domenica 9 settembre 2012

Guarda lo striscione.

Questa è la formazione del Milan campione d'Italia 1961/62. Questa immagine mi è stata regalata da Beniamino Fiore che mi ha detto: "guarda cosa c'è scritto a destra della squadra  guardando l'immagine".
Io nel 1961/62 facevo la prima elementare e sono diventato tifoso del Milan. Ora ho capito perché.

Per i più curiosi la formazione.
In piedi: Maldini, Sani, Altafini, Rivera, Barison.
Accosciati: Danova, Trapattoni, David, Ghezzi, Salvadore, Radice.

sabato 8 settembre 2012

Un sorriso.


Oggi in piazza una signora disabile mi ha chiamato dalla sua carrozzina urlandomi: "Da quando non ci sei più tu al Toson d'Oro, ti hanno dovuto sostituire con attori e personaggi televisivi". La cosa mi ha fatto sorridere e mi ha anche fatto pensare.
Vuoi vedere che gli altri vedono "il bicchiere mezzo pieno" mentre io ....

Vasto e Lanciano. Un Tribunale è per sempre.


A guardare l'agitarsi intorno alla questione della soppressione dei Tribunali, c'è da riflettere un po'. Eccitati gli animi degli avvocati, eccitati gli animi dei politici che quando sentono odore di pubblicità gratuita accorrono. Eppure ad allargare un po' la visuale sulla storia si scoprirebbero cose molto interessanti. Sui giornali del 1933 ad esempio si descrive una Vasto importante, attiva, in espansione, faro per il suo territorio. Si arguisce che si parli di una realtà rispettata, forse anche un poco temuta. Vasto centro più popoloso della provincia dopo il capoluogo. E ancora: Vasto centro culturale commerciale ed economico di un hinterland vastissimo di 40 comuni abruzzesi e forse altrettanti del Molise che ... preferiscono la nostra città per i loro traffici. Non bastasse: Vasto che con la stazione balneare ... accentra vere folle di villeggianti dalle zone limitrofe. Tutto questo argomentare per dire che poteva essere concreta la necessità dell'istituzione di un tribunale ... ma che dovendo perseguirsi i fini dell'economia generale dello stato, alla cui visione debbono sempre ispirarsi le richieste dei cittadini...potrebbe crearsi una sezione staccata del Tribunale di Lanciano. Undici anni dopo viene scritta una lettera. A scriverla è nientemeno che Federico Mola, Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Lanciano. Intendo evidentemente fare dono di questa lettera a chi si occupa di gestire e valorizzare il fondo da lui lasciato ai posteri. Ebbene, Mola tra l'intristito e il preoccupato dice:Un grave delitto vuole perpetrarsi ai danni di questa vecchia e generosa Lanciano ... la perfidia di interessati politicanti, ben degni dei metodi fascisti non ancora aboliti, è riuscita a far porre in atto un decreto da ratificarsi, con cui si vuole ingiustamente mutilare per due terzi la circoscrizione territoriale del Tribunale di Lanciano, istituendone un altro a Vasto... E così prosegue:Vasto, con cui Lanciano è stata e vuole essere sempre solidale ha intatte ancora le sue risorse nel suo mare, ha la sua ricca produzione agricola che assicura l'esistenza del suo popolo, mentre tutta Lanciano vive quasi esclusivamente della vita forense. A pensarci adesso si fa fatica a crederci. Lanciano, città non più grande di Vasto ma considerata più importante, politicamente più pesante, solo una sessantina di anni fa ci invidiava perché a Vasto avevamo più opportunità. E adesso siamo come siamo. Siamo diventati la città delle “notti colorate” e della media distribuzione (quando ci va bene). Avevamo tante potenzialità da far fruttare, tanta energia da esprimere. È un fatto storico. Il mare era pescoso, l'agricoltura importante. Addirittura in un Italia povera, avevamo del vero turismo. Invece adesso da Lanciano e da Vasto, si sente solo il lamento degli avvocati. Unito al loro, si sente quello sempre pronto degli amministratori. Amministratori che non sono stati in grado né di prevedere, né di prevenire e che adesso dimostreranno di non essere in grado né di riparare né di sostituire.

venerdì 7 settembre 2012

Quiz ....

                        

I segni massonici riempiono piazza Gabriele Rossetti ma il sindaco di Vasto non ne sa niente. Pare che sia stato il "fabbro" a scegliere il disegno del cancelletto. Vorrei conoscere questo fabbro. Pare inoltre che nella pavimentazione, recentemente realizzata, non sia riportata la stilizzazione di un organo genitale femminile (come dice qualche bontempone) ma un "occhio massonico". Insomma cosa c'è dietro? 
Può darsi che la mia sia solo fantasia ma almeno questo si dimostri.

La telefonata.




Mi ha appena telefonato l'avv. Marotta, presidente dell 'Istituto Italiano Studi Filosofici. Per quanto possibile riporto il testo della telefonata*...

-pronto!
-pronto.
-architè sono l'avvocato Marotta!
-buongiorno avvocato come va? Che piacere! A cosa devo...
-architè ma mi volete pigliare in giro?
-...ma non capisco... sono felice di sentirla...
-architè! Vui m'avete scritto “venite a Vasto. É tutto pronto! Vi aspettiamo!”...
-eh sì, sì... deve assolutamente venire a vedere il posto è bellissimo, adatto, sicuro...
-architè! Ma vui ci fate o ci siete! A vui vi fregano pure le mutande dint' o pantalone. Passa uno si frega nu chilometro e cavi dentro la piazza!
-avvocato, e che cosa le posso rispondere...
-architè lasciate perdere. Voi mi siete simpatico, l'idea era buona ma è na cosa troppo grossa per la sua cittadina.
-avvocà... Mi sa che tenete ragione.

*Telefonata che mi sono inventato in questo preciso momento

Ancora? Altro che unire le forze!

Ho ritrovato questo brandello di giornale nel quale si parla di calcio. Anche allora (anni Trenta periodo fascista) Vasto proponeva due squadre "l'un contro l'altra armate". Di questi giorni liti e maleparole tra il Vasto Marina e la "rinascente" Vastese 1902. Alla faccia dell'amore per il "pallone"!
La fine dell'articolo purtroppo è andata perduta ma qualcosina ancora si legge o si intuisce: "Il pubblico numerosissimo ed entusiasta che assisteva alla partita, ha accomunato alla fine, in applausi fragorosi sia i vincitori della battaglia che ...."
Ma erano altri tempi. Ora siamo rimasti in "pochi".

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giovedì 6 settembre 2012

Nicolino, la crema e il sanguinaccio.




Se la nostra vita fosse un film che ci vede protagonisti, osservandola ci accorgeremmo che ci sono molte “comparse” senza le quali questo film perderebbe molto.
Questa riflessione mi è stata ispirata da uno dei tantissimi commenti che ho ricevuto su Face Book, a corredo di un pensiero dedicato a Nicolino D’Alessandro, il “pasticciere di via Barbarotta”, scomparso in questi giorni.
Nicolino è stata una di quelle “comparse”, meglio sarebbe dire di quei “caratteristi”, nel film della vita di tanti “ragazzini” degli anni Sessanta, che genera ricordi. Io lo porrei, nel mio “film”, alla maniera di Ferribotte o Capannelle nei “Soliti Ignoti” di Monicelli. Non come tipo di figura ma come importanza.
Noi ragazzini, soprattutto frequentatori dell’oratorio di San Giuseppe, quando potevamo permettercelo andavamo a comprare da lui particolarmente il maritozzo con la crema o col sanguinaccio (la bomba o il siluro li compravamo da Mascioli).
Molti compravano il maritozzo o la “brioche” (ah se si ritrovasse la ricetta di quest’ultima!) direttamente a “lu furnarille” poi se la facevano “imbottire” da Nicolino con le sue “creme”.
Il suo modo di “raffilare” la crema che debordava dal maritozzo, oggi farebbe inorridire i più, ma allora non si badava assolutamente al tipo di “etichetta” che oggi (giustamente) si pretende.
Mi chiederete come procedesse all’operazione di cui ho appena parlato ed io vi accontento: passava, delicatamente e con maestria, il dito sul bordo del maritozzo prendendo su la crema che tracimava, la raccoglieva e con un gesto repentino la “scaricava” nel contenitore del tipo di crema scelto, pronta da essere usata per la prossima imbottitura.
Oggi può sembrare sconveniente (eufemismo) ma allora non ce ne importava ….. era buonissimo!
Da parte nostra qualche “sgarbo” glie lo abbiamo anche fatto. Per esempio, quando entravamo in tanti nel suo locale, qualcuno nella confusione apriva i cassetti con i dolci secchi di mandorla o altri dolci tipici e prendeva quello che poteva. Lui passava alla controffensiva (specchi sul soffitto e spioncini vari) ma era “buono” e noi eravamo … “ragazzini”.
Il ricordo che più è tornato in mente, pensando a Nicolino, è stato quello del “sanguinaccio” e la domanda più frequente è: “ma i ragazzi di oggi sanno cos’è il sanguinaccio”?
Certo spiegare che “era” una crema fatta, nei mesi invernali, con il sangue di maiale potrebbe generare l’idea che in passato fossimo tutti “vampiri”. Io stesso nel Settantatre in Toscana non volli assaggiare un dolce tipico del luogo perché consistente in una salsiccia di maiale e cioccolato. Mi dissero: “ma come! A Vasto non mangiate il sanguinaccio”?
Ogni tanto, nei mesi freddi, chiedo a mia madre di prepararmelo ma lei dice che il sangue deve essere “sicuro” e di questi tempi …
Caro Nicolino, noi nel nostro “film” abbiamo avuto te. I ragazzi di oggi, nei loro, avranno  “comparse” come te?
Speriamo.

Nella foto: Da sinistra (rigorosamente cognome e nome) Santini Roberto, Fiore Fernando, D'Adamo Francescopaolo, Marinucci Antonio, Barisano Florindo, Petroro Lino, Pollutri Franco, Stivaletta Pietro, Lattanzio Antonio, Baccalà Michele, Fabrizio Giuseppe.

Approfondimento sul ... Tribunale (seconda parte).


Con gli occhi degli altri.

E se ieri abbiamo visto come Vasto, a detta di un vastese del 1933, meritasse di avere quantomeno un distaccamento del Tribunale di Lanciano nell'immediato, e in prospettiva un suo proprio tribunale, oggi vedremo in che termini un lancianese descrive Vasto. Siamo nel 1944 e nientemeno che Federico Mola, Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Lanciano, tra l'intristito e il preoccupato dice: Un grave delitto vuole perpetrarsi ai danni di questa vecchia e generosa Lanciano ... la perfidia di interessati politicanti, ben degni dei metodi fascisti non ancora aboliti, è riuscita a far porre in atto un decreto da ratificarsi, con cui si vuole ingiustamente mutilare per due terzi la circoscrizione territoriale del Tribunale di Lanciano, istituendone un altro a Vasto... E così prosegue:Vasto, con cui Lanciano è stata e vuole essere sempre solidale ha intatte ancora le sue risorse nel suo mare, ha la sua ricca produzione agricola che assicura l'esistenza del suo popolo, mentre tutta Lanciano vive quasi esclusivamente della vita forense. A pensarci adesso si fa fatica a crederci. Lanciano, città non più grande di Vasto ma considerata più importante, politicamente più pesante, solo una sessantina di anni fa ci invidiava perché a Vasto avevamo più opportunità. E adesso siamo come siamo. Lanciano e Vasto. Avevamo tante potenzialità da far fruttare, tanta energia da esprimere, mentre adesso si sente solo il lamento degli avvocati. Unito al loro, si sente quello sempre pronto degli amministratori. Amministratori che non sono stati in grado né di prevedere, né di prevenire e che adesso dimostreranno di non essere in grado di riparare.




Mi associo agli auguri.


Il Coordinamento ed il Gruppo consiliare comunale di “Progetto per Vasto” esprimono grande soddisfazione per la nomina di Massimo Desiati quale Vice Coordinatore regionale di “Grande Sud”, alla presenza autorevole della Senatrice Adriana Poli Bortone. La scelta operata dal fondatore del Movimento civico, così come da lui stesso dichiarato, “trova la sua ragione nel comun denominatore rappresentato dall’appartenenza al territorio e dalla voglia di impegno politico”.
Il ruolo di forte responsabilità attribuitogli rafforza il disegno civico di “Progetto per Vasto”, che potrà, così, funzionalmente beneficiare degli indispensabili collegamenti politici ai livelli provinciale, regionale e nazionale.
Il nuovo e personale impegno del leader di PpV non muta in alcun modo, anzi rafforza gli obiettivi, la consistenza e l’organizzazione del nostro Movimento la cui rappresentanza consiliare resta inalterata.
Finito il tempo delle ideologie, è arrivato il tempo di dar forza alle idee per un’azione politica rivolta esclusivamente alla crescita del territorio, nel rispetto dei personali convincimenti culturali. Di questo è convinto “Progetto per Vasto” che rivolge un sincero augurio di buon lavoro a Massimo Desiati, affinché la nostra città sia posta nelle condizioni di raggiungere i traguardi che merita e che sempre più, invece, si allontanano per l’inazione e l’incapacità dell’attuale Amministrazione comunale.

Valerio Ruggieri  -  Andrea Bischia
                                                

mercoledì 5 settembre 2012

Trovato già il restauratore.

Dopo l'allarme lanciato dallo scultore Pachioli sul cattivo stato dei quadri dei Palizzi, si è subito attivata l'amministrazione comunale. Il sindaco in persona, consigliato da noti critici d'arte a lui vicini, ha già scelto il "restauratore". Presto affidato l'incarico. La Soprintendenza .....

Approfondimento sul ... Tribunale.



Ma come abbiamo fatto?

Ti capita fra le mani un articolo sulla tua città del 1933, e ti sembra che chi lo ha scritto ti stia prendendo in giro. Vi si descrive una Vasto importante, attiva, in espansione, faro per il suo territorio. Si arguisce che si parli di una realtà rispettata, forse anche un poco temuta. Vasto centro più popoloso della provincia dopo il capoluogo. E ancora: Vasto centro culturale commerciale ed economico di un hinterland (notare l'inglesismo in era fascista) vastissimo di 40 comuni abruzzesi e forse altrettanti del Molise che ... preferiscono la nostra città per i loro traffici. Non bastasse: Vasto che con la stazione balneare ... accentra vere folle di villeggianti dalle zone limitrofe. Tutto questo argomentare per dire che poteva essere concreta la necessità dell'istituzione di un tribunale ... ma che dovendo perseguirsi i fini dell'economia generale dello stato, alla cui visione debbono sempre ispirarsi le richieste dei cittadini...potrebbe crearsi una sezione staccata del Tribunale di Lanciano.
Allora, facciamo il punto. Il tribunale l'abbiamo ottenuto. Nel frattempo siamo diventati la città delle “notti colorate” e delle bancarelle. Sarà mica per questo che adesso ce lo vogliono togliere il tribunale?

(per leggere l'articolo cliccare col tasto destro sull'immagine del ritaglio, aprire altra scheda e ingrandire)

martedì 4 settembre 2012

Oggi qualcosa mi ha disturbato.

Un altro pezzo della mia infanzia se n'è andato. Nicolino il pasticciere di via Barbarotta è morto. 
Passando davanti al cartello degli annunci mortuari di via Vittorio Veneto ho visto la sua immagine e sono rimasto "disturbato". Non me lo aspettavo. Pensavo di realizzare con lui una intervista sulla Vasto degli anni 50/60 e sui "ragazzini" della Domus Pacis ma non ho fatto in tempo. 
Siamo in tanti a ricordare i suoi maritozzi con la crema o col sanguinaccio e a sorridere dei sui metodi per "spalmare" queste "imbottiture".

Addio caro Nicolino.

Di che parleremmo senza la pista ciclabile?



Un amico mi ha fatto notare una cosa. Mi ha detto: vuoi vedere scatenarsi una “rissa” (ridda non rendeva abbastanza l'idea) di commenti sul web? Allora prova a dire qualcosa sulla pista ciclabile. E in effetti, controllando gli articoli usciti nel tempo, mi trovo costretto a dargli ragione.
A Vasto e dintorni, CHIUNQUE, si sente autorizzato a dire la sua sulla pista ciclabile. Spesso, scritti in un italiano spericolato e dotati di una logica sdrucciolevole, si possono leggere dei commenti esilaranti postati sotto gli articoli che parlano del solito incidente avvenuto sulla pista ciclabile. Io per me, ho notato più o meno lo stesso fenomeno quando si parla della cacca dei cani (e non vidico quante visualizzazioni ha ricevuto il post di ieri sul monumento al "bagnante"). 
Bene! Notizia di questi giorni, riportata da tanti giornali cartacei e online è questa: ACQUA. TRA 48 ORE RISCHIO EMERGENZA. Reazioni sul web? Zero. Reazioni in strada? Zero. E qui provo una sensazione di straniamento. Questa estate molti quartieri hanno sofferto carenza d'acqua. Sollevazioni popolari? Zero. Abbiamo rischiato e rischiamo ancora di restare senza acqua potabile. Avete visto voi torme che assediano il municipio per dire: BLOCCATE OGNI ALTRO TIPO DI ATTIVITÀ. PRIMA GARANTITE DI NUOVO L'ACQUA E POI POTETE TORNARE A FARE QUELLO CHE VOLETE. Avete visto qualcosa del genere voi? Io no. E sicuramente neanche la vedrò. Abbiamo visto la nascita di cortei e comitati per tutti i fratini, per tutte le biomasse e per tante fesserie che possono passare per la testa di chiunque. Abbiamo visto i banchetti per inutili e ridicoli referendum per conservare l'acqua pubblica. Ma avete mai visto un comitato o un corteo per mettere con le spalle al muro la politica per dire: adesso tu rifai le reti della provincia (20 milioni di Euro, se le cifre che circolano sulla stampa sono veritiere) i soldi li prendi dove ti pare ma prima rifai le reti. Avete visto qualcosa del genere voi? Io no e probabilmente neanche la vedrò. 
Il furbo sindaco di Vasto ha  definito “scandalosa” la gestione dell'acqua. E così lui... se ne è lavato le mani. Che volete, sono appena sei anni che è sindaco di Vasto. E del resto, come dargli torto? Se quelli che rischiano di restare senza acqua non emettono un fiato, vuol dire che va bene così!

A tutti quelli che dovessero chiedermi: scusa ma cosa c'entra la politica con il fatto che manca l'acqua? A tutti costoro non risponderò. Se non ci arrivate da soli vuol dire che voi siete il problema. Però per voi ho un consiglio: trovate un articolo sulla pista ciclabile e scriveteci sotto un bel commento.

lunedì 3 settembre 2012

Presto sugli scogli di Vasto il "nuovo" monumento al "Bagnante".

Dopo il monumento alla bagnante, ora l'amministrazione comunale vuole realizzare il monumento al "bagnante". La proposta artistica variegata e iridescente è stata già presentata alla commissione. Noi tra le tante proposte abbiamo scelto queste due pose. Tra le due lasciamo al visitatore di questo blog la scelta. Nell'ambiente politico si pensa ad un consiglio comunale straordinario per l'abolizione del comitato così da decidere autonomamente la scelta.


Ray Sugar Sandro, modello in queste pose, non mi "redarguirà" se faccio pubblicità al suo calendario.

A proposito di Tribunale.

Permettetemi di pubblicare alcuni "documenti ritrovati casualmente tra le mie "scartoffie".

Vasto 1933

Lanciano 1944

(Per leggere l'articolo di Vasto 1933 cliccare sull'immagine col tasto destro poi visualizzare su altra scheda ingrandendo)

Vasto città d'arte di cultura e di lucine di Natale



L'inverno scorso una delegazione del consorzio “Vasto in centro” venne nel mio studio per affidarmi l'incarico della direzione artistica dell'animazione delle feste natalizie del 2011. Io ho lavorato, ho progettato, ho pianificato ed ho partecipato ad una imbarazzantissima (per l'amministrazione comunale) riunione nella sala del gonfalone. Com'è come non è l'incarico mi fu revocato senza né grazie né perchè e l'animazione natalizia è stata quella che tutti ricorderanno. In particolare aveva colpito la mia idea di “illuminare di rosso monumenti e palazzi”. Nessuno si era preso la briga di chiedermi spiegazioni e dettagli, fatto sta che in amministrazione comunale si dovevano essere sentiti così sicuri di aver capito l'idea, da procedere autonomamente. Il risultato è stato che misero le lucine di natale sulla statua di Rossetti. L'eco degli sghignazzi arrivava sia a Teramo che a Termoli. Finchè, resisi un attimo conto, non tolsero precipitosamente le lucine.
Con la mia proposta di invitare l'Istituto Italiano degli studi filosofici di Napoli a trasferirsi a Vasto il caso deve essere stato diverso. Deve essere stato così al di là delle possibilità di comprensione dell'amministrazione, che non c'è stata traccia alcuna di reazione. Io posso capire l'astio sia politico che personale, ma il politico sveglio coglie quanto c'è di buono in giro e lo utilizza, cercando magari di appropriarsene (anche se poi il risultato sono le lucine di natale di cui sopra). Oppure se la proposta è “scarsa”, coglie l'occasione per rimarcare pubblicamente questo fatto e screditare l'avversario invitandolo ad occuparsi di cose magari più al suo livello. Ed invece in questo caso nulla! Nessuna reazione, encefalogramma piatto. Non è venuto nessun “intermediario” da me a cercare di capire meglio, oppure al contrario nessuno ha avuto il coraggio di dire: ma di cosa parli! Non si può mica fare!
Il fatto è che c'è una Formula 1 (Vasto) guidata da chi non ha la patente ed ha serie difficoltà nel guidare una bicicletta. E se al pilota dici, guarda che non sei capace quello ti risponde: ma a me mi ha scelto il televoto. Non per questo però il cervello della gente deve andare all'ammasso.
A proposito. La mia proposta l'avevo estesa al Sindaco di Napoli. La segreteria del quale, mi ha cortesemente risposto dicendomi che "è stata posta all'attenzione del Sindaco".

domenica 2 settembre 2012

In esclusiva.

Guada il video del rigore.


La partita contro il Cupello è finita 3 a 1 per la Vastese. Le considerazioni le lascio a chi è più "ferrato" di me. Domenica prossima vado a vedere il Vasto Marina. Poi ....

Vasto: Lo stadio Aragona.

Cosa potrei aggiungere?

Renzi a Vasto, cambia "titolo". Da "rottamatore" a "riciclatore".

In queste foto tratte da Noi Vastesi, si può notare un "noto" politico locale passato dal partito socialista all'Italia dei valori ed ora in prima fila, entusiasta, al seguito di Renzi.

Il quiz della domenica è: Chi è questo noto personaggio?


Un aiutino? Vista la "difficoltà" non posso negarvelo.
E' un amico del sindaco che fa sempre finta, alla maniera democristiana locale, di essergli contro per poi andare a riferirgli i "fatti" per ottenere "benefici".
Ora ha formato un "gruppo misto" (formato da se stesso) e si guarderà bene di aderire ad altra compagine politica. Il perché ve lo dirò in altra sede. Per ora accontentatevi di "indovinare" chi è.

PS. Renzi come Di Pietro scatta le foto. Vuole cambiare ma "nel pallottoliere" ci sono sempre gli stessi numeri. Probabilmente lo sa ma .....

sabato 1 settembre 2012

Ma come! Il padre vendeva le macchine e il figlio le "rottama"?

Pino Molino sa quanto lo stimi come persona e sa anche che non sono mai stato democristiano (forse lo sono adesso ma non ne sono convinto). Domenico Molino sa che l'ho sempre "stimato" anche quando non lo meritava. 
Ora però, siccome non capisco nulla di politica, mi faccio domande e me le pongo sotto forma di metafora. Può il figlio che vuole sostituire il padre "rottamare" .....
Forse significa che il padre vendeva "bidoni"?

Vasto, la massoneria e il recinto "recintato".

 Lo slogan "Vasto cambia" non mi è mai piaciuto. Ora più che mai. Dopo pochi anni guardate quanto e, soprattutto, come è cambiata. "Allora" addirittura cambiarono il nome. Ora ripristinano ... cancelletti.