giovedì 30 settembre 2021

Il San Michele di Francesco Paolo Spadaccini

 


In passato, in polemica con amici, commentai il fatto che il Santo Patrono avesse una delle chiese più piccole della città, ma almeno situata nel punto più bello del nostro lato est.

Patrono di cui si parla poco durante tutto l’anno e ci si ricorda di lui solo in occasione della sua festa.

Della sua festa ma anche di quando la città ha avuto bisogno dei suoi buoni uffici presso il Padre Eterno.

Questa piccola composizione in dialetto racconta proprio questo.

 

 

San Michele, Protettore

 

Strillènne a circhè la piève,

'na mòrre di  cafìne e urtulène

s'apprisènde annènze a Sammicchèle.

 

Lu Suànde sènde e sa' risbàje 'ngustujète,

scènne l'addère e angòre durmuènne

aèsce 'a vidà che stève  succiudènne.

 

Ohè!...Che jè tùtte sta ammujène!

Minìte aecche sòle pì cummunènze,

e l'èddre jùrne? Nisciùne vè'affà pinitènze.

 

Li cafìne 'mbaurète… Prutittò circhème schìse,

ma aècche la cambàgne s'è sicchète

e sènza virdìre 'nzè màgne e 'nzì fa mirchète.

 

Accuscè jè? Si minìte aècche addà èsse pi rispètte,

all'arcangèle di Ddè ci vo' sèmbe divuziàne,

sòle accuscè putète aripurtè la binizzàne.

 

Mìse e mèse…nisciùne vè' appiccè cannàle,

pi tutte l'ànne facète l'àrte di cajàsse,

sòle pi la fèste mi calète e mi purtète a spàsse.

 

Ma cànda la magnatàre scarsijàie,

allàre tutte a strippàrse li capèlle,

tutte a ricitè rusuàrie a ògne cappèlle.

 

A l'addijìne…sìbbite: Micchèle me 'ndò stì?

E a panza piàne…niscìne a truvè lu Sànde,

sòle càcche vicchiarèlle ògne tànde.

 

 Jète pùre a la marène affà li bagne,

ma pinzète ca tenème tànda puvurtè

c'abbisàgne cunfòrte e bòna caritè.

 

Ma jè vuje tròppe bène a stù pajàse,

e pure stavòdde vi lève la maledizziàne,

ma, abbàte avvì, nin'vi scurdète la lizziàne.

 

S'é calmète Micchilèle…s'agginòcchie li cafìne,

e mèndre abbruvugnìse stànne tutte zètte

vènde … silìstre … e scòppe la matèzze.

 

Ariscènnene li cafìne pi la vì' dill'Aragàne,

arisàje lu Suànde dèndra a la cappèlle,

e suddusfuàtte a'ricchiàppe la sbambatèlle.

 

Da stù fuàtte ci'à èsce 'na murèle:

'nzì prèghe pì 'nderèsse sulamènde,

ma pure pì ògne anèma'nnucènde.

venerdì 17 settembre 2021

Sul raddoppio della SS16 ... Moderni Tratturi.

Da Francescopaolo Spadaccini ricevo e pubblico questa analisi che reputo meriti grande considerazione.

In tempi di elezioni amministrative si fruga nei cestini e negli archivi alla ricerca di argomenti da rinfrescare e riportare all'attenzione degli elettori.

In questo safari, tra scaffali e faldoni, non poteva mancare il raddoppio della statale 16 (SS16). Non saprei dire esattamente da quando se ne discute, ma posso testimoniare che ho letto un documento di programmazione che contiene questo argomento e che portava la data del 2009;  firmato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Presidente Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. A sua volta il documento cita precedenti atti amministrativi risalenti al 2003 e 2006; questo del 2006 era stato presentato al Ministro Antonio Di Pietro.

Quindi ci sono tutti e nessuno può tirarsi fuori, perchè tutti hanno dato la spintarella quando ne hanno avuto l'occasione. Ma si sa, col tempo la faccenda si ingrossa, le condizioni al contorno cambiano, ma tutti continuano ad operare ed opinionare come se i presupposti iniziali fossero rimasti immutati.

Nessuno ha mai avuto dubbi sulla necessità di quest'opera; nessuno ha tirato in ballo questioni paesaggistiche, ferite all'ecosistema, problemi di espropri, attività agricole massacrate: tutti d'accordo a sostenere che ci serve. E fingiamo di non sapere che una strada è portatrice di molti sconvolgimenti, oppure lo sappiamo ma vogliamo credere che i vantaggi siano superiori agli svantaggi.

Adesso voglio provare a fare il bastian contrario e spero di stimolare qualche riflessione, ma di quelle che si fanno stando con i piedi per terra.

Nelle aule scolastiche il traffico viene studiato prendendo a prestito alcune delle regole dell'idraulica, assimilando il flusso dei veicoli all'acqua che scorre nei tubi (le strade). Pensate a questo mentre proseguite nella lettura.

La motivazione più ricorrente  è che il raddoppio della SS16 devierà buona parte del traffico che oggi intasa la tratta vastese. Quindi stiamo pensando di deviare un flusso in transito, non di accumulo. Cioè stiamo dicendo che buona parte dei veicoli che oggi ci assillano non si fermano da noi, ma vanno oltre, verso sud o viceversa, e che devono per forza passare da noi perchè non hanno alternative. E questa alternativa la offrirà proprio il raddoppio.

Questo vuol dire che buona parte del traffico che oggi ci affligge, una volta deviato sul raddoppio, ce lo dovremmo ritrovare confluito dopo San Salvo e fino a Termoli; viceversa, fino a Vasto nord. Ma qualcuno ha mai osservato il traffico sul ponte del Trigno o quello alla deviazione per Punta Penna? E vi sembra paragonabile a quello della tratta tra Autostello e marina di San salvo? A me proprio no.

Il traffico da Vasto marina a marina di San Salvo, non è traffico di transito, altrimenti proseguirebbe oltre questi due punti. E' invece traffico stanziale, locale, di sosta, casa e lavoro, passeggiata in spiaggia, pizza al fresco, casa al mare ... che non avrà nè motivo nè convenienza ad usare il raddoppio. Tornando all'idraulica è come l'acqua che si accumula in un serbatoio.

Sento già le grida di contrappunto, ma voglio ascoltarle e porre domande semplici, in primis agli automobilisti e agli autisti di mezzi pesanti.

Cominciamo immaginando un pacifico posto di blocco alla rotonda di Punta d'Erce, e una delle uscite è proprio verso il raddoppio, l'uscita n.1, mentre l'uscita n.2 è quella verso Vasto.

Prima vettura A (vA): (il controllore si avvicina) dove va? ... a Termoli in vacanza, a un concerto a Foggia, ... a trovare parenti a Campomarino. ... Da dove viene? ... Da Pescara. Perchè non ha scelto l'autostrada fino a Vasto Sud o fino a Termoli? ... Perchè sono un masochista e un tirchio. ... Bene, prenda la 1. Grazie.

Seconda vettura B (vB): dove va? ... a Vasto Marina, ... per vacanza, ... a trovare parenti, ... ad un concerto, ... a una sagra, ... per una mangiata di pesce, ... per comprare la ventricina.... Da dove viene? Da Pescara, ... da Ancona, ... da Bologna. ... Perchè non ha preso l'autostrada? ... L'ho fatta fino a Vasto Nord. ... Bene, prenda la 2. Grazie.

Primo camion (cA): dove va? A Termoli. Da dove viene? Da Pescara, ... da Ancona, da ... Bologna... Che trasporta? ... Materiale vario. ... Perchè non ha fatto l'autostrada fino a Vasto Nord o direttamente fino a Termoli? ... Perchè la mia ditta non rimborsa autostrada e mi piace guardare il mare. ... Bene, prenda la 1. Grazie.

Secondo camion (cB): dove va? ... A Termoli. ... Da dove viene? ... Da Pescara, ... da Ancona, ... da Bologna ... Che trasporta? ... Derrate alimentari per alberghi, negozi, mercati e centri commerciali di Vasto e Vasto Marina. ... Perchè non si fa l'autostrada? L'ho fatta fino a Vasto Nord. ... Bene, prenda la 2. Grazie.

Ho cercato di ridurre a 4 gli esempi di tipologia di traffico, distinguendo tra quello (leggero e pesante) che dovrebbe imboccare il raddoppio, (vA + cA), e quello che invece, (vB + cB), deve necessariamente entrare in zona Vasto. Ora invoco un ragionamento razionale e senza pancia.

Il raddoppio sarebbe tecnicamente giustificato, con tutte le sue conseguenze, se il volume di traffico (vA + cA) fosse nettamente, ripeto nettamente, superiore a quello che invece deve fermarsi a Vasto (vB + cB). Come dire che per 1 veicolo che entra in Vasto, 2 o 3 veicoli/camion deviano sul raddoppio. Pensate che questa sia l'attuale situazione? Cioè, pensiamo che verso di noi arrivi una massa d'acqua di cui una parte minore rimane nel serbatoio locale e il grosso fluisce verso Termoli? Io penso avvenga esattamente il contrario.

Oppure vogliamo continuare ad illuderci che avremo un futuro dove il traffico industriale e turistico esploderanno? Queste erano le motivazione di 15 anni fa; qualcuna si è avverata?

Ora prendiamo le aree industriali principali. L'area di San Salvo, con Pilkington Denso ecc., quali vie di trasporto utilizzano? Di sicuro la A14 e/o le ferrovie. Crediamo che si possano innamorare del raddoppio per risparmiare il pedaggio tra Vasto Sud e Vasto Nord? Dico nord perchè verso sud non c'è partita.

E le aziende a Punta Penna? Anche loro per risparmiare il pedaggio autostradale si farebbero il raddoppio fino a San Salvo e poi proseguono verso sud sulla A14? Dico sud, perchè verso nord non c'è partita.

Osservando le industrie in queste due grandi aree, vi sembrano esplose negli ultimi 15 anni? E il turismo, vi sembra raddoppiato nello stesso periodo? Notate che ci siano programmi dell'amministrazione che vanno in questa direzione? O, al contrario, movimenti di opinione che bloccano ogni nuovo insediamento?

Ma l'alternativa al raddoppio già c'è. Vediamola.

Leggo che per il raddoppio si parla di circa 70 milioni, mentre per una uscita A14 a San Lorenzo (Vasto Ovest) ne basterebbero 10.

Realizzare un nuovo casello a Vasto Ovest, sarebbe la decisione più intelligente, più economica e meno invasiva, ed è la risposta al raddoppio che tanto cerchiamo.

La tangenziale di Milano, come quelle di altre grandi città, ha dei tratti gratuiti ed altri, per intervalli più lunghi, con pedaggio, proprio per smaltire traffico in città. Proviamo a fare dei calcoli.

Supponiamo che si faccia una convenzione con il gestore A14 riconoscendo 1 euro per ogni veicolo che entri a Vasto Nord ed esca a Vasto Ovest o Vasto Sud, e viceversa. Con quei 60 milioni risparmiati non facendo il raddoppio, potremmo far transitare gratuitamente 60 milioni di veicoli. E supponendo ne transitassero 10.000 al giorno, fanno 3.650.000 in un anno. Cioè quei 60 milioni pagherebbero il transito gratuito, Vasto Nord, Ovest, Sud e viceversa, a 10.000 veicoli per 16 anni. Sembrano calcoli empirici, e lo sono, ma sono quelli che si fanno quando si devono scegliere soluzioni ai problemi.

Tutto questo senza segare nessun albero o tagliare in due un orto. Questo è solo un esempio indicativo di quali possano essere le alternative alla realizzazione di una strada che comporta, da quello che si legge, addirittura una sopraelevata o un tunnel.

Ma se osserviamo bene, il traffico che tanto ci preoccupa è quello lungo il litorale dalla nostra  marina a quella di San Salvo. Aver costruito alberghi e residenze anche sul lato strada verso l'interno, oltre a raddoppiare il transito dei residenti, ha creato le tante occasioni di pericolo per gli attraversamenti. Se si fosse costruito solo sul lato mare avremmo avuto metà del traffico residente e nessun pericolo di attraversamento. Ma tant'è e dobbiamo prenderne atto.

Allora potremmo raddoppiare solo questo tratto, con un percorso che passi all'interno delle campagne e  oltre la linea delle costruzioni esistenti, riservando invece l'attuale percorso solo ai residenti e deviando sul raddoppio tutti gli altri, cioè tutti quelli che da Vasto, devono andare a San Salvo o Termoli, per lavoro o altro.

Concludo sostenendo che il raddoppio della SS16 è opera inutile e che i fondi disponibili, ammesso che ci siano, potrebbero essere diversamente e più proficuamente impiegati.