Forse Matteo Renzi, giovane sindaco rampante in Firenze e nel suo partito, potrebbe trovare qualche emulo rottamatore a Vasto; nel Pd e forse anche nel Pdl o piuttosto fra la gente. Nel partito nominalmente di Bersani, a rischiare pare soprattutto “la faccia” del sindaco uscente. E’ in atto una a gara a chi “ce lo manda” per primo, o definitivamente. Nel Pdl (in attesa che spunti fuori un guasta-fini futurista) ho letto spesso che si vuole assolutamente il “nuovo” anagrafico, non proponendosi peraltro per idee, per capacità ed altro, ma solo con la fissa di voler immolare il noto capro (si qui utilmente espiatorio per tutti e per tutto).
In ogni caso, in un campo o nell’altro, la ‘rottamazione’ degli uomini politici dovrebbe riguardare indistintamente coloro che, oggi qui, ieri là, hanno già tanto e variamente “intrallazzato” (...in senso buono, sfacciatamente diceva A. Sordi). Ciò che dovrebbe essere dismesso è soprattutto la ‘filosofia’ dell’esserci, comunque e ancora, “colà dove si puote” (diceva Dante Allighieri). Mandare al macero la smania di coloro che per ‘starci’ si riciclano, si traformano via, via, fantasiosamente alla Fregoli o più meccanicamente alla Goldrake. Li potremmo chiamare “Transformers”: fanno e disfanno per anni, magari di padre in figlio, si camuffano con panni diversi che dicono “innovativi”, si presentano come “altri”, hanno così buon gioco, e di nuovo ci fanno fessi. Che farci? Sempre tornando alle parole di Dante, dovremmo non stare “contenti al quia” e, sempre e poi ancora, agli eletti e ricandidati “dimandare” di illustrarci e farci capire il loro percorso spesso alla Flipper (come una biglia che balza e rimbalza da un piolo-partito-lista all’altro). Che venga ciascuno a dire per “fare cosa e quando” vuole tornare nel Palazzo.
Suggerirei in tal senso alla Comunicazione, perchè si faccia reale e utile Informazione per i cittadini, di farsi ‘raccontare’ soprattutto da chi in Consiglio o in Giunta c’è già stato, con dati oggettivi e reali, quel che hanno prodotto ...per gli altri, per la città. Che si sappia, quantomeno, quel che in Aula o nelle Commissioni, e magari solo sulla stampa o su un blog, costoro hanno almeno detto o proposto.
Il nostro Pierino-Renzi sia democraticamente “la gente”, quella che può insegnare (allo stesso sindaco fiorentino) che, per la “buona politica”, non è questione di facce o di età. Noè ci dicono che fosse un vecchio, eppure i suoi tanti animali seppe portarli in salvo. Rottamiamo l’Arca con tutto il patriarca, oppure i suoi tanti profittatori e clandestini?
Giuseppe F. Pollutri
lunedì 8 novembre 2010
domenica 7 novembre 2010
Pensierino della domenica ... (tanto per scrivere qualcosa)

Prossima fermata: Italia. Si! ma qual è il punto di partenza?
Quando nel periodo di Tangentopoli si attraversavano i corridoi del Municipio, non si vedevano più le solite facce di politici, di imprenditori, di faccendieri che fino a poco tempo prima frequentavano animosamente qui luoghi. Vedevi invece i “figli” di quei politici, di quegli imprenditori, di quei faccendieri, animosamente e devo riconoscere, all’inizio, con un po’ di impaccio, frequentare quei luoghi. In poche parole erano solo ringiovanite le facce ma non era cambiato niente. Magari qualche impiegato che diceva: “salutami (a) papà!”
Questa situazione, dal mio punto di vista, ci ha portato al momento che stiamo attraversando.
Quando leggo del Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, non posso che essere contento. Io che fino alla “partita del cuore”, di questa estate, mi sono sempre sentito un “ragazzino” e come tale mi lasciavo trattare; io che invece, in quella occasione, guardandomi intorno mi sono accorto che “ragazzino” non sono più, ascolto con attenzione questi giovani e mi pongo pensieri e dubbi.
Dice Renzi: «Abbiamo detto con forza che c’è bisogno di cambiare la classe dirigente. In Italia ormai da decenni i problemi sono sempre gli stessi perché i politici sono sempre quelli. E lo abbiamo detto, individuando un desiderio diffuso fra la gente, con una parola che non è piaciuta, anche se ormai ‘rottamazione’ è un nuovo termine entrato a pieno titolo nel vocabolario della politica. La nostra è una battaglia per il rispetto delle regole: chi ha già fatto tre mandati in parlamento deve andare a casa. Semplice, è scritto anche nello Statuto del Pd. Non c’entra nulla la questione anagrafica, io non ce l’ho con i vecchi. Ma chi ha fallito, deve uscire di scena. Non potendo contestare questa cosa condivisa da tutti gli italiani, ci danno dei ‘pierini’ e degli ‘sfasciacarrozze’.
Bellissimo! Esclamo. Tuttavia mi chiedo: “ma chi ha fallito? Le singole persone o la politica nel suo complesso?” “In questo secondo caso, deve dimettersi colui che ha idee, capacità e qualità, per lasciare il posto ad un sostituto “giovane” solo per problemi anagrafici (che non c’entra nulla, dice Renzi)?” Se l’esperienza e l’eventuale “saggezza” di chi ha vissuto certe “traversie” non contano nulla, ogni volta si dovrà ricominciare da capo. Ma da dove? Il “figlio” di Tizio o di Caio che hanno “fallito” potrebbe essere in grado di concretizzare il sogno dei cittadini? I “figli” di Tizio o di Caio che hanno partecipato al “fallimento” ma ne sono solo vittime, avranno la capacità di realizzare i sogni dei padri? I figli di “nessuno” avranno le competenze e la capacità per lottare in un campo, la politica, dove bisogna stare più attenti agli amici che ai nemici? In un campo dove non si fanno prigionieri?
Continua Renzi: «Cercano di screditarci come quelli che ce l’hanno coi vecchi o come quelli che non hanno idee. Noi proviamo a raccontare un’Italia diversa, a ragionare con una mentalità differente. Come abbiamo fatto a Firenze, dicendo no al cemento. Riuniamoci, raccogliamo tante voci, diamo risposte concrete ai problemi degli italiani senza preoccuparsi delle case ad Antigua e Montecarlo, guardiamo con attenzione alle piccole aziende sull’orlo del fallimento e meno alle società offshore».
Quel “proviamo” mi piace tanto. Quel “riuniamoci, raccogliamo tante voci” suona come l’Inno di Mameli, poi però leggo le ultime due righe e mi accorgo che si sono già posti dei limiti (anche se si usa il termine “meno”).
Segni premonitori?

Da Cana Culex
La 'Schola Armaturarum' di Pompei, crollata all'alba all'interno degli Scavi, era conosciuta dai turisti come la 'Casa dei Gladiatori' e richiamava l'attenzione dei visitatori anche per le pitture esposte esternamente dal momento che la visita all'interno era interdetta da un enorme cancello di legno verde. Era costruita lungo la via dell'Abbondanza, la strada principale della città sepolta percorsa ogni giorno da centinaia di turisti, ed era in direzione Porta Anfiteatro. Quasi duemila anni fa, prima che la tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellisse Pompei, Ercolano, Stabia e Oplonti, la Schola era la palestra degli atleti dell'antica città romana. Probabilmente l'edificio fu costruito negli ultimi anni di vita di Pompei e forse fungeva anche da luogo di riunione di un'associazione militare oltre a deposito di armature. Quando la Domus venne scavata, nella grande sala, si rinvennero molte armature adagiate su scaffali di legno. Su una delle pareti, infatti, si scorgevano ancora gli incassi che contenevano delle scaffalature con le armature che furono ritrovate nel corso delle opere di scavo. Sulle ante d'ingresso erano dipinti trofei di armi e rami di palma ed effigie di successi bellici mentre all'interno si trovavano numerosi emblemi militari. La decorazione persa nel crollo, infatti, richiamava il carattere militare dell'edificio: trofei di armi, foglie di palma, vittorie alate, candelabri con aquila e globi. Prima di essere adibita a palestra, l'area era occupata da un'abitazione privata di cui si possono rintracciare ancora alcuni elementi nella parte nord. Nel corso della Seconda guerra mondiale, la Schola fu bombardata e fu danneggiato il tetto che fu, successivamente, rifatto tra gli anni '40 e gli anni '50. Negli ultimi anni non era rientrata nei piani di restauri degli Scavi che hanno impegnato 79 milioni di euro in due anni, di cui il 90% per la tutela e la messa in sicurezza della città antica.
Giacinto Zappacosta
sabato 6 novembre 2010
Sabato e domenica dedicati alla ... Cultura.
Cana Culex: MERIDIONALI FIGLI DI UN DIO MINORE: "La maledizione pronunciata da Miglio, la cultura classica, la nostra civiltà, la nostra tradizione Ricordo ancora le parole di Gianfranco ..."
venerdì 5 novembre 2010
Ornitologia Sigma Siv.
Ventricina e fonti energetiche.

Il Vastese, patria della Ventricina, uno dei migliori salami d’Italia (e qui la battuta sarebbe facile) potrebbe esportare meglio nel mondo la sua immagine, approfittando del prelibato salume ma non solo dal punto di vista gastronomico.
Mi spiego. Fermo restando che la produzione “casereccia” rimane e rimarrà la migliore, bisognerebbe produrre in maniera industriale il famoso salume che tanti riconoscimenti riscuote. Una volta impiantati allevamenti di ampie dimensioni, come per esempio quelli in Emilia Romagna, dal momento che come si usa dire, del maiale non si butta via niente, si potrebbe utilizzare anche l’unico prodotto che di questo animale si scarta. Non sto qui a specificare cosa.
Tempo addietro ho parlato dell’utilizzo, quale fonte di energia, del prodotto dei nostri water e delle deiezioni canine. Il lettore attento ricorderà il progetto messo a punto in Inghilterra, per produrre energia sufficiente per alimentare interi quartieri cittadini; mentre in altre parti del mondo si sono, fino ad ora, limitati a produrre energia per i lampioni dei parchi pubblici, grazie a coloro che raccolgono e gettano in appositi contenitori le deiezioni dei propri amici a quattro zampe (non come dalle nostre parti dove tanta “energia” è sparsa sui marciapiedi e nelle aiuole).
La proposta è: “perché non utilizzare lo ‘scarto’ dei maiali per produrre energia?”
Aggiungerei inoltre un ulteriore utilizzo di questo animale: il riciclo dei rifiuti organici.
Si sa che come “Ciacco” nella Divina Commedia, il maiale mangia di tutto. Nel Settecento (anche a Vasto) quando volevano far sparire le tracce di una persona, davano questa in pasto ai “suini”. Anche i vecchi contadini davano i loro rifiuti al maiale ( naturalmente quelli che si potevano permettere il lusso di produrre rifiuti). Perché, quindi, non dare in pasto a questi animali “l’umido” prodotto nelle nostre case? Sai quanto risparmio e che “liberazione” per le discariche.
Molte volte (a sentir dire) questo “umido” è scarto di prodotti alimentari di ottima qualità, tanto che è nata la filosofia “Freegan” (filosofia di gente che per scelta si nutre di cibo buttato nei cassonetti).
Finalmente assumerebbe significato positivo il detto che dice “dare le perle ai porci”.
P.S. L’Europa continentale, Italia compresa, nel suo insieme butta via ogni anno 200 milioni di tonnellate di alimenti «Un terzo dei gas serra viene dalla produzione agricola: con meno sperpero, emissioni giù del 10%».
giovedì 4 novembre 2010
Vasto, Consiglio Comunale del 4 novembre 2010
Se avete 10 minuti da perdere, vi dedico il discorso di "presentazione" sul piano Sigma Siv, da parte del sindaco.
Per la prima volta il Consiglio Comunale entra nelle vostre case. Della serie: "se la Montagna non va da Maometto, Maometto va alla Montagna".
Per la prima volta il Consiglio Comunale entra nelle vostre case. Della serie: "se la Montagna non va da Maometto, Maometto va alla Montagna".
mercoledì 3 novembre 2010
"Struzzi" che non sono altro.

Domani in Consiglio Comunale molti faranno lo struzzo.
Cosa faranno i "gabbiani" che hanno annunciato di essere contrari al "Sigma Siv"? Non si presenteranno, come già avvenuto l'altra volta o ribadiranno in aula la loro contrarietà? (magari motivandola)
Secondo me domani qualcuno (oltre ai "gabbiani") abbandonerà l'aula. "Questi" qualcuno sono favorevoli al progetto come coloro che lo voteranno ma hanno paura di metterci la faccia. Agli occhi delle generazioni future però, risulteranno colpevoli in egual maniera.
Si può essere ciechi ma non .....
Senza la Pro Vasto, consoliamoci con ... Scarpasciudd
sabato 29 ottobre 2010,campo Incoronata.
Il corpo e la mente sono altrove (di Vittorio Patriarchi)
Estudiantes 1 – Bocajuniors 8
Estudiantes (Rosso blù): Ronzitti L. Lemme, Ronzitti N. Di Marco, Rossi, Puddu, Soldano, Ronzitti Nic, Angiolillo, Reale.
Bocajuniors: (Giallo neri) Dacuta, Ruzzi, Fanucci, Patriarchi, Sebastiani, Di Foglio, Colonna, Cicchini, D’Angelo, Budano, Serafini.
Arbitro: Sig. Orazio Di Blasio
Il procuratore "Capità" Antenucci (assente per raccolta olive) ha rotto il contratto coi gialloneri; Cicchini gli ha dato il benservito in quanto poco decisivo e influente sulla campagna acquisti (gli toccavano sempre gli avanzi over 50). La differenza l'ha fatta un certo Colonna, che iniziato alla chetichella, ha mollato tre bei gol ae altrettanti assist per il redivivo Hulk D'Angelo (destatosi dal letargo autunnale. Il "panza de oro" anche lui autore di una tripletta. A prescinder l'iniziale gap (10 contro 11) nel primo tempo la partita è risultata piacevole ed agguerrita: al 10' Soldano becca con un tiro cross l'incrocio e dopo poco una bordata di Rossi incoccia il palo destro. Ma le folate di Serafini e Colonna sono micidiali: al 16' Colonna va in gol (0-1) al 21' Serafini crossa per Il "Professò" Cicchini che, a volo, confeziona un eurogol da òla (0-2) Al 35' Colonna serve Hulk D'Angelo (solo in area) così bene che avrebbe segnato anche con la terza gamba (0-3).
Hulk si ripete al 44' con un piattone (0-4). Allo scadere per i rossoblù su cross di Soldano, il trio Rossi-Lemme-Ronzitti nell'intento di colpire di testa, intesse la famosa "seggiulella pammadeure" ma nel farlo, fanno "cocce e cocce" e precipitano al suolo.
Nell'intervallo il Senatore Soldano confessa di aver sbagliato strada a pranzo prendendo la Flaminia e nel cercare la retta viasi è fermato in una trattoria romagnola dove gli hanno servito i "turtlén" in brodo (da precisare che il nostro, non si è accontentato dei più modesti cappelleti) La musica nel secondo tempo non cambia: Colonna, scatenato segna altri due gol (0-6) e nell'intervista fine partita confessa di avere 25 anni e trascorsi in serie D (..allàmbeme) Hulk D'Angelo firma anche la tripletta (0-7) e Andrea Serafini completa il bottino dei gialloneri (0-8) mitigato nel finale dal gol della bandiera del rossoblù Giuseppe Reale, senza il quale la partita non avrebbe avuto termine.
Caro "Architè", sti giovanotti non li puoi abbandonare così ...
Classifica marcatori: 9 D'Angelo. 6 gol: Budano. 5 gol: Angiolillo, Storto. 4 gol: Ronzitti Nic. Reale. 3 gol: Colonna, Docuta, Serafini A. 2 gol:Cicchini, Di Girolamo, Lemme, Serafini S 1 gol:Rossi, Soldano, Ronzitti L, D’Ercole
Il corpo e la mente sono altrove (di Vittorio Patriarchi)
Estudiantes 1 – Bocajuniors 8
Estudiantes (Rosso blù): Ronzitti L. Lemme, Ronzitti N. Di Marco, Rossi, Puddu, Soldano, Ronzitti Nic, Angiolillo, Reale.
Bocajuniors: (Giallo neri) Dacuta, Ruzzi, Fanucci, Patriarchi, Sebastiani, Di Foglio, Colonna, Cicchini, D’Angelo, Budano, Serafini.
Arbitro: Sig. Orazio Di Blasio
Il procuratore "Capità" Antenucci (assente per raccolta olive) ha rotto il contratto coi gialloneri; Cicchini gli ha dato il benservito in quanto poco decisivo e influente sulla campagna acquisti (gli toccavano sempre gli avanzi over 50). La differenza l'ha fatta un certo Colonna, che iniziato alla chetichella, ha mollato tre bei gol ae altrettanti assist per il redivivo Hulk D'Angelo (destatosi dal letargo autunnale. Il "panza de oro" anche lui autore di una tripletta. A prescinder l'iniziale gap (10 contro 11) nel primo tempo la partita è risultata piacevole ed agguerrita: al 10' Soldano becca con un tiro cross l'incrocio e dopo poco una bordata di Rossi incoccia il palo destro. Ma le folate di Serafini e Colonna sono micidiali: al 16' Colonna va in gol (0-1) al 21' Serafini crossa per Il "Professò" Cicchini che, a volo, confeziona un eurogol da òla (0-2) Al 35' Colonna serve Hulk D'Angelo (solo in area) così bene che avrebbe segnato anche con la terza gamba (0-3).
Hulk si ripete al 44' con un piattone (0-4). Allo scadere per i rossoblù su cross di Soldano, il trio Rossi-Lemme-Ronzitti nell'intento di colpire di testa, intesse la famosa "seggiulella pammadeure" ma nel farlo, fanno "cocce e cocce" e precipitano al suolo.
Nell'intervallo il Senatore Soldano confessa di aver sbagliato strada a pranzo prendendo la Flaminia e nel cercare la retta viasi è fermato in una trattoria romagnola dove gli hanno servito i "turtlén" in brodo (da precisare che il nostro, non si è accontentato dei più modesti cappelleti) La musica nel secondo tempo non cambia: Colonna, scatenato segna altri due gol (0-6) e nell'intervista fine partita confessa di avere 25 anni e trascorsi in serie D (..allàmbeme) Hulk D'Angelo firma anche la tripletta (0-7) e Andrea Serafini completa il bottino dei gialloneri (0-8) mitigato nel finale dal gol della bandiera del rossoblù Giuseppe Reale, senza il quale la partita non avrebbe avuto termine.
Caro "Architè", sti giovanotti non li puoi abbandonare così ...
Classifica marcatori: 9 D'Angelo. 6 gol: Budano. 5 gol: Angiolillo, Storto. 4 gol: Ronzitti Nic. Reale. 3 gol: Colonna, Docuta, Serafini A. 2 gol:Cicchini, Di Girolamo, Lemme, Serafini S 1 gol:Rossi, Soldano, Ronzitti L, D’Ercole
Bomba o non Bomba arriveremo a ... Pennadomo.
Sembra proprio che il petrolio abbia dichiarato guerra alla natura. Da questa estate continuo a sentir parlare di pozzi petroliferi da realizzare nei pressi del Lago di Bomba.
Qualcuno potrebbe dirmi che il lago è "artificiale" tuttavia l'intervento mi sembra riuscito e pare che sia anche un buon richiamo turistico, perchè quindi rovinarlo?
Questa estate mi trovavo a Pennadomo "ridente paesino" nel cui territorio ricade il lago di Bomba che quindi dovrebbe chiamarsi allora lago di Pennadomo, tuttavia poco cambia. Le strane ombre della sera disegnavano figure.
Una di queste sembrava quella di un gigante intento a leggere un giornale (sembrava anche seduto su un "posto particolare").
Forse si stava documentando sulla stupidità di certi uomini.
martedì 2 novembre 2010
???

Alzi la mano chi avrebbe, negli anni Sessanta, considerato "nefasta" la ubicazione della zona industriale a Punta Penna. Dove doveva essere localizzata questa area "industriale" se non in un luogo servito da un porto, una stazione ferroviaria, una strada statale ed un casello autostradale? Oggi invece, in tanti si accorgono, alla luce delle nuove esigenze della nostra società, che la scelta fu errata. Cosa si dirà in futuro della Amministrazione Comunale attuale se darà l'assenzo per la realizzazione del "satellite" Sigma Siv?
Non lo dico io, lo dice Porta Nuova.
3.Oltre l’emergenza.
.... ci sia consentita una breve considerazione di carattere politico-amministrativo.
Quella presente è un’emergenza che ha naturalmente una sua specificità, ma anche una forma tipica simile a tante altre passate e (presumibilmente) future: è un conflitto tra un interesse privato e particolare contro un interesse generale e diffuso. Chi –come noi- si schiera in difesa di quest’ultimo, supplisce a una funzione tipica dell’Amministrazione pubblica, che per l’appunto dovrebbe difendere il pubblico interesse, ed è invece (più o meno) assente. Non ci sarebbero queste continue emergenze se ci fosse una seria politica di programmazione territoriale.Sotto questo aspetto il nostro ceto politico è gravemente carente. Da anni, e a vari livelli, sta perdendo un’occasione dopo l’altra per compiere finalmente delle scelte, anzi per dare finalmente attuazione a scelte che esso stesso –sulla carta- ha compiuto.
La mancata variante al PRT (di cui abbiamo detto al §1); la mancata perimetrazione, ferma quasi da un decennio, del Parco Nazionale; la mancata attuazione del Piano Territoriale delle Attività Produttive (adottato nel marzo 2006) ne sono –per limitarci solo all’argomento in questione- tre esempi significativi. L’attuazione anche di una sola di queste azioni avrebbe evitato la situazione presente.
Occorrerebbe una svolta, prima che politica, culturale.
E allora io aggiungo: "Vogliamo allargare il discorso anche a Sigma Siv?"
.... ci sia consentita una breve considerazione di carattere politico-amministrativo.
Quella presente è un’emergenza che ha naturalmente una sua specificità, ma anche una forma tipica simile a tante altre passate e (presumibilmente) future: è un conflitto tra un interesse privato e particolare contro un interesse generale e diffuso. Chi –come noi- si schiera in difesa di quest’ultimo, supplisce a una funzione tipica dell’Amministrazione pubblica, che per l’appunto dovrebbe difendere il pubblico interesse, ed è invece (più o meno) assente. Non ci sarebbero queste continue emergenze se ci fosse una seria politica di programmazione territoriale.Sotto questo aspetto il nostro ceto politico è gravemente carente. Da anni, e a vari livelli, sta perdendo un’occasione dopo l’altra per compiere finalmente delle scelte, anzi per dare finalmente attuazione a scelte che esso stesso –sulla carta- ha compiuto.
La mancata variante al PRT (di cui abbiamo detto al §1); la mancata perimetrazione, ferma quasi da un decennio, del Parco Nazionale; la mancata attuazione del Piano Territoriale delle Attività Produttive (adottato nel marzo 2006) ne sono –per limitarci solo all’argomento in questione- tre esempi significativi. L’attuazione anche di una sola di queste azioni avrebbe evitato la situazione presente.
Occorrerebbe una svolta, prima che politica, culturale.
E allora io aggiungo: "Vogliamo allargare il discorso anche a Sigma Siv?"
lunedì 1 novembre 2010
Campa .. nilismo che l’erba cresce.

Dopo la mia presa di posizione sul progetto “Sigma Siv” (io continuo a chiamarlo così) tutti coloro che non hanno le competenze per controbattere le mie teorie, hanno ripreso a “suonare” il “campanilismo”. Questo “campanaccio” è ormai stonato da tempo, tuttavia questi “sapienti”, che hanno letto una volta la parola “pianificazione” su wikipedia ma non riescono più a ritrovarla perché nemmeno sanno come si scrive, continuano a suonarlo provocando un suono fastidioso.
Non si può pensare che l’urbanizzazione di 50 ettari di territorio vastese a confine con San Salvo siano un ampliamento proprio di questa “città” e non di Vasto? Non ci si può chiedere quali sono “i fini sociali” di questa operazione, valutati da una Amministrazione Comunale che ha fatto della riduzione dell’espansione edilizia una bandiera? Uno come me che si chiede addirittura come mai il “Polo del freddo Conad” sia stato realizzato a San Salvo, invece che a Vasto dove già esiste un “Centro Freschi” di questa catena commerciale, non può chiedersi perché portare 5 mila abitanti a vivere a confine con San Salvo invece che nei pressi del centro di Vasto? Uno come me che vede quotidianamente “crescere l’erba” sui monumenti del centro storico in attesa di “alcuni pezzi di carta buoni solo per …” che chiamano piano di recupero, non deve porsi interrogativi perché altrimenti è un campanilista?
A presto, il nuovo Consiglio Comunale. Ne sentiremo delle belle … speriamo bene!
P.S. Invece del 4 novembre, per prendere questa decisione, i nostri amministratori avrebbero dovuto scegliere il 24 ottobre, ma si sa che in questo periodo ognuno vede la “storia” a modo suo.
domenica 31 ottobre 2010
Arrosticini e ...

Erano anni che il mio amico Francesco mi invitava a "mangiare" qualcosa insieme. Erano anni che rispondevo sempre e ostinatamente no. Da un po' di tempo però mi parlavano di un locale di Pollutri, posto in prossimità del bosco di Don Venanzio, dove mi dicevano: "fanno gli arrosticini più buoni della zona". L'altro ieri, dopo l'ennesimo invito ho accettato, a condizione che fossimo andati in quel luogo. Un primo, un secondo e contorno, pane e copeto, caffè e sambuca ... "9 Euro". Per gli arrosticini ci tornerò.
Quello che mi ha colpito però è stata la figura del gestore. Un ragazzotto con accento "quasi" milanese che raccontandoci del perchè si trova in quel luogo, ha descritto la "Città del Vasto" e la vita che si svoge in questa, dal suo punto di vista. Lello ha 31 anni ma, come tanti che non hanno vissuto solo in un luogo, ha una filosofia di vita ed un modo di "osservare" le cose che vanno oltre la quotidianità. Mi sento in dovere di contracambiare quella "interessante" conversazione, "reclamizzando" il suo lcale.
A proposito, lui si chiama Lello, se passate da quelle parti, salutatemelo.
sabato 30 ottobre 2010
Specchietto per le allodole o specchietto per gli allocchi.

E’ stato diffuso dai giornali il progetto Sigma Siv (continuo a chiamarlo così).
Al lettore “distratto” sembrerà una buona cosa ma, se si addentra nella lettura e nella analisi approfondita delle teorie della pianificazione territoriale, il lettore attento si accorgerà che questo intervento sarebbe l’affondo decisivo, quello che decreterà la “fine” di Vasto. Nessuna voce ho ascoltato dagli ambientalisti locali, quelli che sono contro il “cemento a gogò”, sono contro le recinzioni, sono contro le “cave”, sono contro l’area industriale, sono contro l’ampliamento del porto, sono contro le centrali, sono contro le piattaforme, sono contro, sono contro e sono contro.
Certo! non possono mica pensare a tutto “loro”. Deve pensarci qualcun altro alla “pianificazione territoriale”. E allora eccomi, come al solito “Don Chisciotte” o se vogliamo “Cassandra”. Nessuno si pone problemi, non ho letto un articolo “critico” sull’argomento. Non oso dire “contrario”. L’operazione passerà in Consiglio Comunale perché, mentre le “volpi” si assenteranno o si limiteranno ad “osservare”, qualche “oratore” riuscirà a dimostrare la validità del progetto e a vantare orgogliosamente gli introiti per le casse comunali.
A già, gli introiti! E chi parlerà delle spese, a carico della città e dei cittadini vastesi, per i servizi che questo “satellite” necessiterà? Non riusciamo a fornire servizi adeguati a quartieri come San Lorenzo, Pagliarelli o Punta Penna. Non riusciamo nemmeno a fornire la necessaria manutenzione alle piste ciclabili di nuova realizzazione, figuriamoci cosa succederà quando ci sarà anche il “satellite” (che io continuo a chiamare Sigma Siv). E mi guardo bene dall’elencare i problemi di Vasto Marina, Per carità! E ce ne vogliamo mettere altri? Non vado oltre! Una domanda tuttavia devo porla: “Quanti ettari di terreno interessati al progetto, sono di proprietà del comune di Vasto? Quanto vale oggi un ettaro di terreno agricolo? E quanto varrà quello stesso terreno reso edificabile? Forse a questa domanda qualcuno in Consiglio Comunale saprà rispondere … almeno il Consigliere Riccardo Alinovi.
venerdì 29 ottobre 2010
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