lunedì 18 gennaio 2010

Situazione del cactus.


Qualche tempo fa a Chieti in un incontro dell’IdV, ho trovato interessante, una pianta ornamentale, posta all’ingresso dell’albergo dove si teneva l’importante appuntamento politico. Un cactus alto circa 3 metri.
Il cactus, è solo il caso di ricordare, è una pianta spinosa che cresce nelle zone aride.
La curiosità che mi ha colpito però, non sta tanto nella collocazione di una pianta di questo tipo nel luogo di accoglienza di una conferenza dell’Italia dei Valori, cosa che già potrebbe lasciare spazio a metafore, bensì ad un cartellino posto sulla pianta stessa. Questo cartellino invitava a “non toccare”.
Già il numero di allegorie, che vengono in mente all'osservatore di un elemento bislungo come quel cactus, è alto, quel cartellino ne aggiunge altre.
Chi potrebbe aver voglia di toccare quella pianta, considerate le spine che la ricoprono?
Puntualmente da egocentrico quale io sono, ho pensato ad immedesimarmi nella parte, e come avrebbe fatto Zelig (quello del film di Woody Allen) mi sono sentito una enorme “supposta spinosa” e mi sono chiesto: “perché invitano a non toccarmi?” eppure il cactus … (vedi Wikipedia).

domenica 17 gennaio 2010

"Bentonico",ì ... ben fatto ?

Prelievo di sabbia in accumulo e ripascimento del litorale di Casalbordino. Un’opera necessaria che ha il veto solamente dei ciechi.

Il Sindaco Luciano Lapenna spesso utilizza un esperto a sostegno delle sue tesi. Così è stato per il piano del centro storico (Cervellati), così per le dune di Vasto Marina (un Biologo della Cogecstre), cooperativa a cui è stata affidata la gestione delle due riserve (alla faccia del conflitto di interessi). Così è stato per la questione del ripascimento del litorale di Casalbordino previo prelevamento della sabbia al largo di Punta D’Erce (Prof. Stoppa). Si utilizza la figura dell’esperto che è abbastanza persuasiva, rappresentando il mondo della “scienza”, che si intende come fonte di verità oggettiva.
Ho ascoltato su You Tube le considerazione del Prof. Stoppa e ne traggo la conclusione che l’intervento si è rivelato un buco nell’acqua per i catastrofisti che cercavano tesi a sostegno. Giacché i dubbi, di tanti, sono rimasti tali alla fine della conferenza.
Questa è la situazione, dal punto di vista scientifico, al momento. Si brancola nel buio e nemmeno gli esperti danno certezze.
Il progetto del ripascimento dei litorali Abruzzesi in questione è un progetto datato 2002-2003. Francamente ci sembra fuori tempo massimo l’intervento di taluni, considerato che siamo nella fase esecutiva.
Il ripascimento delle coste è un intervento a salvaguardia dei litorali implementato in tutta Italia. Compreso la rossa Emilia Romagna, dove nessuno si sognerebbe di affermare che le opere pubbliche a tutela delle coste sono delle ‘torte da spartire’. Con questo metro di giudizio si potrebbe affermare che si vuole fare l’ospedale a Pozzitello per inconfessabili motivi economici.
Le preoccupazioni degli ambientalisti e degli amanti di Punta D’Erce sono legittime. Ma non ci sono fondamenti scientifici certi a riprova di quel che essi affermano.
Ci preme sottolineare, inoltre, come gli “attori” principali di questa partita, non abbiano tenuto mai in nessun conto le proteste di migliaia di cittadini Vastesi quando si è trattato di Hotel Panoramic e pista ciclabile sulle dune di Vasto Marina. In tutte queste occasioni il Sindaco Luciano Lapenna ed il Segretario del PD di Vasto,Giuseppe Forte, non hanno tenuto in considerazione la volontà popolare, anzi l’hanno osteggiata. Quella stessa volontà popolare che oggi essi invocano dai loro scranni.
Tutta questa baraonda mediatica in realtà serve a mascherare altre falle. Il fallimento degli obiettivi, promessi in campagna elettorale, di questa compagine amministrativa ne è un esempio.
il Sindaco farebbe meglio a preoccuparsi di problemi più importanti della città, quali la soppressione del COASIV e il ridimensionamento del porto di Vasto a favore di quello di Ortona. L’opera messa in cantiere dalla Regione Abruzzo consiste semplicemente nel prelevare sabbia dove nel passare degli anni se ne è accumulata troppa a causa di correnti sottomarine, che si infrangono sul molo del porto, e rimetterla dove in realtà è stata spazzata via, come per esempio, in questo caso, al lungomare di Casalbordino. I più anziani di Vasto, si ricorderanno che tanti e tanti anni fa, la spiaggia di Punta D’Erce, quasi non esisteva! Si è formata pian piano con l’accumularsi di sabbia. E nessuno la vuole toccare. Quanto alla città di Buca, se la preoccupazione è il suo danneggiamento, tranquilli…. la sabbia verrà aspirata e semmai la città riemergerà.


Vasto 17 Gennaio 2010 Verdi Vasto
Antonino Spinnato

Il partito dell'amore

pensiero stupendo.

sabato 16 gennaio 2010

FF.SS. ovvero, che mi hai portato a fare a Posillipo se non mi vuoi più bene?




Trovato un altro “disservizio” che danneggia i viaggiatori che usano il treno. Su internet alla pagina dedicata agli arrivi ed alle partenze, non sono riportatigli orari dei treni regionali. Treni Italia contattata da “noi” ha risposto che non è tenuta a riportare orari di altre società come, per esempio, la Sangritana. Gli orari validi, sono comunque quelli riportati nelle bacheche affisse in stazione. Penso che intanto come primo passo, in attesa di tempi migliori, si possa almeno migliorare i servizi atti a favorire il trasporto dei pendolari e quello regionale in genere. Questi viaggiatori affollano la stazione di Vasto quotidianamente.

Piano, commercio ... piano.

Sul cosiddetto “Piano commercio” di Vasto ho già detto la mia (7 ottobre 2009). Oggi ho ancora da sottolineare.

In un articolo di un importante quotidiano, qualche giorno addietro, si leggeva tra l’altro:

«La legge lascia ai comuni ampia discrezionalità», sostiene il sindaco, «il consiglio comunale di Vasto, in questa prima fase, ha inteso recepire solo la media distribuzione, fissando la superficie complessiva consentita e le zone dove è possibile aprire le strutture di vendita. E’ un provvedimento preso in accordo con le associazioni di categoria da cui mi auguro un ampio sostegno», aggiunge Lapenna che, in ogni caso, non si dichiara contrario alla grande distribuzione. «E’ un’operazione che abbiamo appoggiato perché consente l’insediamento della media distribuzione laddove prima non era consentito», commenta Simone Lembo , direttore della Confesercenti di Vasto, organizzazione che insieme alla Confcommercio aveva espresso parere favorevole sul piano commercio.

Ora mi piacerebbe che il primo cittadino ed il consigliere comunale Simone Lembo spiegassero alla città come mai continuano a parlare di “Piano Commercio”. Dove sono gli elaborati, le relazioni e quanto altro necessario, affinché un cittadino possa estrapolare tutto l’impianto di regole necessarie per l’apertura di una attività commerciale (Insegne pubblicitarie comprese). Penso che il recepimento di una Legge, sia altra cosa rispetto ad un piano.

Qualcuno potrebbe pensare che si possano fare favoritismi in mancanza di regole certe.

venerdì 15 gennaio 2010

Questa volta sto con Mascitelli

Vicenda Del Turco: no alla delegittimazione della Procura di Pescara
Duro intervento del coordinatore regionale Mascitelli

"Basta con gli attacchi del governo volti a delegittimare il lavoro della Procura della Repubblica di Pescara": con queste parole il senatore Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, ha commentato l'interrogazione parlamentare sulle traversie giudiziarire dell'ex governatore dell'Abruzzo, Ottaviano Del Turco, e dello scandalo sulla sanita'. L'interrogazione ha questa volta un carattere trasversale, in quanto porta le firme sia di alcuni senatori del Pd che dei loro colleghi del Pdl. Nel documento si chiede al Governo e al ministro della Giustizia, se l'inchiesta che ha portato all'arresto di Del Turco e alle sue dimissioni dalla presidenza regionale, non abbia "violato i diritti costituzionali individuali". "Esprimiamo piena solidarieta' e sostegno alla magistratura", ha continuato Mascitelli, "e riteniamo inaccettabile il tentativo di delegittimarne il lavoro, e vigileremo perche' cio' non avvenga. A questi magistrati va riconosciuto innanzitutto il merito di aver scoperto un calderone di connivenze che altrimenti avrebbe arrecato altri danni economici alla regione". Mascitelli ha poi annunciato che prendera' in considerazione "la possibilita' di fare un'interrogazione al ministro della Giustizia per accertare che le Procure di Pescara e di Chieti abbiano personale a sufficienza per svolgere il proprio carico di lavoro soprattutto dopo le inchieste che si sono aperte sul a carico del centrodestra". Un secco no arriva dunque dall'Italia dei Valori ai processi mediatici che cercano di mettere in discussione l'indipendenza e l'imparzialita' dei giudici, "perche' questo significa minare il sistema democratico", commenta Mascitelli.

Nove mesi ... è nato.



Dopo nove mesi dalla mia segnalazione, stuccate le fughe della pavimentazione di Piazza Rossetti e Corso De Parma.

Consiglio comunale e ... passo carrabile.




Una proposta per recuperare posti auto.

Ho letto che presto in Consiglio Comunale si discuterà di Polizia Municipale e parcheggi. Mi sento quindi di proporre una idea.

La legge vuole che d’avanti ad un passo carrabile non si possa parcheggiare. Nemmeno per lo stesso titolare del permesso di passo carrabile. Oltre al danno, la beffa per colui che paga la tassa e vede sempre occupato questo spazio da chi, quasi sempre “per un minuto”, gli impedisce di entrare o uscire dal proprio garage. Non serve chiamare i vigili che quando arrivano, se arrivano, trovano libero lo spazio, in quanto nel frattempo il “parcheggiato” abusivo è andato via.
Quando più volte si chiama la pattuglia, poi, oltre che essere considerati scoccianti e petulanti, si rischia di fare la fine di Pierino che gridava “al lupo al lupo”.
Di qui la proposta:
“perché non fornire i titolari di passo carrabile di un talloncino da apporre sulla propria autovettura, che attesti la corrispondenza tra l’auto ed il garage, così da permettere al proprietario di parcheggiare su quel posto?”
Si renderebbe disponibile altro parcheggio (solo in via delle Croci almeno 20 posti auto) e, non obbligandolo a rientrare per forza nel box, si libera il titolare di questo da una doppia nevrosi, quella di litigare con chi “per un minuto” ha parcheggiato d’avanti al suo ingesso e quella di disturbare i vigili che hanno, sicuramente, qualcosa di più importante da fare.
Non mi si dica che il codice non lo prevede. Volere è potere.

La sabbia di Punta d'Erce e l'oganismo "bentonico"


Oggi, tentando di documentarmi su gli eventuali problemi che l’escavazione di sabbia a largo di Punta d’Erce, potrebbe causare all’ambiente, non solo marino, che circonda la nostra città, ho conosciuto una nuova parola: “bentonico”. Non “ben tonico” (due parole) bentonico (tutto attaccato).Bentonico, si dice di un organismo che vive in acqua, dolce o salata, a stretto contatto con il fondale o fissato a un supporto solido. Questa definizione l’ho tratta da Wikizionario. Non ho fatto la “solita” operazione di copia e incolla, bensì l’ho proprio copiata, affinché la definizione mi rimanesse in mente. Questa parola si trova in tutte le valutazioni di impatto ambientale inerenti l’estrazione di sabbia dai fondali marini. Di documenti di questo tipo ne ho lette tante, ciò nonostante non essendo “pratico” della materia, non ho saputo trarre conclusioni sull’eventuale danno che l’area di mare antistante la riserva naturale possa subire. Certo non posso andare a chiedere alle creature marine (che non sono solo pesci) la loro opinione, questa posso immaginarla. Mi piacerebbe conoscere, però, il parere di chi ha progettato l’operazione, con tutte le specifiche del caso, non ultimo il rapporto danno/beneficio. Mi piacerebbe altresì che esperti del settore si pronunciassero in merito.

giovedì 14 gennaio 2010

Io, Loglio e … A gusto



Alcuni anni orsono, la Città del Vasto, fu ospite ad una Domenica In con Pippo Baudo. In quella occasione si teneva un concorso e, noi concorrenti di Vasto perdemmo perché nessuno conosceva un soprano che si chiamava Giuditta Pasta. Quando tornammo in città fummo considerati tutti incompetenti. Persino il capo degli ignoranti vastesi, un tale molto conosciuto all’epoca, proprio per questa dote, mi aggredì dicendomi: “come avete fatto a sbagliare quella risposta” io, di rimando, gli chiesi: “perché tu lo sapevi?” e con convinzione costui mi rispose: “certo!”.
Io conosco il loglio, poiché avevo in casa dei canarini e compravo in un negozio di sementi a piazza Rossetti, una mistura di semi che l’anziano titolare mi descriveva. Mi diceva il nome di ogni singolo seme e mi parlava delle caratteristiche che questi semi avevano. Mi piaceva ascoltare le sue descrizioni, poiché, oltre all’argomento trattato, erano piacevoli la maniera, il tono di voce ed una simpatica erre moscia, che curiosamente addolciva il rude aspetto di questo grasso omaccione.
Durante le visite all’orto di mio nonno, all’Angrella, osservavo gli uccellini, beccare strane piante affusolate con tanti semini. Comincia i a coglierne e collocarle tra le sbarrette delle gabbie, come si faceva con le foglie di lattuga. I canarini gradivano molto e cantavano, eccome se cantavano. Chiesi cosa fosse questa pianta al venditore di sementi, glie la mostrai e lui mi disse che era il Loglio, la Zizzania.
Questo racconto, per dire che “qualcuno” di cui non voglio fare il nome, ha dimostrato la sua ignoranza con il famoso “pensierino” ma non mi si venga a dire che tutti sapevano, fino a ieri, cosa fosse il loglio.


P.S. Gli uccellini in cattività, mangiano anche il Panico ma non confondetevi con quello che spesso prende noi. Si legge Panìco, con l’accento sulla i.

Sulla conferenza del 6 febbraio.


Ieri sono andato a comprare il pesce. Era vivo. I cefali con la stellina, facevano a gara con le “panocchie” a chi saltava di più. Il pescivendolo, rubicondo in volto, ripeteva: “costa un po’ di più ma me lo hanno appena portato, è freschissimo”. Certo! Era vivo! Un cefalo saltò addirittura in grembo ad una signora che dopo un urlo di spavento disse al pescivendolo: “lo uccidi tu”. Tutti sanno che il pesce è buono quando è fresco. Tuttavia una volta comprato, e pagato assai, sono stato assalito da un dubbio: e se il mare, nel quale questo pesce era stato pescato, era inquinato?

Il 6 febbraio si terrà a Vasto una interessante conferenza sul tema: A un anno dal voto: Vasto, quale futuro? Io farei già da oggi una domanda: Se la politica è inquinata, possiamo essere sicuri dei politici che voteremo?

Io ho maturato l’idea che: “il pesce al mercato costa salato, meglio andarlo a pescare in mezzo al mare” Non si risparmia, ma almeno si vede cosa si … porta a tavola.

mercoledì 13 gennaio 2010

Tifo da ... studio.


Gianni Di Rito, tu tun tutu tum.
Gianni Di Rito, tu tun tutu tum.

Alè oh ohhh!
Alè oh ohhh!

Gianni! clap clap clap.
Gianni! clap clap clap.

Vuastarò, vuastarò, son contento ed onorato d'esser nato Vuastarol.

Gianni Di Rito, tu tun tutu tum.

Ieri sera a teatro.


I “mostri” del palcoscenico, bastano da soli a tenere la scena. Se poi sono affiancati da bravi caratteristi, esaltano se stessi e lo spettacolo. L’opera messa in scena ieri sera al Globo, ha sicuramente soddisfatto gli amanti del tipo di teatro proposto. Giuffrè non poteva deludere i tanti appassionati della commedia napoletana accorsi in massa a teatro. Le classiche macchiette “alla napoletana”, i doppi sensi, forbiti e non, qualche “parolaccia” detta con molto garbo, mai a sproposito, le battute eseguite nei giusti tempi hanno dato vigore a quasi tre ore di spettacolo, nonostante un testo assai gracile per i tempi che viviamo. Il sorriso non è mancato, la risata sguaiata di qualcuno in platea, diventava spettacolo nello spettacolo. Se si confronta la recita eseguita con le commedie del passato, riproposte nei dvd in vendita in edicola, ci si rende conto che nulla è stato aggiunto a quanto rappresentato negli anni addietro. Nessuna concessione alla “modernità” e questo, per me è un bene.

martedì 12 gennaio 2010

... l'architetto è proprio bravo.

Da Histonium.net


Si incatenano a volte in misteriose contiguità le letture ed i fatti del giorno. Per me le letture sulla triste storia della Pennsylvania Station in New York, costruita nel 1911 e demolita tra il 1963 ed il 1965; e le discussioni intorno alla stazione ferroviaria di Vasto e San Salvo, per la scarsa attenzione delle Ferrovie dello Stato verso questo scalo.

Fermano pochi treni. La privatizzazione, le regole dell'economia e quelle dell'economicità, unite forse a quelle del profitto, fanno 'dimenticare' - e di conseguenza umiliano - un'area importante della nostra Regione. La stazione è sempre più distante da chi ne ha bisogno o forse è tutta la costa adriatica che si allontana dal resto del paese, procedendo a velocità ridotta, seguendo a distanza le inaugurazioni tirreniche dell'alta velocità. Una arteria strategica come quella ferroviaria irrora sempre meno la vita che trasporta questo territorio, che viviamo e che pure di tanta vita in più oggi ha bisogno. Senza guardare alle responsabilità degli altri, bisogna interrogarsi sulle responsabilità che ci appartengono, ai troppi appuntamenti mancati in un territorio smembrato che non riesce a fare corpo unico.

L'intuizione di una stazione unificata tra Vasto e San Salvo è da scrivere tra quelle buone intuizioni che si sono attuate in questa parte d'Abruzzo nel passato. Provo a guardare il problema di oggi da una diversa angolazione, rispetto a quella già ben ampiamente dibattuta dagli altri. Questa stazione non è stata mai amata. Non è stata mai propria di nessuna comunità locale ed ambiva ad essere cerniera e amalgama tra due città. Il seme della 'Città Futura', quella Città che dobbiamo ancora immaginare. Le connessioni delle vie di comunicazione sono il luogo della vita, dell'incontro, sono il posto delle emozioni; intorno alle quali nascono nuove città, da sempre. Sono mancate le emozioni, l'amore per una idea, fin da quando è stato disegnato l'involucro che avrebbe dovuto contenerla. Voglio toccare questo aspetto non altri. L'ambizione di uno strumento baricentrico Š stata interpretata ponendo uno scatolone lungo i binari, una struttura fredda, industriale, senza passione. Avrebbe meritato quel progetto una attenzione maggiore che sapesse uscire dal confine strettamente utilitaristico per creare un luogo.

La forma è sostanza. Gli spazi di passaggio nella vita degli uomini sono spazi sensibili da trattare con attenzione all'inconscio. Un ponte non è un segmento ortogonale alla linea fiume. Mancano agli spazi non pensati le caratteristiche essenziali per nutrire l'animo umano di condivisione, di connessione con l'intorno. Delle 'vecchie' stazioni non ci manca soltanto il numero di treni che vi fermavano. Ci manca anche altro. Chi ha utilizzato il treno non solo occasionalmente lo sa, sa che scendere alla stazione di Vasto era una esperienza di cui ricordi non solo lo stridere e l'odore dei freni dei treni ma anche quello degli oleandri e dei giardini fioriti. Ricordi l'entusiasmo dei bambini alla vasca dei pesci rossi e gli archetti di metallo a proteggere i fiori. Ricordi le panche nella sala d'attesa nei periodi freddi e il legno lucido delle sedute, il tepore dei radiatori, le porte in legno e le lampade ad incandescenza. Ricordi la possibilità di guardare oltre. La possibilità di affacciarsi di là dal mistero delle coincidenze, oltre la magia degli scambi, attraverso i vetri da cui si intravedeva il berretto rosso del capotreno. Ci figuriamo le meraviglie delle tradizionali stazioni italiane che non abbiamo saputo reinterpretare, dove anche i magazzini erano disegnati bene. Dalla statale 16 si vede quello bello della stazione di Vasto con il tetto a capanna.

Le stazioni pensate per accogliere, pensate per gli uomini e non solo per le merci. Quanti treni servono per rendere viva una stazione? Se solo quelli che si fermano lo facessero sul primo binario e non sul terzo l'attesa sarebbe diversa. Potresti evitare l'uso del sottopassaggio, sempre ostile e non resteresti poi con la valigia, in piedi tra i binari. Abbiamo perso il meglio della nostra storia, non sappiamo rappresentarci. Dobbiamo riscoprire i materiali e le forme 'dolci' e durature, l'attenzione per chi arriva, per chi si ritrova, per chi va via. Quanta letteratura, quanta filmografia vana. E' il tempo di un nuovo umanesimo, anche per i trasporti.

( ...) di tutte le cose misura è l'uomo, di quelle che sono, per ciò che sono, di quelle che non sono per ciò che non sono (Protagora, fr.1, in Platone, Teeteto, 151d-152e)
Agostino Monteferrante

Dal Circolo M. Colantonio

Il circolo IdV Vasto 1 “M. Colantonio” chiede che si tenga al più presto il congresso cittadino.


Il circolo IdV Vasto 1 “M. Colantonio” da tempo chiede che venga posto rimedio ad una situazione non degna ne’ di un grande partito come l’ IdV, ne’ di una città importante come quella di Vasto. Parliamo del fatto che il partito ha una gestione commissariale da oramai quasi 2 anni. Va da sé che per forza di cose i commissari che si sono succeduti, hanno potuto dedicare solamente energie residue alla gestione del partito, e questa situazione non ha mancato di esplicare i suoi effetti negativi, sul partito, sugli elettori e sull’opinione pubblica in generale. Sul piano delle scelte strategiche inoltre, siamo in una situazione di precarietà dalla quale occorre uscire al più presto. Siamo presenti nella giunta Lapenna. L’estate scorsa dalla maggioranza assoluta degli iscritti era venuta forte l’istanza di uscire dalla giunta. Allora cosa dobbiamo fare adesso? Rimanere? Uscire? E chi le deve prendere queste decisioni? Un commissario da solo? Il coordinatore regionale? Noi crediamo che le linee strategiche, ma anche quelle tattiche debbano essere quantomeno dibattute e valutate. Diversamente c’è il “tiriamo a campare”. Auspichiamo che nessuno utilizzi la famosa risposta Andreottiana: << Meglio tirare a campare che tirare le cuoia>>. Ricordiamo che a Vasto si voterà al massimo nel 2011, e le forze politiche si stanno già organizzando. Di fatto la campagna elettorale è già iniziata.
Adesso la situazione è ulteriormente cambiata. Adesso è il momento delle scelte irrevocabili, di quelle che ci faranno diventare un grande partito, oppure ci relegheranno alla marginalità del sistema politico. Domenica scorsa a Chieti in occasione dell’elezione dei delegati al congresso nazionale, e ancora lo stesso giorno sugli organi di stampa, da Giulianova, da Lanciano la richiesta è una sola: Si tengano al più presto i congressi cittadini! Allora noi del circolo “M. Colantonio” abbiamo il dovere di unire la nostra voce alle altre, le quali chiedono cose che noi abbiamo già chiesto. E ancora, a questo punto chiediamo a chiunque la pensi come noi di prendere ufficialmente posizione. Sottolineiamo con piacere, che il coordinatore regionale ha fatto trapelare l’indicazione che i congressi cittadini dovrebbero tenersi tra maggio e giugno 2010. Apprezziamo questa informazione, ancorchè priva di ogni ufficialità, ma a questo punto ci aspettiamo che a partire dall 8 febbraio, l’indomani cioè della chiusuta del I congresso nazionale del nostro partito, si metta in moto la macchina organizzativa che deve condurre ai congressi. Tutti vogliamo un partito, più forte, più organizzato, sempre più presente sul territorio. La fase “d’assalto” è oramai alle nostre spalle. Dobbiamo seguire i buoni consigli che ci vengono da tutti i nostri migliori amici, e parlo di Borsellino, Grillo, Travaglio e gli Amici di Micromega e chissà quanti altri ancora.
Tutti dicono, che il nostro futuro dipende da come noi sapremo selezionare la nostra classe dirigente.
E noi dobbiamo solo prendere atto di questa verità.


Il portavoce del circolo IdV Vasto 1 “Michele Colantonio”
Tiziano Longhi

lunedì 11 gennaio 2010

Tutto lo "Scarpasciùdd" minuto per minuto.

Per festeggiare i cinquant'anni della storica trasmissione, Tutto il calcio minuto per minuto, la "Biagio Forte martelli e simingi" di Vasto, vi invita alla "lettura" di (sigla) Scarpasciùdd, sabato dopo sabato, ovvero la Gazzetta di lu? scarpasciùdd

Dal nostro inviato: Vittorio B.F. Patriarchi.

Diamo inizio da questo 2010 alla rubrica " La gazzetta di lu' Scarpasciùdd' ",in cui riporterò le fasi salienti della consueta partita settimanale del sabato pomeriggio al campo Incoronata dove,da svariati lustri,si affrontano i blu vs.gialli(livrea invernale) o gli azzurri vs.rossi(livrea estiva).Gli stessi protagonisti, mischiati con giocatori degli amatori ASI e FIGC e tanti altri incommensurabili amici,daranno vita,a maggio,alla classica cittadina kermesse dei'SCARPASCIUDD'(quest'anno si va per la 12.ma edizione):buon divertimento.
sabato 9 genn.:CHELSEA - FLUMINENSE 6 - 3 CHELSEA(Blu):Ronzitti L,D'Adamo,Ronzitti N,Vino,Serafini S,Puddu,Soldano,Di Domenico,Di Blasio,Ronzitti N,Frangione FLUMINENSE(Gialli):Fanucci,Antenucci,Di Marco,Budano,Di Foglio,Jairzinho,Lemme,Sebastiani,Ronzitti G,Serafini A,D'Angelo.arbitro:Vittorio Patriarchi.Mazzolata tennistica dei gialli a discapito dei gialli privi di un portiere titolare.Nel 1°t. tre pere per i blu:la 1° a conclusione di una sgroppata sulla sin.di Massimo 'Huuiìì'Frangione, che poco dopo si ripete siglando il 2-0;mentre il 3°gol porta la firma del'profeta'Nico Ronzitti,scattato come un fulmine sempre sulla sinistra.I gialli annichiliti dalla tripletta," n'n gi 'mbàrene sègne" e continuano nella suicida tattica del fuorigioco,e,dopo essere stati graziati diverse volte da'li pita tùrte' dei sospettati offsider blu,vengono trafitti al 5' del 2°t.da Orazio Di Blasio:4-0.Persa la via della casa, i gialli rinforzano il lato sinistro foriero di gol nel 1°t.,e infatti ,i blu,"alla vuddàte",spingono sulla fascia destra,dove un incontenibile Cristiano Ronaldo Soldano,smista due cross,su cui si avventano prima Orazio Di Blasio(di piatto destro),e poi Silvano Serafini (di testa)per il totale di 6 chicocce a zero.A questo punto 'capitàa' Antenucci esclama:"ma chi stème a jucà, a cippitìlle?"e avvia anzitempo la campagna rinforzi,acquistando in extremis,il portiere(?)Rino De Fazio,detto 'lo smilzo'per la figura filiforme:è la svolta della partita.Gogò Ronzitti,dopo aver 'còddo' un palo ed una traversa,'fa nù scùppe n'derre'cianghettato in area da Serafini,rigore trasformato da Pietro'Hulk'D'Angelo.Il raddoppio guinge poco dopo ad opera del mai domo Andrea Serafini(staffilata a fil di palo,seguita da urlo liberatorio stile Patroclooo!!).Poi la bravura del portiere blu Lorenzo Ronzitti la fa da padrone in almeno 2 occasioni.I blu si chiudono a riccio,anche perchè privi di Frangione che 'stìre li pìte' ad inizio ripresa.Lo stoico D'Adamo,a terra dopo un furioso contrasto su Di Foglio,sventola immediatamente un referto medico attestante contusione ed abrasioni verie allo spezzello destro.Nel forcing tardivo dei gialli,al 92'in pieno recupero,Andrea Serafini sigla il 6-3,ma poi il triplice rutto finale di Crist.Ronaldo Soldano mette fine alle ostilità.Stendo un pietoso velo sul mio arbitraggio,dettato da infortunio,e cedo volentieri il fischietto per la prossima.Classifica goleador:3 gol:Di Blasio 2 gol:Frangione,Serafini A 1 gol:Ronzitti N,D'Angelo,Serafini S.

N.B. Le forme dialettali e la loro scrittura, sono "colpa" esclusiva di Vittorio, che risponderà "penalmente" a Gigi Murolo ed agli altri "puristi" della lingua Vastarola.

... ho trovato un brandello di via


UNA DONNA
lunedì, 11 gennaio, 2010, 11:36 - Editoriali
di DAVIDE D'ALESSANDRO



Furono più gli amori avuti che i libri scritti, quelli di Sibilla Aleramo, all’anagrafe Rina Faccio. A cinquant’anni dalla morte, l’incipit non suoni irriverente. Poiché la scrittrice d’amore visse, d’amore patì, d’amore scrisse. E di donne, di emancipazione, di libertà ma, di più, di una donna. Di se stessa che, a quindici anni, subì la violenza carnale: l'indicibile.
Ma trovò le parole per dirlo, cercando di sradicarsi di dosso lo sguardo malefico di chi ne abusò, il dolore, la compulsione, la morte. E negli amori (da Cena a Cardarelli, da Papini a Gerace, da Boccioni a Boine, da Franchi a Rebora, da Campana a Quasimodo a Evola, da Emanuelli a Mattacotta, senza trascurare la passione per la Duse), si immerse, sprofondò, a caccia di ciò che le era stata negata: la vita.
Costretta al matrimonio riparatore, a 26 anni trovò la forza di “strappare”, di abbandonare la famiglia e di approdare a Roma dove, grazie a Cena, il suo lavoro letterario prese corpo. “Una donna” fu un successo strepitoso, internazionale, tradotto negli Stati Uniti e in tutta Europa. Ma il successo non azzerò l’inquietudine, anzi continuamente la rinnovò.
Tra l’impegno politico, l’attività nel movimento femminista, la prosa e le poesie, furono le tormentate storie d’amore a tenerla sulla corda della vita, a farle vibrare e bruciare il cerino della vita. Una su tutte la lacerò: quella con Dino Campana. Chi ha letto “Un viaggio chiamato amore”, il carteggio tra la scrittrice e il poeta di Marradi, sa che desiderio, possesso, gelosia, disperazione e follia sono ingredienti del pasto di cui, chi si ama, quotidianamente e incessantemente si nutre. Un amore impossibile eppure possibile, per due anni straordinariamente, intensamente possibile. Se il poeta passò dal carcere al manicomio, dall’amore alla morte (e non certo per lei o non solo per lei), Sibilla rimase in piedi. Devastata, ma in piedi. Perché aveva conosciuto da ragazza la ferita. Aveva imparato a tenerla con sé. Era parte di sé, la ferita. E negli uomini, in tutti gli altri uomini, e nei libri, in tutti gli altri libri, continuò a cercare ciò che le era stata negata: la vita.
Ma non ne trovò che brandelli.
Brandelli di vita.

domenica 10 gennaio 2010

Notaro Sindaco, o almeno ... uno come lui.


Da ragazzo lo contestavo, come tutti i giovani di allora. Contro di lui le lotte più dure. Purtroppo dopo di lui il “diluvio”.
Sto parlando di Nicola Notaro, Sindaco di Vasto agli inizi degli anni Settanta. Visto con gli occhi di oggi, ritengo che noi, giovani di allora, guardavamo il presente, mentre lui era proiettato nel futuro.
Le aspre lotte studentesche, soprattutto i memorabili scioperi, i cortei e le manifestazioni sul “trasporto pubblico e gli istituti” al grido di … (non ricordo slogan contro di lui, mentre ho bene impresso lo slogan del liceo: “Almirante e Galante le forche sono tante”) …. Lui invece chiamava a Vasto un architetto giapponese, tale Kisho Kurocawa (scusate se è poco), e lo incaricava di redigere “un” piano regolatore, “il” piano regolatore. Gli fece realizzare il progetto per un’ area sportiva da realizzare su terreni, all’epoca, da poco acquistati dal comune. Un sogno che ogni tanto riappare nella memoria. Fece realizzare il viadotto Histonium, pessimo il progetto, orrenda la realizzazione, ma di immensa utilità. Non mi dilungo, perché inizierei a descrivere di Nicola Notaro anche i difetti, ma chi non ne ha.
Mi piacerebbe riavere un Sindaco come lui, perché no!

venerdì 8 gennaio 2010

Palazzo d'Avalos cambia ... custodi.

La giunta municipale con la delibera n° 451/2009, ha deliberato il passaggio della gestione di Palazzo d’Avalos dalla Cooperativa Arcobaleno ad altri. Mi chiedo: sarà redatto un completo inventario, di quanto contenuto nello storico edificio? Potrebbe mancare qualche opera d’arte o qualche importante reperto storico, allora a chi si attribuirà la colpa? Molti oggetti già appartenutiti all’antica famiglia d’Avalos e opere d’arte provenienti dalle collezioni vastesi, sono ancora a L’Aquila. Molti reperti storici, opere pittoriche antiche e moderne, sono depositate nei magazzini del Palazzo ed in altri locali comunali. Onde evitare spiacevoli “disguidi” sarebbe il caso di provvedere ad effettuare accurati controlli, prima del passaggio delle consegne. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. (continua)

Perchè non chiedere ...

... durante il funerale della famiglia Rom, ho notato uno “strano” sorriso sul volto del vice sindaco Vincenzo Sputore, presente sul sagrato della Concattedrale. Giacché conosco questa persona, siffatto sorriso mi solletica il pensiero e mi fa sorgere un dubbio. Quanti amministratori concordano con la decisione del sindaco? Come si staranno giustificando con i loro elettori? Mi piacerebbe che i giornalisti chiedessero a questi amministratori un parere.