sabato 15 gennaio 2022

Da Variante uno a Variante 16


Queste considerazioni in merito alla proposta Variante della Statale 16 Adriatica, scritte dal "concittadino" Francesco Paolo Spadaccini, mi sembrano assai appropriate.

 Non saprei dire esattamente da quando se ne discute, ma posso testimoniare che ho letto un documento di programmazione che contiene questo argomento e che portava la data del 2009;  firmato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Presidente Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. A sua volta il documento cita precedenti atti amministrativi risalenti al 2003 e 2006; questo del 2006 era stato presentato al Ministro Antonio Di Pietro.

Nessuno ha mai avuto dubbi sulla necessità di quest'opera; nessuno ha tirato in ballo questioni paesaggistiche, ferite all'ecosistema, problemi di espropri, attività agricole massacrate: tutti d'accordo a sostenere che ci serve. E fingiamo di non sapere che una strada è portatrice di molti sconvolgimenti, oppure lo sappiamo ma vogliamo credere che i vantaggi siano superiori agli svantaggi.

Prima di ogni altra considerazione, mettiamo bene in chiaro che il traffico tra Vasto e Vasto Marina non ha nulla a che spartire con il raddoppio: è una questione a sè stante.

La motivazione più ricorrente  è che il raddoppio della SS16 devierà buona parte del traffico che oggi intasa la tratta vastese. Quindi stiamo pensando di deviare un flusso in transito, non di accumulo. Cioè stiamo dicendo che buona parte dei veicoli che oggi ci assillano non si fermano da noi, ma vanno oltre, verso sud o viceversa, e che devono per forza passare da noi perchè non hanno alternative. E questa alternativa la offrirà proprio il raddoppio. E il traffico sulla autostrada come lo consideriamo? Facciamo finta che non esista?

Il traffico da Vasto marina a marina di San Salvo, non è traffico di transito, altrimenti proseguirebbe oltre questi due punti. E' invece traffico stanziale, locale, di sosta, casa e lavoro, passeggiata in spiaggia, pizza al fresco, casa al mare ... che non avrà nè motivo nè convenienza ad usare il raddoppio. Tornando all'idraulica è come l'acqua che si accumula in un serbatoio. Questo serbatoio è proprio l'area turistica, dalla Bagnante alla marina di San Salvo; il traffico è come una massa di pesci che sguazza in un acquario: si riduce per 10 mesi all'anno e si incrementa per il resto; ma l'acquario è sempre delle stesse dimensioni. E il perchè di queste dimensioni merita un discorso a parte.

Se assumiamo che il traffico verso Vasto sia VA e quello che prosegue oltre sia VB, allora il raddoppio fungerebbe da tangenziale, ma giustificabile solo nel caso che VB sia nettamente superiore a VA. Come dire che per 1 veicolo che entra in Vasto, almeno 3 o 4 veicoli/camion devino sul raddoppio. Pensate che questa sia l'attuale situazione? Esistono rilevamenti attendibili in tal senso? Io credo di no; ci saranno solo ipotesi e tutte a sostegno del raddoppio, ci si può scommettere. Il traffico verso sud o verso nord, ha già la sua autostrada e con un traffico direi esiguo se paragonato a tratti più a nord.

Per rendere verosimile questa esigenza di raddoppio, tra le altre storielle, si continua ad illudersi che avremo un futuro dove il traffico industriale e turistico esploderà? Queste erano le motivazione di 15,  20 anni fa; qualcuna si è avverata? Anzi, abbiamo una comunità che ostacola ogni nuovo insediamento industriale, motivando con la salvaguardia del nostro ecosistema eppoi finge di non sapere quale scempio comporta una strada proprio a quell'ecosistema che si pretende di difendere. Osservando le industrie nelle due aree, Punta Penna e San Salvo, vi sembrano esplose negli ultimi 15 anni? E il turismo, vi sembra raddoppiato nello stesso periodo? Notate che ci siano programmi dell'amministrazione che vanno in questa direzione? O, al contrario, movimenti di opinione che bloccano ogni nuovo insediamento?

Incremento del turismo. Ma qualcuno pensa quando parla? Per incrmentare le presenze occorre creare nuovi posti letto, quindi altri alberghi, case vacanza, parcheggi, aree di divertimento, strade interne; quindi altro traffico stanziale, altro traffico commerciale interno, altri orti e uliveti sbancati, ecc. ecc.  ... e l'acquario è sempre quello!!

Ma l'alternativa al raddoppio già c'è. Vediamolo.

Leggo che per il raddoppio si parla di circa 70 milioni, mentre per una uscita A14 a San Lorenzo (Vasto Ovest) ne basterebbero 10.

Realizzare un nuovo casello a Vasto Ovest, sarebbe la decisione più intelligente, più economica e meno invasiva, ed è la risposta al raddoppio che tanto cerchiamo.

La tangenziale di Milano, come quelle di altre grandi città, ha dei tratti gratuiti ed altri, per intervalli più lunghi, con pedaggio, proprio per smaltire traffico in città. Proviamo a fare dei calcoli.

Supponiamo che si faccia una convenzione con il gestore A14 riconoscendo 1 euro per ogni veicolo che entri a Vasto Nord ed esca a Vasto Ovest o Vasto Sud, e viceversa. Con quei 60 milioni risparmiati non facendo il raddoppio, potremmo far transitare gratuitamente 60 milioni di veicoli. E supponendo ne transitassero 10.000 al giorno, fanno 3.650.000 in un anno. Cioè quei 60 milioni pagherebbero il transito gratuito, Vasto Nord, Ovest, Sud e viceversa, a 10.000 veicoli per 16 anni. Sembrano calcoli empirici, e lo sono, ma sono quelli che si fanno quando si devono scegliere soluzioni ai problemi.

Tutto questo senza segare nessun albero o tagliare in due un orto. Questo è solo un esempio indicativo di quali possano essere le alternative alla realizzazione di una strada che comporta, da quello che si legge, addirittura una sopraelevata o un tunnel.

Ma se osserviamo bene, il traffico che tanto ci preoccupa è quello lungo il litorale dalla nostra  marina a quella di San Salvo. Aver costruito alberghi e residenze anche sul lato strada verso l'interno, oltre a raddoppiare il transito dei residenti, ha creato le tante occasioni di pericolo per gli attraversamenti. Se si fosse costruito solo sul lato mare avremmo avuto metà del traffico residente e nessun pericolo di attraversamento. Ma tant'è e dobbiamo prenderne atto.

Allora potremmo raddoppiare solo questo tratto, con un percorso che passi all'interno delle campagne e  oltre la linea delle costruzioni esistenti, riservando invece l'attuale percorso solo ai residenti e deviando sul raddoppio tutti gli altri, cioè tutti quelli che da Vasto, devono andare a San Salvo o Termoli, per lavoro o altro. Eppoi ci sono tutte quelle strade che usiamo poco perchè abitudinari con le più trafficate; con parte di quei milioni potremmo ristrutturarle e renderle vere e proprie alternative.

Concludo sostenendo che il raddoppio della SS16 è opera inutile e se si realizzasse sarebbe deserta. I fondi disponibili, ammesso che ci siano ancora dopo quanto sta succedendo alla nostra economia nazionale, , potrebbero essere diversamente e più proficuamente impiegati.

lunedì 3 gennaio 2022

Umberto Palazzo - Qui ... il nuovo anno si apre bene.


Non ho chiesto a Umberto il permesso di pubblicare su questo blog il suo brano ma, oltre alla bellissima canzone, ho rivisto nel video tante persone che ho coosciuto e in modo particolare ho rivisto Roberto Laccetti.

Non aggiungo atro. ... a cosa servirebbe.  

martedì 7 dicembre 2021

Nasce Ballenotizie


 Siccome prevedo un inverno molto noioso, inizio oggi una rubrica che spero ci rallegrerà un poco.

martedì 30 novembre 2021

Non saprò mai come è andata a finire.

L'altra notte pioveva. Dalla grndaia su una tettoia cadevano alcune gocce di pioggia che senbravano scandire il tempo, come le palline colpite in una partita di tennis e io, che non riuscivo a dormire, invece di contare le pecore ho immaginato un incontro dove mi sembrava di riconoscere Barazzutti che se la vedeva con Zugarelli:

Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Pach, poch. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Pach, poch. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach.Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. Poch, pach. Poch, pach. Poch, Pach. Poch, Pach. 

Non saprò mai come è andata a finire.

 

giovedì 30 settembre 2021

Il San Michele di Francesco Paolo Spadaccini

 


In passato, in polemica con amici, commentai il fatto che il Santo Patrono avesse una delle chiese più piccole della città, ma almeno situata nel punto più bello del nostro lato est.

Patrono di cui si parla poco durante tutto l’anno e ci si ricorda di lui solo in occasione della sua festa.

Della sua festa ma anche di quando la città ha avuto bisogno dei suoi buoni uffici presso il Padre Eterno.

Questa piccola composizione in dialetto racconta proprio questo.

 

 

San Michele, Protettore

 

Strillènne a circhè la piève,

'na mòrre di  cafìne e urtulène

s'apprisènde annènze a Sammicchèle.

 

Lu Suànde sènde e sa' risbàje 'ngustujète,

scènne l'addère e angòre durmuènne

aèsce 'a vidà che stève  succiudènne.

 

Ohè!...Che jè tùtte sta ammujène!

Minìte aecche sòle pì cummunènze,

e l'èddre jùrne? Nisciùne vè'affà pinitènze.

 

Li cafìne 'mbaurète… Prutittò circhème schìse,

ma aècche la cambàgne s'è sicchète

e sènza virdìre 'nzè màgne e 'nzì fa mirchète.

 

Accuscè jè? Si minìte aècche addà èsse pi rispètte,

all'arcangèle di Ddè ci vo' sèmbe divuziàne,

sòle accuscè putète aripurtè la binizzàne.

 

Mìse e mèse…nisciùne vè' appiccè cannàle,

pi tutte l'ànne facète l'àrte di cajàsse,

sòle pi la fèste mi calète e mi purtète a spàsse.

 

Ma cànda la magnatàre scarsijàie,

allàre tutte a strippàrse li capèlle,

tutte a ricitè rusuàrie a ògne cappèlle.

 

A l'addijìne…sìbbite: Micchèle me 'ndò stì?

E a panza piàne…niscìne a truvè lu Sànde,

sòle càcche vicchiarèlle ògne tànde.

 

 Jète pùre a la marène affà li bagne,

ma pinzète ca tenème tànda puvurtè

c'abbisàgne cunfòrte e bòna caritè.

 

Ma jè vuje tròppe bène a stù pajàse,

e pure stavòdde vi lève la maledizziàne,

ma, abbàte avvì, nin'vi scurdète la lizziàne.

 

S'é calmète Micchilèle…s'agginòcchie li cafìne,

e mèndre abbruvugnìse stànne tutte zètte

vènde … silìstre … e scòppe la matèzze.

 

Ariscènnene li cafìne pi la vì' dill'Aragàne,

arisàje lu Suànde dèndra a la cappèlle,

e suddusfuàtte a'ricchiàppe la sbambatèlle.

 

Da stù fuàtte ci'à èsce 'na murèle:

'nzì prèghe pì 'nderèsse sulamènde,

ma pure pì ògne anèma'nnucènde.

venerdì 17 settembre 2021

Sul raddoppio della SS16 ... Moderni Tratturi.

Da Francescopaolo Spadaccini ricevo e pubblico questa analisi che reputo meriti grande considerazione.

In tempi di elezioni amministrative si fruga nei cestini e negli archivi alla ricerca di argomenti da rinfrescare e riportare all'attenzione degli elettori.

In questo safari, tra scaffali e faldoni, non poteva mancare il raddoppio della statale 16 (SS16). Non saprei dire esattamente da quando se ne discute, ma posso testimoniare che ho letto un documento di programmazione che contiene questo argomento e che portava la data del 2009;  firmato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Presidente Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. A sua volta il documento cita precedenti atti amministrativi risalenti al 2003 e 2006; questo del 2006 era stato presentato al Ministro Antonio Di Pietro.

Quindi ci sono tutti e nessuno può tirarsi fuori, perchè tutti hanno dato la spintarella quando ne hanno avuto l'occasione. Ma si sa, col tempo la faccenda si ingrossa, le condizioni al contorno cambiano, ma tutti continuano ad operare ed opinionare come se i presupposti iniziali fossero rimasti immutati.

Nessuno ha mai avuto dubbi sulla necessità di quest'opera; nessuno ha tirato in ballo questioni paesaggistiche, ferite all'ecosistema, problemi di espropri, attività agricole massacrate: tutti d'accordo a sostenere che ci serve. E fingiamo di non sapere che una strada è portatrice di molti sconvolgimenti, oppure lo sappiamo ma vogliamo credere che i vantaggi siano superiori agli svantaggi.

Adesso voglio provare a fare il bastian contrario e spero di stimolare qualche riflessione, ma di quelle che si fanno stando con i piedi per terra.

Nelle aule scolastiche il traffico viene studiato prendendo a prestito alcune delle regole dell'idraulica, assimilando il flusso dei veicoli all'acqua che scorre nei tubi (le strade). Pensate a questo mentre proseguite nella lettura.

La motivazione più ricorrente  è che il raddoppio della SS16 devierà buona parte del traffico che oggi intasa la tratta vastese. Quindi stiamo pensando di deviare un flusso in transito, non di accumulo. Cioè stiamo dicendo che buona parte dei veicoli che oggi ci assillano non si fermano da noi, ma vanno oltre, verso sud o viceversa, e che devono per forza passare da noi perchè non hanno alternative. E questa alternativa la offrirà proprio il raddoppio.

Questo vuol dire che buona parte del traffico che oggi ci affligge, una volta deviato sul raddoppio, ce lo dovremmo ritrovare confluito dopo San Salvo e fino a Termoli; viceversa, fino a Vasto nord. Ma qualcuno ha mai osservato il traffico sul ponte del Trigno o quello alla deviazione per Punta Penna? E vi sembra paragonabile a quello della tratta tra Autostello e marina di San salvo? A me proprio no.

Il traffico da Vasto marina a marina di San Salvo, non è traffico di transito, altrimenti proseguirebbe oltre questi due punti. E' invece traffico stanziale, locale, di sosta, casa e lavoro, passeggiata in spiaggia, pizza al fresco, casa al mare ... che non avrà nè motivo nè convenienza ad usare il raddoppio. Tornando all'idraulica è come l'acqua che si accumula in un serbatoio.

Sento già le grida di contrappunto, ma voglio ascoltarle e porre domande semplici, in primis agli automobilisti e agli autisti di mezzi pesanti.

Cominciamo immaginando un pacifico posto di blocco alla rotonda di Punta d'Erce, e una delle uscite è proprio verso il raddoppio, l'uscita n.1, mentre l'uscita n.2 è quella verso Vasto.

Prima vettura A (vA): (il controllore si avvicina) dove va? ... a Termoli in vacanza, a un concerto a Foggia, ... a trovare parenti a Campomarino. ... Da dove viene? ... Da Pescara. Perchè non ha scelto l'autostrada fino a Vasto Sud o fino a Termoli? ... Perchè sono un masochista e un tirchio. ... Bene, prenda la 1. Grazie.

Seconda vettura B (vB): dove va? ... a Vasto Marina, ... per vacanza, ... a trovare parenti, ... ad un concerto, ... a una sagra, ... per una mangiata di pesce, ... per comprare la ventricina.... Da dove viene? Da Pescara, ... da Ancona, ... da Bologna. ... Perchè non ha preso l'autostrada? ... L'ho fatta fino a Vasto Nord. ... Bene, prenda la 2. Grazie.

Primo camion (cA): dove va? A Termoli. Da dove viene? Da Pescara, ... da Ancona, da ... Bologna... Che trasporta? ... Materiale vario. ... Perchè non ha fatto l'autostrada fino a Vasto Nord o direttamente fino a Termoli? ... Perchè la mia ditta non rimborsa autostrada e mi piace guardare il mare. ... Bene, prenda la 1. Grazie.

Secondo camion (cB): dove va? ... A Termoli. ... Da dove viene? ... Da Pescara, ... da Ancona, ... da Bologna ... Che trasporta? ... Derrate alimentari per alberghi, negozi, mercati e centri commerciali di Vasto e Vasto Marina. ... Perchè non si fa l'autostrada? L'ho fatta fino a Vasto Nord. ... Bene, prenda la 2. Grazie.

Ho cercato di ridurre a 4 gli esempi di tipologia di traffico, distinguendo tra quello (leggero e pesante) che dovrebbe imboccare il raddoppio, (vA + cA), e quello che invece, (vB + cB), deve necessariamente entrare in zona Vasto. Ora invoco un ragionamento razionale e senza pancia.

Il raddoppio sarebbe tecnicamente giustificato, con tutte le sue conseguenze, se il volume di traffico (vA + cA) fosse nettamente, ripeto nettamente, superiore a quello che invece deve fermarsi a Vasto (vB + cB). Come dire che per 1 veicolo che entra in Vasto, 2 o 3 veicoli/camion deviano sul raddoppio. Pensate che questa sia l'attuale situazione? Cioè, pensiamo che verso di noi arrivi una massa d'acqua di cui una parte minore rimane nel serbatoio locale e il grosso fluisce verso Termoli? Io penso avvenga esattamente il contrario.

Oppure vogliamo continuare ad illuderci che avremo un futuro dove il traffico industriale e turistico esploderanno? Queste erano le motivazione di 15 anni fa; qualcuna si è avverata?

Ora prendiamo le aree industriali principali. L'area di San Salvo, con Pilkington Denso ecc., quali vie di trasporto utilizzano? Di sicuro la A14 e/o le ferrovie. Crediamo che si possano innamorare del raddoppio per risparmiare il pedaggio tra Vasto Sud e Vasto Nord? Dico nord perchè verso sud non c'è partita.

E le aziende a Punta Penna? Anche loro per risparmiare il pedaggio autostradale si farebbero il raddoppio fino a San Salvo e poi proseguono verso sud sulla A14? Dico sud, perchè verso nord non c'è partita.

Osservando le industrie in queste due grandi aree, vi sembrano esplose negli ultimi 15 anni? E il turismo, vi sembra raddoppiato nello stesso periodo? Notate che ci siano programmi dell'amministrazione che vanno in questa direzione? O, al contrario, movimenti di opinione che bloccano ogni nuovo insediamento?

Ma l'alternativa al raddoppio già c'è. Vediamola.

Leggo che per il raddoppio si parla di circa 70 milioni, mentre per una uscita A14 a San Lorenzo (Vasto Ovest) ne basterebbero 10.

Realizzare un nuovo casello a Vasto Ovest, sarebbe la decisione più intelligente, più economica e meno invasiva, ed è la risposta al raddoppio che tanto cerchiamo.

La tangenziale di Milano, come quelle di altre grandi città, ha dei tratti gratuiti ed altri, per intervalli più lunghi, con pedaggio, proprio per smaltire traffico in città. Proviamo a fare dei calcoli.

Supponiamo che si faccia una convenzione con il gestore A14 riconoscendo 1 euro per ogni veicolo che entri a Vasto Nord ed esca a Vasto Ovest o Vasto Sud, e viceversa. Con quei 60 milioni risparmiati non facendo il raddoppio, potremmo far transitare gratuitamente 60 milioni di veicoli. E supponendo ne transitassero 10.000 al giorno, fanno 3.650.000 in un anno. Cioè quei 60 milioni pagherebbero il transito gratuito, Vasto Nord, Ovest, Sud e viceversa, a 10.000 veicoli per 16 anni. Sembrano calcoli empirici, e lo sono, ma sono quelli che si fanno quando si devono scegliere soluzioni ai problemi.

Tutto questo senza segare nessun albero o tagliare in due un orto. Questo è solo un esempio indicativo di quali possano essere le alternative alla realizzazione di una strada che comporta, da quello che si legge, addirittura una sopraelevata o un tunnel.

Ma se osserviamo bene, il traffico che tanto ci preoccupa è quello lungo il litorale dalla nostra  marina a quella di San Salvo. Aver costruito alberghi e residenze anche sul lato strada verso l'interno, oltre a raddoppiare il transito dei residenti, ha creato le tante occasioni di pericolo per gli attraversamenti. Se si fosse costruito solo sul lato mare avremmo avuto metà del traffico residente e nessun pericolo di attraversamento. Ma tant'è e dobbiamo prenderne atto.

Allora potremmo raddoppiare solo questo tratto, con un percorso che passi all'interno delle campagne e  oltre la linea delle costruzioni esistenti, riservando invece l'attuale percorso solo ai residenti e deviando sul raddoppio tutti gli altri, cioè tutti quelli che da Vasto, devono andare a San Salvo o Termoli, per lavoro o altro.

Concludo sostenendo che il raddoppio della SS16 è opera inutile e che i fondi disponibili, ammesso che ci siano, potrebbero essere diversamente e più proficuamente impiegati.

sabato 28 agosto 2021

La Signora Tupone

Quando ero piccolo, mi piaceva seguire mia madre quando andava in una casa posta all'angolo est tra le vie Laccetti e Valerico Laccetti. Ci andavo volentieri perchè mi piaceva una signora che in quella casa viveva e lavorava.

Aveva un modo di parlare che mi affascinava, abituato com'ero alla "rozza" parlata di quel quartiere. 

Il suo lavoro, non so se dire sarta, modista o simili e l'ambiente dove ero accolto mi facevano sentire in un luogo di pace e di bellezza.

Ero troppo piccolo per ricordare ulteriori particolari, magari qualche frase o qualche gesto ma ricordo benissimo il volto di quella signora. La signora Tupone. 

Ieri, buttando lo sguardo tra i manifesti elettorali e i necrologi, ho visto il volto di una persona che mi suscitava ricodi. Oggi, ripassando, mi sono fermato e ho letto "Vedova Tupone".

Pensavo fosse già scoparsa da tempo, visto che non la incontravo più. 

100 anni. E' scomparsa alla bella età di 100 anni. Ne sono contento. Contento anche perchè capace di risvegliarmi un dolcissimo, romantico, sincero ricordo.

venerdì 13 agosto 2021

Imbarazzante equivoco


La maggior parte dei vastesi, quando si parlava di Belvedere Romani, diceva che da quel luogo i "romani" andavano a godere del panorama che, attraverso il quartiere di Santa Luci e località chiamate Frutteto e Paradiso, allungava la visuale fino a Punta Penna. 
Hai voglia a spiegare loro che i "romani" non ci "azzeccavano" nulla ma quel luogo era intestato a Francesco Romani, una delle più importanti figure cittadine!

L'amministrazione comunale attuale, superandomi in fantasia, ha pensato bene di risolvere questo "imbarazzante" equivoco, cancellando la memoria di Francesco Romani e dedicando questo luogo al simpatico e sicuramente degno di una intitolazione: Silvio Petroro.

Mi fermo qui, specificando che al mio amico Silvio, avrei intitolato il belvedere posto davanti alla chiesa della Madonna delle Grazie che a lui piaceva tanto e che non ha un nome.

mercoledì 4 agosto 2021

Gianni Letta a Palazzo d'Avalos

 

Avrei voluto essere presente per salutarlo. Una persona squisita. Purtroppo, per motivi personali, non potrò esserci. Sarà per un'altra volta.

domenica 1 agosto 2021

Di quello che chiamano il porto di Histonium

 


Bene fa il Prof. Davide Aquilano a destare curiosità in merito a strutture di epoca romana sommerse in località "Trave", tuttavia se posso aggiungere qualcosa in merito, oltre che ritenere che non si debba parlare di strutture portuali, evidenzio che già nel 1616 si discuteva in merito a quel luogo.

Io mi chiedo: "dove sono il lavatoio ed il carcere?".

mercoledì 21 luglio 2021

martedì 20 luglio 2021

Il Vasto ...



... have il mare a levante nell'equinottio però l'Isole di Tremiti, e d'inverno il Monte Gargano, in mezzo giorno la provincia Daunia, o vogliam dire Capitanata col Contado di Molisio e si scoprono per trenta miglia amenissime collinedi quel paese, da ponente ha la Maiella, da settentrione la Marca Anconitana: è distante dal mare uno terzo di miglio, e tutto lo spatio si è tra la marina, e le mura della terra, è pieno di delitiosi giardini con fontane, che scendono persino al lido si rendono pur troppo dilettevoli a riguardanti. Tra levante, e mezzo giorno ha il mare arenoso molto comodo per la pesca, e quel territorio è tutto pieno d'oliveti, e di vigne.

Dall'altra parte verso settentrione il lido è ingombro di grossi scogli, onde il mare è profondissimo per accomodo di naviglij, come anche per pescagioni; quel territorio ha lunghi piani per lo spazio di tre miglia, e da per tutto si vedono olivi, e vigne per sino al territorio di Monteodorisio. Ha il terreno molto fertile di grano, di vino, di oglio, e d'ogni sorte di frutti, le melarance ne' giardini sono tali, che non cedono a quelli di Puglia. Nel luogo dove si dice Vignola vi erano anticamente giardini di cetri.

I fichi vi cominciano da mezzo giugno, e durano quasi per l'ultimo di novembre, i più saporiti, che possano trovarsi, affermando tutti, che non v'ha luogo almeno in Apruzzo, che ne sia tanto copioso. Li fichi chiamati Gentili sono cresciuti a tempi nostri, perchè da venticinque anni in qua, ciascuno ha procurato di piantarne, e le piante sono quasi tutte venute daun'arbore, che stava nel giardino di Gio: Tommaso Gennaro a Santa Maria delle Grazie.

Chi può contare le sorti delle pere, e delle mele tutte esquisite. Vi sono delle Ciregie d'ogni maniera, e fra l'altre alcune introdotte dal Sig. Marchese di Pescara chiamate le ciregie d'Ischia, che sono assai più grosse, e belle delle altre.

Tra le sorte d'uve se ne vede una, che fa grappoli meravigliosi crescendo l'acino a forma di ovo di colomba, e queste vite sono viste la prima volta nella Vigna di Stefano del Monte hoggi posseduta dagli eredi di Gio: Battista Ricci nella contrada di San Biagio.  

Vi è una specie di Basilico a guisa di Bietola, bastando, in una testa, se ne ponga una fronta sola, e cresce nelle foglie, e nel pedale in guisa, che ciò è una meraviglia. Questa sorte di Basilico si vidde la prima volta in casa mia, ne so come ci capitasse nell'anno ... ben mi ricordo 1638.

Vi sono Garofali di molte specie, e tutti bellissimi.

I Padri Cappuccini ... (per oggi basta)

domenica 11 luglio 2021

Vasto e la Casa del Fascio.


A grande richiesta: "La Casa del Fascio" a Vasto! 

L'argomento ha già suscitato discussioni e commenti su facebook. I "ragazzi" non potranno mai riconoscere il luogo se non osservando cartoline ed immagini d'epoca. Faceva parte del quartiere scomparso dopo la frana del 1956 ed era posta di fronte a Palazzo d'Avalos.

Sul palazzo del marchese è posta una lapide che non ricorda direttamente la Casa del Fascio ma il palazzo nella quale questa era allocata.

Spero che questa immagine, tratta da un archivio storico cittadino, non sia considerata "apologia" ma semlicemente "storia". 

venerdì 9 luglio 2021

Le frane di Vasto


La città del Vasto ha subito sempre rovinose frane. Quella nella foto risale al 1942. 
Lasciatemi però dire che, metaforicamente, la frana più grave è quella politica che stiamo attraversando in questo periodo. 
Cari concittadini, la terra sotto i piedi ci manca già da tempo ma ora è il caso di stare molto attenti.

In merito alla foto, tratta dall'archivio Ciccarone, lascio al lettore il compito di riconoscere il luogo. E' molto facile ma in tanti non arriveranno a riconoscerlo. Magari guardando quella di sotto ...
 


lunedì 21 giugno 2021

Nuntio vobis gaudium magnum


 ... e il Toson d'Oro ha finito di esistere.


Si poteva almeno cercare una nuova formula ma a Vasto non ... (continua).

mercoledì 9 giugno 2021

Marco Di Michele Marisi ... Sindaco


Quando ero assessore, tanto tempo addietro, un ragazzino "dispettoso" non mi lasciava respirare. Voleva sapere tutto della mia "attività" amministrativa e si informava con ogni mezzo, leggendo ogni singolo documento. Io, all'epoca, scherzosamente lo chiamavo Giacomo Leopardi per il suo modo di muoversi e di vestisi.
Negli anni a seguire, pur non praticando più attivamente la politica nè l'amministrazione comunale, ogni tanto osservavo la "crescita" di quel ragazzino "dispettoso", rendendomi poi conto che ha fatto una dura gavetta e ha dimostrato sul campo di avere notevoli competenze. 
Ora mi chiedo perchè non è stato considerato, anzi è stato addirittura bruciato, quale candidato sindaco. Sarà un fattore estetico? Forse ha ragione l'Assessore Forte quando dice che nelle "processioni" non riuscirebbe ad essere visto? Forse perchè è ormai deciso che il sindaco debba essere di sesso femminile e lui potrebbe essere un vero "outsider"? Forse perchè vogliamo resti in carica l'attuale Sindaco?

Io non riesco a darmi una risposta. E voi?