domenica 28 febbraio 2021

... e anche febbraio è passato


Ti vidi a Vasto sull’immenso mare

Quel mar d’Abruzzo pieno di splendore

Negli occhi tuoi perdetti pace e cuore

E nel ricordo un nome diedi a te.

 

Ti chiamerò Marina

Ti chiamerò Marina

Dagli occhi azzurri e chiari color del mare

Dai bei capelli d’oro  color del sole

 

Ricordo sempre amore

Che disegnasti un cuore

Su quella sabbia ardente di pieno agosto

E il grande mar cantava davanti a Vasto

 

Cerco invano di trovare il tuo sorriso

Su ogni volto che somiglia al tuo bel viso

E m’illudo e ti vedo

 

Ma non sei tu Marina

Ma non sei tu Marina

Dagli occhi azzurri e chiari color del mare

Dai bei capelli d’oro color del sole

 

Ti chiamerò Marina

Ti chiamerò Marina

lunedì 15 febbraio 2021

Quando la zanzara voleva pungerci ma ...

 



Adesso, come nella commedia di Aristofane, si discute sulla presenza di donne al governo. Noi avevamo polemicamente sollevato il problema già tanti anni fa. Ogni tanto è bene ricordarlo. Io sono contro le "imposizioni" e a favore del merito. 

A Vasto cinque candidate alla carica di  Sindaco. Hanno meriti? Li evidensiassero e le voteremo. Non hanno meriti? Perchè cinque candidate di sesso femminile?

Apriamo un dibattito.

sabato 13 febbraio 2021

Dai trabocchi ai ristotrabocchi: una metamorfosi pericolosa per la Costa dei Trabocchi.


La metamorfosi alla quale siamo noi tutti abituati è quella che porta dal bruco, un essere non dotato di particolari doti estetiche, alla farfalla, che tutti apprezziamo per la particolare bellezza. Gli uomini pure, quando inseguono il vero ed il bello, sono capaci di creare dei capolavori indiscutibili, ma quando dichiarano di perseguire fini nobili ed invece agiscono per il tornaconto personale o di parte, creano mostri di indicibile bruttezza. Questo sta avvenendo nel corso degli ultimi anni alla Costa dei Trabocchi, grazie al discutibile operato della Provincia, con la bozza di regolamento della via verde, e della Regione, con le conseguenze della legge regionale del 10 giugno 2019, n. 7. Soffermiamoci su uno di questi esiti. La Regione Abruzzo ha sancito per legge che i trabocchi sono “edifici”, ma un edificio deve essere dichiarato “agibile” per essere utilizzato e l’agibilità si ottiene con un “certificato di collaudo”. Nessun tecnico potrà mai firmare in scienza e coscienza il certificato di collaudo per un trabocco, perché si tratta di una struttura costruita in maniera empirica e con materiali diversificati (ferro e legno), su basi instabili, tra l’altro sottoposti dall’acqua marina ad un processo di accelerazione del degrado, e soggetta alle sollecitazioni talora spaventose dei marosi. In teoria, quindi, i trabocchi sono “edifici” che non potrebbero essere utilizzati, visto che non possono essere “agibili”, in quanto non collaudabili.

Il fine della legislazione sugli edifici è quello di “tutelare la pubblica incolumità” e dobbiamo riflettere su questo concetto, perché oggi siamo sempre più portati a considera l’iter progettuale e costruttivo come un insieme di pratiche amministrative da produrre. Non è così e ce lo ricordano in ogni momento le tragedie che hanno sempre come causa la volontà di “profitto a tutti i costi” che sfida le leggi della natura, cioè della fisica.

È evidente che la legislazione regionale ha nel tempo svilito i trabocchi, definendoli beni culturali e paesaggistici nel 1994, mentre oggi negli atti ne parla e ne scrive come se di fatto fossero dei ristoranti, dotati di sala ampia fino a 160 mq calpestabili, di servizi (cucina, bagni e rispostigli) fino al 50 mq e capienza massima di sessanta persone, personale ed ospiti compresi. Chiamiamoli allora “ristotrabocchi”, per non confonderli con quelli che ancora sono i veri trabocchi. Ad ogni modo, anche se per i ristotrabocchi fosse riconosciuta una superficie ampia anche un quinto di quanto stabilito dalla legge regionale n. 7 del 2019, siamo ben al di là dei massimi dimensionali dei trabocchi tradizionali, quelli che hanno dato vita al marchio “Costa dei Trabocchi”. Non potrà più chiamarsi Costa dei Trabocchi quando, in un futuro molto vicino a noi, la maggior parte dei trabocchi sarà sostituita dai ristotrabocchi, che non sono, ripetiamo, trabocchi. È evidente che la messa in atto di questa metamorfosi, legittimata da una legislazione regionale che ha voluto favorire uno sparuto gruppetto di operatori della ristorazione, a svantaggio anche degli operatori della terraferma, ci lascerà un marchio svilito e  – cosa ancor più grave - un paesaggio del tutto degradato, incapace di rappresentare in modo genuino e verace il suo territorio di riferimento e di attirare l’attenzione dei viaggiatori. Insomma, una costa sempre più povera e degradata.

Vasto, 11 febbraio 2021

Italia Nostra del Vastese

ARCI – Vasto

Associazione civica Porta Nuova

Forum Civico Ecologista

Gruppo Fratino Vasto

WWF Zona Frentana e Costa Teatina

giovedì 11 febbraio 2021

Comincia la ... battaglia.

 


Il movimento, che sottotraccia stà attraversando la Città del Vasto (ormai titolo pomposo) in merito alla imminente (forse) tornata elettorale, sta cominciando a venire in superficie.

Come ho già accennato si parla di candidati (serebbe il caso di parlare di candidate) alla carica di Sindaco ma, piano piano, anche alcuni aspiranti alla carica di Consigliere comunale, con molta discrezione, cominciano a muoversi e a chiedere "consensi". Io continuo a ripetere la domanda: 

"in base a quale esperienza, in base a quale competenza, in base a quale proposta si chiede questo consenso?".

L'amministrazione (rigorosamente con la minuscola) "uscente" sta sparando le sue bombette: le fogne alla Marina, lo spostamento di biblioteche da un luogo ad un altro (soldi sprecati ed altri immobili svuotati nel centro storico), qualche marciapiede eccetera. L'opposizione, che grazie alle menti saccenti dei propri ledaders riesce a perdere da 15 anni come se avesse un preciso disegno che la vuole relegata in questo ruolo, non riesce a liberarsi dei vecchi "Badoglio".

Quando ci faranno conoscere qualche proposta concreta?

I cittadini, tifosi dei vari schieramenti, appiattiti sul "solemarequiete" e abituati a al ruolo di "comari al sole", protestano su tutto e chiedono "l'astratto". 

Chiediamoci: "Quali sono le priorità per Vasto?" Concretamente: "cosa dovrà essere realizzato nei prossimi 5 anni, e, chi chiede di essere eletto, come dimostra che riuscirà a realizzare quanto promette?" Non ci vuole la palla di cristallo per vedere i prossimi neoeletti, alla fine del loro mandato, risponderci: 

"purtroppo, per colpa di quelli di prima, non siamo riusciti a realizzare i programmi promessi".

... magari però, in cinque anni, qualche postarello al parente lo hanno trovato.

mercoledì 10 febbraio 2021

Vasto: la città delle donne

 


Se Federico Fellini rinascesse e dirigesse oggi, nuovamente, il suo film “La città delle Donne”, lo scenario che lo ispirerebbe di più sarebbe Vasto. Non lo sarebbe però, per i suoi scorci panoramici o per le altre tante qualità che la città possiede. Lo farebbe osservando il movimento della politica locale in attese delle prossime elezioni di primavera o di autunno che Covid voglia.

A Vasto, da qualche tempo, appaiono manifesti e si leggono articoli su persone di sesso femminile già candidate alla carica di Sindaco. Altre persone, dello stesso genere, in altri schieramenti, litigano tra loro, per assumere questa figura di candidato a questa carica istituzionale.

I “maschietti” che si occupano di politica, hanno capito che ormai è maturo il tempo nel quale le funzioni di dirigenza cittadina siano affidate a una donna. 

Vuoi vedere che dietro i "tentennamenti" sulla scelta del candidato di "destra", che in tanti asppettano ci siano "problemi di donne"?  

La situazione è sempre la stessa ormai da molto, troppo, tempo. Si punta a un candidato che abbia appeal e che conduca alla “vittoria” ma nessuno parla di programmi chiari. 

“Io voglio realizzare questo”. “Punto”. “Propongo di fare questa cosa in cinque anni e lanciare idee di sviluppo in prospettiva”. "Punto". 

Tra qualche tempo invece, si comincerà a sparlare dei soliti, atavici programmi fumosi e inizierà a circolare voce di “promesse” a questo o a quello. Dietro queste “Pie”, si candideranno schiere di persone inutili e … tutto resterà come prima.

Se Federico Fellini girasse ora a Vasto “La città delle donne”, non sceglierebbe Marcello Mastroianni per il ruolo di protagonista ma Alfonso Signorini. Il perché, ve lo spiegherò (forse) in un prossimo post ... e vi spiegherò anche la scelta dell'immagine.