domenica 20 dicembre 2009

Pensierino sul pensierino.


Da un “pensierino” tratto dal noto giornale Piazza Rossetti, ho tratto spunto per una riflessione. Il “pensierino del giorno”, dice:

In un libro di prossima pubblicazione, secondo indiscrezioni, un capitolo pare sarà dedicato al chiarimento di come, grazie alla politica, si riesca ad ottenere un posto di addetto stampa in un Comune, una poltrona da vice presidente al Consorzio Industriale e come si riesca a racimolare tanta pubblicità chiamando da telefoni “importanti”.

Ora io mi chiedo: a parte Francescopaolo D’Adamo, l’architetto, quale politico non ha tratto beneficio dal suo status ? Non citerò assolutamente il caso di un vice sindaco (la minuscola è voluta) del quale tutti e ribadisco tutti, hanno preso le difese o quanto meno, si sono limitati a non commentare. Non ne parlerò, poiché darsi un incarico remunerato da solo, oppure farselo dare vista la carica che si ricopre, non è affatto paragonabile ai casi di altro vice sindaco (la minuscola è forzata da motivi di incompatibilità personale) che riesce ad ottenere posti grazie alla politica. Non parlerò nemmeno di chi ordina l’abbattimento della pensilina di un trabocco mentre palazzi o parte di palazzi abusivi fanno bella mostra in questa città. Lungi da me pensare di parlare di incarichi dati a tecnici amici, piuttosto che ad altri, nemmeno a parlarne, quando mai! … e insinuare che ci siano motivi nascosti, quando in un forum si dice che i turisti richiedono siti archeologici, aree protette e … vino, non mi sembra neanche giusto. … non mi dilungo.
Da qui una profonda riflessione e, pensa che ci ripensa, gira che ti rigira, meditando bene, giungo alla conclusione che anche Francescopaolo D’Adamo, l’architetto, ha tratto benefici dalla politica: ancora gli regalano il biglietto per la partita.

Forza Pro Vasto!



P.S. Il Direttore del giornale, che parlando di prodotti agricoli tipici del luogo, abbina all’articolo una foto con in primo piano caschi di banane, stia attento a queste, poiché le bucce di questo gustosissimo frutto, fanno scivolare. Meno male che sui nostri marciapiedi le bucce di banana, buttate dai maleducati, sono state sostituite dalle deiezioni canine. A queste ultime, che sporcano e puzzano, la gente si è abituata. Meno male!

... ma non per me.


Qualcuno, si è mai chiesto perché da qualche tempo molti, quando si parla di festività natalizie, assumono un’aria fortemente scocciata? Questo atteggiamento è tipico soprattutto dei giovani.
Le feste di Natale, fino a qualche tempo fa rappresentavano un momento di gioia. Dal punto di vista religioso, si festeggia il ricordo della nascita del Salvatore, con tutto quello che una persona che ha fede può sentire nel proprio animo. A livello familiare, era e spero che per molti lo sia ancora, un momento di riunione, di dimostrazione di affetto corale, la festa della famiglia.
Gli anziani, i giovani, i bambini, si incontravano nelle case e tra un “cenone” ed un pranzo, tra un dolcetto ed un bicchierino, tra una partita a carte ed una tombolata, godevano della semplicità di quei momenti. Si rideva, si scherzava e perché no, si ricordava. La mente umana (per fortuna) è più portata a ricordare le cose belle. Anche i fatti negativi, quando non lo sono esageratamente, assumono un aspetto “sopportabile”, se non addirittura scherzoso. La malinconia di certi ricordi è molto piacevole a volte, ma è necessaria la giusta atmosfera. Che fine hanno fatto i film di Frank Capra?.
Natale, che palle! Sento spesso dire in giro. Sarà perché sentiamo questo periodo come un obbligo, non più come un piacere, una gioia. I bambini aspettavano i doni, adesso li pretendono.
“Babbo Natale ha venduto la slitta e le renne”, dice una pubblicità …. Il bambino risponde: “tanto la mamma mi ha già comprato il regalo al centro commerciale!” Addirittura qualcuno ha detto che l’immagine di Babbo Natale è negativa per i bambini. Costui infatti è troppo grasso, non rispetta il codice della strada, con la sua slitta e viola il domicilio della gente. Roba che nemmeno lo Scrooge di Dickens avrebbe pensato. Che tristezza!
Anche i cinesi hanno capito che la festa, nata per ricordare la nascita del Bambinello, è diventata solo una immensa operazione commerciale, all’insegna del consumo e del profitto, infatti la chiamano “festa degli acquisti”.
Forse è per questo, che il Natale è diventato una … palla?

sabato 19 dicembre 2009

Dubbio natalizio-ferroviario.


Una volta esisteva una Legge che vietava di sostare nelle stazioni, senza il biglietto. Esiste ancora? Se questa Legge esiste ancora, si può organizzare una manifestazione nell'ambito della stazione stessa?

Lo scappellotto.



Al Comandante della Polizia Municipale di Vasto, Dott. Ernesto Grippo



Pregiatissimo Comandante

Come tutti i cittadini onesti, sarei felice se almeno nell’ambito del traffico veicolare urbano, fosse ripristinato l’ordine. Come tutti i cittadini onesti vorrei vedere la città con un traffico ordinato, i parcheggi giusti, il rispetto per ogni regola dettata dalle normative vigenti. Le auguro quindi di procedere speditamente verso questo obiettivo.
Vorrei segnalarle però un episodio che mi è capitato il giorno 16 dicembre.

Mi trovavo dentro il garage per svuotare un bidone d’olio dentro l’apposito contenitore. Terminata l’operazione, dopo aver chiuso la porta di questo garage, mi volto verso la mia autovettura e vedo uno strano foglietto giallo sul parabrezza. Sulle prime ho pensato fosse la solita pubblicità. Poi, con stupore, ho visto che era una multa. Avevo parcheggiato davanti ad un passo carrabile. Il mio.

Conosco bene la regola che dice che non bisogna parcheggiare dinanzi ad un passo carrabile, nemmeno al proprio, tuttavia, vista la carenza di parcheggi e considerata l’operazione che dovevo espletare, ho avuto la necessita di compiere questa infrazione. Appunto infrazione. Lo riconosco, perché, ribadisco, sono un cittadino onesto e come tale pagherò la multa.
Però, proprio perché sono un cittadino onesto, “pretendo” e sottolineo “pretendo”, che ogni giorno una pattuglia, un vigile o chi altro, passi su via delle Croci e provveda a multare chiunque commetta infrazioni.
In questa zona dove io abito, lavoro e vivo, succede di tutto. Autovetture ed altri mezzi parcheggiati in doppia e tripla fila. Automobili che procedono contro mano, scendendo da via delle Croci che è senso unico a salire. Nessuno rispetta lo stop posto all’incrocio tra via Valloncello e largo De Litiis, auto che accedono pericolosamente da via IV Novembre, auto che parcheggiano in piena curva occludendo la visuale e, se mi permette un problema personale, il mio garage è inaccessibile per tre quarti della giornata a causa di chi … per un minuto, vi parcheggia davanti.

Ora, gentilissimo Comandante, le chiedo, se una tantum passa qualcuno a fare le multe chi ci rimette? Sempre il residente, rispondo io. Il residente che, magari per necessità, come nel mio caso, ha dovuto compiere una infrazione (ritengo veniale). Chi invece saltuariamente frequenta la zona, difficilmente incappa in un tutore dell’ordine e reitera tranquillamente l’infrazione. Quando devo uscire dal mio garage o entrare in questo, per l’accesso al quale pago regolarmente le tasse per passo carrabile, se c’è una autovettura parcheggiata davanti mai è poi mai interviene la pattuglia (più volte) chiamata, perché impegnata altrove.

Egregio Comandante, ribadisco con fermezza che da cittadino “onesto” pagherò la multa ma altrettanto, da cittadino “onesto” come già detto, pretendo, pretendo e pretendo che le regole siano fatte rispettare sempre, non una tantum.
Non è con uno scappellotto dato senza motivo, magari in un momento di rabbia, che si educano i figli ma “insegnando” il rispetto delle regole. Buon lavoro.

Arch. Francescopaolo D’Adamo

venerdì 18 dicembre 2009

Io rismo, tu rismi, egli ... dorme. No, fa finta.

… e ci mancherebbe che non fossimo nemmeno il “caposaldo turistico della provincia di Chieti”. Con chi dovremmo competere visto che abbiamo due immense spiagge, una lunga scogliera e una riserva naturale. Abbiamo un centro storico che aldilà delle sue emergenze architettoniche, presenta dei panorami stupendi. Ancora resiste un minimo di paesaggio agreste che tuttora produce prodotti genuini. Abbiamo un ampio elenco di pietanze caratteristiche e prodotti gastronomici tipici. Abbiamo musei, pinacoteche, gallerie d’arte secondi a nessuno. Abbiamo un caratteristico entroterra. Abbiamo, abbiamo ed ancora abbiamo … e siamo contenti per il semplice fatto che restiamo “il caposaldo turistico della provincia di Chieti”?
Si vergogni chi è soddisfatto di questo.
Il Consigliere Comunale Simone Lembo, quando dice: Le motivazioni prevalenti tra i flussi turistici di provenienza nazionale sono strettamente legate alla fruizione delle risorse balneari, anche se è in costante crescita il segmento del turismo culturale, orientato soprattutto alla fruizione del patrimonio archeologico. Da non sottovalutare anche le motivazioni di ordine ambientale, connesse cioè alla fruizione delle aree naturali protette. Fortemente in crescita, invece, risultano le motivazioni di natura eno-gastronomica, “ tra una fruizione e l’altra”, cosa vuole esprimere?
Chi lo ha detto che il turista preferisce il patrimonio archeologico alla pinacoteca o alla galleria d’arte moderna. Perché specifica il termine “archeologico”. Chi lo ha detto che il turista preferisce le aree naturali “protette” alle altre scogliere o alle altre spiagge. Perché specifica la parola “protette”. E quando si parla di eno-gastronomia, passi per la gastronomia, ma il primo elemento di questa parola composta, “eno” sta per “Enotria”?
Vuoi vedere che questa parola composta lascia intravvedere le “passioni” di alcuni componenti questa amministrazione? Valorizziamo solo quelle? Allora diciamo che c’è richiesta di quel tipo.
Mi scuseranno gli amici che gestiscono la riserva di punta d’Erce o quelli che si apprestano a gestire Palazzo d’Avalos (che non è solo il museo archeologico), se penso male.
Il futuro? E’ necessario incrementare la logica di sistema e la qualità dell’offerta turistica, far percepire l’offerta nel suo insieme, curare i collegamenti e credere fortemente nel progetto di polo turistico della costa dei trabocchi”. Mi spiegate, per esempio, perché chi possiede un trabocco nel territorio di Vasto subisce un forte ostracismo? Ribadisco che è solo un esempio, se ne potrebbero citare altri. Il primo cittadino pare abbia concluso il forum dicendo: “Il turismo balneare era e rimane la nostra forza anche se da qualche anno a questa parte Vasto può puntare anche sull’ambiente e sull’enogastronomia”. Come se il turismo balneare prescindesse da questi elementi … “Molto è stato fatto. A cominciare dal miglioramento della pulizia della spiaggia ed al servizio di salvamento nei tratti di spiaggia libera. Il nostro è l’unico Comune in Abruzzo che fa questo servizio”. Chiedo al lettore se il “miglioramento” della pulizia della spiaggia e il servizio di salvamento nei tratti di spiaggia libera, possono essere considerati “molto”. Secondo me è solo un normale miglioramento dei sevizi, niente a che vedere col turismo.
Francamente dal forum sul “turismo”, mi aspettavo di più.
A gennaio 2010 spero si concludano le storie infinite del piano spiaggia e delle recinzioni e degli accessi al mare. Si programmi la stagione estiva. Quantomeno si propongano le linee guida, per trovare un vero significato da dare alla parola “turismo” nella nostra Città.

E' tutto sotto controllo, è stata una variabile non prevista.

Gentile Signor Davide Delle Donne, fino ad ora ho condiviso molto di quanto da Lei pubblicato. Il contenuto dell'articolo odierno però mi lascia perplesso.
Quanto da Lei scritto, mi scusi se lo evidenzio, dimostra scarsa informazione.
Si accorgerà da solo del perchè di quanto affermo e non entro nel merito, neanche quando paragona il periodo che stiamo vivendo agli anni di piombo.
Invece c'è una domanda che da tempo mi "tormenta" e che Lei col suo articolo ha ulteriormente ... "stuzzicato":
Come mai la Mafia, visto il comportamento di Berlusconi e del suo governo contro di essa, valutata la facilità di "colpire" il Presidente del Consiglio italiano, non lo ha ... "colpito"?

La saluto pubblicando il suo articolo.

Caro Direttore e' chiaro che in questi giorni c'e' stato e c'e' tuttora un grande dibattito sul vigliacco gesto compiuto contro il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi .E' altrettanto chiaro anche c'e' stato un grande calo del consenso popolare verso un'area politica o piu' aree politiche che hanno manifestato "ad personam" con il B-Day per chiedere le Dimissioni di Berlusconi (e non e' riferito all'Ospedale S.Raffaele)dall'incarico legittimamente conquistato con le passate elezioni amministrative. Caro Direttore c'e' un episodio che mi ha fatto capire come ci sia un evidente deficit di sicurezza del Premier che spero sia colmata in futuro per evitare il ripetersi di gesti sconsiderati da parte i psicolabili o peggio frange estremiste che probabilmente ricalcheranno per modalita' i gruppi eversivi del passato recente italiano ...degli anni di piombo.Oltre un anno addietro per motivi di lavoro sono passato a Casoli e ho visto fermi agli incroci nevralgici un paio di Autoblindo dei Carabinieri con Uomini bel equipaggiati di: Elmetti con visiera,Scudo paracolpi trasparente ,sfollagente,scarpe tipo Anfibi,Armi da fuoco di ordinanza e giubbotti imbottiti.Poi ancora un altro Autoblindo e poi ancora altri mezzi blindati nei punti "caldi" della cittadina .Io ho pensato che da Roma fosse arrivato qualche grande e importante Autorita' Governativa e che questo ampio dispiegamento di forze fosse dovuto al suo imminente arrivo per proteggerne l'incolumita' personale (del personaggio).Passo da un mio Cliente e chiedo chi fosse l'Autorita' in procinto di arrivare.La risposta del mio cliente in quel momento mi ha sorpreso perche' ...non c'era nessun personaggio ,ma semplicemete la partita dei Play- Off della squadra del Casoli contro il Chieti.Anzi mi ha fatto notare che l'elicottero che girava sopra la Citta' era del Prefetto che coordinava gli Uomini (una ventina sicuro)delle Forze dell'Ordine dall'alto.Non e' uno scherzo,ma e' il normale protocollo che si attua in partite dove si corre il rischio che le diverse tifoserie possano in qualche modo venire in contatto e scontrarsi non solo verbalmente.Oggi chi va allo Stadio ci va con il documento,deve passare nei tornelli ,viene videosorvegliato e se per qualche motivo un tifoso "sgarra" viene segnalato al Prefetto e vede le partite da casa.Ora se e' stato possibile fare questo per una partita tra DILETTANTI(Casoli-Chieti) ai Play-Off,non si puo' creare un protocollo di sicurezza simile anche per gli eventi di Personaggi Politici di serie A? Gli attacchi mediatici , di fomentatori e di chi dichiarano pubblicamente di odiare l'avversario creano reali pericoli per la vita delle Autorita' Governative. Non e' paradossale che lo Stato tratti con il sistema dei due pesi e due misure le cose? Da una parte c'e' questo enorme dispiegamento di forze dell'ordine che in ogni evento sportivo (Play-Off)anche tra" squadrette"(senza offesa) devono creare un piano di sicurezza per evitare tafferugli...e dall'altro un pazzoide puo' colpire il Primo Ministro Italiano senza particolari problemi.Si puo' vietatre la vendita di oggetti che potrebbero essere utilizzati per colpire ,come succede gia' negli Stadi?Perche' in futuro non si crea un cordone di sicurezza studiato a tavolino come fanno per le partite ? E' pensabile in futuro l'identificazione tramite controllo dei documenti nei Comizi importanti?Bisogna iniziare in futuro con il controllo dei documenti delle persone che vanno a sentire i comizi in piazza. L'ausilio di tornelli o check-in nei punti "caldi" come negli Stadi o come negli Aeroporti Internazionali sono indispensabili fino a quando c'e' questo clima cosi' pieno di odio...dichiarato pubblicamente.Continuare come si e' fatto fino ad adesso non ha senso perche' il fattaccio si potrebbe ripetere nuovamente ,ma forse con conseguenze piu' nefaste.L'Italia deve isolare questi uomini pericolosi che ci fanno tornare indietro di trenta anni...Cordiali Saluti Davide Delle Donne

Il commercio nel centro storico di Vasto


La "premiata" Cappelleria Francescopaolo Stella.

giovedì 17 dicembre 2009

Promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari dell'Abruzzo.


Dal nuovo stand agricolo di Piazza Rossetti, sono sparite le banane poste in bella mostra in un articolo precedente. ... Dunque, protagoniste saranno le pregevolezze d'Abruzzo: dai vini DOC ai liquori tipici, quali il passito IGT , il vino cotto, la ratafia', la Genziana, la Centerbe e il Punch; dagli oli DOP ai salumi e ai formaggi, e ancora molti prodotti caratteristici, come l'aglio rosso di Sulmona, varieta' unica in Italia, lo zafferano dell'Aquila, la carota dell'Altopiano del Fucino, solo per citarne alcuni. Perchè tra questi prodotti non compaiono i carciofi denominati "mazza ferrata" i pomodori "mezzitempi" o l'uva "San Francesco", tutti prodotti tipici di Vasto?

Scoop.


Azione lampo del sindaco (minuscola voluta) di Vasto.

Scelto il nuovo dirigente del settore urbanistica. Sostituirà l'architetto Alessandro Cipressi nominato il due novembre ed ora dimissionario. Cipressi lascerà il posto all'ingegner Natale Abete. "Il nuovo dirigente", ha affermato il sindaco,parafrasando il suo idolo Silvio Berlusconi, "è uno con le palle e poi è noto che ho sempre preferito gli ingegneri agli architetti". Lo stesso ingegner Abete lascerà il posto a primavera, quando sarà sostituito dal geometra Pasquale Uovo. "Non ci saranno sorprese", ha ribadito il primo cittadino,"Tutto secondo il programma elettorale".

mercoledì 16 dicembre 2009

PartoriRai con dolore … Travaglio.


Non avrei mai pensato che la faziosità di Bruno Vespa potesse raggiungere il livello toccato nella puntata di Porta a Porta di martedì sera. Dopo aver trasmesso uno spezzone di discorso di Marco Travaglio connesso con l’aggressione a Berlusconi, il noto giornalista abruzzese ha viscidamente evidenziato una frase pronunciata da Travaglio e l’ha ripetuta più volte, in maniera equivoca e con tono di condanna, distraendo così l’ascoltatore dai veri concetti espressi.
Si può ascoltare quella frase al minuto 16,11 della registrazione visibile sul blog di Beppe Grillo o su you tube. Essa recita: “… e chi l’ha detto che non posso augurarmi che il Creatore se lo porti via al più presto”.
Chiunque, anche il più delinquente, il più imbecille, il più grande nemico di Berlusconi, rimarrebbe basito e rimprovererebbe la persona che ha pronunciato una tale frase. Il problema è che questa asserzione è stata estrapolata da un discorso molto più ampio. Per di più questa affermazione è stata solo riproposta da Travaglio, non era nemmeno sua. Chi ascolta tutta la conversazione si rende conto che quanto asserito dall’editorialista “più amato dagli italiani”, che, tra l’altro, ha anche detto che Di Pietro ha espresso in modo “sgangherato” il proprio pensiero sull’accaduto, va verso tutt’altra direzione, rispetto a quella che, in maniera subdola e ingannatrice, Vespa voleva indirizzare, aizzando i presenti e confondendo i distratti ascoltatori.
Premetto che quel paio di volte che ho personalmente incontrato Marco Travaglio, ho provato una immensa sensazione di antipatia verso questa persona, tuttavia sfido chiunque a non dargli ragione, su quanto dice in questa occasione, aldilà delle sue soggettive “impressioni” sul Presidente del Consiglio Italiano. Invito quindi, coloro che vogliono veramente dare un giudizio su quanto espresso da Travaglio, ad ascoltare l’intero intervento. Così facendo ci si convince ancora di più che lo spettacolo e l’audience, sono cose diverse dall’informazione.

Il progetto per il centro storico secondo me. Proposta n°5


E adesso si può entrare all’interno del nucleo antico, dopo aver proposto delle infrastrutture, come in un allegro girotondo, da Piazza Marconi a porta Nuova fino al “Muro delle Lame” con al centro corso de Parma. Qualcuno potrebbe urlare: “Tutti giù per terra”. Spero di no! Il giornalino, stampato a cura dell’Amministrazione Comunale, da per fatto il piano di recupero del centro storico. Io non la penso così e continuo, nonostante l’ostracismo di tanti a fornire contributi.
La proposta di oggi si risolve con una domanda: “ Il piano Cervellati, prevede strutture ricettive, per esempio uno o più alberghi nell’ambito del centro storico?” Dalla mia esperienza e da quella di coloro che gestiscono B&B ed affittacamere, la richiesta di strutture alberghiera nel centro cittadino esiste. Perché non permettere,magari incentivare, previo attento progetto conservativo, la trasformazione di palazzetti nobiliari, ancora integri e ben conservati, in alberghi di lusso? Palazzo Ciccarone, Palazzo Marchesani, Palazzo Cardone, tanto per fare un esempio.
Nel redigere piani di recupero, penso, non sia necessario entrare nei particolari, basta proporre idee. Basta rispondere alla domanda: “Perché un cittadino dovrebbe tornare a vivere nel centro storico?”

martedì 15 dicembre 2009

AAA. Insegnante di italiano cercasi. (possibilmente madre lingua)


Turdò scrive a Berlusconi dopo l'aggressione di Milano


VASTO - Antonio Turdò, presidente del Comitato Pro Trignina e responsabile del nuovo movimento politico Italia Unita, scrive al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo l'aggressione che quest'ultimo ha subito a Milano:
"Egregio Presidente Berlusconi, ho visto le immagini che La ritraggono ferito in seguito ad un atto scellerato di un folle nella città di Milano, ieri 13 dicembre 2009. Le voglio esternare sinceramente tutta la mia solidarietà e del mio partito accompagnati da sinceri auguri di pronta guarigione. Noi che siamo nati dalla terra d’Abruzzo e abbiamo potuto vedere come Lei è stato solidale con il nostro popolo, vogliamo esserle vicino con il rispetto che lei merita. A qualche contadino conterraneo che non sa cosa dire , consigliamo vivamente che la miglior cosa, in taluni casi, è il silenzio".

Scusa Antonio ma era necessario.

Ciufff. Ciufff. Fumo o arrosto?


Il circolo IdV Vasto 1 “M. Colantonio” risponde PRESENTE, all’appello lanciato dal Presidente Di Giuseppantonio ma pone le sue condizioni.

E’ impossibile restare indifferenti alla richiesta di aiuto lanciata dal Presidente della Provincia di Chieti. E noi del circolo IdV Vasto 1 “M. Colantonio” siamo pronti a fare la nostra parte. Come al solito, a noi non interessa la polemica sterile, quanto la risoluzione dei problemi. E per questo motivo siamo disposti ad affiancare chiunque voglia effettivamente risolverli i problemi.
Chiediamo però che i problemi vengano affrontati con la massima serietà, per evitare che le buone intenzioni manifestate (grandi riunioni con assessori regionali, provinciali, presidenti di enti locali e quanti altri possono sedersi intorno ad uno stesso tavolo), si risolvano… solamente in un’altra fotografia di gruppo.
Per questo noi chiediamo che venga data una risposta alla domanda che da tempo andiamo facendo, e cioè:
1. Esiste un piano industriale di Trenitalia che riguarda lo scalo di Vasto?
2. Se sì, cosa prevede?
Noi diciamo: se non si riesce a dare una risposta a queste domande, per quale motivo ci riuniamo? Cosa andiamo a chiedere? Avranno avuto delle ragioni in Trenitalia per eliminare le fermate, o ce lo hanno fatto per dispetto? E se noi queste ragioni non le conosciamo, come possiamo fare delle proposte che vanno incontro alle necessità dell’azienda e che però risolvono il nostro problema?
Oppure lo scopo di tutto questo è semplicemente creare una pressione mediatica tale che Trenitalia dovrà finire per concedere quanto richiesto? Se così fosse siamo alla frutta. Siamo a chi riesce a fare più pressione, a chi urla di più. Ma noi non crediamo che questa possa essere la strada giusta, e per questo motivo diamo il nostro contributo. Per questo motivo vogliamo sapere se l’assessore regionale ai trasporti del Molise Luigi Velardi si è mosso bene e per tempo, oppure se l’assessore regionale ai trasporti dell’Abruzzo Giandonato Morra non si è mosso allorchè avrebbe dovuto.
Chiarito tutto questo, il circolo IdV Vasto 1 “M. Colantonio” risponde PRESENTE, all’appello lanciato dal Presidente Di Giuseppantonio e attende di essere convocato.


Il portavoce del circolo IdV Vasto 1 “Michele Colantonio”
Tiziano Longhi

Quando si dice una ... idea.


Ho letto con piacere su Il Venerdì di Repubblica un articolo su una mostra allestita a Napoli che si intitola Barock. L'idea di rivisitare in chiave moderna il barocco mi balenava quando, tanto tanto tempo fa ero Assessore alla Cultura. Tanto mi balenava che realizzammo un CD musicale intitolato BA-ROCK. Le idee vengono a tutti. Non tutti però le sanno realizzare. Il Cd comunque esiste ed una mostra simile a quella napoletana fu realizzata. Questa mostra si ispirava alla Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti e fu intitolata Beata remix.



Ritorno al Barocco Da Caravaggio a Vanvitelli i tesori di Napoli
Repubblica — 22 novembre 2009 pagina 15 sezione: NAPOLI
Una imponente "macchina" barocca per inaugurare l' evento più importante della stagione culturale a Napoli e in Campania. "Ritorno al barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli" è il titolo comune che mette insieme, a partire da sabato 12 dicembre fino a maggio 2010, importanti mostre, concerti, luminarie, presepi e eventi enogastronomici, tutti dedicati alla grande stagione barocca. La città entra in festa e mette in mostra se stessa aprendo chiese, palazzi e musei all' insegna di un progetto espositivo a più voci, con la regia di Nicola Spinosa. Il museo di Capodimonte, la Certosa e il museo di San Martino, Castel Sant' Elmo, il museo Duca di Martina, il museo Pignatelli e Palazzo Reale, insieme a più di 27 itinerari nei luoghi barocchi dell' intero territorio regionale, aprono le loro porte mettendo in mostra più di 350 capolavori, tra dipinti, disegni, sculture, arredi, gioielli, tessuti, ceramiche e porcellane, documentando la grande produzione barocca in città. Sono tre le date importanti per il percorso cronologico alle sei mostre: l' arrivo di Caravaggio a Napoli nel 1606, la presenza di Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga (1750) e la partenza di Carlo di Borbone per la Spagna (1759). Il museo Madre risponde inaugurando, sempre il 12 dicembre, la collettiva "Barock", a cura di Eduardo Cicelyn e Mario Codognato e sabato 19 dicembre con l' installazione di Piazza Plebiscito, "Pionier II", dell' artista tedesco Carsten Nicolai. Uno sforzo organizzativo posto sotto l' Alto patronato della Presidenza della Repubblica, promosso dagli assessorati al Turismo e ai Beni culturali della Regione Campania e realizzato dalla Soprintendenza speciale per il Patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli. «Napoli ancora oggi è barocca - spiega Nicola Spinosa-e guarda al suo passato con gli occhi attuali. Luci e ombre, miseriae nobiltà, allora come adesso convivono tra antico e contemporaneo». L' ex soprintendente del Polo museale, curatore delle mostre, è intervenuto ieri a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione, nell' ambito della conferenza di presentazione del programma generale della rassegna "Ritorno al Barocco", insieme al governatore Antonio Bassolino, e all' assessore ai Beni culturali Oberdan Forlenza e al collega al Turismo del Comune, Valeria Valente. «Napoli si conferma capitale dell' arte - afferma Bassolino - e grazie a tali importanti iniziative culturali la Regione tende a incrementare il turismo in Campania, un settore che risente della crisi economica internazionale, e a parlare a tanti paesi nel mondo». E' stata così presentata una nuova campagna di comunicazione della Regione, curata dall' agenzia Jwt e con la regia del fotografo e regista spagnolo Eugenio Recuenco, che partirà da oggi su televisioni, giornali, riviste specializzate e web. Lo slogan scelto è "Campania. Così bella che è vera". © RIPRODUZIONE RISERVATA - RENATA CARAGLIANO

Amici ... di Maria.

Traffico regolare



E’ cominciata la campagna acquisti per la tornata elettorale che “presto” vedrà coinvolta la Città del Vasto. Per ora il movimento lo possiamo considerare pedonale. Il pedone (aspirante candidato) si colloca sul margine della strada, all’inizio del passaggio pedonale. I più fortunati trovano un bottone da pigiare per prenotare l’attraversamento. Il traffico è notevole e non è detto che qualcuno non rimanga lo stesso travolto, da quegli “automobilisti” indisciplinati che hanno sempre fretta, anche quando devono semplicemente andare a prendere un caffè al bar. Fare attenzione dunque, guardare a destra e a sinistra con molta attenzione. Anche una volta al centro però attenzione a chi arriva e valutare le giuste distanze.

lunedì 14 dicembre 2009

i presepi di via Bandiera

Benvenuti alla fiera.

Benvenuti alla fiera dell’ipocrisia, benvenuti alla fiera delle falsità. Qui si vende di tutto, buonismo e aggressività, verbi e parole, sinonimi e contrari. Ora gli scontenti temono, i contenti anche. Tutti sono preoccupati. Ma davvero? Penso proprio di si, ed era ora. Qualcuno dirà: “dici e non dici” anzi “non capisco ciò che dici”. Ma proprio non capisco cosa ci sia da dire. Oggi credo sia solo il caso di porsi delle domande. E’ impossibile darsi delle risposte. Chi scrive sul suo blog: “alla morte di Berlusconi, brinderò a champagne” cosa ha provato in coscienza questa notte? Si è preoccupato o ha messo in frigo bottiglie di … spumante? E quanti “amici” del Presidente invece nel proprio intimo avranno goduto dell’accaduto? E quanti esasperati saranno istigati dal fatto e prenderanno ispirazione per gesti inconsulti come quello in questione, per emulare il Tartaglia? Pare che di scarpe, dopo George W. Bush, ne siano volate parecchie. In Italia, ricca di monumenti, potrebbero volare colossei, torri di Pisa ed addirittura qualche gondola. Le palle di vetro, quelle con la neve dentro, potrebbero essere usate come parafrasi dell’ultimo discorso al congresso del Ppe a Bonn e lanciate contro quei politici che non “convincono” il cittadino.
Altro dubbio ben più grave: “se uno squilibrato ha facilmente raggiunto l’obbiettivo di colpire il Presidente del Consiglio, mentre organizzazioni malavitose o terroriste, non lo hanno fatto fino ad ora, dobbiamo temere che prima o poi questo accadrà? E se dovesse accadere, cosa succederebbe?”
Altri dubbi si affastellano nella mia mente, (per esempio: "perchè non è accaduto?") ma il “terreno è scivoloso”, direbbe il mio amico Tiziano, e quindi non li esternerò. Devo tuttavia evidenziare il mio sentimento. Anni orsono, solo perchè a Napoli, spintonarono il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, rimasi turbato, figuriamoci ora. Non è la "persona" oggetto di preoccupazione, lo è il gesto, lo è l'azione.

domenica 13 dicembre 2009

... e vai!


... altri solo viola noi ... deep purple

Su le mani !!!

Ma vuoi mettere il lavoro di ... ricerca!


Caro Direttore le scrivo per evidenziare un esercizio che ultimamente e' molto in voga tra gli scrittori e non e cioe' l'arte(se cosi' si puo' definire) del copiare e incollare. La farina del proprio sacco e' sempre piu' rara.Oggi con un po' di copia e incolla si puo' tranquillamente far credere agli altri di avere una cultura molto ,ma molto piu' ampia di quella che dall'esterno puo' a primo acchito sembrare leggendo i" pezzi " .Come si fa a fare i "pezzi"? Copia e incolla ...e che ci vuole l'arte?. Io da autodidatta ho capito come fanno a riempire di citazioni di almeno una ventina di personaggi alla volta i loro " pezzi " autorevoli.Io aggiungo sanno scrivere e sanno copiare e incollare. Certo che avere idee,iniziative,proposte e intuito oltre ad una strategia ben precisa non e' da tutti ed e' difficile ,molto difficile. In alcune occasioni un uomo ,un pensatore,un filosofo ,un politico,puo' fare riferimento anche a qualche cosa pescata in rete nei suoi scritti ,ma qualche cosa non vuol dire fare interi articoli ricopiando interi periodi di tanti autori ,di tutte le epoche e di tutte le aree di pensiero .Lo sa fare chiunque "smanetti" in rete.Con le attuali "armi" di cui dispone il "navigatore navigato" e cioe' copiare e incollare e poi equiparabile ad un'altro che si arrovella veramente e crea solo ed esclusivamente con le "armi" che gli ha dato il Padre Eterno con il proprio pensiero libero e originale?Questo modo di scrivere con il metodo copia e incolla mi fa riflettere su quello che leggiamo e chi lo scrive.Chi scrive senza avere come sorgente citazioni famose tratte ad esempio da wikipedia e' meno nobile se crea una citazione originale anche se meno erudita?Per me no ..anzi! Davanti ai nomi degli autori e delle citazioni degli articoli copiati e incollati si puo' avere come un "timore reverenziale", pero' se permette caro Direttore oggi posso affermare che il giochino e' alla portata anche del Cittadino comune.Mi piacerebbe in futuro leggere il "pezzo" della persona che scrive senza o con meno citazioni famose e poi fare una sintesi e crearmi una personale opinione sullo scrivente e su cosa ha scritto. Io ad esempio quando copio e incollo metto direttamente il link della sorgente dove attingo per fare vedere ai potenziali lettori l'origine dell'articolo . Insomma se si scrive e si sa scrivere,perche' fare intere pagine con citazioni prese di sana pianta dai vari siti in giro per il web? Chiunque puo' farlo direttamente con una semplice connessione A.D.S.L. (si fa prima).Cordiali Saluti Davide Delle Donne