domenica 11 marzo 2012
Si legge dappertutto:

LETTERA APERTA AL
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
E AL SINDACO DI VASTO
In data 29 febbraio ho protocollato una richiesta di un Forum sulla sicurezza e la legalità di cui ampio risalto ne è stata data dalla stampa. Ad oggi rilevo che nessuna risposta il Sindaco ha dato alla mia proposta. Chi ha raccolto la proposta sono, allo stato attuale, i 5 consiglieri del partito PDL i quali hanno richiesto una convocazione di consiglio comunale su questo argomento. Ho appreso che nella giornata di sabato 10 febbraio il partito della Rifondazione comunista terrà una conferenza pubblica per motivare le ragioni della loro posizione contraria all’installazione di telecamere in città. Mi aspettavo da parte dei suoi rappresentanti un impegno a trattare questi argomenti nel prossimo consiglio comunale. Dalla richiesta del forum intendevo far emergere la complessità dei fenomeni sociali che attraversano negativamente la nostra città, non escludendo aprioristicamente l’impiego di telecamere eventuali da posizionarsi. Studi recenti fatti nel centro storico da esperti del settore sono emerse proposte che con l’utilizzo di telecamere si riesce a esercitare un controllo con costi economici non eccessivi. Ritengo che in attesa del forum richiesto, si potrebbe iniziare con un intervento di telecamere ubicate in :
Piazza Rossetti, Via Santa Maria, Piazza Caprioli, Piazza LucioValerio Pudente, Via Buonconsiglio, Via Barbarotta, Piazza del Popolo, Via Adriatica, Loggia Ambling, Piazza Barbacani, Piazza Santa Chiara, Corso Nuova Italia.
Vasto 9 marzo 2012 Ivo Menna ambientalista storico
Per una maggiore comprensione di questa lettera aperta allego il comunicato della richiesta del Forum
LETTERA APERTA AL SINDACO LUCIANO LAPENNA
RICHIESTA DI UN FORUM
Da mesi assistiamo inquieti e confusi ai numerosi episodi che turbano la collettività vastese. Furti, rapine, violenze, sabotaggi, atti vandalici contro la proprietà pubblica comunale (non ultimo il furto all’interno dell’economato di 400 carte di identità). Tutti fatti che lasciano sgomenti e che sono alla ricerca di una risposta da parte delle Istituzioni pubbliche, con le forze dell’ordine in prima linea e con le forze sociali. La cittadinanza è scossa e preoccupata e spera che tutto questo non sia il frutto di organizzazioni complesse, ma che il fenomeno riguarda solo una microcriminalità risultato di un forte disagio sociale. I dati allarmanti che vedono quotidianamente la occupazione in forte calo, aziende che serrano le saracinesche, una edilizia al collasso, il commercio in seria difficoltà come ci raccontano moltissimi operatori del centro e della periferia, i giovani totalmente esclusi dal processo lavorativo, non possono lasciare indifferente la città. Due altri dati allarmanti sono relativi alle vendite di immobili presso il Tribunale di Vasto, segno codesto di situazioni debitorie di nuclei familiari, e il fenomeno crescente che vede la presenza di molte sale di scommesse, e locali che acquistano oro e preziosi. Per ricercare le cause di questo crescente fenomeno deviante sarebbe opportuno che il capo della Città, il Sindaco, si attivi urgentemente per la convocazione di un incontro Forum al quale dovranno partecipare tutti gli amministratori locali, provinciali, regionali (i rappresentanti vastesi), tutte le forze dell’ordine, le Chiese locali, le associazioni di volontariato, la dirigenza scolastica di ogni ordine, i sindacati, i rappresentanti della stampa, il responsabile del SERT, il Procuratore capo, il Prefetto di Chieti.
Molti in questi giorni hanno esposto opinioni cercando nella risposta delle telecamere la soluzione del problema. Noi riteniamo che le telecamere possano rappresentare un eventuale deterrente, ma ( se fosse questa la soluzione, dovremmo installare una telecamera in ogni appartamento e in ogni attività commerciale); la cosa sarebbe possibile, ma i costi raggiungerebbero milioni di euro, senza per questo essere certi del risultato positivo, (vedi l’ultimo furto di domenica notte in Corso Europa con una telecamera attiva). Ci permettiamo di suggerire al nostro Sindaco la proposta che abbiamo enunciato sopra dell’incontro collettivo del Forum che altrove ha trovato consenso ottenendo risultati concreti con un forte decremento dei fenomeni devianti sociali.
Menna Ivo Ambientalista storico

Non come Del Turco, per piacere.
Mi stupisce che qualcuno tra i colleghi della maggioranza che sostiene Chiodi, abbia potuto pensare ( e dire) che le mie recenti prese di posizione e soprattutto la richiesta d’una verifica e d’un rimpasto di giunta, siano dettate dal desiderio di ricavarmi un posticino nella stanza dei bottoni. Chi l’ha pensato ( e detto) evidentemente non mi conosce, ignora la mia storia politica e non riesce quindi nemmeno ad immaginare che l’unico desiderio che mi anima in questo frangente è di dare la sveglia alla politica regionale ed al centrodestra in particolare nel tentativo di non disperdere e di consegnare ai giovani un patrimonio di valori, di progetti e di ambizioni nutrite in tutta una vita d’impegno sin dagli anni dell’università. A questi stupidi ed ignoranti (nel senso di persone che stupiscono e che ignorano) vorrei segnalare che se Del Turco avesse avuto intorno a sé persone animate dagli stessi sentimenti, le quali lo avessero richiamato in tempo per i suoi atteggiamenti solipsisti, saccenti ed arroganti, che lo avevano isolato dalla sua maggioranza e dalla realtà effettuale, probabilmente non avrebbe fatto la fine che ha fatto, evitando a se stesso, alla sinistra ed all’Abruzzo una serie infinita di guai. Su queste premesse voglio quindi aggiungere qualche altra provocazione anche all’esito di quella ch’è stata definita una riunione di maggioranza e che invece è stata in pratica un incontro di un paio d’ore al quale hanno fatto difetto location, analisi e conclusioni. Soprattutto la conclusione più ovvia, direi logica, di avviare una discussione ed un confronto a 360 gradi sullo stato dell’arte dell’azione di governo in Abruzzo. Cosa abbia indotto a scegliere di non sciogliere i nodi sul tappeto (alcuni lucidamente esposti anche dal capogruppo Venturoni e dal coordinatore Piccone) non saprei, anche se immagino che abbiano pesato sul rinvio sospetti ed ancor più comprensibili timori di fibrillazioni in vista delle amministrative di maggio, ma sono convinto che si sia commesso un errore, perché un clima diverso da quello che si respira invece aiuta in occasioni elettorali come queste sulle quali influiscono fatalmente le iniziative ( o peggio l’assenza d’iniziativa) della Regione. Si può pensare che non abbiano influenza sul voto ( o sul non voto) decisioni sulla sanità, sull’urbanistica, sul turismo, sugli organismi locali (consorzi, ater , ambiti) sul personale, sui rifiuti? Si può mai ritenere che non condizionino il giudizio degli elettori la mancanza di strategie (o la verifica di quelle ipotizzate) discusse, partecipate e condivise riguardo ad argomenti importanti come le discariche dei rifiuti, sui quali le opposizioni incalzano? Si può continuare a rinviare decisioni (quando mancano non due anni, come si dice incautamente, ma un anno pieno, si e no, alla fine della legislatura) riguardo alla organizzazione ed alla gestione del personale mentre si appalesa, alla luce delle cronache giudiziarie, che non c’è un raccordo virtuoso (di effetti) con la struttura burocratica? La lista delle doléances è lunga, come l’attesa di un riscontro che tarda ad arrivare ma nel quale voglio continuare a credere.
Giuseppe Tagliente

IL FUTURO DI PUNTA PENNA A UNA STRETTA DECISIVA.
1. Un danno certo. La crisi dei mercati internazionali sta producendo i suoi effetti anche sul nostro angolo di mondo. Il futuro di Punta Penna è a una stretta decisiva. Un intero ciclo industriale, iniziato da oltre cinquant’anni, sembra essersi concluso. E il nuovo, per come si profila dinanzi a noi, non promette niente di buono.
È evidente a tutti che gli impianti in procinto di arrivare a Punta Penna –un cementificio, un impianto di recupero di rifiuti speciali pericolosi, tre centrali a biomasse (quelle di Puccioni sono due)- non solo alla città non darebbero nulla, ma anzi toglierebbero molto. È evidente la loro incompatibilità con l’agricoltura, con il turismo, con gli impianti di trasformazione alimentare di qualità presenti nella zona. Per non dire del peggioramento complessivo della qualtà ambientale –a cominciare da quella dell’aria- che di certo ne verrebbe.
Se poi si considera il luogo dove questi impianti dovrebbero sorgere, a ridosso di una riserva naturale così bella e così amata dai vastesi, allora il quadro che si delinea è completo. Ed è un quadro di totale insensatezza: la città dovrebbe barattare quanto ha di meglio in cambio di un danno certo.
2. La difesa di un bene comune. Non stupisce dunque che questi progetti, uno per uno e nell’insieme, abbiano incontrato l’opposizione compatta di tutta la popolazione, a cominciare dagli imprenditori locali. Stupirebbe semmai il contrario. La contrapposizione tra ambientalismo e sviluppo, un logoro modello giornalistico, se mai ha avuto corso in questo caso è del tutto fuori posto. Non si tratta qui di accettare o rifiutare uno sviluppo per quanto ipotetico: si tratta della difesa di un bene comune, il territorio, da investimenti speculativi che a beneficio di pochissimi arrecherebbero un danno economico e ambientale certo a tutta la popolazione.
3. Una Delibera per il prossimo Consiglio comunale. Di fronte a un rischio così grave la classe politica locale nel suo insieme, spiace dirlo, non si sta di certo dimostrando all’altezza. Condizionata dall’esigenza prioritaria di preservare i suoi equilibri interni, da conflitti di interesse (talvolta clamorosi), da personalismi di varia natura, la risposta della classe politica locale è stata sino ad ora debole e confusa. Il Consiglio comunale dello scorso 10 gennaio, che ha votato su quattro diverse mozioni (tra cui due, della stessa maggioranza, tra loro contraddittorie) ne è stato un esempio palese. Questo, nell’interesse comuna della città, non deve più ripetersi.
Il Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio, consapevole di farsi portatore di una istanza condivisa dalla grande maggioranza dei vastesi, chiama il Sindaco, le forze politiche presenti in Consiglio comunale, i singoli Consiglieri, a pronunziarsi su una sola Delibera, quella che presentiamo oggi: una Delibera efficace, perfettamente attuabile, che semplicemente porterebbe il Comune di Vasto ad esercitare le sue giuste prerogative nelle sedi competenti.
Chiediamo ai Consiglieri comunali di farsene firmatari (sarà depositata all’ARCI dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 fino a martedì) e di portarla in votazione al prossimo Consiglio comunale. Chiediamo anche che, come imporrebbero sia lo Statuto comunale che una elementare considerazione di opportunità, il Consiglio si tenga prima del prossimo 22, giorno in cui verrà discusso il ricorso presentato al TAR.
I politici locali devono sapere che su questo tema il loro operato è sotto gli occhi di tutta la città.
Il Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio
sabato 10 marzo 2012
Passeggiando ad occhi ... bassi.
venerdì 9 marzo 2012
Aspettando ... l'anello.
Il pino “torto” di piazza Rossetti potrebbe essere considerato l’emblema dell’amministrazione della nostra città in questi ultimi anni. Recintato in maniera maldestra subito dopo le copiose nevicate di febbraio, ancora oggi tutto rimane in attesa. Cosa si sta aspettando? Forse che il pino si raddrizzi? Oppure lo si vuol “potare” come già “magnificamente” avvenuto per l’altro pino posto sulla stessa piazza? Sicuramente, per non urtare i sentimenti di qualche amico dal cuore verde, non lo si vuole tagliare. Nel frattempo il marciapiede posto sulle radici si alza, gli storni cominciano a inviare qualche “ranger” in avanscoperta, l’edicola e le auto parcheggiate rischiano di rimanere sotto il suo eventuale crollo, mentre “non” si decide sul da farsi.
Come per questo albero così per tutto. Si aspetta e ancora si aspetta fra chiacchiere e pensieri di ogni tipo. Così per Fosso Marino, per il lungomare, per la video sorveglianza eccetera. In compenso si parla di “verifiche” politiche, si parla di aria fritta in attesa di grandi successi come le notti bianche e i brodetti.
Intanto il cittadino si adagia e si abitua. Come quel cittadino che, tranquillo, si siede sulla panchina incurante del ramo spezzato che gli pende sulla testa.
A già! Attendiamo i lavori dell’anello ….
Come per questo albero così per tutto. Si aspetta e ancora si aspetta fra chiacchiere e pensieri di ogni tipo. Così per Fosso Marino, per il lungomare, per la video sorveglianza eccetera. In compenso si parla di “verifiche” politiche, si parla di aria fritta in attesa di grandi successi come le notti bianche e i brodetti.
Intanto il cittadino si adagia e si abitua. Come quel cittadino che, tranquillo, si siede sulla panchina incurante del ramo spezzato che gli pende sulla testa.
A già! Attendiamo i lavori dell’anello ….
giovedì 8 marzo 2012
Mimosa
mercoledì 7 marzo 2012
COMUNICATO STAMPA
Vasto, 07.03.2012.- PRESENTATA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI DELLA SASI.
Nei giorni scorsi, l’Assessore Sputore ha dichiarato che la Conferenza di Servizio convocata per la condivisione del progetto della nuova condotta delle acque bianche a Vasto Marina non ha dato esito positivo. Infatti, “Mancano ancora tre pareri: dogane, demanio e settore turismo della Regione Abruzzo”. Solo dopo aver ottenuto il parere favorevole di tali enti sul progetto, potrà essere pubblicato il bando relativo.
L’ “Osservatorio per Fosso marino” esprime, ancora una volta, le proprie preoccupazioni circa i tempi per l’esecuzione delle opere che interesseranno le sole acque meteoriche ed è per questa ragione che abbiamo individuato alcune azioni urgenti da porre in essere per dare maggiore tranquillità agli operatori turistici, rassicurazioni ai turisti e che possono essere così sintetizzate:
1) Individuazione e mappatura delle tubazioni collegate con Fosso marino: è indispensabile avere chiara la situazione dell’esistente per eliminare condotte di acque non meteoriche intersecanti con queste ultime.
2) Studio circa la capacità idraulica delle reti esistenti rispetto alla attuale antropizzazione, alla loro vetustà ed al loro stato fisico attuale. Inoltre, occorre conoscere i tempi di inizio delle ripuliture a cui la SASI si è impegnata e verificare l’effettiva effettuazione di questi lavori.
3) Verifica delle corrette procedure di autorizzazione allo scarico dei locali pubblici, degli insediamenti commerciali ed eventualmente industriali nonché degli edifici civili.
Al fine di controllare l’esecuzione di queste attività da parte della SASI, i Consiglieri comunali Massimo Desiati ed Etel Sigismondi hanno presentato formale richiesta di accesso agli atti della SASI per ottenere la documentazione di risultanza relativa agli accertamenti di video ispezione, agli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione e pulizia delle condotte fognarie di Vasto Marina, con specifico riferimento alle attività svolte negli ultimi 6 mesi e caratterizzate dalla ricerca di soluzioni per evitare il ripetersi dei gravi fenomeni verificatisi nel corso dell’estate 2011 su Fosso marino.
Osservatorio per Fosso marino
Nei giorni scorsi, l’Assessore Sputore ha dichiarato che la Conferenza di Servizio convocata per la condivisione del progetto della nuova condotta delle acque bianche a Vasto Marina non ha dato esito positivo. Infatti, “Mancano ancora tre pareri: dogane, demanio e settore turismo della Regione Abruzzo”. Solo dopo aver ottenuto il parere favorevole di tali enti sul progetto, potrà essere pubblicato il bando relativo.
L’ “Osservatorio per Fosso marino” esprime, ancora una volta, le proprie preoccupazioni circa i tempi per l’esecuzione delle opere che interesseranno le sole acque meteoriche ed è per questa ragione che abbiamo individuato alcune azioni urgenti da porre in essere per dare maggiore tranquillità agli operatori turistici, rassicurazioni ai turisti e che possono essere così sintetizzate:
1) Individuazione e mappatura delle tubazioni collegate con Fosso marino: è indispensabile avere chiara la situazione dell’esistente per eliminare condotte di acque non meteoriche intersecanti con queste ultime.
2) Studio circa la capacità idraulica delle reti esistenti rispetto alla attuale antropizzazione, alla loro vetustà ed al loro stato fisico attuale. Inoltre, occorre conoscere i tempi di inizio delle ripuliture a cui la SASI si è impegnata e verificare l’effettiva effettuazione di questi lavori.
3) Verifica delle corrette procedure di autorizzazione allo scarico dei locali pubblici, degli insediamenti commerciali ed eventualmente industriali nonché degli edifici civili.
Al fine di controllare l’esecuzione di queste attività da parte della SASI, i Consiglieri comunali Massimo Desiati ed Etel Sigismondi hanno presentato formale richiesta di accesso agli atti della SASI per ottenere la documentazione di risultanza relativa agli accertamenti di video ispezione, agli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione e pulizia delle condotte fognarie di Vasto Marina, con specifico riferimento alle attività svolte negli ultimi 6 mesi e caratterizzate dalla ricerca di soluzioni per evitare il ripetersi dei gravi fenomeni verificatisi nel corso dell’estate 2011 su Fosso marino.
Osservatorio per Fosso marino
martedì 6 marzo 2012
lunedì 5 marzo 2012
Così i dipietristi cominceranno a capire ... forse.
E’ Fabrizio Ferrandelli il vincitore delle primarie per il candidato sindaco del centro sinistra a Palermo. Ferrandelli è un impiegato di banca di 30 anni, capace di ottenere 9.945 voti, superando di 160 voti la favorita, Rita Borsellino. Una vittoria a sorpresa dal momento che la sua avversaria era sostenuta dai vertici di Pd,Idv e Sel.
Niente da fare per il deputato regionale Pd, Davide Faraone, appoggiato da Renzi, classificatosi terzo. “E’ una candidatura voluta dai palermitani, che scelgono da soli i progetti più validi”, ha detto Ferrandelli. Ferrandelli si è candidato alle primarie senza l’avallo del partito, e per questo è stato espulso dall’Idv. Nelle prossime ore, probabilmente nel pomeriggio, la verifica del voto, dopo le contestazioni sui risultati
Niente da fare per il deputato regionale Pd, Davide Faraone, appoggiato da Renzi, classificatosi terzo. “E’ una candidatura voluta dai palermitani, che scelgono da soli i progetti più validi”, ha detto Ferrandelli. Ferrandelli si è candidato alle primarie senza l’avallo del partito, e per questo è stato espulso dall’Idv. Nelle prossime ore, probabilmente nel pomeriggio, la verifica del voto, dopo le contestazioni sui risultati
Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.
COLOMBACCIUS DAY
di V.Patriarchi
SARAGOZZA ATHLETICO MADRID 1 - 1
arbitro sig. Orazio Di Blasio
SARAGOZZA( maglia blu ): Ronzitti L(2°t Docuta), D'Adamo, Ronzitti N, Ronzitti F Puddu, Soldano(2°t Fanucci), Lemme, Angiolillo, Reale, Docuta(2°t Ronzitti L)
ATHLETICO MADRID( maglia gialla): Loreta R, Antenucci, Fanucci(2°t.coi blu), Sboro, Patriarchi, Ronzitti go, De Felice, D'Angelo, Cicchini, Frangione
Un 10 contro 10(nel 2°t 10 vs. 9) faticoso per mancanza di gambe 'correnti' , questo di sabato, con squadre schierate in modo insolito: i blu, più giovani, col solo Reale polmone verde a mezzocampo e Angiolillo unica punta, mentre i gialli spavaldamente con un tridente in attacco. La partita ne risente e i primi 45' sono una sequela di occasioni mancate : i gialli dialogano bene macinando gioco forse di più, e, al 34' dopo diversi tentativi a vuoto, Max Frangione si scrolla di dosso la doppia marcatura e collima a fil di palo sin., ed è 0-1. I blu agiscono solo in un paio di pericolosi contropiedi, e Angiolillo, col suo destro velenoso come 'nà còde di scurpijiàune', fallisce la porta per un soffio. Nel 2°t i blu perdono Soldano ed acquistano Fanucci, avvicendano il portiere e la musica cambia: Ronzitti L in attacco e l'uomo in più garantiscono una aggressività maggiore, e al 21' Luis Angiolillo aggancia in area un cross di D'Adamo,arretra, si smarca e con un colpo malefico di biliardo spiazza Loreta a fil di palo destro: 1-1. I gialli boccheggiano, i blu insistono con Lemme e Reale, ma al 39' i gialli in contropiede lanciano Frangione che serve al bacio per Gogò, ma lui da distanza ravvicinata sbaglia malamente. I gialli in affanno resistono agli ultimi assalti blu,e la partita termina in pareggio. Al termine,l'happy hour noi scarpasciùdd l'abbiamo fatto all' "hairy crabs cove'(il covo del peloso), dove Peppino Soldano ha dimostrato la sua immensità nel cucinare i 15 colombacci cacciati dal maresciallo. A dir il vero, Peppino era preoccupato venerdì e telefonando a Max gli rivelava:" Massimo, di chi li quìnice culumbuècce, cìnghe n'n tènne lu' cuòre, lu' frucìnjie e lì ficatìlle: nghì cchì l'àjjie rijmbì, nghì li fìchera sìcche?". E Massimo:" Soldà, e cchi ni sapève jì 'ca cìnghe di chìsse jère dunatùre di òrghene?". Peppe, con la santa pazienza, ha operato come Barnard trapiantando carne macinata e mandorle e ,ricucendo meglio di un microchirurgo, il risultato di 5 ore di intervento è stato eccezionale; i 14 partecipanti, commossi da cotanta arte culinaria, hanno gustato la leccornia, preceduta da un antipasto ventricinesco carunchiese e da tortiglioni di pasta che, felici di sguazzare nel sublime sugo, sorridevano anche loro per la goduria. Il castagnaccio toscano di Massimo il toscano, il tosto rustico mio, il finocchio 'di Sammicchèle' del professore tagliato a julienne, la frutta salvanese del mister, il pane celenzese del capitàà, la torta dell'assessore e il fiadone di nonsocchì, e soprattutto i 15 lt. di vino e 7 di birra di Renato e di Hulk(rabboccato dagli spumanti di Ludo) hanno riquadrato il fantastico mosaico serale. Allietati da Paolo stornellatore- chitarrista, abbiamo anche ricordato, nella nostra allegria,il valore dell'amicizia intonando 'caro amico ti scrivo',in memoria della scomparsa del secondo Lucio nazionale che ci ha lasciato: la sua musica (come quella di Battisti) ci ha accompagnati per una vita intera,e le loro melodie e poesie non moriranno, mai. Il capitàa, autentico mattatore della serata, dopo averci sbalordito enunciando impeccabilmente le formazioni di Juve, Inter e Milan dal '65 al '70( alla faccia dell'Alzheimer ), ha poi voluto cimentarsi insieme a noi ne ' lu' sbuattarìlle', cercando affinità e divergenze su quello di matrice celenzese: meno male che ciò è avvenuto a fine serata, perchè noi non siamo abituati( il maresciallo è più di vent'anni che non beveva), ma tant'è: come diceva l'Anelli-l'àcche fa' ciuffuluè, lu' vuèine( e la bbèrre) fa' candà-, e fortuna che i palloncini erano finiti,architè, 'cà sinnò ji facèvene trìte-trìte'.
classifica cannonieri: 25 gol: Frangione 19 gol: Angiolillo 12 gol: D'Angelo 11 gol: Ronzitti Go, Serafini A 10 gol: Sboro 9 gol: Reale 4 gol: D'Adamo, Docuta, Storto 3 gol:Cicchini, De Felice, Ronzitti L, Soldano 2 gol: Lemme, Serafini S 1 gol: Antenucci, Bozzelli, Catinari, Fanucci M, Fanucci R, Frasca M, Giacomucci, Rossi, Serafini G, Vino
di V.Patriarchi
SARAGOZZA ATHLETICO MADRID 1 - 1
arbitro sig. Orazio Di Blasio
SARAGOZZA( maglia blu ): Ronzitti L(2°t Docuta), D'Adamo, Ronzitti N, Ronzitti F Puddu, Soldano(2°t Fanucci), Lemme, Angiolillo, Reale, Docuta(2°t Ronzitti L)
ATHLETICO MADRID( maglia gialla): Loreta R, Antenucci, Fanucci(2°t.coi blu), Sboro, Patriarchi, Ronzitti go, De Felice, D'Angelo, Cicchini, Frangione
Un 10 contro 10(nel 2°t 10 vs. 9) faticoso per mancanza di gambe 'correnti' , questo di sabato, con squadre schierate in modo insolito: i blu, più giovani, col solo Reale polmone verde a mezzocampo e Angiolillo unica punta, mentre i gialli spavaldamente con un tridente in attacco. La partita ne risente e i primi 45' sono una sequela di occasioni mancate : i gialli dialogano bene macinando gioco forse di più, e, al 34' dopo diversi tentativi a vuoto, Max Frangione si scrolla di dosso la doppia marcatura e collima a fil di palo sin., ed è 0-1. I blu agiscono solo in un paio di pericolosi contropiedi, e Angiolillo, col suo destro velenoso come 'nà còde di scurpijiàune', fallisce la porta per un soffio. Nel 2°t i blu perdono Soldano ed acquistano Fanucci, avvicendano il portiere e la musica cambia: Ronzitti L in attacco e l'uomo in più garantiscono una aggressività maggiore, e al 21' Luis Angiolillo aggancia in area un cross di D'Adamo,arretra, si smarca e con un colpo malefico di biliardo spiazza Loreta a fil di palo destro: 1-1. I gialli boccheggiano, i blu insistono con Lemme e Reale, ma al 39' i gialli in contropiede lanciano Frangione che serve al bacio per Gogò, ma lui da distanza ravvicinata sbaglia malamente. I gialli in affanno resistono agli ultimi assalti blu,e la partita termina in pareggio. Al termine,l'happy hour noi scarpasciùdd l'abbiamo fatto all' "hairy crabs cove'(il covo del peloso), dove Peppino Soldano ha dimostrato la sua immensità nel cucinare i 15 colombacci cacciati dal maresciallo. A dir il vero, Peppino era preoccupato venerdì e telefonando a Max gli rivelava:" Massimo, di chi li quìnice culumbuècce, cìnghe n'n tènne lu' cuòre, lu' frucìnjie e lì ficatìlle: nghì cchì l'àjjie rijmbì, nghì li fìchera sìcche?". E Massimo:" Soldà, e cchi ni sapève jì 'ca cìnghe di chìsse jère dunatùre di òrghene?". Peppe, con la santa pazienza, ha operato come Barnard trapiantando carne macinata e mandorle e ,ricucendo meglio di un microchirurgo, il risultato di 5 ore di intervento è stato eccezionale; i 14 partecipanti, commossi da cotanta arte culinaria, hanno gustato la leccornia, preceduta da un antipasto ventricinesco carunchiese e da tortiglioni di pasta che, felici di sguazzare nel sublime sugo, sorridevano anche loro per la goduria. Il castagnaccio toscano di Massimo il toscano, il tosto rustico mio, il finocchio 'di Sammicchèle' del professore tagliato a julienne, la frutta salvanese del mister, il pane celenzese del capitàà, la torta dell'assessore e il fiadone di nonsocchì, e soprattutto i 15 lt. di vino e 7 di birra di Renato e di Hulk(rabboccato dagli spumanti di Ludo) hanno riquadrato il fantastico mosaico serale. Allietati da Paolo stornellatore- chitarrista, abbiamo anche ricordato, nella nostra allegria,il valore dell'amicizia intonando 'caro amico ti scrivo',in memoria della scomparsa del secondo Lucio nazionale che ci ha lasciato: la sua musica (come quella di Battisti) ci ha accompagnati per una vita intera,e le loro melodie e poesie non moriranno, mai. Il capitàa, autentico mattatore della serata, dopo averci sbalordito enunciando impeccabilmente le formazioni di Juve, Inter e Milan dal '65 al '70( alla faccia dell'Alzheimer ), ha poi voluto cimentarsi insieme a noi ne ' lu' sbuattarìlle', cercando affinità e divergenze su quello di matrice celenzese: meno male che ciò è avvenuto a fine serata, perchè noi non siamo abituati( il maresciallo è più di vent'anni che non beveva), ma tant'è: come diceva l'Anelli-l'àcche fa' ciuffuluè, lu' vuèine( e la bbèrre) fa' candà-, e fortuna che i palloncini erano finiti,architè, 'cà sinnò ji facèvene trìte-trìte'.
classifica cannonieri: 25 gol: Frangione 19 gol: Angiolillo 12 gol: D'Angelo 11 gol: Ronzitti Go, Serafini A 10 gol: Sboro 9 gol: Reale 4 gol: D'Adamo, Docuta, Storto 3 gol:Cicchini, De Felice, Ronzitti L, Soldano 2 gol: Lemme, Serafini S 1 gol: Antenucci, Bozzelli, Catinari, Fanucci M, Fanucci R, Frasca M, Giacomucci, Rossi, Serafini G, Vino
domenica 4 marzo 2012
... ma Cesare d'Avalos è stato l'unico uomo di "potere" che ha portato Vasto fuori da "Vasto".

BREVE DIALOGO IMMAGINARIO TRA IL SINDACO E LA SUA ASSISTENTE
(di Francesco Spadaccini)
A: Bongiòrno Signor Sindaco…se vuole esamin…
S: Bongiorn attè…
A: …se vuole le facc…
S: Aspè…ti piace ‘sta giacchètt?…l’ho près ieri sèr in piazz…
A: Si non c’è male…allora dicevo…
S: ..e ‘sta cravatt? Bèll eh? La càpata Bianga …vuje fa avvidè a questi zoticoni vastès…a quest che vengono in conzìgle comunel vestit co majètte e brucìns…come siamo elengande noi a Giss.
Vabbène…dimmi che ci abbiam di nuòv oggi?
A Allora…come dicevo ci sono due lettere sugli alberelli di Porta Palazzo del sig. Nicola D’A….
S: D’Adamo…vabbù… quelle s’è proprie fissàte …e apprèss…?
A: Quattro lettere aperte di I…
S: Ivo Menna…vabbù…queste meno voti prende e chiù scrive… e appresse?
A: Cinque interpellanze di…
S: …Nicola Del Prete… ahhh…angòre 5? Ha raggiòne però …quaccòsa pure lui deve fare sinnò l’aggènde si scorde che ci sta pure esse.. e vabbù…ma quacche còsa di nuovo non g’è proprio?
A: Eh…eh…e che c’abbiamo? Una segnalazione sul D’Avalos di…
S: Dell’Architètt?...e ti sembr nà nuvità? Quell tè lu quadr di lu Marchese ‘mbìzze a lu lètte...A: Allora vediamo…eh…abbiamo ricevuto alcune foto da…
S: Uhhh…e che pall…scusa…forse di Davide Delle Donn?
A: Si in effetti…
S: E ti sembre na nuvità…inzòmme…niende di nuòv…nemmène un articolo di giornal di D’Alessandr che mi critica?
A: Mi sa di no…oggi non c’è nella rassegna stampa..
S: Ecco!...Quest sì che è una bella nuvità…allòr jì mò esce nu pàre d’ore e fàccie nu gìri d’ispezione a lu pàese…ah…prima che mi scord …canda interpellanze ha fatte finemmò Del Pret?
A: Allora…vediamo…une, due,…dieci…vendi…87 e 88…ha fatte ottantotto interpellanze…
S: Ah che bràve…mo’ sègnati che com arrìv a ciènde tu me lo dici… e così gli mandiam mille pundi fedeltà e na confeziòn di bicchieri da dodici…e li facème cundènde…anzi no…facciam da sei…dodici quande arrive a mille…
A: Vabbene Sindaco, ma di queste pratiche che faccio?
S: Che puoi fare? Al solito…penziam a la natura...e ricicliamo…ricicliamo tutte sta bèlla carta…e avvisiam la Pulcra che si vinisse a ritirà lu bidòne pecchè jè piene…Bongiòrno.
Un pensiero dell'amico Pino.
Lucio Dalla, musica in canto
“Una carriera lastricata di successi che hanno fatto la storia della canzone italiana”. Annotazione alquanto scontata, ma ben adeguata. "Non è possibile, ...stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso". Così buttà lì un amico. Noi, in molti, lo avevamo visto ancora a Sanremo, serafico e come a margine., Forse stanco dentro - a pensarci bene - ma sempre ammiccante, sorprendentemente contenuto nel gesto di chi accompagna più che dirigere, da talent scout, le note e il canto del giovane Carone sul palco.
Dalla ci lascia solo musica e canto: sonorità vocali e strumentali che rallegrano e rendono soave, talora malinconica, la giornata, in quel momento in cui ci si vuole perdere nella dimensione asemantica, svagante e cullante, della musica.
Ha iniziato a “dare spettacolo” con gli strumenti e con gorgheggi vocali, melodici e scherzosi, così ha continuato un bel tratto di sua vita e nostra. Colto, intelligente, ma mai, pur avendo le sue idee e opinioni, ha pensato di farci “concioni” o di darci lezioni sul vivere e sull’uomo. Ci ha solo confortato e accompagnato, lasciandoci, assieme al ricordo dell’uomo, preziose creatività musicali. Molti applausi ha ricevuto in vita, ma altrettanto molto ci ha dato in emozioni sonore. Fors’anche, indirettamente, una lezione di vita.
“Nanì, vieni via con me...”! “Nanì”, la poesia (oltre il piacere) che ti seduce e che capricciosa pare che ti sfugga sempre... Lucio Dalla - mi piace pensare - ha così deciso di seguirla, dopo un concerto dei suoi in tournée, un ennesimo giocoso vocalizzo dei suoi, là dove lo spirito è del tutto lieve e libero. Per approdarvi - come in quell’isola-mondo “che non c’è”, ma che lui aveva trovato, solcando la “profondità del mare”, nelle Tremiti - bisogna lasciarsi andare, senza più battito del cuore. E’ quello che lui ha fatto. Avrebbe potuto darci ancora altre canzoni, sensazioni..., diciamoci felici di ciò che ci ha lasciato.
Un rimpianto oggi e nei giorni a venire per questo grande e positivo artista del canto. Al coetaneo di un difficile ’43: un Grazie e un “ci vediamo”, a quando sarà.
Gius.fra
“Una carriera lastricata di successi che hanno fatto la storia della canzone italiana”. Annotazione alquanto scontata, ma ben adeguata. "Non è possibile, ...stava benissimo, ed era felice, tranquillo, divertito e in pace con se stesso". Così buttà lì un amico. Noi, in molti, lo avevamo visto ancora a Sanremo, serafico e come a margine., Forse stanco dentro - a pensarci bene - ma sempre ammiccante, sorprendentemente contenuto nel gesto di chi accompagna più che dirigere, da talent scout, le note e il canto del giovane Carone sul palco.
Dalla ci lascia solo musica e canto: sonorità vocali e strumentali che rallegrano e rendono soave, talora malinconica, la giornata, in quel momento in cui ci si vuole perdere nella dimensione asemantica, svagante e cullante, della musica.
Ha iniziato a “dare spettacolo” con gli strumenti e con gorgheggi vocali, melodici e scherzosi, così ha continuato un bel tratto di sua vita e nostra. Colto, intelligente, ma mai, pur avendo le sue idee e opinioni, ha pensato di farci “concioni” o di darci lezioni sul vivere e sull’uomo. Ci ha solo confortato e accompagnato, lasciandoci, assieme al ricordo dell’uomo, preziose creatività musicali. Molti applausi ha ricevuto in vita, ma altrettanto molto ci ha dato in emozioni sonore. Fors’anche, indirettamente, una lezione di vita.
“Nanì, vieni via con me...”! “Nanì”, la poesia (oltre il piacere) che ti seduce e che capricciosa pare che ti sfugga sempre... Lucio Dalla - mi piace pensare - ha così deciso di seguirla, dopo un concerto dei suoi in tournée, un ennesimo giocoso vocalizzo dei suoi, là dove lo spirito è del tutto lieve e libero. Per approdarvi - come in quell’isola-mondo “che non c’è”, ma che lui aveva trovato, solcando la “profondità del mare”, nelle Tremiti - bisogna lasciarsi andare, senza più battito del cuore. E’ quello che lui ha fatto. Avrebbe potuto darci ancora altre canzoni, sensazioni..., diciamoci felici di ciò che ci ha lasciato.
Un rimpianto oggi e nei giorni a venire per questo grande e positivo artista del canto. Al coetaneo di un difficile ’43: un Grazie e un “ci vediamo”, a quando sarà.
Gius.fra
sabato 3 marzo 2012
Sono anni che lo ripeto.
Da Vasto Web.com
Pino piegato in piazza Rossetti, aspettiamo che cada da solo?
Non è molto chiaro cosa si stia attendendo per tagliare il pino nell'aiuola di piazza Rossetti. L'albero, dopo la nevicata, è pericolosamente piegato. C'è un grosso ramo spezzato che resta ancora per una minima parte attaccato al tronco. Sul tronco stesso sembrano di vedere dei tagli. La parte di marciapiedi che vi è sotto è completamente sollevata dalle radici.
Se l'area attorno è stata transennata vuol dire che qualche problema ci sarà. Ma se così è, perchè nessuno prende provvedimenti? Forse si vuole aspettare che l'albero cada da solo, in modo da non dover prendere la decisione di tagliarlo. Ma se il pino davvero dovesse spezzarsi e cadere giù sarebbe davvero pericoloso. Purtroppo, a vedere come la piega dell'albero aumenta giorno dopo giorno, ci sono davvero poche speranze di tagliare la pianta. Se la manutenzione non è stata fatta prima, alleggerendo i rami, ora occorre un intervento risolutivo, che eviti ogni pericolo ai cittadini. Altrimenti quelle transenne non avrebbero senso di essere lì.
E' vero che questo pino, come quello nell'aiuola di fronte, sono storici, ultradecennali e via dicendo. Ma sono piante malandate, che non danno certamente l'immagine del decoro. A questo punto si decida di tagliarli, per la sicurezza (e per l'estetica) e al loro posto si mettano due alberi più belli. Ma fate presto, prima che l'albero si spezzi.
Giuseppe Ritucci
Pino piegato in piazza Rossetti, aspettiamo che cada da solo?
Non è molto chiaro cosa si stia attendendo per tagliare il pino nell'aiuola di piazza Rossetti. L'albero, dopo la nevicata, è pericolosamente piegato. C'è un grosso ramo spezzato che resta ancora per una minima parte attaccato al tronco. Sul tronco stesso sembrano di vedere dei tagli. La parte di marciapiedi che vi è sotto è completamente sollevata dalle radici.
Se l'area attorno è stata transennata vuol dire che qualche problema ci sarà. Ma se così è, perchè nessuno prende provvedimenti? Forse si vuole aspettare che l'albero cada da solo, in modo da non dover prendere la decisione di tagliarlo. Ma se il pino davvero dovesse spezzarsi e cadere giù sarebbe davvero pericoloso. Purtroppo, a vedere come la piega dell'albero aumenta giorno dopo giorno, ci sono davvero poche speranze di tagliare la pianta. Se la manutenzione non è stata fatta prima, alleggerendo i rami, ora occorre un intervento risolutivo, che eviti ogni pericolo ai cittadini. Altrimenti quelle transenne non avrebbero senso di essere lì.
E' vero che questo pino, come quello nell'aiuola di fronte, sono storici, ultradecennali e via dicendo. Ma sono piante malandate, che non danno certamente l'immagine del decoro. A questo punto si decida di tagliarli, per la sicurezza (e per l'estetica) e al loro posto si mettano due alberi più belli. Ma fate presto, prima che l'albero si spezzi.
Giuseppe Ritucci
venerdì 2 marzo 2012
Ullallà! Oggi parlano tutti.
Maurizio Santulli
Segretario API Vasto
Con la condanna del ex sindaco di Francavilla Angelucci,da parte della
corte dei conti, si squarcia un velo sulle responsabilita' amministrative dei
vari organismi comunali, a tutti i livelli,nei prossimi giorni verificheremo,
dati alla mano, se situazioni come quelle capitate all'ex sindaco di
Francavilla sono paragonabili a certe situazioni che, a Vasto, si trascinano da
anni!"
Ivo Menna - Ambientalista storico
Lettera aperta al presidente regionale Gianni Chiodi
ai consiglieri regionali del territorio vastese
al Sindaco di Vasto Luciano Lapenna
al direttore generale della ASL Vasto- Lanciano- Chieti Zavattaro
OSPEDALE DI VASTO
Moltissimi cittadini si sono rivolti a me esponendomi le difficoltà che incontrano quotidianamente nell’affrontare i disagi dovuti alla questione della salute personale. La Salute da decenni è stata mal gestita in termini di organizzazione sanitaria e di scelte politiche, nonostante che la Sanità Regionale abbia disposto e disponga di circa il 90% delle risorse economiche. La Costituzione della Repubblica italiana tra i suoi principi e caposaldi pone con l’art. 32 la Salute come un “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività garantendo cure gratuite agli indigenti.”
Lo stesso si dice nella Carta della Costituzione europea e con la stessa intensità lo proclama l’Organizzazione mondiale della sanità. E parliamo dell’ospedale di Vasto e come da sempre tutti i politici e tutti i partiti in questi anni (destra - centro- sinistra) in ultimo di tempo- il presidente Chiodi che in una suo intervento a Vasto in Palazzo D’Avalos garantiva che entro marzo 2012 sarebbero iniziati i lavori del nuovo ospedale, - si sono affannati a immaginare e poi progettare come scelta prioritaria della politica regionale sanitaria la costruzione dell’ospedale nuovo a Pozzitello su terreni del Comune ai confini con San Salvo. Campagne elettorali sanguinose, una città divisa, e infine dopo le tante enfatiche dichiarazioni ecco che siamo giunti paralisi e allo stallo, le cui conseguenze si avvertono adesso con l’ospedale attuale che non gode della attenzione e dell’interesse della politica. Liberati quindi dall’affanno dei tanti milioni di euro che dovevano servire per la nuova struttura e le nuove infrastrutture a Pozzitello, resta aperto il problema della inadeguatezza del vecchio ospedale - nonostante le dichiarazioni dei managers di “riqualificare e arricchire di professionalità con radicali interventi di ristrutturazioni l’attuale ospedale”- le domande che rivolgo a voi consiglieri regionali eletti, dopo il ciclone di arresti e inchieste giudiziarie che vanno dal centro destra al centro sinistra sono queste:
a)i circa 100 milioni di euro che la Regione avrebbe disposto per il nuovo ospedale non sarebbero meglio impiegati per acquisire l'area su cui poggia l’edificio abbandonato da oltre venti anni adiacente al vecchio ospedale per una ala nuova?
b)il parcheggio vagheggiato e promesso da anni a Fosso Anghella da politici di varia estrazione per decongestionare il budello di accesso al nosocomio ( non esiste un progetto da circa venti anni)?
c)alla luce delle nuove patologie : neoplasie, tumori, leucemie, nuove malattie che stanno aggredendo la popolazione a causa delle trasformazioni ambientali che richiedono una qualità dei servizi sanitari puntando su eccellenze e risparmi, come siamo messi.?
d)chi si preoccupa della Prevenzione, che va, da quell’osservatorio epidemiologico mai istituito, al registro dei tumori e delle malattie correlate ai lavori usuranti?
e) le cure gratuite agli indigenti, principio richiamato dalla Carta costituzionale, si applica? mi pare che alla luce delle nuove povertà (palesi e nascoste) che si vanno manifestando anche a Vasto con i dati di disoccupazione e assenza di lavori, risulta che si richieda il pagamento di un ticket aggiuntivo di 10 euro anche a quei cittadini i cui redditi siano molto bassi, ai confini della povertà. Non dovrebbe la Regione Abruzzo dopo il pareggio di bilancio prestare attenzione a queste fasce indigenti allentando la morsa del pagamento ticket?
f)la mobilità passiva, ovvero i soldi che la Regione paga a causa dell’esodo di tanti malati che sono costretti a rivolgersi a strutture sanitarie di altre regioni per la insufficienza e la inadeguatezza del nostro ospedale si trova nei pensieri della politica?
Associazione Porta Nuova
PRIMA DI PUCCIONI.
Anche a prescindere dalla loro gravità intrinseca, l’intervista dello scorso 1° marzo rilasciata alla stampa da Cesare Puccioni sembra partire da un un presupposto che merita di essere evidenziato. Un presupposto che sta tutto in una definizione.
La definizione. “La riserva hanno fatto non bene, ma benissimo a istituirla”, dichiara l’industriale toscano, “però va utilizzata per quello che è, una risorsa paesaggistica nata in un contesto particolare. Non facciamone un totem”.
“Una risorsa paesaggistica nata in un contesto particolare”. È la riserva, sostiene Cesare Puccioni, che è nata nell’area industriale, non viceversa. Il che, storicamente, è vero.
L’industriale toscano trascura però un dettaglio importante: prima che l’area industriale fosse istituita Punta Penna esisteva già. E faceva parte di un territorio che i vastesi –gli indigeni- già sentivano proprio. È normale che oggi vogliano difenderla.
La riqualificazione della zona, e la dislocazione degli impianti ad alto impatto ambientale, è già stata iscritta nella pianificazione provinciale sovraordinata. Non è il caso di aggiungerne altri.
Le centrali a biomasse, il cementificio (o, se si preferisce, l’impianto di macinazione del clinker, che è una delle fasi della produzione del cemento ), l’impianto di recupero di rifiuti speciali pericolosi della stessa Puccioni sono tutti impianti di puro sfruttamento del territorio, che alla città non darebbero nulla –tranne che un inquinamento maggiore. Ma soprattutto toglierebbero molto: toglierebbero proprio quello che già c’era, prima di Puccioni.
Giuseppe Tagliente:
La sveglia è suonata, ma non basta
Non credevo di finire sulle prime pagine di tutti i giornali per le affermazioni contenute nella nota indirizzata a Chiodi, pubblicata la settimana passata su queste colonne, né tanto meno di dare uno spunto a Sergio Baraldi, direttore de Il Centro, per il suo editoriale della domenica, che i lettori possono ritrovare a pagina 4. Del resto, non mi pare di aver detto nulla di trascendentale o di particolarmente originale rispetto a quanto si dice da tempo negli ambienti politici ed imprenditoriali che rimproverano al governo regionale ritardi ed omissioni sulla tabella di marcia fissata nel programma elettorale del 2008 ed un metodo di governo che non si può definire improntato alla partecipazione ed al confronto con le parti sociali. Tanto clamore si giustifica allora per una sola ragione: perché a scrivere ed a dichiarare pubblicamente queste criticità è stato un rappresentante della stessa maggioranza che sostiene Chiodi e forse perché anche altri che ne fanno parte si sono riconosciuti in esse. Se questo è, se la pietruzza che ho lanciato è servita a creare appena qualche cerchio nell’acqua stagnante dell’amministrazione regionale, ne sono contento. Il torpore non giova, alimenta la rassegnazione, spegne le passioni, crea malumore, distoglie dagli obiettivi individuati, impedisce di cogliere le novità e le emergenze ed il governo della Regione da tempo, certo ancor prima che mutasse la situazione politica ed economica nazionale, era in affanno per mancanza di vitalità, di dialettica interna, di confronto tra le componenti istituzionali, di elaborazione culturale e quindi per carenza di un progetto rapportabile ad una realtà in continua trasformazione. Da mesi invocavo inutilmente una scossa, un segnale di discontinuità, una verifica politica, e spero che adesso qualcosa possa accadere finalmente. La sveglia è suonata, ma non basta ancora se non fa sentire la sua voce anche il partito che sostiene il governo regionale, il Pdl, che pure sta mostrando nei congressi celebrati o celebrandi di non aver capito la lezione dei tempi e di attardarsi in rituali autoreferenziali ed in esibizioni ginnico-muscolari che non interessano più alla gente.
Circolo "Sante Petrocelli" di Vasto (CH):
Le dichiarazioni del sig. Puccioni dovrebbero lasciare esterrefatti e non solo per i toni, che sono stati arroganti e palesemente provocatori. Le minacce lanciate senza mezzi termini ai piccoli e medi imprenditori dell’area di Punta Penna, la cui sola colpa è quella di aver espresso ragionate perplessità in merito ai due impianti in progetto da Puccioni, non saranno certamente in stile mafioso, ma sicuramente hanno il tono di chi sa di godere di una posizione di potere in ambito industriale e, di riflesso ed in senso lato, politico. Più che il primo rappresentante di un settore industriale, Puccioni appare come un padre padrone a cui i piccoli imprenditori devono ubbidire.
A noi pare che quegli imprenditori, che si sono incontrati pubblicamente per discutere e capire quali scenari si stiano prospettando per Punta Penna, abbiano dato dimostrazione di sensibilità per le sorti di un ambiente nel quale vivono e lavorano, dell’aria che loro stessi e i loro figli e nipoti saranno costretti a respirare e del mare della cui bellezza oggi possono godere.
Una sensibilità per l’ambiente di Punta Penna che forse Puccioni non può avere, lanciando i suoi strali da centinaia di chilometri di distanza da Vasto. Ci piacerebbe però sapere se Puccioni abiterebbe una casa con affaccio su una ciminiera o se accetterebbe di buon grado una costruzione a ridosso del giardino di Boboli, che potrebbe deturpare il bellissimo parco fiorentino. Probabilmente no. E allora perché i vastesi devono accettare remissivi i suoi impianti insalubri e pericolosi a ridosso della bellissima riserva di Punta Aderci?
La risposta Puccioni la lascia ben intendere, quando etichetta i timori dei vastesi come egoistici (“centrali, zone industriali? Sì, ma non davanti casa mia”, dice Puccioni) ed al tempo stesso, afferma sostanzialmente che la sua preoccupazione è solo di fare l’imprenditore (e di farlo evidentemente con l’atteggiamento mostrato), anche in un’area delicata come Punta Penna. Ecco, atteggiamenti come quelli mostrati da Puccioni, che mostrano preoccupazione semplicemente per il profitto senza stare a pensare alle sorti della terra e degli abitanti dove operano, li chiamiamo padronali. Ed oggi Puccioni, con le sue dichiarazioni, ha fatto capire di voler essere padrone non solo della sua azienda, ma anche di Punta Penna, della salute dei cittadini vastesi e degli stessi imprenditori locali oggi da lui minacciati per il solo fatto di essere sensibili alle sorti del proprio territorio.Noi rivendichiamo invece, insieme a tanti cittadini, associazioni ed anche imprenditori locali, il diritto a poter partecipare alle scelte che vengono fatte sul nostro territorio, rifiutando qualsiasi forma di minaccia o tentativi di imposizione.
PRC - Federazione della Sinistra
Massimo Desiati – Andrea Bischia – Valerio Ruggieri:
Vasto, 02.03.2012.- Il presidente nazionale di Federchimica Cesare Puccioni, titolare dell’impresa che, da anni, produce fertilizzanti a Punta Penna, abbia rispetto per questa città e per i suoi operatori commerciali e turistici!
C’è da meravigliarsi per le dichiarazioni, rilasciate a “Il Messaggero”, circa il modo e per i contenuti con cui sono state espresse. Le nostre considerazioni partono dal fatto che l’imprenditore è certamente titolato a difendere le proprie attività industriali e, conseguentemente, ad adire anche la Procura della Repubblica se dovesse ritenere lesi i propri diritti ma altrettanto certamente non può utilizzare gli argomenti di cui alla sua intervista per far pressioni in ordine alle scelte politiche di gestione del territorio.
Sull’area produttiva di Punta Penna, insistono, da anni, attività che producono reddito e lavoro per decine di operatori commerciali che hanno fatto investimenti ed anche dato lustro all’economia cittadina. Se anomalie esistono nell’assegnazione dei lotti in quella zona, si pensi piuttosto a sanarle per garantire l’armonia delle attività d’impresa ed evitare l’ulteriore impoverimento della nostra città, oltre al maggior rispetto delle sue caratteristiche ambientali.
Le scelte strategiche di sviluppo economico del territorio appartengono alla Politica ed il coinvolgimento, nell’operarle, di portatori d’interesse, pubblico o privato, deve avvenire nei modi democraticamente rilevabili in ossequio ai principi di partecipazione e concertazione.
Si pensi, piuttosto, ad individuare strumenti idonei alla gestione delle aree interessate, non senza prendere atto che l’iniziativa del “Patto per il Territorio” lanciata dal Sindaco Lapenna, ha già mostrato tutti i suoi limiti proprio a causa delle dichiarazioni del Presidente Puccioni che, soggetto importante al fine della sottoscrizione del “Patto”, non mostra di essere alla ricerca di condivisioni. Affinché l’Amministrazione comunale vastese possa addivenire a soluzioni partecipate, è indispensabile che svolga il proprio ruolo con autorevolezza e senza soggezioni di qualsivoglia natura.
Davide D'Alessandro:
Immobile. Non come Ciro, il goleador del Pescara di Zeman. Immobile come l’Amministrazione Lapenna. Immobile e incerta. Sulle cose da fare, sui problemi da risolvere. È andato via quasi un anno e le tante questioni aperte, aperte restano. Da due mesi non si tiene un Consiglio Comunale. Le uniche due commissioni convocate ripetutamente riguardano l’assegnazione dei sussidi e i regolamenti. Dell’urbanistica non si hanno più notizie. C’è una crisi evidente, crisi di sistema e di uomini, di divisioni mai ricomposte, di verifiche chieste e mai fatte, in attesa di posizionamenti, di candidature al Parlamento, al Comune, alla Regione. Il Pd è lacerato o forse meglio dire immobile. Come immobili sono coloro che da lontano giocano le carte, fomentano le diatribe, separano e imperano. Ma Vasto arretra pericolosamente. La città ha bisogno di un progetto, non di un programma elettorale sempre promesso, da tutti, e mai attuato. La città ha bisogno di uno sguardo proteso verso i suoi quarantamila abitanti, mentre l’estate di Fosso Marino è di nuovo alle porte, mentre la disoccupazione ha raggiunto livelli spropositati e inquietanti. A chi tocca dare risposte? Il 28 ottobre scorso il Consiglio Comunale, su mia proposta, ha approvato all’unanimità di impegnare il sindaco e la giunta a promuovere un Forum sull’occupazione per scattare la fotografia esatta di una realtà drammatica e assumere importanti decisioni. Sono passati oltre quattro mesi e nessun Forum è stato convocato. La grande questione di Punta Penna viene trattata con sufficienza, come se le responsabilità fossero sempre di altri, di altri, di altri. È un continuo rimando di responsabilità. Si può andare avanti così? Io ho sempre detto che il sindaco eletto deve amministrare fino al 2016. Ma deve amministrare, non tirare a campare. Sennò è meglio tirare le cuoia. Anche se Luciano tenta sempre di più di ispirarsi al divo Giulio. Quando Gervaso gli chiese: “Preferisce fare il sub o il morto a galla?”, Andreotti rispose: “Il vivo a galla”. Ma era Andreotti.
VI BASTA PER PASSARE LA "DOMENICA" O ASPETTATE LE RISPOSTE DEL SINDACO?
Segretario API Vasto
Con la condanna del ex sindaco di Francavilla Angelucci,da parte della
corte dei conti, si squarcia un velo sulle responsabilita' amministrative dei
vari organismi comunali, a tutti i livelli,nei prossimi giorni verificheremo,
dati alla mano, se situazioni come quelle capitate all'ex sindaco di
Francavilla sono paragonabili a certe situazioni che, a Vasto, si trascinano da
anni!"
Ivo Menna - Ambientalista storico
Lettera aperta al presidente regionale Gianni Chiodi
ai consiglieri regionali del territorio vastese
al Sindaco di Vasto Luciano Lapenna
al direttore generale della ASL Vasto- Lanciano- Chieti Zavattaro
OSPEDALE DI VASTO
Moltissimi cittadini si sono rivolti a me esponendomi le difficoltà che incontrano quotidianamente nell’affrontare i disagi dovuti alla questione della salute personale. La Salute da decenni è stata mal gestita in termini di organizzazione sanitaria e di scelte politiche, nonostante che la Sanità Regionale abbia disposto e disponga di circa il 90% delle risorse economiche. La Costituzione della Repubblica italiana tra i suoi principi e caposaldi pone con l’art. 32 la Salute come un “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività garantendo cure gratuite agli indigenti.”
Lo stesso si dice nella Carta della Costituzione europea e con la stessa intensità lo proclama l’Organizzazione mondiale della sanità. E parliamo dell’ospedale di Vasto e come da sempre tutti i politici e tutti i partiti in questi anni (destra - centro- sinistra) in ultimo di tempo- il presidente Chiodi che in una suo intervento a Vasto in Palazzo D’Avalos garantiva che entro marzo 2012 sarebbero iniziati i lavori del nuovo ospedale, - si sono affannati a immaginare e poi progettare come scelta prioritaria della politica regionale sanitaria la costruzione dell’ospedale nuovo a Pozzitello su terreni del Comune ai confini con San Salvo. Campagne elettorali sanguinose, una città divisa, e infine dopo le tante enfatiche dichiarazioni ecco che siamo giunti paralisi e allo stallo, le cui conseguenze si avvertono adesso con l’ospedale attuale che non gode della attenzione e dell’interesse della politica. Liberati quindi dall’affanno dei tanti milioni di euro che dovevano servire per la nuova struttura e le nuove infrastrutture a Pozzitello, resta aperto il problema della inadeguatezza del vecchio ospedale - nonostante le dichiarazioni dei managers di “riqualificare e arricchire di professionalità con radicali interventi di ristrutturazioni l’attuale ospedale”- le domande che rivolgo a voi consiglieri regionali eletti, dopo il ciclone di arresti e inchieste giudiziarie che vanno dal centro destra al centro sinistra sono queste:
a)i circa 100 milioni di euro che la Regione avrebbe disposto per il nuovo ospedale non sarebbero meglio impiegati per acquisire l'area su cui poggia l’edificio abbandonato da oltre venti anni adiacente al vecchio ospedale per una ala nuova?
b)il parcheggio vagheggiato e promesso da anni a Fosso Anghella da politici di varia estrazione per decongestionare il budello di accesso al nosocomio ( non esiste un progetto da circa venti anni)?
c)alla luce delle nuove patologie : neoplasie, tumori, leucemie, nuove malattie che stanno aggredendo la popolazione a causa delle trasformazioni ambientali che richiedono una qualità dei servizi sanitari puntando su eccellenze e risparmi, come siamo messi.?
d)chi si preoccupa della Prevenzione, che va, da quell’osservatorio epidemiologico mai istituito, al registro dei tumori e delle malattie correlate ai lavori usuranti?
e) le cure gratuite agli indigenti, principio richiamato dalla Carta costituzionale, si applica? mi pare che alla luce delle nuove povertà (palesi e nascoste) che si vanno manifestando anche a Vasto con i dati di disoccupazione e assenza di lavori, risulta che si richieda il pagamento di un ticket aggiuntivo di 10 euro anche a quei cittadini i cui redditi siano molto bassi, ai confini della povertà. Non dovrebbe la Regione Abruzzo dopo il pareggio di bilancio prestare attenzione a queste fasce indigenti allentando la morsa del pagamento ticket?
f)la mobilità passiva, ovvero i soldi che la Regione paga a causa dell’esodo di tanti malati che sono costretti a rivolgersi a strutture sanitarie di altre regioni per la insufficienza e la inadeguatezza del nostro ospedale si trova nei pensieri della politica?
Associazione Porta Nuova
PRIMA DI PUCCIONI.
Anche a prescindere dalla loro gravità intrinseca, l’intervista dello scorso 1° marzo rilasciata alla stampa da Cesare Puccioni sembra partire da un un presupposto che merita di essere evidenziato. Un presupposto che sta tutto in una definizione.
La definizione. “La riserva hanno fatto non bene, ma benissimo a istituirla”, dichiara l’industriale toscano, “però va utilizzata per quello che è, una risorsa paesaggistica nata in un contesto particolare. Non facciamone un totem”.
“Una risorsa paesaggistica nata in un contesto particolare”. È la riserva, sostiene Cesare Puccioni, che è nata nell’area industriale, non viceversa. Il che, storicamente, è vero.
L’industriale toscano trascura però un dettaglio importante: prima che l’area industriale fosse istituita Punta Penna esisteva già. E faceva parte di un territorio che i vastesi –gli indigeni- già sentivano proprio. È normale che oggi vogliano difenderla.
La riqualificazione della zona, e la dislocazione degli impianti ad alto impatto ambientale, è già stata iscritta nella pianificazione provinciale sovraordinata. Non è il caso di aggiungerne altri.
Le centrali a biomasse, il cementificio (o, se si preferisce, l’impianto di macinazione del clinker, che è una delle fasi della produzione del cemento ), l’impianto di recupero di rifiuti speciali pericolosi della stessa Puccioni sono tutti impianti di puro sfruttamento del territorio, che alla città non darebbero nulla –tranne che un inquinamento maggiore. Ma soprattutto toglierebbero molto: toglierebbero proprio quello che già c’era, prima di Puccioni.
Giuseppe Tagliente:
La sveglia è suonata, ma non basta
Non credevo di finire sulle prime pagine di tutti i giornali per le affermazioni contenute nella nota indirizzata a Chiodi, pubblicata la settimana passata su queste colonne, né tanto meno di dare uno spunto a Sergio Baraldi, direttore de Il Centro, per il suo editoriale della domenica, che i lettori possono ritrovare a pagina 4. Del resto, non mi pare di aver detto nulla di trascendentale o di particolarmente originale rispetto a quanto si dice da tempo negli ambienti politici ed imprenditoriali che rimproverano al governo regionale ritardi ed omissioni sulla tabella di marcia fissata nel programma elettorale del 2008 ed un metodo di governo che non si può definire improntato alla partecipazione ed al confronto con le parti sociali. Tanto clamore si giustifica allora per una sola ragione: perché a scrivere ed a dichiarare pubblicamente queste criticità è stato un rappresentante della stessa maggioranza che sostiene Chiodi e forse perché anche altri che ne fanno parte si sono riconosciuti in esse. Se questo è, se la pietruzza che ho lanciato è servita a creare appena qualche cerchio nell’acqua stagnante dell’amministrazione regionale, ne sono contento. Il torpore non giova, alimenta la rassegnazione, spegne le passioni, crea malumore, distoglie dagli obiettivi individuati, impedisce di cogliere le novità e le emergenze ed il governo della Regione da tempo, certo ancor prima che mutasse la situazione politica ed economica nazionale, era in affanno per mancanza di vitalità, di dialettica interna, di confronto tra le componenti istituzionali, di elaborazione culturale e quindi per carenza di un progetto rapportabile ad una realtà in continua trasformazione. Da mesi invocavo inutilmente una scossa, un segnale di discontinuità, una verifica politica, e spero che adesso qualcosa possa accadere finalmente. La sveglia è suonata, ma non basta ancora se non fa sentire la sua voce anche il partito che sostiene il governo regionale, il Pdl, che pure sta mostrando nei congressi celebrati o celebrandi di non aver capito la lezione dei tempi e di attardarsi in rituali autoreferenziali ed in esibizioni ginnico-muscolari che non interessano più alla gente.
Circolo "Sante Petrocelli" di Vasto (CH):
Le dichiarazioni del sig. Puccioni dovrebbero lasciare esterrefatti e non solo per i toni, che sono stati arroganti e palesemente provocatori. Le minacce lanciate senza mezzi termini ai piccoli e medi imprenditori dell’area di Punta Penna, la cui sola colpa è quella di aver espresso ragionate perplessità in merito ai due impianti in progetto da Puccioni, non saranno certamente in stile mafioso, ma sicuramente hanno il tono di chi sa di godere di una posizione di potere in ambito industriale e, di riflesso ed in senso lato, politico. Più che il primo rappresentante di un settore industriale, Puccioni appare come un padre padrone a cui i piccoli imprenditori devono ubbidire.
A noi pare che quegli imprenditori, che si sono incontrati pubblicamente per discutere e capire quali scenari si stiano prospettando per Punta Penna, abbiano dato dimostrazione di sensibilità per le sorti di un ambiente nel quale vivono e lavorano, dell’aria che loro stessi e i loro figli e nipoti saranno costretti a respirare e del mare della cui bellezza oggi possono godere.
Una sensibilità per l’ambiente di Punta Penna che forse Puccioni non può avere, lanciando i suoi strali da centinaia di chilometri di distanza da Vasto. Ci piacerebbe però sapere se Puccioni abiterebbe una casa con affaccio su una ciminiera o se accetterebbe di buon grado una costruzione a ridosso del giardino di Boboli, che potrebbe deturpare il bellissimo parco fiorentino. Probabilmente no. E allora perché i vastesi devono accettare remissivi i suoi impianti insalubri e pericolosi a ridosso della bellissima riserva di Punta Aderci?
La risposta Puccioni la lascia ben intendere, quando etichetta i timori dei vastesi come egoistici (“centrali, zone industriali? Sì, ma non davanti casa mia”, dice Puccioni) ed al tempo stesso, afferma sostanzialmente che la sua preoccupazione è solo di fare l’imprenditore (e di farlo evidentemente con l’atteggiamento mostrato), anche in un’area delicata come Punta Penna. Ecco, atteggiamenti come quelli mostrati da Puccioni, che mostrano preoccupazione semplicemente per il profitto senza stare a pensare alle sorti della terra e degli abitanti dove operano, li chiamiamo padronali. Ed oggi Puccioni, con le sue dichiarazioni, ha fatto capire di voler essere padrone non solo della sua azienda, ma anche di Punta Penna, della salute dei cittadini vastesi e degli stessi imprenditori locali oggi da lui minacciati per il solo fatto di essere sensibili alle sorti del proprio territorio.Noi rivendichiamo invece, insieme a tanti cittadini, associazioni ed anche imprenditori locali, il diritto a poter partecipare alle scelte che vengono fatte sul nostro territorio, rifiutando qualsiasi forma di minaccia o tentativi di imposizione.
PRC - Federazione della Sinistra
Massimo Desiati – Andrea Bischia – Valerio Ruggieri:
Vasto, 02.03.2012.- Il presidente nazionale di Federchimica Cesare Puccioni, titolare dell’impresa che, da anni, produce fertilizzanti a Punta Penna, abbia rispetto per questa città e per i suoi operatori commerciali e turistici!
C’è da meravigliarsi per le dichiarazioni, rilasciate a “Il Messaggero”, circa il modo e per i contenuti con cui sono state espresse. Le nostre considerazioni partono dal fatto che l’imprenditore è certamente titolato a difendere le proprie attività industriali e, conseguentemente, ad adire anche la Procura della Repubblica se dovesse ritenere lesi i propri diritti ma altrettanto certamente non può utilizzare gli argomenti di cui alla sua intervista per far pressioni in ordine alle scelte politiche di gestione del territorio.
Sull’area produttiva di Punta Penna, insistono, da anni, attività che producono reddito e lavoro per decine di operatori commerciali che hanno fatto investimenti ed anche dato lustro all’economia cittadina. Se anomalie esistono nell’assegnazione dei lotti in quella zona, si pensi piuttosto a sanarle per garantire l’armonia delle attività d’impresa ed evitare l’ulteriore impoverimento della nostra città, oltre al maggior rispetto delle sue caratteristiche ambientali.
Le scelte strategiche di sviluppo economico del territorio appartengono alla Politica ed il coinvolgimento, nell’operarle, di portatori d’interesse, pubblico o privato, deve avvenire nei modi democraticamente rilevabili in ossequio ai principi di partecipazione e concertazione.
Si pensi, piuttosto, ad individuare strumenti idonei alla gestione delle aree interessate, non senza prendere atto che l’iniziativa del “Patto per il Territorio” lanciata dal Sindaco Lapenna, ha già mostrato tutti i suoi limiti proprio a causa delle dichiarazioni del Presidente Puccioni che, soggetto importante al fine della sottoscrizione del “Patto”, non mostra di essere alla ricerca di condivisioni. Affinché l’Amministrazione comunale vastese possa addivenire a soluzioni partecipate, è indispensabile che svolga il proprio ruolo con autorevolezza e senza soggezioni di qualsivoglia natura.
Davide D'Alessandro:
Immobile. Non come Ciro, il goleador del Pescara di Zeman. Immobile come l’Amministrazione Lapenna. Immobile e incerta. Sulle cose da fare, sui problemi da risolvere. È andato via quasi un anno e le tante questioni aperte, aperte restano. Da due mesi non si tiene un Consiglio Comunale. Le uniche due commissioni convocate ripetutamente riguardano l’assegnazione dei sussidi e i regolamenti. Dell’urbanistica non si hanno più notizie. C’è una crisi evidente, crisi di sistema e di uomini, di divisioni mai ricomposte, di verifiche chieste e mai fatte, in attesa di posizionamenti, di candidature al Parlamento, al Comune, alla Regione. Il Pd è lacerato o forse meglio dire immobile. Come immobili sono coloro che da lontano giocano le carte, fomentano le diatribe, separano e imperano. Ma Vasto arretra pericolosamente. La città ha bisogno di un progetto, non di un programma elettorale sempre promesso, da tutti, e mai attuato. La città ha bisogno di uno sguardo proteso verso i suoi quarantamila abitanti, mentre l’estate di Fosso Marino è di nuovo alle porte, mentre la disoccupazione ha raggiunto livelli spropositati e inquietanti. A chi tocca dare risposte? Il 28 ottobre scorso il Consiglio Comunale, su mia proposta, ha approvato all’unanimità di impegnare il sindaco e la giunta a promuovere un Forum sull’occupazione per scattare la fotografia esatta di una realtà drammatica e assumere importanti decisioni. Sono passati oltre quattro mesi e nessun Forum è stato convocato. La grande questione di Punta Penna viene trattata con sufficienza, come se le responsabilità fossero sempre di altri, di altri, di altri. È un continuo rimando di responsabilità. Si può andare avanti così? Io ho sempre detto che il sindaco eletto deve amministrare fino al 2016. Ma deve amministrare, non tirare a campare. Sennò è meglio tirare le cuoia. Anche se Luciano tenta sempre di più di ispirarsi al divo Giulio. Quando Gervaso gli chiese: “Preferisce fare il sub o il morto a galla?”, Andreotti rispose: “Il vivo a galla”. Ma era Andreotti.
VI BASTA PER PASSARE LA "DOMENICA" O ASPETTATE LE RISPOSTE DEL SINDACO?
giovedì 1 marzo 2012
Lucio Lucio!

ma poi l'inferno cos'è
a parte il caldo che fa
non è poi diverso da qui
perché io sento che, son sicuro che
io so che gli angeli sono milioni di milioni
e che non li vedi nei cieli ma tra gli uomini
sono i più poveri e i più soli
quelli presi tra le reti
e se tra gli uomini nascesse un ancora Dio
gli ubbidirei amandolo a modo mio
a modo mio...
DA IVO MENNA: LETTERA APERTA AL SINDACO LUCIANO LAPENNA
RICHIESTA DI UN FORUM
Da mesi assistiamo inquieti e confusi ai numerosi episodi che turbano la collettività vastese. Furti, rapine, violenze, sabotaggi, atti vandalici contro la proprietà pubblica comunale (non ultimo il furto all’interno dell’economato di 400 carte di identità). Tutti fatti che lasciano sgomenti e che sono alla ricerca di una risposta da parte delle Istituzioni pubbliche, con le forze dell’ordine in prima linea e con le forze sociali. La cittadinanza è scossa e preoccupata e spera che tutto questo non sia il frutto di organizzazioni complesse, ma che il fenomeno riguarda solo una microcriminalità risultato di un forte disagio sociale. I dati allarmanti che vedono quotidianamente la occupazione in forte calo, aziende che serrano le saracinesche, una edilizia al collasso, il commercio in seria difficoltà come ci raccontano moltissimi operatori del centro e della periferia, i giovani totalmente esclusi dal processo lavorativo, non possono lasciare indifferente la città. Due altri dati allarmanti sono relativi alle vendite di immobili presso il Tribunale di Vasto, segno codesto di situazioni debitorie di nuclei familiari, e il fenomeno crescente che vede la presenza di molte sale di scommesse, e locali che acquistano oro e preziosi. Per ricercare le cause di questo crescente fenomeno deviante sarebbe opportuno che il capo della Città, il Sindaco, si attivi urgentemente per la convocazione di un incontro Forum al quale dovranno partecipare tutti gli amministratori locali, provinciali, regionali (i rappresentanti vastesi), tutte le forze dell’ordine, le Chiese locali, le associazioni di volontariato, la dirigenza scolastica di ogni ordine, i sindacati, i rappresentanti della stampa, il responsabile del SERT, il Procuratore capo, il Prefetto di Chieti.
Molti in questi giorni hanno esposto opinioni cercando nella risposta delle telecamere la soluzione del problema. Noi riteniamo che le telecamere possano rappresentare un eventuale deterrente, ma ( se fosse questa la soluzione, dovremmo installare una telecamera in ogni appartamento e in ogni attività commerciale); la cosa sarebbe possibile, ma i costi raggiungerebbero milioni di euro, senza per questo essere certi del risultato positivo, (vedi l’ultimo furto di domenica notte in Corso Europa con una telecamera attiva). Ci permettiamo di suggerire al nostro Sindaco la proposta che abbiamo enunciato sopra dell’incontro collettivo del Forum che altrove ha trovato consenso ottenendo risultati concreti con un forte decremento dei fenomeni devianti sociali.
Vasto 28 febbraio 2012 Menna Ivo Ambientalista storico
Da mesi assistiamo inquieti e confusi ai numerosi episodi che turbano la collettività vastese. Furti, rapine, violenze, sabotaggi, atti vandalici contro la proprietà pubblica comunale (non ultimo il furto all’interno dell’economato di 400 carte di identità). Tutti fatti che lasciano sgomenti e che sono alla ricerca di una risposta da parte delle Istituzioni pubbliche, con le forze dell’ordine in prima linea e con le forze sociali. La cittadinanza è scossa e preoccupata e spera che tutto questo non sia il frutto di organizzazioni complesse, ma che il fenomeno riguarda solo una microcriminalità risultato di un forte disagio sociale. I dati allarmanti che vedono quotidianamente la occupazione in forte calo, aziende che serrano le saracinesche, una edilizia al collasso, il commercio in seria difficoltà come ci raccontano moltissimi operatori del centro e della periferia, i giovani totalmente esclusi dal processo lavorativo, non possono lasciare indifferente la città. Due altri dati allarmanti sono relativi alle vendite di immobili presso il Tribunale di Vasto, segno codesto di situazioni debitorie di nuclei familiari, e il fenomeno crescente che vede la presenza di molte sale di scommesse, e locali che acquistano oro e preziosi. Per ricercare le cause di questo crescente fenomeno deviante sarebbe opportuno che il capo della Città, il Sindaco, si attivi urgentemente per la convocazione di un incontro Forum al quale dovranno partecipare tutti gli amministratori locali, provinciali, regionali (i rappresentanti vastesi), tutte le forze dell’ordine, le Chiese locali, le associazioni di volontariato, la dirigenza scolastica di ogni ordine, i sindacati, i rappresentanti della stampa, il responsabile del SERT, il Procuratore capo, il Prefetto di Chieti.
Molti in questi giorni hanno esposto opinioni cercando nella risposta delle telecamere la soluzione del problema. Noi riteniamo che le telecamere possano rappresentare un eventuale deterrente, ma ( se fosse questa la soluzione, dovremmo installare una telecamera in ogni appartamento e in ogni attività commerciale); la cosa sarebbe possibile, ma i costi raggiungerebbero milioni di euro, senza per questo essere certi del risultato positivo, (vedi l’ultimo furto di domenica notte in Corso Europa con una telecamera attiva). Ci permettiamo di suggerire al nostro Sindaco la proposta che abbiamo enunciato sopra dell’incontro collettivo del Forum che altrove ha trovato consenso ottenendo risultati concreti con un forte decremento dei fenomeni devianti sociali.
Vasto 28 febbraio 2012 Menna Ivo Ambientalista storico
Costa Crociere

Sono arrivati!
Evviva sono arrivati nel porto di Mahè i crocieristi della Costa Allegra. Meno male!
Certo che un "annus horribilis" come questo (bisestile) 2012 non se lo sarebbe aspettato nessuno tra i titolari, i dipendenti e tutti coloro che in qualche modo operano intorno al "mondo" Crociere Costa. Credo neanche chi per qualche motivo potesse pensare che a 100 anni dall'affondamento del Titanic (14 aprile 1912) quelle drammatiche vicende potessero ripetersi. Nemmeno chi sapeva che in qualche maniera la Costa Crociere facesse parte del gruppo Carnival "pronipote" della "White Starr" compagnia proprietaria del Titanic. Ora sono in tanti a fare accostamenti.
Ho ricevuto dalla Costa una lettera che la compagnia navale ha inviato a tutti coloro che hanno frequentato le proprie navi. Questa lettera è stata inviata dopo il disastro della Costa Concordia. Ora, dopo il secondo "incidente", cosa potranno fare?
Per quanto mi riguarda io, se ne avrò ancora la possibilità (in questi tempi di crisi economica è doveroso il se) continuerò a frequentare le navi da crociera. Anche se l'ambiente non è più quello degli anni Settanta e Ottanta, la crociera rimane sempre la vacanza più "completa". Tuttavia ho la sensazione che per qualche tempo il vasto pubblico tentennerà prima di decidere di intraprendere un viaggio in mare e i denigratori sono sempre pronti. Spero che chi lavora nel settore non abbia troppi problemi.
Buon vento in poppa!
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