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venerdì 17 settembre 2021

Sul raddoppio della SS16 ... Moderni Tratturi.

Da Francescopaolo Spadaccini ricevo e pubblico questa analisi che reputo meriti grande considerazione.

In tempi di elezioni amministrative si fruga nei cestini e negli archivi alla ricerca di argomenti da rinfrescare e riportare all'attenzione degli elettori.

In questo safari, tra scaffali e faldoni, non poteva mancare il raddoppio della statale 16 (SS16). Non saprei dire esattamente da quando se ne discute, ma posso testimoniare che ho letto un documento di programmazione che contiene questo argomento e che portava la data del 2009;  firmato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Presidente Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. A sua volta il documento cita precedenti atti amministrativi risalenti al 2003 e 2006; questo del 2006 era stato presentato al Ministro Antonio Di Pietro.

Quindi ci sono tutti e nessuno può tirarsi fuori, perchè tutti hanno dato la spintarella quando ne hanno avuto l'occasione. Ma si sa, col tempo la faccenda si ingrossa, le condizioni al contorno cambiano, ma tutti continuano ad operare ed opinionare come se i presupposti iniziali fossero rimasti immutati.

Nessuno ha mai avuto dubbi sulla necessità di quest'opera; nessuno ha tirato in ballo questioni paesaggistiche, ferite all'ecosistema, problemi di espropri, attività agricole massacrate: tutti d'accordo a sostenere che ci serve. E fingiamo di non sapere che una strada è portatrice di molti sconvolgimenti, oppure lo sappiamo ma vogliamo credere che i vantaggi siano superiori agli svantaggi.

Adesso voglio provare a fare il bastian contrario e spero di stimolare qualche riflessione, ma di quelle che si fanno stando con i piedi per terra.

Nelle aule scolastiche il traffico viene studiato prendendo a prestito alcune delle regole dell'idraulica, assimilando il flusso dei veicoli all'acqua che scorre nei tubi (le strade). Pensate a questo mentre proseguite nella lettura.

La motivazione più ricorrente  è che il raddoppio della SS16 devierà buona parte del traffico che oggi intasa la tratta vastese. Quindi stiamo pensando di deviare un flusso in transito, non di accumulo. Cioè stiamo dicendo che buona parte dei veicoli che oggi ci assillano non si fermano da noi, ma vanno oltre, verso sud o viceversa, e che devono per forza passare da noi perchè non hanno alternative. E questa alternativa la offrirà proprio il raddoppio.

Questo vuol dire che buona parte del traffico che oggi ci affligge, una volta deviato sul raddoppio, ce lo dovremmo ritrovare confluito dopo San Salvo e fino a Termoli; viceversa, fino a Vasto nord. Ma qualcuno ha mai osservato il traffico sul ponte del Trigno o quello alla deviazione per Punta Penna? E vi sembra paragonabile a quello della tratta tra Autostello e marina di San salvo? A me proprio no.

Il traffico da Vasto marina a marina di San Salvo, non è traffico di transito, altrimenti proseguirebbe oltre questi due punti. E' invece traffico stanziale, locale, di sosta, casa e lavoro, passeggiata in spiaggia, pizza al fresco, casa al mare ... che non avrà nè motivo nè convenienza ad usare il raddoppio. Tornando all'idraulica è come l'acqua che si accumula in un serbatoio.

Sento già le grida di contrappunto, ma voglio ascoltarle e porre domande semplici, in primis agli automobilisti e agli autisti di mezzi pesanti.

Cominciamo immaginando un pacifico posto di blocco alla rotonda di Punta d'Erce, e una delle uscite è proprio verso il raddoppio, l'uscita n.1, mentre l'uscita n.2 è quella verso Vasto.

Prima vettura A (vA): (il controllore si avvicina) dove va? ... a Termoli in vacanza, a un concerto a Foggia, ... a trovare parenti a Campomarino. ... Da dove viene? ... Da Pescara. Perchè non ha scelto l'autostrada fino a Vasto Sud o fino a Termoli? ... Perchè sono un masochista e un tirchio. ... Bene, prenda la 1. Grazie.

Seconda vettura B (vB): dove va? ... a Vasto Marina, ... per vacanza, ... a trovare parenti, ... ad un concerto, ... a una sagra, ... per una mangiata di pesce, ... per comprare la ventricina.... Da dove viene? Da Pescara, ... da Ancona, ... da Bologna. ... Perchè non ha preso l'autostrada? ... L'ho fatta fino a Vasto Nord. ... Bene, prenda la 2. Grazie.

Primo camion (cA): dove va? A Termoli. Da dove viene? Da Pescara, ... da Ancona, da ... Bologna... Che trasporta? ... Materiale vario. ... Perchè non ha fatto l'autostrada fino a Vasto Nord o direttamente fino a Termoli? ... Perchè la mia ditta non rimborsa autostrada e mi piace guardare il mare. ... Bene, prenda la 1. Grazie.

Secondo camion (cB): dove va? ... A Termoli. ... Da dove viene? ... Da Pescara, ... da Ancona, ... da Bologna ... Che trasporta? ... Derrate alimentari per alberghi, negozi, mercati e centri commerciali di Vasto e Vasto Marina. ... Perchè non si fa l'autostrada? L'ho fatta fino a Vasto Nord. ... Bene, prenda la 2. Grazie.

Ho cercato di ridurre a 4 gli esempi di tipologia di traffico, distinguendo tra quello (leggero e pesante) che dovrebbe imboccare il raddoppio, (vA + cA), e quello che invece, (vB + cB), deve necessariamente entrare in zona Vasto. Ora invoco un ragionamento razionale e senza pancia.

Il raddoppio sarebbe tecnicamente giustificato, con tutte le sue conseguenze, se il volume di traffico (vA + cA) fosse nettamente, ripeto nettamente, superiore a quello che invece deve fermarsi a Vasto (vB + cB). Come dire che per 1 veicolo che entra in Vasto, 2 o 3 veicoli/camion deviano sul raddoppio. Pensate che questa sia l'attuale situazione? Cioè, pensiamo che verso di noi arrivi una massa d'acqua di cui una parte minore rimane nel serbatoio locale e il grosso fluisce verso Termoli? Io penso avvenga esattamente il contrario.

Oppure vogliamo continuare ad illuderci che avremo un futuro dove il traffico industriale e turistico esploderanno? Queste erano le motivazione di 15 anni fa; qualcuna si è avverata?

Ora prendiamo le aree industriali principali. L'area di San Salvo, con Pilkington Denso ecc., quali vie di trasporto utilizzano? Di sicuro la A14 e/o le ferrovie. Crediamo che si possano innamorare del raddoppio per risparmiare il pedaggio tra Vasto Sud e Vasto Nord? Dico nord perchè verso sud non c'è partita.

E le aziende a Punta Penna? Anche loro per risparmiare il pedaggio autostradale si farebbero il raddoppio fino a San Salvo e poi proseguono verso sud sulla A14? Dico sud, perchè verso nord non c'è partita.

Osservando le industrie in queste due grandi aree, vi sembrano esplose negli ultimi 15 anni? E il turismo, vi sembra raddoppiato nello stesso periodo? Notate che ci siano programmi dell'amministrazione che vanno in questa direzione? O, al contrario, movimenti di opinione che bloccano ogni nuovo insediamento?

Ma l'alternativa al raddoppio già c'è. Vediamola.

Leggo che per il raddoppio si parla di circa 70 milioni, mentre per una uscita A14 a San Lorenzo (Vasto Ovest) ne basterebbero 10.

Realizzare un nuovo casello a Vasto Ovest, sarebbe la decisione più intelligente, più economica e meno invasiva, ed è la risposta al raddoppio che tanto cerchiamo.

La tangenziale di Milano, come quelle di altre grandi città, ha dei tratti gratuiti ed altri, per intervalli più lunghi, con pedaggio, proprio per smaltire traffico in città. Proviamo a fare dei calcoli.

Supponiamo che si faccia una convenzione con il gestore A14 riconoscendo 1 euro per ogni veicolo che entri a Vasto Nord ed esca a Vasto Ovest o Vasto Sud, e viceversa. Con quei 60 milioni risparmiati non facendo il raddoppio, potremmo far transitare gratuitamente 60 milioni di veicoli. E supponendo ne transitassero 10.000 al giorno, fanno 3.650.000 in un anno. Cioè quei 60 milioni pagherebbero il transito gratuito, Vasto Nord, Ovest, Sud e viceversa, a 10.000 veicoli per 16 anni. Sembrano calcoli empirici, e lo sono, ma sono quelli che si fanno quando si devono scegliere soluzioni ai problemi.

Tutto questo senza segare nessun albero o tagliare in due un orto. Questo è solo un esempio indicativo di quali possano essere le alternative alla realizzazione di una strada che comporta, da quello che si legge, addirittura una sopraelevata o un tunnel.

Ma se osserviamo bene, il traffico che tanto ci preoccupa è quello lungo il litorale dalla nostra  marina a quella di San Salvo. Aver costruito alberghi e residenze anche sul lato strada verso l'interno, oltre a raddoppiare il transito dei residenti, ha creato le tante occasioni di pericolo per gli attraversamenti. Se si fosse costruito solo sul lato mare avremmo avuto metà del traffico residente e nessun pericolo di attraversamento. Ma tant'è e dobbiamo prenderne atto.

Allora potremmo raddoppiare solo questo tratto, con un percorso che passi all'interno delle campagne e  oltre la linea delle costruzioni esistenti, riservando invece l'attuale percorso solo ai residenti e deviando sul raddoppio tutti gli altri, cioè tutti quelli che da Vasto, devono andare a San Salvo o Termoli, per lavoro o altro.

Concludo sostenendo che il raddoppio della SS16 è opera inutile e che i fondi disponibili, ammesso che ci siano, potrebbero essere diversamente e più proficuamente impiegati.

venerdì 4 dicembre 2015

Da Porta Nuova per "il" Santa Chiara

I vastesi ringrazino (anzitutto) se stessi.


Con una certa enfasi, e tanto di nastro tricolore è stato inaugurato ieri il ristrutturato mercato coperto di Santa Chiara. In un suo comunicato l’Amministrazione comunale ne rivendica comprensibilmente il merito, un merito che –pur con tutte le critiche e i distinguo- gli va effettivamente riconosciuto.

Riteniamo però che un merito non minore, cui non andrà tuttavia alcun riconoscimento, andrebbe anzitutto attribuito ai 1284 vastesi che nei due giorni del 29 e 30 settembre 2011 firmarono la petizione, promossa dalla nostra Associazione, per la salvaguardia e il risanamento del mercato stesso.

Prima di allora il Comune si era dichiarato incerto sulla destinazione da dare alla struttura («C’è possibilità di tutte le destinazioni d’uso», così l’ing. Marino nel Consiglio comunale del 23 marzo 2011); e anzi, con l’adozione del Piano Particolareggiato di Recupero del Centro Storico (aprile 2011) aveva avallato un’ipotesi progettuale (tavola n. 16, titolo: “Recupero abitativo: area convento S. Chiara”) che, come si può vedere, ne prevedeva l’abbattimento. Un’ipotesi, certo, ma un’ipotesi inquietante, messa sulla carta, e mai discussa pubblicamente.
Con la nostra petizione la questione è divenuta di pubblico dominio, e ciò ha costretto l’Amministrazione comunale a prendere posizione con chiarezza.
  
Morale. Quando i cittadini credono in qualcosa, e si organizzano di conseguenza, talvolta riescono a spuntarla. L’abbiamo visto con la battaglia contro la cava sottomarina (2009), con quella contro la centrale a biomasse (2011-2012), ora con quella per il mercato coperto di Santa Chiara.

Contiamo di farcela –se non lo faranno crollare prima- anche con l’ex asilo Carlo Della Penna.

giovedì 12 novembre 2015

Roby Santini in Canada e U.S.A.



Una stagione tutta d'oro quella del nostro diamante abruzzese. Dopo il clamore di pubblico suscitato per aver portato il moderno Folk di casa nostra, in diretta nazionale su Canale 5, Roby Santini inizia una nuova grande avventura che lo vedrà protagonista di un Tour fra Canada e Stati Uniti d'America. Un calendario fitto di appuntamenti, nei quali il cantautore porterà alto il nome della nostra regione con le sue tradizioni. Domenica 15 Novembre, sarà ospite di una delle trasmissioni televisive più seguite dagli italiani in Canada:  "Festival Italiano di Johnny Lombardi"  in onda all'ora di pranzo sulla City TV di Toronto. Sabato 21 allieterà i partecipanti della festa ciociara che si terrà presso ilDante Club di Sarnia (Ontario). Domenica 22, appuntamento allo Scibelli Theatre presso ilTechnical Community College di Springfield (Massachusetts) e nei giorni seguenti, farà tappa a New York, per incontri ed interviste. Gran finale Venerdì 27 Novembre,  con un meraviglioso spettacolo al Fontana Primavera Banquet Hall di Vaughen (Ontario). Qui interverranno tantissimi nostri corregionali, che vivono a Toronto e città limitrofe come Woodbridge e Oakville. Nei suoi spettacoli, Roby Santini sarà affiancato dall'attrice Cristina Amoroso,  da anni ospite fisso dei suoi show e  dalla band di Vinz Derosa, artista di origine calabrese,  protagonista di grandi eventi musicali in tutto il territorio americano. Se i vostri parenti ed amici in Canada, volessero trascorrere una serata in allegria e nel ricordo della loro amata terra, fateglielo sapere!
Tutte le informazioni  sul sito www.robysantini.com alla pagina EVENTI.

mercoledì 16 settembre 2015

Una buona notizia


Voglio esprimere il mio più vivo apprezzamento per il modo in cui mia figlia di 6 mesi è stata accolta e curata nel reparto di ortopedia dell'ospedale San Pio di Vasto, dal Dr. M. Barbato e dal fisioterapista D. Fitti a seguito di una frattura scomposta dell'omero.
I casi di mala sanità sono spesso sulle prime pagine dei giornali, ma non è tutto negativo quello che fa parte del nostro sistema sanitario. Quando un caso di buona sanità fa notizia, infatti, è molto più silenzioso.
La buona sanità esiste e a mio avviso il Dr. M. Barbato rappresenta una delle punte di diamante in tal senso.

Roberto Laccetti

martedì 8 settembre 2015

La Targa infissa, inaugurata, celebrata …e presto (notte tempo?) rimossa


Da oggi a Vasto Marina c'è "Piazza della Guardia Costiera"!  Così, trionfalmente, come per un’alta vetta montuosa raggiunta, recitava solo alcuni giorni fa, per l’esattezza il 28 di agosto, il blog piazzarossetti.it. Del resto la motivazione era e resta di per sé nobile, si direbbe ‘dovuta’ in una località marina e portuale, nell’ambito delle celebrazioni del 150° Anniversario del Corpo delle Capitanerie di Porto. A Vasto come in altre località italiane.

Oggi, 5 di settembre, e non  si sa da quale giorno addietro, tale Targa, a Vasto Marina, … non c’è più! Messa in opera con ferro e pietra, dicitura e simboli iconici, scoperta e ‘inaugurata’ alla presenza e con intervento oratorio di tutte le autorità possibili in loco, civili e religiose (sicuramente senza “concorso di popolo”) è sparita, si direbbe volatilizzata… A ben guardare ai margini della pavimentazione di quella che veniva indicata, ed è tornata ad essere,  quale “piazza degli arrosticini”, ne resta traccia soltanto in un piccolo riquadro rettangolare nella pietra, accuratamente cementato e livellato, in corrispondenza di quel che fu (…funere mersit acerbo!)  il palo di sostegno della nuova e assai simbolica insegna toponomastica.

In mancanza di notizia sul perché di tale frettolosa e inopinata rimozione, di cui la gente probabilmente neppure si è resa conto, che dire, come giudicarla? Un mistero, una buffa storia, se non una buffonata istituzionale, indicibile e vergognosa? Mentre attendo da ‘civis quadrati’ (uomo della piazza o della strada) notizie al riguardo, io fra la “gente”, quella che semplicemente guarda e vede, cui normalmente non è dato di sapere quel che il potere fa e disfa, a suo arbitrio e comodo, non posso che pensarne un gran male. Un motivo in più per confermare in noi  il crescente discredito, se non un giudizio di condanna, su ciò che alcune “persone” (maschere della commedia antica), del pubblico ruolo e funzione, frequentemente compiono contro le ragioni ideali e i valori fondanti della vita associata e democratica di questo Paese. 
E la chiamano …”politica”. Si direbbe, con amarezza, tornando a noi e a quel che qui accade: una politica del …Guasto. Ahinoi!


Pasquino d’Histonio


lunedì 7 settembre 2015

Il ricordo di "Angelina"

In merito al post sul disco del Comitato quartiere Ciccarone, ho ricevuto il gradito ricordo della stimatissima Signora Angelina Poli Molino e lo pubblico a beneficio di chi vuole "ricordare" ... e (magari) "prendere spunto" per il futuro.


Caro Paolo, rispondo con piacere al tuo quesito sul disco del “Quartiere Ciccarone”, che mi vede  - in primis - coinvolta ora, come allora, quale cooperatrice Salesiana.
Siamo negli anni 1976/1977, dove da una volontà spontanea di cittadini, nacque il “Quartiere Ciccarone”, che mi vide Presidente, e la cui storia meriterebbe di essere ricordata come esempio di come una comunità che si unisce, può essere autrice del proprio benessere, del proprio futuro.
Il disco fu uno dei mezzi con il quale, Noi del Quartiere ci sentivamo uniti. La disponibilità di due grandi amici, il poeta Nicola del Casale per le parole ed il maestro Aniello Polsi per la musica (che ora sono in cielo e per i quali prego con gratitudine), ci permisero di realizzare il disco dell’ Inno del Quartiere Ciccarone divulgato con una carica entusiasmante dall’indimenticabile “Zi  Colucce” alias Ezio Pepe, cooperatore Salesiano e Vice Presidente del “Quartiere Ciccarone”. Per mancanza di cori Vastesi  fu scelto il coro di Frisa diretto dal maestro Remo Vinciguerra.
Poi con il tempo l’oblio.

Mi chiedo, perché gli uomini dimenticano cosi presto? 
Grazie per averci  concesso questo spazio.

Con affetto e stima. 
Angelina  Poli Molino

lunedì 27 luglio 2015

Histonio, in Quadratum Barbacani. Sonanti dischi vinil-neri con originale fruscìo compreso



Ieri, a tarda sera, attraversando la Piazza Barbacani, il mio sguardo si è posato su una locandina ben illuminata ed esposta sul muro attiguo alla libreria attiva, da anni, nella promozione con pubblica lettura e commentari di libri, scrittori ed altri eventi culturali. Leggo in tabula manifesta che: die XXXI mensis Iulii, vir quidam Mc Adams’ porterà in quel sito musica proveniente da disco nero di vinile (materia sconosciuta un tempo ed oggi per fato nuovo dimenticata e dimessa) con fruscio originale – si legge – compreso.
Antiquis temporibus Histonii, ben altri  - si sa - erano gli strumenti che davano all’aria e agli astanti vibrazioni sonore e melodie di canto. Erano nei teatri, e non meno in strada, uno più aulos, unitamente a flauti, cimbali et etiam quamlibet timpanus. Hodie, nel Guasto (Gastaldia) d’Aymone, parimenti che nel tempo antico, ille homo de-Adamus (gentis  “qui bonus ac melius stat”), dal volgo degli angli deinde nomatus “Adam’s”, porterà coram populo, antiqui musicorum organa et senex carmina. Fra fruscii d’autore connessi, dal nero disco roteante, incredibile dictu, ille civis trarrà e noi udiremo suoni, parole, stimolerà negli astanti movenze corporali ritmiche.

Etiam hodie, in Histonio nuovo, … “nunc est bibendum, nunc libero pede pulsanda tellus” (Orazio, Odi), quale che sia la fonte del suono o i vetera instrumenta portati in piazza.
Necesse est quia intercedere, in eodem loco Barbacanorum, omnes: virorum ac mulierum , ita pueri ac speciosae puellae!


Pasquino d’Histonio


mercoledì 22 luglio 2015

Della notte bianca, aspettando quella rosa



Se in bianco (o in rosa) è da vivere, tra la folla, la notte. Un …”Facite Ammuina” come vi pare, e le minzioni là dove capita.

Fanno di certo lucro le hostarie, i dispensatori di bevande, nel caso varie e copiose. Va bene, per essi naturalmente, per l’economia locale, perché no! Ma: è proprio questo, sta tutto qua, quel che si vuole da tale manifestazione di città e di folla? Si comincia ad avere seri dubbi.

Dopo la “bianca” ultima di Vasto, ma pari, pari si può dire per altre “notti” di vario titolo di altre località, chi ha commentato l’evento,  in Rete o su stampa, ha parlato di “movida” (termine esotico latino-americano che tanto attrae i giovani), o, più prosaicamente, come …“tanta gente in giro”. E null’altro, per la verità, giacché anche la musica, posizionata e diffusa qua e là, più che da ascoltare, è una sorta di colonna sonora frastornante quanto funzionale: spingere tutti a “rimenarsi”, seguendo la corrente, da una parte e l’altra della città. Tanto che viene a mente un noto “Comando” dettato ai militari dell’esercito di “Franceschiello”. Lo si dice  “un falso storico”, ma non è poi tanto lontano dal vero, ancor oggi. Per giustificare ed avvalorare la folla degli ‘arruolati’, per un compito di alcun senso o fine, ad essi si prescriveva: All'ordine “Facite Ammuina”: tutti chilli che stanno a prora vann' a poppa e chilli che stann' a poppa vann' a prora:
chilli che stann' a dritta vann' a sinistra  (…) passann' tutti p'o stesso pertuso, … e chi nun tene nient' a ffà, s' aremeni a 'cca e a 'll à"!

Al tempo di Histonio nostro, quando la lingua del conversare era ancora quella di Roma, qui come in ogni romano municipio si elargiva alla plebe “panem et circenses”: un po’ più di cibo e bevande per soddisfare stomaco e voglia culinaria, spettacoli vari per ‘spensierare’ chi di norma assai nel quotidiano faticava e penava.
Anche nell’oggi, che plebe più non ci si considera, ma gens, seppur sempre più “di massa”, i capi-popolo, si dicano essi ‘populisti’ o ‘progressisti’,  per dare distrazione a quelli della civitas come quelli dell’ager,  si sentono in dovere di elargire festa, e per essa spettacoli. Con una differenza, non da poco, e di certo non è una progresso di civiltà. Nell’Evo che fu, il popolo assisteva allo spettacolo dato, nei teatri o nelle arene, da istrioni o gladiatori, da auriga su carri in corsa o da aedi o musici.  Oggi, nelle “notti” a vario titolo o con diverso nome denominate, gli spettatori si sono mutati essi stessi in attori o comparse, per un recita ex-tempore che mette in scena …la stessa “folla” inscenante.

Quanto poi al soddisfacimento dei bisogni corporali, dell’emissione d’urina in particolare, mentre al tempo di Roma e di Histonio nostro i “vespasiani” erano già stati ideati e messi a disposizione della plebe, al giorno civile d’oggi - incredibile dictu o, come si dice nel Vasto, ‘nin ci si pò crete - nessun governante ha idea che le dette fisiologiche impellenze da qualche parte - nei vicoli urbani o dove capita, indecentemente che si dica e che siano - hanno giocoforza da espletarsi. Abbondanti nell’effusione, non meno delle bacchiche o dionisiache effettuate libagioni.

Pasquino d’Histonio


lunedì 22 giugno 2015

Delle sterpaglie e pulitura giardini e terreni – Quel che l’assessore Marra non vede e soprattutto non sa



Ricevo e pubblico

Succede in Histonio nuovo, denominato anche Città del Guasto d’Aymone.

Mentre ancora aspettiamo, senza fiducia alcuna, di sapere dal personaggio municipale chi abbia nei mesi scorsi capitozzato l’albero grande di Piazzale Rodi, alla Marina; di recente, l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Marco Marra, a chi aveva preannunciato una dimostrativa “azione di forza”  per ri-pulire l’area esterna dell’ex Asilo Carlo Della Penna, ha fatto presente che il Comune ha prioritariamente altro cui dedicarsi  in tema di sfalcio delle erbe infestanti e sterpaglie. Lo farà, se e quando sarà possibile (!), pur non ignorando di come sia (stata) ridotta e si presenta tale proprietà, già privata e divenuta pubblica per donazione del benemerito, per più versi vilipeso da questa Amministrazione, Don Carlo del Vasto.

Tra le tante cose che il rifondante c. (…o rifondarolo?) Marra ha buttato lì, palesemente disturbato nel suo compito e ruolo da questi cittadini di troppo zelo civico, più che ambientalistico, non trova propriamente riscontro nelle leggi dello Stato, ordinariamente (si veda in Rete) recepite e fatte osservare da molti Comuni d’Italia.

Chi scrive non sa se il Comune di Vasto di Regolamento in materia ne abbia uno, se lo applica (a guardarsi in giro, pare di no), o comunque se l’assessore lo conosca. Se Vasto non lo ha dovutamente formulato e predisposto, se l’assessore …alla sterpaglia non lo conosce, non per questo non sono vigenti e inderogabili le norme tante e varie, prescritte per ragioni diverse, tutte riconducibili al decoro, alla sicurezza stradale e da incendio, al valore o deprezzamento della proprietà, al rispetto del luogo urbano, dei cittadini che in esso abitano non meno.  Non è che non valga, anche per lui e i suoi Uffici e Servizi, il dettato di legge, che recita in tal  maniera:
”Tutti i luoghi e spazi pubblici, privati aperti al pubblico o soggetti a pubblico passaggio, e/o luoghi privati in vista al pubblico, devono essere tenuti costantemente puliti e sgombri di qualsiasi materiale”!


Piuttosto che l’assessore …alla sterpaglia abbia a compiacersi di una “cittadinanza attiva”, cui lui darebbe o avrebbe concesso il permesso d’ingresso e di ramazzare, previa apposita domanda protocollata in Comune, direi che a un cittadino piacerebbe, di norma, che lui per il Comune, di riffa o di raffa (direttamente o con ordinanze e prescrizioni, sanzionatorie se necessario) provvedesse alla bisogna.  


Speriamo (non altro possiamo augurarci) che per l’innanzi o definitivamente presto, tale pubblico amministratore abbia ad occuparsi (… sempre ope legis, com’era già in Histonio Municipio Romano) soltanto dell’orticello suo, se ne ha uno,  e non più delle sterpaglie e/o capitozzature varie, private e pubbliche, di città.


Pasquino d’Histonio


venerdì 19 giugno 2015

La mela e la vita (nel frutteto familiare)



Ricevo e pubblico:

Alla fine del mio post mi daranno dell’omofobo o magare del “sessista”. Di questi tempi laici e progressisti è il meno che ti possa accadere, se poco, poco pensi di non concordare con le “nuove tendenze”. Per cui, sia chiaro: ad essere più serio che …pasquinante, preciso che i vari portatori sani di sesso, sia maschile che femminile, sono liberi di scegliersi e coniugarsi fra loro, come meglio e liberamente credono. Ma la notizia che mi giunge dal web,  mi spinge a fare una considerazione non futile, per quanto “da ridere”, (credendo peraltro, seppur ormai minimamente, come al tempo di Histonium, che la satira “castigat, ridendo, mores”), che riguarda sempre i comportamenti fra i sessi.

Leggo che “la confusione” o il “disorientamento sessuale”, evidente oggi nella società società umana, è un sorprendente “metodo nuovo”, bio, per ottenere nel frutteto “pomi” belli grossi, comunque non bacati. Questo perché con specifici diffusori di sostante ormonali di sintesi (“feromoni”) posizionati qua e là nel campo, …”si raggiunge lo scopo di "confondere" il maschio, così da non riuscire più a trovare effettivamente la femmina per la copula”. Il risultato – affermano i biologi prestati all’agricoltura - è che gli insetti e le loro dannose larve deposte diminuiscano decisamente nel frutteto.

Se questo è (…anche se mi pare uno scherzo da prete verso quest’altre creature di Dio), non possiamo che osservare, mettendo i due universi animali a confronto, che se per “la mela” la nuova ‘pratica’ si presenta produttiva, all’opposto, per dare vita ad un essere umano, …non mi pare proprio che sia o possa ritenersi produttiva!
Di recente mi sono incontrato con una manifestazione inneggiante o promotrice della libertà nei e dei comportamenti sessuali, ovviamente con tanto di richiesta del riconoscimento pubblico da parte della comunità sociale e soprattutto da parte degli stati. Il motto scritto sulle magliette recitava: - CondividiAmo la vita! In quel caso e momento non potei farlo, ma approfitto di questo post per osservare che nell’enunciato proposito vedo di sicuro possibile l’Amo (la possibile condivisione di sentimenti e di piaceri carnali, oltre all’ottenimento dei “diritti civili”), ma, con tale …”confusione sessuale”, in essa e con essa poco o nulla originarsi “la vita”.

Pasquino d’Histonio

lunedì 15 giugno 2015

Dalla Commedia “Il tempo e i fasti della Maggioranza in Histonio nuovo”



(dalla scena finale, in Piazza)

…………………….

Gabriele Rossetti

-Non bastaron degli annosi pini d’Alleppo alle mie spalle
le ferite dell’inverno, laide e ripetute le troncature.
Tra la palme, che improvvidamente da stolti innestate
nell’aere mostrano di metafisica risibil arborea imago,
e il lauro odoroso, per me gradita vista e che or dissecca,
nel Vasto, mia cuna, s’annega la gloria della Piazza mia!

(Sipario – Silenzio)

Pasquino d’Histonio



sabato 6 giugno 2015

In Piazza. Se e quando la “miseria” del dire è più forte della “nobiltà” dello scontro



Ieri, avevo bisogno di un pensiero spicciolo, buttato lì, da leggere senza porsi poi problemi di alcun genere. Al che ho pensato… : - Vado a cercarlo in quel di Piazza Rossetti-web! E, infatti, l’ho trovato, a colpo sicuro, come esperienza vuole. L’immagine che lo butta al bando è di uno con un megafono sulla bocca. Sembra voler dire che occorre farlo sapere a tutti, …erga omnes. Cerco di accontentarlo, nel mio piccolo ovviamente. Lo copio e incollo, … ed ecco a voi, Signori del fu Histonio! Leggiamo:


Miserie e nobiltà allo scontro - Pensierino del giorno. I probabili candidati alla carica di Sindaco per le amministrative del 2016 a Vasto, espressione delle forze politiche di centrodestra, hanno una caratteristica: o sono troppo ricchi o sono nullatenenti in cerca di uno stipendio.”

Questo è quanto. Per essere spicciolo, il pensierino lo è di certo, ma, contrariamente di quel che desideravo, sono costretto a pensare e a dir la mia.

Personalmente non ho legame alcuno, o interesse di sorta con coloro che sono “espressione delle”, sia chiaro. Però, non posso non far osservare al tizio con megafono, alla “Totò, Vota Antonio”, che il livore tutto personale verso qualcuno è sgradevolmente evidente nella sua battutina, quanto da buon cristiano inaccettabile, come osserverebbe Francesco Papa. E non è bello - diciamo così - soprattutto da parte di uno che, da quando aveva i calzoni corti, è cresciuto e si è pasciuto nelle sagrestie delle parrocchie, religiose e civili.

Fra coloro che sono “espressione delle”, chi sia “troppo ricco”, e chi “nullatenente”, …tu scis - lo sai tu, direi al notista o al suo ispiratore. Non è res che deve interessare il cittadino, o non più di tanto.  E’ invece risaputo – non ce lo nascondiamo - che, nell’intraprendere la carriera che porta a “stare al Comune”, iste ipse - anche lui, temendo che il semplice “articoletto locale” lo avrebbe tenuto nella condizione di “nullatenente” o poco più, pensò bene di procurarsi, seppur politicamente ”di riffa o di raffa”, un sicuro e lauto stipendio. Res-faccenda sua e di quegli altri. La polis, il civis, chiedono a quelli che munus capiunt
, panem et  passim (ogni tanto) circenses! Ma non buffonate … di Piazza.


Pasquino d’Histonio

venerdì 29 maggio 2015

L’uomo che non ti aspetti (che al Comune di Vasto ci sia)




Sinceramente, che nel Comune e per esso, a Vasto, ci fosse “l’Uomo della Cultura” pubblica non lo pensavo affatto, ed anzi ero convinto che non esistesse ormai da un pezzo.

Sorprendentemente, di recente, quale che sia il motivo del suo dolersi, l’Archidadamo di Histonio Nuovo, di costui dice che … “non ha voluto”. E  dunque, ho pensato, con filosofia spicciola: Se “comanda”…,  esiste. Al che, come il noto don Abbondio manzoniano, non ho potuto che chiedermi:  - Carneade…, chi sarà mai costui?

E’ cosa certa, quanto nei fatti e nelle manifestazioni evidente, che uomini ed espressioni di Cultura, in quel che è divenuto il Guasto (d’Ajmone), non mancano ed anzi tali e tanti sono le occasioni e gli atti, che se non fanno meraviglia a confronto della nota pochezza di chi “per numeri” e non per vero consenso ci somministra tasse e gabelle, fanno pensare e credere che tutto vada bene ugualmente. Eppure, con evidenza così non è, anche se quelli che del Palazzo dei Barbacani la detta Cultura, all’occorrenza (eventi, inaugurazioni, sollecitazioni), la nominano, sì, a piena bocca, ma per essi è un semplice fiato estemporaneo. Non ha ‘peso’, giacché alle loro ‘figure’ elettive non serve, o non più di tanto. E’ uno sbaffo aggiunto, come quello delle storie a fumetti!

Eppure - ancora mi son detto – l’uomo pubblico, ministrante della cultura ha da essere, le leggi lo dettano, anche se nel gioco partitico vastarolo conta poco, ed anzi niente.  Cerco allora di individuarlo e lo trovo nel tazebao virtuale del Municipio Città del Vasto. Leggo che la persona, fra le sue molteplici e importanti Cariche, al momento annovera anche questa. Eh già! Al che - facendo mia l’osservazione un po’ sfottente, eppur ineccepibile di Giuanne, amico solito dei quattro passi giornalieri in Centro – rifletto, e fra me e voi dico:
- Cussuì, … a lu Cumuine n’ha fatte tante,’nghi une e doppe nghi n’andre, ma … “la Cultura”, nin sa manghe ’ndò sta de case!
Del resto, come annotava Gaber in “Il Signor G”: - L’uomo [in Giunta]? Una stanza vuota da riempire!
Ogni riferimento all’Uomo del Comune, Vice del Primo, è …volutamente casuale! Comunque, a fin di bene. E’ per tentare di svegliare, se poco mi è dato, la ggente di lu Uaste, olim Histonium!


Pasquino d’Histonio 



giovedì 28 maggio 2015

Una bella iniziativa



Domenica 31 maggio alle ore 9:30, il  Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno  ha organizzato una escursione naturalistica nel territorio di Gissi e nel Sito di Interesse Comunitario di Monte Sorbo (Monti Frentani), tra i comuni di Carpineto Sinello, Gissi e San Buono.
L’uscita è finalizzata a rilevare e fotografare gli ambienti naturali e le specie floristiche e faunistiche più interessanti del vastese interno.
Monte Sorbo è un rilievo collinare (906 m) per buona parte coperto di boschi, in particolare cerrete ed ostrieti (carpino bianco, carpino nero). L’area è considerata di grande importanza per la conservazione della biodiversità. Tra le specie animali di maggiore interesse possiamo trovare il Lupo (Canis lupus), il Nibbio reale (Milvus milvus), il Nibbio bruno (Milvus migrans), l’Averla piccola (Lanius collurio), il Cervone (Elaphe quatuorlineata). Tra le specie floristiche, degne di nota sono ilGiglio rosso (Lilium bulbiferum), il Latte di gallina a fiori giallastri (Ornithogalum pyrenaicum) e numerose specie di Orchidee spontanee.
Nella prima parte della giornata è prevista una interessante visita al centro storico di Gissi e agli affioramenti gessosi che caratterizzano questo territorio. 
PROGRAMMA della PASSEGGIATA NATURALISTICA ”Tra Gissi e Monte Sorbo”
ore 9:30 - Appuntamento a Gissi – P.zza Alcide de Gasperi
ore 9:30 – 13:00. Visita del centro storico di Gissi in collaborazione con l’associazione “Lu Quart da Pit”
0re 13:00 – 13:30 – Pranzo al sacco 
ore 14:00 – 18-30 Escursione al Monte Sorbo tra Gissi, Carpineto e San Buono “caccia di orchidee spontanee” in compagnia di componenti di varie associazioni locali
ore 19:00 – Rientro

INFO e PRENOTAZIONI
Prenotazioni entro sabato 30 maggio ore 20:00
Telefonare al 340.0558357 (Ivan) o al 339.4630799 (Elena) 
oppure mandare una e-mail a: altovastese@gmail.com  
IMPORTANTE. L’escursione è riservata ai soci del Centro Studi e coloro che vorranno iscriversi (quota di iscrizione all’associazione 10 €). Difficoltà percorso: facile. Si consiglia abbigliamento adatto alle escursioni, scarpe da trekking o da ginnastica con suole non lisce, acqua. Pranzo al sacco a carico dei partecipanti. L’associazione declina ogni responsabilità in caso di infortunio. Minori solo se accompagnati.
Foto allegata di Antonio Cecere

mercoledì 27 maggio 2015

Vastaroli da Bucarest

Mi capita sempre più spesso di ricevere lettere da vastaroli all'estero. Questa la pubblico perché in questi tempi in cui si parla di "riforma" della scuola mi sembra di notare una interessante "sfumatura".


Carissimo Francescopaolo ti scrivo con piacere da Bucarest dove si sta benissimo, almeno io ci sto bene! Ho scattato una foto che mi e' piaciuta e mi ha fatto pensare a te. L'ho intitolata "l'importante e' combattere" come hai scritto tu sul tuo blog. Poi per conoscenza ti allego due foto di mia figlia Daria che e' stata premiata per essere arrivata terza al torneo di scacchi organizzato dalla scuola che frequenta della ambasciata italiana a Bucarest, SCUOLA ALDO MORO. Si perché in questa scuola la maestra di matematica concede una ora la settimana per gli scacchi, il torneo era tra le 5 classi elementari e Daria la più piccola (lei fa la prima elementare) ha vinto la medaglia di bronzo. Grande soddisfazione e gioia per me e mia moglie perché dagli insegnanti agli altri genitori si sono complimentati con noi.[io in vita mia avrò giocato si e no pochissime volte a scacchi!]
L'idea degli scacchi a scuola qui e' una cosa normale ed ogni tanto tra i bambini ne esce qualcuno che e' davvero un genio degli scacchi.
Fammi sapere cosa ne pensi, nel frattempo ti abbraccio e come di conseuetudine anche a Vittorio che mi fa sempre rallegrare con il commento sul torneo scarpassciudd!  

Gabriele D'Aloisio



venerdì 22 maggio 2015

Sostiene Lapenna



Ricevo e pubblico.

Le frane a Vasto e il Lapenna pensiero

Soltanto con l’attuale giunta di centrosinistra qualcosa ha iniziato a muoversi”, così ha dichiarato alla stampa il Sindaco Lapenna, a proposito dei “fenomeni franosi del territorio”. 



Di là del pensiero espresso, o di quello taciuto, del rappresentante e attore primo, per anni, della “giunta di centrosinistra”, a chi legge, facile, facile viene a mente un interrogativo:
- Che sia vero ciò che afferma il “primo cittadino” è indubbio: è nei fatti, sta nelle cronache anche recenti d’Histonio. Resta da capire se la sua ‘uscita’ all’impronta vuol essere un vanto politico o piuttosto una freudiana, inevitabile, ammissione di responsabilità personale e amministrativa”.



A sua giustificazione, se è la seconda che vale, chiunque però, con la memoria o con i documenti può testimoniare che altre frane, nel secolo scorso e in epoche precedenti, si sono avute nel territorio e in città. Tutte, ovviamente, per palesi colpe e incuria della …“vecchia giunta regionale [o comunale] di centrodestra”.  Del resto, si sa, il ”…libera nos Domine” dal Governo delle destre, come tutti sappiamo e possiamo vedere, ebbe inizio qui da noi con un Luciano da Gissi, e nell’Abruzzo con l’altro Luciano da Lettomanoppello.  Nel paese italico, poi, con il Principe Monti e la Madama Fornero.

Dicono che è storia! Meno male, dico io, che la storia spesso non si dimostra maestra, e quel che si dice in giro o nei Palazzi, nel prima e nel poi, può essere considerato come vero, oppure (come Pirandello ci insegna e così come oggi si dimostra per sentenza …e frane) tutto falso.

Pasquino d’Histonio


martedì 19 maggio 2015

Histonio - Nel segno della pecora



Ricevo e pubblico

La messa in scena è …pecoreccia, quanto basta a riderci su, ma –se permettete – tanto non basta.

Non saprei se alla lanuta pecora della Circonvallazione del Vasto sia da darsi il nome Dolly, o se un Dollo all’ipotizzato pecoraio. Sono di ‘cartone’, sia l’una che l’altro, e tanto a dirsi appare scontato.

A me pare ovvio invece pensare e annotare che se il pecoraio è stato mandato non  a pascere, ma a fare (si fa per dire) il sindaco, questo è avvenuto proprio ad opera delle pecore di partito dell’Histonio che così hanno palesemente voluto. Non una volta sola, ma due. Io dunque inviterei queste ad andare nei pascoli, al prossimo turno, e non a scegliersi e imporci, col giochetto della “minoranza maggioritaria con premio”, un altro e simile pecoraio. 

Direi che di tale pastore e delle ‘olive’ delle sue beee-velle ne abbiamo ormai pieni gli stalli! Sarà per esse, quale che sia il mese dell’anno, il tempo di migrare. Magari, senza passare per la spiaggia, all’uso tratturale antico, o, nel caso, adempiendo scrupolosamente a quanto dettato da un giudice a un tale Calianno, pecoraio nel brindisino. Raccogliendo e pulendo… Please!



Pasquino di Histonio

venerdì 15 maggio 2015

Quella cravatta del Sindaco ci rap-presenta, tali e quali

Ricevo e pubblico:

Così leggiamo nella velina diffusa nei media
“…il Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento simbolo della qualità dei servizi offerti, della tutela dell’ambiente e della balneabilità delle acque.”La Bandiera Blu rappresenta un bollino di qualità e non soltanto un fregio o una spilla di cui vantarsi – sottolinea Lapenna – è un percorso di crescita costante e un impegno a promuovere ogni giorno il rispetto dell’ambiente per garantire un futuro migliore e sempre più vivibile. I comuni italiani che hanno ottenuto la Bandiera Blu 2015 rappresentano l’eccellenza che crede in quello che fa e che ama il proprio territorio – conclude Lapenna”.


Il Lapenna Luciano, sindaco del Vasto, così come sopra …dice, afferma, annota, sottolinea e conclude. Insomma se la suona e se la canta, col suo baffo e col suo fashion style da trasferta romana  “un po’ così”. Ma risulta stonato in quel che butta lì (o gli fanno dire), come sempre. 

Il Sindaco del Vasto crede che chi legge non capisca una beata mazza, oppure lui stesso finge di non capire che la …“qualità dei servizi offerti”, la …”tutela dell’ambiente e della balneabilità delle acque”, evidentemente lui non li ha assicurati in questi anni nella zona centrale e turisticamente più rilevante della Marina, alla quale da un po’ quella Bandiera Blu la Fee non attribuisce.
Cosa di poco conto? No di certo, è … “una spilla”, “un fregio” di cui, da amministratore pubblico, non può “vantarsi” e di cui ai cittadini dovrebbe piuttosto rendere conto. Magari chiedere scusa. 
Di quale “eccellenza”, di quale “amore per il proprio territorio” , di quale “percorso di crescita costante” parla? 
La sua ‘artistica’ cravatta la dice lunga che quando si veste, e prima di “presentarsi”, il nostro Primo Cittadino non si guarda allo specchio. Del resto la politica, per sua consuetudine irresponsabile nella sostanza e non meno nella forma, non lo richiede, e ai vastesi da diversi e troppi anni va bene tutto, e anche tale suo rappresentante. “In continuità” poi, come ha chiesto e ottenuto per il suo secondo mandato!
 

Forse, anzi di sicuro, dovremmo essere noi, elettori e non-votanti del Vasto, a doverci guardare in faccia… A riconoscerci quali immeritevoli abitanti e cittadini di questo luogo di per sé …terra d’eure, e di importante storia non meno. Si dà il caso.

Pasquino d’Histonio

venerdì 1 maggio 2015

Il 1° Maggio di Pasquino.

Non c’è lavoro? Facciamo la Festa!

Il 1° Maggio …a lu Uaste? Sì, certo, anche qui come altrove è imbandita la irrinunciabile “Festa” in piazza, tra il paranoico e il surreale. Ci sarà – leggiamo – un happening, un reading, food & drink, ovviamente con music dei gruppi …vastesi:  Blaster of peace - Funk up quartet – Footlights - Jaf bomb – Joyville.

Cosa vogliamo osservare? 
Nulla…, per carità! Tutto fa brodo per portare gente in città, chiunque sia e comunque stia di tasca e di serenità , professionale e occupazionale, ma – come non chiedersi - perché dedicarlo “a tutti i lavoratori” se in tema di lavoro, da anni e oggi ancora, è per molti una pena. 
Non è che i disoccupati e gli inoccupati non hanno diritto a trastullarsi, di passare qualche ora in piazza con amici e compaesani, ma quale beneficio al mercato del lavoro (pardon, si dice “jobs act”) potrà portare questo stantio rituale, proprio non si capisce, e anzi è difficile da accettare, giacché suona persino beffardo per chi non riesce a “battere chiodo” in termini di reddito e profitto.

In compenso - se allo sfottò di quello che, leggendo quel ‘guazzetto’ di zuppa english con cui l’evento è presentato, butta lì un “E’ roba che si mangia, o cosa?”, si può rispondere di certo un “Aggiornati… ” - ci consola sapere che il cibo offerto è ancora quello noto e nostrano. Anche se sempre meno si parla “come magni”, resiste per ora alle mode anglo-food: ventricina e ‘nturcillun, caciocavallo e  sugo di castrato, del buon vino delle nostre terre (anche se i giovani, quando non bevono soltanto beer, lo chiamano …wine!).

Per il resto, vedi manifesto, è tutto un …Fun. E’ la vecchia Festa dell’Unità di fallimentare memoria, ammodernata  nei termini di presentazione per non vergognarsi più di tanto. 
Ma, si può dire a chi è senza lavoro e prospettive future: - Magna, suona e canta, che ti passa rabbia e melanconia.

Pasquino a Vasto

lunedì 27 aprile 2015

QUESTA ESTATE



Aspiranti archeologi dagli otto anni in su si cimenteranno la prossima estate nella ricerca di reperti per ricostruire la storia. Gli scavi avranno luogo nel sito della Villa Romana di via San Rocco a San Salvo, sede principale del Secondo Campo Scuola di Archeologia, un esperimento della Parsifal Società Cooperativa inaugurato nell’estate del 2012.
Quest’anno per i più esperti è stato attivato il campo scuola nell’Area Sacra dei Templi Italici di Schiavi di Abruzzo.
Il Quarto Campo Scuola di Archeologia, voluto dal Sindaco Tiziana Magnacca e dall’Assessore Giovanni Artese a San Salvo e dal Sindaco di Schiavi di Abruzzo Luciano Piluso a Schiavi, è stato reso possibile anche alle relative e necessarie concessioni di scavo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Gli scavi saranno diretti dal prof. Davide Aquilano e si inseriscono in un più ampio progetto di valorizzazione e promozione della Cultura promossa dalle due Amministrazioni comunali e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, anche con la collaborazione delle associazioni locali, come, in questo caso, della Fondazione per l’Arte e l’Archeologia e la Cultura del Vastese.

Informazioni ed iscrizioni:

cell. 389 1812311