sabato 7 febbraio 2015

Tutte le "funtanelle"

"Tutte le funtanelle se so seccate". Speriamo di no, altrimenti altro che muro di Palazzo d'Avalos! Ce ne andiamo tutti al mare. 
Non credo che siano in tanti i vastesi che conoscono le gallerie di drenaggio poste a valle della "Città". Sarebbe stato bello organizzare un giro dentro di queste e penso che lo si potrebbe ancora fare.
Se l'acqua non si raccogliesse in questi canali, si disperderebbe nel terreno rendendo ancora più  "facile" lo scivolamento verso il mare della collina.
In tanti invece conoscono le "cannelle" che convogliano l'acqua drenata verso Fonte Nuova e verso le "peschiere" (e i valloni) poste negli orti che diradano verso il mare. Non sono appariscenti come le 99 della monumentale e famosa fontana aquilana ma il loro "dovere" lo compiono con diligenza. Guai se tutta quest'acqua non sgorgasse da questi tubi. Come per la frana del 56 si creerebbe una pressione tale che spingerebbe a valle ogni elemento che ostruisse il suo deflusso.
Qualora però si riuscisse a recuperare quest'acqua a monte, sarebbe ancora meglio. Anzi, molto meglio. 
Nel 1899 il vecchio acquedotto (acqua che ora si perde) forniva una produzione di 9 litri di acqua al secondo. Se è vero che l'acqua è una ricchezza, pensate quanta "ricchezza" sprechiamo.

Vasto e la lingua italiana

A causa del clamore sollevato dal mio articolo di ieri sull'uso scorretto della lingua italiana rilevato in un comunicato "ufficiale" del Comune di Vasto, sono stato "aggredito" in piazza Gabriele Rossetti da una anziana professoressa di origini napoletane che vive da tempo a Vasto. Dovrò stare molto attento da oggi in poi, mi ha detto, e mi ha dato una forte tirata di orecchie, non certo per il mio compleanno.
"Come fai a scrivere certe cose? Certo è importante che le Istituzioni scrivano correttamente i loro comunicati ma errori ben più gravi si commettono nella nostra città e nessuno se ne accorge".
A quel punto deve aver notato l'apparire di un sorriso sul mio viso e subito mi ha redarguito aspramente. 
"Non c'è nulla da scherzare!" ... "Vai a vedere cosa hanno scritto sulla gradinata di fianco a Casa Rossetti". "Hanno scritto: progetto del Lions Club Adriatica Vittoria Colonna e Comune di Vasto, mentre andava scritto 'e del' Comune di Vasto. Io ho risposto che forse non c'era più spazio e de era stato contratto il 'del'. "A si!" - ha aggiunto - "e allora alla riga di sotto dove è scritto curato dal Liceo Artistico L.V. Pudente e 'il' laboratorio Creta Rossa, non avevano spazio per il 'dal' e hanno scritto il?"
La frase doveva essere "curato dal Liceo Artistico L.V. Pudente e dal laboratorio Creta Rossa" "Somari!" Mi ha voltato le spalle ed è andata via.
"Touchè!" Rispondo in francese. .... perché in italiano ho paura.


Palazzo d'Avalos. Spero non si ripeta la storia

Dopo la tremenda frana del 56 si scriveva .... 

Tutti gli intervenuti hanno riscontrato la gravità del caso e le necessità di apportarvi urgenti rimedi: al termine della seduta è stato emanato da S. E. Romita il seguente comunicato.
"Dopo aver ascoltato il Sindaco, l'On. Spataro ed i Tecnici, e dopo essermi reso conto delle cause e delle conseguenze della grave frana, ho disposto che i tecnici preparino immediatamente un progetto con l'assistenza delle tre Amministrazioni, per la sistemazione della strada di Vasto, per le opere atte a salvaguardare le abitazioni e la Chiesa di San Pietro, bella Chiesa che custodisce capolavori d'arte; l'erogazione di altri 50 milioni per la costruzione di case con la legge N. 640.
Sicuro che i lavori, che saranno eseguiti con i criteri della tecnica moderna, varranno a salvare la Città di Vasto. 
Assicuro l'interessamento del Ministro Segni, il quale segue questa triste vicenda".

Tutto è finito con la "demolizione" della Chiesa di San Pietro.(notare - nella foto sopra - la distanza della stessa, soprattutto del campanile, dalla frana). Alla faccia dei "criteri della tecnica moderna". 
Speriamo che la storia non si ripeta.



venerdì 6 febbraio 2015

Marisa del Frate


Si chiude un'altra pagina della storia della TV italiana. "Voglio la caramella che mi piace tanto" ancora oggi canto in alcune occasioni, ma Marisa Del Frate non era solo quello. 

Il giallo del pioppo potato


Devo chiedere il copyright per questo titolo.
Ieri mi ha solleticato una lettera che vastesi amanti dell'ambiente hanno rivolto all'amministrazione comunale in merito alla capitozzatura del pioppo monumentale di piazza Rodi a Vasto Marina. Oggi la risposta dell'amministrazione comunale mi ha sconcertato. 
Capisco che gli amministratori non possono essere presenti in ogni luogo - anche se a sentire alcuni di questi ne avrebbero le capacità - ma possibile che una operazione che richiede tempo e mezzi sia stata operata senza che alcuno se ne accorgesse? 
A volte percepisco che la gente si accorge anche se mi taglio le unghie e vuoi che non si accorga della capitozzatura di un pioppo gigantesco? A questo punto mi viene un pensiero. "Vuoi vedere che Vasto Marina è abbandonata come il centro storico?"
Oppure, cosa più "normale", del valore del "pioppo nero", così come di quello delle case del centro storico, nessuno ne sa nulla.
La nota canzone di Celentano diceva: se se non sciopero mi picchiano se sciopero mia moglie dice "chi non lavora non fa l'amore". In questo caso il dubbio è ..... (continua)

Il povero "Marco" e la lingua italiana.


Scusate. Io non sono "degno" di correggere la forma e gli errori grammaticali di questo "comunicato ufficiale"  - per nome e conto dell'Ammnistrazione Comunale - inviato agli organi di stampa. Io non so come né dove mettere le mani ma credo sia necessario che qualcuno lo faccia.
Io non sono intervenuto - anche perché non interpellato - nella polemica inerente le cisterne "ritrovate" a Palazzo d'Avalos, ma ribadisco che sono interessato ad un "progetto di salvaguardia" del Palazzo, non ad un intervento veloce di "ripristino" di un muro.

Di seguito il comunicato dell'assessore Marra.  


Gent.li Organi di stampa, 
per nome e conto dell'Ammnistrazione Comunale,  invio due brevi comunicati in risposta alle polemiche su Palazzo D'Avalos  e precisazioni sulla potatura del Pioppo di Vasto Marina. Con preghiera di diffusione. Grazie

Marco Marra - Assessore ai servizi e manutenzioni

RISPOSTA IN MERITO AL PIOPPO DI VASTO MARINA

in merito alla potatura del Pioppo nero di Vasto MArina, si fa presente che il Comune non ha effettuato la potatura giustamente contestata, ne tanto meno ha mai rilasciato autorizzazioni in tal senso a chi che sia. L'Assessore Marra, appena avuto notizia dell'accaduto, aveva disposto gli accertamenti necessari al fine di individuare il responsabile, all'esito dei quali saranno adottati tutti i provvedimenti necessari.
Sulle potature in generale degli alberi, l'Amministrazione ha sempre ribadito agli uffici di non effettuare o autorizzare alcuna potatura se non per questioni di sicurezza. Gli stessi esercenti di P.zza Rodi che annualmente ci chiedono di intervenire sul pioppo, hanno sempre ricevuto il diniego. Il polline del pioppo non può essere una giustificazione alla potatura, ancor più se si tratta di un albero monumentale, come in questo caso. 


Risposta alle polemiche sugli interventi a palazzo d'avalos

In merito ai sopralluoghi, monitoraggi e interventi su palazzo d'avalos, è il caso di fare alcune precisazioni. 
Della presenza delle cisterne ne siamo a conoscenza tutti e da sempre. Quì però c'è chi, o vuol far confusione appositamente, oppure fraintende le dichiarazioni dell'Amministrazione. Ciò che è stato trovato, di cui gli uffici non avevano contezza, è un canale di raccolta delle acque piovane a ridosso del muro nord di contenimento del giardino, quale pozzo per le caditoie presenti. Nulla a che fare con le cisterne di cui abbiamo sempre avuto contezza. L'Amministrazione in questi anni ha avuto sempre un atteggiamento responsabile in merito alle lesioni che si sono notate, sia quelle di Palazzo D'avalos (in particolare l'angolo sud est e del muro crollato) che quelle presenti nella loggia ambling segnalando puntualmente agli Enti preposti, sia nazionali che regionali, indipendentemente dalle segnalazioni che Di Michele Marisi e lo stesso Desiati dicono di aver fatto agli uffici comunali.

Mentre però c'è chi si diverte con lo sciacallaggio politico, ricordiamo che il passato governo regionale di centro destra non hanno mai risposto ai nostri solleciti. 
Oggi invece il genio civile regionale ha gia iniziato alcuni interventi e nel giro di pochi giorni sarà in grado di rimettere gli studi progettuali per quantificare ed affidare, con somma urgenza, gli interventi di ripristino.


P.S. Volevo correggere ma poi ....

giovedì 5 febbraio 2015

Ambiente e salvaguardia

L'amministrazione comunale opera per la nostra incolumità e lo fa nel modo migliore. Quasi da fantascienza, nel mondo diretto dai computer, agisce studiando ogni cosa nella maniera più idonea. 
Giorni scorsi è stata bloccata per qualche ora la strada che porta alla Marina a causa di un albero che minacciava di finire sulla carreggiata. Chiunque di noi sarebbe intervenuto rimuovendo la pianta pericolante e, una volta fatta a pezzi, magari l'avrebbe messa al fuoco. Chi è intervenuto invece ha pensato in maniera più "ecologista" l'ha assicurata con una corda ad un altro tronco e l'ha lasciata come rifugio di insetti ed altre forme di vita.
"Abbracciatore di alberi" sarà il nuovo titolo del nostro sindaco il quale promette di comportarsi così anche per le palme morte.

P.S. Adesso qualcuno dirà che il sindaco non c'entra. Allora perché del crollo di Pompei il responsabile fu il Ministro Bondi?

Iniziativa culturale a Monteodorisio



Carnevale


Non ne azzeccano una!

Viste le "firme" del documento che segue, da parte di associazioni notoriamente vicine all'amministrazione comunale, mi viene da pensare che siamo proprio "alla frutta" ... oppure la lettera è un'arma di distrazione da altri problemi?
Sono convinto della prima cosa.

Potature e scempio del  Pioppo nero monumentale di Vasto

Vasto è conosciuta per il suo centro storico, per il Palazzo d’Avalos (per il quale auspichiamo l’immediato ripristino della parte interessata al recente crollo e rigorosi controlli futuri su tutta la struttura), che ospita il più antico museo d’Abruzzo, per la spiaggia di Punta Aderci, considerata tra le più belle d’Italia, per il Brodetto alla Vastese, cucinato con il pomodoro mezzo tempo, antica varietà locale. Vasto è conosciuta anche (e, forse,  soprattutto) per il suo paesaggio naturale, che ha saputo conservare pure degli alberi monumentali. Sono tre: l’ Olivo della Madonna dei Sette Dolori, il Pino domestico in località Tre Segni e il Pioppo nero di Vasto Marina e tali monumenti sono protetti con Decreto n.72/2012 del Presidente della Giunta Regionale. A questi probabilmente in futuro si aggiungerà anche l’eccezionale tiglio di Corso Garibaldi, per il quale invitiamo il Comune di Vasto ad attivarsi da subito per l’inserimento nell’elenco degli alberi monumentali in base all’attuale LR e a quella nazionale di cui appresso.
Attualmente è in corso una revisione a livello nazionale (Decreto n.23/2014 e L. n.10/2013) delle specie censite a livello regionale, che attiveranno l’articolo 7 della legge citata, ove si dettano disposizioni “per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberature di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”.
Le presenti normative all’unisono esprimono dissensi per quanto attiene “l’abbattimento e le modifiche della chioma e dell’apparato radicale” che “sono realizzabili dietro specifica autorizzazione comunale, solo per casi motivati e improcrastinabili per i quali è accertata ….” (art. 9 del D.23/12; art. 7, comma 4 della L. 10/2013).
In sintesi appare chiaro l’interesse a livello nazionale, collettivo e civile per queste “cattedrali con le foglie”.
Ci si stupisce, quindi, di osservare nel Pioppo nero di Piazza Rodi a Marina di Vasto un’operazione di potatura invasiva e deturpante, effettuata senza rispettare criteri estetici, tecnici e di stabilità dell’albero, dopo la precedente, assurda “capitozzatura” di un paio di anni fa che deturpò, senza alcun motivo, uno dei simboli di Vasto.
Occorre subito chiarire che ciò è anche conseguenza della mancanza di un Regolamento del Verde che, a quanto ci risulta, fu redatto in bozza con la collaborazione anche di alcuni volontari di associazioni e dimenticato in qualche cassetto del Comune da molto tempo: sarebbe il caso di riprenderlo ed approvarlo in tempi stretti.
Dovrebbe apparire ovvio che la monumentalità di un patriarca vegetale è resa manifesta soprattutto dal suo aspetto costituito da fusto e chioma. Se si riduce la chioma, l’individuo vegetale perde la sua “bellezza”.
La potatura è una pratica umana, utile e funzionale all’obiettivo proposto. Il Pioppo nero in questione non ha bisogno di nessuna potatura sia perché è stato fortemente potato in passato  ( e qui usiamo come eufemismo il termine potatura) sia perché, trovandosi all’aperto, non interferisce con alcuna infrastruttura.
L’aspetto più preoccupante di quanto accaduto è la mancanza di cognizione tecnica in chi ha effettuato la potatura stessa, che non ha rispettato i rami di primo, secondo e terzo ordine - andando così a incidere sulla stabilità stessa della pianta e sulla sua struttura – e che non ha mantenuto i calli cicatriziali, togliendo così, a questo vecchio essere vivente, la possibilità di “rimarginare le ferite”. Le potature, se non vengono effettuate con i dovuti accorgimenti, incidono sullo stato fitosanitario e contribuiscono solo ad aumentale le patologie della pianta. Va ricordato che per le latifoglie l’emissione di polloni (veri e falsi), ossia la capacità pollonifera di alcune specie, rappresenta una strategia adottata dalle piante per sopravvivere in situazioni difficili. L’opinione che le piante “potate” crescano meglio è priva di fondamento.
Non si comprende il motivo di tale operazione che, ripetiamo, insieme alla precedente, inspiegabile capitozzatura, ha deturpato uno dei tre alberi monumentali di Vasto. Aspettiamo spiegazioni da chi di dovere e lo stop a qualsiasi altro intervento sull’albero che non risponda a fondati motivi e a rigorosi criteri botanici.

Vasto 03/02/2015

ARCI – Vasto
COMITATO CITTADINO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO – Vasto
GUARDIE VOLONTARIE WWF – Nucleo Provinciale di Chieti

ITALIA NOSTRA - Vasto

mercoledì 4 febbraio 2015

Presente!

Per non dimenticare



Grande iniziativa dell'Amministrazione Comunale di Vasto


I giornali locali, quando l'amministrazione comunale fa cose buone, non ne scrivono. Io, quale paladino della città, invece porto a conoscenza i cittadini di una eccellente iniziativa posta in essere dai nostri amministratori. "Bottle in the Villa" è il nome scelto per incentivare i cittadini, i turisti e chiunque frequenti la nostra Vasto, a portare le bottiglie di birra alla villa comunale e lasciarle lì. Una convenzione firmata dal sindaco e dagli assessori all'ambiente ed al commercio con note ditte produttrici di birra (non faccio nomi per non fare pubblicità) impegna queste ultime a recuperare, le bottiglie "portate" nel giardino pubblico cittadino. Le stesse ditte verseranno nelle casse del comune una cospicua somma a pagamento del vetro recuperato.
Io come al solito devo essere sempre polemico e anche in questo caso trovo il "pelo nell'uovo". Non mi piace il nome. Il solito inglesismo. 
Visto che, da qualche anno c'è un certo recupero del dialetto io avrei chiamato l'iniziativa "'nzaccatevele a lu quiule" ma, dal momento che qualcuno ancora si "disturba" nel vedermi sempre "protagonista" inviterei i miei concittadini a proporre altri titoli.

Si prega di fare attenzione a non rompere le bottiglie. Col vetro si potrebbero tagliare il culetto i cani che sono portati a fare i loro bisogni nel prato.


E' solo il caso di evidenziare poi, che ci sono degli "incivili" che usano la Villa Comunale per bivaccare e lasciano tutto sporco ed in disordine. 


Nonostante l'amministrazione comunale provveda puntualmente a raccogliere l'immondizia ogni giorno.


martedì 3 febbraio 2015

... e quella siepe.



Cari amici dei Salesiani, sapete che passo spesso, a piedi, dalle vostre parti. In attesa di scrivere un pensiero sui lavori di sistemazione dell'area intorno a San Nicola che finalmente, dopo tanto insistere, è oggetto di intervento, vi chiedo una cortesia: "in mezzo ai vostri collaboratori, non esiste qualcuno di buona volontà che possa recidere i rovi che crescono spontanei sotto i due magnifici (e sani) pini posti sul recinto a confine col marciapiede comunale?"
Ho paura di chiedere questa operazione all'Ufficio Servizi in Municipio. Qualcuno si urterebbe e magari proporrebbe un intervento radicale. Taglierebbero anche i maestosi alberi, con la scusa che le loro radici sconnettono il manto stradale.
Vi prego! Sapete che sono buono - domenica ho anche fatto un selfie con gli scout in piazza - non lo chiedo per "polemica" ma solo perché "sempre caro mi fu quest'ermo colle ..."
Diamo l'esempio.

Vienna

Quando anche il Carnevale era una cosa seria



1981, stava iniziando il periodo chiamato "edonismo reaganiano" e a Vasto si "pensava". 
Molta gente vedeva le cose in maniera "diversa" dal solito e c'era chi, "preoccupato", reagiva al "nulla" anche organizzando il Carnevale. Potrei dire "partendo" dal Carnevale. Un tentativo di trasformare in "sinistrismo" il "narcisismo", quello più personale, quello della maschera, andando ad appropriarsi di quello che per tanto tempo era stato considerato da loro "il lato fecale dell'esistenza" (Kundera). 
La maschera più bella, da ostentare quale segno di "distinzione" dagli altri o quantomeno di presentazione di se diversa dalla omologazione quotidiana almeno per un giorno, doveva diventare la maschera di "tutti". Tutti uguali anche nel carnevale. Chi si distingue, anche in quel giorno, deve essere allontanato, criticato, "emarginato".
Ma che sto dicendo! Magari in quegli anni si voleva solo salvare una tradizione.
Alla luce di quando si vede oggi, però, dal momento che il Carnevale è stato "trasferito" al 31 ottobre, un tentativo, almeno dalle nostre parti, non riuscito ... nella maniera desiderata.

lunedì 2 febbraio 2015

Scarpasciùdd 2014-1015


CRISTIAOLO  DADALDO
di Vittorio Patriarchi

sabato 31 gennaio, ore 17, campo Incoronata:
SPORTING LISBOA   OPORTO  2-2
arbitro Orazio Di Blasio

SPORTING (blu): portiere a rotazione, Travaglini, Versace, Forgione, Serafini S, Puddu, Reale, Stampone, Varanelli, Angiolillo, Pegna, Ronzitti

OPORTO (gialli): portiere a rotazione , Isoardi, Gabriele, Sebastiani, Giacomucci, Patriarchi, Serra, D'Adamo, D'Angelo, Celenza, Serafini R
 
Tiratissima partita di fine gennaio, questa di sabato, per un 12 vs. 11 con assenza di portieri. I gialli nella prima metà di gioco sembrano più in palla: dopo una 'viastèmia' di D'Adamo a seguito di un tiro sbilenco al 6' ('accumunzàme bbòne...), una buona opportunità per sbloccare capita al 10', quando il giallo Celenza smarca a sorpresa Isoardi sulla dx, che palla al piede penetra in area e conclude di destro, palla che si stampa sul palo e innocua torna in gioco per la respinta della difesa ; i blu s'affacciano in area gialla al 18', su assist di Varanelli, Stampone ammolla un siluro  a volo diretto sotto la traversa, il par Patriarchi ci si trova, protende il pugno e devia sopra la traversa; al 21' il blu Pegna giunto al limite area finta il tiro, appoggia a Forgione, rasoiata tesa verso sx, Patriarchi si esalta tuffandosi e deviando oltre il palo ('da addò li sò ricacciàte quèsse...'). Al 28' i gialli sbloccano dopo una sortita di Sarra deviata in angolo: corner da sx battuto dallo stesso Miki, sulla sx da 12 metri spunta il destraccio a volo di Raf Serafini, botta imparabile ed eurogol dello 0-1. A termine della 1a frazione di gioco, occasione per i blu su cross di Reale da dx, Gogò colpisce in mischia di nuca, palla che scheggia la traversa. Nella ripresa i gialli tirano il fiato e i blu subito li puniscono: al 9' bella triangolazione Angiolillo-Ronzitti-Angiolillo sulla sx, Luigi di precisione piazza il diagonale vincente, 1-1. I gialli rispondono con un'azione personale di Sarra (oggi in triplice marcatura), che si libera sulla dx, il potente tiro conclusivo attraversa lo specchio della porta e va fuori; i blu però sono più pericolosi con 2 azioni personali di Varanelli concluse fuori, e al 25' vanno in vantaggio: su assist di Stampone, Angiolillo batte a rete da 17 m., il par giallo Sebastiani ci mette la mano e devia sotto la traversa, palla che ritorna utile all'accorrente Gogò Ronzitti, che a volo di testa a breve distanza sospinge in rete, 2-1. I blu cercano di arrotondare con occasioni per Angiolillo, Pegna e Varanelli, ma stavolta i gialli tengono, e al 42' riacciuffano il pareggio: su rilancio della difesa, Celenza effettua un lancio a campanile, la palla prima rimbalza in area mettendo fuori tempo i marcatori blu, e poi in area piccola spunta 'tra le cràpe' quella decisiva e vincente di Paolo D'Adamo, che spizzica di testa e annulla l'uscita dell'incolpevole par Versace, collocando la sfera sotto la traversa, 2-2 ed esultanza gutturale di Paolo come quella di Cristiano Ronaldo al Pallone d'Oro. A termine gara il mister blu Silvano rimbrotta a muso duro i propri attaccanti, a suo dire poco incisivi (e meno male che hanno segnato entrambi ...). 

Foto di copertina per il 'rientrante invernale scarpasciùdd' Raffaele Serafini    
   
Class. cannonieri:  28 gol: Angiolillo    19 gol: Ronzitti Go  17 gol: Sarra  14 gol: Serafini A    8 gol: D'Angelo, Forgione  7 gol: Di Vincenzo, D'Adamo  5 gol: Bozzelli, Pegna     4 gol: Stampone   3 gol: Di Domenico, Tinari   2 gol: Loreta E, Rossi   1 gol: Gabriele, Sebastiani, Serafini R, Serafini S, Travaglini   

Sciacalli e incuria

Giustissima l'attenzione che si pone a salvaguardia del materiale di risulta del crollo del d'Avalos ma osservate come si tengono i reperti, ritenuti di second'ordine, nella cantina del Palazzo. 
In merito a questa foto mi ripropongo una domanda che mi rivolgo già da tempo (anche quando ero Assessore): "qualcuno ha mai operato un sondaggio per valutare la natura e le cause di queste crepe?" 

Benvenuti a Vasto

Questa non è una polemica, è un invito. Un invito a chi si occupa di ambiente e anche a chi si occupa di "educazione", a guardare anche vicino al proprio naso non solo "lontano". All'ingresso cittadino proprio sotto il viadotto Histonium, c'è una discarica a cielo aperto. Adesso che il fogliame è scarso si vede "di più". 
Non credo che solo io abbia il "senso civico" che mi induce ad osservare e a "segnalare". Mi chiedo tuttavia, tutte le persone sempre pronte a mettere "mi piace" sulle belle foto e a parlare della Vasto che non c'è più, cosa fanno quando vedono certe cose.



P.S. Mi si è rotta la macchia fotografica a furia di fotografare queste cose. Invece di fotografare le solite cose e autogratificarsi, invece di lasciarmi solo si potrebbe fare come me, ottenendo due risultati: Il primo quello di sollecitare chi di dovere ad intervenire. Il secondo quello di togliere dalla bocca di questi la parola "polemiche sterili".

domenica 1 febbraio 2015

A grande richiesta, la Ciciricchiata

La Vasto dei "quartieri"

Chi ricorda il Campo Boario il primo spazio "libero" dove i ragazzini potevano andare liberamente a giocare? E poi il campo degli ulivi e quello dell'ospedale e quello del Grattacielo e quello sotto la frana ... Ma dove sono finiti questi "spazi"?
I quartieri di Vasto come sono cresciuti? C'è stata una programmazione, un progetto o almeno un pensiero?
Oggi è domenica, fatevi un giro e poi eventualmente dite la vostra.
 (Notare che d'inverno alla Marina si dedicava tanta attenzione al verde. Osservate le palme chiuse per proteggerle dal freddo.)