martedì 25 novembre 2014

Una rotonda sul ...

Pare che Fred Bongusto abbia scritto la sua "Una rotonda sul mare" osservando la "rotonda" di Vasto Marina, durante una serata al "Terrazzo Ricci". Chissà se passando oggi per Vasto qualche "autore" possa ispirarsi alle rotonde che stanno nascendo. Magari potrebbe intitolarla "Una rotonda dove piace a me". 
Qualcuno mi ricorda che anche io sono un "autore" e nel mio piccolo proporrei "Una rotonda dove serve".
Già, perché, invece di rovinare ulteriormente il centro e realizzare qualcosa che rotondo non è, si potrebbe pensare e, magari, realizzare "rotatorie" dove effettivamente c'è necessità. 
Hai mai pensato all'incrocio tra via dei Conti Ricci e via Madonna dell'Asilo? Questo per fare un solo esempio, perché altrimenti "qualcuno" potrebbe dire che sono buono solo a "protestare". Peggio potrebbe dire: "non si fa mai niente e una volta che si fa qualcosa tutti a criticare".
Qualcun'altro invece, prendendo spunto, mi dirà che si aspettano fondi per spostare la caserma dei Vigili del Fuoco (o delle Paolucci).
Non so perché in questo momento mi viene in mente Picasso. Mi suona onomatopeico, eppure sto ascoltando un disco di Peppino di Capri (Il musicista).
Chissà se Picasso dovendo rappresentare l'improvvisazione lo farebbe con una "rotonda". 



Le pagine della memoria



Le pagine della memoria
QUANDO IL CARRO DI TESPI ARRIVAVA A VASTO
“Il teatro itinerante che in tre ore si appronta e in men di due si smonta”

<<I Carri di Tespi girano l'Italia, da nord a sud; traversano paesi e città, si aprono nelle piazze: per una sera o due cantano, recitano. Sedie, cieli come veri, veri mobili, salotti, quadri, fiori, merlature di castelli, pareti di giardino, costumi; portano tutto. Dalle loro quinte escono gli attori, al principio dello spettacolo, come l'ultima meraviglia d'un giocoliere. Carri di Tespi: fascino e sorpresa della provincia italiana, laddove essa diventa non diciamo mandamento, ma comune frazione: remote, ultime derivazioni capillari delle strade che ramificano per valli e campagne. I Carri di Tespi sono eleganti: enormi scatole a motore che corrono su strade asfaltate e che, quando si fermano, si trasformano rapide, lucide, in un vero teatro […]>>. Così raccontava, tra l'altro, il noto giornalista Ferdinando Chiarelli nel pregevole articolo dal titolo “Carri di Tespi”, pubblicato nel 1935 sul settimanale Gente Nostra(1).
<<Chi descriverà quel pubblico a sedere, - continuava ancora il Chiarelli - dalle facce cotte non da villeggiatura ma da sole faticato, da vento e intemperie, colletti d'un bianco domenicale, mani corte e gonfie posate sui ginocchi con leggerezza di foglie, occhi vibranti per il riflesso, l'incredulità e l'attenzione; e quel silenzio che dà il senso dell'avvenimento; e quella solennità di atteggiamenti non da spettacolo ma da assemblea; e quello starci tutti, perfino l'uomo dell'elemosina, venti file dietro il Podestà, e il sagrestano, le donne, i vecchi, i ragazzi. Umanità di tali serate in mezzo ad una cornice di case; il tono è di una suprema, guizzante, inconscia e ricettiva intelligenza: serate italiane>>.

Di istituzione fascista, il Carro di Tespi era stato fortemente voluto dal Ministero della Cultura Popolare e dall'Ufficio artistico dell'O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro) per l'educazione delle masse popolari e con lo scopo di riportare il teatro a contatto delle più umili classi dei lavoratori e per far sorgere il teatro ove non esisteva. Dedicato a Tespi, il più antico poeta tragico (vissuto nel sec. VI a.C.) che la tradizione ricordi, autore della prima separazione di un attore dal coro nella composizione e nella recita delle tragedie, nell'uso della maschera e nel trasporto degli attori su carri (da cui l'espressione “Carro di Tespi”).
Il debutto, riservato ad alte personalità e a gerarchie del partito fascista con l'intervento del Capo del Governo Benito Mussolini, avvenne con successo a piazza del Pincio a Roma il 4 luglio 1929 con l'Oreste di Vittorio Alfieri.
Dopo il positivo esordio nella Capitale, “Il Carro” iniziò una lunga peregrinazione rotabile, di paese in paese, per la Campania, la Calabria, la Puglia e la Sicilia, riscuotendo ovunque grande successo con i suoi spettacoli di prosa. Tra gli interpreti vi erano Emila Varini, Italia Almirante Manzini, Giovanna Scotto, Ettore Berti, Aldo Sivani, Achille Vitti, <<attori di cappa e spada, gente dall'ugola salda e dai polmoni anche>>(2).
Nel 1930 vennero creati altri due Carri di Tespi e un Carro di Tespi Lirico che arrivava ad ospitare quasi 10.000 spettatori e che venne inaugurato, <<in un fantastico scenario da mille e una notte>>(3), a Torre del Lago la sera del 24 agosto con la Bohème di Puccini, diretta da Pietro Mascagni. Il Carro Lirico per le rappresentazioni operistiche fu anche protagonista, negli anni successivi, di una serie di tournée all'estero in Belgio, Albania, Dalmazia, Olanda e Sudamerica. Tra i numerosi attori lirici vi erano: Armando Falconi, Antonio Gandusio, Dina Galli, Paola Borboni, Camillo Pilotto e Giovanni Grasso, considerato il più grande attore tragico siciliano. Direttore artistico dei “Carri” venne nominato Giovacchino Forzano, giornalista, drammaturgo e regista.
A progettare e seguire la costruzione dei Carri di prosa e poi anche del grande Carro Lirico e spingere altri progettisti, tra cui Carlo Giorgetti, alla realizzazione di un terzo teatro viaggiante, la “Nave di Tespi”, mai realizzata, era stato il giovane architetto e scenografo Antonio Valente.

Le prime rappresentazioni del “Carro” a Vasto vennero programmate per il 1931, anno IX dell'era fascista, e precisamente per i giorni 29 e 30 agosto al campo sportivo Aragona, ma furono annullate, <<con grandissimo dispiacere della cittadinanza intera>>(4), per l'impossibilità della compagnia teatrale di raggiungere la città da San Severo a causa delle strade impraticabili per le abbondanti piogge dei giorni precedenti. Erano in programma, per sabato 29, il dramma patriottico Romanticismodi Gerolamo Rovetta; e per domenica 30 Il trionfo d'amore del drammaturgo Giuseppe Giacosa e La medicina di una ragazza malata, commedia in un atto di Paolo Ferrari.

Nei primi giorni di giugno del 1932 un grande manifesto cittadino, firmato dal Podestà del Vasto Pietro Suriani, annunciava pomposamente l'imminente arrivo del Carro di Tespi Lirico con queste parole: <<I Carri di Tespi, che hanno fatto loro il motto mussoliniano “Andare verso il popolo”, sono senza alcun dubbio, una delle più tipiche e perfette istituzioni ideate dal Governo nel campo culturale ed artistico […]. Avere la possibilità e la facilità d'assistere a questi spettacoli di primissimo ordine è una circostanza che non bisogna lasciarsi ad ogni conto sfuggire.

>>(5).
A riguardo dell'esordio del “Carro” a Vasto, così scriveva il corrispondente vastese prof. Antonio Tartaglia sul quotidiano romano La Tribuna: <<Viva attesa si nota nella nostra città per il prossimo arrivo del Carro di Tespi Lirico, che darà due grandiosi spettacoli serali con le opere: il 12 luglio la Cavalleria rusticana e i Pagliacci, il 13 laBohème, nel vasto campo sportivo all'Aragona - sito pieno di bellezze naturali. Il Carro di Tespi occuperà uno spazio di 100 metri di lunghezza e di 50 di larghezza. Davanti al grandioso palcoscenico, comodamente, potranno assistere alle rappresentazioni oltre 3.000 persone. Fanno parte del teatro ben 245 persone suddivise nelle varie mansioni artistiche, tecniche, manuali: 30 artisti, di cui 18 uomini e 12 donne, 70 professori d'orchestra, 56 coristi, 9 ballerine, 9 attrezzisti, 16 dirigenti, 40 macchinisti, 15 aiutanti. Vi sono tutti gli elementi per definire monumentale il complesso artistico logistico del Carro. Sulle ferrovie dello stato sarà concesso il ribasso del 50% - riferisce ancora La Tribuna - e le Società automobilistiche Gissana, Maiella e Palmolese hanno disposto anch'esse una congrua riduzione. I biglietti per il viaggio saranno rilasciati dal personale delle stazioni ferroviarie l'11 luglio e dureranno sino al 14 (il giorno precedente la prima rappresentazione al giorno dopo la seconda rappresentazione). I biglietti di ritorno, per essere validi, dovranno portare impresso il timbro della locale sezione del Dopolavoro.
La vendita dei biglietti per i due spettacoli si è iniziata dal 23 giugno e viene effettuata tutte le sere dalle ore 19 alle 21 presso la sede del Fascio nel palazzo Marchesani e la sezione del Dopolavoro in piazza Lucio Valerio Pudente e presso la rivendita dei giornali del sig. Vincenzo Di Lanciano in piazza Diomede. I relativi prezzi sono: posti di orchestra £. 15, posti di platea £. 10, tribune £. 5. Si prevede grande concorso di pubblico, che troverà ogni comodità sia nel vitto sia per l'alloggio, cui da tempo hanno provveduto le autorità anche presso le famiglie.>>(6).
Per la calda estate del 1932 l'avvenimento è eccezionale. Le cronache scrivono addirittura che le due serate <<elevano a dignità di fasti l'attività del Dopolavoro vastese e che segnano con gioia un progresso della nostra città>>(7).
Ampi resoconti si leggono anche sui giornali nei giorni seguenti: <<Favorito dalla mite temperatura e da una gran calma serale, l'inizio delle rappresentazioni del Carro di Tespi Lirico nell'incantevole campo sportivo Aragona è avvenuto iersera lietemente con la Cavalleria Rusticana di Mascagni e i Pagliacci di Leoncavallo. - Scriveva il quotidiano La Tribuna il 15 luglio 1932 - Il teatro all'aperto era letteralmente gremito dal pubblico della nostra città e dall'affluenza dei forestieri che numerosi sono accorsi dai paesi vicini, e cioè da Agnone, Castiglione Messer Marino, Carunchio, San Giovanni Lipioni, Guilmi, Fresa, Lentella, Tufillo, Scerni, Casalbordino, Pollutri, Termoli, Montenero di Bisaccia, Palata, Cupello, Monteodorisio, San Salvo e da molti altri.
Sotto decine e decine di lampadine e potenti riflettori irradianti fasci di luce all'intorno, alle 21 si è dato principio allo spettacolo con la ricchezza dello splendido scenario cui davano risalto gli indovinati effetti di luce, la vivacità dei costumi sfarzosi, la felice interpretazione e la padronanza della scena e la mirabile esecuzione da parte di tutti gli artisti, l'intonazione dei cori, la perfezione dei balli e l'organizzazione (musicale) dell'orchestra diretta dal valoroso maestro Edoardo Vitale. Il successo artistico è stato brillante, dei più vivi, superiore ad ogni aspettativa. Un vero trionfo!>>(8)

Il 1° agosto 1934 il Carro di Tespi Lirico, proveniente dalla vicina Lanciano, fece nuovamente tappa a Vasto, <<accolto dalla fanfara cittadina e con sempre più crescente entusiasmo 
>>(9) per la recita del melodramma in tre atti il Rigoletto di Giuseppe Verdi e nel 1939, alle soglie della seconda guerra mondiale, con la rappresentazione dell'Andrea Chénier di Umberto Giordano.
Nel 1940, l'entrata in guerra dell'Italia comportò anche la scomparsa dei Carri di Tespi. Successivamente con il ritorno alla normalità un'iniziativa simile, anche se in tono minore, venne ripresa nei primi anni '50 dall'Ente nazionale per l'assistenza ai lavoratori (in acronimo ENAL, nato in sostituzione dell'Opera Nazionale Dopolavoro). Il Nuovo Carro di Tespi fece il suo esordio a Vasto con un concerto vocale-sinfonico al Politeama Ruzzi il 3 agosto 1955: <<L'attesa manifestazione artistica del Carro di Tespi Lirico che avrebbe dovuto aver luogo all'aperto, per cause atmosferiche ha trovato una degna cornice nel nostro Cine-Teatro. Il sempre valido ed ammirevole baritono Carlo Galeffi ha dato un saggio delle sue alte qualità liriche interpretando vari brani di uno sceltissimo repertorio. Accanto a lui il soprano Franca Ottaviani, dalla voce vibrante ed armoniosa, il tenore Antonio Pirino, il mezzo soprano Grazia Ciferri e il basso Leo Pudis hanno contribuito colla loro arte, a costruire un senso di magia musicale eseguendo varie romanze e duetti.
L'orchestra, diretta dal maestro Antonio Ruisi, si è fatta apprezzare per alcuni intermezzi, assai sottolineati dal pubblico>>.(10) (b.f.)

_______
  1. “Gente Nostra” (organo ufficiale dell'Opera Nazionale Dopolavoro), 4 agosto 1935.
  2. “La Stampa”, 21 giugno 1929.
  3. “La Stampa”, 24 agosto 1930.
  4. “La Tribuna”, 28 agosto 1931.
  5. Manifesto affisso dal Comune di Vasto il 2 giugno 1932.
  6. “La Tribuna”, 1° luglio 1932.
  7. “Il Popolo di Roma”, 10 luglio 1932.
  8. Sulla cronaca della manifestazione si vedano anche “Il Popolo di Roma”, 14 luglio 1932 e
    “Il Giornale d'Abruzzo e Molise”, 15 luglio 1932.
  9. “La Tribuna”, 2 agosto 1934.
  10. “Histonium” (giornale d'informazione), 16 agosto 1955.


foto:
foto 1) Arch. Antonio Valente, “Carro di Tespi” veduta assonometrica, 1928 (Sistema Archivistico Nazionale)
foto 2) Carro di Tespi Lirico, 1934
foto 3) Il Carro di Tespi Lirico a Vasto, 1° agosto 1934 

lunedì 24 novembre 2014

Scarpasciùdd 2014-1015


SILVAN NON TI CRUCCIARE ...
di Vittorio Patriarchi

sabato 22 novembre, ore 17, campo Incoronata:
DIABLOS    ARCHANGELOS  3-4
arbitro Orazio Di Blasio

DIABLOS (blurosso): Altieri, Lemme, Serafini S, Puddu, Reale, Forgione, Vino, Angiolillo,  Pegna, Battista

ARCHANGELOS (giallonero): Loreta, Lanza, Gabriele, Patriarchi, Sebastiani, Di Marco, D'Angelo, Serafini A, Ronzitti, Sarra( dal 20')

S'incomincia in 10 vs 9 in un clima di limitazione dei danni da parte dei gialli, col solo giovane Andrea 'corriere': e infatti i gialli soccombono presto (c'era da aspettarselo) subito al 6', quando da dx scappa via Reale, cross teso sul 2° palo dove Luigi Angiolillo di piatto corregge facile ed indisturbato, 1-0. Al 13' i blu raddoppiano: il solito 'el cabron' Giovanni Forgione giganteggia a centrocampo, chiede triangolo veloce con Battista e silura il povero Renato a fil di palo dx, 2-0. E' tiro al bersaglio al Lunapark: al 16' ci prova di sinistro Battista e al 18' Lemme, entrambi fuori , e al 19' Pegna smarca bene sulla sx Angiolillo, che sfila via e lascia partire un tiro cross che scheggia la traversa. Al 20' ai gialli si aggrega Sarra che riequilibra lo schieramento, non c'è  il suo zampino  sull'inaspettato 1-2: nella 1a palla in attacco per i gialli,  si giunge ad un corner, battuto sulla sx da Hulk D'Angelo: a centro area, solo soletto il blu Silvano Serafini gira di destro...verso la sua porta ed infila il povero Dino, ' rròbbe 'ca si ci stéve Gogò, e 'mmo' li facève.., e i gialli accorciano 1-2. Nella ripresa, i gialli concretizzano un certo 'riciciliamento', e al 13' pareggiano: D'Angelo imposta per Serafini, che scarta il marcatore e serve per il liberissimo Gogò Ronzitti (che forse si aiuta con il braccio), destro vincente, 2-2, e Silvano, nei panni del ' dimònio con l'occhi di bràgia', che inveisce contro Orazio. Al 19' i blu tornano avanti: è Pegna che verticalizza per Luigi Angiolillo (una delle poche volte che Orazio non gli fischia fuorigioco), scatto fulmineo, e con Loreta in uscita, scucchiaia con un pallonetto e segna un gol che ' fa' ascì l'ùcchie da fòre', 3-2. Ma qui succede qualcosa che manco il ' Sommo ' (da cui ho licenziosamente attinto...) poteva prevedere: al 24' il giallo Lanza traguarda  e spedisce in area blu per la progressione di Michele Sarra, sinistro all'angoletto e 3-3; e al 39' il giallo Gabriele imposta l'azione smistando in area per Serafini sulla dx, assist teso verso sx, dove si fa trovare puntuale Gogò Ronzitti, che insacca il 3-4.  Al 88' il blu Angiolillo 'si compiace' dell'ennesimo fischio 'contro' di Orazio e guadagna la doccia, e  allo scadere, coi  rimasti  9 'dimòni' blu all'arrembaggio traghettati da Silvano 'Caronte', per poco il diavolo non ci mette la coda: Reale in contropiede lancia Forgione in area piccola, destro potente in scivolata, ma l'arcangelo Renatone si prodiga in tuffo e blocca miracolosamente a terra, e ' mmétte lu puéte assòpre a lu dumuònije 'gne Sammicchéle', salvando il  risultato. A fine gara, terzo tempo negli spogliatoi per festeggiare con mignon e spumante le fantastiche 57 albe del mitico Silvano Serafini (peccato che  si ostini a giocare ancora con quel cappello rossonero...). 

Foto di copertina per Silvano Serafini.       

Class. cannonieri: 13 gol: Ronzitti Go  12 gol: Angiolillo   8 gol: Serafini A, Forgione  7 gol: Di Vincenzo  6 gol: D'Angelo   3 gol: D'Adamo P, Sarra   2 gol: Pegna, Stampone   1 gol: Bozzelli, Loreta E, Gabriele, Serafini S   

Abitudine e callo.


Oggi, aspettavo di conferire con qualcuno dell'ufficio servizi in Municipio. Mi intrattenevo nel corridoio guardando su un cumulo di "scartoffie". Mentre guardavo alcuni CD cadono dal mucchio e io educatamente li raccolgo. In quel momento passa il sindaco che, stizzito, chiede ad un impiegato: "che cos'è questa roba?" L'impiegato risponde che è roba da buttare. "Fatelo subito!" esclama irritato il sindaco. 
Stia tranquillo, caro sindaco, io sono abituato a trovarmi nell'immondizia. Ho persino fatto parte della sua giunta municipale.

La buca


Ieri sera, intorno alle venti, una signora anziana, tornando a casa, ha messo piede in una buca ed è caduta. E' intervenuta l'ambulanza e ha trasportato la "sfortunata" all'ospedale.
Ma possiamo parlare di "sfortuna"?
Penso proprio di no, visto che, intorno alle ventuno, un operaio del "Comune" ha provveduto a sistemare (eufemismo) il luogo, ponendo dell'asfalto nella parte più profonda della buca causa dell'incidente.
Pare che ciò sia avvenuto a causa della segnalazione dei Carabinieri.
Ora mi chiedo: "deve prima accadere un incidente, che tutta la collettività sarà chiamata a risarcire, per intervenire?"
Adesso qualcuno non mi venisse a dire che non ci sono soldi e che aspettiamo l'adozione definitiva del piano del "centro storico". Penso basterebbe un monitoraggio della zona e almeno provvedere agli interventi atti alla salvaguardia della pubblica utilità.


domenica 23 novembre 2014

C'era una volta la domenica.



Fino a qualche anno addietro si aspettava la domenica. Si andava a messa e poi ci si intratteneva in piazza o, se era bel tempo, si andava a passeggiare alla Villa Comunale.
Oggi si possono incontrare i più "volenterosi" alla Marina, sparsi per il lungomare, la pista "ciclopedonale" o la riva del mare. 
Gli altri? 
Gli altri non so. Io adesso esco e vedrò.

sabato 22 novembre 2014

Una Dreher a Cicchipallétte.



Il mio amico Ben è una "miniera". Oggi mi ha invitato a bere una Dreher a Cicchipallétte.
Una poesia in dialetto abruzzese "accessibile", pubblicata su Histonium, il 15 ottobre 1949.
Prosit!

W la sposa


Una serie di foto di matrimoni dello studio Di Marco. ... quando il matrimonio era "per sempre".



venerdì 21 novembre 2014

Eternit da collezione


Io che non butto via mai niente, ho recuperato alcuni serbatoi in Eternit per tenerli come memoria storica. 
.... "per non dimenticare".


La storia del "Carlo Della Penna" ... che nessuno vi racconterà.



Di chiacchiere sull'Asilo Carlo Della Penna se ne fanno a bizzeffe ma quando ti capita tra le mani un documento come questo capisci tante cose. 

(Archivio "Ida")

giovedì 20 novembre 2014

Gita turistica



Quando la Società di Mutuo Soccorso degli Operai di Vasto ....
Che belle borse e che bei cappelli.

La morte e la vita

Tu lo guardi e ti chiedi: "ma come ha fatto questa pianta di fico a nascere e crescere dentro un lampione?"

Se non fosse per un mazzo di fiori bianchi finti, posto sullo stesso lampione a ricordare la morte di qualcuno, per il passante il fico sarebbe solo il solito caso di incuria. 
Quel mazzo di fiori bianchi finti però ti porta a pensare.
Li dove è morta una persona, è nata una pianta. E non è nata come ci si aspetta ma in maniera "particolare". Dentro e ripeto dentro un lampione. 
Comunque si guardi, da tutte le angolazioni, ci si accorge che il fico è nato dal lampione, magari da una fessura arrugginita del metallo. 
Perché inaspettatamente una vita umana si è spenta in quel luogo? Perché il fico è nato proprio in quel luogo e in quella condizione? Chi può rispondere?
E' di questi giorni l'esternazione del Professor Umberto Veronesi (il noto oncologo) sulla "inesistenza" di Dio. 
Mi chiedo: "chi può dimostrare l'esistenza o l'inesistenza di Dio se non Dio stesso?" 
Non voglio "ficcarmi", anche perché non ne sono certo all'altezza, in argomenti come la "fede", tuttavia la coincidenza del fico "aggrappato" alla vita, che nient'altro aspetta se non la mano che lo verrà ad estirpare, e la vita "estirpata" in un imprevisto incidente, mi fanno pensare.


mercoledì 19 novembre 2014

La pagella

Una volta la pagella non era solo "la pagella"; era un giudizio serio sull'educazione più che sull'istruzione. 
Da quando però ci crediamo tutti "istruiti", la pagella è diventata solo un documento che attesta il "profitto". 
La condotta ed il "rispetto alla pulizia" erano considerati addirittura più importanti delle stesse materie di studio. Oggi invece ...
poi ci lamentiamo del comportamento, del decoro civico, del vandalismo eccetera.
Nella pagella che pubblico mi fa sorridere la materia "Lavori donneschi e lavoro manuale" e mi incuriosisce "Nozioni di diritto ed economia" alle  scuole elementari. 
Lascio invece a voi confrontare l'elenco delle materie di studio, alle elementari, di "allora", con le materie di studio di oggi.
Ma siamo sicuri che quando parliamo di modernizzare la scuola, andiamo nella giusta direzione?
N.B. La pagella costava 5 lire (non era poco).


In merito a quanto sopra:



martedì 18 novembre 2014

Il sorriso di via Canaccio.

Da quando aveva aperto il suo laboratorio, tutto mi sembrava più familiare in via Canaccio. 
La percorro decine di volte al giorno e mi volto sempre a "rubare" il sorriso delle ragazze che su questa strada operano. Il primo tra questi sorrisi era sempre quello di Giulia. 
Già! ..... era.
Ora che Giulia non c'è più, sia pure solo da questa mattina, già mi manca. 
E sono sicuro manchi, e mancherà a lungo, a tutti, in quel pezzetto di Vasto.

Scopri la differenza

Che differenza tra "ieri" ed "oggi"? 
Ho voluto mettere a confronto queste immagini. La prima tratta da una cartolina degli anni 50. La seconda tratta da un servizio di Zonalocale di qualche giorno addietro.
I più esperti noteranno tante differenze. La più evidente .....
Fate voi.

lunedì 17 novembre 2014

Scarpasciùdd 2014-1015


LUNGA VITA AL CAPITAA
di Vittorio Patriarchi

sabato 15 novembre, ore 17, campo Incoronata:
MACCABI HAIFA    HAPOEL KIRYAT    3-1 
arbitro Orazio Di Blasio

MACCABI (blurosso): Altieri, Stampone, Versace, Forgione, Serafini, Puddu, Sarra( 2° t coi gialli), Vino, Angiolillo,  Pegna , Ronzitti, Reale 

HAPOEL (giallonero): Loreta E, Isoardi, Gabriele, Sebastiani, Giacomucci, Patriarchi, Loreta E, Lanza, Di Vincenzo, Di Marco, D'Adamo

Tristezza per gli Scarpasciùdd: dopo Rosati e Fanucci, anche Francesco Antenucci (per tutti ' Capitàaa'), un altro senatore over 65, va in pensione calcistica per problemi all'anca: ci mancheranno i tuoi ' uno vicìino' o ' n'n  di ficchì' in stretto celenzese, i consueti 4 giri e più di campo prepartita, con me sempre affianco (siamo i soli.) e soprattutto il saluto di commiato negli spogliatoi:' Buona Domenica a tutti, e ssèmbre forza Juve: sèmbre ! '; ti auguriamo tutti una serena  e riposante pensione, anche se, conoscendoti bene, sarà difficile per un atleta come te abituarsi alle sole camminate. Veniamo a noi: i gialli (11 vs.10) nelle battute iniziali si dimostrano più incisivi: Di Vincenzo comincia al 7' a scaldare i pali avversari sbagliando mira, ma l'occasione più ghiotta è al 12' per assessorètor D'Adamo: taglio improvviso di Lanza, Paolo elude i difensori di slancio, e a tu per tu con Altieri di piatto lo spiazza, ma la palla rasenta il palo sx e va fuori, disperazione ed autofustigazione furiosa sul piede destro. Al 21' arrivano nei blu i ritardatari Sarra e Ronzitti e la musica cambia con uno in più: i gialli arrancano in difesa e un nervoso Renato ' accumuénze a strillà ' : dopo diverse avvisaglie, i gialli soccombono al 33': Reale in velocità vince un tackle e si fionda sulla sx, crossando lungo verso dx: Gogò aggancia e gira di potenza sul palo opposto,1-0. Al 41' i blu sfiorano il raddoppio: Reale serve per Angiolillo che batte di potenza, la palla si stampa sulla traversa, Gogò ribatte ma sciupa malamente a lato. Nella ripresa, Sarra cambia maglia, ma i gialli, ora loro uno in più, sfruttano il vantaggio solo fino al 10', quando raddrizzano il risultato con un'incursione veloce sulla dx, su triangolo con D'Adamo, di Mattia Di Vincenzo, collopieno di potenza all'incrocio sx, Altieri nonostante il tuffo plastico non ci arriva, pareggio 1-1.  Al 13' una bordata di Loreta E fa fischiare le orecchie ad Altieri, ma man mano che ('trummuénde' ca) passa il tempo, i blu prendono il sopravvento , e Pegna al 19' imbecca bene su triangolo Giovanni Forgione che, come un ariete, perfora la difesa e segna di potenza il 2-1; i gialli provano a reagire, ma portando 4 punte avanti, perdono  a centrocampo: al 32' il blu Stampone da dx serve bene per Ronzitti che anticipa di piede l'uscita di Loreta e spedisce rasoterra, la palla si stampa sul palo dx ed è poi salvata in corner dalla difesa gialla; al 39', su bel destro di Pegna, Loreta blocca in tuffo e, al minuto 90', su corner di Stampone, Luigi Angiolillo, appostato lungo sul 2° palo colpisce bene di testa ed infila il 3-1, risultato forse troppo severo per quello che si è visto in campo.

Foto di copertina per Francesco Antenucci
       
Class. cannonieri: 11 gol: Angiolillo, Ronzitti Go  8 gol: Serafini A   7 gol: Di Vincenzo, Forgione   5 gol: D'Angelo  3 gol: D'Adamo P, Sarra   2 gol: Pegna, Stampone   1 gol: Bozzelli, Loreta E, Gabriele, Serafini S   

domenica 16 novembre 2014

Una festa a Miramare.

Di quei rinfreschi con tanti dolci casarecci e aranciate gassatissime, ricordo come in un sogno 
... e della fontana.
Mi piace che il sindaco Ritucci-Chinni, autore dei versi, parla di luogo immerso nel verde, tra vigne ed olivi.

sabato 15 novembre 2014

C'era una volta l'asilo.

Eravamo in 34, tra cui tre consiglieri comunali (d'opposizione o minoranza, che dir di voglia) un giornalista, un paio di "grillini", un ambientalista storico ed un altro "antico" (come lui ama definirsi) ed io. C'è da dire che c'erano anche 4 relatori.
Non si può dire certo un successo, all'auditorium dell'Agenzia per la Promozione Culturale di Vasto. Eppure la conferenza sul "Carlo Della Penna", era stata pubblicizzata bene. La gente ne era informata.
Saranno contenti i nostri cari amministratori ed anche coloro che non vedono l'ora che scompaia quel pezzo di storia che è il "vecchio Asilo" e la stessa memoria del suo realizzatore filantropo.
Insomma, lo volete capire o no che c'è un disegno per cancellare la "storia" di Vasto e sostituirla con speculazioni d'ogni genere?
Mi è stato chiesto di entrare a far parte del "Comitato" ma ho declinato. Non voglio dare "fastidio". C'è sempre qualcuno che mi trova ingombrante. Se servirà provvederò a collaborare in altro modo.


venerdì 14 novembre 2014

Pecore sulla spiaggia

Il mio amico Ben mi ha ricordato di quando i pastori usavano ricoverare le pecore sullo spazio verde che esisteva tra l'ospedale e Via Ciccarone, dove molti di noi giocavamo a pallone. Dopo il passaggio del gregge, dovevamo districarci col pallone tra le "palline". Io ricordo anche che alcuni pastori ricoveravano il gregge dentro la grotta che "c'era" su via Istonia. (scendendo alla Marina sulla destra)
Il mio amico Ben mi ha anche inviato queste foto che testimoniano il passaggio delle pecore sulla spiaggia. So che vi piace vedere la Vasto di una volta e le pubblico volentieri. E poi mi piace pensare che Gabriele D'Annunzio si ispirasse a scene come queste.
Comunque allora le pecore "passavano". Ora invece sono stanziali e se ne trovano i numero esagerato. Sempre pronte a brucare l'erba più verde e più vicina a se.
Non ci credete? Basta guardarsi intorno.
Naturalmente oltre che sulla spiaggia e sul campetto dell'ospedale, le greggi, all'epoca, passavano sul tratturo.

Ma un falegname "benefattore" non esiste?

Tutti bravi a criticare Don Stellerino. Ma un falegname che si offre per, se non restaurare, almeno per ridipingere la porta della chiesa, non esiste? Tutti buoni a parlare in questa "Città" (fore a la faccia nostre) ma poi ......
Risistemata, anche alla buona, questa porta  farebbe la sua bella figura. Non è necessario aspettare il "portale di bronzo" di cui ormai, come per il Ponte di Messina, tutti ridono.
Invece di parlare di Vasto .... guardatela bene. Avrete delle piacevoli sorprese.

giovedì 13 novembre 2014

Strisce blu

Ammazza quanto paghi ogni giorno di parcheggio!

Questa collezione di tagliandi non mi "appassiona". O forse si. 
Sembra di spendere pochissimo per un'ora di parcheggio. Io stesso critico chi gira a lungo in auto per cercare un parcheggio non a pagamento. Ma vi siete mai posti il problema del quanto vi costa alla fine dell'anno? Dovremmo fare come questo "signore" e così capiremmo.
Certo, se queste soste sono per svago, come si dice, dove c'è "gusto" non c'è perdenza, se è "una tantum" poco male, ma se uno è costretto a sostare per lavoro ....