sabato 6 marzo 2021

Cerco titolo per questa foto.


Questa foto ai più sembrerà una foto comune, un gruppo di ragazze tra le dune della spiaggia della Marina di Vasto. A me però non sembra una ... "foto comune". 

L'immagine in bianco e nero di un gruppo di spensierate ragazze, scattata alla fine degli anni Cinquanta mi da l'idea di una versione al femminile de "I Vitelloni" di Federico Fellini. Non potendo però dare un titolo simile a quello del film, poco adatto al genere femminile, spero che qualcuno con immaginazione più fervida della mia (in questo periodo) mi possa aiutare a trovarne uno adeguato.

Tra le "ragazze" riconosco, oltre che mia zia Nicoletta Laccetti (siorridente in alto al centro), Maria Tenaglia, Gina Tana (la prof.) Maria Molino e forse Donatella Ciccarone. Delle altre, che mi appaiono velato ricordo di quando avevo quattro o cinque anni, non ricordo il nome. 


domenica 28 febbraio 2021

... e anche febbraio è passato


Ti vidi a Vasto sull’immenso mare

Quel mar d’Abruzzo pieno di splendore

Negli occhi tuoi perdetti pace e cuore

E nel ricordo un nome diedi a te.

 

Ti chiamerò Marina

Ti chiamerò Marina

Dagli occhi azzurri e chiari color del mare

Dai bei capelli d’oro  color del sole

 

Ricordo sempre amore

Che disegnasti un cuore

Su quella sabbia ardente di pieno agosto

E il grande mar cantava davanti a Vasto

 

Cerco invano di trovare il tuo sorriso

Su ogni volto che somiglia al tuo bel viso

E m’illudo e ti vedo

 

Ma non sei tu Marina

Ma non sei tu Marina

Dagli occhi azzurri e chiari color del mare

Dai bei capelli d’oro color del sole

 

Ti chiamerò Marina

Ti chiamerò Marina

lunedì 15 febbraio 2021

Quando la zanzara voleva pungerci ma ...

 



Adesso, come nella commedia di Aristofane, si discute sulla presenza di donne al governo. Noi avevamo polemicamente sollevato il problema già tanti anni fa. Ogni tanto è bene ricordarlo. Io sono contro le "imposizioni" e a favore del merito. 

A Vasto cinque candidate alla carica di  Sindaco. Hanno meriti? Li evidensiassero e le voteremo. Non hanno meriti? Perchè cinque candidate di sesso femminile?

Apriamo un dibattito.

sabato 13 febbraio 2021

Dai trabocchi ai ristotrabocchi: una metamorfosi pericolosa per la Costa dei Trabocchi.


La metamorfosi alla quale siamo noi tutti abituati è quella che porta dal bruco, un essere non dotato di particolari doti estetiche, alla farfalla, che tutti apprezziamo per la particolare bellezza. Gli uomini pure, quando inseguono il vero ed il bello, sono capaci di creare dei capolavori indiscutibili, ma quando dichiarano di perseguire fini nobili ed invece agiscono per il tornaconto personale o di parte, creano mostri di indicibile bruttezza. Questo sta avvenendo nel corso degli ultimi anni alla Costa dei Trabocchi, grazie al discutibile operato della Provincia, con la bozza di regolamento della via verde, e della Regione, con le conseguenze della legge regionale del 10 giugno 2019, n. 7. Soffermiamoci su uno di questi esiti. La Regione Abruzzo ha sancito per legge che i trabocchi sono “edifici”, ma un edificio deve essere dichiarato “agibile” per essere utilizzato e l’agibilità si ottiene con un “certificato di collaudo”. Nessun tecnico potrà mai firmare in scienza e coscienza il certificato di collaudo per un trabocco, perché si tratta di una struttura costruita in maniera empirica e con materiali diversificati (ferro e legno), su basi instabili, tra l’altro sottoposti dall’acqua marina ad un processo di accelerazione del degrado, e soggetta alle sollecitazioni talora spaventose dei marosi. In teoria, quindi, i trabocchi sono “edifici” che non potrebbero essere utilizzati, visto che non possono essere “agibili”, in quanto non collaudabili.

Il fine della legislazione sugli edifici è quello di “tutelare la pubblica incolumità” e dobbiamo riflettere su questo concetto, perché oggi siamo sempre più portati a considera l’iter progettuale e costruttivo come un insieme di pratiche amministrative da produrre. Non è così e ce lo ricordano in ogni momento le tragedie che hanno sempre come causa la volontà di “profitto a tutti i costi” che sfida le leggi della natura, cioè della fisica.

È evidente che la legislazione regionale ha nel tempo svilito i trabocchi, definendoli beni culturali e paesaggistici nel 1994, mentre oggi negli atti ne parla e ne scrive come se di fatto fossero dei ristoranti, dotati di sala ampia fino a 160 mq calpestabili, di servizi (cucina, bagni e rispostigli) fino al 50 mq e capienza massima di sessanta persone, personale ed ospiti compresi. Chiamiamoli allora “ristotrabocchi”, per non confonderli con quelli che ancora sono i veri trabocchi. Ad ogni modo, anche se per i ristotrabocchi fosse riconosciuta una superficie ampia anche un quinto di quanto stabilito dalla legge regionale n. 7 del 2019, siamo ben al di là dei massimi dimensionali dei trabocchi tradizionali, quelli che hanno dato vita al marchio “Costa dei Trabocchi”. Non potrà più chiamarsi Costa dei Trabocchi quando, in un futuro molto vicino a noi, la maggior parte dei trabocchi sarà sostituita dai ristotrabocchi, che non sono, ripetiamo, trabocchi. È evidente che la messa in atto di questa metamorfosi, legittimata da una legislazione regionale che ha voluto favorire uno sparuto gruppetto di operatori della ristorazione, a svantaggio anche degli operatori della terraferma, ci lascerà un marchio svilito e  – cosa ancor più grave - un paesaggio del tutto degradato, incapace di rappresentare in modo genuino e verace il suo territorio di riferimento e di attirare l’attenzione dei viaggiatori. Insomma, una costa sempre più povera e degradata.

Vasto, 11 febbraio 2021

Italia Nostra del Vastese

ARCI – Vasto

Associazione civica Porta Nuova

Forum Civico Ecologista

Gruppo Fratino Vasto

WWF Zona Frentana e Costa Teatina

giovedì 11 febbraio 2021

Comincia la ... battaglia.

 


Il movimento, che sottotraccia stà attraversando la Città del Vasto (ormai titolo pomposo) in merito alla imminente (forse) tornata elettorale, sta cominciando a venire in superficie.

Come ho già accennato si parla di candidati (serebbe il caso di parlare di candidate) alla carica di Sindaco ma, piano piano, anche alcuni aspiranti alla carica di Consigliere comunale, con molta discrezione, cominciano a muoversi e a chiedere "consensi". Io continuo a ripetere la domanda: 

"in base a quale esperienza, in base a quale competenza, in base a quale proposta si chiede questo consenso?".

L'amministrazione (rigorosamente con la minuscola) "uscente" sta sparando le sue bombette: le fogne alla Marina, lo spostamento di biblioteche da un luogo ad un altro (soldi sprecati ed altri immobili svuotati nel centro storico), qualche marciapiede eccetera. L'opposizione, che grazie alle menti saccenti dei propri ledaders riesce a perdere da 15 anni come se avesse un preciso disegno che la vuole relegata in questo ruolo, non riesce a liberarsi dei vecchi "Badoglio".

Quando ci faranno conoscere qualche proposta concreta?

I cittadini, tifosi dei vari schieramenti, appiattiti sul "solemarequiete" e abituati a al ruolo di "comari al sole", protestano su tutto e chiedono "l'astratto". 

Chiediamoci: "Quali sono le priorità per Vasto?" Concretamente: "cosa dovrà essere realizzato nei prossimi 5 anni, e, chi chiede di essere eletto, come dimostra che riuscirà a realizzare quanto promette?" Non ci vuole la palla di cristallo per vedere i prossimi neoeletti, alla fine del loro mandato, risponderci: 

"purtroppo, per colpa di quelli di prima, non siamo riusciti a realizzare i programmi promessi".

... magari però, in cinque anni, qualche postarello al parente lo hanno trovato.

mercoledì 10 febbraio 2021

Vasto: la città delle donne

 


Se Federico Fellini rinascesse e dirigesse oggi, nuovamente, il suo film “La città delle Donne”, lo scenario che lo ispirerebbe di più sarebbe Vasto. Non lo sarebbe però, per i suoi scorci panoramici o per le altre tante qualità che la città possiede. Lo farebbe osservando il movimento della politica locale in attese delle prossime elezioni di primavera o di autunno che Covid voglia.

A Vasto, da qualche tempo, appaiono manifesti e si leggono articoli su persone di sesso femminile già candidate alla carica di Sindaco. Altre persone, dello stesso genere, in altri schieramenti, litigano tra loro, per assumere questa figura di candidato a questa carica istituzionale.

I “maschietti” che si occupano di politica, hanno capito che ormai è maturo il tempo nel quale le funzioni di dirigenza cittadina siano affidate a una donna. 

Vuoi vedere che dietro i "tentennamenti" sulla scelta del candidato di "destra", che in tanti asppettano ci siano "problemi di donne"?  

La situazione è sempre la stessa ormai da molto, troppo, tempo. Si punta a un candidato che abbia appeal e che conduca alla “vittoria” ma nessuno parla di programmi chiari. 

“Io voglio realizzare questo”. “Punto”. “Propongo di fare questa cosa in cinque anni e lanciare idee di sviluppo in prospettiva”. "Punto". 

Tra qualche tempo invece, si comincerà a sparlare dei soliti, atavici programmi fumosi e inizierà a circolare voce di “promesse” a questo o a quello. Dietro queste “Pie”, si candideranno schiere di persone inutili e … tutto resterà come prima.

Se Federico Fellini girasse ora a Vasto “La città delle donne”, non sceglierebbe Marcello Mastroianni per il ruolo di protagonista ma Alfonso Signorini. Il perché, ve lo spiegherò (forse) in un prossimo post ... e vi spiegherò anche la scelta dell'immagine.


venerdì 22 gennaio 2021

Le coperte più belle alle finestre ... passa il Marchese.


A Vasto ancora si sognava e si "partecipava". Osservate le coperte più belle esposte dalle finestre e dai balconi. 
Ora se si passa tra quelle strade, non so voi ma io mi sento in un "perpetuo lockdown". 
Che tristezza, che abbandono (uno buono) "in quei luoghi" dove tu sei nato dove non passa più nemmeno la processione del Venerdì Santo.







 

Una lunga storia


Contro il reato di stampa, che da tempo si perpreta anche (e forse di più) nei media, non si trovano definitive soluzioni. Forse sarebbe il caso di riprendere il discorso dalle origini.

martedì 19 gennaio 2021

Boomers alla vastarola.


Quando diciamo "questi giovani di oggi ..." ricordiamo quello che siamo stati. Oggi scartabellando tra vecchie foto, mi sono apparse queste e colgo l'occasione per sorridere un po'.















 

lunedì 18 gennaio 2021

Sembra oggi


 Una vignetta del 1939 che sembra disegnata oggi ... se non fosse per la forma delle mascherine. 

domenica 17 gennaio 2021

LETTERA APERTA AL SINDACO DI VASTO E ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE


Egregio Sindaco di Vasto, gentile Assessore all’Ambiente

le associazioni che rappresentiamo, come voi ben sapete, sono enti di puro volontariato, uomini e

donne che, alcuni da decenni, e senza chiedere niente in cambio, dedicano parte del proprio tempo

alla cura e alla difesa dei luoghi in cui tutti abitiamo.

Per questo nel lontano dicembre del 2016 accogliemmo con favore la proposta dell’Amministrazione

comunale di istituire il Tavolo per l’Ambiente: “uno strumento fondamentale per garantire la sinergia

necessaria tra i diversi attori coinvolti nella difesa e nella promozione dell’ambiente” (così il

comunicato dell’Assessore) “che realizzi, in modalità continuativa, la partecipazione delle

associazioni ambientaliste all’attività programmatoria dell’Ente” (così la Delibera istitutiva)

mediante “la condivisione, la partecipazione di idee e progetti” (così il Sindaco).

Purtroppo i quattro anni seguenti non si sono dimostrati all’altezza dei dichiarati propositi.

In quattro anni di attività il Tavolo è stato sempre e solo convocato sui temi decisi dall’Assessore,

con i tempi decisi dall’Assessore, con gli invitati e i partecipanti decisi dall’Assessore. Una situazione

che certo non può dirsi di “condivisione di idee e progetti”, e meno che mai di “partecipazione

all’attività programmatoria dell’Ente”. Così alcuni temi decisivi e strategici come il nuovo Piano di

Assetto Naturalistico di Punta d’Erce (la cui bozza circola tra gli addetti ai lavori da anni); la ZES; il

nuovo PRT; i siti potenzialmente contaminati di Punta Penna sono passati completamente sotto

silenzio. Più che un Tavolo per l’Ambiente, un Tavolo per l’Assessore all’Ambiente.

Quando, nello scorso dicembre, 13 associazioni hanno finalmente chiesto all’Assessore l’adozione di

un regolamento del Tavolo che, come normalmente accade nel resto della Penisola in organismi del

genere, ne sottraesse il funzionamento all’arbitrio di una parte sola la risposta è stata totalmente

negativa. L’amministrazione comunale ha persino respinto la richiesta del rispetto della (propria)

Delibera istitutiva del Tavolo, che ammetteva a partecipare “un rappresentante per ciascuna

associazione ambientalista d’ambito comunale [o nazionale] che manifesti la propria volontà di

adesione”. Le associazioni che non piacciono all’Assessore, e che pure ne avrebbero diritto,

continuano a non essere invitate.

Che dire di un Comune che non rispetta nemmeno le proprie delibere?

Stando così le cose perde di senso ogni nostra ulteriore permanenza. Il nostro credito di fiducia nei

confronti dell’Assessore si è esaurito. Ritiriamo dunque, con rammarico, la nostra partecipazione al

Tavolo per l’Ambiente.

Cordiali saluti.

Vasto, il 16 gennaio 2021

Michele Celenza (Associazione civica Porta Nuova)

Davide Aquilano (Italia Nostra del Vastese)

Lino Salvatorelli (ARCI)

Luigi Cinquina (CAI)

Domenico Ranieri (Cobas Vasto)

Nicholas Tomeo (Forum Civico Ecologista)

Marco Cannarsa (Guardie Ecologiche Ambientali Volontarie)

Stefano Taglioli (Gruppo Fratino Vasto)

sabato 16 gennaio 2021

Democrazia


Se l'Assemblea condominiale approva un punto all'ordine del giorno che lede i diritti di un condomino e questo condomino è in minoranza, e pur facendo notare il danno subito viene "perculato" (ripetutamente) dall'Amministratore del condominio, come deve agire?
Applicate questa metafora allo Stato e fatemi sapere a quale conclusione siete arrivati.

venerdì 15 gennaio 2021

L'articolo di un "vastarolo" su un "vastarolo" a favore di Vasto.

 


Il buon Espedito Ferrara scriveva, ormai tanti anni addietro, un simpatico articolo su Francesco Cicarone. Se avete letto il post precedente, leggete e trovate la differenza.

lunedì 11 gennaio 2021

Il peggior difetto di Vasto

 


Chi viene a Vasto e si guarda intorno, se non si accorge di alcuni particolari dovuti ad incuria ed abbandono, non può che pensare: "questo luogo è un paradiso". Del resto lo diceva già Serafino Razzi (da non confondere con Antonio) nel 1575 *.  Eppure, come si usa dire, i guai della pentola li conosce il coperchio.

In questi giorni, mi è capitato tra le mani un volume del dizionario biografico dedicato alle genti d'Abruzzo e incuriosito l'ho sfogliato alla ricerca di personalità "vastarole".

Attratto dalla figura di Francesco Ciccarone ho cominciato avidamente a leggere le due pagine a lui dedicate e, manco da dirlo, sono rimasto "sbigottito". Sbigottito dalla superficialità impiegata dall'autrice dell'articolo nel descrivere il personaggio, se non il più importante, sicuramente uno dei più importanti della città del Vasto nel 900 e non solo.

Invece di cercare notizie e magari approfondirne la conoscenza, la redattrice già sulla prima pagina, si dilunga sulla figura di Gabriele D'Annunzio, riportando le parole che il Ciccarone aveva dedicato al Vate ma che poco incidono sulla storia e sulla figura di colui che fu eletto Deputato del collegio di Vasto nel 1904.

Nella seconda pagina invece la "scrittrice" si sforza di denigrare un volume di memorie, scritte di getto e mai rilette, dallo stesso Ciccarone negli ultimi mesi della sua vita, e su chi ha provveduto, magari maldestramente, alla sua pubblicazione. 
Invece di occupare spazio nel volume di una opera destinata ai posteri scrivendo queste cose che magari potevano trovare spazio in un "giornaletto" locale, poteva descrivere "il Nostro" con argomentazioni assai più valide. 
Come la stessa "scrittrice" evidenzia, Ciccarone si affida ad una prosa stentata perchè non è uno scrittore, ma, potrei aggiungere io, solo perchè non ne ha avuto il tempo necessario.

Il colpo di grazia, poi, al "Vastarolo" Francesco Ciccarone è stato lo scrivere: "Uomo di non vasta cultura". Avete mai visitato la sua biblioteca?
Lasciamo perdere l'aggettivo "vasta" che associato al nome della nostra Città aprirebbe spazi immensi di discussione e evidenziamo che il "buon Francesco" leggeva i classici inglesi e fracesi in lingua originale, aveva imparato la lingua tedesca e, tra l'altro, aveva tradotto il "David Copperfield" direttamente dall'inglese al tedesco ... e si potrebbero aggiungere e ostentare tanti argomenti che testimoniano la sua "non vasta cultura", ma ne lascio la descrizione alle parole trovate in un trafiletto dell'epoca che si conclude apprezzando Francesco Ciccarone con "La sua molta dottrina e la sua grande bontà".

Ora mi chiederete: "ma qual'è il peggior difetto di Vasto?" Possibile che non ci siate arrivati?



* Il Vasto: Terra deliziosa, che già era chiamata una picciola Napoli, risiede in sito basso, rispetto a gli alti monti che gli stanno alle spalle: ma alto però e rilevato in comparazione al mare che gli sta davanti, e vicino circa mezzo miglio.
Abonda questa Terra di ogni bene, di pane, di carne, di pesce, e d’uova. Et il vino ciò in tanta copia che ciaschedun’anno se ne caricano assai barche per Ischiavonia, per Vinezia e per altri luoghi. E con tutto che siano vini preciosi, sono nondimeno per lo più del tempo a bonissimo mercato.





venerdì 8 gennaio 2021

Nel 2021 si vota!!!


Cominciamo a capirci. Quest'anno, in qualche modo, si voterà. Già da tempo sono iniziati i movimenti di truppe e di ... cammelli. 

Per ora hanno cominciato a presentarci alcune "facce" ma siamo sicuri che dietro queste "mascherine" ci siano capacità? 
Quali sono i temi da seguire e quali programmi ci presenteranno? Solite pappette? Soliti polpettoni?

Domanda n°1:   Dove si vuole condurre la città?

 

Benvenuto nuovo anno

 

Dopo tutto, il 2020 per me non è stato tra i peggiori anzi devo dire che, qualche paura a parte, mi ha dato soddisfazioni. Soddisfazioni che spero si concretizzino ulteriormente in questo 2021. 

Ho cambiato il look al blog e questo perchè penso che ricomincerò a scrivere e pubblicare molto presto. Avevo bisogno di stimoli e questi sono arrivati.

giovedì 31 dicembre 2020

lunedì 14 dicembre 2020

Calcio Femminile. A proposito ...


Aspetto che qualcuno mi traduca dallo spagnolo questo articolo apparso nel settembre 1968, sulla rivista argentina Histonium, edita dal nostro concittadino (mecenate) Carlo Della Penna.

Sono stato attratto dalla foto, soprattutto dall'abbigliamento delle calciatrici ma penso che l'argomento sia assai più ... profondo.

sabato 12 dicembre 2020

Un piccolo (grande) sfogo.

Vogliamo dare l'immagine del pulito ma ... i panni sporchi si lavano in famiglia.

Quello che è successo oggi in Abruzzo è una barzelletta. Rewind, svegliamoci di nuovo e si vedrà che non è vero. Non può essere!

Un giorno ancora di "ROSSO", perchè? 

Un giorno prima o un giorno dopo cosa cambia? 

Le beghe politiche? Stronzi che non siete altro! (non riesco a trovare un termine più educato) Vedetevela tra di voi! 

Non riuscite ad immaginare il danno che avete fatto, con la scelta di riportare un giorno, ripeto "un giorno", l'Abruzzo in zona rossa? 

A chi giova? Che vantaggio si ottiene? Quello di dimostrare chi è più forte? E "stica!" non ce lo metti? 

Forse siamo un popolo di Fan, un popolo di tifosi, pronti ad attaccare la "fazione" avversaria? 

Sicuramente molti lo saranno ma la maggior parte della gente sta scoppiando, per la incapacità di questa classe dirigente, che dovrebbe essere in grado, se non di risolvere, almeno di limitare i danni che il POPOLO sta subendo. 

Basta con le improvvisazioni, basta con gli incompetenti, basta con la politica che non capisce i problemi e, soprattutto, per motivi di parte, li crea.

Avete pulito le vostre mutande con questa azione? Sappiate che lo sporco andrà al mare.

domenica 6 dicembre 2020

Consiglio a ...

 

Ho assistito, alcuni giorni addietro, ad un dibattito sul web a cui, tra gli altri, hanno partecipato il consigliere comunale Edmondo Laudazi e l'assessorA Paola Cianci. Non sto certo a dilungarmi sul contenuto del dibattito, che partito bene è finito come al solito in "simme e Napule paisà", ma su uno screzio tra i due "sopracitati".

Il consigliere, ad un certo punto della discussione ha usato il termine "stronzate", l'assessorA, che non aveva altri argomenti per confutare il discorso nel suo contenuto, ha approfittato di questo termine per spostare la discussione sulla "maleducazione", stoppando così Laudazi e attirando l'attenzione degli ascoltatori. Naturalmente quelli di parte hanno sicuramente usato la dicitura: "la Cianci ha asfaltato Laudazi" e , dal punto di vista della comunicazione probabilmente è così.

L'ing. Edmondo Laudazi, persona troppo educata, proprio per la sua educazione ha fatto un passo indietro rendendosi conto che sarebbe stato meglio non utilizzare quel termine.
Ecco l'errore! Una conscia ammissione di "colpa". 
L'avvocatA Paola Cianci invece ha approfittato del suo modus lavorandi e si è attaccata al termine distraendo l'ascoltatore creando bagarre e spostando l'attenzione di questo su un argomento vuoto e spicciolo che però era di facile presa.

Un Vittorio Sgarbi (docet) avrebbe approfittato del richiamo accusatorio della Cianci la quale sarebbe stata polverizzata, non avendo argomenti da contrapporre se non quello (opportunista) del turpiloquio, rispetto a quello (concreto) sul quale si stava discutendo.

La prossima volta l'Ing. Laudazi dovrebbe utilizzare un linguaggio consono alla sua educazione. Se il Signor Edmondo, malauguratamente, dovesse utilizzare un linguaggio "alternativo", ben sapendo che questo è ormai di uso comune e non più solo del "volgo", ha l'obbligo di continuare il discorso, rispondendo all'interlocutore di turno: "questo è il linguaggio che vi meritate".