diplomatici e avveduti / credono di gabbare anche la storia, / co’ eserciti comprati e poi venduti. / Ma, ad un tratto, ecco il buon Dio / dice: qui ci penso io; / chi v’ha insegnato / che qualcheduno mai m’abbia gabbato? /… Voi liberi accordare vi potete / sul campo immenso delle buone azioni, / ma, se scegliete il male, incontrerete / sciagure, guerre e rivoluzioni; / e chi, col suo allegro fare, / crede infine di gabbare / il Padreterno, / sceglie anche lui, ma scegliesi l’inferno.

venerdì 12 febbraio 2010

Quì quò quà e le "profezie" sul 2012.

Dimostrando di conoscere le premonizioni che vogliono l’apparizione di UFO sulla terra entro il 2012, almeno quelli di Qui quotidiano hanno capito e, probabilmente non volendo, sottolineato la possibilità di mantenere l’ospedale “civile”, nel luogo dove si trova ora.
Già il piano regolatore del 1971, prevedeva la realizzazione di infrastrutture necessarie al funzionamento del nosocomio, previo l’abbattimento di un intero quartiere ma, per fortuna, nessuno se ne era accorto. Ora, forse consigliati da qualche studioso di storia dell’urbanistica, su Qui, si dice tra le righe che “una soluzione ci sarebbe ma dovrebbe prevedere l’abbattimento del tessuto urbano, per un raggio di cento metri tutt’intorno all’ospedale esistente ed una strada a quattro corsie che si sviluppi lungo l’Anghella (Angrella) e Santa Lucia”. Non è il caso di scomodare Haussmann o Cerdà, e nemmeno evocare gli sventramenti operati durante il regime tanto caro agli amici di Qui quotidiano, per capire che con l’abbattimento della “Garbatella di Vasto” ovvero le obsolete case popolari intorno all’ospedale, e l’utilizzo delle aree “verdi” dell’Angrella, si potrebbe dotare l’area di quelle infrastrutture che mancano, effettuando una operazione urbanistica degna di questa parola. (Perché a Vasto, "Urbanistica", è solo una parola della quale molti confondono il significato) Per quanto riguarda la ristrutturazione dell’edificio, rimando a successive critiche.
E Pozzitello? Li vedo una zona di impianti sportivi e ricreativi. Non so perché, forse credo agli UFO.

Touchè!


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Non e' la politica in senso generale ad essere contro Vasto ma i Vastesi stessi! Da che ricordo, Vasto e' sempre stata ingovernabile, anche quando c'era la DC che aveva il 60% di consiglieri. Chi e' causa del suo mal, pianga se stesso...

Vota (Col)antonio, vota (Col) antonio.


Da Noi Vastesi

Marino ha detto...

ma che è?
Francescopaolo, ...ma che ti parli addosso? Attento, c'è sempre un rovescio della ...frittata. Perchè soltanto il dire degli altri è "chiacchiere"?

Tu da architetto sai bene: la misura, delle cose e nelle cose, è assolutamente necessaria. Lo dico ...perchè me l'ha detto il medico (che ho di dentro).
Io che "medico", nè sapiente sono, da semplice "vento marino" ti dico:
Aspetta il tempo del fare (e questo non è, piaccia o non piaccia il tuo momento), lì si vedrà ...tua nobilitate. Come per tutti, speriamo diversamente dai tutti.
Intanto puoi anche dire, di tutto e di più, ma fai anche tu ...chiacchiere, come gli altri, come quelli che non sei tu o non sono del Circolo tuo. Non commettere l'errore di pensare che se sei bravo tu, automaticamente o per forza non valgono niente gli altri. Gli altri - scusami la filosofia spicciola - possono essere la tua seconda possibilità di esserci... Chiudo con: Ma a te, te l'ha prescritto il medico di stare nell'Idv? E aggiungo: credi di averne 'guadagno', pensi che non saresti lo stesso posizionandoti altrove?
11 febbraio 2010 09.44

Anche il titolo è di Marino. Lo ringrazio per tutto.