venerdì 30 marzo 2012

Comunicato

In merito alla mobilitazione di sabato 31 marzo, “Non biomassacriamo l’aria”, sollecitato da tanti amici, comunico l’adesione a questa manifestazione. Ritengo doverosa la mia partecipazione in qualità di ex Assessore che conosceva già da tempo le problematiche inerenti le biomasse.
Pur continuando a considerare tardive queste iniziative in merito a quanto già in itinere, ritengo necessario associarmi assieme ai miei collaboratori e ai miei elettori.
Il “Movimentismo Civico” deve far sentire la propria voce nei momenti in cui l’Amministrazione Comunale, non segue la linea scelta dalla quasi totalità dei cittadini.
Il sindaco in campagna elettorale aveva assunto un impegno preciso in materia di ambiente, salvo poi ritenere giusta (anche se impopolare) la realizzazione delle centrali. Con questa manifestazione la cittadinanza stigmatizzerà questo comportamento e porrà le basi per una diversa considerazione del consenso popolare.

Con gentilezza e buone maniere


Certe volte mettere cartelli come sopra ....

giovedì 29 marzo 2012

Auguri a tutte le Spina

Ricordo sbiadito


Riguardando tra le "carte" (di quando fui Assessore) che finalmente dopo anni sono riuscito a riavere, ho ritrovato la copia di un telegramma inerente una "mia" iniziativa culturale. Il telegramma arriva nientepopodimenochè dal Quirinale. Lo stesso non è intestato a me ma, giustamente, al primo cittadino. Chissà se ne avrà ricevuti altri, dello stesso tenore, in questi ultimi anni.
E adesso c'è chi dirà ...

mercoledì 28 marzo 2012

Riflessione



Visitando Cinecittà ho riflettuto sugli accadimenti di Vasto. Oggi si stanno affrontando argomenti importanti come l'ambiente, la natura, la salute. Tuttavia, la storia, le tradizioni, la cultura, parole che abbondantemente svolazzano sulle labbra dei politici e degli intellettuali (parola grossa) locali sono sempre trattate con superficialità e lasciate alle spalle di altre problematiche. Qualcuno sta seguendo l'iter del Piano di recupero del centro storico? Il "famoso" piano Cervellati? Penso che qualche "interessato" sarà sobbalzato nel "ricordo di questo argomento.
Il piano che prevede "l'abbattimento sistematico" (e mi diranno che non è vero) di ogni edificio della nostra antica Città e la ricostruzione in "stile", fornirà alle nuove generazioni una visione della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra cultura, pari alla più "gustosa" tradizione disneyana.
Le persone abituate ai centri commerciali, ai villaggi turistici, ai parchi tematici si abitua presto alle nuove realtà.
Almeno il "finto" di Cinecittà è dichiarato.

martedì 27 marzo 2012

W l'Italia!


L'Italia era uno stivale ora è solo una scarpa. Per me una "bella" scarpa. Bisogna avere il coraggio di indossarla.

COMUNICATO STAMPA

Vasto, 26.03.2012.- Giunti alla fine del mese di marzo, riteniamo opportuno fare il punto circa le attività messe in campo, dalla pubblica amministrazione, per dare soluzione all’emergenza di Fosso marino.

Restiamo convinti della necessità che la SASI dia immediatamente corso agli impegni presi nel realizzare i lavori, così come individuati, fin dall’inizio, da questo Osservatorio, e consistenti in un nuovo pozzo di raccolta liquami e la realizzazione di una nuova conduttura per l’ampliamento della rete fognaria. Siamo in attesa degli sviluppi della nostra richiesta di accesso agli atti.

Per l’intanto, il Comune ha esperito la gara per l’appalto dei lavori di risanamento igienico, sanitario ed ambientale, considerando necessario, per l’esecuzione del progetto, un importo complessivo di 450.632 euro e considerando base d’asta l’importo di 442.026 euro. Le otto imprese invitate, con procedura negoziata considerando l’urgenza, hanno risposto proponendo ribassi che variano dal 13% al 40% e l’aggiudicazione verrà fatta in favore di quella che ha operato il massimo ribasso, se le ditte fossero state in numero superiore, si sarebbe dovuto tener conto, invece, della media delle offerte di ribasso.

In conseguenza delle offerte pervenute, i lavori dovrebbero essere aggiudicati definitivamente alla De Francesco Costruzioni sas di Isernia (la stessa che ha realizzato il parcheggio multipiano), mentre la consegna dei lavori potrebbe avvenire soltanto dopo “l’approvazione e l’assegnazione di specifiche risorse”, vale a dire, l’approvazione e pubblicazione del bilancio di previsione. Il condizionale è d’obbligo sia perché le risorse non sono ancora effettivamente disponibili ma anche perché, ed è questa la novità, riteniamo sarà necessario verificare la congruità dell’offerta presentata dall’impresa. Infatti, l’altissima percentuale di ribasso proposta, ben il 40%, potrebbe rappresentare una cosiddetta “offerta anomala”, situazione risolvibile con la produzione, da parte dell’impresa, delle giustificazioni relative ai motivi economici e tecnici che hanno consentito di praticare un così forte ribasso. Per “giustificare” si deve produrre una scheda con l’analisi dei prezzi, tenendo conto delle retribuzioni minime della zona per i prestatori d’opera, dei costi medi conosciuti dei materiali e non dovrebbero essere accettate indicazioni di spese generali inferiori al 15%.

Le analisi da noi compiute evidenziano un costo industriale dell’opera di 411.000 euro. L’impresa, con il ribasso offerto, ha proposto 265.215 euro, a cui si aggiungeranno gli 8.606 per oneri di sicurezza. Pur rinunciando al conteggio delle cosiddette spese generali e considerando i tempi di scarso lavoro, riteniamo che l’offerta sia stata straordinariamente bassa.

Sarà per questo indispensabile una verifica di congruità, per il tramite delle “giustificazioni”, che dovrà fugare ogni incertezza circa la qualità dei materiali e l’esecuzione delle opere a regola d’arte, considerando che nulla dovrà o potrà ritardare o fermare le attività che, ricordiamo, dovranno essere ultimate entro 90 giorni.

Nel caso i lavori dovessero essere così affidati, in un rapporto di piena fiducia, c’è da sperare che l’esperienza maturata con la realizzazione, da parte dell’impresa aggiudicataria, del parcheggio multipiano (le cui partite, c’è da immaginare, siano state tutte definitivamente chiuse), sia foriera di un buon risultato. Per noi è indispensabile intervenire, al più presto, su Fosso marino ritenendo, comunque, risolvibile il problema solo a seguito dell’intervento della SASI, che dovrà dar corso ai lavori strutturali a cui si è impegnata.


Osservatorio per Fosso marino

lunedì 26 marzo 2012

Recupero del "centro storico".


Presto completato il mio nuovo .... recupero.

Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.

sabato 24 marzo 2012
CINQUINA AMARA PER MAX
di V.Patriarchi

AJACCIO OLYMPIQUE MARSEILLE 4 - 6
arbitro sig. Orazio Di Blasio

AJACCIO (maglia blu):Christian, D'Adamo, Ronzitti N, Di Marco, Serafini S, Puddu, Soldano, Reale, Angiolillo, Lemme, Ronzitti Go

OLYMPIQUE MARSEILLE (maglia gialla): Loreta R, Antenucci, Fanucci, Sebastiani, Di Foglio, Patriarchi, De Felice, Sboro, D'Angelo, Cicchini, Frangione

Scoppiettante sabato, quello di oggi:nei primi minuti, si assiste ad un curioso tiro al bersaglio, con potenti ribattute ravvicinate che francobollano 'mbàcce' in successione Frangione, Serafini, Lemme e D'Adamo: i gialli vanno in vantaggio con Max Frangione al 13', ma al 15' i blu pareggiano: sgaiattola sulla destra Angiolillo, crossa per la deviazione vincente di Gogò Ronzitti: 1-1. Al 16', dopo un'occasione sciupata da Frangione, rovesciamento di fronte, D'Adamo lancia ancora GoGò in sospetto fuorigioco, e lui infila di nuovo Loreta: 2-1. Al 34',il blu Angiolillo lanciato a rete evita Loreta in uscita con un pallonetto, Patriarchi in rovesciata sulla linea salva, ma la palla sbatte sulla spalla di Gogò e va in rete: 3-1. Al 39' è il giallo Francesco Sboro ad accorciare: una sua sventola dal limite buca la difesa e...anche le mani del portiere blu, che se la fa passare sotto il corpo: 2-3. Il blu Soldano(oggi sfoggiava una 'carusata' originale alla Insigne) viene bersagliato spesso dai compagni per le sue 'giocate', lui incassa platealmente i cicchetti ammonendo:" Tànte sèmbre sott' a li' mèna mì adavète ariminì!", alludendo alla sua insostituibile maestrìa culinaria. Max Frangione agguanta il pareggio al 42',su assist di D'Angelo, con un bel pallonetto in velocità, ed è 3-3. Nell'intervallo, D'Adamo s'inventa eco-sostenibile, asserendo che, per 'ammulluà lu' cuàmbe tòste' si potrebbe convogliare sul campo le acque reflue delle docce a mo' di irrigazione. Nella ripresa, il portiere blu salva con la punta del piede una bordata dello scatenato Frangione solo davanti a lui, ma soccombe al 14' su un'altra incursione del maresciallo lanciato da De Felice: 4-3. I blu "n'n zi vònne stà", e, dopo 2', Reale lancia Ronzitti sulla sinistra, cross al centro per l'irrompente Luigi Angiolillo che, di testa, anticipa Fanucci e conclude in rete: 4-4. Al 24' la perla: Osvaldo "Seba" Sebastiani, dopo un rinvio corto della difesa blu, si sgancia sulla sinistra e dal limite crossa alto in area, lungo per gli attaccanti, ma la palla rimbalzando sorprende il portiere blu, che 'accòppe nu' puaparòne'facendosi superare: la palla beffarda s'infila sotto la traversa, ed è 4-5. Al 38' l'incidente internazionale: Fanucci su contrasto duro con Gogò soccombe, sbraita per la rudezza dell'intervento e se la prende col compagno Di Foglio che cerca di rabbonirlo: ritira l'ambasciatore, si sveste e ' arrajiate 'gnè nu' quàne' espatria dentro gli spogliatoi, lasciando i gialli in 10: finale concitato con i blu che, con Reale e Angiolillo, cercano invano la porta, e su un contropiede, Max Frangione mette al sicuro il risultato segnando il definitivo 4-6. Il maresciallo però è seriamente preoccupato per 'il caso Fanucci', e propone un ambasciata riconciliatrice a casa sua 'nghì 'na guandìre di pàste e 'nu muàzze di fiùre'per la signora:è in gioco lo sfratto dal 'covo'.

Classifica cannonieri: 30 gol: Frangione 24 gol: Angiolillo 18 gol: Ronzitti Go 13 gol: D'Angelo, Serafini A 12 gol: Sboro 9 gol: Reale 5 gol: D'Adamo 4 gol: De Felice, Docuta, Storto 3 gol:Cicchini, Ronzitti L, Soldano 2 gol: Lemme, Serafini S 1 gol: Antenucci, Bozzelli, Catinari, Fanucci M, Fanucci R, Frasca M, Giacomucci, Rossi, Serafini G, Sebastiani, Vino

domenica 25 marzo 2012

Su suggerimento di ...

“Punta Lapenna”
Dalla “Guida turistica di Vasto” - Anno 2020 -


La località di Punta Lapenna è situata nei pressi del comune di Vasto e rappresenta uno dei pochi meravigliosi tratti della costa abruzzese finalmente compromesso dagli insediamenti di produzione di energia.
Fino a qualche anno fa’, la località presentava una splendida spiaggia di soffice sabbia dorata lunga chilometri, una realtà naturalistica con uno degli habitat naturali meglio conservati di tutta la costa.
Per arrivare a Punta Lapenna ed all’omonima spiaggia, è necessario attraversare la stupenda zona industriale, con percorsi ben definiti ed individuabili seguendo il traffico dei TIR e le scie, tanto care al più ricercato olfatto, rilasciate dai loro tubi di scarico ma anche facendosi guidare dall’inconfondibile suono delle quotidiane lavorazioni accuratamente diffuso in tutta l’area circostante.
Importanti le infrastrutture portuali. Navi container, provenienti da paesi lontani, terminano le loro rotte con il sicuro approdo nel bacino industriale, da cui le merci, costituite da forme biotiche utilizzate come fonti di energia, acido cloridrico ed acque di decapaggio da rifiuti pericolosi, cemento sfuso pronto per l’insaccamento, vengono smistate, da capaci vettori su gomma o ferro, alla volta delle tante industrie per la produzione di energia elettrica presenti sul territorio di Punta Lapenna.

Tanti i turisti, in cerca di nuove emozioni, attratti da questa meravigliosa realtà. Infatti, le descritte caratteristiche fanno di Punta Lapenna uno degli habitat più affascinanti nel panorama dell’offerta turistica nazionale ed internazionale. La seduzione e l’eccitazione da cui si è imprigionati nell’ammirare il desolante panorama di Punta Lepenna proietta la città di Vasto verso traguardi ambiziosi, oggi, finalmente, a portata di mano.

E’ a Vasto che nasce la nuova frontiera del turismo industrial-energetico!

Questa settimana mi sono perso questo ( terza puntata).



COMUNICATO STAMPA

In attesa che si svolga a Vasto l’incontro sul Lavoro con la presenza del sottosegretario Martone del governo Monti, una sessione richiesta dal consigliere comunale Davide D’Alessandro, mi sembra opportuno un intervento sulla questione affrontata dal governo : la riforma del mercato del lavoro e la controversia sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

La sintesi delle convulsioni a cui assistiamo in questi giorni tra governo Monti Fornero e Sindacati, specie tra il sindacato CGIL con quello dei metalmeccanici FIOM mi sembra questo: restituire le mani libere all’impresa in nome della libertà dei mercati e dei capitali.
Questa grande confusione sulla riforma del mercato del lavoro e l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ci spinge a fare un po’ di chiarezza e ristabilire alcuni principi inderogabili e non trattabili.
L’articolo 18 è il risultato di una stagione di lotte, (ALL’EPOCA ANNI 1966) che stabiliva il reintegro o il reingresso del lavoratore in azienda nel caso di ingiusto licenziamento. Anche in quegli anni in Parlamento le classi industriali e Confindustria si opposero a questo diritto, ma lo Statuto divenne la garanzia e la tutela del mondo del lavoro e dei diritti ad esso connessi. Invece questo tipo di riforma pensato dal Governo Monti garantisce la riconsegna al datore di lavoro del diritto di licenziare il lavoratore in modo personale e discrezionale, anche se il governo Monti - Fornero a parole garantisce che il datore di lavoro non potrà licenziare a sua discrezione.
Invece gli effetti saranno diversi se non si blocca immediatamente questa falsa riforma. Una riforma che, tornando indietro nel tempo, considera il lavoratore una merce che l’imprenditore può usare a suo piacimento pagando un prezzo per il suo licenziamento. Diritti acquisiti con lotte e sacrifici che sono stati alla base del rapporto lavoratori impresa dovranno essere smantellati. Pare un accanimento. Intanto non si produce nessun posto di lavoro in più.
Il governo parla di mercato del lavoro, nuovo, ma chi deve creare posti nuovi di occupazione? Esiste un piano industriale pubblico o è tutto lasciato al mercato favolistico che ci ha condotto alla crisi attuale con milioni di precari e di disoccupati; con la chiusura di settori industriali e il licenziamento di lavoratori come quelli della Golden Lady, la cassa integrazione, licenziamenti interinali, prepensionamenti e assenza di nuove assunzioni della Pilkington l’azienda più grande del vetro auto in Italia, e tutte quelle aziende che spostano le lavorazioni all’estero per i bassi salari.
Il governo Monti su questa questione prende l’esempio della Fiat di Melfi e di Pomigliano dove quest’azienda dopo avere licenziato discrezionalmente alcuni lavoratori, si è rifiutata di reintegrare al loro posto di lavoro gli operai iscritti alla Fiom dopo che questi hanno ottenuto dai giudici una sentenza favorevole al loro reintegro. Insomma la filosofia che sottende a questo governo è l’osservanza ai principi liberisti e finanziari europei rompendo una tregua sociale e aprendo stagioni di conflitti molto preoccupanti.
Siamo di fronte alla violazione consapevole della Costituzione nei vari articoli che parlano dei rapporti economici e che statuisce all’art. 41 la prescrizione che recita che l’iniziativa privata economica è libera ma deve rispettare il principio della utilità sociale, la libertà e la dignità del lavoratore.
Cosa che non ci sembra essere tenuta in considerazione da questo governo, il quale asserisce che con l’attuale crisi economica - (disoccupazione, recessione, impoverimento di vasti ceti sociali, certamente non causata dai lavoratori, ma dal debito pubblico e dalle scorribande della finanza internazionale) – i vecchi consolidati diritti del mondo del lavoro devono essere smantellati in nome dello sviluppo, della crescita e del profitto dell’impresa. Ma la domanda che poniamo è la seguente: l’articolo 18 disincentiva gli investimenti in Italia come dice la Fornero? Con la riduzione e la cancellazione delle garanzie si regolarizzano i milioni di precari e si creano nuovi posti di occupazione e si risolve d’incanto il problema delle future generazioni? Da un primo accento del nuovo presidente di Confindustria, Squinzi, ci pare di avere capito che costui invece la pensa diversamente da Monti- Fornero e che bisogna investire risorse sulla innovazione, formazione, studio e ricerca. Investimenti pubblici e privati. Cosa che però non abbiamo avvertito dalle mosse del governo attuale.
L’articolo 18 invece di toglierlo deve essere allargato a tutto il mondo del lavoro.
Cogliamo l’occasione per esprimere la piena solidarietà a tutti i giovani che sono alla ricerca del primo lavoro, ai disoccupati, ai precari, a tutti quelli che saranno licenziati nel comprensorio del vastese.

IVO MENNA AMBIENTALISTA STORICO


Ma dove vai, se la cultura non ce l’hai?

Un dato sul quale rifletto da più giorni è quello della nuova emigrazione abruzzese, soprattutto di quella intellettuale, che prende sempre di più corpo in termini numerici per via di una situa¬zione occupazionale che scoraggia a rimanere.
Il fenomeno, che stride ed appare in contraddizione con quello degli arrivi di migliaia di immigrati dall’est e dall’Africa, coinvolge diverse migliaia di giovani abruzzesi e dovrebbe porre in termini ultimativi il problema di un depauperamento del territorio che già influisce sulla situazione economica e sociale del¬la nostra regione. Quando nel 1965, se non vado er¬rato, venne creata l’Università “D’Annunzio” e quindi gli altri Atenei dell’Aquila e di Teramo ad opera di un consorzio di enti locali e di istituzioni bancarie, la po¬litica mostrò di avere a cuore il proposito di fermare il triste esodo umano che aveva caratterizzato la storia regionale sin dai primi anni dell’unità e soprattutto quello di preparare culturalmente e tecnicamente i giovani al modello di sviluppo che stava creando e che sarebbe durato per cinquant’anni.
Oggi invece sembra aver perso ogni consapevolezza della necessità di un raccordo serio e profi¬cuo con la cultura, con l’Università, con il mondo dell’editoria e dell’informazione e più in gene¬rale con gli intellettuali, che rappresentano un enorme giacimento non sfruttato di possibilità di crescita, direi il più importante di cui l’Abruzzo dispone attualmente.
La Regione, in particolare, non va, come dovrebbe, in questa direzione, colpevolmente ignara delle ricchezze intellettuali di cui dispone sul suo territorio, della loro vitalità ed effervescenza, mostrando di non riuscire a comprendere il ruolo importante, anzi determinante, che la cultura nel suo insieme potrebbe esercitare in un momento così difficile, come quello che stiamo viven¬do. Non si spiegherebbe altrimenti perché non si salda strutturalmente alcun tipo di rapporto di collaborazione con le Università, perché non si avvale dei suoi uomini, dei suoi laboratori, dei suoi progetti; perché un progetto di rinascita dell’Aquila non possa essere affidato ad esse; per¬ché più in generale non si affidino ad esse la redazione degli studi più importanti di programma¬zione e di pianificazione in materia di urbanistica, di trasporti, di rifiuti, di economia, di energia, di organizzazione sociale e sanitaria; perché non si sia creato negli anni un percorso virtuoso con le altre istituzioni culturali e scientifiche.
Il sussiego, o peggio l’indifferenza, che la politica regionale mostra nei confronti di queste ul¬time è, a mio giudizio, un atteggiamento che va rimosso al più presto per il bene della Regione, dell’Abruzzo, delle giovani generazioni che qui hanno il sacrosanto diritto di vivere senza mi¬grare. Lo dissi a Chiodi nel momento in cui venne scelto come presidente e voglio ripeterglielo ancora.

Giuseppe Tagliente
consigliere regionale PDL

Questa settimana mi sono perso questo (seconda puntata).


Al Presidente della Giunta Regionale dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, anche nella qualità di commissario alla Sanità.

Caro Presidente,
appena la settimana scorsa ho ritenuto di rappresentarLe la penosa situazione in cui versa il reparto di cardiologia dell’ospedale di Vasto, lamentando altresì l’insufficienza dell’organico medico, oltretutto già risibile nel confronto con le altre unità operative di cardiologia presenti nella ASL.
A seguito di quella nota, il direttore sanitario della ASL Vasto-Lanciano-Chieti, dottor Amedeo Budassi, ha ritenuto di dover intervenire a mezzo stampa assicurando la copertura dei posti necessari mediante l’indizione di un apposito avviso pubblico senza tuttavia indicare tempi certi per l’espletamento del concorso.
Avendo saputo che la ASL dispone di una graduatoria di cardiologia formulata di recente a seguito di avviso di mobilità, nella quale figurano ben quattro medici (dott.ssa Nanda Furia, dott. Carlo Alberto Capparuccia, dott. Aldo Mariani, dott.ssa Elisabetta Giuliani), alcuni dei quali potrebbero essere impiegati presso l’ospedale di Vasto in attesa dell’espletamento del concorso annunciato, mi permetto chiederLe un suo personale intervento in questo senso, al fine di guadagnare tempo prezioso e restituire alla (quasi) normalità il reparto.
In attesa di un cortese, spero urgente, riscontro formulo distinti saluti.

Giuseppe Tagliente


Comunicato stampa

Leggo con soddisfazione che il consigliere ed ex Sindaco di Vasto, Giuseppe Tagliente, ha presentato una interrogazione al presidente Chiodi, sulle condizioni precarie in cui versa l’ospedale di Vasto - il settore cardiologia - e in generale esprime critiche per i disagi che si manifestano da lungo tempo nella sanità del territorio. Parla quindi di disfunzioni e di ritardi; ma le critiche piu’ severe sono dichiarate verso una amministrazione regionale che ha disatteso le promesse fatte partite con la svolta dei finanziamenti per realizzare il nuovo ospedale, e a seguire promesse mai mantenute. Ma l’aspetto più serio riguarda la indifferenza che la Regione mostra nei confronti dei livelli di assistenza verso i cittadini del comprensorio.
Il 3 marzo 2012 ho inoltrato una lettera aperta al presidente regionale Gianni Chiodi ai consiglieri regionali del territorio vastese; al Sindaco di Vasto Luciano Lapenna; al direttore generale della ASL Vasto- Lanciano- Chieti Zavattaro in cui denunciavo appunto i disagi crescenti che la popolazione vastese incontra quotidianamente per i servizi ospedalieri. Anche se sono di appartenenza politica diversa dal consigliere regionale Tagliente, debbo ringraziarlo per essere stato l’unico politico attento a raccogliere le istanze espresse non certamente da me ma dai tanti cittadini che si erano rivolti alla mia persona. Colgo l’occasione per invitare il Sindaco di Vasto e gli altri consiglieri regionali a seguire attentamente le questioni sanitarie.
Allego a tale proposito il comunicato dell’epoca.
Vasto 19 marzo 2012 Ivo Menna Ambientalista storico


OSPEDALE DI VASTO
Moltissimi cittadini si sono rivolti a me esponendomi le difficoltà che incontrano quotidianamente nell’affrontare i disagi dovuti alla questione della salute personale. La Salute da decenni è stata mal gestita in termini di organizzazione sanitaria e di scelte politiche, nonostante che la Sanità Regionale abbia disposto e disponga di circa il 90% delle risorse economiche. La Costituzione della Repubblica italiana tra i suoi principi e caposaldi pone con l’art. 32 la Salute come un “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività garantendo cure gratuite agli indigenti.”
Lo stesso si dice nella Carta della Costituzione europea e con la stessa intensità lo proclama l’Organizzazione mondiale della sanità. E parliamo dell’ospedale di Vasto e come da sempre tutti i politici e tutti i partiti in questi anni (destra - centro- sinistra) in ultimo di tempo - il presidente Chiodi che in un suo intervento a Vasto in Palazzo D’Avalos garantiva che entro marzo 2012 sarebbero iniziati i lavori del nuovo ospedale, - si sono affannati a immaginare e poi progettare come scelta prioritaria della politica regionale sanitaria la costruzione dell’ospedale nuovo a Pozzitello su terreni del Comune ai confini con San Salvo. Campagne elettorali sanguinose, una città divisa, e infine dopo le tante enfatiche dichiarazioni ecco che siamo giunti alla paralisi e allo stallo, le cui conseguenze si avvertono adesso con l’ospedale attuale che non gode della attenzione e dell’interesse della politica. Liberati quindi dall’affanno dei tanti milioni di euro che dovevano servire per la nuova struttura e le nuove infrastrutture a Pozzitello, resta aperto il problema della inadeguatezza del vecchio ospedale - nonostante le dichiarazioni dei managers di “riqualificare e arricchire di professionalità con radicali interventi di ristrutturazioni l’attuale ospedale”- le domande che rivolgo a voi consiglieri regionali eletti, dopo il ciclone di arresti e inchieste giudiziarie che vanno dal centro destra al centro sinistra sono queste:
a)i 100 milioni di euro che la Regione avrebbe disposto per il nuovo ospedale non sarebbero meglio impiegati per acquisire l'area su cui poggia l’edificio abbandonato da oltre venti anni adiacente al vecchio ospedale per una ala nuova?
b) il parcheggio vagheggiato e promesso da anni a Fosso Anghella da politici di varia estrazione per decongestionare il budello di accesso al nosocomio ( non esiste un progetto da circa venti anni)?
c) alla luce delle nuove patologie : neoplasie, tumori, leucemie, nuove malattie che stanno aggredendo la popolazione a causa delle trasformazioni ambientali che richiedono una qualità dei servizi sanitari puntando su eccellenze e risparmi, come siamo messi.?
d) chi si preoccupa della Prevenzione, che va, da quell’osservatorio epidemiologico mai istituito, al registro dei tumori e delle malattie correlate ai lavori usuranti?
e) le cure gratuite agli indigenti, principio richiamato dalla Carta costituzionale, si applica? mi pare che alla luce delle nuove povertà (palesi e nascoste) che si vanno manifestando anche a Vasto con i dati di disoccupazione e assenza di lavori, risulta che si richieda il pagamento di un ticket aggiuntivo di 10 euro anche a quei cittadini i cui redditi siano molto bassi, ai confini della povertà. Non dovrebbe la Regione Abruzzo dopo il pareggio di bilancio prestare attenzione a queste fasce indigenti allentando la morsa del pagamento ticket?
f) la mobilità passiva, ovvero i soldi che la Regione paga a causa dell’esodo di tanti malati che sono costretti a rivolgersi a strutture sanitarie di altre regioni per la insufficienza e la inadeguatezza del nostro ospedale si trova nei pensieri della politica?

Ivo Menna - Ambientalista storico



Cardiologia e non solo.

Dalla Asl si aspettano comportamenti concludenti
Al direttore sanitario della Asl Vasto-Lanciano-Chieti, Dott. Amedo Budassi
Mi permetta di dire, caro Budassi, che alla tempestività con la quale ha indirettamente risposto ( la risposta alla mia interrogazione spetta al presidente della Giunta regionale e commissario alla Sanità, Gianni Chiodi, e non a Lei che pur se n’è fatto lodevolmente carico) non s’accompagna purtroppo l’indicazione di una soluzione idonea a far fronte all’emergenza segnalata in cui versa il Reparto di Cardiologia- Utic del Presidio Ospedaliero di Vasto, anzi del comprensorio vastese, come sarebbe più giusto definirlo per rendere compiutamente l’idea di un nosocomio che serve un circondario di oltre centomila persone e che allarga la sfera del servizio sanitario anche alle zone adiacenti del Basso Molise. La prospettiva indicata dell’assunzione di personale medico da impiegare nel reparto comporterà infatti tempi tanto lunghi da rendere inevitabile la paralisi del servizio per le ragioni prospettate nella mia interrogazione al presidente Chiodi. Situazioni d’emergenza esigono provvedimenti d’emergenza e non invece, come ho letto nella sua nota, di routine dall’esito incerto, almeno per quanto riguarda i tempi di attuazione. Ritengo che distaccare presso la cardiologia di Vasto almeno due medici specialisti ( in cardiologia, beiniteso, e non in medicina dello sport) dagli altri ospedali della Asl potrebbe essere, per quanto forse banale, la soluzione idonea per alleggerire il carico di lavoro ( e lo stress) agli operatori del servizio e fugare le naturali apprensioni che in questo momento nutrono i cittadini. Ovviamente nell’attesa che si svolgano le procedure concorsuali annunciate. A margine infine di questa mia breve nota, vorrei rivolgere a Lei ed a tutto il vertice della Asl la raccomandazione, che mi viene sollecitata da tantissimi operatori sanitari e semplici cittadini, di dedicare una maggiore considerazione ai presidi del Vastese e del Frentano. Pur nella consapevolezza delle enormi difficoltà del momento, derivanti dalla situazione politica ed economica del Paese e dalla complessità dei problemi organizzativi scaturiti dall’accorpamento nell’unica Asl, mi sento tuttavia in dovere di sollecitare più attenzione nei riguardi delle strutture sanitarie periferiche ed anche della medicina del territorio, che non mi sembra abbia avuto i miglioramenti promessi al momento della chiusura degli ospedali di Gissi e di Casoli. Per quanto possa sembrare ovvia e scontata la considerazione circa il giusto equilibrio da perseguire tra le strutture ospedaliere e tra queste ultime e la medicina del territorio, voglio richiamare su di essa la necessaria attenzione, nella speranza di comportamenti concludenti nel breve periodo. Un cordiale saluto.

Questa settimana mi sono perso questo (prima puntata).


COMUNICATO STAMPA

Vasto, 20.03.2012. – In ordine approvazione all’unanimità di due diverse Delibere relative ai paventati insediamenti di produzione di energia elettrica dalle biomasse in zona di Punta Penna, c’è da rilevare come finalmente il Consiglio comunale abbia indotto l’Amministrazione, nella persona del Sindaco, a rivedere le precedenti decisioni da cui era scaturita la lunga querelle che tanto ha preoccupato la cittadinanza vastese.

Un risultato che sarebbe stato possibile raggiungere da tempo se solo non si fosse perpetuata la strenua difesa del parere favorevole, espresso da parte del Sindaco, nella prima Conferenza di Servizio che ha autorizzò l’insediamento della Energy – biomasse.

Oggi è stato possibile giungere all’approvazione unanime dei due documenti, equilibrati nei loro contenuti, soltanto grazie alla pressione ed alla mobilitazione di associazioni civiche e gruppi consiliari di opposizione che, fin dall’inizio, si sono manifestati contrari a tali insediamenti. Tali condizioni hanno posto l’Amministrazione comunale di fronte a precise responsabilità, risolte, nel caso di rigetto del ricorso all’uopo pendente presso il TAR, con la richiesta di revoca, previa sospensione, dell’autorizzazione già rilasciata dalla Regione e dall’impegno del Sindaco di esprimere parere negativo, in Conferenza di servizio, alla realizzazione di altra centrale di produzione di energia per 17 mgw il cui iter autorizzativo è ancora in corso.

Questo gruppo consiliare esprime, pertanto, la propria soddisfazione ed assicura la propria costante vigilanza affinché nulla permetta di recedere da quanto oggi deliberato dal Consiglio comunale.

Massimo Desiato – Andrea Bischia Gruppo consiliare “Progetto per Vasto”



Lettera aperta

Ai consiglieri comunali e ai segretari politici dei partiti vastesi.
Ai consiglieri provinciali
Ai consiglieri regionali
Ai deputati abruzzesi

Tutti ambientalisti dopo il consiglio comunale di ieri?

Il consiglio comunale del giorno 20 marzo 2012 che ha trattato l’argomento sulle biomasse nell’area industriale di Punta Penna, finalmente, all’unanimità ha espresso un voto contrario a nuovi impianti industriali inquinanti. Riteniamo questo un fatto largamente positivo perchè finalmente la politica ha recepito parzialmente la grande protesta delle associazioni ambientaliste e civili e dei cittadini firmatari (5.200) contro gli impianti inquinanti nel sito di Punta Penna. Ma puntualizziamo che i deliberati approvati in consiglio comunale, non porteranno nessun contributo alla salvaguardia dell’ambiente se da parte dei partiti politici e dei consiglieri comunali non vi sarà una azione di energica pressione nei confronti del Presidente Provinciale Di Giuseppantonio, del Presidente della Regione Gianni Chiodi e dei consiglieri regionali del territorio vastese Antonio Prospero, Giuseppe Tagliente, Antonio Menna, Paolo Palomba, Nicola Argirò (Presidente della V commissione regione abruzzo); dell’assessore regionale Mauro Febbo , nonché dei deputati parlamentari : Giovanni Legnini (P.D), Fabrizio Di Stefano (PDL), Domenico Tenaglia (PD), Alfonso Mascitelli (IDV), Piccone (PDL).
Non c’è tempo da perdere!
La città non può vivere nell’incertezza dei tempi di una politica che ha volutamente omesso, trascurato, e scientemente pianificato da moltissimi anni l’elemento della difesa ambientale, della tutela della salute e della ricerca di un nuovo modello di sviluppo fondato sul turismo e sul commercio di un’area preziosa come quella di Punta Penna.
Se tutto questo non sarà fatto il consiglio comunale di ieri sarà stato solo una perdita di tempo, uno sperpero di denaro pubblico, e una grande illusione per i cittadini vastesi e gli operatori economici.

Ivo Menna AMBIENTALISTA STORICO


UN PASSO AVANTI

1. L’esito del Consiglio comunale di ieri dimostra che, se lo vuole per davvero, la società civile può avere la meglio sugli interessi costituiti. Ma, allo stesso tempo, che questa partita non è di quelle che si risolvono una volta per tutte e definitivamente. Insomma, si è fatto un passo avanti, ma non è il caso di abbassare la guardia.

2. Nel nostro ultimo comunicato avevamo chiesto:
a) “che sia bloccata l’autorizzazione rilasciata alla Istonia Energy”. In questo caso il Consiglio comunale è andato persino oltre le nostre aspettative. Non solo ha approvato una specifica delibera in merito (rivolta al TAR); ma vi ha aggiunto l’invito alla Regione “ove il TAR dovesse non accogliere il ricorso”, “a revocare, previa sospensione, l’autorizzazione rilasciata”. Di più non si poteva.
b) “che a Punta Penna sia impedito l’insediamento degli altri impianti ad alto impatto ambientale (non solo le biomasse)”. La Delibera approvata “impegna il Sindaco ad esprimere parere negativo” alla “realizzazione dell’impianto a biomasse il cui iter autorizzatorio è in corso”, una barocca circonlocuzione per non nominare la centrale da 17 MW della Puccioni (!). Ma nulla dice degli altri: la Recogen (smaltimento di rifiuti speciali pericolosi, sempre della Puccioni), e la Vastocem (macinazione e insaccaggio del cemento). È un passo indietro rispetto all’ultimo documento della stessa maggioranza (15 marzo), che esprimeva “la propria contrarietà ad ogni progetto industriale che risulti incompatibile con la tutela ambientale della Riserva Regionale di Punta Aderci e pregiudizievole allo sviluppo turistico ed economico ad essa collegato”.
c) “che sia mutata la destinazione d’uso della zona.” La Delibera approvata dice di “una nuova pianificazione della zona industriale di Punta Penna, con la revisione del Piano delle Attività Produttive”, senza ulteriori indicazioni in merito. In più spezza una lancia a favore della “modifica della L.R. n.54/96 [presumibilmente si voleva intendere la 56/94…], finalizzata a regolarizzare il commercio nelle aree industriali”. Su questo tema la partita è ancora tutta da giocare.

L’ultimo punto della Delibera “impegna il Sindaco affinché in tutte le conferenze di servizio future chieda, per le autorizzazioni degli impianti di produzione nella zona di Punta Penna, il documento VINCA”, etc, ed è una richiesta bizzarra. Perché, nei casi in cui la Valutazione di Incidenza sia prevista dalla legge la richiesta del Comune sarebbe ovviamente superflua; ma nei casi in cui non fosse prevista, non si vede in quale modo la richiesta del Comune potrebbe essere significativa.

Chiudiamo rilevando come le problematiche ambientali e sanitarie presenti nella zona non vengano in nessun modo richiamate nel testo della Delibera. Su di esse avremo modo di tornare.

Il Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio

sabato 24 marzo 2012

Quando si dice la "combinazione".

Dietro un grande "politico" c'è sempre Mauro Fortini.


In giro per Roma in questi giorni si fanno tanti incontri. Giornalisti, artisti e volti conosciuti di ogni sorta. Sarà la primavera ma in tanti anni non avevo mai incontrato tante persone note nello stesso periodo. Il "provincialismo" mi spingeva a chiedere loro di fare una foto o quantomeno a scambiare delle battute ma "l'educazione" mi ha sempre bloccato. Così incontrando Luca telese in via Principe Eugenio ho solo potuto assistere ai capricci di un ragazzino (probabilmente suo figlio) mentre lui si sistemava un auricolare bianco. A Cinecittà invece passando sul set dove Pupi Avati sta girando un film, una signorina ci ha gentilmente chiesto di non fare foto nè di disturbare e io, che quando ci sono le regole le rispetto, non mi sono avvicinato al famoso regista che per la pausa pranzo si intratteneva con i suoi collaboratori e neanche ho "rubato" una foto.
Su via Nazionale però ho incontrato una persona che si vede spesso in TV. Si vede immerso nella folla di giornalisti, alle spalle dei più famosi politici e nelle occasioni più importanti. Quasi nessuno conosce il suo nome. Si chiama Mauro Fortini.
Gli ho chiesto se potevamo farci un "autoscatto" e lui ha accettato dicendo: "certo! aspetta che prendo anche la penna, così sono più riconoscibile". (Adesso vaglielo a dire il significato "esoterico" di quell'oggetto)
Ora potrei dirvi che ho incontrato Claudio Santamaria in via Merulana, Paolo Sorrentino dietro al Teatro Brancaccio, il geologo Enzo Boschi in piazza Esedra eccetera ... ma a voi cosa importerebbe.

venerdì 23 marzo 2012

Sono tornato!


Vi sono mancato? A vedere i numeri, tra statistiche sui due bolg, su FB, sulla posta e su You Tube, pare proprio di si.
Sono stato fuori per la "solita" cura "disintossicante da Vasto". Era proprio necessaria (e poi avere una figlia all'università serve almeno a fornire una scusa per uscire). E' stata la pausa più lunga da quando ho il blog e adesso ho tanto da leggere (specie la posta) ma non so se ne troverò la voglia. Le notizie sono sempre le stesse. Certo qualcuno dirà: "ma dopo quattro giorni cosa ti aspettavi?" ... ci speravo!

lunedì 19 marzo 2012

E’ (ancora una volta) tardi.



Ho appena finito di leggere gli ultimi comunicati stampa sul problema Biomasse, del “Comitato Cittadino per la Tutela del territorio” e de “La nuova Terra”, che ho apprezzato molto. L’enfatizzazione di questo problema da parte della politica locale invece, ancora una volta mi lascia perplesso. La nostra Amministrazione Comunale sa benissimo (ma lo sanno anche i comitati) di essere impotente e che il problema doveva essere affrontato già da diversi anni. Si è in forte ritardo rispetto a chi approfittando dello stato di fatto, delle regole vigenti e di vuoti legislativi in materia ha avviato procedimenti atti ad ottenere risultati che, allo stato attuale, nessuno può negagli.
E voglio pensare che sia solo questa la motivazione del vantaggio delle imprese private rispetto all’Amministrazione Comunale.
Quando e si perde il treno, perché si è dormito a lungo, non si può pensare che questo torni indietro. Magari si può provare a raggiungerlo alla stazione successiva oppure aspettarne un altro. Magari si può pensare di utilizzare un altro mezzo per raggiungere la “meta”. In ogni caso ad un maggior “prezzo”.
Purtroppo a Vasto, le “Amministrazioni Comunali” degli ultimi anni non conoscevano nemmeno la “meta” da raggiungere e quella attuale l’ha compresa (forse) solo recentemente, sollecitata dai cittadini. Eppure le richieste per la realizzazione delle centrali erano sul tavolo da tempo e come ha reagito la politica? Cincischiando e temporeggiando. Perché?
Povero sindaco! Lui che vuole sempre accontentare tutti, si è trovato a dover dire pubblicamente che è a “favore” di questi impianti, lacerando l’anima di chi lo ha sentito pronunciare la frase accorata: “Lo so! Lo so che è una presa di posizione impopolare ma …”.
La politica di fronte alle regole scritte non può nulla. La politica può e deve cambiare le regole se non sono confacenti al fine che vuole raggiungere (ammesso che conosca questo fine) tuttavia deve farlo in tempo utile, non durante o addirittura dopo che le “azioni” sono state avviate o peggio che sono state approvate.
Martedì un altro inutile Consiglio Comunale dove si diranno cose che dovevano essere dette in tempo utile, non ora.

domenica 18 marzo 2012

Un bravo ragazzo.


Mi fece molto piacere ricevere, su FB, il 18 marzo 2010, questo messaggio di Mario Baiocco:



Stamattina mio padre mi ha chiesto di te:" Francescopaolo D'Adamo è ancora in comune?" Io:" ...chi, Paoluccio(come lui chiama il tuo omonimo)?" lui:" no, l'architetto..." io:" si è messo con Del Prete, pur non lasciando l'Idv, e comunque si, ora è fuori, l'hanno messo da parte Lapenna e compagnia" lui:" ma secondo te Del Prete ce la può fare?" io: " non lo so papà, secondo me alla fine una scelta la deve fare..." lui:" mah, io spero che l'architetto che la faccia, mi sembra uno che si dà da fare, è un bravo ragazzo, una persona in gamba..." io:" la penso come te, papà".
Non so quello che succederà, non so neanche se mi candiderò, non so bene quindi cosa augurarti, che tipo di successo. Quello che so è che auguro alla Città di Vasto (non mi suona Città del Vasto, non ci posso fare niente) di essere rappresentata, tutelata, pensata e ripensata da gente come te. Mi piacerebbe dire da gente come noi ma la parte stupida della politica non lo permette...per ora.

A presto

Ora "don Peppe" non c'è più ma alla vigilia del suo onomastico, lo ricordo con affetto.

Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.

sabato 17 marzo 2012

LA GRANDE ABBUFFATA
di V.Patriarchi

ANDERLECHT MECHELEN 8 - 3
arbitro sig. Orazio Di Blasio

ANDERLECHT( maglia blu ): Ronzitti L, Ronzitti F, Ronzitti N, Lemme, Serafini S, Puddu, Soldano, Serafini A, Angiolillo, D'Adamo, Ronzitti Go

MECHELEN( maglia gialla): Loreta R, Antenucci, Di Marco, Fanucci, Di Foglio, Patriarchi, Frangione, Sboro, D'Angelo, Cicchini (+,al 2°t, Loreta E

Con un punteggio simile, cosa dire? Le attenuanti per i gialli,possono essere l'inferiorità numerica nella prima frazione, ma soprattutto una disposizione errata in campo: i blu, forti di una difesa arcigna a 4, si permettono di schierare un tridente di tutto rispetto e 2 tornanti, puntando tutto sulla velocità nei contropiede. Nel 1°t, è appunto Luigi Angiolillo che aggira il fuorigioco alto dei gialli e, a distanza di 10', infilza per 2 volte l'incolpevole Loreta: 2-0. I gialli rispondono con D'Angelo, che al 18', pecca di protagonismo ignorando i compagni smarcati, e la sua conclusione da sin.va fuori. Dopo una facile palla gol per il blu Ronzitti, entra in scena il maresciallo Frangione che, al 23' e al 27',"si màgne ddù gol grùsse 'gnè 'na càse" a distanza ravvicinata, mentre un'altra sua conclusione è ben deviata in tuffo dal portiere blu Ronzitti.Su rovesciamento di fronte i blu infilzano 'lu' pulluàstre': con una triangolazione di prima a centrocampo, stavolta è Gogò Ronzitti a trovarsi da solo davanti a Loreta, lo aggira e segna il 3-0. I gialli provano a scuotersi, e al 41' è Francesco Sboro che con una sberla di sinistro infila a fil di palo destro e accorcia 3-1. Nell'intervallo febbrili trattative sul dilemma:agnello o baccalà per il prossimo ritiro? A parte lo scontato 'tutt'e ddue', alla fine ha prevalso il baccalà. Soldano, già in fibrillazione, lascia la partita per contattare l'importatore norvegese, mentre i gialli mandano in campo il baby Emanuele Loreta. Nei primi 15', i gialli sembrano scuotersi un po', ma Frangione e D'Angelo si trovano sempre murati dalla linea Maginot, e i blu, dopo aver infilzato il pollo,passano agli arrosticini: al 17' Gogo Ronzitti infilza il castrato e segna in contropiede il 4-1. Al 23' è invece Luigi Angiolillo che, dopo 'lardìlle e ficatìlle',' si frèche pure lu frucìgne' segnando in velocità il 5-1(tripletta). Al 26' c'è una sortita del giallo Di Foglio,il suo tiro è intercettato in area dal 'goto' di Fabrizio: Orazio decreta il penalty e Pietro Hulk D'Angelo accorcia 5-2. Finito? Macchè , entra in scena Andrea Serafini, finora sacrificato a centrocampo, si scatena e anche lui assapora gli arrosticini infilzando Loreta,e siamo al 6-2. AL 41', su corner del giallo Cicchini, Patriarchi di testa manda la palla a stamparsi sulla traversa, poi Max Frangione è abile a riprender palla e ad insaccare il 6-3. Gli ultimi 5' vedono la riscossa dell'architèe Paolo D'Adamo, finora ignorato, che di prepotenza arcigliona la palla e in solitario da sinistra si fionda in area, tira, Loreta respinge e lui caparbiamente " ariccòppe n'àddra scupputtàte" e segna il 7-3, e poi dichiara il silenzio stampa. Dopo il pollo,il cif e ciaff,gli arrosticini, sul desco non rimane altro che 'li' zambitèlle di lu pullàstre' e i blu si pappano pure quelle, al 90': l'ultimo che si lecca i baffi è Andrea Serafini che segna il finale 8-3: " ji' hànne fàtt' tùcch'-tùcche, professò",è l'amaro commento finale del maresciallo.

classifica cannonieri: 26 gol: Frangione 23 gol: Angiolillo 15 gol: Ronzitti Go 13 gol: D'Angelo, Serafini A 11 gol: Sboro 9 gol: Reale 5 gol: D'Adamo 4 gol: De Felice, Docuta, Storto 3 gol:Cicchini, Ronzitti L, Soldano 2 gol: Lemme, Serafini S 1 gol: Antenucci, Bozzelli, Catinari, Fanucci M, Fanucci R, Frasca M, Giacomucci, Rossi, Serafini G, Vino

Il nuovo Direttore generale del Municipio di Vasto.


Caio Marchesani, di stirpe "Vastarola", cresciuto in Brasile, vive a Londra. E' pluri laureato nelle migliori università del Regno Unito e parla diverse lingue. Non ha mai dimenticato le sue origini e si propone come Direttore generale del Comune.

Ivo Menna


BIOMASSE E SOTTRAZIONE DI PUNTA PENNA AI VASTESI!
Ad oltre 50 anni dagli insediamenti industriali a Punta Penna, arriva inesorabile il suo bilancio, presentato non da Confindustria o dalle amministrazioni pubbliche, ma da un universo sociale variegato che mette al centro le rivendicazioni su ambiente, salute, territorio, come beni comuni che non potranno più essere oggetto di mercato per fini estranei agli interessi della collettività vastese. I rantoli di una industria con il respiro sempre più affannato non sembra però tenere conto di questa inedita coscienza civile vastese, la quale dopo 50 anni di silenzio, riprende la sua marcia. In tal senso questi mesi saranno ricordati a Vasto come quelli che hanno segnato una svolta profonda: storica,sociale, politica. Nella economia, nella cultura cittadina, e soprattutto nella sconfitta della politica politicante che si svolge con i soliti stanchi rituali delle pseudo segreterie dei defunti partiti. Sull’onda dei movimenti che stanno caratterizzando la storia d’Italia nella rivendicazione di riappropriazione dei beni comuni come : ACQUA, TERRA, SOLE, ENERGIA, MARE, il territorio ambiente torna a ridiventare un diritto esclusivo dei cittadini che la abitano e che la hanno abitato storicamente. Un nuovo potere, quello dei movimenti e delle associazioni entra in scena e mette in crisi la politica tradizionale costringendola a rivedere posizioni di rendita. Questo nuovo potere ha detto chiaramente a politici e imprese, (a tutte le imprese, anche a quelle nuove, commerciali, che si sono insediate nell’area di Punta Penna) che la storica espropriazione per puri fini di profitto economico e sfruttamento di una risorsa territorio come Punta Penna e tutta la sua area deve cessare, e deve cessare, impedendo la costruzione di nuovi impianti mimetizzati da energie alternative, che altro non sono che la prosecuzione del dominio su quell’area con nuovi strumenti per i fini classici della proprietà e del profitto finanziario con grave pregiudizio dei diritti dei cittadini, alla salute, all’ambiente; ma porre un’attenzione critica anche a quelle imprese che si ristrutturano in funzioni macrocommerciali, risultato dei nuovi processi di cambiamento del sistema capitalistico.
Quello che si va configurando nell’area di Punta Penna è uno scontro durissimo tra due concezioni del capitalismo : da una parte quelle imprese legate ad una economia finanziaria che espelle produzioni e lavoro, e dall’altra parte un settore del capitale commerciale che nella rappresentazione di una alternativa economica vede anche nel turismo di massa una nuova occasione di sfruttamento dell’area di Punta Penna.

Noi siamo per la restituzione di un territorio cosi duramente provato in termini ambientali e umani - ( salute compromessa a causa delle industrie di ogni tipo), - negli ultimi 50 anni da politiche di saccheggio e di carattere neocoloniale ai suoi legittimi rappresentanti: i cittadini.
Da oggi nulla sarà come prima. La coscienza dei propri diritti si manifesta ogni giorno. Lobbi e potentati economici, da oggi sono avvisati: Punta Penna e tutto il suo territorio non saranno più oggetto di mercato. Un avvertimento ai politici : per anni avete rappresentato il comitato d’affari del capitale e della borghesia parassitaria. E’ giunto il momento del riconoscimento che una nuova coscienza si è impadronita dei cittadini e del paese e che “l’irreversibile dissipazione della bellezza dei paesaggi naturali, storici, archeologici per i quali il nostro Paese è famoso nel mondo, cessi finalmente. E Punta penna possiede i requisiti per rappresentare una porzione di natura patrimonio dell’umanità e da inserire pienamente e senza restrizioni di confini nel Parco della Costa Teatina.”

In questo senso insisto nel dichiarare pubblicamente (cosa che ho già fatto in altre occasioni esprimendo la mia assoluta contrarietà ai nuovi impianti ) che la questione biomasse e le nuove riconversioni non si potranno fermare con il solo consiglio comunale; che delibere e mozioni firmate dai consiglieri comunali nulla potrebbero se i rappresentanti politici regionali e i consiglieri provinciali con alla testa il presidente provinciale Di Giuseppantonio, espressi dal nostro territorio, non vengono direttamente coinvolti in questa che risulta la più grande battaglia di civiltà dichiarando la loro contrarietà. Tagliente, Prospero, Menna, Argirò, Palomba hanno la possibilità di modificare le leggi alla Regione. Il Presidente della Provincia Di Giuseppantonio, a cui compete la parola sul cambiamento di destinazione d’uso di quell’area dica come la pensa; il Senatore Legnini che tanto si è prodigato per il Parco della Costa Teatina e l’on.Tenaglia di Ortona si facciano avanti e prendano posizione. Il senatore Mascitelli dell’Italia dei Valori insieme al suo capogruppo Costantini alla Regione Abruzzo che a parole dichiarano la contrarieta’ alle biomasse non si trincerino dietro l’alibi di lasciare autonomia al partito di Vasto e si esprimano chiaramente! Sono costoro gli eletti del popolo e costoro devono dichiararsi !

Ivo Menna ambientalista storico

Tagliente


Cardiochirurgia di Vasto con le coronarie rotte.
Interrogazione al signor Presidente della Giunta Regionale, anche nella qualità di Commissario alla Sanità .
L’Aquila
La situazione in cui versa la Sanità in provincia di Chieti, dopo l’accorpamento nell’unica Asl, si sta caratterizzando per ritardi, disfunzioni, rispetto alle attese ed all’agenda stabilita, e soprattutto dalla disattenzione nei confronti delle strutture ospedaliere non insistenti sul capoluogo, sede della direzione generale e sanitaria.
Senza voler fare del catastrofismo ma con assoluto realismo rilevo che, a fronte di impegni non mantenuti sino a questo momento (assunti con i consiglieri regionali, con i sindacati e con le popolazioni), le strutture ospedaliere di Vasto e di Lanciano presentano deficit forse maggiori rispetto a prima ed anche la medicina sul territorio, che avrebbe dovuto trarre vantaggio dalla chiusura degli ospedali cosiddetti minori, non mostra i miglioramenti attesi.
Mi astengo per carità di patria (ma le sorti della patria dovrebbero essere “care” anche a chi ha responsabilità di governo della sanità sul territorio) da esprimere giudizi sull’incomprensibile ritardo nell’approvazione dei piani aziendali e dalla predisposizione del piano di finanziamento dei nuovi ospedali (anche per l’indecisione mostrata dall’amministrazione comunale di Lanciano circa la scelta dell’ubicazione), ma non posso – anche in forza delle richieste che ricevo di continuo dai concittadini- esimermi dal ritenere offensiva l’indifferenza che si mostra nei riguardi di ripetute sollecitazioni rivolte al mantenimento almeno di un discreto livello di assistenza. È il caso, ad esempio, del servizio di cardiologia dell’ospedale di Vasto arrivato allo stremo e forse prossimo alla chiusura per carenza di personale medico.
Ritengo opportuno che Lei, Signor Presidente e Commissario, sappia in particolare del predetto servizio:
- che attualmente opera con appena 6 unità, a fronte dei 14 impiegati a Lanciano, dopo il recente pensionamento dei dottori Luigi Mucci e Mauro Cionci;
- che il primario, dottor De Simone, andrà in pensione a fine mese;
- che i medici che “tengono il fronte” hanno qualcosa come 340 giorni di ferie non godute, per cui stanno valutando di abolire o allungare le liste di attesa,
- che le reiterate richieste di intervento rivolte agli organi di gestione della Asl chietina non hanno avuto esito alcuno, fatta eccezione per l’aggregazione al reparto di un medico, ilo quale tuttavia non è specializzato in cardiochirurgia e non può essere quindi essere inserito nei turni di lavoro.
Alla luce di quanto sopra, Le chiedo quindi, signor presidente, se intenda intervenire presso le Autorità della Asl teatina per rimuovere le criticità lamentate ed in che tempi, visto che esse hanno superato ogni limite di tollerabilità.
Se, più in generale, ritenga di voler porre all’ordine del giorno di un apposito incontro con i consiglieri regionali (di tutti gli schieramenti politici), amministratori della Asl e sindacati, le problematiche relative all’intera Asl di Chieti.
Un cordiale saluto
(Giuseppe Tagliente)

Michele Celenza


È stato inserito all’OdG del Consiglio comunale di martedì prossimo la Delibera che avevamo illustrato nella conferenza stampa del 10 u.s. Ringraziamo i sei Consiglieri che l’hanno presentata (in ordine alfabetico: Bischia, D’Alessandro, Della Porta, Desiati, Montemurro, Sigismondi), ma allo stesso tempo rileviamo con rammarico che questi appartengono tutti all’opposizione.
Ancora una volta ribadiamo che la nostra battaglia è assolutamente indipendente da tutti gli schieramenti politici. Ma che, proprio per questo, siamo pronti ad allearci con chiunque voglia battersi con noi per i nostri cinque obiettivi sottoscritti da oltre 5.500 cittadini. Cinque punti per il bene comune della città.

Questa idea, al di là delle schermaglie dei partiti, sembra (ripetiamo: sembra) stia iniziando in effetti a passare. Ne testimoniano sia la proposta di Delibera presentata ieri da tre Consiglieri provinciali (in ordine alfabetico: Menna, Natale, Sigismondi), uno di centrodestra due di centrosinistra, che –tra l’altro- riprende interamente, per quanto di competenza provinciale, le nostre proposte su Punta Penna. Sia l’intenzione dichiarata nel comunicato diffuso giovedì scorso dalle forze di maggioranza di “operare affinché nel prossimo Consiglio comunale si approvi un deliberato condiviso anche dalle forze politiche di minoranza”. Speriamo bene.

È importante che la soluzione sia condivisa. Ma non meno importante è che sia una soluzione per davvero, cioè che sia efficace e non solo apparente. Per questo sono necessari tre elementi:
1. che sia bloccata l’autorizzazione rilasciata alla Istonia Energy. Su questo esiste già un deliberato del Consiglio comunale (20 gennaio), che il Sindaco si era dimenticato di presentare in Regione. Bisognerebbe solo dargli seguito.
2. che a Punta Penna sia impedito l’insediamento degli altri impianti ad alto impatto ambientale (non solo le biomasse). Per questo –come abbiamo già detto, e fino a prova contraria- l’unico strumento è il parere sanitario negativo espresso dal Sindaco nelle prossime Conferenze dei Servizi per ognuno di essi. Ripetiamo che le premesse ci sono tutte:
- sia per la mancanza assoluta di rilevazioni nella zona dal 2005 ad oggi;
- sia per il più volte citato studio del Mario Negri Sud (ora anche comparso in forma ufficiale) ;
- sia per la presenza in zona di emissioni tutt’altro che trascurabili (Allegato 1);
- sia infine per le ripetute diverse segnalazioni (dal 2009 almeno ad oggi) da parte di cittadini e lavoratori dipendenti della Zona Industriale di Punta Penna che hanno fatto ricorso a cure mediche a causa di emissioni irritanti, tali da determinare l’inabilità al lavoro con prognosi dai 3 ai 10 giorni (allegato 2) .
3. che sia mutata la destinazione d’uso della zona. Ma a questo proposito i tempi sono necessariamente lunghi. Ci torneremo in seguito.

Confidiamo in una soluzione condivisa ma soprattutto effettiva e non solo di facciata.
Invitiamo tutta la popolazione a partecipare.

Vasto, il 17 marzo 2012

Il Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio

sabato 17 marzo 2012

Naturalmente ... di sabato.


Pulizie di primavera.


Quanta polvere sotto i tappeti e quanta incrostazione sui "trasparenti" vetri. Sono in vena poetica oggi. Sarà che dopo la "verifica" di maggioranza mi è capitato di leggere articoli che mi hanno ispirato. Uno di questi riportava più o meno questo concetto:

Gioacchino Rossini, nella sua meravigliosa Cenerentola con libretto di Giacomo Ferretti(1817), aveva capito tutto del costume politico italiano. Quando don Magnifico sogna di riuscire ad avere, attraverso il matrimonio principesco di una delle figlie, qualche importante incarico politico, così immagina (molto realisticamente) il suo futuro : “Mi risveglio a mezzogiorno:/ Suono appena il campanello,/ Che mi vedo al letto intorno/ Supplichevole drappello:/ Questo cerca protezione;/ Quello ha torto e vuol ragione;/ Chi vorrebbe un impieguccio;/ Chi una cattedra ed è un ciuccio;/ Chi l’appalto delle spille,/ Chi la pesca delle anguille;/ Ed intorno in ogni lato/ Sarà zeppo e contornato/ Di memorie e petizioni,/ Di galline, di storioni,/ Di bottiglie, di broccati,/ Di candele e marinati,/ Di ciambelle e pasticcetti,/ Di canditi e di confetti,/ Di piastroni, di dobloni,/ Di vaniglia e di caffè”.

C'è chi, come l'autore dell'articolo appena citato si riferisce al sindaco di Bari e chi come Semidicaviprima.com pubblica le "spesucce" del sindaco nostrano.

venerdì 16 marzo 2012

Tonino Cinquina.


Buttando l’occhio verso gli annunci mortuari giorni addietro ho letto: Antonio Cinquina, anni 56.
A molti questo nome non dirà niente e neanche l’età visto che spesso si legge di persone che muoiono “presto”. A me ed ai miei compagni di scuola delle elementari però leggere quel nome e vedere la sua immagine ha fatto molto male. Durante le nostre rimpatriate ci trovavamo spesso a parlare di lui, sempre assente. Viveva in Germania e avevamo saputo che stava male. E’ stato il primo a lasciarci.
Tonino è stato uno che ci ha segnati. Suo padre morì in un incidente sul lavoro quando frequentava con noi la Domus Pacis di Don Felice. Ricordo ancora il giorno che insieme alla maestra con il grembiule blu ed il fiocco bianco seguimmo il corteo funebre. Ricordo anche che portammo la Bandiera Italiana listata a lutto.
Tonino non era un ragazzino dal carattere “facile”. Oggi lo avrebbero definito in tanti modi ma per noi era “uno di noi” e basta.
Un giorno giocando alla Loggia si tagliò un polpaccio attraversando un recinto di filo spinato. Fu un taglio molto profondo, ricucito con tantissimi punti. Neanche a noi ragazzini di allora, abituati alle ginocchia scorticate, ai lividi ed ai bernoccoli, quel taglio sembrò una cosa normale.
Antonio Cinquina come tanti altri ragazzi “Vastaroli” emigrò all’estero. Vasto cambiava e il posto di chi partiva era subito occupato da chi veniva a vivere nella nostra città soprattutto dai paesi dell’entroterra. Tonino l’ho visto l’ultima volta, tanto tempo fa, al cimitero. Forse era tornato per visitare la tomba di suo padre. Non mi avvicinai allora, pensando che ci sarebbero state altre occasioni.
Non ci sono state.




giovedì 15 marzo 2012

Che coincidenza ... Maria Antonietta spopola sul web.

Fornero l'aristocratica: italiani fannulloni e mangiaspaghetti

Di Debora Billi Lunedì 12 Marzo 2012, 10:40

Certo che questi ministri. Devono proprio ringraziare la stampa nostrana, zerbinata, servile e inginocchiata quant'altre mai se ancora non sono stati crocifissi come degni eredi di Berlusconi, anzi come allievi che superano il maestro.

L'ultima è della Fornero, che ha osservato: "Col reddito base, la gente si siederebbe a mangiare pasta al pomodoro". L'ho saputo solo stamane via Facebook, io che sto tutto il giorno su Internet: non un cane che lo abbia riportato con dovizia. Eppure, ricordo, ogni sparata del precedente premier causava levate di scudi, girotondi, raccolte di firme, urla dai palchi e satire televisive.

Stavolta nulla, malgrado gli esponenti del governo si siano esibiti in una serie di uscite stile Maria Antonietta che li espongono appieno come membri di un'aristocrazia con la puzza sotto il naso che pretende di legiferare su ciò che profondamente disprezza. Ossia noi, il popolino nullafacente, amante del noioso posto fisso, che si laurea da sfigato a 28 anni, e che con 400 euro di reddito base si siederebbe a magnare tutto contento senza far nulla.

Una cosa disse Berlusconi di giusto: "Questi coglioni che li votano, contro i propri interessi." All'epoca mi unii alla solita indignazione generale, ora rivaluto tale profetica sentenza. Il 60% degli italiani approva il governo Monti, poveri fessi che applaudono a contesse e principini i quali avrebbero disgusto anche a stringere la mano dei loro entusiasti potenziali elettori. Siamo solo un branco di bestie che loro hanno il fastidioso compito di guidare, un volgo disperso che nome non ha.

E ancora incastrato nell'incubo orwelliano: dopo aver tanto citato 1984, siamo precipitati ne La Fattoria degli Animali.

Déjà vu

Ogni volta che si "scava" nei pressi di torre Bassano (meglio sarebbe Bassani) immediatamente si scoprono antiche vestigia e ci si "meraviglia". Eppure basterebbe andare a ricercare in emeroteca le cronache, anche recenti, per accorgersi che questi ritrovamenti accadono spesso.
Ogni volta si alzano polveroni salvo poi ricoprire tutto per lasciare la "meraviglia" a chi in futuro dovrà operare in quel luogo. Questa volta è "colpa" del progetto per la nuova pavimentazione del trattto di piazza Gabriele Rossetti, redatto in maniera "superficiale". Ora si parlerà di Anfiteatro, naumachie eccetera e si provvederà a ricoprire il tutto.


Per me in quel tratto di piazza, dagli scavi, appaiono i resti dei canali di una antica fontana, realizzata sopra le vestigia dell'anfiteatro, abbattuta in occasione della realizzazione del secondo palazzo scolastico.


Arrivederci al prossimo ... scavo.

mercoledì 14 marzo 2012

Vasto: la città dei "geni".


Ma se devo passare con una carrozzella, con un passeggino, con un carrello della spesa, che faccio? ......

Elettrosmog

Inquinamento elettromagnetico e danni alla salute

Con il tema “Elettrosmog” si intende nel linguaggio comune, una forma invisibile di inquinamento causato da una forte concentrazione di emissioni elettromagnetiche, da ( ripetitori tv, stazioni radio base della telefonia cellulare, reti locali, wireless). L’onda elettromagnetica risulta quindi una forma di propagazione di energia nello spazio. La rapida evoluzione delle telecomunicazioni ha destato da anni l’attenzione della opinione pubblica e della stampa sul tema dei campi elettromagnetici e i risvolti sulla salute emessi da questi strumenti; in particolare l’esplosione della telefonia cellulare ha destato e crea allarme e grande preoccupazione nella opinione pubblica. La preoccupazione per la salute umana dei vastesi è da sempre argomento di riflessione sulla installazione dei ripetitori posizionati sul territorio cittadino. Nel 2011 a Vasto abbiamo registrato una mortalità di circa 400 persone ; da una indagine abbastanza precisa fatta, le persone non decedute per vecchiaia, la maggior parte sono morte per patologie cancerogene. Partendo da questo dato, chiedo al Sindaco di Vasto, rappresentante la massima autorità sanitaria, quante sono le antenne posizionate sulla città, quali sono i sistemi di controllo messi in opera della ASL per un controllo quotidiano del livello delle emissioni elettromagnetiche, e se esistono centraline di rilevamento che nelle 24 ore eseguono il monitoraggio, e se l’amministrazione comunale che da sempre conosce il problema ha in opera di preparare un piano regolatore delle antenne. Per salvaguardare la vita e la qualità della stessa dei cittadini vastesi, è decisivo e importante avere sempre un progetto di monitoraggio continuo (24 SU 24 ORE) del livello delle emissioni di antenne installate sul territorio.

Ivo Menna

martedì 13 marzo 2012

Sull'anello di Piazza Gabriele Rossetti.


Esergo.

S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche

“Mariantoniettismo”

L’anello di piazza Gabriele Rossetti è, ancora oggi, l’unico tratto di strada cittadino senza buche o altri problemi di sorta. A nessuno sarebbe venuto in testa, nemmeno ai commercianti ed ai residenti del luogo, di realizzare una nuova pavimentazione su quello spazio. All’amministrazione comunale invece, un intervento di questo tipo è parso il coronamento di un sogno.
Il sindaco, sempre pronto a piangere per la mancanza di soldi, sempre pronto a lamentarsi per la carenza di contributi, sempre pronto a rimandare interventi urgenti, forse pensando che con le “nuove” tasse risolverà ogni problema, non vede l’ora che inizi l’opera pubblica che cambierà il volto del “salotto” cittadino.

Ma come! La pavimentazione lapidea già esistente di piazza Rossetti è sbriciolata, le piastrelle di pietra di corso Italia, come quella dei marciapiedi dell’intera area, dalla Villa Comunale (Principe di Piemonte) fino a via Adriatica, sono ridotte in frantumi, brandelli e lacerti, il verde della piazza lasciato al più completo abbandono, il pino inclinato è da tempo transennato in attesa che si raddrizzi da solo, l’acqua della fontana si mostra di colore marrone, lo stesso “palazzo di città” si mostra come un campo profughi afgano e l’amministrazione spende centinaia di euro per pavimentare “l’anello” di piazza Rossetti?
Forse i cittadini e i turisti che frequenteranno il “centro” per le festività Pasquali dovranno pensare che a Vasto si fanno le cose? La città cade a pezzi ma la renderemo “bellissima”, in attesa delle “notti bianche” e le “notti rosa”, pare ci vogliano dire.

Certo! “Se il pane manca, che mangino le brioches”.

Permettetemi di coniare un neologismo: “Mariantoniettismo”.
Il Mariantoniettismo è la sindrome delle amministrazioni Lapenna.

E’ inequivocabile, il sindaco Lapenna si regge sulle chiacchiere e sulle opere inutili. Il problema è Fosso Marino? Noi ci dedichiamo alle recinzioni degli stabilimenti balneari. Il problema è quello degli impianti “a biomasse”? Noi presentiamo il “tesoro” di Punta d’Erce. Il problema è il Dirigente del settore Urbanistica? Noi ve ne diamo due. Il problema è Palazzo d’Avalos che va in rovina? Noi … (non parlo altrimenti mi accusano nuovamente di turpiloquio). Il problema è la carenza di idee? Noi ci ritroviamo in conclave a Scerni (ho scritto a Scerni non ho scritto a Scemi!) e risolviamo le “verifiche”.
Signori! Non è arrivato l’arrotino né l’ombrellaio, è arrivata l’amministrazione Lapenna.

E quale opera pubblica è stata realizzata?
Forse via Trave? (già definita pericolosa, oltre che inutile) Forse via Alborato? (che non hanno avuto nemmeno il coraggio di inaugurare) Forse il “penultimo” tratto di Lungomare? (mentre l’ultimo tratto frana fragorosamente) Forse le piste ciclabili? (che non hanno subiscono la benché minima manutenzione)
Mi fermo. Vorrei che qualcuno mi dimostrasse che sono in errore.

Mariantoniettismo: Il punto forte di questa amministrazione comunale.



PS. Povera Maria Antonietta (d’Asburgo)! Non le bastava che non avesse mai pronunciato la frase ma che questa le fosse stata attribuita dalle malelingue. Adesso anche l’accostamento con l’amministrazione comunale (rigorosamente in minuscolo) di Lapenna. … Mea culpa.

lunedì 12 marzo 2012

E ora ... "tutto è compiuto".


Dopo anni di attesa, finalmente, mi hanno chiamato per "recuperare" le mie scartoffie.
No comment!



Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.

sabato 10 marzo 2012

C'E' CHI 'MOLLA' E CHI NON MOLLA MAI
di V.Patriarchi

SLAVIA PRAHA BRNO 3 - 1
arbitro sig. Orazio Di Blasio

SLAVIA PRAHA( maglia blu):Ronzitti L, D'Adamo, Ronzitti F, Giacomucci, Serafini, Fanucci M, Lemme, Angiolillo, Reale, Ronzitti Go

BRNO( maglia gialla): Loreta R, Antenucci, Di Marco, Sboro R, Patriarchi, De Felice, Sebastiani, D'Angelo, Cicchini, Fanucci R

Molte le assenze importanti (e anche stavolta 10 vs.10), ma oggi rivediamo tra noi una vecchia gloria, Roberto Sboro, anni 60epassa, difensore arcigno,nonchè padre del più famoso Francesco 'il farmacista': ebbene quest'ultimo, impegnato, ha mandato in sua vece il padre(che però a scuola firmava le sue pagelle). " A lu' prìme tìmbe"(celenzese) i blu sono più briosi, disponendo di 2 punte di razza: i 3 difensori centrali, oggi più giovani del solito, accerchiano il povero Hulk che,"carìccia sò",è il solo ariete giallo in avanti. Al 15' una limpida occasione per il blu Ronzitti, servito bene da D'Adamo, ma Gogò sbaglia il bersaglio:in un'altra occasione,il portiere 'sciangàto' Loreta ci mette una pezza su incursione di D'Adamo. Ma al 32' Ronzitti sguscia sulla sua destra, crossa al centro, Sboro si fa sorprendere dall'accorrente Luigi Angiolillo, che non perdona, e di prima tira in rete: 1-0. I gialli sono inconsistenti, molto gioco ma nessuna conclusione, e 185 fuorigioco fischiati a Fanucci junior (li ha contati Romeo)." A lu' sicònde tìmbe" i gialli arretrano Fanucci R e spingono in avanti De Felice, e qualcosa cambia: dopo 2 diagonali malefici di De Felice e un tiro di D'Angelo (tutti falliti di poco), il giallo Cicchini serve Alessio 'Attilio' De Felice, che dribbla i suoi marcatori e piazza il suo rasoterra angolato a fil di palo che batte Ronzitti e pareggia 1-1. Aleggiano malumori nei blu, e D'Adamo proclama 'Lo sciopero dello spezzèllo', sedendosi in panchina in un inedito sit-in: il nostro (con la scusa di un dolore al polpaccio) protesta perchè non servito dai 'compagni'(pure qua!). Sulla fascia destra invece è Lemme che si lamenta perchè 'non gli si alza': i gialli non approfittano di questa situazione fallendo altre volte il gol, e, a 10 minuti dalla fine, il centrale dei gialli Sboro 'stìre li' pìte' ed esce infortunato, lasciando i gialli in nove: i volponi blu colgono l'attimo fuggente, e bucano la difesa gialla rimaneggiata: un incursione di Reale libera GoGo Ronzitti all'82, il quale aggancia, si gira e 'nghi 'na luffutuèlle' rasoterra aggira Loreta, incoccia il palo sinistro e insacca il 2-1. All'89' l'incontinente Gogò Ronzitti (oggi probabilmente a dieta massiccia di legumi),lanciato da Lemme, si accentra e molla 'n'àddra luffutuèlle' che attraversando "na' lòzze di lèute" prende un effetto strano e beffa di nuovo Loreta sul lato destro, ed è il finale 3-1

classifica cannonieri: 25 gol: Frangione 20 gol: Angiolillo 13 gol: Ronzitti Go 12 gol: D'Angelo 11 gol: Serafini A 10 gol: Sboro 9 gol: Reale 4 gol: D'Adamo, De Felice, Docuta, Storto 3 gol:Cicchini, Ronzitti L, Soldano 2 gol: Lemme, Serafini S 1 gol: Antenucci, Bozzelli, Catinari, Fanucci M, Fanucci R, Frasca M, Giacomucci, Rossi, Serafini G, Vino

domenica 11 marzo 2012

Saluti da ... Palazzo d'Avalos.


Si legge dappertutto:


LETTERA APERTA AL
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
E AL SINDACO DI VASTO


In data 29 febbraio ho protocollato una richiesta di un Forum sulla sicurezza e la legalità di cui ampio risalto ne è stata data dalla stampa. Ad oggi rilevo che nessuna risposta il Sindaco ha dato alla mia proposta. Chi ha raccolto la proposta sono, allo stato attuale, i 5 consiglieri del partito PDL i quali hanno richiesto una convocazione di consiglio comunale su questo argomento. Ho appreso che nella giornata di sabato 10 febbraio il partito della Rifondazione comunista terrà una conferenza pubblica per motivare le ragioni della loro posizione contraria all’installazione di telecamere in città. Mi aspettavo da parte dei suoi rappresentanti un impegno a trattare questi argomenti nel prossimo consiglio comunale. Dalla richiesta del forum intendevo far emergere la complessità dei fenomeni sociali che attraversano negativamente la nostra città, non escludendo aprioristicamente l’impiego di telecamere eventuali da posizionarsi. Studi recenti fatti nel centro storico da esperti del settore sono emerse proposte che con l’utilizzo di telecamere si riesce a esercitare un controllo con costi economici non eccessivi. Ritengo che in attesa del forum richiesto, si potrebbe iniziare con un intervento di telecamere ubicate in :
Piazza Rossetti, Via Santa Maria, Piazza Caprioli, Piazza LucioValerio Pudente, Via Buonconsiglio, Via Barbarotta, Piazza del Popolo, Via Adriatica, Loggia Ambling, Piazza Barbacani, Piazza Santa Chiara, Corso Nuova Italia.

Vasto 9 marzo 2012 Ivo Menna ambientalista storico

Per una maggiore comprensione di questa lettera aperta allego il comunicato della richiesta del Forum


LETTERA APERTA AL SINDACO LUCIANO LAPENNA

RICHIESTA DI UN FORUM

Da mesi assistiamo inquieti e confusi ai numerosi episodi che turbano la collettività vastese. Furti, rapine, violenze, sabotaggi, atti vandalici contro la proprietà pubblica comunale (non ultimo il furto all’interno dell’economato di 400 carte di identità). Tutti fatti che lasciano sgomenti e che sono alla ricerca di una risposta da parte delle Istituzioni pubbliche, con le forze dell’ordine in prima linea e con le forze sociali. La cittadinanza è scossa e preoccupata e spera che tutto questo non sia il frutto di organizzazioni complesse, ma che il fenomeno riguarda solo una microcriminalità risultato di un forte disagio sociale. I dati allarmanti che vedono quotidianamente la occupazione in forte calo, aziende che serrano le saracinesche, una edilizia al collasso, il commercio in seria difficoltà come ci raccontano moltissimi operatori del centro e della periferia, i giovani totalmente esclusi dal processo lavorativo, non possono lasciare indifferente la città. Due altri dati allarmanti sono relativi alle vendite di immobili presso il Tribunale di Vasto, segno codesto di situazioni debitorie di nuclei familiari, e il fenomeno crescente che vede la presenza di molte sale di scommesse, e locali che acquistano oro e preziosi. Per ricercare le cause di questo crescente fenomeno deviante sarebbe opportuno che il capo della Città, il Sindaco, si attivi urgentemente per la convocazione di un incontro Forum al quale dovranno partecipare tutti gli amministratori locali, provinciali, regionali (i rappresentanti vastesi), tutte le forze dell’ordine, le Chiese locali, le associazioni di volontariato, la dirigenza scolastica di ogni ordine, i sindacati, i rappresentanti della stampa, il responsabile del SERT, il Procuratore capo, il Prefetto di Chieti.
Molti in questi giorni hanno esposto opinioni cercando nella risposta delle telecamere la soluzione del problema. Noi riteniamo che le telecamere possano rappresentare un eventuale deterrente, ma ( se fosse questa la soluzione, dovremmo installare una telecamera in ogni appartamento e in ogni attività commerciale); la cosa sarebbe possibile, ma i costi raggiungerebbero milioni di euro, senza per questo essere certi del risultato positivo, (vedi l’ultimo furto di domenica notte in Corso Europa con una telecamera attiva). Ci permettiamo di suggerire al nostro Sindaco la proposta che abbiamo enunciato sopra dell’incontro collettivo del Forum che altrove ha trovato consenso ottenendo risultati concreti con un forte decremento dei fenomeni devianti sociali.

Menna Ivo Ambientalista storico


Non come Del Turco, per piacere.
Mi stupisce che qualcuno tra i colleghi della maggioranza che sostiene Chiodi, abbia potuto pensare ( e dire) che le mie recenti prese di posizione e soprattutto la richiesta d’una verifica e d’un rimpasto di giunta, siano dettate dal desiderio di ricavarmi un posticino nella stanza dei bottoni. Chi l’ha pensato ( e detto) evidentemente non mi conosce, ignora la mia storia politica e non riesce quindi nemmeno ad immaginare che l’unico desiderio che mi anima in questo frangente è di dare la sveglia alla politica regionale ed al centrodestra in particolare nel tentativo di non disperdere e di consegnare ai giovani un patrimonio di valori, di progetti e di ambizioni nutrite in tutta una vita d’impegno sin dagli anni dell’università. A questi stupidi ed ignoranti (nel senso di persone che stupiscono e che ignorano) vorrei segnalare che se Del Turco avesse avuto intorno a sé persone animate dagli stessi sentimenti, le quali lo avessero richiamato in tempo per i suoi atteggiamenti solipsisti, saccenti ed arroganti, che lo avevano isolato dalla sua maggioranza e dalla realtà effettuale, probabilmente non avrebbe fatto la fine che ha fatto, evitando a se stesso, alla sinistra ed all’Abruzzo una serie infinita di guai. Su queste premesse voglio quindi aggiungere qualche altra provocazione anche all’esito di quella ch’è stata definita una riunione di maggioranza e che invece è stata in pratica un incontro di un paio d’ore al quale hanno fatto difetto location, analisi e conclusioni. Soprattutto la conclusione più ovvia, direi logica, di avviare una discussione ed un confronto a 360 gradi sullo stato dell’arte dell’azione di governo in Abruzzo. Cosa abbia indotto a scegliere di non sciogliere i nodi sul tappeto (alcuni lucidamente esposti anche dal capogruppo Venturoni e dal coordinatore Piccone) non saprei, anche se immagino che abbiano pesato sul rinvio sospetti ed ancor più comprensibili timori di fibrillazioni in vista delle amministrative di maggio, ma sono convinto che si sia commesso un errore, perché un clima diverso da quello che si respira invece aiuta in occasioni elettorali come queste sulle quali influiscono fatalmente le iniziative ( o peggio l’assenza d’iniziativa) della Regione. Si può pensare che non abbiano influenza sul voto ( o sul non voto) decisioni sulla sanità, sull’urbanistica, sul turismo, sugli organismi locali (consorzi, ater , ambiti) sul personale, sui rifiuti? Si può mai ritenere che non condizionino il giudizio degli elettori la mancanza di strategie (o la verifica di quelle ipotizzate) discusse, partecipate e condivise riguardo ad argomenti importanti come le discariche dei rifiuti, sui quali le opposizioni incalzano? Si può continuare a rinviare decisioni (quando mancano non due anni, come si dice incautamente, ma un anno pieno, si e no, alla fine della legislatura) riguardo alla organizzazione ed alla gestione del personale mentre si appalesa, alla luce delle cronache giudiziarie, che non c’è un raccordo virtuoso (di effetti) con la struttura burocratica? La lista delle doléances è lunga, come l’attesa di un riscontro che tarda ad arrivare ma nel quale voglio continuare a credere.

Giuseppe Tagliente


IL FUTURO DI PUNTA PENNA A UNA STRETTA DECISIVA.

1. Un danno certo. La crisi dei mercati internazionali sta producendo i suoi effetti anche sul nostro angolo di mondo. Il futuro di Punta Penna è a una stretta decisiva. Un intero ciclo industriale, iniziato da oltre cinquant’anni, sembra essersi concluso. E il nuovo, per come si profila dinanzi a noi, non promette niente di buono.
È evidente a tutti che gli impianti in procinto di arrivare a Punta Penna –un cementificio, un impianto di recupero di rifiuti speciali pericolosi, tre centrali a biomasse (quelle di Puccioni sono due)- non solo alla città non darebbero nulla, ma anzi toglierebbero molto. È evidente la loro incompatibilità con l’agricoltura, con il turismo, con gli impianti di trasformazione alimentare di qualità presenti nella zona. Per non dire del peggioramento complessivo della qualtà ambientale –a cominciare da quella dell’aria- che di certo ne verrebbe.
Se poi si considera il luogo dove questi impianti dovrebbero sorgere, a ridosso di una riserva naturale così bella e così amata dai vastesi, allora il quadro che si delinea è completo. Ed è un quadro di totale insensatezza: la città dovrebbe barattare quanto ha di meglio in cambio di un danno certo.

2. La difesa di un bene comune. Non stupisce dunque che questi progetti, uno per uno e nell’insieme, abbiano incontrato l’opposizione compatta di tutta la popolazione, a cominciare dagli imprenditori locali. Stupirebbe semmai il contrario. La contrapposizione tra ambientalismo e sviluppo, un logoro modello giornalistico, se mai ha avuto corso in questo caso è del tutto fuori posto. Non si tratta qui di accettare o rifiutare uno sviluppo per quanto ipotetico: si tratta della difesa di un bene comune, il territorio, da investimenti speculativi che a beneficio di pochissimi arrecherebbero un danno economico e ambientale certo a tutta la popolazione.

3. Una Delibera per il prossimo Consiglio comunale. Di fronte a un rischio così grave la classe politica locale nel suo insieme, spiace dirlo, non si sta di certo dimostrando all’altezza. Condizionata dall’esigenza prioritaria di preservare i suoi equilibri interni, da conflitti di interesse (talvolta clamorosi), da personalismi di varia natura, la risposta della classe politica locale è stata sino ad ora debole e confusa. Il Consiglio comunale dello scorso 10 gennaio, che ha votato su quattro diverse mozioni (tra cui due, della stessa maggioranza, tra loro contraddittorie) ne è stato un esempio palese. Questo, nell’interesse comuna della città, non deve più ripetersi.
Il Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio, consapevole di farsi portatore di una istanza condivisa dalla grande maggioranza dei vastesi, chiama il Sindaco, le forze politiche presenti in Consiglio comunale, i singoli Consiglieri, a pronunziarsi su una sola Delibera, quella che presentiamo oggi: una Delibera efficace, perfettamente attuabile, che semplicemente porterebbe il Comune di Vasto ad esercitare le sue giuste prerogative nelle sedi competenti.
Chiediamo ai Consiglieri comunali di farsene firmatari (sarà depositata all’ARCI dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 fino a martedì) e di portarla in votazione al prossimo Consiglio comunale. Chiediamo anche che, come imporrebbero sia lo Statuto comunale che una elementare considerazione di opportunità, il Consiglio si tenga prima del prossimo 22, giorno in cui verrà discusso il ricorso presentato al TAR.
I politici locali devono sapere che su questo tema il loro operato è sotto gli occhi di tutta la città.

Il Comitato Cittadino per la Tutela del Territorio