mercoledì 13 febbraio 2013

Il pedone e il bidone.

Il digiuno non serve solo per dimagrire ma anche per "ristorare" lo spirito. Il digiuno dovrebbe consentire di recuperare il pensiero, la riflessione. 
Speriamo che nel periodo di Quaresima che inizia oggi qualcuno possa "digiunare" e quindi iniziare a riflettere. Nel mondo dei "sindaci eroici" quando si fa una cosa bisognerebbe "pensare". 

Ma dove deve passare un pedone, peggio se con una carrozzina o col carrello della spesa, se si trova davanti una campana del vetro in quella posizione? 

E non mi si venga a dire che è colpa di chi ha parcheggiato lì. C'è anche la striscia che delimita proprio lo spazio per il parcheggio. E poi, perché un pedone dovrebbe scendere dal marciapiedi e passare sulla  carreggiata?
Ma chi ha sistemato quel bidone il problema del bidone non se lo è posto ... forse solo perché abita altrove.



Oggi le Ceneri.

In tanti oggi vi diranno: "Cenere siamo e cenere torneremo" Io che ho proposto, diretto e seguito il restauro degli arcangeli della chiesa di San michele, aggiungo qualcosa.
 Prima del restauro

 Dopo il restauro


L'arcangelo Sealtiele, "Preghiera di Dio", combatte lo spirito dell'intemperanza e della smodatezza nel bere. L'intemperaza porta ad ogni sorta di peccati e di delitti. Il Salvatore ci ammonisce: "badate che i vostri cuori non vengano oberati da crapule, intemperanze e dalle preoccupazioni della vita, e quel giorno vi sorprenda improvviso" (Luca 21, 34) Noi dobbiamo contrapporre a questo vizio la virtù ......

martedì 12 febbraio 2013

Sono solo canzonette ?


“Compagno di scuola … ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?” Così ci cantava Antonello Venditti in tempi lontani e “Sei entrato in banca pure tu” sembra essere la risposta a distanza di anni.

Mi chiedo come mai in tutti questi anni nessuno se ne sia accorto e mi rispondo che vivendo alla giornata, fedeli al proverbio “Sta bbone Rocche, sta bbone tutte la Rocche, nessuno si è accorto di come sia cambiato il mondo intorno a noi.
Tutto sembra consuetudine, tutto sembra normale, tutto sembra dovuto, salvo poi accorgersi improvvisamente che niente è come prima e che qualcosa non quadra.

Ora, quella frase del “cantautore romanista” sembra una profezia. “Sei entrato un banca pure tu” e in tanti sono rimasti spiazzati.

Ma vuoi vedere che i Maia ci avevano preso? La fine del mondo c’è stata. Tutto è cambiato o sta cambiando repentinamente.

Anche il Papa si è dimesso e presto o tardi conosceremo il vero motivo. Magari insieme ai tantissimi problemi della Chiesa Cattolica anche una banca.
Povero “uomo”! Adesso tutti a dare giudizi, tutti a condannare o ad assolvere. In tanti dicono: “Stiamo vivendo un momento storico” e lo dicono con una espressione di felicità. Ma stiamo rendendoci conto veramente della gravità del momento storico?
Ma c’è qualcuno che comprende che i problemi del Papa non sono “materia comune”? Qualcuno comprende che i problemi del Papa e tanti altri problemi di questo “tempo” sono al di sopra delle nostre “conoscenze”? Io penso che per dare giudizi bisogna essere all’altezza o meglio, al di sopra del giudicato. La gente comune che giudica è a quei livelli?
Io credo che si possa prendere atto, ci si possa sforzare di capire, indagando, cercando, studiando ma …

Prendiamo il caso di una persona “piccola piccola” di fronte al Papa: Luciano D’Alfonso. Su questa persona è stato detto di tutto. E ora? Piffff! Ci scusiamo, lei e i suoi amici non avete fatto niente, cordiali saluti e tutto come prima. Tutto come prima? Non credo.
E noi pensiamo di poter “giudicare” addirittura il comportamento del Papa?
I Papi, come tutti i potenti, sono stati sempre oggetto di scherno ma sui Papi (e anche su tanti potenti) nessuno, che non fosse di elevatissimo livello culturale, si è mai sognato di dare “giudizi”. Il popolo di Face Book (per fare un esempio) se ne sente all’altezza ?

Che sia una fine del mondo come quella di cui parla Sant’Agostino? “Non la fine del mondo ma la fine di un mondo” “quello che sembra eterno si rivela caduco”.

Tutti siamo “entrati in banca”, in forma di pensiero, in forma di comportamento, in forma di … “partito”. E adesso pretendiamo che senza sforzo il valore delle nostre “azioni” salga. Non è così! Chi dirige la “banca” a volte non è all’altezza. Non sa consigliare. Peggio: la banca non è quella che ci aspettavamo.

Lucignolo! Credevi veramente che ti portavo nel paese dei balocchi senza chiederti niente in cambio? Ti sei divertito? Ora, diventa asinello. … e non ti lamentare! Devi accettare la tua nuova situazione. C’è chi ti propone il bastone e chi la carota, se sarai fortunato ti “capiterà” anche qualche zuccherino, ma sempre dovrai portare il basto o tirare la carretta. Questa mi pare la giusta metafora.

Mi dicono che votano a destra perché “sono” di destra, mi dicono che votano a sinistra perché “sono” di sinistra, “ma dov’è la destra, dov’è la sinistra?” ha cantato poi Gaber, e quando vedo al “bar” Nietzsche e Marx  darsi la mano (qui torna Venditti) me lo chiedo anch’io. Non che non sia positivo il darsi la mano, anzi! Ma non per "inciuciare"

Per fortuna si stanno proponendo alternative. Si … alternative! Quali?
Tante destre, tante sinistre qualche centro. I professori? I giudici? I comici? Lampisti, fuochisti, macchinisti, scambisti, conduttori, frenatori, facchini, impiegati delle ferrovie dello stato … Sanremo?

E c’è pure chi dice “una storia che continua” …. ancora?!!

Oggi è Carnevale ma ...




Piove, gli accadimenti nazionali ed oltre non sono tali da farti stare allegro e allora proviamo a sorridere con immagini di un tempo passato "quando a Vasto i giovani si divertivano". Sono immagini di un goliardico carnevale estivo. Da questi filmatini viene fuori tutta la spensieratezza di quegli anni. Ne produrrò diversi e, in collaborazione con gli amici di Zonalocale, speriamo di riuscire almeno a strappare sorrisi.
Siamo sicuri che il mondo sia pronto?  Non è che ci accuseranno di voler influenzare la campagna elettorale? Questi sono i dubbi e le domande che Luca Perrozzi ironicamente ci invia, tramite Face Book “da Ginegra” dove vive. Io rispondo che, comunque la possano pensare, questi video “devono” essere pubblicati non solo per “ricordare” o suscitate emozioni e sorrisi ma anche e soprattutto per invitare a “fare”.  Si può tornare a divertirsi in maniera sana senza paura che poi col tempo qualcuno potrebbe dire che “non sei una persona seria”. 
Nei video che proporremo, appaiono in età giovanile, tanti che oggi sono stimatissimi e preparatissimi professionisti, i quali rivedendoli sicuramente non si vergogneranno … anzi. 

Gli alberi crescono velocemente.

 Tempo fa abbiamo pubblicato una foto dei primissimi anni Ottanta. L'amico Ciccosan mi ha inviato una foto recente dello stesso luogo. Altro che "alberi secolari"!

lunedì 11 febbraio 2013

La ducazione.

Lasciatemi sfogare con voi. 
Poco fa sono stato dal giornalaio. Entro e saluto. Un importante (così si crede lui) esponente dell'amministrazione comunale di Vasto non risponde al mio saluto. Ho pensato: "forse stava parlando e non ha potuto interrompere il suo discorso". Prima di uscire saluto nuovamente e questo "individuo" oltre a non rispondere mi si volta di "spalle". Devo dire (a questo punto) che se mi avesse mostrato il viso non avrei usato la parola "spalle" ma ... lo avete capito. 
Quando eravamo ragazzi, a uno che non rispondeva al saluto dicevamo: "Ma c' avenze caccheuse?" (ma che avanzi qualcosa da me?) In questo caso vista l'eta dell'individuo e dal momento che se l'educazione non l'ha avuta fino ad adesso inutile insistere, sono uscito esclamando a voce alta: "la ducazione"!
Però vuoi mettere il gusto di farli sapere .....

Domai una bella novità

Domani pubblicherò il primo di una serie di video che Luca Perrozzi ha ritrovato tra le "reliquie" di suo padre Aldo. Si tratta di super8 con "contenuti speciali". Questi video saranno pubblicati in esclusiva anche su Zonalocale.
Penso che in tanti si stupiranno nel vedere che a Vasto, ormai tanto tempo fa, i giovani si divertivano ..... eccome! 

P.S. La foto l'ho rubata dalla pagina di Face Book di Ida Candeloro

Scarpasciudd


SETTE PALLETTE AL ROLAND GARROS
di Vittorio Patriarchi

sabato 9 feb'13, ore 17, campo Incoronata.

BORDEAUX  OLYMPIQUE MARSEILLE  4 – 7
arbitro Orazio Di Blasio

BORDEAUX (blu): Loreta (2°t Puddu), Lemme, Forgione, Serafini S, Salvatore, Soldano, Angiolillo, Serafini A, Ronzitti Go

OLYMPIQUE MARSEILLE (gialli): Patriarchi (15'Cicchini, 30'Bozzelli, 2°t Loreta), Antenucci, Isoardi, D'Adamo, Di Foglio, Patriarchi, Bozzelli, Di Marco (2°t con i blu), D'Angelo, Cicchini
 
Un 10 vs. 10 francese, stavolta, ma proprio sui Pirenei, vista la rigida temperatura. Ad inizio partita, Silvano sconvolge lo spogliatoio chiedendomi: " Vittò, dammi un po' di quella roba...": alludeva chiaramente all'olio canforato. Si parte con terreno pesante tipo risaia vietnamita: un diagonale del blu Ronzitti, al 10' va fuori di un soffio sulla dx: Gogò ci riprova al 12' ma la palla sorvola alta la traversa; al 14' i blu passano, è Luigi Angiolillo che approfitta di una incertezza a centrocampo e segna l'1-0. Al 21' Bozzelli pareggia di destro 1-1, e i gialli addirittura raddoppiano: Di Foglio crossa da dx. per Osvaldo Sebastiani che, di controbalzo a centro area mira bene l'incrocio dx: eurogol da 1-2. Ma al 32' la topica: il blu Ronzitti scatta sulla dx, si accentra e io intervengo, la palla sospinta da Andrea Serafini, rimpalla pericolosamente sulla linea di porta, io ' n'n me n'addòne' che il portiere chiama palla e ribatto la palla che sbatte sui piedi del portiere e entra in rete (frèchete, combà) 2-2. Nell'intervallo Soldano racconta di un suo pellegrinaggio a Casalanguida, dove l'unica cosa che non languiva era il suo 'cetròne'. Nella ripresa Loreta passa in giallo e Di Marco in blu e Puddu diventa portiere: un esuberante ed indemoniato Pietro Hulk D'Angelo guida la riscossa dei gialli: per ben due volte s'invola sulla sinistra, intravede Irina e infila l'incolpevole Puddu al 9' e al 14' (2-3 e 2-4), e lo stesso Puddu gli nega la tripletta al 17' deviando di piede fuori. Al 20' il giallo Di Foglio cianghetta in area Serafini, rigore, batte Gogò Ronzitti e accorcia 3-4. Dopo due sgroppate solitarie del giallo D'Adamo (su lancio di Cicchini), concluse con deviazione in corner e una bomba, sempre di D'Adamo, respinta sulla linea da Di Marco, i gialli segnano stavolta con Nicola Bozzelli al 26': 3-5. Ma i blu riaccorciano al 28': Angiolillo scatta sulla sx e il suo tiro cross trova Peppino Soldano presente, che segna di piatto destro il 4-5; e al 31' potrebbero pareggiare con un tiro cross di Serafini da sx che, a portiere battuto, coglie la traversa superiore e termina in campo con il volpone Angiolillo pronto, ma la palla è troppo lunga e termina fuori. Al 34' il blu Gogò reclama (a giusto titolo) un rigore, ma Orazio glielo nega e Gogò fa 'la pàrte di Cìcce lu' puàzze' e si va a fare la doccia: ormai si gioca solo dentro le 2 aree, centrocampo assente, e contropiedi feroci: in 2 di questi ha buon gioco il giallo Nicola Bozzelli che (complice anche un infortuno sul finale di Salvatore) perfora la rimaneggiata difesa blu segnando in progressione il 4-6 e il finale 4-7.
 
Class. cannonieri: 24gol : Ronzitti Gò  17gol: Bozzelli 16gol: Angiolillo  13gol: Frangione  12gol: Ronzitti L  11gol: D'Angelo  9gol: Sboro, Serafini A   6gol: Reale   3gol: Cicchini, D'Adamo FP, Frasca M, Sebastiani, Storto    1gol: Fanucci, Piras, Salvatore D, Soldano, Vino

Anche se non è in via d'estinzione ....


... è Carnevale quindi voglio dedicare questo "tarallo" ai frequentatori dei miei blog e a quelli di Zonalocale che ringrazio per la pubblicazione dei miei video.

domenica 10 febbraio 2013

Una riflessione sul “Liberismo”


di Felice Monteferrante

Troppo spesso sentiamo dire che la crisi economica attuale è soprattutto figlia del neoliberismo di matrice tacheriana-reeganiana degli anni “80.
Ad onor del vero quasi tutti hanno goduto di quel vento individualista, anche coloro che oggi ipocritamente ci fanno la morale.
Liberismo così come noi lo intendiamo, cioè di matrice solo economica, è figlio di un fraintendimento del dibattito culturale intercorso tra il 1928 ed il 1946 tra Luigi Einaudi e Benedetto Croce. Il primo nel 1948 scriveva sul Corriere della sera “un elogio della libertà dell’uomo comune” accettando la tesi che la libertà politica debba essere accompagnata dalla libertà economica mentre Croce col suo idealismo, credeva solo nella libertà dello spirito.
Da qui nasce quello slittamento semantico con cui intendiamo il termine liberismo.
Per essere più pragmatici, sono veri i numeri ripetuti come mantra dall’ex ministro Tremonti, cioè che la massa finanziaria nel mondo, fino alla fine degli anni “80 era di 500 miliardi di dollari oggi vale 67 trilioni di dollari (più i 600.000 miliardi di finanza derivata, l’80% dei quali collocati fuori dai mercati regolamentati) cioè 11 volte l’ammontare dei debiti sovrani dell’intero pianeta e 9 volte il suo p.i.l.
Allora è facile chiedersi da dove provenga questa enorme massa di liquidità.
Le cause sono molteplici ma la maggiore è la nuova legge bancaria promossa dall’amministrazione Clinton nel 1999 che, abrogando la vecchia legge del 1933 (Glass-Steagall Act) annullava di fatto la separazione dell’attività retail cioè commerciale da quella di investment banking.
Con ciò, forse anche in buona fede, si voleva far realizzare a tutti il sogno americano grazie anche alla politica espansiva della F.E.D. sotto la presidenza Greenspan.
Da allora cominciarono a proliferare quegli strumenti finanziari come future c.d.s. e non solo che, se fino ad allora erano stati utilizzati come strumenti assicurativi, come ad esempio tutelarsi dalle oscillazioni delle valute o dalla volatilità dei prezzi delle commodity come petrolio, grano, mais caffè, zucchero ecc. finirono col diventare per molte banche d’affari, strumenti meramente speculativi.
Si investivano così grosse cifre non perché si era possessori di campi di frumento o di compagnie aeree, cioè non ci si voleva assicurare sulle oscillazioni dei prezzi del mais o del petrolio ma semplicemente scommettere sul loro prezzo futuro.
Come dimenticare gli assalti ai forni in Egitto di qualche anno fa quando il prezzo del grano aumentò a dismisura non solo per fenomeni legati alla siccità.
Questa enorme massa di liquidità finanziaria alla fine degli anni “90 fu in gran parte investita nelle dot-com e New economy, cioè in quella società di servizi che avevano a che fare col w.e.b.
Da lì a qualche anno però, molte di queste società, soprattutto quelle che non si erano sapute innovare, fallirono dando vita alla prima grossa bolla finanziaria.   
Sempre negli Stati Uniti intanto, iniziò il proliferare del credito facile con finanziamenti che arrivarono a coprire fino il 120% dei beni da acquistare dando il via a quella bolla speculativa dei mutui “sub-prime” dati cioè a creditori con grandi rischi di insolvenza.
Molte banche, erogatrici di questo credito, intanto cartolarizzarono molti dei loro debiti contratti cedendoli ad altri veicoli finanziari che a loro volta li cedevano con gli stessi meccanismi.
Accadde così che molte grosse banche ebbero crisi di liquidità avendo molti crediti ormai non più solvibili.
Iniziò così quel balletto di salvataggi governativi.Si inizio dapprima col salvataggio dell’agenzia assicurativa A.I.G. che ricevette 70 miliardi di dollari dalla F.E.D. per la sua ricapitalizzazione, poi delle sue consorelle dai nomi di ballerine del Crazy Horse Fannie Mae e Freddie Mac nate per garantire i fondi del mercato immobiliare, finirono col cartolarizzare i mutui immobiliari emessi dalle banche. A loro il governo diede 1450miliardi di dollari mediante un accordo solo recentemente rivisto.
Si passò poi al salvataggio del sistema bancario con una prima trance di 2.593 miliardi di dollari spalmati su 1.095 istituti di credito, tra cui tutte le maggiori banche d''affari internazionali come Bank of Amercia e Citigroup che hanno ricevuto 47 miliardi o Gmac, la società di credito al consumo della General Motors.
Il vero nodo da sciogliere dell’amministrazione U.S.A era quello della possibilità di salvare tutti gli istituti di credito o se era possibile lasciare qualcuno al proprio destino.
Così il 15 Settembre del 2008 cadde l’ultimo tabù, quel Too Big To Fail (diventato anche un film nel 2011 dal titolo il crollo dei giganti) cioè troppo grandi per fallire, si infranse col crollo di Lehman Brother’s.
Lo stesso accadeva in Europa, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda Islanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna e Svizzera hanno inizialmente immesso nei rispettivi sistemi bancari 1.519 miliardi di euro distribuiti su 115 istituti, di cui "solo" 274 miliardi di euro sotto forma di capitale e il resto, per la quasi totalità, sotto forma di garanzie.
Ma nel vecchio continente accadeva anche altro, nel 2007  inizio quel balletto di fusioni ed acquisizioni che coinvolgevano molte big del sistema finanziario.assicurativo, come i 2 giganti spagnoli Banco di Santander e Banco de Bilbao, la scozzese R.B.S. L’olandese Abn Amro, la francese B.N.P. Paribas e le nostre Unicredit, Intesa S.Paolo e M.P.S.
Molte di queste finirono con l’essere nazionalizzate dai loro governi, come le britanniche Northern Rock, R.B.S. la tedesca Commerz Bank e più recentemente la spagnola Bankia attraverso il “fondo salva banche” ed il gigante assicurativo franco-belga Dexia salvata dai rispettivi governi mediante 2 cospicue ricapitalizzazioni.
Agli inizi del nuovo millennio alcuni paesi u.e. puntarono le loro fish sul mercato immobiliare, soprattutto Spagna ed Irlanda.
Come non ricordare la querelle che coinvolse il governo Prodi sul sorpasso, ai nostri danni degli spagnoli, per P.I.L. procapite.
Questo enorme flusso di liquidità colpì non solo le banche ma anche gli Stati sovrani, come già ricordato in Spagna ed Irlanda con “bolle immobiliari” nella piccola Islanda con una grave crisi finanziaria (in parte attutita dal referendum che taglio gran parte del debito da restituire) e colpì soprattutto i debiti degli Stati con spread e c.d.s. che s’impennarono trasformando così, quella che fino ad allora era stata una crisi finanziaria in crisi economica.E se è pur vero che la genesi di ciò è diversa nei diversi paesi dell’Unione è inconfutabile che da allora quelli che erano debiti privati diventarono debiti sovrani.
A questo punto ci si può chiedere quali settori potrebbero colpire le prossime bolle, forse potrebbe esserci una neo dot-com visto l’assurdo collocamento a Wall Street di Facebook per 100 miliardi di dollari (più di quanto capitalizzi la Boeing) sgonfiatosi nel giro di pochi giorni a vantaggio di pochi, forse di quegli stessi advisor che l’avevano collocata in borsa.
Altra cosa certa è che si sta sgonfiando quell’euforia nei Titoli Sovrani di quei paesi AAA dell’euro zona (basti pensare che fino a qualche settimana fa i bund tedeschi a breve scadenza davano rendimenti negativi).
Per tornare alla “querelle” sul liberismo mi chiedo perché molti si ostinino ancora a cercare nelle politiche degli anni “80 l’origine delle crisi, morali ed economiche, dei nostri tempi.
Costoro dimenticano che si era ancora in piena guerra fredda e molti dei Paesi protagonisti di oggi, non solo i soliti B.R.I.C. (Brasile, Russia, India e Cina) ma anche Indonesia, Sud Africa, Messico, Turchia e paesi O.P.E.C, ormai siedono da primi attori nei vertici internazionali come il G-20 e molti fanno parte del W.T.O. nato nel 1995.
Per un liberale ma anche per chiunque sia dotato di buon senso, “il mercato” non solo quello dei capitali o finanziario, sono indispensabili a patto che, siano regolati e vigilati e ciò è compito della politica.
In Europa l’iter per una vera unione politica, che potrebbe quantomeno regolamentare l’uso di contratti derivati, è ancora lungo nel frattempo però, si è arrivati ad un accordo sulla vigilanza dei grossi gruppi bancari da parte della B.C.E. escludendo però le Land-Bank tedesche che sono la spina dorsale del credito alle imprese.

Non resta che confidare nell’amministrazione Americana soprattutto ora che Obama non ha più l’assillo di essere rieletto. Le premesse sono buone dopo l’elezione al Tesoro di Jack-Lew, che pare essere meno vicino alle lobby di Wall-Street di quanto non lo siano stati i suoi predecessori Paulson e Gaithner ed in questa direzione pare andare anche la nomina di Elisse Walter presidente della S.E.C.

Ed ora vorrei concludere con una piccola digressione, una poesia di Walt Whitman perché penso che alla base di tutto ci sia l’individuo



L’individuo io canto

L’individuo io canto, una semplice singola persona,

eppure pronuncio la parola Democrazia, la parola

In-Massa

La fisiologia da capo a piedi io canto,

né la fisionomia da sola né il cervello da solo valgono per

la Musa: io dico che la Forma completa  vale di gran lunga di più,

la Femmina e insieme il Maschio io canto.

La Vita immensa in passione,impulso,potenza,

piena di gioia,per le azioni più libere che si compiono

sotto la legge divina,

l’Uomo Moderno io canto



L’Editto di Milano. 313 d.C. – 2013: 1700 anni di Storia

I° incontro tematico al mav di monteodorisio

Il Museo Archeologico del Vastese di Monteodorisio organizza una serie di incontri tematici per ricordare i 1700 anni dell’emanazione dell’Editto di Milano.
Il primo incontro avrà luogo nella Sala Conferenze del Museo alle ore 18,00 di mercoledì 13 febbraio, data presunta dell’emanazione del provvedimento noto anche come Editto di Tolleranza, che prevede, per la prima volta nella storia dell’Impero Romano, il diritto alla libertà di culto: “Noi, Costantino Augusto e Licinio Augusto, abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, dia pace e prosperità a noi ed ai nostri sudditi”. Si tratta senza ombra di dubbio di un provvedimento che ha segnato una svolta epocale nella storia dell’umanità e di cui Costantino era perfettamente consapevole, come dimostra la maggior parte delle decisioni che egli prese con un pragmatismo politico forse senza eguali nella storia dell’umanità.
L’incontro è stato organizzato dal MAV con la collaborazione del Comune di Monteodorisio, la Fondazione per l’Arte, la Cultura e l’Archeologia del Vastese e la Parsifal Società Cooperativa di Vasto.
Dopo una breve introduzione di Davide Aquilano sulla figura e sull’opera dell’imperatore illirico, seguirà una relazione di Luigi Murolo sulle testimonianze conservate nel Museo di Vasto e riconducibili a Costantino, per concludere con una rassegna ragionata di Katia Di Penta sui principali edifici costantiniani presenti Roma.
Nei prossimi incontri saranno affrontati argomenti sugli aspetti della politica, della religione, dell’urbainstica e dell’architettura costantiniana nel mondo antico.


Il Museo Archeologico del Vastese è su facebook:


sabato 9 febbraio 2013

Chiedetelo a lui

Dicono che il Carnevale non è una cosa seria. Chiedeteolo a lui. A Florindo Ritucci Chinni. Il "vero" sindaco di Vasto. Un sindaco non eroico ma che, in tempi molto peggiori di questi, sapeva quello che voleva e, soprattutto, lo faceva.

Concordo (tranne che per il nuovo ospedale)


TAGLIENTE: UN SOSTEGNO SOLTANTO ALLE FORZE POLITICHE ED AI CANDIDATI CHE SI IMPEGNINO PER LA SALVAGUARDIA DELL’OSPEDALE.

La crisi della politica in Abruzzo ( e non) si evidenzia soprattutto dall’assenza nel dibattito elettorale di temi di interesse territoriale. Lo dimostra il fatto che nemmeno di fronte a provvedimenti  penalizzanti come quello del depotenziamento del laboratorio di analisi dell’ospedale di Vasto si sia alzata una voce, una riflessione, una protesta, una proposta da parte delle forze politiche in campo in questa tornata elettorale. “Il nulla” caratterizza questa campagna elettorale e c’è da chiedersi cosa i nostri candidati andranno  a fare a Roma e su cosa si impegneranno, visto che sul “nulla” o tutt’al più sulle mega promesse dei leaders nazionali stanno chiedendo voti.  Per colmare questo inammissibile vuoto politico mi permetto di lanciare allora un appello.  C’è qualcuno di costoro disposto ad assumere l’impegno di sottoscrivere un patto con gli  elettori di Vasto e dintorni che preveda, sempre a proposito di Sanità, la revoca della sciagurata delibera sullo scippo del laboratorio d’analisi ; - l’attivazione entro l’estate dell’emodinamica entro l’estate; - il potenziamento di cardiologia; - l’adeguamento del padiglione di ostetricia; - ’acquisto di nuove ambulanze; - l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo ospedale ?  Se c’è, se ci sono forze politiche e/candidati motivati in questo senso –  non importa a quale schieramento appartengano, meglio se si richiamino a tutti gli schieramenti –, si facciano avanti e prendano un impegno formale. Avranno, oltre alla mia, l’approvazione dei cittadini e, ciò che più conta, daranno un senso alla loro “discesa” o “salita” in campo.

                                                                       Giuseppe Tagliente


SUMMUM IUS, SUMMA INIURIA

La locuzione latina di Cicerone è il primo pensiero che mi viene in mente leggendo l’elenco degli scrutatori sorteggiati a Vasto per la prossima tornata elettorale. Ormai da tempo invito la politica a scegliere tali figure tra i disoccupati. In verità ci sono delle problematiche formali e delle normative da rispettare, ma compito precipuo della buona politica non è fare il bene della propria comunità? A me pare ovvio che la scelta sia ricaduta sul sorteggio per togliere la possibilità all’uomo di errare. E’ vero che così facendo si è abolito di fatto il mercimonio degli anni passati, ma il risultato è che all’interno delle liste troviamo persone non domiciliate a Vasto, lavoratori subordinati ed imprenditori. Programmando per tempo, una soluzione potrebbe essere quella di indire un avviso per la formazione entro novembre (solita finestra per iscriversi nelle apposite liste) del nuovo albo-elenco degli scrutatori in modo da avere una lista aggiornata di solo coloro che danno la loro disponibilità. Inoltre si potrebbe pensare di accompagnare la domanda con un’autocertificazione sullo status del proprio nucleo familiare (inoccupato, disoccupato, lavoratore, reddito, carico familiare). Una volta chiusa la sessione si appronterebbero due elenchi, uno generico ed uno in base ad una graduatoria di bisogno. A quel punto in maniera del tutto legale la politica potrebbe scegliere i primi 176 per le regionali, i secondi 176 per le provinciali e così via dicendo. Correttivi agli elenchi possono essere fatti durante la finestra di novembre e magari pensare di aprirne una seconda a marzo. La soluzione è percorribile solo ove la politica si assumesse la responsabilità di scegliere la via dell’equità; probabilmente solo nel mondo delle idee. Nella realtà, dopo l’aggiornamento dei dati ISTAT del censimento concluso da poco, sarebbe opportuno provvedere ad un adeguamento dell’elenco e chiedere almeno un’autocertificazione al momento della designazione, al fine di preferire i disoccupati ed in genere i più bisognosi.
                                                               Alessandro Laverghetta

venerdì 8 febbraio 2013

Noi che ...

.... non abbiamo bisogno di "eroi" ma di amministratori capaci.

Chi si trova a fare il sindaco in questi anni, non verrà certo ricordato per le grandi opere pubbliche, già siamo fortunati se riusciremo a pagare gli stipendi al personale; se poi riusciamo a mantenere i servizi minimi a fare un poco di manutenzione, siamo eroici.

                                                                                        Luciano Garibaldo Lapenna

Non voglio sforzarmi nemmeno a cercare un titolo.

In questo periodo in cui non succede niente, provo da dare suggerimenti ma ... non sono accolti. 
La gente è stanca e apatica. Corre ma non sa verso cosa ne perché. Corre e basta. 
Leggo cose che ripetono quanto io ho già detto da tempo e mi verrebbe voglia di pensare di essere bravo. Invece mi prende come una forma di sconforto e una domanda mi pongo: "possibile che ...."

Qualcuno dice che non scrivo; ma di cosa dovrei scrivere? La vita cittadina non da spunti, il periodo elettor(e)ale è penoso, ... troppa fatica per vedermi poi "imitato", così lascio parlare le immagini. 
Se in questa maniera suscito qualche "suggestione" in qualcuno almeno gli lascio anche la fatica di prendere ispirazione e scrivere aprendo "la mente". 

La gente del "paesello".

Il poeta che pensa
 Le giovinette
 Le "sempre giovani"
 I ragazzini
 "Verino" ....
 ... e Mimmetto con la "sposa"

giovedì 7 febbraio 2013

A proposito di indulgenza plenaria



Perché non darsi all'ippica.


Continua con successo su Zonalocale la mia rassegna di video sulla cucina in via d'estinzione. Credo (senza presunzione) siano servizi "carini". 
Nei miei oltre 200 video mi sembra di aver affrontato tutti gli argomenti che il mondo che mi circonda offre. Volete suggerire qualcosa? Vi anticipo!
Forse dovrei darmi all'ippica ma credo che in quell'ambito troverei troppa concorrenza. Lascio quindi questo piacere a chi "altro non sa fare".

martedì 5 febbraio 2013

Altro che Sanremo (terza puntata)

Tutta la Città partecipò.




Superfetazioni

Un romantico balconcino alla "Romeo e Giulietta". Qualcuno ha pensato di realizzarlo nei primi del '900. Demolito a metà degli anni Ottanta. Eppure ....