giovedì 10 febbraio 2011

Dubbi su una voce proposta nel 'conto' della Sasi .... e la bella lavanderina.


Da Histonium.net (di Paola Cerella):L'acqua è un bene prezioso, anzi, è il più prezioso dei beni, visto che senza acqua non c'è vita e, proprio per questo motivo, l'acqua merita rispetto e "chiarezza".

In questi giorni ci è stata inoltrata dalla Sasi la bolletta per la fornitura idrica ricevuta e abbiamo potuto verificare che in bolletta, accanto alle tre voci standard "distribuzione idrica", "fognatura" e "depurazione", compare l'ulteriore voce "incremento 20% fogna/depurazione ex art. 141 L. 388/2000". Che sarà mai questo incremento del 20%? Di quale imposta si sta parlando? Tale voce fu inclusa alcuni anni fa (in conformità con il quadro normativo vigente) per finanziare opere primarie nella rete fognaria. L'Ato contrasse un mutuo di 5.849.230,83 euro, che fu versato e utilizzato dalla Sasi per la realizzazione delle opere previste. L'incremento tariffario del 20%, però, ha generato dal 2003 al 2009 complessivi 6.816.587,36 euro. La differenza pari a 967.356,53 euro ha coperto integralmente gli interessi maturati nel periodo 2003-2009 ed ha generato una plusvalenza non prevista dalla normativa. Perché, dunque, tale voce continua ad essere inclusa nella bolletta? Non è che si sta chiedendo ai cittadini di continuare a pagare un'opera finanziata e completata per generare altra "cassa" da utilizzare per investimenti non ancora definiti ed approvati?

Se così fosse, non ci risulta che esista alcun motivo perché i cittadini debbano pagare in anticipo delle somme per eventuali investimenti nel settore fognario-depurativo. E' lecito ipotizzare, dunque, che si tratti di un'imposta non dovuta? Se così non fosse, qualcuno ci smentisca subito, altrimenti è altrettanto lecito che i cittadini interpellino le associazioni dei consumatori per valutare se è opportuno pagare le recenti bollette ricevute e/o intraprendere una class action.


Aggiungerei qualcosa a quanto sopra detto.
Secondo me, per i cittadini vastesi dalle bollette dell'acqua andrebbero decutate le spese di gestione delle autoclavi. Oltre al costo dell'impianto e della manutenzione di queste, il costo dell'elettricità per il loro utilizzo non incide poco sulla spesa familiare.
Si badi inoltre che il possibile risparmio proposto dai fornitori di energia elettrica per determinate fasce orarie, non può essere messo in atto (es. per fare il bucato).
In quelle ore infatti manca proprio l'erogazione dell'acqua e in fase di lavaggio potrebbero svuotarsi i serbatoi.
Questo è solo un esempio del disagio causato dalla cattiva estione del "servizio" acquedottistico.

mercoledì 9 febbraio 2011

La duna, le dune. Li cillitte, li cillune:


Ieri ho seguito con interesse il dibattito sul piano Sic, sito d’interesse comunitario tutelato dall’Unione europea. “Fumettisticamente” (mi si passi l’avverbio “Laqualunquiano”) mi verrebbe da esclamare: “sic!” Oppure, ostentando cultura ed usando una locuzione latina, potrei dire che l’argomento è stato affrontato “sic et simpliciter”. Ma non voglio allargarmi troppo e, come mia consuetudine, mi pongo delle domande: Le aree riservate ai “servizi” che come ha detto in Consiglio il progettista, “non si limitano ai servizi igienici ma sono destinate anche ai sevizi di ristoro eccetera” da chi saranno gestite? La pineta adiacente l’area oggetto di pianificazione, che come ha detto l’Assessore Suriani “ha un valore inferiore all’ambiente dunale”, che danno subirà?
E’ solo il caso di ricordare che due pini di piazza Rossetti, scapitozzati e maltenuti, non possono essere tagliati, mentre pare che buona parte della pineta “debba” essere tagliata per fare spazio ai … “servizi”. Ho detto “pare” per non allarmare quei cultori della natura che “pare” debbano essere gli stessi curatori dell’area.
Ho registrato l’intervento del sindaco in merito all’approvazione del piano ma ve ne risparmio la visione, però non posso non pubblicare alcune foto che susciteranno “curiosità” e spero “disgusto”. Quello che si vede è solo la parte che emerge. Camminando nelle zone fotografate si sente sotto i piedi rumore di bottiglie di plastica vuote. Queste non si vedono perché coperte dalla vegetazione.
Da qui una ulteriore serie di domande …
No! me le riservo per il futuro.



Ricordo di "Filandro".


Quando ne lontano 1988 mi incaricarono di allestire una mostra su Filandro Lattanzio ne fui felice. Ne fui felice perché in quella occasione lo conobbi e passammo molto tempo insieme. Parlammo di arte ma soprattutto di “vita” e di come questa va vissuta. Mi raccontò di come “realmente” avvenne il suo “incontro” con Pablo Picasso (ridemmo molto) e tanti altri aneddoti. Mi invitò varie volte a casa sua e mi chiedeva insistentemente di scegliere qualche quadro che mi piaceva, tra i tanti che aveva ancora. Io non lo feci per non sembrare “approfittatore”. Oggi penso invece che lui interpretò la mia rinuncia come una forma di valutazione negativa della sua opera. Spero però che questo sia solo un mio pensiero.
Mi affidò un suo autoritratto ed io diligentemente lo fotografai e lo restituii. Un giorno mi disse: “mi devi fare il progetto per la casa” io pensai che mi prendesse in giro, poi però aggiunse “la mia ultima casa” e lo diceva seriamente. Mi sembrava impossibile che quell’uomo potesse morire e, così come si usa fare, sorridendo gli dissi “allora c’è tempo”. Ma quel tempo fu più veloce della mia penna. Di Filandro mi rimane solo una … diapositiva.

Mancano 94 giorni al "diluvio".


Cominciate a guardarvi intorno.

martedì 8 febbraio 2011

Senza la Pro Vasto, consoliamoci con ... Scarpasciudd


IN UNA CALDA GIORNATA POMERIDIANA, PIOGGIA DI GOALS….
di Luca Storto

MONTERREY 7 – TOLUCA 3


Arbitro sig. Vittorio Patriarchi

MONTERREY (maglie blu): Ronzitti L(2°t Docuta),Ronzitti, D'Adamo, Ronzitti N, Sboretto, Puddu, Soldano, Ronzitti Ni, Angiolillo, Lemme, Docuta (2°t.Ronzitti L).

TOLUCA (maglie gialle): Loreta, Antenucci, Di Marco, Ruzzi, Budano, Fanucci, Sebastiani, Reale, D'Angelo, Cicchini, Storto.

Se le partite giocate il sabato fossero inserite nel prospetto Snai, l’Over(3 o più goals nello stesso match) sarebbe certamente quotato ad 1.01, ovvero certezza assoluta di pioggia di goals. Questo è un pomeriggio condizionato dalle tante assenze (stranamente) sia da una parte che dall’altra. Dopo 5 minuti sbloccano i gialli con Pietro Hulk D’Angelo ben servito da L.Storto, il quale, grazie ad alcuni rimpalli fortunosi in area, insacca per l’1-0. Il gioco dei gialli è tambureggiante ma come una doccia fredda in pieno inverno arriva il pareggio ad opera del pistolero Angiolillo ben servito dal profeta Ronzitti. I gialli non demordono e costruiscono dopo alcuni minuti un’azione da manuale: Cicchini( a mezzo servizio) innesca Fanucci che di prima serve una palla d’oro a G.Reale il cui bolide finisce sotto il sette tra gli applausi scroscianti del Capitano(“Finalmente ti si mbarat a iuca’). La reazione dei blu non tarda ad arrivare: in un’errato rinvio effettuato da Ruzzi, cross di Sboretto dalla destra e girata vincente da rapinatore d’area ancora di Angiolillo che non perdona la difesa avversaria. Le ostilità si chiudono su un 2-2 che presagisce altre marcature nel corso della partita. I gialli, inizialmente disorientanti ed ancora in fase di assetto, subiscono subito lo svantaggio: da fuori area bomba di Angiolillo,palla che finisce prima sulla traversa e poi sullo sfortunato Loreta, insaccandosi in rete. La Toluca’s Team si disunisce e in una decina di minuti vengono letteralmente travolti da una doppietta di uno spumeggiante Lorenzo Ronzitti ed ancora da Angiolillo portando il risultato su un’umiliante 6-2. Gli attacchi dei gialli risultano sterili grazie ormai ad una super collaudata difesa Ronzitti-Puddu-D’Adamo. L’ultimo scorcio di partita vede un sussulto di orgoglio dei gialli ad opera ancora di un mai domo G. Reale il cui diagonale trafigge l’incolpevole Docuta ed ancora il sigillo finale di Angiolillo che chiude i giochi(poker per lui) per una schiacciante vittoria(7-3).

Classifica cannonieri 22 gol: Luigi Angiolillo 18 gol: D'Angelo 10 gol: Ronzitti L 9 gol: Reale; 7 gol:Budano, Storto, 6 gol: Ronzitti Ni 5 gol: Lemme, Serafini A 3 gol: Cicchini, Colonna, Docuta, Di Girolamo, Soldano 2 gol: Serafini S 1 gol: Di Rosario, D'Ercole, Di Marco, Di Foglio, Marino A, Rossi

Grazie alla ... Biblioteca Mattioli.


Se c’è una cosa che a Vasto funziona, è la Biblioteca Mattioli. Non so giudicare se funziona “al meglio” ma sicuramente funziona. Quando cerco un libro “introvabile”, tramite il personale della Mattioli, riesco sempre a trovarlo. E’ il caso di “Un giorno con Lucia”. Un libro scritto da Olivia Fincato e Renato D’Agostin su Lucia Servadio Bedarida.
Probabilmente questo nome ai più dice assolutamente niente. Io però nel “giorno della memoria”, ogni anno, da quando fui Assessore alla cultura, penso a questo “importante” personaggio, che per alcuni anni, tristi anni, visse a Vasto.
Da quando sono venuto in possesso di una lettera, nella quale si parla del Dottor Nino Vittorio Bedarida, dopo aver conosciuto la storia di sua moglie, mi sono sempre chiesto quale fosse il pensiero di questa donna dalla vita “immensa”, per qualità e per durata, e se serbasse il ricordo della nostra Vasto. Scorrendo le pagine del “prezioso” libro a lei dedicato, mi sono commosso per quello che lei dice.


… La vita procede serena fino a quando arriva l’invito per Nino Bedarida di prendere il posto di Primario Chirurgo dell’Ospedale Civile di Vasto.

L’invito proveniva dal prof. Paolucci, una persona politicamente influente, un vecchio amico, non potevamo rifiutare.
Speravamo che quello potesse essere un primo gradino nella carriera professionale di mio marito. All’epoca regnava e dominava il sistema del protezionismo.

Nell’estate 1930 tutta la famiglia si trasferisce a Vasto. L’accoglienza non è delle più calde; Lucia e il marito sono considerati come degli stranieri che vengono a prendere possesso di territori non loro.

Ma a poco a poco per la capacità professionale e per la nostra corretta maniera di vita, abbiamo conquistato la loro fiducia e la popolazione si è resa conto che non eravamo lì per succhiare il loro sangue e arricchirci alle loro spalle.
Nonostante l’ospedale di Vasto fosse d’ordine religioso cattolico ci amavano, pur essendo ebrei.


Una descrizione del carattere dei “vastaroli” che ….

Mancano 95 giorni al "diluvio".


Mi piacerebbe vedere gli elettori sorridenti.

lunedì 7 febbraio 2011

Lo scaricabarile.


Fatto increscioso e ... sempre più imbarazzante.

Circolerebbero voci, peraltro non confermate, tese a mettere una pezza al vergognoso utilizzo di un fungo a gas da riscaldamento nella Pinacoteca di Palazzo d'Avalos. La voce affermerebbe che simile obbrobrio sarebbe stato autorizzato dalla Sovrintendenza. Fermo restando che se il custode ha eseguito un ordine, male ha fatto perché si doveva rifiutare, se invece ha preso un'iniziativa allora malissimo ha fatto. E di tutta evidenza che lui è solo l'ultimo dei problemi, e che quello che palesemente non ha funzionato è la catena dei controlli, dipendente – funzionario – dirigente – assessore - sindaco. Tutti costoro, hanno fatto una orribile figura nel caso specifico, dimostrando pressapochismo ed incapacità. Il tutto a spese del pubblico patrimonio, come al solito. Ma io sono certo che questo passaggio era già evidente ai miei attenti lettori. Voglio invece sperare, con tutte le mie forze, che queste voci circolanti siano prive di ogni fondamento. Lo voglio sperare, perché se così non fosse il mio sconforto aumenterebbe ulteriormente, perché vorrebbe dire che siamo “circondati” dall'incompetenza, siamo “accerchiati” dall'incapacità e quindi tanta fatica dobbiamo ancora fare per raggiungere livelli accettabili. Allora rivolgo un formale appello alla sovrintendenza perché si esprima e si tiri fuori da questo episodio oltremodo imbarazzante per tutti coloro i quali ne sono stati protagonisti.

Ve lo avevo detto ...


Da Vastoweb:

VASTO - Da Nicola Del Prete, coordinatore provinciale di Alleanza per l'Italia, riceviamo e pubblichiamo:

"In una recente riunione del Consiglio Nazionale di Api, a Roma, è stata presa in esame la proposta abruzzese di organizzare a Vasto i corsi di formazione politica in programma dal 3 al 5 marzo prossimi, al termine dei quali si svolgerà l’Assemblea Nazionale di Api. Pertanto, Vasto è una delle sedi accreditate per lo svolgimento di questa manifestazione che porterà nel luogo scelto, oltre 600 giovani provenienti da tutta Italia e la partecipazione di numerosi parlamentari. Una vetrina nazionale per la nostra città che avrebbe una vasta eco su tutti i mezzi di informazione. Il Senatore Francesco Rutelli, che è stato a Vasto su mio invito nel giugno scorso, ed i suoi più stretti collaboratori sono rimasti favorevolmente colpiti dalla serietà e dalla verve dei giovani dirigenti abruzzesi, per questa ragione attendevano un “report” completo sulla location da noi proposta e sulle possibilità di utilizzare il Palazzo D’Avalos e le sue sale per il migliore svolgimento degli incontri. In tutta franchezza, devo dire che il sindaco è stato ben lieto di garantire il suo impegno perché una manifestazione di tale portata diventa una importante vetrina per la nostra città. Con la disponibilità dell’amministrazione comunale, anche alla luce di una precedente delibera di giunta approvata in funzione della Festa Nazionale dell’Italia dei Valori, abbiamo potuto inviare al Consiglio Nazionale di Api una dettagliata proposta e adesso, incrociando le dita, attendiamo di conoscere l’esito della scelta. Questa notizia non avevamo nessuna intenzione di renderla pubblica, almeno fino a quando non fosse stata confermata da Roma. Le circostanze, purtroppo, e le informazioni distorte circa l’incontro avuto con il sindaco, mi hanno imposto di fare chiarezza al fine di sgomberare il campo da stupide insinuazioni che vanno smorzate con vigore. Il sottoscritto, in qualità di coordinatore provinciale di Api, in piena sintonia con Rutelli ed il coordinatore regionale Marino Roselli, è da mesi al lavoro nel tentativo di creare in Provincia il Nuovo Polo assieme all’Udc, Fli, Mpa, liberaldemocratici e repubblicani. E’ questo l’obiettivo politico che mi è stato chiesto ed è questa la prospettiva che, mi auguro, venga condivisa dagli amici delle altre forze politiche impegnate in questa difficile sfida. Le altre ipotesi, in questo momento, possono essere valutate dai movimenti civici a me vicini con grande autonomia e con libertà di scelta, ma l’impegno e la speranza di Api vanno nella chiara e netta prospettiva di presentarsi alle elezioni amministrative con il Nuovo Polo. Tanto per onore di verità".

Mancano 96 giorni al "diluvio".


Non mi dispiacerebbe un sindaco così, forse perchè non lo conosco personalmente. Quando lo acolto però, mi viene da pensare che ci vorrebbe una persona così per "amministrare" Vasto.

domenica 6 febbraio 2011

Notizie "dall'estero".


Da Vasto Web: (Cronaca di San Salvo)

.... Il centrodestra ha anche annunciato una lettera ad Antonio Di Pietro, leader dell'Idv: "Il partito della legalità dovrebbe spiegare perché il suo rappresentante in commissione d'inchiesta, Paolo Palomba, non ha mai partecipato alle riunioni. Poi si è astenuto nel voto finale in Consiglio comunale. Perché - è la domanda velenosa di Magnacca - l'Italia dei valori non solleva una questione morale anche quando c'è di mezzo il centrosinistra?".

Mancano 97 giorni al "diluvio".

sabato 5 febbraio 2011

Mancano 98 giorni al "diluvio".




Da Piazza Rossetti che riprende da "Il Messaggero":



... E sul fronte delle possibili alleanze l’indiscrezione di un incontro informale che Lapenna avrebbe avuto con Nicola Del Prete, leader di Alleanza per Vasto. Era stato il coordinatore di ApV, Davide D’Alessandro, a parlare di dialogo aperto con tutte le forze politiche, Pd compreso. ...

Calma ragazzi! Io conosco bene il motivo dell'incontro.
"Facimme ammuina?"

Se fosse vero quanto sopra però ....

Caro Davide, "tutti" vediamo ma ...


Caro Direttore oggi ho visto persone rovistare tra i contenitori dei vestiti dismessi, oggi ho visto un vecchio e malconcio anziano che con un gancio recuperava oggetti da un cassonetto della spazzatura. Sento di persone che fermano l'auto perché non hanno denaro sufficiente per ripararla o per assicurarla o ancora che non ha denaro per il carburante. Sempre più spesso si sente che carte di credito vengono ritirate e tagliate e che persone stacchino assegni ad ignari fornitori, pur sapendo che non potranno onorarli. Vedi persone aggrappate alla speranza di una provvidenziale vincita al gratta e vinci .... che però fatalmente finisce per aggravare la situazione già di per se grave per la mancanza di una stabile occupazione. Accendi la TV e osservi il dorato e luccicante mondo dei Paperoni e delle carnose signorine che forti della loro prorompente ed intrigante "viso" pensano di aver trovato il loro futuro gioioso e paradisiaco. Che differenze abissali offre oggi la mia giornata da una parte gente che rovista tra maleodoranti cassonetti della spazzatura e altre che utilizzano e sprecano così tanto denaro in un solo giorno che potrebbe bastare per dare di che vivere per migliaia di persone. Non e' che la nave viene governata da inetti e obsoleti politicanti privi di ogni vergogna? Pensano di poter fare tutto perché tanto "così fan tutti" io penso che questi signori si sbagliano! Non e' questa l' Italia che voglio, non e' questa l'Italia che meritiamo. Oggi ho visto un ragazzo che pur tra grandi difficoltà per via di una grave forma di sclerosi multipla, pur con le gambe che sembrano due pezzi di marmo e in cui ogni passo e' una lotta contro la gravità, tenta di lavorare ai fornelli per dare ai suoi clienti una buona cucina e farli sentire a loro agio. Da buon Italiano ti offre senza indugio una buona tazza di caffè. Questa e' l'Italia che mi fa sentire orgoglioso di essere Italiano, questa e' l'Italia che non si arrende neanche davanti alla più feroce delle malattie. Tante persone ogni giorno combattono e lavorano stringendo i denti e serbando nell'intimo il loro dolore e cercando di sorridere ugualmente e ringraziando Dio per il dono della vita anche se piena di sofferenze. Oggi ho visto un umile netturbino che con una ramazza ripuliva il bordo strada da foglie e ciottoli non lo conosco ma l'ho salutato e lui alzando la testa mi ha risalutato con un saluto ed un grande sorriso. Oggi come non mai ci sono tanti negozi chiusi per sempre e imprenditori scorati con in testa le numerose scadenze e mutui da pagare che lavorano e ti accolgono con gentilezza. E' l'Italia, e' la nostra Italia fatta da tanta brava gente che continua a dare il massimo pur tra enormi difficoltà di tutti i tipi. Tutti noi abbiamo un compito ed e' quello di costruire un' Italia degna di essere vissuta oggi ed essere una buona Patria degli Italiani di domani ... i nostri figli.
Cordiali Saluti da Davide Delle Donne

venerdì 4 febbraio 2011

Senza vergogna.


Sindaco! Ma ti rendi conto di quello che dici?
"Fino ad ora non si poteva fare niente". Hanno distrutto il centro con sopraelevazioni e ristrutturazioni "cervellotiche" ed ora con questo piano (se così si può chiamare) gli speculatori saranno autorizzati alla sistematica distruzione. Delinquenti! siete dei delinquenti! Chiedo ad Anna Suriani, Lei che sa, Lei che ha seguito, quando era Assessore all'urbanistica, i discorsi dell'Architetto Cervellati: "per favore, si dissoci da queste scelte scellerate".

Un fungo da dehors per riscaldare la pinacoteca.


Smarrite tutte le regole nella gestione di Palazzo d’Avalos.

Si è tenuta a Palazzo d’Avalos un’interessantissima conferenza intitolata “L’incontinenza urinaria nella donna”. A questo incontro hanno partecipato relatori di chiara fama che hanno interessato la folta platea degli intervenuti. Dobbiamo tuttavia rilevare un fatto increscioso e imbarazzante. Increscioso per il mancato rispetto delle opere d’arte, imbarazzante nei confronti del pubblico presente e degli organizzatori dell’evento.
E’ stata concessa per un meeting di tal levatura, la sala più prestigiosa di Palazzo d’Avalos priva di riscaldamento. Il solerte guardiano di palazzo d’Avalos ha risolto il problema accendendo un fungo a gas, di quelli da terrazza da bar (quindi per esterni), proprio all’interno di questa sala.
È un fatto gravissimo. Questa fonte di calore è deleteria per i quadri dei Palizzi esposti in questo ambiente. Eppure alcuni anni fa, in occasione del concerto del pianista Andrea Alberti e del violinista Luca Ciarla, la dottoressa Bianca Campli ha violentemente aggredito “l’assessore alla cultura di allora” per aver permesso l’accensione di una coppia di faretti colorati che a modo di vedere di questa nota docente di storia dell’arte, disturbavano il luogo e avrebbero potuto erogare un calore tale da danneggiare le opere esposte. Un pretesto quello di allora, una certezza quella di oggi.
Ora ci chiediamo: è questo il modo di trattare Palazzo d’Avalos? Così rispettiamo le opere in esso contenute? È possibile trattare gli ospiti in questa maniera? Siamo certi che la sovrintendenza prenderà provvedimenti rispetto al grave fatto denunciato, in quanto la stufa utilizzata sicuramente non è adatta, e altrettanto certamente è pericolosa. Gli ospiti oramai sono abituati a questo genere di trattamento.

Non ne abbiamo bisogno.

Abbiamo parlato molto di Luciano Lapenna. Abbiamo detto molte cose e dimostrato molti fatti. Abbiamo comprovato scherzosamente che porta sfortuna. Abbiamo dimostrato (e non solo noi) molto più seriamente che amministrativamente parlando è un incapace, e quindi già solo per questo fatto, estremamente pericoloso e dannoso per la città. Abbiamo dimostrato (e non solo noi) che delle regole se ne frega un bel po', così come se ne frega delle ordinanze del Tar, alle quali ottempera quando gli va. Abbiamo dimostrato (e non solo noi) che politicamente è un virus, capace di infettare la stessa coalizione che lo ha fatto “vincere”. Un vero “bacillo”, capace di un'operazione al limite dell'incredibile. “Prendete una coalizione fatta di cinque partiti. Con quella coalizione vincete le elezioni. Poi prendete i più votati di tutti i partiti a parte il vostro... e li cacciate. Alla faccia dei cittadini che li hanno votati”. Questo è quello che ha fatto Lapenna.
Adesso possiamo dimostrare (e non solo noi) un'altra cosa. Possiamo dimostrare che la parola di Luciano Lapenna non vale nulla. Parliamo di un fatto gravissimo.
Non vogliamo ricordare tutte le interviste, rilasciate a tutti i giornali cartacei e online, in tutte le occasioni, nelle quali ha ribadito che lui ... “non avrebbe mai partecipato a primarie”, ma si sarebbe ricandidato solo se avesse ricevuto un pieno mandato da tutta la coalizione. Bene, adesso i giochi sono chiari, le primarie ci saranno, non sappiamo ancora quanti vi prenderanno parte, ma Lapenna rilascia dichiarazioni dicendo che ci sta pensando. Dice che siccome glielo chiedono, allora “lui” ci sta pensando. Capite, non dice: data la situazione, visto che l'ho ripetuto fino alla noia, “escludo di ricandidarmi”.
Io allora, e questa volta parlo al singolare, ribadisco che escludo ogni possibilità, anche eventuale, di avere a che fare con questa persona in futuro. Potrei capire tutto, la lotta politica, le basse manovre, l'incapacità, la faccia di bronzo. Ma un uomo, a mio modo di vedere, è fatto principalmente della sua parola. Se un uomo non è in grado di mantenere quello che dice che uomo è?
A questo punto non mi interessa più se si candida sostenuto da quel drappello di persone che non si capisce bene che interesse politico abbia a difenderlo a spada tratta, o se il PD accetterà l'umiliazione di candidare alle primarie uno che fino a poche ore fa diceva che non avrebbe partecipato. Io so solo che di persone così non abbiamo bisogno. Sicuramente non ne abbiamo bisogno per amministrare Vasto.

giovedì 3 febbraio 2011

Quando ancora sapevamo "sorridere".



Un "magrissi(n)o" Mc Adams' intervista una dolcissima e simpaticissima signora, durante una festa del carciofo a Cupello, negli anni Ottanta.

mercoledì 2 febbraio 2011

Do you remember ?

E Lapenna indossò la tuta
di Gabriele Cerulli

In un recente commento il consigliere di maggioranza Fabio Giangiacomo ha segmentato alcuni cardini delle due aree politiche contrapposte.

Esaltava la discussione, la compartecipazione, la condivisione, tutte cose mai viste in cinque anni di centrosinistra. Condannava la leadership di voga nel centrodestra. Rispettabile punto di vista, peraltro piuttosto oggettivo. A distanza di cinque mesi dalla deflagrazione del problema live music nei locali, nulla di nuovo sotto cielo. Invitammo il primo cittadino ad adottare immediatamente un regolamento che disciplinasse la materia, evitando il procrastinarsi di tempi prodomici a meri interessi elettorali. Lo dicemmo in maniera sobria, civile, tanto per. Non nutrivamo dubbio alcuno che ciò non sarebbe avvenuto. Chiedemmo pubblicamente e per primi, rivendicazione inflazionata nel lasso di pochi giorni, un grande incontro pubblico che comprendesse la presenza di tutte le componenti interessate. Amministrazione, rappresentanze di categoria, gestori, residenti del centro storico e artisti. Lapenna la convocò in tempi rapidissimi,mandando in avanscoperta la sodale Anna Suriani in una pre riunione carbonara con 18 gruppi il giorno precedente. Si andò, dunque, ad incontro pubblico nella maniera più scorretta possibile, con un documento già sottoscritto da una parte consistente del panorama musicale cittadino (i 18 del giorno prima). Al termine, sembravano tutti felici e contenti. Palla al consiglio comunale. Quale scusa migliore per far dilatare i tempi? Vedi Fabio, nella mia cultura si agisce. Nella mia cultura un sindaco avrebbe preparato o fatto preparare un regolamento, tenendo conto delle risultanze dell’incontro con le componenti interessate nei limiti del possibile. Così è se vi piace! Sennò tenetene conto quando si tornerà alle urne. Eeee, ma è na parole…La poltrona, il ruolo, la livrea. Si lasciano mica così leggermente? “La politica è fatica è discussione è lacerazione e ricomponimento”, parole e musica dell’avv. Fabio Giangiacomo, consigliere di maggioranza al Comune di Vasto, era Lapenna. Nel frattempo sono passati cinque mesi e siamo al punto di partenza. Una città sul mare e con sedici chilometri di costa, priva di un normalissimo strumento amministrativo indispensabile alla disciplina della vita notturna, quindi, già fortemente deficitaria, preferisce “lacerarsi, discutere (temporeggiare mi suona più aderente) e ricomporsi” invece di dotarsi! Scommettiamo che un Fabio Neri o chi per lui sarà un candidato di Lapenna? Ieri mattina il sindaco si è recato in Comune in tuta. Ha forse capito qu’il est necessaire commencer a courir?

Dedicato a chi non può permettersi "Ruby" ... almeno.

martedì 1 febbraio 2011

Meglio sarebbe stato il cavallo di Caligola (mi spiegherò in futuro)

Se il giudizio sull’operato di un sindaco si deve ridurre al fatto che non ha subito avvisi di garanzia , allora siamo proprio … rovinati.

Noi Vastesi non sappiamo perché Gianni Melilla ha detto quello che ha detto. Avrà avuto le sue ragioni. E sul giornale del Presidente Forte, abbiamo già letto delle posizioni di Sel rigide e coerenti quanto una canna al vento. Però io ho ancora una domanda: Ma Gianni Melilla che ne sa di quello che è successo a Vasto? Probabilmente molto poco, nondimeno chiede (chiede lui!) “... a tutte le forze del centrosinistra, di ricomporre il quadro politico locale, nell'ottica della sua riconferma alla guida della città”. Se ne sono accorti anche i ciechi che L'UNICO ostacolo ad un centrosinistra ampio e forte a Vasto è Lapenna, per il semplice fatto che con i suoi comportamenti ha coscientemente distrutto il centrosinistra (che già c'era) a suo personale uso e consumo, e adesso arriva un compagno (di merende?) a dire che il sindaco uscente ha fatto questo e ha fatto quello. Lo sappiamo noi qui a Vasto cosa ha fatto il compagno Lapenna, e sappiamo anche cosa non ha fatto. E sappiamo anche cosa avrebbe voluto fare. Io credo che sia addirittura difficile riuscire a seminare tanto odio intorno a se fra quelli che erano compagni di coalizione, coalizione che aveva il collante di una vittoria storica a Vasto. Eppure Luciano Lapenna ci è riuscito. Certo non fa molto onore a chi ha abboccato alle sue puerili manovre che in realtà erano solo delle monotone ripetizioni del “divide et impera”. Però chi vuole bene a Vasto ha l'obbligo di guardare avanti. E chi invece prende una posizione ha l'obbligo di documentarsi. Avvertite Gianni Melilla che anche il cane di Luciano Lapenna (oltre che i componenti della giunta e la quasi totalità della sua risicata maggioranza consiliare) stava prendendo le distanze dal progetto su Colle Pizzuto, mentre lui insisteva in pubblici dibattiti e consigli comunali. Ma si sa, quando uno ce l'ha nel sangue l'aggregazione del centrosinistra!
Quando vuole. Quando vuole Gianni Melilla, sono disposto a incontrarlo pubblicamente o privatamente per raccontargli fatti, non parole, su quello che il sindaco di Vasto ha fatto o non ha fatto a Vasto e alla coalizione. Se invece Gianni Melilla non volesse incontrarmi penso che le moderate parole di Cetto Laqualunque siano appropriate.