Pubblico questa lettera di Antonino Spinnato per dimostrare che dirottando l'attenzione su costui, i nostri amministratori dimostrano di voler nascondere la propria incapacità. Costoro hanno chiaramente detto che non ci sono regolamenti e non sanno che "pesci prendere". Per questo istituiranno una "commissione". Sui vari blog hanno scatenato attacchi contro Spinnato (e anche contro di me, ma in questo secondo caso sbagliano soggetto, se parliamo di musica) sviando così il lettore e mascherando i fatti, in maniera tale che lo stesso lettore non capisca e non riconosca la loro incapacità.
Il titolo che però "suona" meglio lo leggiamo su semidicevi prima: "Andate a suonare le campane". (continua)
Propaganda e confusione
Non si tratta di un nuovo libro di N. Chomsky, piuttosto dell’ultima azione in ordine cronologico della nostra amministrazione comunale, riguardo alle iniziative da intraprendere in ambito musicale.
Andiamo con ordine.
1) Il documento che è stato presentato in consiglio comunale dalle Band Vastesi è stato redatto sotto la supervisione politica dell’Assessore Anna Suriani e del Signor Fabio Neri in quella oramai ben nota e triste riunione al centro di aggregazione giovanile.
2) Questo stesso documento viene preso come base per un tavolo di confronto tra le parti. Le parti, chi sono?
3) E’ di queste ore la notizia della creazione di un apposita commissione in comune che elabori il famoso regolamento sulla musica. Bettino Craxi amava dire che “quando i politici non hanno intenzione di fare nulla, istituiscono le commissioni”. Ci si perdoni la piccola digressione.
I componenti, dicevamo, sono:
A) Rappresentanti dell’amministrazione comunale.
B) Rappresentanti delle Band Musicali, cioè, la linea politica di Fabio Neri. Giacché il rappresentante delle Band dissidenti non ha sottoscritto nessun documento. Quindi, gli stessi creatori del documento di cui sopra.
Circolano già le prime proposte: “Orari differenziati per zone della città”.
Bene,iniziamo dalla composizione della commissione.
E’ da segnalare l’assoluta mancanza di stile di questa amministrazione.
Balza subito agli occhi la composizione di questa commissione mista. Il classico prodotto confezionato su misura, fatto tra amici di cordata.
Ci chiediamo,dove sono gli altri soggetti che hanno diritto di sedere in quella commissione? Ci riferiamo ai rappresentanti delle varie associazioni di categoria, ai cittadini, alle minoranze politiche. Oppure sono soggetti che non hanno diritto di parola?
Quando si è trattato di fare il teatrino in comune li avete invitati e li avete condotti sapientemente per mano dove volevate. Perché non fate accomodare anche loro nella stanza dei bottoni?
Orario differenziato per zone.
Non c’è bisogno alcuno di scomodare la cassazione per capire che è un obbrobrio giuridico. Come lo è la creazione di zone dedicate alla musica a scapito di altre. I cosiddetti ghetti musicali.
Qualunque gestore di locale impugnerebbe un regolamento del genere di fronte al TAR, e vincerebbe. Con provvedimenti del genere si creano disparità e si creano artificiose variazioni di prezzo di mercato. Ci riferiamo sia alla nuda proprietà di un qualsiasi locale che al suo possibile introito.
Il problema che nessuno vuol vedere è uno solo, si chiama: DECIBEL!
Vasto 12 Settembre 2010 Verdi Vasto
Antonino Spinnato
domenica 12 settembre 2010
Avete tutta una domenica per risolvere il seguente ...
Problema
Un rotolo di cara igienica, presenta 1432 strappi e dura una settimana. Se un sindaco usa due strappi ogni volta che va in bagno ad espletare i suoi bisogni, considerato che usa la carta igienica anche per scrivere i suoi discorsi ed i suoi appelli ai cittadini, quante volte al giorno il sindaco si reca in bagno?
Un rotolo di cara igienica, presenta 1432 strappi e dura una settimana. Se un sindaco usa due strappi ogni volta che va in bagno ad espletare i suoi bisogni, considerato che usa la carta igienica anche per scrivere i suoi discorsi ed i suoi appelli ai cittadini, quante volte al giorno il sindaco si reca in bagno?
sabato 11 settembre 2010
La montagna ha partorito il “topolino”.
In verità, in questo caso mi sembra che il “topolino” abbia partorito se stesso. Ma sembra, perché il “topolino” …
Lapenna, come riportato in tutti gli articoli pubblicati nel web, ha chiarito la posizione dell’amministrazione: “Contrariamente a ciò che si è detto, non c’è stato nessun provvedimento repressivo. Il sindaco ha il dovere di mantenere una città rispettosa dei diritti di tutti. Per questo, dobbiamo trovare tutti insieme una soluzione, che salvaguardi i diritti dei gestori dei locali, dei commercianti, di chi fa musica e dei cittadini”.Pensa di aver chiarito, dico io, perché la sua dichiarazione mostra il fianco a domande del tipo: “ ma fino ad ora, perché non si sono presi provvedimenti seri e condivisi?”
Si parla della volontà di “qualcuno” che ha voluto strumentalizzare i giovani, “gettando”, è proprio il caso di dirlo, le “sacrosante” preoccupazioni di questi nella “melma” della politica.
Ma assemblee come quella di oggi 11 settembre, se vogliamo data storica per altri motivi, non sono un “goffo” tentativo del sindaco e dei suoi collaboratori di utilizzare questi giovani per poter dire abbiamo … fatto?
“Fatto”, voce del verbo fare, parola molto difficile. “Fatto” nel senso di “evento accaduto”, lascia spazio a discussione.
Mi chiedo quindi, nell’assemblea di oggi, cosa si è “fatto” per chiarire il “fatto”?
La risposta è data dagli stessi articoli del web che dicono:
In sostanza, quello che è venuto fuori, anche dagli altri interventi, come quelli di … è quello di fare chiarezza sulle norme attuali, discuterne tutti insieme ed elaborare delle norme per garantire una pacifica convivenza cittadina.
E ci voleva una riunione pubblica per dire questa cosa? Possibile che l’amministrazione ancora non affronta o non sa affrontare il problema, tanto che ora e solo ora, a quasi fine mandato sente il dovere di ascoltare gli addetti ai lavori?
E no, caro lei! Come dice Giuseppe Quarta nel titolo di un suo libro: “Non prendiamoci per il culo!” Questa si chiama “campagna elettorale” altro che strumentalizzazione politica del problema.
E no, caro lei! Alla vigilia di una primavera di “fuoco” (politicamente parlando) il sindaco non chiude una assemblea pubblica dicendo: Per il futuro c’è l’intento di ritrovarsi a discutere e risolvere un problema, possibilmente evitando di creare altri polveroni.
Polveroni? Ma quali polveroni. Magari a Vasto si alzassero polveroni!
Lapenna, come riportato in tutti gli articoli pubblicati nel web, ha chiarito la posizione dell’amministrazione: “Contrariamente a ciò che si è detto, non c’è stato nessun provvedimento repressivo. Il sindaco ha il dovere di mantenere una città rispettosa dei diritti di tutti. Per questo, dobbiamo trovare tutti insieme una soluzione, che salvaguardi i diritti dei gestori dei locali, dei commercianti, di chi fa musica e dei cittadini”.Pensa di aver chiarito, dico io, perché la sua dichiarazione mostra il fianco a domande del tipo: “ ma fino ad ora, perché non si sono presi provvedimenti seri e condivisi?”
Si parla della volontà di “qualcuno” che ha voluto strumentalizzare i giovani, “gettando”, è proprio il caso di dirlo, le “sacrosante” preoccupazioni di questi nella “melma” della politica.
Ma assemblee come quella di oggi 11 settembre, se vogliamo data storica per altri motivi, non sono un “goffo” tentativo del sindaco e dei suoi collaboratori di utilizzare questi giovani per poter dire abbiamo … fatto?
“Fatto”, voce del verbo fare, parola molto difficile. “Fatto” nel senso di “evento accaduto”, lascia spazio a discussione.
Mi chiedo quindi, nell’assemblea di oggi, cosa si è “fatto” per chiarire il “fatto”?
La risposta è data dagli stessi articoli del web che dicono:
In sostanza, quello che è venuto fuori, anche dagli altri interventi, come quelli di … è quello di fare chiarezza sulle norme attuali, discuterne tutti insieme ed elaborare delle norme per garantire una pacifica convivenza cittadina.
E ci voleva una riunione pubblica per dire questa cosa? Possibile che l’amministrazione ancora non affronta o non sa affrontare il problema, tanto che ora e solo ora, a quasi fine mandato sente il dovere di ascoltare gli addetti ai lavori?
E no, caro lei! Come dice Giuseppe Quarta nel titolo di un suo libro: “Non prendiamoci per il culo!” Questa si chiama “campagna elettorale” altro che strumentalizzazione politica del problema.
E no, caro lei! Alla vigilia di una primavera di “fuoco” (politicamente parlando) il sindaco non chiude una assemblea pubblica dicendo: Per il futuro c’è l’intento di ritrovarsi a discutere e risolvere un problema, possibilmente evitando di creare altri polveroni.
Polveroni? Ma quali polveroni. Magari a Vasto si alzassero polveroni!
Ne Fedro ne La Fontaine .... la ... penna.

La volpe che voleva “papparsi” le galline, non riusciva ad entrare nel pollaio.
Le “recinzioni” che separavano il “mammifero” dai gustosi “uccelli” erano alte e “resistenti”.
Da fuori l’animale, astuto per antonomasia, cominciò a “corteggiare” alcuni “polli”. Questi, atteggiandosi come solo certi “polli” sanno fare, dapprima sembravano resistere alle lusinghe della volpe, poi decisero di riunirsi e prendere una decisione. La volpe, sorniona, convinse questi polli a non chiedere consigli al gallo e nemmeno alle galline. La più vecchia di queste, però, accortasi di quanto stava per accadere, provò a dissuadere i giovani pennuti.
“Sei buona solo per il brodo, oramai! Cos’hai da consigliarci tu che hai fatto solo uova e pulcini! noi invece …”
La gallina si accovacciò sul suo mucchietto di paglia e attese.
La volpe non dovette nemmeno entrare nel pollaio, furono i “polli” ad andare nella sua tana e con loro le galline. Qui trovarono altri polli. “Chi sono questi?” dicevano tra loro, “siamo noi che dobbiamo parlare con la volpe! Questa deve dare quello che ha promesso, solo a noi”. La volpe aveva promesso ai “galletti” che li avrebbe fatti cantare, non solo al mattino, ma tutta la giornata. …
Le ombre della sera si allungavano. La “gallina vecchia” osservava queste estendersi e pensava: “io li avevo avvisati”.
"Broccoletti" a caro prezzo.
Chi ha paura della musica?
Credo che sia venuto il momento che qualche magistrato spulci tra le carte.
Quelle musicali di casa nostra,intendo.
Osservandole, noterà come sia stato possibile nel corso degli anni la creazioni di veri e propri fondi neri. Fondi destinati alla politica?
Qualcuno poi dovrebbe spiegare agli inquirenti come e perché i concerti che ha organizzato siano costati mediamente il 30% in più del prezzo di mercato.
E come è perché alcuni Comuni, nonostante il prezzo maggiorato, si siano continuati a rivolgere a essi.
Politica ed affari sono la stessa cosa?
La verità è che la musica: è un business, specialmente a Vasto.
E questo business è rimasto per anni nelle mani dei soliti noti, i quali adesso spadroneggiano, non solo sul fronte dei prezzi.
Ad esempio decidono chi, dove, come e quando può suonare. Forgiando attorno ad ogni evento il proprio consenso elettorale.
La vergogna di queste ore sta nel fatto di aver fatto firmare un documento politico, che vale carta straccia, a ragazzini poco più che quindicenni.
Si sono coinvolti minorenni in questa vicenda, Assessore Anna Suriani. E lei non ha avuto alcuno scrupolo nel farlo.
Ma non prova nessun turbamento, non sa che ci sono dei limiti che non vanno oltrepassati? Sopratutto in politica!
Assessore Suriani, come mai non mette lo stesso impegno per questioni più delicate, che so, le fogne che avevate promesso in campagna elettorale a Vasto Marina?
Perché ha così paura che qualcuno effettui un concerto di protesta?
Ha forse paura della musica?
Vasto 10 Settembre 2010
Verdi Vasto
Antonino Spinnato
Credo che sia venuto il momento che qualche magistrato spulci tra le carte.
Quelle musicali di casa nostra,intendo.
Osservandole, noterà come sia stato possibile nel corso degli anni la creazioni di veri e propri fondi neri. Fondi destinati alla politica?
Qualcuno poi dovrebbe spiegare agli inquirenti come e perché i concerti che ha organizzato siano costati mediamente il 30% in più del prezzo di mercato.
E come è perché alcuni Comuni, nonostante il prezzo maggiorato, si siano continuati a rivolgere a essi.
Politica ed affari sono la stessa cosa?
La verità è che la musica: è un business, specialmente a Vasto.
E questo business è rimasto per anni nelle mani dei soliti noti, i quali adesso spadroneggiano, non solo sul fronte dei prezzi.
Ad esempio decidono chi, dove, come e quando può suonare. Forgiando attorno ad ogni evento il proprio consenso elettorale.
La vergogna di queste ore sta nel fatto di aver fatto firmare un documento politico, che vale carta straccia, a ragazzini poco più che quindicenni.
Si sono coinvolti minorenni in questa vicenda, Assessore Anna Suriani. E lei non ha avuto alcuno scrupolo nel farlo.
Ma non prova nessun turbamento, non sa che ci sono dei limiti che non vanno oltrepassati? Sopratutto in politica!
Assessore Suriani, come mai non mette lo stesso impegno per questioni più delicate, che so, le fogne che avevate promesso in campagna elettorale a Vasto Marina?
Perché ha così paura che qualcuno effettui un concerto di protesta?
Ha forse paura della musica?
Vasto 10 Settembre 2010
Verdi Vasto
Antonino Spinnato
venerdì 10 settembre 2010
Un altro colpaccio di P.P.

Durante la festa dell'IdV, a Palazzo d'Avalos una importantissima iniziativa, patrocinata dall'Amministrazione Comunale.
(Questa volta le maiuscole sono d'obbligo)
Sicuramente l'idea sarà nata da P.P., leader dell'IdV locale, per vivacizzare e riempire ancora di più di contenuti la manifestazione dipietrista.
Da Vastoweb
VASTO - Mettete da parte cornetti della fortuna, aglio e ferri di cavallo. E non fate le corna. Arriva la Giornata Antisuperstizione. Si svolgerà a Vasto venerdì 17 settembre in contemporanea nazionale. La scelta del venerdì 17, evidentemente, non è casuale. L'appuntamento è organizzato dal gruppo Abruzzo-Molise del Cicap, comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, insieme a Scetticamente (di cui è responsabile Luca Menichelli) col patrocinio del Comune di Vasto.
Il programma. "Alle 15,30 - si legge in un nota di Scetticamente - appuntamento Palazzo D'Avalos per mostrare ai partecipanti provenienti da altre città, e a chiunque voglia , la bellezza del nostro palazzo, del museo, della pinacoteca e per parlare dei misteri della nostra città.
Dalle 16,30 appuntamento agli ex palazzi scolastici di corso Italia per la conferenza tenuta dal professor Aristide Saggino, docente di psicologia presso l'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti-Pescara, che parlerà della superstizione in Italia e in altri paesi. Altri relatori saranno Francesco Ruggirello dell'Università di Pescara, e Luca Menichelli. Il suo e altri interventi tratteranno alcune tematiche riguardanti la storia e le finalità del Cicap, gli aspetti della
pareidolia sia visiva che acustica, il perché si tende a credere al paranormale e altre cose.
Un modo per esorcizzare la paura nel soprannaturale nel giorno dell'anno considerato più infausto: venerdì 17".
La trovata di inserire nell'ambito del 5° incontro dell'IdV a Vasto tale manifestazione, "evidentemente non è casuale" e P.P. sicuramente è ... paranormale.
E statteme ammezze a la pezze di lu cace! Figurete se ...
giovedì 9 settembre 2010
Copio e incollo. Spero di diventare bravo come ... altri.

Tempi strani questi, oserei dire tempi di “pulci con la tosse”.
A Torino, festa del Pd (per molti festa dell’Unità) pare che sia scoppiata la “mania” della contestazione.
Si contesta, anzi di più, non si permette proprio di parlare a coloro che la pensano “diversamente”.
Forse però non è davvero così. Non si è permesso proprio di parlare al Presidente del Senato Roberto Schifani e non si è permesso proprio di parlare al leader della CISL Raffaele Bonanni, mica non si è permesso di parlare a “gentucola” qualunque! Quest’ultima, “la gentucola qualunque” parla, eccome se parla! Anzi deve parlare. E più parla, più vengono fuori argomenti, linee di pensiero, sfumature dialettiche, affinché nel mondo della politica ci si arrovelli, ci si accalori, ci si infervori per cercare di intercettare e cercare di “assorbire” questa “gentucola”. Pensare che tutti vogliono la stessa cosa ma, grazie alla politica, ognuno la vuole in una “tonalità” diversa quindi ….
Copio e incollo:
Nichi Vendola ritiene che la democrazia sia fatta anche di questo, cioè del rischio di prendersi un fischio, ma dall’altra parte ritiene necessario e opportuno, che la sinistra rifletta su quel virus che è il plebeismo nel lessico politico. Accipicchia però! dico io. Un fumogeno addosso, che se ti colpisce in faccia almeno ti brucia i baffi, non è “qualche fischio”. E ancora: “plebeismo”, qualcosa contro i plebei ? (So bene cosa intende ma) … andiamo avanti, continuiamo a copiare ed incollare.
Il Presidente Napolitano, parla di "gazzarra intimidatoria" oltre che di "allarmante degenerazione di gruppi minoritari. Il presidente del PD Pierluigi Bersani ha immediatamente telefonato a Schifani mostrando rammarico. Il presidente Gianfranco Fini definisce, quella a Schifani, una contestazione intollerabile. L’unico a difendere i manifestanti è Antonio Di Pietro definendoli “difensori della legalità, e della democrazia”.
Eppure dopo due giorni la protesta si riaccende, questa volta nei confronti di Raffaele Bonanni.
Si badi bene io copio e incollo. E continuo.
Nel caso della contestazione a Schifani, Vittorio Corelli, coordinatore dei giovani Pdl di Torino afferma: "Esprimiamo disgusto e sconcerto per l'atteggiamento ignobile, ignorante, antidemocratico e fascista da parte di un manipolo di facinorosi che hanno impedito, durante la festa del Pd, il sereno contraddittorio fra il Presidente Schifani e Piero Fassino''. Mentre durante la contestazione a Bonanni, ai contestatori ha replicato Enrico Letta, il vicesegretario del Pd: "Voi con la democrazia non c'entrate nulla e la vostra idea di democrazia è il contrario di quello che c'è bisogno nel paese. Siete antidemocratici".
Non solo. Letta ha anche accusato le forze dell'ordine: "Non essere in grado di gestire la situazione significa che qualcosa è sfuggita di mano: la situazione poteva trasformarsi in un dramma".
Tra un copia ed un incolla, leggendo le dichiarazioni del “dopo Bonanni” mi capita un Antonio Di Pietro che dichiara: , si è trattato di una dimostrazione di violenza che «danneggia la democrazia». Lo stesso Di Pietro che dopo la contestazione a Schifani aveva dichiarato: “i contestatori sono difensori della legalità”. Dichiarazione questa che aveva disturbato non poco Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, che puntando il dito sulle opposizioni diceva: “Quanto accaduto a Torino è il frutto del clima infame che Di Pietro e una parte della sinistra stanno creando nel paese”. Apriti cielo! «ad essere grave - commenta in una nota Leoluca Orlando, portavoce nazionale Idv - è il silenzio di Schifani e non il fatto che venga contestato. Schifani dovrebbe sentire il dovere morale di correre dai giudici per spiegare la natura di certe presunte frequentazioni con esponenti di Cosa nostra».
Come al solito il “buon” Pierferdinando Casini invita il Pd «a riflettere molto seriamente se vuole avere un futuro nella società italiana: Di Pietro e i `grillini´ seminano odio e sono incompatibili con qualsiasi progetto serio di governo».
Sulla questione interviene anche il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, cristallino: "Intendiamo tenere aperte le nostre feste che sono luoghi di dibattito pubblico. L'ordine pubblico lo tutela chi lo deve tutelare". "Non ho letto uguali riflessioni - aggiunge Bersani - sull'incidente di Alzano dove Calderoli, Maroni e altri dirigenti leghisti hanno subito un'aggressione dagli ultrà.
"Ci sono - ha proseguito il leader Pd - centinaia di feste del partito in giro per l'Italia. Noi siamo uno dei pochissimi luoghi in cui avviene la discussione politica e c'è da preoccuparsi che altri ci abbiano rinunciato. Noi intendiamo continuare a tenere aperte le nostre feste".
Copiando e incollando, e soprattutto dopo le ultime parole di Bersani, mi sono venuti, come al solito, dei pensieri. Antonio Di Pietro, nel caso Schifani, contro corrente aveva detto: “Sto con i contestatori, che sono semplicemente difensori della legalità”. Poi invece nel caso Bonanni, aveva “precisato”: si è trattato di una dimostrazione di violenza che «danneggia la democrazia».
Vuoi vedere quindi, che i “leader locali” dell’IdV avevano invitato alla festa di Vasto: Fini, Tremonti, Brunetta, Gelmini, Bossi, Maroni, Casini e tanti altri poi però, per paura che questi venissero “giustamente” contestati, hanno dovuto tornare sui propri passi? Vuoi vedere che per non “danneggiare la democrazia” non hanno potuto invitare Bersani, Marino, Letta, Fassino, D’Alema, Veltroni eccetera?
Hanno invitato Rosy Bindi ed io ne sono felice poiché a nessuno può venire in mente, almeno in questo periodo, di contestare la Signora Maria Rosaria Bindi, tuttavia se qualcuno venisse a Vasto a “contestare” Di Pietro? ….. Speriamo che almeno non piova.
... e la chitarra suona!
“Parco della Musica” per un Vasto-on-Sound
Che un Sindaco ritenga di dover dare ragione dei suoi atti amministrativi a un elemento di un gruppo musicale, mentre mai ha avvertito il dovere di dare risposta a un Consigliere (che più volte, gli aveva chiesto di intervenire sull’arredo verde di una Piazza), sicuramente non riguarda la politica ma è un fatto di costume, un’originalità (diciamo così) tutta sua, incomprensibile e inaccettabile. Saldi di fine stagione, non solo meteo, e meno male.
Mentre era a tutti evidente che in città erano in molti a eccedere e trasgredire (normative e civiltà) nella progressiva invadenza di tavoli apparecchiati su piazze e percorsi pedonali, e nel protrarre voci e suoni ad alto volume fra le case, ben oltre il consentito o il ragionevolmente possibile, il nostro primo cittadino, che …“non poteva non sapere”, ma mai intervenendo, per togliersi d’impaccio (passata la festa, gabbato lo santo) ha disposto che …nulla sarebbe stato più come prima. Mentre gli esercenti hanno fatto spallucce, poiché al momento erano indaffarati a ritirare i troppi tavoli messi fuori piuttosto che a programmare altre performance, giacché la gente stava ormai lasciando il luogo della vacanza, le band (gasati dall’indubbio successo avuto esibendosi in piazza) hanno inscenato una loro protesta, con lettera diretta per chiedere al Sindaco del “perché mai”, pur sapendo che ormai era stagionalmente finito la stagione del tavoli&musica …on the road.
In contemporanea si è sviluppato nella Rete un dibattito che è passato dal comprensibile ma non pertinente …“che cazzo, sto sindaco!”, all’oggettivo “dove e come continueremo a far musica noi?”. E qui, pur con tutti i suoi difetti, questo Sindaco, con le sue Ordinanze “a capocchia”, non c’entra più. Entra in gioco “la politica”, il come si amministra e come si programma lo sviluppo della città e un’urbanistica per il sociale. E dunque, mentre ci si attende che una nuova Amministrazione per la prossima estate emani regole locali ben precise, rispettose delle istanze di tutti i cittadini, giovani o vecchi che siano, capace di sanzionare e impedire gli abusi di chi li commette, tutta questa faccenda ha di positivo che sia ormai chiaro la necessità di dover individuare oggi, e poi magari progettare per il domani, gli spazi d’intrattenimento musicale per i giovani. Qualcuno ha ipotizzato di recuperare allo scopo struttura e area, oggi in abbandono, dell’ex Asilo Carlo Della Penna. Se il Comune di Vasto non hanno altro per la mente (come ad esempio vendere) potrebbe essere senz’altro il sito in cui realizzare una sorta di Auditorium-Parco della Musica, del tipo sorto alcuni anni fa a Roma. Intanto, vista la vacanza attuale del calcio a Vasto, potrebbe essere l’Aragona, il posto per ospitare concerti e performance periodici, da parte di gruppi musicali locali e magari di fuori. Potrebbe essere una sorta di “campionato”, con trofeo finale: un …Vasto-Music-Festival o un Vasto-on-Sound. Sempre che questo, sbollita la rabbia per un atto amministrativo alla “’Ndo cojo cojo”, permanga negli interessi veri e duraturi delle nostre Bands.
I politici, pur accogliendo le richieste sia pur accidentalmente venute fuori, più che inscenare mass-mediatiche e fumose assemblee di piazza, elaborino proposte e progetti per la città e per la sua popolazione, di oggi e del prossimo futuro, e non solo per chi oggi alza la voce, confondendo le cose, a ciò portato da chi fa da bordone (figura musicale), solo per una sua voglia di visibilità … tutta elettorale.
G. F. Pollutri
Che un Sindaco ritenga di dover dare ragione dei suoi atti amministrativi a un elemento di un gruppo musicale, mentre mai ha avvertito il dovere di dare risposta a un Consigliere (che più volte, gli aveva chiesto di intervenire sull’arredo verde di una Piazza), sicuramente non riguarda la politica ma è un fatto di costume, un’originalità (diciamo così) tutta sua, incomprensibile e inaccettabile. Saldi di fine stagione, non solo meteo, e meno male.
Mentre era a tutti evidente che in città erano in molti a eccedere e trasgredire (normative e civiltà) nella progressiva invadenza di tavoli apparecchiati su piazze e percorsi pedonali, e nel protrarre voci e suoni ad alto volume fra le case, ben oltre il consentito o il ragionevolmente possibile, il nostro primo cittadino, che …“non poteva non sapere”, ma mai intervenendo, per togliersi d’impaccio (passata la festa, gabbato lo santo) ha disposto che …nulla sarebbe stato più come prima. Mentre gli esercenti hanno fatto spallucce, poiché al momento erano indaffarati a ritirare i troppi tavoli messi fuori piuttosto che a programmare altre performance, giacché la gente stava ormai lasciando il luogo della vacanza, le band (gasati dall’indubbio successo avuto esibendosi in piazza) hanno inscenato una loro protesta, con lettera diretta per chiedere al Sindaco del “perché mai”, pur sapendo che ormai era stagionalmente finito la stagione del tavoli&musica …on the road.
In contemporanea si è sviluppato nella Rete un dibattito che è passato dal comprensibile ma non pertinente …“che cazzo, sto sindaco!”, all’oggettivo “dove e come continueremo a far musica noi?”. E qui, pur con tutti i suoi difetti, questo Sindaco, con le sue Ordinanze “a capocchia”, non c’entra più. Entra in gioco “la politica”, il come si amministra e come si programma lo sviluppo della città e un’urbanistica per il sociale. E dunque, mentre ci si attende che una nuova Amministrazione per la prossima estate emani regole locali ben precise, rispettose delle istanze di tutti i cittadini, giovani o vecchi che siano, capace di sanzionare e impedire gli abusi di chi li commette, tutta questa faccenda ha di positivo che sia ormai chiaro la necessità di dover individuare oggi, e poi magari progettare per il domani, gli spazi d’intrattenimento musicale per i giovani. Qualcuno ha ipotizzato di recuperare allo scopo struttura e area, oggi in abbandono, dell’ex Asilo Carlo Della Penna. Se il Comune di Vasto non hanno altro per la mente (come ad esempio vendere) potrebbe essere senz’altro il sito in cui realizzare una sorta di Auditorium-Parco della Musica, del tipo sorto alcuni anni fa a Roma. Intanto, vista la vacanza attuale del calcio a Vasto, potrebbe essere l’Aragona, il posto per ospitare concerti e performance periodici, da parte di gruppi musicali locali e magari di fuori. Potrebbe essere una sorta di “campionato”, con trofeo finale: un …Vasto-Music-Festival o un Vasto-on-Sound. Sempre che questo, sbollita la rabbia per un atto amministrativo alla “’Ndo cojo cojo”, permanga negli interessi veri e duraturi delle nostre Bands.
I politici, pur accogliendo le richieste sia pur accidentalmente venute fuori, più che inscenare mass-mediatiche e fumose assemblee di piazza, elaborino proposte e progetti per la città e per la sua popolazione, di oggi e del prossimo futuro, e non solo per chi oggi alza la voce, confondendo le cose, a ciò portato da chi fa da bordone (figura musicale), solo per una sua voglia di visibilità … tutta elettorale.
G. F. Pollutri
The show must go on. Nessuno Fermi la Musica.
Con una parvenza da grande statista il Sindaco di Vasto mette in campo tutta la sua influenza e convoca a palazzo di città “le parti”. Le parti che più gli aggradano. Meglio tenere fuori dalla porta gli scocciatori o quelli che possono disturbare il manovratore.
La manovra è lampante, spezzare sul nascere il movimento di opposizione ai suoi divieti sulla musica fuori dai locali.
Non crediamo che troverà forte opposizione alle sue proposte da parte dei rappresentanti del commercio. Alcuni dei quali sono legati a filo doppio alla politica.
Del resto si è mai visto un Sindaco che non fa rispettare la quiete pubblica per tutta l’estate, salvo un intervento a mezza stagione ed un altro a stagione finita?
Così come non si è mai visto che proprietari di locali finiti nell’occhio del ciclone piuttosto che appoggiare il sacrosanto diritto dovere alla protesta, la osteggino.
Gli indizi sono troppi perché non portino ad una prova inequivocabile, e cioè:“Volemose bene, non facciamoci del male”.
Inoltre il Sindaco che è abile in questo tipo di “trattative” potrebbe condizionare il suo si all’allungamento delle feste padronali, e ad eventuali richieste di notti bianche o affini, in virtù del comportamento tenuto al tavolo dalle associazioni stesse.
Abbiamo già avuto modo di esporre la nostra opinione riguardo all’auspicio del dialogo tra le parti, e cioè che il dialogo è cosa diversa dal negoziato. Giacché il negoziato implica la possibilità di concessioni sostanziali, il dialogo no.
Non ci sembra che il Sindaco Lapenna voglia negoziare con i ragazzi delle Band, ma bensì farsi una bella conversazione. Quindi perdere e prendere tempo con il malcelato scopo di cui sopra.
Non ci stupiremmo, conoscendolo, se nel corso di questa rimpatriata il Sindaco ponesse delle pregiudiziali politiche ai ragazzi delle Band del tipo: “dovete sospendere la protesta”.
Invitiamo invece il Sindaco della città ad emanare un regolamento per la musica adeguato e consono per una città come Vasto. Questo regolamento va discusso in consiglio comunale tra tutte le parti politiche, quello è il luogo deputato per questo tipo di questioni. Ma il Sindaco ha veramente intenzione di rinunciare alla sua influenza politica e dotare la città di un simile strumento?
Vasto 8 Settembre 2010 Verdi Vasto
Antonino Spinnato
La manovra è lampante, spezzare sul nascere il movimento di opposizione ai suoi divieti sulla musica fuori dai locali.
Non crediamo che troverà forte opposizione alle sue proposte da parte dei rappresentanti del commercio. Alcuni dei quali sono legati a filo doppio alla politica.
Del resto si è mai visto un Sindaco che non fa rispettare la quiete pubblica per tutta l’estate, salvo un intervento a mezza stagione ed un altro a stagione finita?
Così come non si è mai visto che proprietari di locali finiti nell’occhio del ciclone piuttosto che appoggiare il sacrosanto diritto dovere alla protesta, la osteggino.
Gli indizi sono troppi perché non portino ad una prova inequivocabile, e cioè:“Volemose bene, non facciamoci del male”.
Inoltre il Sindaco che è abile in questo tipo di “trattative” potrebbe condizionare il suo si all’allungamento delle feste padronali, e ad eventuali richieste di notti bianche o affini, in virtù del comportamento tenuto al tavolo dalle associazioni stesse.
Abbiamo già avuto modo di esporre la nostra opinione riguardo all’auspicio del dialogo tra le parti, e cioè che il dialogo è cosa diversa dal negoziato. Giacché il negoziato implica la possibilità di concessioni sostanziali, il dialogo no.
Non ci sembra che il Sindaco Lapenna voglia negoziare con i ragazzi delle Band, ma bensì farsi una bella conversazione. Quindi perdere e prendere tempo con il malcelato scopo di cui sopra.
Non ci stupiremmo, conoscendolo, se nel corso di questa rimpatriata il Sindaco ponesse delle pregiudiziali politiche ai ragazzi delle Band del tipo: “dovete sospendere la protesta”.
Invitiamo invece il Sindaco della città ad emanare un regolamento per la musica adeguato e consono per una città come Vasto. Questo regolamento va discusso in consiglio comunale tra tutte le parti politiche, quello è il luogo deputato per questo tipo di questioni. Ma il Sindaco ha veramente intenzione di rinunciare alla sua influenza politica e dotare la città di un simile strumento?
Vasto 8 Settembre 2010 Verdi Vasto
Antonino Spinnato
mercoledì 8 settembre 2010
Stipendio e stipendiati.
... e, se lo dice Porta Nuova!

Associazione civica Porta Nuova – Vasto
www.portanuovavasto.altervista.org
DEMAGOGIA ISTITUZIONALE comunicato stampa, 8 settembre 2010
1. L’epistolario del Sindaco. Anche quest’anno il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, non ha esitato: “dopo aver ascoltato per l’ennesima volta lo sfogo dei cittadini” , così scrive “Il Centro”, “ha preso carta e penna e scritto all’ente d’ambito. «Servono 3milioni900mila euro per adeguare la rete fognaria e 750mila euro per risolvere il problema della carenza idrica: le condotte vanno sostituite e adeguate»” . Perbacco! È la terza lettera dal 2006 che scrive all’ente d’ambito, prosegue il giornale. Ma loro, niente. Anzi, sono quattro anni che chiede soldi senza ricevere neppure una cartolina di risposta. “Nonostante le continue sollecitazioni da parte di questa Amministrazione e da chi ci ha preceduto, l’Ato non opera i necessari investimenti” . Perfetto.
Il raccontino che il Sindaco di Vasto ha allestito per i suoi concittadini è un perfetto esempio di demagogia e disinformazione istituzionali.
2. Evidentemente il Sindaco di Vasto ha scambiato l’ente d’ambito per un bancomat. O almeno così vuol farci credere. Questo significa prendere in giro il prossimo.
Lo diciamo con tristezza, perché la credibilità delle istituzioni è un bene da difendere. Ma tant’è, in tema di servizio idrico gli abruzzesi tutti, e i vastesi in particolare, alle prese in giro dovrebbero ormai essere abituati. Siamo stati presi in giro per un decennio dalla nostra classe dirigente che, in tema di gestione del servizio idrico, ha disatteso i propri doveri di controllo, trasparenza, buona amministrazione, rispetto della legge. E, prima ancora, di informazione. Con le sue dichiarazioni Luciano Lapenna si pone in piena continuità con una consolidata tradizione locale.
3. Il fallimento della politica regionale di gestione del servizio idrico. Pochi sanno che tutti i 6 enti d’ambito abruzzesi, tra cui l’Ato 6 “Chietino” con cui il Sindaco di Vasto intrattiene una così infruttuosa corrispondenza, sono stati commissariati dalla Regione –a 10 anni dalla loro istituzione- nel novembre 2007 ; e attualmente sono retti dal medesimo commissario unico, l’Ing. Pierluigi Caputi. Il commissariamento dei 6 Ato abruzzesi ha messo fine ad altrettante gestioni tutte più o meno disastrose, come riconosce ormai ufficialmente la stessa Regione Abruzzo ; e tutte riconducibili alle Amministrazioni locali: l’assemblea dei Sindaci ha sugli Ato poteri di controllo e di nomina degli organi dirigenti. Il commissariamento degli Ato ha sancito nel modo più plateale uno storico fallimento della politica abruzzese.
4. Gli investimenti. Di ciò il Sindaco di Vasto non parla, e in particolare non dice che uno degli aspetti principali di questo fallimento è stato la mancata attuazione dei Piani d’Ambito, e in specie dei loro programmi di investimento. “Gli investimenti effettuati dall’anno 2002, anno di approvazione dei Piani d’Ambito, al 2006 risultano nettamente inferiori agli investimenti previsti, corrispondenti a circa un terzo di quanto programmato nel periodo di riferimento” : così la Regione Abruzzo su dati relativi all’insieme dei 6 Ato regionali. Quanto all’Ato 6 “Chietino”, il nostro, la situazione è peggiore di molto. Secondo dati ufficiali l’Ato 6 “Chietino”, a tutto il 2007, aveva realizzato lo 0,76% degli investimenti previsti, ponendosi così all’ultimo posto della speciale classifica nazionale. Nello stesso periodo, la tariffa era salita (rispetto al 2002) del 69,8%, a € 1,07.
Va da sé che, sempre negli stessi anni, le dichiarazioni rassicuranti dei politici succedutisi alla guida dell’ente d’ambito si sono sprecate. E ciò senza che i partiti –tutti i partiti, con l’eccezione del solo Angelo Orlando (RC)- che pure con i propri uomini erano presenti nel CdA, dicessero una sola parola. Quanto a noi, le nostre parole le abbiamo dette, e quello che è accaduto, sì, l’avevamo previsto . Ma chi ci ha dato ascolto?
5. Demagogia istituzionale. A questa situazione, maturata in un decennio (1997-2007), l’epistola del Sindaco di Vasto vorrebbe porre rimedio. E naturalmente dovrebbe farlo in 7 mesi, entro il 27 marzo 2011, quando, com’è noto, decadrà la figura del commissario unico ai 6 Ato abruzzesi per effetto della soppressione, su scala nazionale, di tutti gli Ato . È credibile il Sindaco?
6. Se no, chiediamoci se per caso non vi sia una relazione tra l’annosa carenza idrica della zona e le menzogne che da tempo ci apparecchia il ceto politico locale. A noi pare che ci sia.
Anche la gestione del servizio idrico è, dal nostro punto di vista, una questione di crescita civile. Il nostro ceto politico, i nostri amministratori, devono capire che il rispetto delle leggi, la trasparenza nella gestione, una corretta informazione istituzionale, la partecipazione dei cittadini, insomma il controllo pubblico in tutte le sue forme, sono condizioni necessarie per risolvere, alla lunga, gli stessi problemi tecnici. La stessa battaglia per la gestione pubblica del servizio idrico ha senso solo se si accompagna a una reale crescita civile delle nostre città.
Superati i 1000 contatti
Devo decidermi a realizzare la versione completa con effetti ... collaterali.
martedì 7 settembre 2010
Senza orario e senza bandiera. Vasto non è Avetrana.

Il sindaco di Vasto ha pensato bene di concludere la sua stagione di “turismi”, “destagionalizzandola” in una maniera che sta mettendo contro giovani e “meno giovani”, pubblici esercenti e abitanti, nottambuli e non, eccetera, eccetera, eccetera. Nascono contestazioni, richieste, proposte, tutte più o meno valide, tutte più o meno condivisibili. Comunque, tante parole, orali e scritte, sull’argomento “musica”, anche se sappiamo bene che questo argomento rappresenta solo la punta di un iceberg, il quale raffigura “l’insofferenza” di vivere in questa Città in questo momento “storico”. Mi accorgo che sono in molti, ragazzi ma anche adulti, che scrivono sui blog, su Fb o sul proprio diario, pensieri come quello di Sarah, (quella Sarah): “Per me vivere ad Avetrana è: non vedo l’ora di andare via”. Anche se Vasto sicuramente non è Avetrana.
Mi ha colpito molto l’atteggiamento sull’argomento del giovane Andrea Iannone, omonimo del “campioncino vastarolo”, ed ho seguito con interesse ed attenzione il dibattito che ne è seguito.
Io ho sposato, aggiungendo carne al fuoco (vedi riapertura del Carlo Della Penna), la proposta di Antonino Spinnato. La proposta di un concerto per far sentire la voce di chi a Vasto non trova più lo spazio dove “collocarsi”, un luogo dove semplicemente sfogare la propria creatività o magari guadagnare i “suoi” 30 euro “per non chiederli a papà”. Una proposta che, secondo me, non può avere connotazioni o colori politici, perché a soffrire di questo senso di inquietudine a Vasto sono tanti e di tutte le età, di tutti i ceti sociali, di tutte le categorie … insomma di tutti i “colori”.
Ho sentito dire da molti: “non aderisco se c’entrano i partiti” e mi trovo così d’accordo con costoro che ho proposto di chiamare l’eventuale manifestazione “Senza orario e senza bandiera”. Un titolo che parafrasando “l’antico” album dei New Trolls, si lega, sia al motivo che ha scatenato la protesta (io la chiamerei discussione) cioè la “movida notturna”, sia alla precisa volontà di collaborare, al di fuori delle logiche di partito, alla realizzazione di un “sogno”, che sogno non dovrebbe essere, quello di trovare spazio e regole per accontentare tutti.
Qualche giorno addietro, una Associazione di commercianti del centro storico ha proposto di allungare la durata delle feste patronali.
Trasformare un momento ludico come le feste patronali in un momento “anche” di dialogo e di riflessione, quale momento migliore troveremmo?
Quello che propongo all’attenzione dell’amministrazione comunale consiste in questo:
Una manifestazione della durata di quattro giorni (26/29 settembre). Il primo giorno dedicato alla musica eseguita da gruppi di giovanissimi, il secondo dedicato al dibattito pubblico, un Talk Show in piazza, con la partecipazione di rappresentanti di commercianti, pubblici esercenti, cittadini comuni e rappresentanti dell’amministrazione comunale, ecc. (con apertura, intermezzi e conclusione da parte di musicisti “professionisti” locali). Il terzo giorno dedicato a band, cantautori, cori, artisti di piano bar, dj e operatori della musica in genere. Il quarto giorno, conclusione con ospiti “amici” di Vasto quali Indaco, Tony Esposito, Rodolfo Maltese e Francesco Di Giacomo (Banco).
Aggiungo di più. In una successiva occasione, premiare il video (da quello realizzato con un semplice telefonino, fino a quello più sofisticato, magari realizzato da giovani come coloro che hanno partecipato a VFF) che rappresenti la manifestazione e sappia evidenziare, tramite questa, quanto la città sa proporre.
Una opportunità per il sindaco, quella di sposare l’idea di Spinnato così rielaborata, che starebbe a dimostrare la tesi secondo la quale un sindaco è sindaco di “tutti” non solo di una parte e soprattutto che il sindaco è sindaco non solo legato ai partiti. Insomma di un sindaco che sa “ascoltare” la città.
lunedì 6 settembre 2010
Quasi quasi concordo pienamente ... quasi quasi.
Da Piazza Rossetti
La confessione di un lettore dopo il discorso di Mirabello
Da Antonio C., riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:
"Lo dico senza alcuna vergogna: mai, 20 anni fa, avrei pensato di poter seguire un giorno - per circa un’ora e mezza - un comizio di Gianfranco Fini e di applaudirlo. Lo aveva sempre considerato un avversario politico; un uomo distante dai miei ideali anni luce. Invece, ieri sera, sono rimasto inchiodato sulla poltrona, rinunciando anche alla passeggiata serale, per seguire il suo articolato intervento fatto a Mirabello.
Sono rimasto incantato dall’esposizione consequenziale fatta da Fini. Mi hanno colpito le sue precise accuse mosse nei confronti di Berlusconi, della Lega, dei Ghedini e di altri personaggi che vivono alla corte di questo novello Re sole.
Mi hanno colpito le parole dure, scagliate come pietre, nei confronti del suo ex “capo”.
Mi è piaciuta la difesa fatta della sua famiglia.
Mi sono piaciute le cose dette (forse troppo tardi) in materia di sociale e di lavoro.
Alla fine, d’istinto, ho battuto le mani.
Ho esagerato? Forse sì. Ma quelle cose dette da Fini io le vado dicendo da anni ai miei amici, ai miei colleghi di lavoro che hanno sottovalutato il Berlusconi manager d’azienda.
Andiamo al voto. Anche subito. Ma ridiamo all’Italia una guida politica degna di questa espressione".
Io però aggiungo: Ma chi dovrebbe essere questa guida?
La confessione di un lettore dopo il discorso di Mirabello
Da Antonio C., riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:
"Lo dico senza alcuna vergogna: mai, 20 anni fa, avrei pensato di poter seguire un giorno - per circa un’ora e mezza - un comizio di Gianfranco Fini e di applaudirlo. Lo aveva sempre considerato un avversario politico; un uomo distante dai miei ideali anni luce. Invece, ieri sera, sono rimasto inchiodato sulla poltrona, rinunciando anche alla passeggiata serale, per seguire il suo articolato intervento fatto a Mirabello.
Sono rimasto incantato dall’esposizione consequenziale fatta da Fini. Mi hanno colpito le sue precise accuse mosse nei confronti di Berlusconi, della Lega, dei Ghedini e di altri personaggi che vivono alla corte di questo novello Re sole.
Mi hanno colpito le parole dure, scagliate come pietre, nei confronti del suo ex “capo”.
Mi è piaciuta la difesa fatta della sua famiglia.
Mi sono piaciute le cose dette (forse troppo tardi) in materia di sociale e di lavoro.
Alla fine, d’istinto, ho battuto le mani.
Ho esagerato? Forse sì. Ma quelle cose dette da Fini io le vado dicendo da anni ai miei amici, ai miei colleghi di lavoro che hanno sottovalutato il Berlusconi manager d’azienda.
Andiamo al voto. Anche subito. Ma ridiamo all’Italia una guida politica degna di questa espressione".
Io però aggiungo: Ma chi dovrebbe essere questa guida?
Ma qualcuno non aveva "esaltato" l'entrata di Morone nell'IdV? Ma Morone che è persona seria ...
Nessuno fermi la musica, l'intervento della L.A.B.
Vista l' ampia discussione di questi giorni sul blocco della musica live che ha fatto cadere la maschera a Pd, Idv e Prc mostrandoci la loro faccia conservatrice (le destre locali addirittura gioiscono per questo), riteniamo giusto intervenire. Chiediamo per tanto anche noi al Sindaco Luciano Lapenna di incontrare i giovani di Vasto "capitanati" dal nostro amico Andrea, il cantante degli Overcut per poter fare il punto della situazione, ed arrivare a breve ad una regolamentazione che tuteli il sonno dei cittadini senza vietare il divertimento.
Altro punto importante da discutere è quello dei locali di Vasto, dove pare strana la differenza di trattamento tra quelli alla marina quesi vittime di biocottaggio e quelli del centro.
Inoltre sarebbe interessante in tale pubblico dibattito iniziare a decidere come e dove creare spazi solo per i giovani, spazi dove possano aggregarsi anche sino a notte fonda senza dare fastidio ai nostri concittadini più stanchi e agli anziani.
Sarebbe insomma ora di prendere sul serio l' idea di creare una "zona franca" , organizzandola in maniera tale che permetta a chi voglia suonare o divertirsi di non dover andare fuori Città ed al tempo stesso di non mettersi nelle condizioni di disturbare nessuno.
Inoltre informiamo che si sta concretizzando anche l'idea di Antonino Spinnato che prevede un concerto di protesta per andare contro le "dittatoriali metodiche" del nostro Sindaco, ed invitiamo tutti gli uomini ( e le donne) di buona volontà a collaborare per migliorare il nostro paese, da troppo tempo lasciato nelle mani di incompetenti pseudo politici, pieni di promesse ma poveri di concretezza, di idee e purtroppo molto spesso anche di particolari capacità e competenze.
Il Portavoce L.A.B. Dottor Pasquale Morone
Vista l' ampia discussione di questi giorni sul blocco della musica live che ha fatto cadere la maschera a Pd, Idv e Prc mostrandoci la loro faccia conservatrice (le destre locali addirittura gioiscono per questo), riteniamo giusto intervenire. Chiediamo per tanto anche noi al Sindaco Luciano Lapenna di incontrare i giovani di Vasto "capitanati" dal nostro amico Andrea, il cantante degli Overcut per poter fare il punto della situazione, ed arrivare a breve ad una regolamentazione che tuteli il sonno dei cittadini senza vietare il divertimento.
Altro punto importante da discutere è quello dei locali di Vasto, dove pare strana la differenza di trattamento tra quelli alla marina quesi vittime di biocottaggio e quelli del centro.
Inoltre sarebbe interessante in tale pubblico dibattito iniziare a decidere come e dove creare spazi solo per i giovani, spazi dove possano aggregarsi anche sino a notte fonda senza dare fastidio ai nostri concittadini più stanchi e agli anziani.
Sarebbe insomma ora di prendere sul serio l' idea di creare una "zona franca" , organizzandola in maniera tale che permetta a chi voglia suonare o divertirsi di non dover andare fuori Città ed al tempo stesso di non mettersi nelle condizioni di disturbare nessuno.
Inoltre informiamo che si sta concretizzando anche l'idea di Antonino Spinnato che prevede un concerto di protesta per andare contro le "dittatoriali metodiche" del nostro Sindaco, ed invitiamo tutti gli uomini ( e le donne) di buona volontà a collaborare per migliorare il nostro paese, da troppo tempo lasciato nelle mani di incompetenti pseudo politici, pieni di promesse ma poveri di concretezza, di idee e purtroppo molto spesso anche di particolari capacità e competenze.
Il Portavoce L.A.B. Dottor Pasquale Morone
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