lunedì 31 ottobre 2011

Halloween: "la festa delle zucche vuote". Per questa sera scegli la maschera.

Mi chiedo PERCHE' e urlo VERGOGNA!

Il sindaco: il quartiere a Pozzitello è indispensabile se arriva il nuovo ospedale.

Pubblicato su "Il Centro"
di Anna Bontempo

VASTO. «No alle strumentalizzazioni sulla città satellite al confine con San Salvo, sì a una discussione pacata e serena». E' quasi un monito agli alleati quello lanciato dal sindaco Luciano Lapenna (Pd) sul progetto presentato dalla Sgm, la società vastese intenzionata a realizzare una cittadella di 4mila abitanti nella fascia meridionale di Vasto, a ridosso dell'area scelta per l'eventuale costruzione del nuovo ospedale. Il primo cittadino si mostra possibilista sulla mega-lottizzazione che vede contrari alcuni partiti della maggioranza, tra cui Sel, Rifondazione comunista e Italia dei valori.

Il progetto è destinato, in ogni caso, a monopolizzare l'attenzione delle forze politiche del centrosinistra alla vigilia dell'incontro in programma domani sul nuovo piano regolatore. Ai partiti della coalizione Lapenna chiede di fornire indicazioni sul futuro assetto urbanistico della città, pesantemente compromesso da un decennio di edificazione massiccia, senza quel freno che i vastesi si aspettavano e che i costruttori temevano. Fatto sta che la variante al Prg, da priorità dell'agenda politica, è stata accantonata durante i primi cinque anni di amministrazione del centrosinistra, buona parte dei quali spesi per approvare le nuove norme tecniche. Ora c'è il tentativo di iniziare un nuovo percorso per giungere a una pianificazione territoriale, ma bisogna fare i conti con il boom urbanistico e con alcune questioni in sospeso.

Una di queste è il progetto della Sgm, società che fa capo alla famiglia Soria, che prevede un insediamento di 4mila abitanti nella fascia meridionale della città, al confine con San Salvo, con un ritorno per l'ente pubblico non solo in termini di infrastrutture e opere, ma anche di denaro, visto che ci sono in ballo cinque milioni di euro per le casse municipali.
«La società attende una risposta dal Comune», dice il sindaco, «mi sforzo di far capire che la discussione su questo argomento deve essere seria e senza strumentalizzazioni. E, soprattutto, non si deve pensare che ci siano altre operazioni dietro. Ritengo che il nuovo ospedale deve essere corredato di una serie di infrastrutture, non è pensabile che una struttura del genere resti una cattedrale nel deserto».

Ed è proprio in un momento così cruciale per la pianificazione territoriale che l'amministrazione deve fare i conti con le dimissioni rassegnate dal dirigente dell'urbanistica, Alfonso Mercogliano, «per motivi personali».

Tutti, dal sindaco agli assessori, sono d'accordo che una soluzione vada trovata subito attingendo, almeno in un primo momento, all'organico del Comune per non lasciare scoperto un settore delicato. In quest'ottica la scelta potrebbe ricadere Roberto D'Ermilio, dirigente dei lavori pubblici, ma non sembra essere stata scartata del tutto l'ipotesi di un esterno tramite la mobilità.

Aggiungo:ma il sindaco, ha ascoltato "Renzi" di Firenze?

Qualcuno dirà: "Canda ne seme dicchiù sopra a sta terre"!

Benvenuta Nargis. Oggi siamo 7 miliardi
Una bimba indiana scelta come simbolo del superamento della fatidica quota di abitanti sul nostro pianeta.

Nel 2050? Bisognerà produrre cibo per nove miliardi di persone (16 ottobre 2011)
Ma il «titolo» è rivendicato anche nelle Filippine, dove è nata la piccola Danica

Benvenuta Nargis. Oggi siamo 7 miliardi

Una bimba indiana scelta come simbolo del superamento della fatidica quota di abitanti sul nostro pianeta

MILANO - E' nata nello stato di Lucknow, che in italiano potrebbe suonare più o meno come «Fortuna adesso». E chissà che questo non sia di buon auspicio. La piccola Nargis, nata alle 7,20 ora locale, è stata individuata come abitante della Terra numero 7.000.000.000. Il superamento della fatidica soglia era stato idealmente collocato nell'ultimo giorno di ottobre e l'associazione non governativa Plan International aveva tenuto monitorate alcune donne il cui parto era previsto in coincidenza con questa data, per potere individuare colui o colei che sarebbe stata il simbolo della crescita del pianeta, con tutte le ripercussioni che questo comporta.

(Dal Corriere della sera)

Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.

sabato 29 ottobre 2001,ore 17
campo Incoronata

DO YOU REMEMBER BELFAST?
di V.Patriarchi

AUXERRE - BORDEAUX 2 - 3,
arbitro sig. Mario Cinquina

AUXERRE (maglia blu): Ronzitti F, D'Adamo, Ronzitti N, Vino, Puddu, Soldano, Reale, Angiolillo, Lemme

BORDEAUX (maglia gialla): Loreta, Di Foglio, Sboro, Patriarchi, Antenucci, Frangione, Cicchini, D'Angelo, Fanucci

Ranghi ridottissimi per questo sabato, caratterizzato dalle defezioni degli' amatori' e quelle degli 'olivari', ed è ora di una divagazione extra calcistica. Negli anni 70, in piena era disco music, Paolo ed io, in consolle e in radio, ci divertivamo a sentire le storpiature in dialetto dei titoli dei brani musicali, e anche gli adattamenti del testo originale in inglese tradotto (solo in senso fonetico) in uastarèule; e allora 'put your love on me' diventava 'stùre lu' luavandìne', e 'could it you be love' si trasformava in 'cùcime l'òove'; e dunque , nelle strofe di 'Belfast' dei Boney M, figurava spesso nel finale strofa l'avverbio alive e il verbo believe, e nel refrain, esso si trasformava in 'va riccòjjie la 'lìve', e putacaso i Boney M lanciarono questo brano proprio tra ottobre e novembre!Vi lascio immaginare anche l'adattamento in vernacolo del brano 'Afrìca' dei Gibson Brothers!
Chiusa la parentesi, pare che in questo periodo l'unica preoccupazione del popolo sia non i mesti numeri in percentuale dell'economia europea, ma quella più attuale di: 'Cumbuà, a lu trappèite mi l'à cacciate alla diciassètte, mo fa l'anne 'ca ère alla vènde!' Ad inizio partita, divertente riscaldamento tra Di Foglio, Patriarchi e Lemme con palleggio con la gamba di legno (la destra per gli smancinati, e 'la mangèine' per i destri): ne sono uscite finezze funamboliche di alta scuola calcistica. Nel 1°t, i gialli sbloccano il risultato al 6', quando Sboro lancia Frangione sulla sinistra, traversone al centro, dalla 'lòzza di lòta' di area piccola spunta il verde Hulk D'Angelo che aggancia e tira, il Portiere Ronzitti respinge e Hulk, dopo due incipollamenti, colpisce con la gamba bionica e insacca: 0-1. I blu rispondono a modo loro: in un retropassaggio, il portiere giallo Loreta sbucia clamorosamente il pallone, Soldano prende palla e di prima tira a pallonetto verso la porta, ma Renato riesce in extremis ad agguantare il pallone. Dopo 3' è Giuseppe Reale che spara alto in un occasione propizia per i blu. AL 23', corner del prof.Cicchini, sponda di testa di D'Angelo per Max Frangione che, a volo, stanga di potenza e raddoppia 0-2.
Di altra natura il secondo tempo. I blu scendono in campo con un altro piglio. La mancanza di Patriarchi genera un problema serio per i gialli che pressati in breve tempo subiscono due gol. Il primo: dopo un forte tiro di D’Adamo e plastica parata di Loreta (ambedue strappano applausi) la palla torna sui piedi di D’adamo che passa a Angiolillo il quale insacca. Poco dopo scambio tra Vino e D’Adamo. Quest’ultimo lancia Reale che segna il pareggio. Dopo una abbuffata di gol mangiati da parte dei blu, un segno di risveglio dei gialli. Hulk dopo mezzora di dribbling tra sassolini, pozzanghere e Puddu, colpisce la traversa. Poco dopo un tiro apparentemente innocuo di Frangione “piega” le mani di burro di Ronzitti F. e riporta in vantaggio il Bordeaux.
Allo scadere, uno stupendo diagonale a tagliare l’intero campo di Lemme finisce sul sinistro di D’Adamo che colpisce al volo. La palla finisce di poco sull’esterno della rete. L’arbitro manda tutti negli spogliatoi … anche Soldano.

sabato 29 ottobre 2011

Ma non era meglio rimanere a Torino?


Sono tornato e nella noia della mia città, nei lunghi momenti vuoti, ho ripreso il “vizio” di spulciare curiosità tra le delibere approvate dalla Giunta Municipale. Oh! Ho scoperto che “questi” non sanno nemmeno organizzare la “festa di San Michele”. Se non ci fosse stato il mio amico “Nando Muzak” che ha presentato un progetto per detta festa, probabilmente il sindaco, come in verità aveva già iniziato a fare, avrebbe detto che per mancanza di fondi le feste per il Santo Patrono non si sarebbero tenute.
Non ci credete? Andate a leggere la delibera n° 259 del 21 settembre 2011. (che fa seguito alla 247 ed alla 253 del 14 settembre 2011)

Tra l’altro si legge:

Considerato che, la proposta presentata dall’ Associazione Culturale “Allarghiamo i nostri orizzonti in allegria” di Vasto nella persona del responsabile Fernando Miscione di Vasto pari a € 70.000,00, è stata approvata parzialmente dall’Amministrazione Comunale per un totale di € 45.000,00;
Preso atto dell’ulteriore proposta prot. 41887 del 21 settembre 2011 presentata dall’Associazione Culturale “Allarghiamo i nostri orizzonti in allegria” di Vasto nella persona del responsabile Fernando Miscione di Vasto dalla quale si evincono tutte le varie prestazioni e/o forniture che verranno garantite dalle società suddette e le diverse incombenze poste a proprio carico che di seguito si riassumono con la relativa spesa:
• A carico dell’Associazione Culturale “Allarghiamo i nostri orizzonti in allegria” per € 50.000,00:
 Prestazioni bandistiche del 29 e 30 settembre, catering per le bande, allestimento luminarie, Corso Nuova Italia, Piazza Diomede, Corso De Parma, Piazza L.V. Pudente, nolo gruppi elettrogeni, spari pirotecnici di apertura festeggiamenti nei giorni 29 e 30 settembre e primo ottobre, spettacoli pirotecnici del 30 settembre,, nolo palco per spettacolo, carovana festante di artisti di strada nei giorni 29 e 30 settembre, pagamento diritti S.I.A.E., tariffa per usufruizione di servizio antincendio VV.FF. in occasione dello spettacolo pirotecnico del 30 settembre, spese tipografiche, varie, impreviste ed eventuali;
Ritenuto dover impegnare ulteriori € 5.000,00 per la buona riuscita dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono che trovano copertura con i fondi dell’intervento 1.01.01.05 cap.10 “Spese per festeggiamenti Santo Patrono” del bilancio 2011;
…………

Devo far notare che la proposta alternativa (di sconto) è stata protocollata in data 21 settembre 2011, quando la festa sarebbe iniziata il giorno 29 settembre 2011. Tempi strettissimi. Bravo Nando! Meno male che Nando c’è si potrebbe dire ma sui giornali si è parlato di ottima riuscita e i meriti sono andati all’amministrazione comunale.

A proposito, quando è stata approvata questa delibera, Marra era assente. A lui quindi niente meriti.

venerdì 28 ottobre 2011

Parco "nazionale" e Parco "regionale".


La Mandria, un Parco da scoprire...

Il Parco La Mandria, circondato da circa 30 km di muro di cinta, vanta un consistente patrimonio storico-architettonico ad opera di Vittorio Emanuele II, che ne fece sua tenuta di caccia privata. Oltre che per la fruizione della sezione museale ed espositiva e per le attività culturali del Borgo Castello e degli altri siti storici de La Mandria, il Parco si connota innanzitutto nella sua specifica dimensione "naturale" come luogo unico, dove è possibile assaporare situazioni e sperimentare esperienze ormai rare o del tutto inedite: dalle sensazioni trasmesse dai suoi luoghi di "silenzio", di "odori naturali" e "buio", alle attività di passeggiate/trekking nei boschi o in bicicletta, dalla scoperta della flora e fauna selvatica, alle escursioni guidate per le brughiere, sulle tracce della vegetazione del sottobosco o sui giacimenti secolari dei resti fossili, all'opportunità stessa, più in generale, di cogliere e immergersi nel ritmo lento del divenire naturale. Questo tipo di fruizione è consentita attraverso libere esperienze singole, oppure con l'ausilio di adeguati percorsi, riservati alle visite guidate, ed attività scientifiche organizzate e seguite da personale opportunamente preparato.

... mentre noi, a chiacchiere, aspettiamo il PNdCT.
Caro Ivo!

E allora Vasto ....

Non siamo un paese per turisti
pierfranco pellizzetti

Nel crescente declino economico dell’Italia risulta a dir poco singolare lo scarso interesse che si continua a manifestare nei confronti dell’industria più a portata di mano: quella “del sole”, il turismo. Tra l’altro, attività “sostenibile” (con tutte le riserve nei confronti di un termine ambiguo quale sostenibilità).
In passato, quando ancora le derive produttivistiche assicuravano margini di crescita, il settore dell’accoglienza era liquidato con baronale albagia alla stregua dell’ipotesi di trasformarci in “un Paese di camerieri”. Intanto la Francia mostrava come il turismo potesse diventare un’industria coi fiocchi, dinamica e innovativa.
Resta il fatto che – comunque – il comparto contribuisce per l’11,4% al PIL nazionale, quando – per dire – il settore automobilistico resta all’8%; siamo la quinta meta più visitata al mondo, con una struttura di oltre 33mila alberghi di vario livello.
Tema che diventa particolarmente critico nel momento in cui si evidenzia l’esaurimento dei modelli di sviluppo su cui avevamo puntato a fine Novecento.
Ultimo dei quali, quello distrettuale manifatturiero. Con buona pace degli Enrico Letta e dei Pierluigi Bersani, una delle aree canoniche di tale modello - l’Emilia-Romagna – risulta aver perso nel biennio 2008-2009 ben il 3,7% del proprio PIL, con un ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni per il 2010 che vede tra le province più utilizzatrici di tale ammortizzatore sociale ben sei emiliano-romagnole. Tragica inversione di tendenza, ricordando che nel periodo 2000-2007 il valore medio delle esportazioni regionali era cresciuto del 26,6% (la fase successiva all’introduzione dll’EURO; dunque, senza gli aiutini monetari delle svalutazioni valutarie. Con buona pace dei denigratori della moneta unica).
Difatti l’area emiliano-romagnola punta intelligentemente sulla propria reputazione turistica per uscire dalle secche attuali. Ma trova costanti difficoltà per la mancanza di adeguate azioni di supporto.
La scelta dell’acquirente di prodotti turistici avviene a tre livelli: il primo è il Paese di destinazione, il secondo l’area e il terzo l’esercizio (albergo, pensione, camping…). E la sequenza non è aggirabile.
Questo il motivo per cui si impone uno stretto coordinamento tra Stato, Regioni e operatori di categoria. In assenza del quale ci si ritrova nella situazione italiana: se nel 1990 intercettavamo il 5,6% degli arrivi mondiali, oggi siamo passati al 4,1%. E le proiezioni al 2020 ci abbassano al 3,7%.
Una recente ricerca, promossa dal Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, ricorda che il baricentro dei flussi turistici sta modificandosi e le nuove entrate ci sottraggono quote di mercato. Ma sottolinea anche che in tale perdita ci mettiamo pure del nostro. In primo luogo divergenze a livello territoriale e assenza di riorganizzazione industriale.
Dunque, mancanza di governance: tra i 7.500 assessori regionali, provinciali e comunali, tra i 13.000 enti a vario titolo preposti. Infatti da più parti e da tempo si reclama un Piano Strategico Nazionale per il rilancio del settore (conferenze di Riva del Garda 2008 e Cernobbio 2010) che ancora non si è visto. Mentre la ministro Brambilla gioca con il suo inutile portale e infarcisce gli uffici romani di compagnucci.
Ma c’è anche l’altro aspetto, quello dell’industrializzazione del settore, accantonando l’antica cultura della rendita a tutti i livelli. Per dire, l’albergatore dovrebbe essere più un manager che un anfitrione.
Difatti, nella nostra offerta di attrattività continuiamo a puntare sulle città d’arte (Roma, Venezia e Firenze) spartendoci lasciti di antiche epoche, con scarsissimo valore aggiunto in termini imprenditoriali e di innovazione del prodotto.
Considerando come il Paese conservi (quando lo conserva) il più cospicuo patrimonio artistico mondiale e rimanga uno dei più importanti dal punto di vista paesaggistico (quando non lo devasta), un atteggiamento che supera ampiamente le soglie dell’autolesionismo.

[da il Fatto Quotidiano]

C'è cortile e cortile.



Il problema non è la dimensione o la qualità architettonica. Il problema è come il luogo è tenuto. A Vasto il d'Avalos non merita nemmeno un cartello che meriti questo nuome. Un pezzo di carta "inchiodato" al muro come nei pollai.

giovedì 27 ottobre 2011

Un mio "antico" programma sulla nuova "Radio Vasto".


VASTONEWS RADIO: MC ADAMS "LA GATTA SUL PIANO": MC ADAMS "LA GATTA SUL PIANO" IL RITORNO

Caro Michele: pensa "anche" alla salute.

Associazione civica Porta Nuova – Vasto
www.portanuovavasto.altervista.org


L’ENNESIMO CONFLITTO TRA INTERESSE PRIVATO E PUBBLICO INTERESSE

1. Alcuni giornali locali hanno scritto che il parere favorevole reso dal Sindaco lo scorso 31 marzo sulla centrale a biomasse della società svizzera Istonia Energy era “un atto dovuto” . Non è vero. Al contrario, l’Art. 217 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie riconosce al Sindaco, in casi come questo, “un’ampia potestà di valutazione” , e dunque un’ampia potestà di esprimere parere negativo. L’avesse fatto, l’intera procedura si sarebbe probabilmente fermata lì. “Il parere negativo reso dal sindaco”, ha scritto il TAR Lazio in una recente sentenza , “ha sostanziale connotazione di dissenso correlato alla tutela di un interesse sensibile ed implica la conclusione del procedimento”. Di ciò avevamo già detto nel nostro comunicato del 2 novembre 2010 , cui rimandiamo per i dettagli. Fossimo stati ascoltati, le cose non sarebbero giunte a questo punto.

2. Ma il parere negativo del Sindaco non solo era possibile: era doveroso. Il Consiglio comunale aveva già deliberato la sua “contrarietà all'insediamento”, e richiesto dalla Regione –senza ottenerla- la Valutazione di Impatto Sanitario. Nonostante ciò il Sindaco di Vasto ha espresso parere favorevole, senza nemmeno avvisarne la propria maggioranza, e contravvenendo per di più ad un’altra delibera di Consiglio . Evidentemente il Consiglio comunale, a Vasto, conta zero. Intanto il medesimo si appresta, il prossimo giovedì 27, a discuterne una terza…

3. Questa riguarderà l’eventuale presentazione di un ricorso al TAR da parte dell’Amministrazione. Abbiamo già detto che, a nostro avviso, i presupposti tecnici ci sono tutti. Ma la questione tecnica ne contiene un’altra, più generale. Quali benefici trarrebbe la comunità, locale o nazionale, dalla costruzione della centrale? Ad oggi, né l’azienda svizzera, come ha rilevato Legambiente , né alcun altro, aggiungiamo noi, si è mai arrischiato a rispondere a questa semplice domanda.
Per contro, sono molteplici i danni che alla comunità locale certamente ne deriverebbero:
- sia per un pregiudizio all’integrità dei luoghi: l’impianto sorgerebbe a circa 200 metri dal SIC e dal Parco Nazionale;
- sia per le emissioni in atmosfera (NOx, particolato, etc) che di sicuro non migliorerebbero il quadro, già critico, della qualità dell’aria nella nostra zona .

Siamo di fronte all’ennesimo conflitto tra interesse privato e pubblico interesse. La città attende di sapere da che parte stanno il Consiglio, Sindaco, l’Amministrazione comunale.

Vasto, 24.10.2011

Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.

sabato 22 ottobre 2011,campo Incoronata

E' ORA DELLE SCELTE IMPORTANTI
di V.Patriarchi

PAOK AEK 3 - 3,
arbitro sig.Orazio Di Blasio

PAOK(blu):Loreta, Ronzitti F, Fanucci, Vino, Serafini, Puddu, De Fazio, Sconosciuto, Angiolillo, Reale, Lemme

AEK(gialli):Ronzitti L, Di Foglio, Di Marco(2°T con i blu), Sebastiani, Giacomucci, Patriarchi,Antenucci, Docuta, Storto, D'Angelo, Pegna, Frangione

Orfani di Cicchini,D'Adamo e Soldano, gli scarpasciùdd' rispolverano Pegna, De Fazio,Docuta e esordisce uno sconosciuto(?). I gialli in vantaggio numerico sfruttano l'esuberanza di Giovanni Docuta ,che al 22' raccoglie un traversone dalla fascia sin. di Frangione, ed è 0-1. Dopo pochi minuti, su assist di Antenucci, D'Angelo spara sul portiere Loreta che respinge sui piedi di Hulk che, essendo storti, non azzeccano le due ribattute , e Renato ha la meglio. I Blu invece hanno 2 occasioni;la prima su violento tiro di Lemme da sin.,Ronzitti sventa in angolo, la seconda su tiro cross di Reale da sin., blocca Ronzitti.Nella ripresa, il giallo Docuta 'stìre li ' pìte', il blu De Fazio 'stìre la trìppe', e la pulce Di Marco cambia casacca passando coi blu.Più frizzante la ripresa: al 5' Lemme crossa da sinistra per Luigi Angiolillo che in sospetto fuorigioco infila di testa e pareggia 1-1. Al 18' Vino da centrocampo infila la difesa gialla rimasta 'alta' e sorprende PAtriarchi lanciando Peppino Reale che scatta ed infila Ronzitti:2-1. Al 22', su corner di Storto, Max Frangione svetta di testa, Loreta respinge di pugno, ma Max riprende di piede , si fa largo nella mischia in area ed infila di potenza, pareggiando 2-2. Dopo 3' il blu Fanucci serve sulla sinistra il liberissimo Mario Lemme, lui ci crede e ignorando gli amici scrocca un silustro a fil di palo che fulmina Ronzitti:3-2. Al 38' ci pensa l'esordiente Domenico Giacomucci(esordiente 'st'anno,era con noi 3 anni fa): corner da destra di Pegna, bella rotazione lombare e colpo di testa vincente a fil di palo destro 3-3. C'è tempo anche per il gol fantasma di Frangione, annullato da Orazio per fuorigioco;la partita finisce con qualche minuto di anticipo, a causa di un contrasto fortuito Frangione-Serafini, Silvano cade male e si infortuna alla spalla: per fortuna niente di rotto, ma qualche momento di apprensione per Vierchowod c'è stato. Il pareggio ha spostato i discorsi post-partita su un inquietante interrogativo: chi farà il fuochista affianco al camino nel prossimo ciambotto del 5 novembre nel Fanucci Farm Country? Frangione, preoccupato, sta avviando una dura selezione: "A' d'à èsse ùne 'ca n'n màgne naquèlle, cà sinnò n'n j'attòcche niènde dapù!A' d'à tinè lu culuesteròle àdde!"

classifica marcatori: 8 gol: Angiolillo 6 gol: Frangione 4 gol: Serafini A 3 gol: Reale, Sboro 2 gol: Docuta, Serafini S 1 gol: Cicchini, D'Angelo, Lemme, Rossi, Serafini G, Storto

Sono tornato

Staccare la spina della TV, del telefono, del web, non leggere giornali per giorni interi e dedicare tutto il tempo alla curiosità ed alla "cultura" fa bene. Ricollegarsi a tutto quanto sopra velocemente "nuoce". Leggere ed informaresi su quanto è successo a Vasto ed in Italia in questi "pochi" giorni riporta alla cruda realtà.
... meno male che a farmi sorridere ci pensa la diretta del Consiglio Comunale dove tra l'altro si è potuto ascoltare, mentre parlava il Consigliere Del Prete, un dialogo tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Forte con il (la) segretario comunale. Non potrò farvi riscoltare il discorso farcito di "parolacce", perchè non ho fatto in tempo a registrarlo.

lunedì 24 ottobre 2011

Torino è bellissima.


Una città ricca di cultura come Torino andrebbe valorizzata di più. Sono tante le "idee" da copiare. Anche dalle piccole cittadine come Vasto.

venerdì 21 ottobre 2011

Finalmente! Il Sigma SIV si farà.


Previsto un investimento di ben 50 milioni di euro
di Marina Recinelli

Torna alla ribalta il progetto Sigma Siv, la Giunta chiamata ad esprimersi sulla realizzazione della cittadella di Colle Pizzuto. A seguito di una nuova richiesta della SGM di Vasto, la societa’ facente capo alla famiglia Soria, la Giunta comunale dovra’ pronunciare un giudizio politico sulla realizzazione di un nuovo quartiere residenziale a confine tra Vasto e San Salvo. Un progetto che si era affacciato sulla scena vastese negli anni ’80 ma che, sinora, non aveva avuto possibilita’ di essere concretizzato. Un investimento da 50 milioni di euro, su di una superficie di circa 43 ettari, che, oltre alla costruzione di unita’ abitative per 4 mila abitanti, prevede la realizzazione di un centro commerciale, strutture sportive, una chiesa, aree a verde attrezzato e servizi. Un moderno quartiere, conformato ad elevati standard, e messo a punto da un gruppo di architetti romani. Realizzare la cittadella potrebbe essere particolarmente vantaggioso per gli investitori visto che dovrebbe sorgerebbe in una zona, alle spalle del Villaggio Siv, limitrofa all’area prescelta per la costruzione del nuovo ospedale e destinata allo sviluppo. Un progetto che potrebbe essere assai interessante anche per il Comune visto che prevede la realizzazione di opere pubbliche ed infrastrutture per circa 3 milioni di euro in favore dell’Ente cui sarebbero stati offerti, a titolo di ristoro, altri 5 milioni di euro. La richiesta della SGM era approdata in Consiglio comunale gia’ nell’autunno 2010. Il punto era stato ritirato ma si erano, comunque, delineate delle precise posizioni con Rifondazione comunista, contraria, ad invocare una variante al Prg per pianificare lo sviluppo del territorio. Ed ora il Comune di Vasto sembra proprio indirizzato ad una variante. Il progetto sara’ presto discusso con i capigruppo dall’assessore all’Urbanistica Vincenzo Sputore, mentre il settore Urbanistica sta esaminando le carte. "Necessario dare una risposta alla societa’ proponente – ha commentato il sindaco Luciano Lapenna - ma lo faremo solo dopo un ampio ed attento confronto".


Siv - The Pierced Silicon Stripper

La schiuma copre il cappuccino ma la sostanza ed il sapore stanno sotto.



Occupiamoci noi delle cose che ci stanno a cuore, perché gli altri non lo faranno al posto nostro.

Prima domanda del giornalista al sindaco di Vasto: “Come è andata la stagione turistica?”. Risposta: “Siamo soddisfatti nonostante tutto. Nonostante le tante polemiche che ci sono state segniamo un dato positivo.”
Questa estate è successo di tutto. Morti, liquami, disordine. Ma la risposta è quella che avete appena letto. Siamo in autunno ed ho segnalato la presenza di una schiuma quantomeno sospetta sulle nostre spiagge. E subito sono partiti gli “insabbiatori”, i quali dimostrando tutta la loro ostilità alla logica, hanno detto: siccome a Giulianova e Roseto, l'Arta di Pescara ha fatto dei rilievi ed ha trovato delle alghe non tossiche per l'uomo, allora allo stesso modo a Vasto possiamo stare tranquilli. I commenti alla stupefacente deduzione li lascio a voi.
Io per non saper né leggere né scrivere al posto di fare chiacchiere ho richiesto ufficialmente copia del referto esami effettuati. Anche perché, basta fare una veloce ricerca su internet e si scopriranno persone molto meno “facilone” ed un filino più preoccupate di fronte a fenomeni del genere. Magari hanno torto loro ma …
Ma qui il punto non è la schiuma. Il punto è che d'estate abbiamo il problema di Fosso Marino, in autunno la schiuma, “sempre” le discariche abusive e via continuando con gli orrori. E poi noi siamo quelli che rivendichiamo per Vasto il ruolo di capofila e sede del Parco della costa Teatina.
Coloro i quali sono incaricati di tutelarlo, si sono rivelati manifestamente degli incapaci, buoni solo ad inseguire le emergenze nella loro doppia fase. Fase uno: pararsi le terga, fase due: posa per i fotografi. E quindi, la cosa più preziosa che abbiamo a Vasto, e cioè il suo territorio, è lasciato all'incuria, all'improvvisazione ed alle chiacchiere. Allora occorre cambiare marcia. Dobbiamo cominciare ad occuparci noi direttamente delle cose importanti. Lo avete visto da soli. Per i politici va sempre “tutto bene” (bello l’articolo di Michele Celenza). Lo strano è che si trova pure chi politico non è ma che è prono rispetto al suo politico da dire che va tutto bene. Io però sono convinto che noi siamo di più. Ed è per questo che intendo iniziare a sensibilizzare la gente sul tema ambiente, richiedendo la fattiva collaborazione degli interessati. Non c'è bisogno degli “anonimi eroi da tastiera” buoni solo a sparar sentenze e a denigrare. Non c'è bisogno dei politici che in piazza sono ambientalisti e poi quando sorgono le centrali dicono “ma non ce ne eravamo accorti”, “ma non si poteva fare nulla”. Nemmeno di quelli che non si erano accorti che il loro sindaco voleva fare un'altra città fra Vasto e San Salvo. Di coloro che dicono di voler adottare la tassa di soggiorno per risolvere i problemi economici della Città.
Dobbiamo continuare ad affidarci supinamente a costoro?

giovedì 20 ottobre 2011

Quello che diciamo, lo facciamo.



Da il Grillo.com

Postato Mercoledì, 19 ottobre 2011 alle 19:23

AdMalora su "Cos'è quella schiuma che si vede sulla battigia?"

Lo schifo in giro lo vedono tutti. Ora ci manca solo che bisogna fare l'applauso a chi ne indica di piu.Fino a quando a fare l'elenco di cio che non va sono i michele marisi e la sua personale e sentita battaglia contro le deiezioni abbandonate dei cani (un po meno dell'abbandono dei cani, ma magari ci arriverà), stefano moretti e alinovi.. qua si parla del coordinatore di un partito con due consiglieri che.... critica altri partiti perche non fanno nulla. Scusa, maeshtro, ma "l'amichi tua" sono mesi che smarronano solo nel dare contro a questo o quello. com'è che non mi risulta UN documento (UNOOOOOOOO) con una proposta? Ah, le proposte "dovremmo fare qualcosa" "si faccia qualcosa" non valgono. Proporre di proporre qualcosa fa sentire appagati quanto il leggere un menù può far sentire sazi. Per sensibilizzare la popolazione potresti cantare spinaspinaspinaaa con tanto di balletto sulla spiaggia. Può essere un'idea.

Postato Mercoledì, 19 ottobre 2011 alle 19:40

Non capisco AdMalora, se non intervengo mi si rimprovera, se intervengo mi si rimprovera, se indico mi si rimprovera se non indico mi si rimprovera ... insomma tu e quelli come te dovreste mettere in ordine le idee. Io ho segalato un problema da aggiungere ai tanti. Devo prendere una barchetta e andare in mare aperto raccogliere "materiale", fare analizzare questo e dare la soluzione? Va bene se vieni con me lo facciamo insieme. Ti insegnerò anche la mia nuova canzone "Zirre Zirra", attinente con il tema trattato.

Adesso aspettiamo i passi di "persone" come AdMalora.

mercoledì 19 ottobre 2011

Se Vasto mi riduce così ... è ora di smettere!


Via Pampani ... sapete dov'è?


In attesa della morte definitiva del centro storico per mano di quello sciagurato piano di “recupero” che passerà alla storia col nome di Piano Cervellati, l’agonia della città antica si consuma lentamente. Quasi a sfregio, l’Amministrazione Comunale si appresta a realizzare la nuova pavimentazione “dell’anello di Piazza Rossetti” (forse per paura di eventuali richieste per la riapertura al traffico veicolare di questo spazio), mentre le strade interne non sono più percorribili.
Via Pampani, per esempio, la strada dove vivono due “monumenti” viventi della città: la signorina Ester Stella, titolare del più antico negozio cittadino ovvero la “cappelleria” di corso De Parma e Giuseppe Catania, decano dei giornalisti vastesi, presenta un manto stradale oltre che indecoroso per una città che vuole definirsi civile, anche pericoloso. Specie in caso di pioggia non si sa nemmeno dove poggiare i piedi. Non sono stati positivi i commenti dei tanti turisti che la passata estate hanno percorso questa strada. A poco sono servite le giustificazioni e le scuse dei gestori delle attività ricettive di quel luogo. Sarebbe il caso che si realizzasse al più presto un intervento di sistemazione di questa strada. Sperando altresì che tale eventuale intervento non sia una risoluzione improvvisata.


martedì 18 ottobre 2011

Turismi, destagionalizzazione e ambiente. I cavalli di battaglia.


Qualcuno si sarà accorto che in questa estate, imputridita non solo dalla politica ma anche dagli scarichi fognanti, non sono stato affatto polemico anzi ho fatto delle proposte. L’ho fatto per amore della Mia Città. Non era il caso di coinvolgere i villeggianti, già colpiti da ciò che hanno trovato, nelle nostre “chiacchiere” interne.
Ora siamo rimasti soli ed è il caso di iniziare a insistere nella richiesta di “veloci e definitivi” interventi atti a risolvere i problemi, affinché questi non si ripropongano nella, o peggio, nelle prossime stagioni. Sono convinto che, purtroppo questi problemi si riproporranno ma spero sinceramente, dal profondo del mio cuore, di essere smentito.
Con l’ironia che mi contraddistingue vorrei evidenziare un fenomeno strano che si verifica sulla nostra spiaggia in questi giorni. Una densa schiuma bianca con velature gialline riempie la battigia. Di cosa si tratta? Forse la nostra Amministrazione Comunale sta usando detersivi per lavare lo “sporco” che ci ha invaso durante questa caldissima estate? O si tratta di altre sostanze, magari nocive, che arricchiscono il patrimonio di schifezze che già da tempo riempiono il nostro ambiente? Da qui un pensiero:
Lentamente ci stiamo riuscendo anche a Vasto. Stiamo arrivando alla destagionalizzazione della merda! In estate quella proveniente da Fosso Marino e da altri scarichi, in autunno quella presente nel mare sotto forma di schiuma spessa e giallastra. Chiaramente non si ode un solo fiato rispetto a questo schifo, da parte dei nostrani ambientalisti alle vongole. Sia di quelli presenti nei partiti che di quelli presenti nelle associazioni. Già, siamo fuori stagione!
Tutti presi evidentemente nello studio della prossima posa da assumere di fronte ai flash dei fotografi, ma del tutto disinteressati dei problemi reali, attuali e pericolosi che interessano Vasto ed i Vastesi. Di fronte ad episodi gravi ed inquietanti, la mossa collaudata da parte di questa amministrazione è una bella denuncia contro ignoti. Sia mai che si interpelli l'a.r.t.a. per cercare di capirci qualcosa, o magari i comuni limitrofi per scoprire se la cosa interessa anche loro. Ma che ci volete fare, la colpa è del mare che ha deciso di fare schifo anche in autunno.


lunedì 17 ottobre 2011

Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.

sabato 15 ottobre 2011,campo Incoronata

5 STELLE SADOMASO
di V.Patriarchi

RENNES - DIJION 0 - 4
arbitro sig.Orazio Di Blasio

RENNES(rossoblu): Ronzitti L, D'Adamo ,Fanucci, Rosati, Ronzitti F, Puddu, Soldano, Vino, Angiolillo, Reale, Lemme

DIJION(gialloneri): Loreta, Antenucci, Di Marco, Sebastiani, Di Foglio, Patriarchi, Sboro, Storto, D'Angelo, Cicchini, Frangione

Il primo succeso stagionale dei gialli ha numerosi spunti di cronaca extracalcistica: e comunque i gialli sbloccano al 10':calcio d'angolo del prof.Cicchini, imperioso colpo di testa di Frangione e palla sotto il 7: 0-1. Dopo 5' un tiro cross di Cicchini sulla destra è intercettato dalla mano prensile del gibbone Lemme: Orazio fischia il rigore, il giallo Cicchini realizza, 0-2. Nel frattempo, Soldano precisa il suo menu prepartita('cannarùzze 'nghi la pammadèure, risciùle 'nghi li bbàffe a brudètte)e si produce in uno scatto repentino sulla destra, il suo violento tiro conclusivo è sventato in angolo in maniera fortunosa dal portiere giallo Loreta. Ma al 33' triangolo Patriarchi-Cicchini, cross per l'incornata vincente di Hulk D'Angelo, che rompe il lungo digiuno e porta il risultato sullo 0-3, I blu provano a scuotersi e Angiolillo, in un occasione manda fuori di pochissimo. Il giallo Di Marco si fa pizzicare spesso in controfalli laterali, tant'è che il capitàa Antenucci lo ha segnato al suo corso intensivo di ripetizioni sul fallo laterale, insieme a Lemme. Un tiro potente di Frangione fa impigliare la palla sui pini a fondocampo, la 'pretànna' vincente che restituisce la sfera di gioco è di Di Foglio, che vince un prosciutto di cinghiale(vizioso...).Nel 2°t la musica non cambia: a parte qualche scorribanda di Reale e Lemme, i blu non riescono a prendere in mano la situazione. I gialli deliziano la platea con le finezze funamboliche del capitàa Antenucci, 64 albe, roba da cineteca: Storto si commuove, ma non applaude perchè gioca dall'inizio ammanettato con una stringa da elettricista(come i talebani a Guantanamo): era 'stracco' dalla partita precedente delle 15.AL 19', contrasto aereo di testa tra Sebastiani e Soldano, Peppino stramazza al suolo con un grido, e lamenta dolori a' lu' guèute e alla fiangàtte', e sotto gli occhi allibiti dei 22 si denuda le terga per accertarsi delle eventuali 'scorciatùre'; Frangione caccia le manette, D'Adamo il frustino e Di Marco il giubbino chiodato per un remake de 'l'arancia meccanica'. Al 40' le nuovissime' pantofole d'oro 5 stelle' del giallo Di Foglio lo fanno volare verso la porta , e guidano i suoi piedi facendogli uscire un bell'assist per Sboro , che segna lo 0-4. Nei minuti finali, a D'Adamo gli si rompe il sospensorio (per il troppo peso...del contenuto) e sbotta con Vino che lo martella dall'inizio, e al 90' rientra negli spogliatoi collaudando 'nghi 'na zambàte' la robusta porta( collaudo ok), mentre il nonno naja Di Foglio batte la stecca con le sue stellette sugli scarpini e festeggia con cinghiale.

classifica marcatori: 7gol:Angiolillo 4gol:Serafini A, Frangione 3 gol:Sboro 2 gol:Serafini S, Reale 1 gol: Cicchini, D'Angelo, Docuta, Rossi, Serafini G, Storto

... ti salverai o finirai in banca pure tu?


Ho letto su Semidiceviprima l'articolo che riporto di seguito, che mi trova completamente (o quasi) concorde. Avrei aggiunto altro, per esempio sulla contestazione "a perescindere" a Marco Pannella o la distruzione della statua della Madonna, ma ci sarà tempo in futuro.

La lezione che abbiamo tratto è sempre la stessa: che non traiamo nessuna lezione. Che il passato non ci importa. Che è una suppellettile. Perché la dinamica, quando va tutto storto come oggi a Roma, è sempre la stessa. Ci sono i manifestanti dipinti alternativamente come angioletti innocenti o indistintamente terroristi. Ci sono i teorici dell’infiltrazione totale e i complottisti che ripropongono sempre le stesse immagini, false, di cinque anni fa. Ci sono quelli che la polizia sono tutti bastardi e quelli che dovevano dargli più forte, ai manifestanti. Quelli che se la prendono con il ministero dell’Interno perché la polizia, l’odiata polizia che doveva proteggerci, non ci ha protetto. Che se i manifestanti sono tanti allora non conta niente se dicono solo stronzate. Che se i manifestanti fanno i tuoi interessi allora non conta niente se dicono solo stronzate. Che condividono solo i video della ragazza che non c’entra niente ma si becca una manganellata. Che rilasciano all’Ansa dichiarazioni in cui se si è arrivati alla violenza è colpa dell’irresponsabilità verbale delle opposizioni. Scrivono in prima pagina che la sinistra voleva uccidere. Rischiano la vita per documentare il disordine e si devono pure subire quelli che dichiarano all’Ansa che hanno fatto un servizio indegno della funzione pubblica, di questa funzione pubblica. Ci sono quelli che trovano le prove, quelli che avanzano numeri. Quelli che contestano le prove e i numeri. Gli indignati con gli indignati. I giovani che gridano «da che parte stai?». I giovani che dicono «ci dovete dare di più». I giovani che attaccano il capitalismo con l’iPhone. Quelli che è tutto apolitico ma ci vai con la bandiera di partito. Quelli che il passato non è il futuro ma per immaginare il futuro non abbiamo che il passato. Quelli che non decide nessuno ma decidono tutti. Quelli che per non pagare farebbero di un paradosso un diritto. Quelli che per risolvere i problemi pensano a dissolverli. Quelli che urlano e basta, ma hanno ragione perché sono indignati. Quelli che sputano contro il rappresentante della Casta senza sapere per cosa gli stanno sputando addosso, o peggio essendo convinti di una menzogna. Quelli che Berlusconi non conta ma gridano contro Berlusconi. Quelli che piazza san Giovanni è piazza Tahrir. Quelli che vogliono la felicità e più reddito per tutti. Quelli che devono finire le guerre. Quelli che devi accogliere gli immigrati. Quelli che sei con noi o contro di noi. Quelli che lo scontro è lo scontro.

Lo abbiamo visto, lo rivedremo.

(fabio chiusi,il nichilista-Foto da Il Post)



Ma se avete voglia di leggere, questo è ancora meglio.

Basta: i cortei non servono ad un accidente.
di Debora Billi

Francamente me lo sarei risparmiato, di scrivere sull'ennesima puntata del serial "Blac bloc contro pacifisti, la Polizia sta a guardare" che va avanti con successo dagli anni '70. Ma qualcuno me lo chiede via email, e così ecco qua.
Negli anni '70, i blac bloc al loro esordio furono battezzati "autonomi", e facevano esattamente le stesse cose di oggi: devastavano le città durante le manifestazioni del movimento (sì, si chiamava "movimento" anche allora). In caso di oceaniche manifestazioni sindacali, operaie, del Partito Comunista, invece degli autonomi non c'era traccia e tutto si svolgeva in perfetto ordine.
30 anni e tutto è ancora uguale. E da 30 anni stampa, opinione pubblica, governo e forze dell'ordine si interrogano sul mistero misterioso di chi siano mai questi facinorosi. Sappiamo persino chi è il colpevole di Ustica, pensate, e ancora non sappiamo nulla di questi sfuggentissimi blac bloc. Infiltrati del governo di turno, ultrà del pallone, ragazzini esaltati che si divertono così, o forse sono ancora gli stessi autonomi del '77 che, con la panza e i capelli bianchi, si stanno guadagnando la sudata pensione.
Il piagnisteo generale è ora sul tema "Tutti parlano delle devastazioni, e nessuno parla dei motivi importanti della manifestazione". La mia opinione è che, se il corteo si fosse svolto tranquillamente, di tali motivi importanti non sarebbe fregato nulla a nessuno lo stesso. O pensate forse che oggi, a reti unificate e in tutti i bar d'Italia, si starebbe parlando di debiti, default, banche predatorie, crisi, derivati, e crollo del sistema economico globale? Un milione di persone in strada, come è successo altre mille volte in Italia, e come altre mille volte non serve a un accidente.
Noi siamo maniaci dei cortei. In nessun posto come qui, c'è la fissa dei cortei. C'è gente che ne ha fatto quasi un mestiere, dell'organizzare cortei: la "mani", la chiamano tali specialisti. Non credo si siano mai chiesti se la manifestazione serva a qualcosa, in particolare se serva a qualcosa quando si protesta contro organismi e decisioni sovranazionali. Un conto è il corteo contro la Gelmini, un conto contro il sistema finanziario globale. Ma in Italia si vuole fare la sfilata, tutti insieme con gli amici, "festosa e gioiosa" come chiede orribilmente Vendola: evidentemente ci si aspetta che si festeggi la crisi e le sue conseguenze saltellando in strada e poi tutti a casa.
Un atteggiamento completamente schizzato: ieri hanno intervistato una pacifista, che condannava gli scontri. Il suo collettivo? "Atenei in rivolta".
La mia sensazione è che il movimento italiano non stia capendo nulla della situazione, non abbia una strategia di protesta o persino di "rivolta", e che propabilmente sia capeggiato, come tutte le cose in Italia, dai soliti quattro babbioni vecchi come il cucco che sanno usare solo i sistemi di 30 anni fa.
Un milione di persone in piazza andrebbero spese molto meglio. Se non si fa la presa del Palazzo d'Inverno (la rivoluzione violenta su cui, con la massima nonchalance, discettavano fino a ieri persino autorevoli giornalisti e politici, gli stessi che oggi invocano sistemi gandhiani), che si usino almeno in un modo intelligente. Accampate al Circo Massimo, diecimila persone basterebbero per fermare Roma a brevi flash e, studiando uno straccio di cartina, potrebbero bloccare l'arrivo dei pezzi grossi dall'aeroporto di Ciampino, che regolarmente attraversano la città a duecento all'ora facendo strage di motociclisti e passanti costretti a buttarsi nei fossi per evitare le auto blu.
Occupy Wall Street sta in strada da 30 giorni. Erano 20 persone, all'inizio, oggi sono migliaia. E si fanno arrestare in massa, ogni giorno, disobbedendo alle assurde leggi repressive che vigono colà (ad esempio: vietato scendere dal marciapiede). Noi abbiamo un "potenziale di fuoco" pacifico di un milione di persone, e lo sprechiamo piagnucolando sui blac bloc che ci rovinano la festicciola, e poi tornando a casa con la coda fra le gambe. Il Circo Massimo era a due passi, ieri: ci fosse stato un cane pronto a lanciare un'idea alternativa lì per lì.
Il modello di battaglia di questa era, è piazza Tahrir. Occupare in migliaia uno spazio, permanentemente, e tenerlo col ricambio delle presenze (tutti trovano un'ora o due giorni per andare a presidiare): allestendo tendopoli, chioschi, facendo assemblee, disturbando con flash mob, resistendo allo sgombero, facendosi arrestare. Da piazza Tahrir a Wall Street, sta funzionando bene e trova la solidarietà della popolazione, della stampa che non può fiatare e persino di qualche membro delle forze dell'ordine.
Ma in Italia tale geniale idea non è venuta ancora a nessuno, di quelli che organizzano "le mani". Forse non sono venuti a saperlo. Sarà che, come i blac bloc, anche loro sono un poco anziani e con Internet hanno poca dimestichezza.

domenica 16 ottobre 2011

sabato 15 ottobre 2011

... per tutto il resto c'è Mastercard.

Premio allo staff del sindaco 20.000 Euro, un Vaucer per "lavoro occasionale" pochi spiccioli, sostituire l'Assessore dell'Idv ... a titolo gratuito.

Oggetto: Interrogazione

Venuti a conoscenza che, con determinazione n° 219 del 4/10/2011 (avente ad oggetto: affidamento incarico temporaneo, negoziazione Polizza RCT/RCO), è stato affidato al Dott. Alfredo Bontempo, nato a Vasto il 4/3/1960 e residente in via Forno rosso n°1, titolare della AB Insurance Broker, l’incarico di consulente amministrativo del Contratto relativo alla Polizza RCT/RCO al fine di espletare apposita gara d’appalto per l’affidamento del servizio assicurativo;

Considerato che già dall’anno 2009 esistono delibere che attestano identici rapporti di collaborazione, tenuti dal Dott. Bontempo, con il Comune;

Precisato che non vi è nulla da obiettare contro la persona e le sue capacità professionali;

Preso atto che l’interessato ha ricevuto l’incarico a titolo gratuito;

Interrogo comunque il Sindaco affinché chiarisca in proposito:

1. perché, qualora si fosse reso indispensabile ricorrere a un Broker, non si sia proceduto con un bando di gara, limitandosi soltanto a ricevere e ad accogliere la disponibilità del Dott. Bontempo;
2. se ritiene che sia consentito affidare un incarico di brokeraggio a titolo gratuito;
3. se ritiene opportuno ed eticamente corretto aver affidato l’incarico a una persona che prima rivestiva il ruolo di consigliere comunale dell’Idv ed ora riveste il ruolo di segretario cittadino dello stesso partito, partito di maggioranza, che in nessun modo e a nessun titolo dovrebbe avere legami o comunque rapporti lavorativi, anche se a titolo gratuito, con l’Istituzione Comunale;
4. se non ritiene che tale incarico abbia potuto generare confusione e sospetto nell’opinione pubblica, confusione e sospetto che non meritano né la persona interessata né l’Istituzione più cara che abbiamo in quanto cittadini vastesi;
5. se non ritiene che il segretario di un partito, a causa della prestazione d’opera, anche se gratuita, nei confronti dell’Ente Comunale, possa rischiare una limitazione nella libertà di espressione e nel rappresentare la volontà degli iscritti, degli elettori e dei sostenitori del proprio partito politico;

Davide D’Alessandro
Capogruppo ApV

Ma era più grande!


Che bello il porto di Punta Penna. Si vede pure "lu scuoie spaccate".

In merito a quanto sotto.

Noi capiamo lo stato di profondo imbarazzo nel quale versa il Prc a Vasto. In effetti bisogna dire che fare figuracce come quelle apparse su tutti i giornali é anche difficile. Ma non per questo accettiamo lezioni, inviti alla riflessione o sarcasmi un tanto al chilo, da chi regge il sacco ad operazioni che definire fumose é un tenero eufemismo. Noi non abbiamo alcun bisogno di personalizzare, come adesso sono capaci di fare tutti. Riteniamo che ci sia già abbastanza da vergognarsi ad aver approvato il piano Cervellati, realizzato via Trave, abbandonato Palazzo d'Avalos ed altre bestialità del genere. Non proseguiamo negli elenchi esclusivamente per noia, ma speriamo che lo sprezzo del ridicolo dimostrato con l'ultima esternazione abbia un limite. In caso contrario, anticipiamo che di fronte a simili sciocchezze avremo la stessa reazione: ci faremo una grassa risata.


Il coordinatore Apv
Francescopaolo D'Adamo

venerdì 14 ottobre 2011

Succede!

La dichiarazione che segue, rilasciata come commento su semidiceviprima, il 6 dicembre 2010, mi è costata la "rielezione":

Se permetti ti rispondo io Merith. Casarza non si tocca, le centrale se è dannosa e non “giustificata” non si deve fare, l’inceneritore … bisogna vedere cosa c’è dietro, non credo che interessi ad alcuno.

Adesso arrivano gli altri:

La segnalazione dell’Associazione Portanuova, relativa alla definitiva autorizzazione da parte della Regione della centrale termoelettrica a biomasse a Punta Penna da parte della Istonia Energy, deve preoccupare questa amministrazione comunale, almeno quanto preoccupa i cittadini di Vasto che potrebbero veder sorgere, in uno dei luoghi più suggestivi del nostro territorio, un impianto che brucia olio.

È appena il caso di ricordare che quel tipo di impianto è classificato “insalubre di prima classe” dalle leggi nazionali e che emetterà in atmosfera enormi quantità di sostanze tossiche anche cancerogene. Questo, in un'area che rientra nella fascia di rispetto del Parco nazionale della Costa Teatina, secondo la perimetrazione approvata dal Consiglio Comunale soltanto lo scorso 27 settembre. È evidente a chiunque che la presenza di una industria insalubre come la centrale a biomasse sarebbe in totale contraddizione con l’indirizzo naturalistico di quell’area, sul quale peraltro già insiste la Riserva di Punta Aderci.
Ricordiamo che il consiglio comunale, durante la scorsa amministrazione, votò un nostro OdG nel quale si esprimeva la contrarietà netta del Comune di Vasto alla centrale termoelettrica della Istonia Energy, società della quale faceva parte la dott.ssa Jacobucci mentre era data per candidata a sindaco nelle scorse elezioni amministrative, sostenuta dalle liste di Del Prete e di D’Alessandro.
Nel prossimo consiglio comunale presenteremo un ulteriore OdG per verificare le possibilità di ricorso al Tar. Siamo fiduciosi di poter registrare in quell’occasione un ampio consenso, compreso quello dei consiglieri Del Prete, D’Alessandro e Montemurro, che non vorranno contraddire il loro voto favorevole alla perimetrazione del Parco con un implicito interesse politico alla centrale a biomasse, impianto che ha già visto gli interessi imprenditoriali della sua ex candidata a sindaco.

Vasto: gioventù bruciata.


A volte le immagini parlano più delle parole. Il "muretto", luogo di ritrovo dei giovani "di sinistra" degli anni Settanta è "ancora" frequentato.

giovedì 13 ottobre 2011

Adesso si accapigliano anche per ... San Giuseppe.


Questa immagine di fine Ottocento, rappresenta come era la facciata della Concattedrale San Giuseppe in quel periodo. Dopo varie proposte e vari progetti il prospetto è stato completato nella maniera in cui lo vediamo oggi. Il "bravo" Gravinese (che, in quel periodo, ha realizzato tra l'altro anche una parte del monumento a Rossetti) su richiesta dei committenti oppure di sua sponte, ha realizzato un minuscolo fascio sul copitello di una colonnina (raggio) della "raggiera" del rosone.
Ogni volta si scopre l'acqua calda su questo argomento.

La foto che segue (purtroppo molto rovinata) rappresenta una delle proposte di sistemazione della facciata della chiesa.



A mio modo di vedere: meno male che questo progetto non è stato eseguito.

Ho suscitato un bel ricordo ... anche "interessante".

La pubblicazione di una zona, totalmente diversa rispetto ad oggi, di Vasto Marina, ha provocato un ricordo che analizzato bene fa capire molte cose.


Non vado alla marina da troppo tempo quindi non ho riferimenti attuali, ma quella foto sul suo blog mi sembra degli anni '60 e in quel periodo, secondo quanto ricordo, c'era un solo albergo prima dell'Autostello.
Sapevo che quell'albergo apparteneva al marito di una prof d'inglese di Ragioneria; l'albergo si chiamava Hotel d'Italia.
Non so se è quello l'albergo della foto, ma almeno ho avuto il piacere di un ricordo.
Lì ha alloggiato per un certo numero di estati, in quel periodo dei '60, una coppia olandese (lui si chiamava Peter) innamorata di Vasto, ma ancor più dei vastesi, allora popolo gentile ed ospitale.
Giravano con una spider rossa, forse una MG, e sembravano personaggi di un film. Lui guidava con i classici guanti a rete con le dita scoperte e lei con occhialoni alla Audrey Hepburn
Furono ospiti diverse volte in casa di mio padre che, come altri vastesi, faceva di tutto per portarsi a casa i pochi turisti di quegli anni, ricoprendoli di gentilezze e costringendoli a mangiare tacconelle e pomodori o i mezzanelli col pepe cocente rovesciati in una zuppiera con pane secco. Ricordo che ad una ripartenza riuscimmo ad infilare nel portabagagli della spider un paio di bottiglie di salsa della quale la signora era golosissima,
Bei tempi, begli ospiti ... poi fecero la trignina.

Cordialità
Francesco Spadaccini

La persona che si vede nella foto non è Tom Waits ma mio zio Paolo Laccetti.

mercoledì 12 ottobre 2011

Il Marr ... a é la vaucer del mio cuorre ma intanto ...


Bella foto vero?

Fosso Marino 60



In questi giorni in cui si parla di Marra, potrei parlare di m(o)rra, di ca .. morra, meglio di cam(a)rra, di m(i)rra o del color marr .. one. Del mar .. asma o del mar .. one. Mi vengono allora in mente mar .. ane o mar .. ine. In particolare della mar .. ana della mar .. ina: Fosso Mar .. ino. Se ne riparlerà a Giugno. Sono pronto a scommetterci.

martedì 11 ottobre 2011

Non è mai troppo tardi ma non dite che non vi avevano avvertito.


COMPETENZA LEGALITA' TRASPARENZA

Così recitava lo slogan della passata campagna elettorale della coalizione dell’ attuale sindaco.
Alla falsità e doppiezza della politica non siamo sicuramente sprovveduti, la cosa che stupisce però è la tempistica.
Da cattiva prassi consolidata, una giunta appena insediatasi comunque si adopera per dare un segnale forte di cambiamento, di conferma del saper ben fare, dopodichè, a distanza di un anno o due, iniziano i concorsi ad personam, le parentopoli e nella peggiore degenerazione le tangentopoli.
Solito schema: si spendono tante belle parole, promesse se non imperativi e poi è la bassa politica a gestire la cosa pubblica.
Di questo, sindaco, sconcerta soprattutto la totale “disinvoltura”, per non dire sfrontatezza, con cui ha deglutito i suoi proclami enunciati a caratteri cubitali appena tre mesi addietro, mettendo in atto comportamenti e provvedimenti pubblici che dei postulati avevano solo la corrispondenza al limite della legalità.
Sindaco, la cittadinanza tutta si aspetta dalla sua giunta un percorso virtuoso, non per altro per l’enorme battage pubblicitario con cui ha tappezzato la città in campagna elettorale; lei ci ha messo la faccia su quei punti signor sindaco.
Con tutti i problemi che i tempi ci buttano addosso, l’ aspettativa dei cittadini vastesi è di una guida per la nostra città che cerca di trovare soluzioni e progetti almeno per tamponarli.
Gli ultimi atti da lei compiuti portano invece il cittadino a pensare che il suo primo pensiero sia stato assolvere ad un obbligo “morale” dietro ricompensa verso alcuni dei suoi fedeli elettori.
Nulla di nuovo si dirà; è la solita rappresentazione della politica italiana dove un micidiale mix di demagogia socialista e italica mafiosità porta a sistemare dietro grandi giustificazioni e parabole sociali gli amici e i parenti e i fedeli leccapiedi.
Però sindaco, lei ha sbagliato completamente la tempistica: l’ immagine che haconsegnato della sua giunta è quella di una scolaresca in vacanza già nella gestione dell’ emergenza salmonella di quest’ estate. Ora l’ immagine rimane la stessa della scolaresca, però della scolaresca sorpresa a rubare all’ autogrill!

Dov'è?

Bombe e bombole.


Mentre a Palmoli si "ritrova" una bomba del 1945 a Vasto si trovano, tra scantinati e soffite del centro storico, tante bombole di gas. Una bombola "Agipgas" datata 1955, ancora piena, è stata consegnata in mani esperte in questi giorni.

lunedì 10 ottobre 2011

A volte un avvenimento triste genera un bel ricordo.

Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.

sabato 8 ottobre 2011,campo Incoronata

LE MEZZESTAGIONI ESISTONO
di V.Patriarchi

STURM GRAZ - SALZBURG 1 - 1
arbitro sig.Orazio Di Blasio

STURM GRAZ(rossoblu): Loreta ,D'Adamo ,Ronzitti N, Ronzitti F, Serafini, Puddu, Reale, Vino, Angiolillo, Marino Ant, Fanucci, Ronzitti L

SALZBURG(gialloneri: Docuta, Antenucci, Di Marco, Lemme, Marino Alb.,Ruzzi, Di Rosario, Sebastiani, D'Angelo, Cicchini, Frangione, Storto

Non esistono più le mezzestagioni, è un refrain che ricorre spesso, ma negli scarpasciùdd' esistono eccome, ed ecco che il variare delle temperature, seppur brusco sia stato, comporta il cambiamento delle livree, e qui entra in campo il boss meteorologo Emanuele, che rispolvera le maniche lunghe doppiastriscia in sintetico: alla prossima 'rivoltùra' ritorneranno inevitabilmente i 'cappotti' blu e gialli. Un 12 contro 12 che sembrava un favo di api operaie, tant'è che Frangione si prende un quarto d'ora sabbatico in panchina( 'troppa ggènde, n'n zi capìsce rraggiòne'): i blu sbloccano al 14': lancio di Vino, Luigi Angiolillo aggancia e scavalca Docuta con un lob ed infila all'incrocio: 1-0. Al 25' lo stesso Angiolillo libera Ronzitti L. a centro area, il suo tiro conclusivo però è parato da Docuta; al 37' Lorenzo restituisce il favore, stavolta però Angiolillo manda clamorosamente fuori a fil di palo. I gialli sono messi male nel 1° t, e lo si deduce dal fatto che l'unica occasione ce l'ha il professor Cicchini al 41'(servito da Ruzzi),che di controbalzo spara alto. Nella ripresa i gialli si ridispongono diversamente e le cose cambiano: al 5', cross di Storto, Frangione di prima manda alto; al 7' su tacco di Frangione, Di Rosario spara ma Loreta blocca bene; al 10'il giallo Antenucci, dopo aver sbraitato alla sua maniera contro Lemme che non gli passava palla( ma crìbbio!)crossa da destra per D'Angelo, stop e tiro, ma Loreta c'è. Al 15' i blu rispondono con un furioso contropiede, Reale conclude di poco a lato. Al 20' Antenucci recupera palla su contrasto ,crossa repentino per il solitario MAx Frangione, bolide all'incrocio, nulla da fare per Loreta, ed è 1-1: il capitàa commenta in celenzese-coreano: " La pàlle ji li dòng ju!". Insistono i gialli: al 28' l'inesauribile Storto lancia Frangione che anticipa il marcatore, ma manda di un soffio alto. Al 31' i blu ci tentano con Reale, che butta fuori una facile occasione: D'Adamo 'the rock'propone le porte scorrevoli con le ruote, da spostare a piacimento. Al 33', dal vertice area sinistro, Angiolillo scocca un mezzocollo interno a piazzare, la palla però si stampa sulla traversa; al 39' imperioso scatto del giallo Storto, crossa rasoterra per D'Angelo, ma Loreta riesce a deviare in angolo; al 41' risponde il blu Marino Ant., che dopo una concitata mischia in area gialla, spara fuori dal limite. Poco dopo l'ottimo Orazio 'ciùffila 3 volte' omologando un sostanzialmente giusto pareggio.

Classifica marcatori: 7 gol: Angiolillo 4 gol: Serafini A 3 gol: Frangione 2 gol: Sboro, Serafini S, Reale 1 gol: Docuta, Rossi, Serafini G, Storto

domenica 9 ottobre 2011

E adesso da Di Fonzo mi aspetto questo.


Un autobus con immagini locali e la scritta: "Vasto, Città di vacanze, d'arte e di Cultura". Magari da un lato Vasto e da un altro Lanciano, perchè no?!! Magari con immagini di tutta la "Frentania" perchè no!?!

sabato 8 ottobre 2011

Scusa il ritardo Steve!


Nascere nel 1955 ed avere 56 anni, ti può portare ad essere Pietro Stefanoni costituitosi dopo aver investito ed ucciso Rhea Owens la 23enne guida turistica americana, a San giovanni Valdarno. Ti può portare ad essere Francescopaolo D'Adamo un comune cittadino in una città di provincia di nome Vasto. Ti può portare ad essere Steve Jobs, non un genio ma "il genio".

Sulla prematura scomparsa di quest'ultimo in questi giorni si è detto di tutto, anzi molto più di tutto. Chiedo scusa se arrivo in ritardo ma da una cittadina di provincia di nome Vasto, da tantissimo tempo in attesa di "ritorno" al futuro, ho atteso di trovare un articolo "intelligente" e, secondo il mio punto di vista, corretto sull'ideatore del "morso alla mela" o meglio della "mela morsa".

Mi piace pubblicare questo articolo di Giovanni Vetritto, tratto da "criticaliberale", sul mio Blog, col semplice intento di ricordare una "persona" del 1955.

Jobs, o della distruzione creatrice
di Giovanni Vetritto


Chissà che profilo ne avrebbe potuto tracciare Joseph Schumpeter. Steve Jobs, scomparso dopo una lunga malattia a 56 anni, è stato il prototipo dell’imprenditore innovatore teorizzato dall’economista austriaco: uno che immagina il futuro e poi lo costruisce, che inventa uno, due, tre prodotti del tutto rivoluzionari, e con quelli entra in profondità non solo nei meccanismi di funzionamento delle organizzazioni, ma nella vita delle persone. Uno che cambia il mondo con l’intraprendenza e il coraggio intellettuale. Che crea ricchezza producendo beni, non gonfiando bolle speculative; e soprattutto, non elemosinando aiuti di Stato o comode cucce calde di gestione di servizi a carattere pubblico. Ve lo immaginate a pietire la gestione di un acquedotto comunale o di una società di servizi statale, dalle parti di Cupertino?
Insomma, con buona pace della sinistra antidiluviana, il profitto non è sempre uguale e la proprietà non è sempre un furto. E il ruolo dell’imprenditore può essere molto meno odioso di come appare tanto spesso alle nostre latitudini.
Leggete l’impressionante descrizione che della modernizzazione informatica, della nascita di quello straordinario grumo di innovazione che ormai chiamiamo familiarmente Silicon Valley , fa Manuel Castells nella sua monumentale opera sull’età delle reti.
La generazione di chi scrive ha avuto l’infanzia ammorbata dalle distorsioni dell’insegnamento della matematica attraverso il sistema binario: 1/0, acceso/spento, il linguaggio base dei bit delle macchine informatiche degli anni ’70; quando bisognava fare 10 righe di programmazione per tirare fuori da uno dei primi computer “casalinghi” la scritta “ciao mamma”. Poi è arrivato Steve Jobs e con il mondo Mac ha instradato l’informatica sulla via dell’utilizzo facilitato, e attraverso questa al traguardo del largo consumo dell’high- tech.
Un pezzo di storia dell’informatica, della scienza, del marketing? Forse, ma forse anche qualche cosa di più: un pezzo di storia della libertà.
Lo abbia voluto o no, si sia mai sentito liberale o no (probabilmente no), attraverso il suo percorso imprenditoriale Steve Jobs ha cambiato il modo di comunicare, e attraverso questo ha avuto una funzione liberatoria. Ha reso possibili la posta elettronica, wikileaks, la connessione in tempo reale con gli smartphone. Certo, ci fa giocare con app e contenuti multimediali, ma rende anche possibile una comunicazione istantanea, senza la quale, per esempio, le rivoluzioni della primavera araba non sarebbero state possibili. Di più: sta marginalizzando quell’infernale meccanismo di trasmissione delle idee e dei contenuti che è stata la televisione novecentesca, il cui potere totalitario e regressivo terrorizzava a tal punto un liberale come Popper da indurlo a rimangiarsi, con il suo infelice libello contro la “cattiva maestra”, un pezzetto del suo stesso liberalismo. Grazie alle tecnologie di comunicazione di nuova generazione, che a lui devono tanto, il “nuovo focolare” oppressivo e massificatorio andrà presto o tardi in soffitta, soppiantato da meccanismi più paritari, più individuali, meno controllabili, e per questo più adatti a plasmare una società liberale. Come ha scritto recentemente Pierfranco Pellizzetti, c’è un potenziale liberatorio e autonomizzante senza precedenti nei new media : senza di lui oggi non potremmo nemmeno immaginarlo.
Se dunque, come Castells ci ha spiegato, con le nuove tecnologie sono cambiati irreversibilmente i modi di organizzare, produrre, distribuire, con un salto tecnologico che ancora ci dà l’effetto di una vertigine, ma che porterà, alla conclusione della Terza Rivoluzione Industriale, ad un mondo diverso e auspicabilmente migliore; allo stesso modo il lavoro di Jobs segna quotidianamente, oltre quanto riusciamo a percepire, la nostra vita. E nella direzione dell’innovazione, di quella “distruzione creatrice”, per dirla ancora con Schumpeter, che è stato il segno nella storia della borghesia liberale, prima che si intorpidisse nel moderatismo asfittico che ha strangolato il liberalismo stesso.
Detto da uno che ha in tasca un Blackberry e lavora su un pc con sistema operativo Microsoft: grazie Steve Jobs.
Le sue parole pronunciate a Stanford davanti a una platea di neolaureati restano il suo testamento, ma anche un invito all’insubordinazione intellettuale, che è la cifra di ogni liberalismo: “stay hungry, stay foolish”.
Lo faremo, mr. Jobs.

Oggi relax.


(Vasto sconosciuta)

venerdì 7 ottobre 2011

Attendendo il "Cervellati". Barletta docet.



Per difendersi, diranno che proprio per evitare scempi come questi ci si doterà di un piano "particolareggiato". Non lo hanno "letto". Vasto antica scomparirà.

Grazie Michele ... a proposito: "auguri".

1284 FIRME PER IL MERCATO COPERTO.

1. 1284 firme raccolte in due giorni e mezzo sono il segno di una volontà popolare inequivocabile: il mercato coperto di Santa Chiara non dev’essere demolito, anzi va ristrutturato e riqualificato.
Anche il comunicato emesso lo scorso 30 settembre dal Comune, a seguito del successo della raccolta di firme, è inequivocabile: “Il mercato di Santa Chiara non verrà abbattuto”. È un risultato importante, per noi e per quanti hanno firmato. Ma non basta.

2. Non basta perché le carte dicono il contrario. “Non esiste”, sostiene il Comune, “alcun progetto di abbattimento”, ed è vero. È vero nel senso che non esiste al momento alcun progetto esecutivo di abbattimento, o se esiste non è di pubblico dominio (e ci mancherebbe…)
Del resto, non spetta al Piano di Recupero elaborare progetti esecutivi; ma predisporre le condizioni che li rendono possibili, questo sì. Ciò è appunto quanto è avvenuto: dopo l’approvazione del Piano le condizioni per l’abbattimento ci saranno tutte. Chi afferma il contrario non conosce il Piano.

3. Per questo, se si vuole davvero escludere l’abbattimento del mercato, non si deve “procedere nel rispetto del piano di recupero”, come scrive il Comune. Il Piano di Recupero va modificato.
E va avviato nel contempo un progetto serio e concreto di riqualificazione, anche – se il Comune non ha i fondi - in collaborazione coi privati (magari con quanti attualmente operano nel mercato di Santa Chiara, costituiti in cooperativa). Ma stavolta consultando davvero la città, a cominciare da chi il mercato lo vive e lo frequenta.
Presenteremo domani le firme in Comune. Da questa Amministrazione attendiamo una risposta.

Philadelphia kraft Milka con cioccolato Esiste davvero spot 2011


Qualcuno lo mette in dubbio.

giovedì 6 ottobre 2011

Caso Marra: Il silenzio dell'IdV


Come succede da sempre in consiglio comunale, e come costume dell'Idv locale nessuno parla. Per parafrasare quanto sopra non abbiamo trovato immagini delle tre scimmiette ma quella dello Yeti. La creatura "leggendaria" amica del sindaco di Vasto. Lo Yeti ora di moda per la nota pubblicità della Milka dove si vedono i bambini che sono stupiti dal formaggio mescolato al cioccolato e non notano il "mostro", mentre la madre (nel nostro caso il sindaco) gli blocca la porta.

mercoledì 5 ottobre 2011

Mar (e) maje!

In tanti da ieri mi chiedono cosa penso del caso Marra.

“Non ho mai raccomandato nessuno e non sono così stupido da compromettere la mia posizione politica”. Questa è stata la risposta del “giovane” Marco a chi lo accusa. Io voglio credergli.
Si osservi con attenzione la vita della città e ci si accorgerà che “stranamente” gli incarichi, le assunzioni, le concessioni, le autorizzazioni, seguono una certa logica. Non voglio dire che Vasto sta diventando un luogo dove si sistemano bancarelle in ogni dove, perché chi ha interessi nel settore è fratello di qualcuno e nemmeno che il canile è stato affidato a figli di qualcun altro. Non voglio dire che il palazzetto dello sport è stato dato in gestione ad amici ne che gli incarichi importanti, per esempio quello di redigere il piano di recupero del centro storico, sono affidati a “simpatizzanti” del partito di maggioranza. Figuriamoci se “ribadissi” il concetto che è stato dato un assessorato a chi ha interessi sulla riserva di Punta d’Erce o che certi “posti” sono stati occupati da parenti o amici. Ci mancherebbe altro!
Se dicessi questo mi procurerei le ire di tante persone e probabilmente qualche querela. Ma non lo dico. Non solo non lo dico ma non lo penso nemmeno.
Sono quelli che lo pensano ma che hanno paura di dirlo che vorrebbero che io lo dicessi ma, siccome questi ultimi mi userebbero come “ariete” per poi usare gli stessi “comportamenti”, non lo dico.
Un proverbio africano dice che “l’albero fa prima ombra vicino al suo tronco poi altrove”.
Povero Berlusconi! Lui che parlando con la sua “dentista” ha capito e conosciuto le sue qualità e l’ha aiutata a diventare consigliere regionale. Come qualcuno ha già detto, povero Scajola! come poteva immaginare il vero valore della casa che stava comprando? Poveri politici che non riescono a capire come mai tutte le porte sono loro aperte. (Cito importanti personaggi di Destra, per par conditio)

“Non ho mai raccomandato nessuno”, ma ce n’era bisogno? “e non sono così stupido da compromettere la mia posizione politica”. Chi lo ha detto questo?

L’assessore “Mar Mar” col suo comportamento si è soltanto allineato ai dettami ed ai codici della politica locale (non solo di questi tempi). Pensare che un altro Assessore prima di lui è stato “avvicendato” perché non si allineava. Quello si che è stato “stupido”.


P.S. Nel comunicato di Marra c’è una frase: … se questa spiacevole vicenda mi vede coinvolto l’ho è solo in maniera indiretta perché … Se permetti caro Marco un bel “2” in Italiano.

martedì 4 ottobre 2011

Palomba è salvo. "Fregati" i prossimi.

Oggi il Consiglio regionale d’Abruzzo, secondo in Italia, ha abrogato i vitalizi per i Consiglieri Regionali.
L’abrogazione scatta dalla prossima legislatura.
Sicuramente si poteva fare qualcosa di più, ma è certo che se anche il Parlamento e tutti i Consigli Regionali d’Italia seguissero l’esempio dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna, l’intero paese recupererebbe soldi, credibilità e prestigio internazionale.
Ora è scattata la corsa alla paternità politica dell’iniziativa, con il PD ed il PDL a contendersi la primogenitura.
Purtroppo per loro, però, “carta canta”.
E le carte rivelano ancora una volta che l’Italia dei Valori è partita con quasi tre anni di anticipo, quando tutti erano in altre faccende affaccendati, tranne chi, come noi, agisce sempre sulla base di valori e di ideali politici ben strutturati.
Valori ed ideali politici che, se esistono dentro di te, non hanno bisogno di aspettare gli stimoli della piazza per potersi realizzare.

Carlo Costantini.

... e i Masterclasses ?


I Seminari Musicali del Maestro Bellafronte sono stati accomunati al "mese del Brodetto"? Non si sono svolti e non se ne parla. Come mai?

lunedì 3 ottobre 2011

Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta.

Di Luca Storto.

sabato 01 ottobre 2011
ore 17 campo Incoronata

SKONTO – VENTSPILS 3-2
arbitro sig. Mario Cinquina

SKONTO(maglia blu): Ronzitti L(Docuta), D'Adamo, Ronzitti F, Serafini S, Puddu, Soldano, Vino,Fanucci, Angiolillo, Reale, Serafini A

VENTSPILS(maglia rossa): Loreta, Antenucci, Di Marco, Ruzzi, Di Foglio, Sboro, Lemme, Sebastiani, Cicchini(Ronzitti L),Storto, D’Angelo.

Altra partita scoppiettante di inizio stagione al campo Incoronata di Vasto. I Miracoli, San Michele, li ha fatti: tornano a calpestare il terreno di gioco due pezzi da 90 come “il Capitano” e Pietro Hulk D’Angelo, debilitati da operazioni e acciacchi vari. La partita si sblocca subito al 15’: dopo un’ ottimo scambio Angiolillo-Serafini A., quest’ultimo si invola in porta e fulmina l’incolpevole Loreta per l’1-0. La reazione dei rossi non tarda ad arrivare, e dopo appena 5 min, viene invocato un rigore sul dubbio tocco di mano di Serafini S. Il buon Mario Cinquina lascia scorrere. Il pareggio arriva, però, al 40’:su azione di contropiede dei rossi, Sboro si sgancia dalla difesa, triangola con Storto, e lascia partire un fendente che si insacca al lato per l’1-1. Il secondo tempo inizia con un grosso pasticcio, davanti al limite dell’area, fra Ruzzi e Di Foglio che favorisce l’avvento del super bomber Angiolillo il quale non perdona e porta il risultato sul 2-1. La tensione inizia a farsi sentire, e il prof. Cicchini, infastidito da malumori interni della squadra va via, subentrando Lorenzo Ronzitti. Da sottolineare due simpatici siparietti nati fra l’ultimo entrato e il terzino d’arcigno D’Adamo. Per ben 2 volte Ronzitti L., anni 19 e nel pieno delle forze, tenta di andare via sulla fascia sinistra dalla marcatura di D’Adamo, ed in ambedue i casi prende una sonora lezione di tenuta fisica e posizione dallo stesso D’Adamo (da oggi per gli amici The Rock). Al terzo tentativo, su un piccolo strattonamento su Ronzitti L, nasce il pareggio: punizione battuta da Sboro e cannonata che trafigge Docuta per il 2-2. I blu per alcuni minuti sono in bambola e Lemme, servito al bacio da Storto, si divora la palla del vantaggio. Al 90’ arriva la doccia fredda: errato disimpegno del Capitano a favore ancora una volta di A.Serafini e palla nel sacco per il definitivo 3-2.

classifica cannonieri 6 gol: Luigi Angiolillo 4 gol Serafini A, 2 gol: Frangione,Sboro , Serafini S, Reale 1 gol:Docuta, Rossi, Serafini G, Storto

Una sede su Largo Mento.


Da tempo l’IdV vastese non ha una sede. Quella “prestigiosa” di Largo del Fanciullo ha chiuso da tempo e non è stata ancora trovata un’alternativa. I Palomba, i Sabatini e le Menna, probabilmente non hanno più “mezzi economici” da dedicare a questa spesa. Sabatini ha perso il “ristoro” da assessore, Eliana Menna deve costituire il “gruppo femminile” e Palomba deve cominciare a mettere da parte le “risorse” per la prossima campagna elettorale che lo vedrà correre per un posto a (rullo di tamburi) Roma.
Si vocifera che la sede di Largo del Fanciullo sia stata lasciata perché gli iscritti al partito cercavano una sede più importante. “Largo Mento” era il luogo giusto ma se non si conosce “Largo Mento” non si può trovare “spazio” in questo luogo. Mi sento quindi di offrire una consulenza al Segretario locale del Partito di Di Pietro.
Giungendo da via Santa Lucia, appena svoltato a destra, in via Anghella (meglio sarebbe Angrella) c’è un comodo luogo, da tempo simbolo e immagine dell’Italia dei Valori locale. Uno stupendo “cottage” finemente arredato con tendaggi e arredi a tema (vedi foto sopra).
Se invece si cerca ancora cocciutamente su Largo Mento una nuova sede, prestigiosa come Largo del Fanciullo, inviterei i miei ex colleghi di partito a recarsi in spiaggia a meditare (vedi foto sotto) così da presentarsi ai “Conclavi” ed ai "Consigli" con qualche ... “argomento”.

Lo scorso anno il 3 ottobre ... era meglio.

domenica 2 ottobre 2011

E se ne sono accorti solo ora ....


Invitata una delegazione di Vasto a Serracapriola. Continuate a snobbare il Toson d'Oro (di Vasto) e colui che lo ha "fatto conoscere".

Ne parlai già tanto tempo fa:

venerdì 16 ottobre 2009

A proposito di comunicazione

Ho seguito con attenzione tutti gli eventi legati al compimento dei sessanta anni dell’Amico del Popolo, settimanale diocesano, e dei venticinque (quasi) di TRSP.
Interessantissima la conferenza di don Rocco D’Orazio, direttore della testata giornalistica e coinvolgente come sempre il discorso di don Stellerino D’Anniballe, direttore della televisione “Vastarola”. Come al solito, dottissime le parole dell’Arcivescovo Bruno Forte, questa volta pronunciate sull’argomento comunicazione.
Queste parole e questi incontri mi hanno fatto riflettere sull’argomento e ripensare a quanto la comunicazione sia fondamentale per la società. Da qui un pensiero:

Non è necessario, che chi ha l’uffizio di istruire un Principe, gli insegni ogni cosa; basta, che gli mostri l’uso, che si dee far d’ogni cosa.

Questo concetto è tratto da un libro pubblicato nel 1729: “Trattato della educazione di un Principe”, che ho fatto ristampare, grazie al mecenatismo del Cavalier Fabrizio Mechi, e che presenterò, domenica 13 settembre, nell’ambito della cerimonia per l’arrivo a Vasto, delle spoglie di San Giovanni Leonardi, fondatore della congregazione della Madre di Dio e protettore dei Farmacisti.

Cosa lega la comunicazione con questo trattato e con l’evento del 13 settembre è presto detto.

L’autore del testo è don Alessandro Pompeo Berti: religioso della congregazione della Madre di Dio, nato a Lucca e vissuto a Vasto, qui chiamato dal Marchese Cesare Michelangelo d’Avalos, il quale voleva trasformare la sua città in un centro di cultura.
Di questo Principe, grande comunicatore, lo stesso Padre Berti scrive: “Quel signore che, sebbene al costume de’ grandi non aveva gran fatto studiato, aveva però sortito dalla natura una apertura di mente non ordinaria, ed erasi trovato ad udire e trattare co’ migliori letterati, che allora vissero, specialmente alle corti di Vienna, Barcellona e di Roma”.

Tra le curiosità attinenti l’argomento comunicazione, mi piace ricordare la donazione del corpo di San Fortunato che il Marchese del Vasto fece al Serracapriola, suo feudo.
Da un sito di questo centro pugliese si legge: Nell’intento di prodigarsi per “il maggiore bene spirituale e temporale” della sua terra e dare ai serrani il santo protettore “scelto da Dio” Cesare Michelangelo d’Avalos destinò il corpo del martire alla chiesa di santa Maria in Silvys. Il relativo provvedimento d’assegnazione venne firmato a Vasto il 25 agosto 1726. E da Vasto le reliquie di San Fortunato, adagiate in una lettiga adorna di fiori, partirono alla volta di Serracapriola il 20 settembre 1726. Le accompagnavano Giovanni Battista da Colorno, predicatore cappuccino, padre Alessandro Pompeo Berti, della congregazione della Madre di Dio ed un drappello di Soldati feudali. Dopo la sosta notturna a Termoli, via Campomarino, Santuario Madonna di Colleredo, San Fortunato giunse a Serracapriola. Era il 21 settembre 1726.


Non erano i giornali o le TV i mezzi di comunicazione di allora ma, come l’Arcivescovo Bruno Forte, oggi, anche il Vescovo Mariconda di Trivento, allora, avrebbe potuto affermare: "Mezzi di informazione necessari, per una grande comunità, per un territorio vasto. Una comunicazione ed un contatto che si rendono sempre più necessari e sempre più vivi: annunciare, servire, promuovere, comandamenti chiari e precisi per gli uomini della comunicazione cattolica. Annunciare il Vangelo come primo comandamento, servire la chiesa come missione, promuovere la giustizia in ogni circostanza".

Feste Patronali: il commento di un lettore.

Sabato 1 ottobre 2011: a passo veloce mi dirigo verso Via Cavour…. Ma dove sono le bancarelle che solo ieri sera avevo scorto? ….Ah ecco, sono a qualche metro più in là, nella parallela…. Ma che è, un mercatino dinamico? Ma che bella idea innovativa! Un po’ qui un po’ lì, adesso qui, poi forse lì….ma la parallela non è Corso Nuova Italia? Ma che orrore! Quella che anni fa era ancora una strada elegante, è stata trasformata in una sorta di mercato rionale di bancarelle arraffazzonate alla carlona che drenano i pochi soldi spesi dai vastesi a discapito dei commercianti. Caciotte e “grolle di saggecce” alternate a chincaglierie e fetecchie che anche l’uovo di Pasqua più sfigato si vergognerebbe di contenere al suo interno. Mancano solo i manzi squartati appesi pieni di mosche per un’immagine simil Calcutta, come se non bastasse la fogna aperta per essere accostati alla ridente cittadina indiana.
Ma dov’è il decoro urbano: potrebbe mai capitare a Parigi, a Londra, a Milano? Rue de Rivoli invasa da cotali orride bancarelle ? o una bidonville in Piccadilly Circus?
Ma un mercatino elegante e ordinato, non necessariamente ad alto tasso di colesterolo è possibile?
Mi guardo intorno e mi accorgo che i più se ne infischiano, come se anche questa situazione fosse normale. Dribblo una specie di ufo che vende le olive, scanso ciofecari vari in similplastica col terrore di imbattermi in qualche mirabolante utensile da cucina tipo pelabanane a pedale o cava noccioli a manovella e me ne torno affranto verso casa… vagamente stordito dalla puzza delle caciotte riprendo, come sempre, il mio passo veloce… stavolta al ritmo bossanova che mi frulla per la testa: tristezzaaaa per favore vai viaaaaaa….


La bella immagine riprodotta si riferisce a giovedì 29 settembre.