giovedì 20 settembre 2012

Una lunga lettera a Di Pietro.


Alla c.a. On.le Antonio Di Pietro
                                                                                            Presidente I.D.V.
Gissi lì 11settembre 2012

Oggetto: A PROPOSITO DELLA PROPOSTA DI  GOVERNO DELL’IDV

Egregio Presidente, dal 15 dicembre u.s. vengo ancora ad approfittare della Sua cortesia per integrare alcuni concetti che già le avevo esternato nella precedente lettera.
In termini generali c’è da salutare con grande entusiasmo la fine della innaturale alleanza sancita con la foto di Vasto 2011. Non è concepibile che un partito quale è l’IDV potesse stringere accordi con quei centri di interessi post democristiani  e con una sinistra oramai omologata che ha smarrito da tempo quegli ideali e quei valori che hanno costituito la ragione  della loro stessa esistenza.  Quelli stanno bene col il democristiano Casini. Stiano lì.
Per quanto riguarda il nostro partito , ho letto attentamente la proposta di Governo che Lei Presidente Di Pietro a voluto renderci partecipi.
Io mi trovo personalmente d’accordo con quanto Lei ci propone tranne per  qualche punto che adesso espliciterò sia a Lei personalmente che ai referenti  che si occupano di elaborare tutte le segnalazioni che perverranno dagli iscritti e simpatizzanti.

           LEGGE ELETTORALE

A mio avviso bisogna porre un limite temporale a tutte le cariche elettive. L’attività  politica intesa come mestiere deve essere bandita. Essa deve essere svolta da rappresentanti della società civile che temporaneamente, per un tempo limitato della propria vita lavorativa, dovranno essere prestati a svolgere tale importante compito. Trascorso il tempo stabilito ognuno dovrà tornare alle precedenti attività. I politicanti di mestiere, di solito, hanno una avversione viscerale con il lavoro. Trovano molto più comodo vendere illusioni con il vantaggio, tra l’altro di esserne lautamente ricompensati. Di solito non hanno le competenze necessarie per ricoprire il ruolo. Li sentiamo discutere di tutto lo scibile umano senza avere conoscenza alcuna dell’argomento in discussione. Penso che sia giunto il momento di mandarli a casa a lavorare sul serio.
Inoltre, a mio modesto avviso, bisogna porre sul tappeto  la riduzione dei costi della burocrazia statale. Se è vero quello che si sente in giro cioè che i costi della politica in Italia superano i costi complessivi di Francia, Germania e Regno Unito, bisogna tassativamente metterci mano riducendo tali costi  perlomeno alla spesa di uno solo degli Stati sopra citati. Perciò l’imperativo categorico deve essere quello del taglio degli emolumenti ai dirigenti dello Stato, delle innumerevoli auto blu , scorte improprie il più delle volte esibite come status symbol. Se siamo in Europa ci dobbiamo allineare con i costi dei paesi europei più evoluti. Non è pensabile che i nostri lavoratori percepiscono i peggiori salari mentre i  nostri dirigenti sono di gran lunga i più pagati superando gli emolumenti dei colleghi europei anche  di tre o quattro volte pur offrendo un livello di servizi inaccettabile per un paese civile.  E’ una vergogna.  Da chi sono ricoperti questi posti? Esclusivamente da postulanti, raccomandati e trombati alle elezioni privi, il più delle volte, delle competenze necessarie per ricoprire il ruolo.

          ART. 11 COSTITUZIONE

Il mio atteggiamento riguardo il ritiro del nostro contingente dall’Afganistan è neutro. Però a mio avviso non bisogna mai partire dalla coda. Si parte sempre dalla testa. Mi spiego meglio:
Il partecipare o meno a missioni internazionali dipende dalle politiche che uno Stato pone in essere. La sottoscrizione dei trattati di partecipazione all’Alleanza Atlantica e aell’Unione Europea, che tra l’altro Lei chiede di rafforzare, ci impone di accettarne poi le relative decisioni e non ci permette certamente  di fare come meglio ci aggrada. Tale sottoscrizione impone evidentemente  degli obblighi. Se volessimo attuare quello che Lei propone, dovremmo ridisegnare tutta la nostra politica estera scegliendo ad esempio la neutralità del tipo di quella  adottata dalla Svizzera o dalla Svezia. Perciò io penso che la proposta da presentare ai cittadini sia proprio questa: Noi vogliamo uscire da tutte le alleanze ed unioni sovrannazionali ed adottare una politica di neutralità. E’ ovvio che il sottoscritto non condividerebbe tale proposta, però sarebbe  sicuramente  più corretta nei confronti degli elettori.
Altro tema da me non condiviso è la querelle dei 90 cacciabombardieri F 35. Ne spiego i motivi:
Noi (tutti i paesi ad alto tenore di vita) siamo entrati in una crisi endemica esclusivamente per il fatto della globalizzazione. Non tutti i paesi del mondo sono in crisi. Sono in forte sviluppo tutti i paesi emergenti, Cina, India, Brasile Turchia, Corea del Sud, per citare i più importanti. Questi crescono ad un ritmo di 7,8 punti percentuali per anno. Questo fenomeno, dove i paesi ricchi perdono punti di PIL e quelli emergenti li guadagnano, è assimilabile al principio dei vasi comunicanti. Se lei mette in comunicazione due recipienti contenenti acqua e posti su livelli differenti,  immediatamente si ripristina lo stesso identico livello per entrambi i contenitori. La globalizzazione sta provocando proprio questo effetto: il tenore di vita dei paesi ricchi scenderà fino a posizionarsi su un livello simile a quello dei paesi emergenti che nel frattempo vedranno crescere il loro. La conseguenza è inevitabile noi dovremo abituarci a questo. Lei mi dirà ma cosa c’entrano i cacciabombardieri? C’entrano e come, per i motivi susseguenti:
Lei sta assistendo come dì altronde tutti noi al fenomeno della deindustrializzazione del nostro paese. Nel contesto della globalizzazione è un fenomeno inarrestabile le produzioni andranno verso quei paesi i cui costi industriali sono enormemente inferiori ai nostri. Per fare un esempio banale, se io in Italia ho una fabbrica di carpenteria metallica, non riuscirò a lungo a reggere la concorrenza dei paesi in via di sviluppo. Inevitabilmente dovrò chiudere l’azienda. Se invece possiedo una fabbrica di F 35 sono al riparo da qualsivoglia concorrenza perché quell’attività è altissima tecnologia che è patrimonio soltanto di pochissimi paesi. Se io mi privo anche dell’alta tecnologia sarò destinato inevitabilmente ad andare a dormire sotto i ponti.
Gli Stati Uniti e questo lo dico per esperienza personale, da anni non produce più nulla  di prodotti privi di qualsivoglia contenuto tecnologico. Se Lei gira per gli ipermercati troverà che tutta la merce esposta o è prodotta in Cina o in India o corea del Sud o Taiwan o ancora Thailandia. Non ho trovato alcun prodotto made in USA. Però loro hanno il monopolio delle produzioni tecnologicamente avanzate, questa è la loro reale forza. Noi dobbiamo prendere esempio  investendo in alta tecnologia. Non c’è altra via. Tutto quello che si dice di diverso è aria fritta. D’altronde Lei stesso dice che bisogna investire sul sapere. Quindi, nel caso degli F 35, l’Italia ha ottenuto che la linea di assemblaggio di questi aerei fosse ubicata in Italia, per la precisione a Cameri in provincia di Novara. Questo farà sì che migliaia di ingegneri lavoreranno per almeno 15 anni in questo progetto, acquisendo tra l’altro conoscenze scientifiche che saranno utilissime nel futuro. Privarsi degli F 35, a mio avviso, significa cancellare il futuro di migliaia di giovani acculturati. Questo assolutamente non va fatto. Poi anche a livello economico l’operazione cancellazione non si dimostra tanto appetibile come si vuole far credere. Intanto uscire dal programma adesso significa pagare una penale di almeno un paio di miliardi di Euro, poi i 14 miliardi investiti per il programma saranno diluiti fino al 2026, cioè in diciotto esercizi in considerazione del fatto che siamo entrati nel programma nel  2008
Vale a dire circa 800 milioni di Euro all’anno. Per inciso la Difesa per il 2012 spenderà per il programma F 35, 550 milioni di Euro. Non le pare più corretto tagliare, dal gigantesco parco delle auto blu, 30.000 auto e risparmiare così 1 miliardo di Euro/anno?
A sostegno della mia tesi voglio citarLe un esempio molto calzante. Lo sa Lei qual è il successo industriale più grande ottenuto dall’Europa negli ultimi Anni? Le do la risposta: il Consorzio Airbus Industrie partecipato da Germania, Francia, Regno Unito e Spagna: Noi stupidamente,all’epoca, non entrammo, commettendo di conseguenza un errore colossale. Ebbene, tale consorzio è diventato il primo costruttore mondiale di  aerei ( oltre 500 all’anno ) e con un portafoglio ordini di almeno 4500 aeromobili. Tali numeri fanno si che più di un milione di europei  vi lavorano avendo anche ottime prospettive per il futuro in considerazione dell’espansione del traffico aereo che si sta verificando in questi anni.
  
           RIFORMA FISCALE

Questo argomento , a mio avviso, meritava di essere trattato in modo più diffuso  in considerazione dell’impatto che ha sulla nostra vita di tutti i giorni.
La corruzione e l’evasione fiscale ha raggiunto livelli tali da non essere più umanamente sopportabili. Queste pratiche illegali si sono così diffuse nel tempo diventando, oramai, consuetudini così affermate in maniera tale da far affermare una Costituzione materiale in maniera tale che quella formale serve solo come oggetto di studio per gli studenti delle facoltà giuridiche ed economiche.
In questo contesto di degrado l’art. 1 va letto nella maniera seguente:
L’Italia è una repubblica democratica fondata sulla corruzione e sull’evasione fiscale.
La responsabilità appartiene alle classi  dominanti che la esercitano in nome e per conto di evasori, corrotti e corruttori.
E’ insopportabile che il 40-50% del PIL sia prodotto in nero, con conseguente evasione dell’IVA per un ammontare di 130-160 mld di Euro (fonte Banca d’Italia).
E’ insopportabile che i lavoratori dipendenti e pensionati (31 Milioni) contribuiscono per l’88% dell’intero gettito IRPEF e che  12% possieda dell’80% dei beni del nostro Paese.
Il problema, come ho già scritto nelle precedenti lettere, va affrontato in modo drastico con la proposizione della detraibilità fiscale di tutte le spese così come fanno i paesi più evoluti fra i quali gli Stati Uniti d’America.
Si otterrebbero così facendo i seguenti vantaggi:

1)     Recupero di gran parte dell’IVA evasa;
2)     Restituire mediamente ai 31 milioni di lavoratori dipendenti e pensionati circa 6000 € per anno;
3)     Immissione nel circuito dei consumi almeno 180 miliardi di Euro.
4)     Crescita economica dovuta ai maggiori consumi;
5)     Grandi benefici sul fronte della corruzione in quando diventerebbe molto più difficile l’occultamento di somme di provenienza illecita;
6)     Grandiosa crescita dei consensi per il Partito proponente. La gente vuole soltanto questo.
Il sottoscritto sfida chiunque a sostenere il contrario.
Questo è l’unico sistema per ridare fiducia ai cittadini che oramai non hanno più alcuna illusione per quanto riguarda il proprio futuro.
           
      SANITA’

A mio avviso la fonte principale di sprechi deriva dall’ intreccio di interessi tra sanità pubblica e sanità privata. Nella pratica il settore privato è concorrente di quello pubblico pur essendo da quest’ultimo finanziato.
Buon senso vorrebbe che se lo Stato e le Regioni decidessero di finanziare  la sanità privata, ad esempio nel campo della diagnostica, si dovrebbero sbarazzare delle loro strutture in modo da lasciarne operante soltanto una. Solo così si avrebbe un tangibile risparmio. Invece cosa fanno? Finanziano il privato mettendosi poi in concorrenza con questi. E’ come se la FIAT desse un contributo a chi acquista autovetture Volkswagen. Assurdo. Eppure questo è quello che succede nella nostra sanità. Mi spiego meglio. Se il sottoscritto per una TAC si reca da Potito a Campobasso, la regione Abruzzo ne pagherà  il costo che ad esempio sarà di 500 €. Se io decidessi di operarmi in una struttura privata, la Regione  pagherà sia il costo dell’intervento che quello della degenza per importi pari a migliaia di Euro. Se invece mi servissi della struttura pubblica, la Regione spenderebbe pochissimo dato che già possiede le strutture, i macchinari ed il personale necessario a soddisfare la richiesta. C’è da aggiungere poi che questi lavorano con ritmi assolutamente non paragonabili a quelli dei privati. Quindi succede  quello che proviamo sulla nostra pelle  tutti i giorni: tempi lunghissimi di attesa, pur possedendo mezzi in grado, se impiegati correttamente, di soddisfare 10 volte la normale richiesta, di conseguenza i pazienti sono costretti ad emigrare presso le strutture private con la conseguenza di raddoppiare praticamente i costi. La proposta quindi è questa:
Razionalizzare l’offerta in modo  da non creare sovrapposizioni. Se la Regione decidesse ad esempio, che non è conveniente economicamente gestire una certa attività, dovrà cedere questa al privato, che si dovrà accollare  sia la struttura sia il personale. Soltanto così si taglierebbero effettivamente i costi.
In conclusione, caro Presidente, questi sono gli argomenti da approfondire e magari inserire nella Proposta.
Per quanto riguarda le alleanze, io penso che la costituzione di un polo di non allineati sia la cosa più intelligente da fare, rimarcando comunque le differenze fra l’IDV e gli altri. Noi siamo il nuovo e l’innovativo. Gli altri invece, chi più e chi meno, rappresentano sempre il passato e tendenzialmente tenderanno sempre a rimarcare ed adottare atteggiamenti oramai sconfitti dalla storia.
In questo contesto l’IDV deve assolutamente crescere in termini di consensi. Lo può fare se si sponsorizzassero quei temi che ho trattato poc’anzi. Solo con il partito attestato almeno sul 15% dei consensi si potrà sperare in un vero cambiamento. Se così non sarà, noi resteremmo ai margini della vita politica italiana con la conseguenza che tutto quello che diremo sarà valutato come abbaiare alla Luna.
Scusandomi per il tempo che le rubo, voglia, Presidente Di Pietro, accettare i miei attestati di stima più sinceri salutandoci con un arrivederci a Vasto.
                             Mario Ciancaglini

Vasto: Cessi e ... ricominci.



Pochi lo avranno colto. Ma nella maggioranza e ancor di più in giunta comunale, serpeggia un timore crescente. Forse anche di più, forse si tratta di paura. Desta infatti preoccupazione il cumulo crescente di pesanti deleghe oramai nelle mani dell’assessore alla piazza. Partito in sordina con la delega alla piantumazione di olivi e sistemazione di vasi e giunchiglie, accorpata poi a quella dei cancelletti massonici, è riuscito ad ottenere con destrezza anche quella ai cessi pubblici. E lì è scattato inarrestabile il malumore, causa invidia, dei “colleghi” di giunta. Pare che alla domanda: “Ma non saranno impegni troppo gravosi quelli che ricadono sulle sue spalle?” abbia risposto: “E che volete, occorreva dimostrare che non solo gli altri sono in grado di far fare figuracce a Vasto sulla stampa, ma anche io posso far sapere a tutti che a Vasto non siamo in grado nemmeno di tenere puliti i cessi. E non mi si venga a dire che era meglio risolvere il problema senza pubblicità”.  
 Incalzato di nuovo dal giornalista che gli diceva che forse compito degli amministratori e politici locali era quello di risolvere i problemi e non di segnalarli come un qualsiasi petulante cittadino, pare abbia concluso tra lo stizzito e il risentito: “Oh!  E quando mai a Vasto gli amministratori hanno risolto un problema che sia uno! E insomma! Da che mondo e mondo qui i problemi mica si risolvono! Si denunciano sulla stampa così si può avere un sacco di visibilità! E che diamine! E adesso lasciatemi andare che devo far scoppiare il caso delle buche nell'asfalto”. Ma le stanno tappando proprio adesso! “Maledizione, adesso mi tocca cercare qualche altra cosa da denunciare”

Il caro Gino non si arrabbierà per la mia ironia lui sa che quando era all'opposizione gli avevo detto tante ....  cose.

mercoledì 19 settembre 2012

Emozioni di Settembre.


Non sarà sembrato vero a questi "villeggianti" settembrini trovare un banco di vongole alla riva del mare.  

In pose "sconvenienti",
come "antiche" raccoglitrici di olive,
le signore  ....

Ma sto veramente diventando un poeta?

martedì 18 settembre 2012

Autocelebrazione di un sindaco.

Oggi in Coniglio Comunale, il sindaco di Vasto si è complimentato con se stesso per le opere fin qui realizzate. "Lasciamo giudicare agli altri" avrebbe dovuto dire. Invece .....

Comunicato stampa


Da ora in poi sarà un crescendo di proteste da parte del Sindaco Lapenna. Questo è quello che prevediamo per i prossimi mesi. In verità, il percorso tattico ha già avuto inizio: proteste per la riorganizzazione della sanità ed al piano di riordino delle ASL, proteste per le trivellazioni nel mare Adriatico, protesta per la chiusura del Tribunale, proteste per i ritardi nei finanziamenti per il recupero della linea ferroviaria, proteste per la spending review, proteste per la gestione regionale dei rifiuti. Tra un po’ Lapenna protesterà per la soppressione delle fermate dei treni, per il rischio della perdita di posti di lavoro nell’industria, per i limitati finanziamenti per interventi sul dissesto idrogeologico, per lo scarso intervento sulle strade provinciali e quanto altro può rappresentare elemento di polemica nei confronti di enti terzi all’Amministrazione comunale.
Certo, atteggiamenti all’apparenza tutti giustificati ed i motivi di contenuto per protestare non mancano ma …
Ci chiediamo fino ad ora dove sia stato il Sindaco Lapenna, ci chiediamo come mai non si sia accorto prima di quel che stava accadendo a Vasto e per Vasto, ci chiediamo come mai, un bel giorno, si sveglia ed inizia la sua crociata in difesa della città, ci chiediamo come mai adesso sia alla ricerca di una visibilità che lo configuri paladino, ci chiediamo cosa lo spinga a mostrarsi uomo di polso e novello masaniello, visto che se l’impulso provenisse dall’amore per la città avrebbe avuto anni per dimostrare di averne.

Meglio farebbe il Sindaco a valutare l’inefficacia della propria azione amministrativa, meglio farebbe a cimentarsi in un esame di coscienza da cui potrebbe trarre forza per iniziare a far qualcosa per la città.
Ma una risposta ai quesiti di fondo noi l’abbiamo ed è una risposta semplice: il Sindaco Lapenna scalda i muscoli e prende la rincorsa per le prossime elezioni politiche, quelle per il rinnovo della Camera e del Senato. Se ne parla da tempo ma le proteste contro tutto e tutti rappresentano la conferma. D’altronde… potrebbe mai chiedere voti in ragione della propria credibilità politica o per le cose fatte per la città? No di certo! Ed allora si prepara a chiederli contro le manchevolezze e le inettitudini degli altri, tentando una difesa del territorio in nome di ciò che altri non hanno fatto, dimenticando che se si sta verificando un impoverimento della città in ordine ai servizi ed agli interventi di enti sovraordinati, questo lo si deve anche alla sua invisibilità politica ed alla sua scarsa attività amministrativa, realtà e situazioni che hanno determinano l’appannamento del ruolo di Vasto nello scenario provinciale e regionale.

                                                                          Valerio Ruggieri
                                                            Coordinatore di “Progetto per Vasto

Oggi ... Coniglio Comunale.


Mo pure le palme. ... eccheppalme!




Vasto – SOS, salviamo le palme alla Marina

Via lo ‘struscio’ affollato dei bagnanti, via le mercanzie offerte per ogni dove e a tutte le ore dai ‘Vu Cumprà, silenziati d’un tratto musiche e vociare nei bar con pedane e …dehors, capita che alla Marina uno si guardi attorno e alzi anche lo sguardo. E alzando gli occhi, dopo aver visto a terra un ramo di palma caduto (pericolosamente) dall’alto per vento, nei pressi della Rotonda di Via Dalmazia, capita di soffermare l’attenzione prima su di una e ancora un’altra, e poi su altre delle palme che lì stanno, ormai alte e caratterizzanti, cresciute in circa 40/50 anni, ma che a quanto pare, paiono ormai destinate a divenire, a breve o medio termine, dei miseri tronconi, scuri e tarlati.
E’ noto che un temibile coleottero (Rhynchophorus ferrugineus) originario dell'Asia, detto il “Punteruolo rosso delle palme”, è
arrivato in Italia già da alcuni anni e sta facendo strage di queste scenografiche piante da giardino e da città mediterranei. Qualcuno, con esercizio pubblico nei pressi, mi dice che a suo tempo (l’anno scorso, o ancora prima?) fu fatto “un trattamento” alla prima palma sotto attacco, ma, a quanto pare, senza esito salvifico. Oggi, l’infestante insetto sta attaccando inesorabilmente anche altre palme sullo stesso tratto. Anzi, a ben osservare, qualcun'altra ormai priva dell’eretto ciuffo centrale e significativamente senza racemi di datteri, è visibile, sempre in Viale Dalmazia, nella zona turisticamente preziosa per residence e alberghi. Senza mirati provvedimenti, facile prevederlo, sarà un vero flagello!

Vogliamo preoccuparcene? Per meglio dire: il Comune (magari chi per esso si è inventato di mettere avventizi alberelli d’ulivo in grossi e sciatti vasoni di cemento in Piazza Rossetti) se ne sta preoccupando e occupando? Voi dite che è assai probabile che quelli degli Uffici al Verde o alla manutenzione urbanistica non se ne siano neppure accorti? O, magari tardi, c’è già un programma d’intervento… Confidiamo, ma a saperlo sarebbe meglio!

Tutto questo, richiamo verbale e corredo illustrativo di foto, invio ai Media non per alcuna e sterile voglia polemica, ma perché - da cittadino che ha a cuore Vasto e in particolare la (mia/nostra) Marina - trovo giusto e anzi doveroso spendersi in pubblico per un - si spera utile - grido di allarme.
GFP

lunedì 17 settembre 2012

Scarpasciudd


PLEASE, A TWICE MECCADAMS, SIR!

sabato 15 set'12, campo Incoronata.
QUEEN'S PARK RANGERS   WEST HAM 4-2

QUEEN'S PARK RANGERS (bianchi): Ronzitti L (2°t.Prot), D'Adamo P, Ronzitti N (2°t.Ronzitti Go), Ronzitti F, Salvatore, Serafini S, Soldano, Puddu, Serafini A, Vino, Pegna

WEST HAM (rossi): Granata, Antenucci, Di Marco, Ruzzi, Di Foglio, Patriarchi, Frangione, Sebastiani, D'Angelo, Cicchini, Fanucci

Dopo il caso della giovane nuotatrice ricoverata per intossicazione da bicarbonato (che pare agisca da dopante per diminuire l'effetto dell'acido lattico nei muscoli, due scarpasciùdd' non più giovani hanno voluto provare a doparsi con metodi 'faidatè': il maresciallo Frangione ci ha provato col lievito...di birra, mentre lo chef Soldano con l'idrolitina: il primo è lievitato nel 2t°segnando un gol, il secondo anche lui ha carburato nella ripresa con l'assist per il 4°gol: è curioso che per entrambi l'effetto è durato 5 minuti (sempre intorno al 70mo). Veniamo alla cronaca: i rossi come al solito iniziano bene, con un diagonale alto di D'Angelo (10'), ma al 19' una bella triangolazione sulla sx tra Paolo D'Adamo e Serafini mette fuori causa il rosso Antenucci andato a funghi, l'architetto aggancia bene e a volo di prima infila in rete: 1-0. Dopo neanche 6', stavolta è il bianco Soldano che sguscia, dopo un perfetto lancio di D'Adamo, sulla dx. e crossa ancora per il liberissimo Paolo D'Adamo che bissa e infila a rete il 2-0, mentre Di Foglio rimbrotta a muso duro il capitàa a caccia di ciammaìche e cucculùne nella metacampo avversaria. I rossi si rianimano un pò: al 25' il professore Cicchini si sgancia sulla dx, scarta l'avversario e crossa al bacio per il maresciallo Max Frangione, che mira l'angolino sx e accorcia 2-1. Il 1°t si chiude con una traversa scheggiata da un tiro del bianco Serafini. Durante la ripresa febbrili trattative per il ciabbotto di inizio stagione: si è preferito iniziare in modo light con grigliata di 'risciùla 'nghi li bbèffe'e ' ppipùne arròste'. Nella ripresa il bianchi schierano Puddu in porta e Lorenzo in attacco affiancato da Gogò che sostituisce Nicola Ronzitti: risultato?  I bianchi ,dei due over 60',uno sta ora in porta, i rossi invece hanno il circolo pensionati INPS al completo con 4 over 60' che, appunto nella ripresa, fanno la 'differenza'. Infatti i bianchi iniziano a 'bbummuchijè': prima è Ronzitti Go che al 13' grazia Granata con un bolide che sorvola di 10' la traversa; poi è il fruvoletto Lorenzo Ronzitti che dialogando con il 'tattico' Vino, si trova solo davanti al portiere e segna il 3-1. I rossi reagiscono con una traversa di Cicchini al 22'; poi ci tenta Fanucci che aggancia bene in area e con rasoterra a piazzare sfiora il palo sx;  e poi al 25' Max Frangione è 'lievitato': scatta da sx, 'sdòva' in dribbling stretto 3 avversari e accorcia 3-2. Ma al 38' i bianchi 'stùtene la luce' ai rossi: Soldano scatta e, sotto effetto dell'idrolitina scappa via (!) a Di Marco che va 'scimmiènne' ( a proposito, con Romeo d'ora in poi ci si esprime solo in pure english dopo il suo american trip-allora, sappilo, scimmiènne si traduce in 'walk around like a drunk monkey'), crossa al centro per il solitario Gogò Ronzitti che di testa segna il 4-2: risultato finale nonostante le ultime velleità dei rossi, culminate da uno spento Hulk 'abbumichijiàte bbòne bbèune' da un ottimo Salvatore. 

Class.cannonieri: 5 gol: Ronzitti go   3 gol: Frangione   2 gol: D'Adamo, Serafini A.   1 gol: Sebastiani, D'Angelo, Angiolillo, Storto
The day after ....

Vasto ieri e Vasto oggi



domenica 16 settembre 2012

Vasto e ... la pioggia.


Una notte buia e tempestosa era stata quella appena passata. Le cateratte del cielo si erano aperte, intorno alle quattro e trenta, per riversare sovrabbondante la pioggia.
Non a gocce e nemmeno a catinelle. Qualcosa di più che a “secchi”.
I lampi e i tuoni rompevano d’improvviso il rumore già di per se fragoroso dell’acqua che aveva trasformato le strade in vorticosi torrenti. Torrenti in cui i canali di gronda vomitavano violentemente il liquido troppo improvvisamente ingurgitato, assieme al materiale depositato dai piccioni o dal vento sui tetti e nelle grondaie durante i mesi di arsura estiva.

Mia moglie sistemava stracci e bacinelle dove l’acqua, dal tetto da tempo abbandonato dell’edificio adiacente, entrava copiosa in casa, mentre io, guardandola svigorito, mi trattenevo dal bestemmiare il Padre Eterno, la Madonna e tutti i Santi poiché so perfettamente che costoro sono presi da problemi molto più gravi di un temporale e riflettevo.
Possibile che non esistano i mezzi per reagire all’incuria, all’abbandono? Possibile che l’inciviltà debba rendere sua  complice chi incivile non è o non vuole esserlo?

Non riuscivo a riprendere sonno. Nella solitudine del mio studio sentivo fuori la pioggia scrosciare: ho avvicinato il volto ai vetri della finestra e ho guardato. La terra resa malinconica dall’acqua che ne fa lucide le pietre era come minacciata da plumbee nuvole che si avanzano lambendo la sommità delle case vicine.

Una persona con le gambe nude correva sul marciapiede gridando e facendo gesti col braccio destro verso persone che non ho scorto. Come un film proiettato all’incontrario ho distinto le idrovore dei Vigili del fuoco che invece di versare, aspiravano dagli scantinati l’acqua che li aveva velocemente riempiti, riversando poi questa nelle strade da tempo a loro volta allagate.

Negli anni passati si è pensato bene di assumere persone da tenere dietro comode scrivanie ma non si è pensato a personale che potesse provvedere a tenere puliti i tombini. Era sconveniente fare il calciatore, era disonorevole fare la velina, figuriamoci se si poteva “essere” pulitore di “cloache”. E ancora adesso che si ambisce ad essere calciatore o velina si pensa magari a “notti bianche” o a “notti rosa”, piuttosto che a far funzionare le “chiaviche”. Già “chiaviche” disgustosa parola. Eppure!

La pioggia dalle strade e dalle piazze scende giù dalla collina verso il mare seguendo improvvisati tragitti, tracciando ruscelli, quando non fiumi, e trascinando a valle quello che trova. Rendendo limacciosa la terra. Allagando ogni dove.

Qualcuno osserva che la terra ormai coperta dalla “macchia mediterranea” non riesce più a trattenere l’acqua.
Ma si può chiamare “macchia mediterranea” quell’ammasso di sterpi, rovi, ortiche ed erba infestante di ogni tipo che imbacucca e sconvolge i luoghi una volta coperti di oliveti, vigneti, aranceti e orti multicolori? E dove sono finiti i fertili campi tenuti da amorosi bifolchi?
Probabilmente, una volta coperti di case questi luoghi non saranno più così “desolati”.

Le acque limacciose raggiungono la Marina, dove gli eleganti villini, i curati oleandri  e le siepi di pitosforo, caratteristiche di un ameno luogo di villeggiatura, sono stati sostituiti da costruzioni sgraziate e recinti da stia, aggiungendo danno al danno.

Avrei voluto trovare motivi per continuare questo discorso con la parola “tuttavia” ma non ne ho trovati. Non sono riuscito a trovare argomenti positivi da contrapporre alle negatività che di giorno in giorno trasformano quella che era un luogo dalle “caratteristiche peculiari singolarissime”, in cui l’estetica più che l’urbanistica avrebbe dovuto essere di guida”.

La pioggia intanto stava seguitando a cadere violenta, dirotta, insistente segnando di frequenti rigagnoli la strada.

sabato 15 settembre 2012

Svelato l'arcano.

Qualche giorno addietro, su Noi Vastesi, l'amico Lino Spadaccini si chiedeva come mai l'abito della Madonna della Cintura esposta nella Concattedrale di Vasto (San Giuseppe) non fosse di colore scuro come l'iconografia vuole. Vengo a spiegarne il motivo. Dopo lo spostamento dell'organo che copriva la nicchia dedicata alla Madonna, si è recuperata la statua che era "buttata" nei magazzini ora diventati "saletta espositiva". L'abito è stato realizzato ex novo con la stoffa a disposizione.

                                        

venerdì 14 settembre 2012

Se fossi "ricchione" mi incazzerei.

Ho usato questo titolo così leggerete quanto scrivo. 
Vorrei saper chi è il "grafico" che ha curato questo manifesto e soprattutto chi lo ha approvato. Forse è stato Paolo Palomba? (faccio un po' di pubblicità a quest'ultimo almeno qualcuno si informerà su chi sia).
Non sto a commentare la mamma (sola) col bambino o l'operaio sorridente. Non voglio evidenziare la mancanza della "famiglia". Voglio far notare quella coppia di giovani abbracciati a destra del manifesto (dietro la donna col bambino). 
Ma la vogliamo smettere con lo stereotipo dell'omosessuale visto come una "checca"? Ma perché  l'omosessuale deve essere per forza rappresentato così? Ma perché un omosessuale non può apparire come una persona normale?
Io ho conosciuto (e ancora conosco) tante persone "gay" e di queste pochissime sono come quelle rappresentate sul manifesto dell'IdV. 
Non ho mai sopportato il trattamento e le ingiurie riservati a queste persone ed al loro modo di essere.
Addirittura tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta giravo con una spilla con su scritto, in colore bianco su sfondo verde, "FUORI" (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), perché ritenevo che il loro "stato" andasse rispettato. Tuttavia penso che da allora nei riguardi di queste persone non sia cambiato nulla. Si fa finta di aver rispetto per loro ma poi .... come nel film di Checco Zalone.
Anche tanti di loro, come certe "femministe", fanno di tutto per danneggiare chi vive "normalmente" quella "condizione" con "certe ostentazioni", ma vedere su un manifesto come quello dell'Italia dei Valori una immagine che li mostra in quella posa mi sembra offensivo. Dovrebbe essere, a mio modo di vedere, altra la maniera di presentare ed affrontare la "causa" degli omosessuali. 
Vendola, pur ostentando la sua omosessualità, non mostra il fianco allo scherno, alla derisione.
A differenza di "Frocio", "Ricchione", "Finocchio" ecc. "Omosessuale" rappresenta una condizione, senza esprimere un giudizio, ho letto su un sito . Ma se si presentano "sempre" gli omosessuali nella maniera in cui sono presentati sul manifesto dell'IdV, siamo sulla retta via? 
Credo di no.

giovedì 13 settembre 2012

Ci stanno condannando alla mediocrità.




Evidentemente c'è un disegno dietro. Vasto, la seconda città più grande della provincia di Chieti, deve avere come modello di sviluppo paesini, magari nobilissimi, ma di taglia inferiore, situati prevalentemente nell'entroterra. Se incarichiamo un Cervellati per il piano del centro storico, otteniamo la genialata che dice: “dobbiamo rimettere le botteghe artigiane che espongono la mercanzia sulla strada”. Se facciamo un'iniziativa estiva ci ritroviamo con le notti bianche o rosa. Se animiamo piazza Rossetti vuol dire che chiamiamo le bancarelle con l'immancabile e affollatissimo punto Folletto. E quindi, se pensiamo ad un piano per il commercio, ci ritroviamo con un numero oramai imprecisato di negozi della media distribuzione. Tutti uguali, che vendono gli stessi prodotti di discount oppure di marchi di proprietà della grande distribuzione. Proprio non c'è la capacità di pensare in grande. Proprio non si riesce ad immaginare come e dove fare un grande centro commerciale caratterizzato in maniera tale da “qualificare” un'area. Una realtà che possa richiamare non folle, ma persone invogliate a venire in una città che ha qualcosa da offrire. Un “richiamo” che funzioni anche da motore per il rilancio delle attività esistenti. Gli amministratori di Vasto, invece, hanno in mente di offrire altro. E quando pensano in grande, oltre alle teleferiche, pensano alle città dormitorio da fare con la scusa del nuovo ospedale. Quando l'ospedale (che non c'è e non ci sarà) ci sarà, toccherà fare anche un'altra colata di cemento per costruire delle case intorno ad esso. E allora perché aspettare? Per il rilancio della nostra città, per risolvere il problema della mancanza di lavoro: “facciamo costruire case”. Case che resteranno vuote come le tante che già abbiamo in città. Case da “vendere” non case da “abitare”. Tuttavia in questa breve attesa vogliate gradire capannoni prefabbricati destinati alla “media” distribuzione.  Ma è questo quello che vogliamo per Vasto? Un posto mediocre per gente mediocre? Io credo che possiamo valere di più. Valiamo di più.

mercoledì 12 settembre 2012

Black out

Hanno tappezzato il mio quartiere di volantini sui quali c'è scritto che questa mattina mancherà la corrente elettrica. ... Me ne vado al mare. E' questo il bello di "posti" come Vasto.

martedì 11 settembre 2012

San Salvo, 11 settembre 2012

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CARI LAVORATORI, E’ ORA DI SVEGLIARSI e iniziare a reagire energicamente contro questa massa improduttiva di corrotti, fannulloni e ciarlatani che continuano a defraudare i nostri stipendi, distruggendo il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli.

 Confederazione COBAS
      RSU - Pilkington-NSG

11 settembre ... una data qualunque.


lunedì 10 settembre 2012

Martina Cionci. De gustibus non disputandum est ma ...

Martina Cionci, da quello che ho potuto notare quel paio di volte che l'ho incontrata, non è solo una bella ragazza ma anche una brava persona, gentile ed educata.
Ieri sera ho assistito (per caso) alla sua eliminazione.
Ho guardato poi le ragazze "selezionate" per la finale di Miss Italia e mi sono convinto che qualcosa nel regolamento del televoto non quadra.
Probabilmente sono di parte. Probabilmente sono tifoso ....

... Ma se al concorso mi presento io e convinco tantissime persone a votarmi, contando anche sul voto di chi nella giuria vuole fare "l'estemporaneo", posso essere eletto Miss Italia?

Ma che fine hanno fatto i cattolici di Vasto?

... forse pensano già alle notti bianche o alle notti rosa della prossima estate.

Foto: Lino Spadaccini.

Lo Scarpasciudd ... ricomincia.


IL MARESCIALLO ADIRATO

sabato 8 set'12, campo Incoronata.
ATHLETICO VALUN - DURRES 6-4

Athletico Valun (bianchi): Prot (2°t.D'Adamo A), D'Adamo P, Ronzitti F, Salvatore, Serafini S, Puddu, Soldano, Pegna, Angiolillo, Serafini A, Ronzitti G, Di Marco (2°t coi rossi)

Durres (rossi): D'Adamo A (2°t prot), Antenucci, Isoardi, Fanucci, Ruzzi, Patriarchi, Frangione, sebastiani, D'Angelo, Cicchini, Storto (+Di Marco nel 2°t)

Tre paparoni rossi guastano l'esordio positivo e un buon spunto, almeno nel 1°T: sono infatti i rossi che sbloccano al 9': Storto da dx. crossa teso, il marshall Frangione 's'ariggìre, acciùcche la còcce e da fermo spiazza Puddu (prot) indirizzando all'angolino Dx: 0-1. (n.d.r. PROT sta per portiere a rotazione - nu'ccòne pi d'ùne -vista la penuria di goalkeepers). I rossi impongono i loro ritmi, ma (1°capp), Patriarchi s'imbìcce, Angiolillo gli ruba palla e rimette repentino al centro, dove Andrea Serafini raccoglie ed infila in rete l'1-1. Al 28' i rossi riguadagnano campo e, a seguito di una mischia in area bianca, Osvaldo Sebastiani calcia da 10m di collo interno sx: la palla,complice una deviazione, s'infila sotto il 7, ed è 1-2. Ma al 32' (2°capp) l'inesperto debuttante Isoardi perde palla in disimpegno, Angiolillo come prima gli sgraffigna la palla e crossa al centro per Gogò  Ronzitti, che segna facile il 2-2. Dopo 3' i rossi ritornano su, e Luca Storto ammolla una scileppa dal limite indirizzata all'angolo dx, nulla da fare per Ronzitti F (prot), 2-3. Allo scadere (3°capp), su un campanile in area rossa, Isoardi salta a vuoto, la palla si stampa sulla mano di Patriarchi, rigore netto: batte Gogò Ronzitti, ed è 3-3. A differenza dei portieri, ci siamo già adeguati agli standard delle serie maggiori, e oggi avevamo, oltre all'arbitro Nicola Ronzitti, ben 3 arbitri di linea, appostatisi dietro la rete (Lorenzo, Ludovico e Renato, mica cotica!). Nell'intervallo, il portiere Andrea cambia casacca, Di Marco pure e ci si proietta nel 2°t. Soldano suona la carica a suon di rutti ('cannarùzze 'ghi la pammadèure', precisa lui) e al 10'serve sul limite Franco Pegna, tiro teso all'angolo dx, Sebastiani (prot) non ci arriva, ed è 4-3. Al 15' i rossi riagguantano il pareggio: cross basso di Cicchini, al centro il bianco Salvatore cerca di intervenire di testa a 50 cm.dal suolo (!), ma riesce solo a spizzicarla, il rosso Pietro 'Hulk' D'Angelo è lesto ad intrufolarsi e, di rapina alla Inzaghi, infila il 4-4. Dopo un duro intervento di Salvatore, Frangione s'arràjie'gnè nu' quàne e lascia il campo di gioco: d'ora in poi, i bianchi saranno padroni del campo: al 23', dopo un'incursione di D'Adamo, la palla deviata va fuori: il corner viene battuto a sorpresa da Gogò, che appaggia ad Andrea Serafini, finta, s'accentra e molla un bolide che perfora la difesa rossa e le mani di Fanucci (prot): 5-4. Al 39' Soldano scappa solitario sulla dx, crossa alto per il liberissimo Luigi Angiolillo che, di testa, piazza la palla all'angolo sx, dove Patriarchi (prot) non può arrivare, ed è 6-4. C'è spazio anche per un rigore: Ruzzi cianghetta in area Angiolillo, rigore sacrosanto: batte Soldano, ma Hulk (prot) in spaccata devia fuori.

Class.cannonieri: 2 gol: Serafini A, Ronzitti go   1 gol: Pegna, Sebastiani, Frangione, D'Angelo, Angiolillo, Storto  

domenica 9 settembre 2012

Una partita all'Aragona.

Oggi dovevo scegliere tra il Gran Premio di Monza o il Vasto Marina. Ho calcolato i tempi e pensato che se perdevo i primi minuti della partita non sarebbe stato granché  male, quindi ho deciso: "dopo il Gran Premio vado all'Aragona" (abito molto vicino). Dopo il sorpasso di Perez, prima su Massa poi su Alonso, ho ritenuto che i giochi fossero fatti e quindi sono andato allo stadio.  Arrivato ho trovato il botteghino chiuso e a sorpresa anche tutti gli ingressi, sia quelli di via Tobruk sia quelli di via d'Avalos erano chiusi. Alcuni ragazzi hanno chiesto a me dove fosse l'ingresso ma non ho saputo dare loro una risposta.
Tuttavia non mi sono perso d'animo. Negli anni Settanta, sono riuscito anche a entrare all'Olimpico di Roma, scavalcando le recinzioni, in occasione di una partita tra Roma e Milan, e addirittura a sedermi a due metri da Gianni Rivera (in tribuna), figuriamoci se non entravo all'Aragona. Infatti ho trovato un "pertugio" e sono entrato. 
Nei "bassifondi" dello stadio, ho incontrato il mio amico Pino, Presidente del Vasto Marina, al quale ho chiesto se vincevano 2 a 0. Mi ha risposto che vincevano solo 1 a 0 poiché un gol era stato annullato. La partita alla quale ho assistito, diversamente a quella di domenica scorsa, non mi è sembrata una partita da oratorio.
Le squadre in campo ed i singoli elementi dimostravano nettamente la categoria superiore e addirittura c'erano (forse in maggioranza) i tifosi avversari.
Nel secondo tempo però la formazione ospite ha dimostrato una superiore preparazione atletica. La lenta e affaticata difesa del Vasto Marina ha sofferto i contropiede e, salvo in due occasioni, i locali non hanno creato pericoli per la porta avversaria, mentre questi dopo un primo gol viziato (secondo me) da un fuorigioco, addirittura si sono portati in vantaggio.
In tutte e due i gol il portiere del Vasto Marina mi è sembrato "poco attento". In occasione del pareggio, troppo preso a segnalare il fuorigioco, a parer mio si è tuffato in ritardo sul tiro da (molto) lontano. Sul vantaggio ospite invece forse non ha pensato che anche uno alto un metro e mezzo, lasciato incredibilmente solo in mezzo all'area, poteva segnare di testa.
Certo è che la partita, dopo un pericoloso calcio di punizione deviato in corner dal portiere avversario, si è conclusa con una sconfitta in casa.
Comunque, anche se massacrato dalle zanzare che a nuvole uscivano dai seggiolini ormai "vetusti", mi sono divertito.

Ora qualcuno si offenderà perché ho detto che la partita di domenica scorsa, giocata dalla Vastese mi è sembrata da oratorio ... e ma allora siamo tutti permalosi!!!!!? 
Vuol dire che mi dovranno ritirare l'abbonamento.

Oggi a Vasto il VII Cammino di Fraternità della Confraternite .

Se solo poteste immaginare cosa mi passava per la testa quel Venerdì Santo.