venerdì 31 dicembre 2010

Invece dei soliti riassunti delle "puntate precedenti" ........

Auguro a tutti un 2011 "dolce" come la mia "merendina".

L'ultima presa per i "fondelli" del 2010.

Se fossi stato ancora Assessore al Commercio, probabilmente avrei dovuto vantarmi della notizia sotto riportata.

Da Piazza Rossetti:

La Camera di Commercio in vetrina a Dallas per il marketing urbano
Pubblicato su "Il Centro"

CHIETI. La Camera di commercio premiata negli Usa per il marketing urbano nei centri storici di Chieti, Lanciano e Vasto. Downtown Merit award 2010, dell'International Downtown association (Ida), nella categoria leadership per la gestione dei centri urbani, è stato conferito nell'ambito della 56ª conferenza annuale dell'Ida.

Convention tenuta a Fort Worth (Dallas), dove annualmente vengono analizzati e valutati i progetti più meritori sulle buone pratiche di gestione di centro città: dal marketing all'innovazione, alla programmazione e rivitalizzazione del commercio.

Tra le ottanta iniziative candidate a conquistarsi il premio - tra le quali Hive at 55, dell'Alliance for Downtown, New York, il programma Downtown dining district central Atlanta progress per Atlanta, la Downtown Orlando marketing campaign, di Orlando, sempre negli Usa, ma anche il Winnipeg parking authority program and strategic plan per Winnipeg in Canada, il Newtown heritage trail central della Johannesburg partnership, in Sud Africa e il progetto Revitalisation of the city of Wanneroo town centre, di Wanneroo, Australia - sono stati premiati solo tre progetti italiani, quello della Camera teatina, la Confcommercio di Pordenone nella stessa categoria e la Provincia di Rimini con la Notte Rosa per la categoria Eventi.

Assegnata agli inizi di ottobre, la targa è stata ufficialmente consegnata da Federico Fiorentini, della Brd Consulting (la società che ha realizzato il progetto, su incarico della Camera di Commercio) nelle mani del presidente Silvio Di Lorenzo e dei componenti la giunta camerale nel corso dell'ultima riunione dell'anno.

«L'Abruzzo» spiega Di Lorenzo, «è la regione che conta la maggior superficie destinata ai centri commerciali (402,8 mq contro 321,4 della media nazionale). Situazione che ha portato al progressivo svuotamento dei centri storici. Per questo la Camera di Commercio di Chieti, insieme alle associazioni di categoria, ha coinvolto le amministrazioni comunali di Chieti, Lanciano e Vasto in un progetto che punta alla riqualificazione dei centri commerciali naturali e rivitalizzi le attività economiche e quelle destinate al tempo libero. Il premio» prosegue Di Lorenzo, «conferma il valore fortemente innovativo di un' iniziativa che, per la prima volta in Italia, è riferito alla esigenza di una sola città ma pensato per un territorio più ampio e che sarà sicuramente allargata ad altri Comuni della provincia, a cominciare da quelli più grandi».
L'iniziativa ha visto affiancati l'ente camerale e le associazioni Confcommercio e Confesercenti, oltre che dell'artigianato, ed è stato finanziato per il 50 per cento dall'ente camera e per l'altra metà dai Comuni di Chieti, Lanciano e Vasto, per i quali è stata avviata la redazione dei piani di marketing urbano per promuovere la riqualificazione e la valorizzazione dei centri storici dei rispettivi centri storici. (cr.ch.)

giovedì 30 dicembre 2010

Conferenza di fine anno

Il sindaco di Vasto è comunista "vero" e come tale, anche se una volta mi ha urlato in faccia che è più cattolico di me, è ateo. Non recita quindi il Santo Rosario. Tuttavia conosce bene altri tipi di "preghiere" e litanie.
Ascoltiamolo con assoluto ... raccoglimento.



A margine della notizia mi piacerebbe porgere una domanda:

"Erano presenti e hanno relazionato sul loro operato tutti gli assessori. Era una occasione importante. Ma perchè era assente l'assessore IdV? Forse aveva male al pancino o non aveva (come al solito) alcunchè da dire? Era indisposto o era impreparato?
Alla fine delle vacanze presenterà la "giustificazione" firmata dai genitori?"

A proposito di ... Teatro




Non tutti si saranno accorti che quest’anno Vasto, “Città di Cultura” con la C maiuscola, non ha presentato un cartellone teatrale.
In compenso è stata assegnata una sede prestigiosa agli “amici” del Teatro Rossetti. Ora io mi pongo diverse domande:

- Perché a questa associazione viene assegnata una sede mentre ad altre no?
- Cosa ha proposto questa associazione alla città ?
- Ha consigliato spettacoli al Direttore Artistico del teatro?
- Se questa associazione ha realizzato qualcosa, chi ha sostenuto le spese?
- A questa associazione verrà consentito di gestire il teatro, magari realizzando all’interno di questo un bar o un pub, come già consentito a chi gestisce il palazzetto?
- Chi sostiene le spese di gestione di questa sede?
- Che tipo di utilizzo l’associazione potrà fare della sede assegnatale?

Di domande me ne verranno altre ma per ora bastano queste. Devo tuttavia sottolineare una curiosità. Nella delibera di Giunta Municipale n° 425 del 6 dicembre 2010 si legge:

3 che il Presidente, con nota del 16 novembre 2009, a nome dell’intero Consiglio Direttivo, unitamente a tutti i soci, rivolge istanza di poter avere il Teatro come sede dell’Associazione;
4 che, per Statuto dell’Associazione la sede deve essere entro il teatro Rossetti di Vasto;

Ora io mi chiedo: “Se faccio una associazione “Amici di Lapenna” e metto sullo statuto che la sede deve essere a casa del sindaco uscente, mi autorizza il padrone di casa?”

Per finire, vuoi vedere che il Sindaco ha scelto il suo successore nell’ambito di questa associazione? Questo sospetto lo lascio a voi, io mi limito a segnalare un nome … meglio di no.

Letterina di .... dopo Natale.


Arrivano pacchi e lettere bomba in tutte le ambasciate, a Vasto continuano ad arrivare lettere aperte, lettere di protesta e lettere e basta.


Che città noiosa è la nostra, ancora legata, forse, alle belle e decorate letterine di Natale che si ponevano sotto il piatto dei padri e dei nonni la sera della vigilia, sperando che costoro, dopo averla letta, tirassero fuori dalla tasca le monetine per giocare a carte o a tombola. Cosa che all’epoca puntualmente accadeva.

In quelle letterine ricordo c’èra tutto il “miele” possibile e in esse si prometteva tutto quanto era impossibile mantenere. Una specie di programma elettorale. Specialmente i nonni, sorridendo, tiravano fuori dalla tasca pile di monetine da 10 lire per poi divertirsi con i nipotini a giocare a “surgiutelle”. Sapevano benissimo che quanto promesso su quelle letterine non poteva essere mantenuto. Come si può credere ad un ragazzino che promette di non fare più il “cattivo”, come si può credere a chi assicura di non dire più bugie o di non fare più capricci. Magari si era contenti di sentir dire: “caro Gesù bambino, dona tanta salute a mamma, papà e ai nonni”, ma si sapeva bene che quanto scritto era dettato dalla “consuetudine” e dalla suora.

Io una volta scrissi:

Caro Gesù Bambino, più grande mi faccio e più asino divento. Me ne accorgo perché, anche se i miei cuginetti nemmeno sanno scrivere le letterine, i nonni danno loro gli stessi soldini che danno a me. Vuol dire che gli altri bambini diventano bravi mentre io no. Quando si gioca a carte, se uno di essi perde, i “grandi” gli restituiscono quanto hanno perduto, mentre io rimango quasi sempre “scupulito” perché non piango come loro. Se io tocco un dolce mi fanno cadere le mani, mentre loro sono perdonati perché sono piccoli. Se mi scappa una parolaccia mi fanno “lampiare” la faccia, mentre se la dicono loro, ridono. Insomma, caro Gesù Bambino, per favore fai crescere tutti i bambini così anche io sarò trattato come loro.

Contrariamente, adesso che tutti sono diventati “grandi”, io sono restato piccolo, così se parlo non sono ascoltato o mi fanno “una carezza sulla testa”, mentre quando parlano loro, possono dire ciò che vogliono e …. sono anche presi sul serio.

mercoledì 29 dicembre 2010

Aspettando "primavera".



Da Vastoweb:

Convocare una riunione del coordinamento provinciale del partito per esaminare la situazione politica nella città di Vasto in vista delle prossime elezioni amministrative". Lo chiede Tommaso Coletti, presidente provinciale del Pd, in merito alla scelta del candidato sindaco in vista delle elezioni comunali della primavera 2011. L'assemblea del 19 dicembre scorso non ha sciolto i nodi. Il Partito democratico deve decidere se indire o no le primarie. Ora toccherà al segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, dirimere la questione. Il documento dei primaristi è stato firmato da 144 dei 270 iscritti di Vasto. Il sindaco, Luciano Lapenna, ha lasciato uno spiraglio aperto, ma a una condizione: devono essere primarie dell'intera coalizione e non solo del Pd. L'Italia dei valori ha già ribadito che non parteciperà alle eventuali consultazioni popolari e che la candidatura di Patrizia De Caro "non è di bandiera", assicura un dirigente cittadino dei dipietristi.

"Il buon lavoro svolto dall’amministrazione comunale uscente, con tantissimi risultati evidenti concretizzati in favore della comunità locale - afferma Coletti . non possono essere offuscati da una normale dialettica all’interno di un partito o all’interno di una coalizione. Il Partito democratico che esprime il sindaco uscente, ha proseguito Coletti, convinto della positiva azione del governo cittadino uscente, ha il dovere di indicare alla coalizione di centrosinistra metodi e procedure per la scelta del candidato con le caratteristiche necessarie per rivincere le elezioni e per il prosieguo dell’impegno a favore della crescita e dello sviluppo di una delle comunità più importanti della Provincia di Chieti e dell’intera regione.
Per queste ragioni - sostiene l'ex presidente della Provincia di Chieti - è opportuno promuovere un confronto nel Partito provinciale anche al fine di dare un contributo agli organi locali impegnati nella ricerca di soluzioni adeguate all’importanza dell’appuntamento elettorale della primavera prossima".

Aggiungo io:

Come volevasi dimostrare il destino di Vasto si decide altrove.

Ma dove vive Coletti? Come fa ad affermare: "Il buon lavoro svolto dall’amministrazione comunale uscente, con tantissimi risultati evidenti concretizzati in favore della comunità locale"
e mi rispondo da solo: "Ma che altro potrebbe dire!"

Proposta condivisibile ed "estensibile".

Da Histonium.net

Allungare il periodo degli addobbi natalizi (nelle case, nelle strade e nelle chiese di Vasto) fino alla grande festa religiosa del Giubileo vastese, in calendario domenica 16 gennaio 2011.

La proposta, pervenuta alla nostra redazione, è di un cittadino vastese, Dino Fioretti. Un modo per sottolineare maggiormente la valenza di una ricorrenza particolarmente sentita in città.

Il Giubileo vastese, che offre il privilegio dell'indulgenza plenaria a quanti, confessati e comunicati, con il desiderio di una sincera conversione, è fruibile ogni terza domenica del mese di gennaio nella Chiesa di Sant'Antonio da Padova della parrocchia di San Pietro retta da don Stellerino D'Anniballe. "Un privilegio concesso alla città da Papa Alessandro III, costretto a fermarsi a Vasto, a causa delle avverse condizioni meteorologiche, mentre si recava, via mare, da Siponto a Venezia, nel 1177, per mediare la pace fra il Barbarossa ed i Comuni. La bolla papale è stata approvata definitivamente da Pio IV il 12 dicembre 1777".


Dico io:

Una proposta, che darebbe un significato "cittadino" quindi unico e particolare alle festività natalizie.

In tempo reale.


Adesso, proprio adesso, intendo dire "in questo momento" si sta svolgendo un Consiglio Comunale. Uno di quelli che non si puo' filmare. Ma mica avro' fatto tanta paura che adesso non lo dicono nemmeno più nel sito?
"...purtroppo quando si é allo sbando, anche le cose più elementari diventano difficili. Ma manca poco ormai... Coraggio."

martedì 28 dicembre 2010

Scusate il ritardo: Gli auguri di una "vastese" illustre.

Il "Torroncino" vastarolo.

Quest’anno, a causa del fatto che è venuto a mancare mio padre, mia madre non ha preparato i dolci di rito per le festività natalizie. A parte gli insostituibili bocconotti, che come li fa lei non li fa nessuno, mi sono mancati i “torroncini”. Quei torroncini tipici “vastaroli” che io cito anche nella mia “celebre” canzone “Lu Bobbone”. Sono passato da Martone, la famosa caffetteria torrefazione di piazza Diomede, che ancora li produce, e ne ho comprati cinque. Ho pensato: “uno lo mangio subito, gli altri li porto a casa”. Poi invece ho deciso di passare un’oretta come da bambino, durante le feste di Natale. Sono andato presso la mia abitazione di allora, in corso Garibaldi, e ho immaginato mia nonna che, probabilmente per togliermi di torno, mi diceva: “vai a portare gli auguri a Zio Filippo (suo Fratello) che ti da le caramelle”.
Filippo Molino, eroe della prima guerra mondiale, mi faceva vedere tutte le sue medaglie e mi raccontava di quando col mulo riuscì ad attraversare le linee nemiche per portare vettovagliamenti ai suoi commilitoni chiusi in trincea nelle montagne del Trentino. Devo riconoscere che, se fosse morto durante quella azione, gli avrebbero intitolato una strada oppure posto una lapide o magari realizzato una statua o quantomeno un busto marmoreo a sua immagine. Invece si salvò e morì in tarda età. Così che ha dovuto accontentarsi di presenziare a tutte le cerimonie inerenti la grande guerra e a raccontare a me le sue storie. Cosa, la seconda, che lo faceva felice, lo capivo dal suo malinconico sorriso.
Ora la sua casa è totalmente abbandonata. Anzi addirittura aperta e chiunque può entrarvi dentro. Io per pudore non l’ho fatto. L’erba parietaria (la jerva murella) l’avvolge quasi completamente e, invece della lapide alla memoria, hanno realizzato sul suo prospetto una centralina per la distribuzione dell’energia elettrica.
Quando andavo da lui, sua moglie, Zia Angiolina, mi offriva dolci di tutti i tipi e mi dava sempre i “torroncini” da riportare a casa. Io, a quella epoca, appena uscito dalla loro casa mi sedevo sul gradino dell’uscio e ne mangiavo uno. Così ho fatto anche quest’anno. Ho proseguito poi il cammino e, scorrendo via San Francesco d’Assisi, mi sono fermato davanti alla porta della Cappella dedicata a San Teodoro. Come da bambino ho guardato all’interno attraverso il buco della serratura. Una delusione “aspettata”. Non ho visto più la pala d’altare ne le statuine che si intravvedevano allora. Per consolarmi ho deciso di mangiare il terzo torroncino.
Masticando questo, ricordavo il negozio di “Gino il casotto”, le statuine dei presepi esposte sulle vetrine di “Cesarino” e di “Raspa”, “le cannelutte” alla chiesa del Carmine, i barbieri che, ai bambini accompagnati dai nonni, tagliavano i capelli ponendoli seduti sul “cavalluccio”, gli “scarpari”, i falegnami, i fornai, tutte le botteghe e ogni elemento che dava “vita” alla “città”, fino a “Caddane lu cengiare” o a “Vola Mario”. Elementi di quella “città” che ora chiamano centro storico o peggio borgo antico. Mi ha preso un senso di sconforto tale che necessariamente ho dovuto scartare il quarto torroncino.
Mi chiederete e il quinto? Il quinto ce l’ho qui davanti. Lo sto osservando e più lo osservo più mi rendo conto che questo dolce mi rappresenta.
E’ duro ma dolce al punto giusto, se lo si sa assaporare soddisfa il palato e la gola con i suoi ingredienti semplici ma “sofisticatamente” ricercati e ben amalgamati. Ogni torroncino è diverso dall’altro ed ogni persona che li prepara aggiunge ad essi un suo personale “segreto”.
Un difetto: “se si attacca ai denti, specie se penetra tra un dente e l’altro, sono dolori. E’ fastidiosissimo da eliminare”. Tuttavia se si fa attenzione ciò non avviene e se avviene basta pensare al piacere che ha procurato.
Caro “quinto” torroncino … sono pronto.

lunedì 27 dicembre 2010

La banda del rattoppo. Improvvisatori, ma a volte anche peggio.


Tutti sorridenti, in posa e uniti per la foto i personaggi politici che abbiamo a Vasto, quando si inaugura qualsiasia cosa. Ci sono i giornalisti e si sa... bisogna esserci. Ce n'erano molti anche all'inaugurazione della “I Fiera Natalizia di Vasto”. Un flop fra i tanti di questa amministrazione. Un flop annunciato. Si vedeva subito che era sbagliata, tutta sbagliata ma poco importa. Tanto le foto dell'inaugurazione si sono fatte. E invece non è così. La figuraccia la fa tutta la città! E lo stesso vale per il mercatino in centro, del quale ho già detto. Troppo facile dire: abbiamo fatto! Avete fatto sì, una schifezza! Non siete capaci di fare le cose, e allora non fatele! Chiamate quelli che le sanno fare. Questa giunta comunale sarà ricordata come “la banda del rattoppo”. Come le foto a rattoppare i buchi alle finestre di Palazzo d'Avalos.
Però se qualcosa riesce, allora i meriti sono di tutti. E invece non è vero. La verità viene sempre a galla. Tutti si sono fatti belli con la fantastica installazione delle sentinelle di Tommaselli nell'estate 2009. Però Tommaselli l'ho chiamato io. E proprio io in quei giorni io sono stato cacciato dall'amministrazione. E Tommaselli lo hanno trattato come un pezzente. Lo hanno trattato così male che adesso ci pensa due volte prima di lavorare con gli enti locali. Però, tutti a dire: "Come erano belle le sentinelle di Tommaselli!" Cari assessori al turismo e al commercio... non siete capaci ne' voi ne' il vostro sindaco, ma in compenso siete arroganti.

Siccome io parlo con i fatti, vi allego una mail dell'artista, che io ancora ringrazio per essere venuto a dare lustro a Vasto. E colgo l'occasione per dirgli che se mi sarà possibile, lo farò tornare a Vasto per ottenere le soddisfazioni che merita, e che l'altra volta non gli sono state date, approfittando della mia cacciata.


Da: Antonio Tommaselli
Inviato: lunedì 6 dicembre 2010 22.27
A: Giuseppe Pollutri
Oggetto: RE: R: risposta alla richiesta di un'eventuale mostra a Tivoli


Gentile signor Pollutri, so bene ed a mie spese che gli Enti poco o nulla danno, tanto lei mi ha cercato per aver visto le mie cose a Vasto. Ebbene, lo chieda al suo amico Paolo cosa ho avuto a Vasto, non per colpa sua certo ma per avvicendamenti che in quel periodo non certo mi hanno giovato. Portare la mostra a Vasto le assicuro non è stato uno scherzo per me ed in questo momento non posso certo muovermi senza incentivo, avrò anche visibilità ma a che serve se poi non si riesce nemmeno a recuperare le spese? oltretutto le devo dire che anche io offro visibilità agli altri. peccato che il sindaco e l'amministrazione a Vasto erano impegnati in tutt'altre faccende ed a momenti dovevamo scendere a trattative con l'ultimo degli uscieri. che peccato, ci tenevo tanto. e queste cose non devono avvenire più. Le sono grato per l'invito ma le cose devono essere chiare dall'inizio nell'interesse di tutti. Grazie ancora per le belle parole che ha espresso per il mio lavoro. Ok, appena posso Le invio qualche catalogo. (E' inteso che quando parlo di Mostra mi riferisco a quello che abbiamo portato a Vasto). Cordiali saluti.

Con l'occasione ringrazio l'amico "Pino" per avermi portato a conoscenza di questa lettera.

Per salvare la sua patria "Ulisse" ha dovuto prima uccidere i "Proci".


Qualcuno, scorrendo le notizie sui blog "nostrani" e forse qualche "giornaletto", avrà scoperto che sulla "zattera" della nostra Amministrazione Comunale c'è anche "Ulisse". Non voglio addentrarmi nel "cavallo di Troia" che il Consigliere Ulisse ha preparato e proposto nel suo intervento. Lascio ai "troiani" la giusta interpretazione di quanto dice. Voglio tuttavia evidenziare che sono tanti i consiglieri comunali che in cinque anni non hanno mai dato segno della propria esistenza e che adesso, in un modo o nell'altro, tentano di salvarsi dai "marosi", dai "Polifemo" o dalle "Circe" di turno.
Intanto "Penelope" aspetta.

.. e un altro anno se ne va.


Sperando che lo "tsunami" sia passato o che non arrivi.

domenica 26 dicembre 2010

Oggi parleremo di musica.

Parafrasando Semidiceviprima.

... Vasto, a differenza di quanto avvenuto in altri comuni, dopo la riforma Bassanini e le modifiche al titolo V° della Costituzione è rimasta ferma, la nostra pubblica amministrazione, priva di un buon governo, è stata incapace di leggere le trasformazioni in atto e di adeguare la macchina amministrativa alle nuove soluzioni imposte dal mutato quadro normativo. Oggi o lavorando ad una vera rifondazione della struttura siamo capaci di re-inventare un nuovo modo di essere amministrazione pubblica o, altrimenti, saremo travolti anche noi, tra cinque anni, così come è avvenuto con chi ci ha preceduti....

Oggi festeggiamo la famiglia.

Dopo un commento di Ciccosan.

Lido Aurora, spiaggia di Vasto (di Vittorio Patriarchi)

Scaramùzze 1(blu) - Punduèile 3(rossi)

Dopo aver marinato sabato (con giustificazione) i miei scarpasciùdd' (che hanno regolarmente giocato' 'ghi la nève 'ndèrre' -a proposito- complimenti, Luca, per l'articolo: hai un futuro!), ho deciso di riassaggiare la salsedine marina, associandomi a ' quelli di Vastomarina', cioè agli indomiti e stoici giocatori che, ogni santa domenica mattina, calpestano la battigia antistante il Lido Aurora di Vastomarina e si affrontano in appassionanti sfide ' a ppòrta piccinènne' (ora si chiama calcetto).
Non starò a dilungarmi in noiosissime cronache, ma voglio solo ricordare a chi magari non sa che questo gruppo esiste da almeno un quarto di secolo: molti sono andati via da Vasto o magari hanno abbandonato: da saltuario frequentatore ricordo Dino, Adone , Gino Stivaletta, Carlo Di Giambattista, Igor Di Sabato, Juary e tanti altri; mi fa piacere che c'è ancora qualcuno del nucleo storico: Nicola Malatesta(unico a piedi scalzi e t-shirt,anche a -2c°), Giancarlo D'Ambrosio (fisico), Nicola Monopoli(il contabile, addetto stampa e referente governativo), Italo( il mitico Bitossi), 'Palo'(arcigno difensore partenopeo), Mario (classe e accademia calcistica), Elio Torino (ex-scarpasciùdd). A loro si è affiancato da tempo un nuovo nucleo di giovani (capitanati da Lorenzo D'Ambrosio- fisico2 -), segno di buona semina. Ebbene, giocare tra di loro mi è sembrato qualcosa di familiare, e senza alcuna retorica, mi sento gemellato con loro nel pensiero comune, che filosoficamente si può condensare in:" Mai prendersi troppo sul serio". Nella piacevole sgambata, per la cronaca(interessa?),per i rossi 2 gol di Giuseppe Cicchini(scarpasciùdd 2001) ed un eurogol di Giancarlo D'Ambrosio (scarpasciùdd' da 12 anni, una vita), mentre per i blu uno di Lorenzo D'Ambrosio. L'elezione di 'Uomo Sky' a Nicola (e chi sennò, solo per le volte che è andato a riprender palla verso la bagnante), ha concluso la partita.
A loro, ai miei scarpasciùdd' e a tutti gli amici del web (compreso il titolare del blog) un buon Natale di cuore.

sabato 25 dicembre 2010

Ari ari ... Auguri !

Ari ... Auguri!

Non vedo l'ora!

Il brodo di cardoni.

La mattina di Natale, con qualsiasi tempo, come ogni qualsiasi mattina, mio nonno scendeva all’orto. “Peccà Rusine na da fa Natale pure asse?” (perché Rosina, l’asino, non deve festeggiare anch’esso il Natale?)
Oltre a svolgere questa mansione, approfittava per “cogliere” i “cardoni”.
Li teneva avvolti in buste di carta molto robusta, spesso le stesse che servivano da sacchi per il cemento dei muratori. Ho letto per quale motivo questi ortaggi si tengono riparati, direi nascosti, dalla luce del sole ma non è questo oggetto di argomento.
Mia nonna aveva già dal mattino iniziato a preparare il brodo di “Gallinaccio” (tacchino) o di “Pellastra” (gallina) che serviva per realizzare il “trionfo” del pranzo di Natale. Il brodo di cardoni. Una pietanza che anticipava (e ancora anticipa) le lasagne, i piatti di carne, i formaggi, i salumi, la frutta (oltre gli immancabili agrumi mio nonno “offriva” l’uva, conservata gelosamente sulla vite e protetta dagli insetti da calze di nylon), i dolci tipici e tutto quello che capitava (noci, mandorle, fichi secchi ecc.), in attesa di una partita all’Asinuccio o, per qualcuno, della … “papagna”.
Quando io arrivavo a casa dei miei nonni e vedevo il “Cardone” a pezzettini nell’acqua, storcevo il naso. Non mi piaceva (e ancora non mi piace) la verdura cotta.
In un angolo c’era sempre la mia bisnonna intenta a porre sulla “spianatora” centinaia di minuscole polpettine di carne da lei preparate che servivano ad arricchire quella minestra. Qui la curiosità, gli odori, forse anche l’orario, cominciavano a stuzzicare l’interesse per quel piatto.
“Sote! Nen zi tocche … li dugge alla fine” (fermo! Non toccare … i dolci alla fine), spesso mi urlavano, se io provavo ad allungare la mano verso una “guantiera” di dolci piena di bocconotti, raffaioli, tarallini, torroncini eccetera. E così il “brodo” era obbligatorio. Servito in tavola con uovo a stracciatella, le polpettine di cui prima e, a volte, con quadretti di zuppa reale, previa una ricca spolverata di parmigiano, senza tentennamenti affondavo il cucchiaio e …
Alla fine mi leccavo i baffi che allora iniziavano a crescermi.

venerdì 24 dicembre 2010

Un Dj come me non poteva augurarvi un Buon Natale se non così

Auguri


Questo è l'elenco dell'anno scorso:

Pino Pollutri, Tiziana Carfagna, Franco Altobelli, Andrea Billi, Pino Perrone, Mario Zocaro, Massimo Marchetti, Antonio Tommaselli, Lino e Antonietta Della Guardia, Linda Caroli, Daniele Rusi, Vittorio Cei, Tony Molino, Ray Sugar Sandro, Gualtiero Cannarsi, Roberta Presenza, Richard Owen, Luigi Vicinanza, Caio Marchesani, Marco Magnarapa, Eduardo "Diddi" Suriani, Nicolino Di Quinzio, Carlo Costantini, Bruno Evangelista, Vincenzo Castellaneta, Matteo Castellarin, Silvana Mura, Mario Buchich, Stefano Pedica, Nello Di Nardo, Antonio Di Pietro, Alfeo Latini, Nicola Funari, Nicola Bevilacqua, Marisa D'Onofrio, Domenico Di Renzo, Raffaele Berardini, Angelo Allegrino, Nicola Di Vincenzo, Adamo Campanelli, Paolo Tessitore, Silvana Jacobucci, Gianni Petroro, Enrico Tilli, Giovanni Pacchiano, Roby Santini, Rodolfo Maltese, Mario Pio Mancini, Lele Lunadei, Francesco Di Giacomo, Pierluigi Calderoni, Gianfranco Bevilacqua, Carlo Marchesani, Francesco Pietrocola, Gigi Murolo, Alfredo Paglione, Carlo Fabrizio Carli, Silvia Pegoraro, Brunella Di Risio, Antonio Sassone, Giuseppe Tagliente,Gianfranco Bonacci, Antonio Menna, Remo Gaspari, Sabrina Bocchino, Etelvardo Sigismondi, Lorenzo Buracchio, Giovanna Di Matteo, Cooperativa Arcobaleno, Guglielmo Boschetti, Giampiero Catone, Maurizio Santulli, Marcella Smocovich, Marcello Camerlengo, Cristina Mosca, Franceso Romanelli, Marco Marra, Augusto Ranocchi, Carmelo Di Pilla, Stefano Bagliano, Pierluigi Mencattini, Bruno Bruno, Giovanni Morello, Jan Marsh, Robert Upstone, Rob Dickins, Stephen Colloway, Christopher Newall, Dimitri Goldobine, Giovanni Rota, Giovanni Lamarca, Luigi Baiocco, Teresa Baccelli, Rocco Cerulli, Nicola Tiberio, Andrea Staffa, Marco Taddei, Silvio Sarta, Paola D'Adamo, Marina Recinelli, Pino Cavuoti, Paola Calvano, Giorgio Di Domenico, Nicola D'Adamo, Simona Andreassi, Anna Bontempo, Marco Di Michele Marisi, Michele Tana, Gianfranco Daccò, Michele D'Annunzio, Lino "Sep" D'Annunzio, Giuseppe Castaldi, Antonio Ragni, Mimmo Crisci, Henry Okoroji, Peppino "Rod" Tana, Francesco Spinola, Giancarlo Vicini, Paola Cerella, Giuseppe Larana, Vittorio Sgarbi, Gianni Chiodi, Marcello Berghella, "Il Cobra", Tito Galante, Erminia Gatti, Il Circolo M.Colantonio, Emilia Tomeo, Benedetto Zenone, Stefania Marrone, Pietro Rossi, Guido Zanolini, Michele Guastadisegni, Massimo Desiati, Francesco Rutelli, Nicola Del Prete, Michele Notarangelo, Orlandino Carusi, Remo Colanzi, Anna Paola Sabatini, Fabio Salvatorelli, Stefano D'Adamo, tutti i "compagni" di scuola, Beniamino Fiore, Elio Bitritto, Massimo Tumini, Mauele Puddu, Vittorio Patriarchi e tutti gli "amici" dello Scarpasciudd, tutti i bloggers, Bruno e Rocco Fiore, Sua Eccellenza Bruno Forte, Don Michele, Don Antonio, Don Gianni, Don Francesco, Don Giovanni, Don Stellerino, Padre Eugenio, Fratel Pietro, Ferzan Ozpetek, Vincenzo Salemme, Carla finarelli, Fabrizio Mechi, Il Principe Francesco d'Avalos, Ernesto Mahieux, Edoardo Sylos Labini, Alessio Boni, Violante Placido, Alessandro Haber, Claudia Gerini, Federico Zampaglione, Lina Wertmuller, Eliana Menna, Alfonso Di Toro, Alfonso Mascitelli, Pino Cicchini, Mario Ciancaglini, Valentino Di Carlo, Fabio Occhinegro, Gianfranco Rastelli, Giuseppe Loschiavo, Cesare Ciammaichella, l'università delle tre età, l'università sempre verdi, le associazioni tutte, gli impiegati e gli operai del comune (anche i Vigili) che, contracambiati, mi vogliono bene e tutte le persone che se lo meritano. ...

Quest'anno dovrei aggiungere centinaia di altri amici. Che fatica! Meglio uno "sbrigativo"

AUGURIssimissssimissimissssssimissimi!!!!.

Tanto tutti sanno che i miei auguri sono sinceri.

E' arrivato Babbo Natale ... evviva.



Con qualche ora d'anticipo, vestito di giallo e non di rosso, suonando il campanello e non entrando dal camino, è arrivato "Babbo Natale".

Poi dicono che non esiste.

Auguri a .... Casalbordino.


Ieri mattina mi telefona un "grande" amico, Franco Altobelli. Nato a Schiavi d'Abruzzo ma vivante a Bari, Franco si occupa d'arte, soprattutto in questo periodo di fotografia ... va beh! Non è questo l'argomento.
Dicevo mi telefona Franco e mi dice: "C'è un concerto di una mia amica a Casalbordino, vogliamo vederci?" e così sono andato all'Auitorium di Casalbordino. Dopo esserci salutati abbiamo ascoltato il concerto della pianista Alessandra Celletti. Un concerto che a Vasto possiamo solo sognare, visto che le proposte di questa città, sia pure variegate, non lasciano spazio a generi diversi da quelli "comuni". Oggi è la vigilia di Natale e non voglio "accentuare" polemiche.
Vorrei però evidenziare che quest'anno non è stata riproposta la stagione teatrale, ma ben pochi se ne sono accorti.
Casalbordino possiede un Auditorium che a molti può sembrare una cattedrale nel deserto ma così non è. Penso che "frequentare" spettacoli proposti in un luogo lontano 15 chilometri dalla propria abitazione, non sia un grande problema. Così che inviterei coloro che propongono "cultura" in quel luogo a pubblicizzare anche a Vasto gli spettacoli in cartellone.

Nota curiosa: Questa mattina e ribadisco "questa mattina" a Casalbordino dove il Commissario Prefettizio non ha predisposto alcunchè per le festività natalizie, stanno sistemando le luminarie a cura dell'Associazione "La Famiglia Casalese".
Buon Natale a Casalbordino.

giovedì 23 dicembre 2010

Vorrei potesse dirlo anche a me.



Oggi il sindaco ha detto ai presenti nell'Aula Consiliare:

"Ho sempre manifestato il massimo rispetto verso ognuno di voi - dice il primo cittadino - ci sono stati momenti di confronto anche tesi e duri, ma guardandoci in faccia e senza mai prendere in giro alcuno. E abbiamo cercato di dare slancio ai giovani preparati, che ci sono in questo organico, e di premiare i meritevoli. Mi auguro che questi cinque anni possano essere ricordati per lo sforzo nel raggiungere questi intenti. Ci siamo riusciti, non ci siamo riusciti? Da parte mia -ha concluso prima di un brindisi augurale - posso dire di essermi sempre mosso su binari di trasparenza ed onestà".

Quegli stessi binari che ha percorso mandandomi a casa, tradendo i miei elettori, senza una motivazione. Lei è un falso "Signor Sindaco". Se quello che dico non risponde a verità lo dica ufficialmente e lo dimostri.

Siete ancora in tempo poi ....

Gli ortolani di Vasto.

mercoledì 22 dicembre 2010

Se lo fa lui, posso farlo anche io.


Venerdì 31 dicembre veglione nella sala del consiglio comunale. Ingresso € 10.
I miei amici li faccio entrare gratis.


Domani stesso provvederò a protocollare la mia richiesta di utilizzo della sala del consiglio comunale per questo evento che avevo in mente da diverso tempo (Anzi... "chisseneimporta" della protocollazione. La sala mi serve e quindi me la prendo). Sono certo che sarà una festa riuscitissima. Non ci sarà prevendita, ma i biglietti saranno disponibili presso gli uscieri. Tutto il ricavato sarà per me, ma come già annunciato, se mi va qualcuno lo faccio entrare gratis. Meno male che questo sindaco ha aperto la strada nel farci vedere come si possono utilizzare i beni comunali per i fattacci propri.

Vi aspetto numerosi. Ci divertiremo un mondo e io non spenderò un euro. Siete tutti convocati al palazzo comunale!


Da Piazza Rossetti:


Faccia a faccia a Palazzo di Città dopo l'assemblea di domenica
A distanza di poco più di 48 ore dall'Assemblea cittadina del Partito Democratico, ieri sera il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna ha convocato a Palazzo di Città i consiglieri comunali del suo partito per un faccia a faccia chiarificatore. I presenti, soprattutto coloro i quali avevano firmato il documento con il quale 144 iscritti al partito hanno richiesto il ricorso alle primarie per la scelta del candidato sindaco, hanno confermato che non si è trattato di un gesto di sfiducia nei confronti del primo cittadino ma solo un atto compiuto per accellerare i tempi e giungere alla definizione del problema.
Lapenna è stato nuovamente invitato a presentarsi come candidato a primarie di coalizione in modo da riallacciare il dialogo con la cittadinanza in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera. Intanto, per questa sera, viene preannunciata una riunione dei segretari politici dei partiti del centro-sinistra.


Per me non poteva utilizzare i locali dei Municipio per "fatti suoi".

Ma perchè devo vergognarmi di Vasto?


Con tutto il rispetto, la stima e la comprensione per le persone che hanno l'ingrato compito di svolgere il commercio ambulante in questi giorni di "freddo e gelo", lasciatemi fare una domanda: "perchè devo vergognarmi di vivere a Vasto?"





Ci avevano promesso un "mercatino di Natale" come quelli del "trentino". Non ci speravo, ma almeno un minimo di "eleganza" non oso dire di decenza. Non chiederei le dimissioni del sindaco ma quelle dell'assessore al commercio e dell'assessore al turismo certamente. Sarebbe ora che cominciassero a vergognarsi.



A proposito! Chi sono gli assessori al turismo e al commercio?

A grande richiesta

martedì 21 dicembre 2010

Senza la Pro Vasto , consoliamoci con… Scarpasciudd

Sabato 18 Dicembre 2010, Campo Incoronata

Los Angeles Galaxy - New York Redbull 2-2

Un pareggio nel gelo che fa contenti tutti (di Luca Storto)

Arbitro sig. Orazio Di Blasio

Los Angeles Galaxy(maglie azzurre): Ronzitti L., Ronzitti F., Ronzitti N., Serafini, Puddu,Vino, Soldano, Storto, Di Rosario, Angiolillo

New York Redbull(maglie gialle):Loreta, Antenucci, Fanucci, Di Foglio, Di Marco, Sebastiani, Cicchini, Docuta, Reale, Serafini A.
Ultima partita del 2010 al mitico campo incoronata di Vasto. Nonostante i vari rinvii di molte partite( dalla serie A alla terza categoria), venti temerari hanno deciso di sfidare il gelo in un campo al limite della praticabilità. Nella prima mezz’ora le due squadre si studiano a vicenda cercando di giocar palla e puntando sulle varie incursioni da una parte di Serafini A. e di Reale, dall’altra di Angiolillo e Di Rosario. Dopo alcune azioni sfortunate da parte dei gialli, su tutte palla smorzata da una pozzanghera a portiere battuto da parte di Serafini A, i blu passano in vantaggio con Di Rosario( che brinda il suo ritorno in campo) con un millimetrico sinistro nell’angolino basso, dove il buon Loreta nulla può. Il primo tempo si chiude con il risultato di 1-0 . Il secondo tempo inizia con un infortunio del Cristiano Ronaldo italiano, alias Soldano, fermato da una brutta contrattura che lo costringe ad uscire. Nonostante questo, sfruttando un’assenza numerica momentanea di Cicchini, i blu vanno sul 2-0: palla addomesticata da Angiolillo, passaggio in diagonale per il rientrante Storto che spiazza Loreta ed è 2-0. Partita Finita? Null’affatto. I gialli non demordono e, grazie ad un sublime passaggio in diagonale di Cicchini per Serafini A, quest’ultimo concretizza il 2-1 e riapre i giochi. I blu giocano di contropiede e vanno in palla 5 minuti dopo dove su calcio d’angolo, causa il freddo e una presa non eccezionale, il portiere Docuta nella respinta mette la palla nella propria rete, scatenando le ire del furioso Silvano. La partita finisce dunque con un giusto pareggio, ed i tanti auguri scambiati fra i giocatori. Doveroso ringraziamento al nostro sig. Orazio che con tanta pazienza è sempre presente ogni sabato ad arbitrare 22 scalmanati, al grande Francescopaolo D’adamo (infortunato) che ci permette di essere pubblicati e letti dai nostri vari fans ed infine ad Emanuele Puddu e a Patriarchi Vittorio organizzatori di queste partite. Buon Natale a tutti!

Classifica Marcatori:15 gol Pietro Hulk D’angelo e Luigi Angiolillo; 6gol Storto,Budano,Reale e Ronzitti L; 5gol:Lemme,Ronzitti Ni;4gol: Serafini A. 3gol:Cicchini,Colonna,Docuta,Di Girolamo,Soldano;2gol:Serfaini S; 1 gol: Di Rosario, D’Ercole,Di Marco, Di Foglio, Marino A,Rossi.

La fine del Porco



Quanto accade in questi giorni mi ha spinto a pubblicare un film-documentario, girato da Tonino Marchesani negli anni Settanta. Ne sconsiglio la visione a chi è sensibile. Confesso che per anni mi sono rifiutato di guardarlo e ancora adesso faccio fatica.

La favola "Del Lupo".


Presi dalla sete, un lupo ed un agnello s'erano spinti allo stesso ruscello; più su s'era fermato il lupo, l'agnello molto più giù. Subito il delinquente, preso dalla gola malvagia, sollevò un pretesto di contesa. "Perché", disse, "intorbidi l'acqua che sto bevendo?" E il timido lanuto: "O lupo, ti prego, perché tu mi rimproveri? Da te alle mie sorsate il liquido giunge." E quello, sconfitto dall'evidenza del fatto, disse: "Sei mesi fa mi hai calunniato". E l'agnello: "Non ero ancora al mondo, in verità". Il delinquente, bestemmiando: "Allora fu tuo padre a calunniarmi." E così, afferratolo, lo sbrana, con crudele morte.

Questo discorso vale per quelle persone che calpestano i deboli con falsi processi.

Solo che io non sono un timido "agnellino".

lunedì 20 dicembre 2010

Londra: il Bar di "Rossetti".


Molto ... natalizio.

A proposito di "educazione".

Egregio signor Francescopaolo D' Adamo la mia riflessione era semplicemente rivolta alla bassa qualità del suo scritto ed alla sua modesta educazione che l' ha portata ad offendere una candidata per sottinteso, e quindi con ancora maggiore cattiveria. La sua risposta, lunga quanto confusionaria, conferma il mio giudizio di inconcludenza dei suoi scritti e di confusione dei suoi pensieri.

Ora io mi chiedo perché mi ostino a rispondere a qualsiasi tipo di “obiezione” o “critica” che mi riguarda. Avevo scritto: In questi giorni i nomi emersi dal “panorama” presentato dai gruppi politici locali, viene giudicato con “rassegnazione” dalla gente, quella poca gente in verità, che sente di dover dire la sua su queste proposte. Su alcune figure torna alla memoria il passato, più o meno remoto, è questo il caso di Desiati e Del Prete, su altre l’immagine, è il caso di Ivo Menna, su altre ancora la “insipidezza”, termine quasi di rispetto riguardo al candidato De Caro.

Io non ho intenzione di “elevarmi” a livello del Signor Angelo Del Lupo che esterna i suoi “illuminati” pensieri nei miei confronti, tuttavia mi pare chiaro il concetto che si evince dal mio scritto (di bassa qualità, certamente) è quello che vuole non sia io colui che parla dei candidati citati ma la gente. Quella gente che io, essendo probabilmente modestamente educato, inconcludente e confuso nei pensieri, mi sforzo di ascoltare. Figuriamoci se io posso criticare “l’immagine” di Ivo Menna o posso giudicare “insipida” una candidata per la quale ho fatto campagna elettorale durante le ultime regionali. Figuriamoci se posso criticare il passato di Massimo Desiati, mio amico dall’infanzia. Magari posso criticare la sua fede politica, molto distante dalla mia (almeno in gioventù), ma perché in questi tempi “particolari” dovrei.
Addirittura qualcuno potrebbe pensare che io sia contro Nicola Del Prete con il quale, dopo i trascorsi che tutti conoscono, sto condividendo l’avventura di Alleanza per Vasto e sottolineo per Vasto.

Purtroppo non esiste confusione nei miei pensieri, dovrei solo seguire con più attenzione gli insegnamenti del Professor Nicola Bevilacqua, già candidato sindaco per l’IdV, e passeggiare dialogando tranquillamente, forse anche infervorandomi quando serve, con persone che hanno cose da insegnarmi e che magari riconoscano nei miei interventi qualcosa di valido, invece di rispondere a individui che non mi conoscono ma che danno giudizi sulla mia “educazione” oltre che sottolineare il basso livello di quanto scrivo. Aspetto al contrario che codesti individui dimostrino con “l’alta qualità” dei propri “scritti” quali sono le loro idee, quali sono le loro proposte, cosa uno come me può imparare da essi.

Gentile Signor Del Lupo, io non mi “elevo” a suo livello dicendole che lei non sa leggere o che non sa interpretare i concetti che legge. No! Non lo faccio. Io la capisco. Uno come me è “costretto” a capirla. La invito solamente a porsi nei miei confronti senza pregiudizi (verosimilmente trasfusi dall’ambiente che frequenta), in maniera onesta. Sono sicuro che imparerà a … “rispettare”, non me, si figuri! ma coloro che una educazione, mi hanno dato.

Cominciamo con gli ... auguri.

La “scaricarella”.



Quando a Vasto nevicava, e nevicava spesso, si usciva per sistemare le “scaricarelle” nella neve, magari sotto un albero di arance o altro sempreverde. Queste trappole, che sono contento siano state messe fuori legge, servivano a catturare gli affamati uccellini che erano attratti dalle mollichine posta su di esse. Nel centro storico le “scaricarelle” si ponevano sui terrazzi, sui davanzali e sui marciapiedi. I passeri allora, a differenza di adesso erano molto numerosi. Da dietro le finestre si attendeva e ogni tanto si sentiva esclamare “Cià date!” Si vedeva poi correre il “cacciatore” verso la “preda”. Poveri uccellini.
In campagna c’erano degli uccelli chiamati a Vasto “code di zinziri” (in italiano “ballerine”) che non cadevano nella trappola. Mi raccontavano che con la coda la facevano scattare e poi fuggivano. Io però non ho mai visto questa scena. Penso invece che essendo uccelli insettivori, non erano interessati al pane. Morivano invece, oltre a svariati tipi di passeri, bellissimi fringuelli ed esili pettirossi. Io soffrivo nel vederli ancora vivi tentare di togliere il collo dalla tagliola, guardavo impotente invece altre persone prenderli e sadicamente sbattere la loro testolina contro il muro. Era atroce. Qualche volta ho tentato di salvarne qualcuno “ricoverandolo” in gabbia e pensando di liberarlo a primavera, ma questi si lasciavano morire. La libertà, per chi la conosce, non può essere attesa.
Mi sono sempre rifiutato di mangiare questi uccellini ma li ho visti, con mio rammarico, più volte cucinare, magari mangiando una fetta di pane col “sanguinaccio” ed anche qui ci sarebbe molto da raccontare … ma questa è un’altra storia.

domenica 19 dicembre 2010

Forse doveva usare ... "sciapito".

In merito al mio articolo inerente la mancanza di una figura “politica” carismatica nella nostra città, mi risponde il Signor Angelo Del Lupo che, su Piazza Rossetti.com definisce il mio articolo: “Un lungo scritto , che non dice niente di interessante , insipido direi .... ed uso un termine di rispetto!”

Ora, io capisco che il Signor Del Lupo, abituato ai magnifici discorsi pronunciati in Consiglio Comunale dal Consigliere Sabatini prima ed ora dal Consigliere Bontempo, ma soprattutto agli articoli che appaiono sulla stampa a firma del Consigliere Regionale Palomba, possa, anzi debba, ritenere ben poca cosa il mio umile ed elementare linguaggio, il mio infantile pensiero, tuttavia penso che se avrà la bontà di dedicare un minimo di attenzione alla lettura di quanto da me, e puntualizzo da me, scritto, si accorgerà che qualcosa di concreto, qualche piccolo concetto, gli riuscirà chiaro e magari anche “interessante”.
Certo difendere il proprio pensiero, come ho già risposto sul giornale del Presidente del Consiglio, è doveroso ancorché necessario per chi ha preso importanti decisioni e crede in queste. Leggere l’aggettivo “insipido” rivolto ad un candidato in cui si crede fermamente e verso il quale si rivolge la propria fiducia, deve per forza di cose aver urtato la suscettibilità di chi si è posto come promotore di questo candidato. Io stesso avrei replicato con fierezza ad una “offesa” di questo tipo. Però a questo punto bisogna credere in questo candidato fino in fondo e dimostrare a chi ha usato quell’irriverente aggettivo, che è in errore.
Bisogna portare la Dottoressa De Caro fino alla tornata elettorale, battersi e credere nella sua vittoria, provarci fino alla fine, questo significa dimostrare che il termine “insipidezza” rivolto al candidato di una lista è stato utilizzato impropriamente, così da dimostrare che Francescopaolo D’Adamo è in errore e quindi senza termini di rispetto, riversare contro di lui aggettivi di ogni genere e senza dargli possibilità di replica.

De Caro già fuori dalla partita.


La dottoressa De Caro, candidato sindaco dell'IdV, pronta a fare un passo in dietro pur di rafforzare la coalizione uscente, si trova oggi, dopo le dichiarazioni nell'ambito dell'incontro del PD, già fuori dalla mischia. Le parole pronunciate dal Consigliere Giangiacomo ne sono la prova. Il gioco sta nel fatto che il sindaco uscente dimostrerà di essere stato capace di ricompattare la maggioranza intorno alla sua figura, riportando "all'ovile" li partito di Di Pietro, giustificando così la "necessità" di una sua ricandidatura.
"Un film già visto", come avrebbe detto l'assessore Idv. Un film di cui si è cominciato a girare la prima scena già ai tempi dell'allontanamento di Francescopaolo D'Adamo, prima dalla Giunta municipale poi dal partito, e che ora è giunto alla stesura finale.

E adesso vedremo chi decide "per" Vasto.

Da Vasto web:

Per evitare la spaccatura in due tronconi (lapenniani e primaristi), il segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, ha chiuso la riunione assicurando che a livello provinciale e regionale verrà affrontata la questione per trovare una soluzione condivisa in un momento in cui, a livello nazionale, è lo stesso leader dei Democratici, Pierluigi Bersani, a frenare sulle primarie.

Dove si decideranno le sorti di Vasto in Città o fuori da questa? Vedremo se gli "orticelli" dei "politicanti nostrani ...

Vasto - Buon Natale dal Centro Storico.



Spero di realizzarne un altro con gli amici che non ho "ancora" fotografato.

sabato 18 dicembre 2010

Adesso aspettiamo le "palle".


Dopo l'articolo pubblicato ieri, immediata la risposta dell'amministrazione comunale (la minuscola è doverosa). Non sono arrivate le nuove statuine da Napoli ma sono state sistemate quelle utilizzate negli scorsi anni. Attendiamo ora che si sistemino le palle, se non quelle sull'albero, almeno quelle della stessa amministrazione. Sarà complicato ma forse qualche piccola pallina, magari di vetro, la troveranno.

Colui o Quell'altro? Mah!


E adesso la “politica” vastese, si accorge di non avere una figura rappresentativa. Quella figura carismatica che sappia aggregare intorno a se una “squadra” capace di amministrare in maniera concreta e lineare la nostra Città. Dopo Notaro il nulla, si continua a ripetere quando si affronta l’argomento, tuttavia nessuno spiega le motivazioni di ciò. Tra l’altro nessuno ricorda che le contestazioni più feroci da parte dei cittadini vastesi, sono state rivolte proprio a questo Sindaco, negli anni Settanta. In questi giorni i nomi emersi dal “panorama” presentato dai gruppi politici locali, viene giudicato con “rassegnazione” dalla gente, quella poca gente in verità, che sente di dover dire la sua su queste proposte. Su alcune figure torna alla memoria il passato, più o meno remoto, è questo il caso di Desiati e Del Prete, su altre l’immagine, è il caso di Ivo Menna, su altre ancora la “insipidezza”, termine quasi di rispetto riguardo al candidato De Caro. Aspettando le decisioni di quelli che sono o dovrebbero essere i partiti più rappresentativi, in molti, a destra, sono turbati dall’eventuale ricandidatura di Prospero e Tagliente, ma anche “preoccupati” per una eventuale candidatura di Sigismondi o Mariotti. Sulla sponda sinistra invece, in tanti si chiedono chi potrebbe sostituire Lapenna. Se Forte, dall’alto del suo personale pacchetto di voti, avesse il coraggio di imporsi, forse potrebbe “ancora” essere un nome adatto. La figura carismatica che la città attende, però, quella che sa mostrare concretezza e ampiezza di vedute, quella che in questi tempi di crisi sappia garantire le scelte giuste, non solo sulla gestione quotidiana ma anche sullo sviluppo futuro, manca.
Io una idea di sindaco ideale ce l’avrei, quella di una persona che, abbia l’immagine e la dialettica del Dottor Salvatore Vallone, il senso pratico ed organizzativo dell’amico Nicola D’Adamo, la forte convinzione sulle proprie idee di Nicola Notaro, la capacità di ragionamento di Gabriele Cerulli, la correttezza politica di Anna Suriani, il senso del dovere del Dottor Antonio Russi, la genuinità di Fabio Smargiassi, il senso dell’onore del Preside Ennio Palucci, le capacità imprenditoriali di Remo Salvatorelli, il buonsenso di Orlandino Carusi, l’amore per Vasto di … Francescopaolo D’Adamo.
Mi fermo qui.
Esiste una persona che abbia “almeno” queste qualità? … Guardiamoci intorno.

venerdì 17 dicembre 2010

E c'è ancora chi vuole i quartieri satelliti.

Da Il Grillo:

EMERGENZA NEVE A VASTO. La giornata di oggi si è aperta con uno spiraglio di sole che ha contribuito, seppur in minima parte, ad agevolare le operazioni di pulizia delle strade.
Ma se sulle arterie più frequentate si circola tranquillamente, i problemi maggiori, con non poche proteste, si sono registrati e continuano tuttora nelle periferie.

A Sant'Antonio Abate, Vasto Marina, San Michele, San Lorenzo, all'Incoronata ed a Punta Penna si susseguono le lamentele da parte dei residenti per la quasi totale assenza di mezzi spargisale e spazzaneve.

"Vi scrivo per segnalare la totale assenza del Comune di Vasto in occasione della nevicata di questi giorni - ci scrive un cittadino - io abito in via del Porto e Vi dico che è una vera indecenza non aver visto per l'intera giornata un automezzo spargisale e/o spazzaneve, Vi ricordo che via del Porto è una arteria principale, non so se questo può essere giustificato con il solito problema di Bilancio ma, Vi ripeto, è una indecenza e, sinceramente, non so se questa totale mancanza di assistenza possa essere giuridicamente "corretta" in caso di incidenti ..... una certa responsabilità, da quanto mi risulta, è anche in capo al Comune .....
scusate lo sfogo ma siamo veramente nel "Terzo, anzi Quarto, mondo".....

"Mancano servizi di ogni genere - ci scrive un'altra nostra lettrice di San Lorenzo- in compenso siamo sommersi da ghiaccio ed alle prese con un rettilineo che è pericoloso già in condizioni climatiche ottimali, figurarsi in questi giorni."


Problemi anche al Villaggio SIV e nelle località di Piano di Marco e di Colle Pizzuto. Di seguito la nota inviata agli organi di stampa da Filippo Di Nardo, Presidente del Circolo socio culturale Villaggio SIV.

Ora mi chiedo: Qualcuno si è posto questo genere di problematiche (termine usato dall'assessore Molino) oppure si guarda solo alla favola dei "soldi subito"?

Il presepe e l’albero di Natale.



Da anni, forse per comodità, forse per altri motivi, l’albero ha sostituito il presepe, anche se quest’ultimo, grazie anche ai “napoletani” che hanno inventato le statuine dei “personaggi” contemporanei, pare che stia recuperando posizioni.
Girando per la città, ho notato due particolari. Il primo, la mancanza delle statue rappresentanti i personaggi del presepe nella capanna appositamente collocata a piazza Barbacani. Ho pensato che forse queste non sono state ancora collocate, perché l’Amministrazione Comunale ha ordinato ai “napoletani” di cui sopra, statuine raffiguranti personaggi illustri locali come, per esempio, un “trittico” raffigurante il Sindaco ed i suoi segretari intenti a cuocere le “castagne”, oppure l’Assessore Marchesani che fa la “calza”, magari i Consiglieri Comunali vestiti da pastorelli (o angioletti), chissà anche me vestito da Erode (è un po’ troppo, forse devo frenare la megalomania) e così via.
Considerando che oggi è il giorno 17 dicembre, mi sembra che la consegna sia piuttosto in ritardo.
Il secondo particolare che ho notato, invece, è relativo all’albero. La caratteristica dell’albero di Natale è l’addobbo. Sicuramente su questo albero, non possono mancare le palle. Ora ho osservato con attenzione il “moderno”albero collocato in piazza Verdi (Shanghai) è ho notato la mancanza di queste. Mi è venuto in mente Freud (non “lu froid”, come direbbero a Casalbordino) e ho pensato: vuoi vedere che l’albero è senza “palle” perché raffigura l’immagine di coloro che lo hanno scelto e fatto installare? Eppure costoro di “palle” ne dicono tante.

Un punto a favore del Cicap.


Oggi è venerdì 17 (dicembre 2010). Se una persona esce, scivola sul ghiaccio e si rompe l'osso del collo, di chi è la colpa?

Meglio stare a casa.

Se si volesse fare opera di "sciacallaggio" sulle disgrazie altrui e speculare politicamente, sollevando polveroni sull'inefficienza di questo o di quello, oggi sarebbe la giornata adatta. Io però non sono di quelli e segnalo solo la pericolosità delle strade in questi giorni.
Un "siparietto" simpatico tuttavia devo raccontarlo. Una persona che conosco e che mi ha votato, oggi incontrandomi si è lamentato con me perchè non ho provveduto a far spalare il ghiaccio sui marciapiedi di corso Garibaldi. Gli ho risposto che non faccio più parte dell'Amministrazione Comunale e che quindi avrei dovuto provvedere personalmente. Mi ha risposto minaccioso: "tanto fra un pò si rivota!" Cosa significherà la sua minaccia?



Quasi "preraffaellita".

giovedì 16 dicembre 2010

Ma da quando la pianificazione territoriale è fatta dai commercialisti?

Da Vato Web:

VASTO - "Se avrò tempo, nei prossimi giorni continuerò questa illustrazione" del progetto di città satellite in località Colle Pizzuto, a Vasto, "ricominciando dalla base dell'iniziativa, al fine di dare luce a tutti quegli aspetti che non si sono potuti chiarire nella presentazione organizzata dagli amministratori di Vasto". Lo scrive in una nota Maria Ida Di Giuliani, commercialista che ha illustrato il 9 dicembre scorso, nel convegno all'auditorium San Paolo di Vasto, gli aspetti economici del progetto che riguarda la costruzione, al confine con San Salvo, di alloggi per 1800 persone con aree verdi, campi sportivi e locali commerciali nell'area in cui dovrà sorgere il futuro ospedale comprensoriale. Un piano integrato già fonte di polemiche politiche in una città che ha vissuto negli ultimi anni un forte sviluppo edilizio e in cui si contano oltre 3mila alloggi sfitti.

In questa iniziativa, che vede convergere la vastese Sgm e la Medaf Italia di Roma, precisa la professionista romana originaria di Ovindoli, "il mio ruolo è quello di" elaborare le "strategie
economiche per l’acquisizione delle risorse e di controllo della spesa. Sono quindi indipendente dalla Medaf. Sono professionista autonoma incaricata dei profili sociali, economici e finanziari da parte della Sgm srl che, offrendo una somma così rilevante, come 31 milioni di euro, per i costi delle strutture pubbliche secondo urbanizzazione, strade, snodi, rotonde, giardini, nonchè saldare al Comune il costo delle aree di cui lo stesso è proprietario, ha necessità ovviamente di una programmazione economica", mentre la Sgm si è prefissa di "acquistare le aree del Comune per 50 euro al metro quadro anziché i 20 euro del prezzo di gara".

Verrebbe da rispondere "ma tu chi ... sei?!" ma siccome siamo educati, ci limitiamo ad invitare la gentile signora a trovare tempo da spendere per altri argomenti, come noi lo troveremo per rispondere a tono, quando sarà il momento e, soprattutto, se sarà necessario.

Dal nostro inviato in oriente: neve anche a Shanghai.

Galoppatoio

Pista ciclopedonale.

Cupello, la busta e la "tampa".


Questa mattina qualcuno voleva, come ogni giorno, praticare il suo sport preferito. Andare a buttare i rifiuti a Cupello. Non gli è stato possibile causa neve. Andare a “Cupelle” per una “magnata” come “Santarelle”, non era di moda poiché come dice il proverbio, non ne vale la pena. Andare a buttare l’immondizia, al contrario, certamente da soddisfazione. Vuoi mettere lo stress che ti procura separare i vari tipi di rifiuti, sistemarli nei vari contenitori e ricordarti il giorno destinato alla raccolta per ognuno di questi, vuoi mettere invece la soddisfazione di raccoglierli tutti in una busta, metterli nell’auto, la quale godrà della “tampa” che questo sacchetto emana, e andare fino al vicino “ridente” paesino a buttarli per strada. Certamente una goduria. Poco male per il tempo necessario per l’operazione, tanto meno per la benzina necessaria. Ogni tanto però si è costretti a lasciare fuori dall’uscio una busta contenente qualcosa, altrimenti qualcuno potrebbe chiedersi come mai nella tua casa non si producono rifiuti. Nientemeno si potrebbe pensare che, come un maiale o se vogliamo fare una citazione colta, come Ciacco di dantesca memoria, i rifiuti sono a loro volta re ingurgitati. In questo secondo caso addirittura viene da pensare come si possa ingoiare, per esempio, una lattina in alluminio o una bottiglia di vetro, ma soprattutto come si fa poi a “espellere” questi elementi dal ….

Berlusconi salvo per 3 voti! 314-311

mercoledì 15 dicembre 2010

Immagini di una "vacanza" romana.



All'interno, tra l'altro, il corteo del PD.

Se ne sono accorti anche loro?

video

Grazie Michele.

Associazione civica Porta Nuova – Vasto
www.portanuovavasto.altervista.org


UN ESPOSTO SULLA VICENDA DELLE MODIFICHE AL PAI
15 Dicembre 2010

1. Torniamo sulla vicenda delle modifiche alla cartografia del PAI che, dallo scorso Aprile, hanno reso edificabile una parte consistente delle zone di Casarza e Torricella, vanificando nel contempo i provvedimenti di sequestro emessi in precedenza dall’autorità giudiziaria.
La notizia era stata data, in Giugno, dalla nostra Associazione , che aveva altresì chiamato in causa l’Amministrazione comunale per aver avviato con due delibere di Giunta , ma su sollecitazione dei privati, l’intero iter procedurale. La replica del Sindaco, per contro, aveva addossato da una parte all’Autorità regionale di Bacino la responsabilità dell’atto di modifica; e dall’altra al dirigente comunale di settore quella di non avere adeguatamente informato la Giunta.
“Ciò non toglie, che questa Amministrazione Comunale” –così concludeva lo scorso 11 Giugno il comunicato del Comune- “non rimarrà inerte su questa nuova riperimetrazione, tant’è che ha già dato mandato all’ufficio legale di valutare quali azioni può avviare il Comune per contestare la scelta operata dall’Autorità di Bacino.” Ancora più deciso e intransigente, nello stesso giorno, il comunicato di Rifondazione: “Come Partito intendiamo portare avanti le seguenti azioni: ricorso al TAR perché si pronunci sull’iter seguito da tutti gli attori interessati […]; inviare le carte alla Procura perché indaghi su procedure e responsabilità; chiedere che il Consiglio Comunale si esprima in merito”.
A sei mesi di distanza neppure uno di questi propositi ha trovato realizzazione.

2. Eppure non sono pochi i lati oscuri della vicenda. Il principale lo avevamo già rilevato nel nostro primo comunicato: l’intero procedimento di modifica del PAI trae origine dalla presenza asserita di un errore materiale nella cartografia. Fatto sta, però, che in nessuna delle delibere –del Comune o della Regione- è indicato in che cosa questo errore materiale consista, né dove esso sia; né esso appare in alcun altro modo rilevabile. Eppure, secondo la dottrina nonché secondo il buon senso, l’errore materiale non basta dichiararlo: dev’essere dimostrato.
Come mai questa dimostrazione manchi del tutto, ecco, a un rilievo così elementare nessuno –tecnico o politico- ha saputo sino ad ora dare una risposta. Noi, nel frattempo, abbiamo trovato altre due delibere di Giunta comunale, riguardanti due diverse zone della città (una via S. Sisto, l’altra Montevecchio), esse pure contenenti proposte di correzione del PAI sulla base di altri presunti (e non dimostrati) errori materiali: la 174 e la 175, entrambe del 14 Maggio 2009 .

3. Ce n’è abbastanza perché sorga qualche ragionevole dubbio. Così, vista la perdurante inerzia sia dell’Amministrazione comunale che di Rifondazione, l’esposto abbiamo pensato di presentarlo noi. L’abbiamo fatto nei giorni scorsi.

martedì 14 dicembre 2010

Roma. Dal nostro inviato ... Francescopaolo D'Adamo.

video

Fujj' ammésche. Per chi vuol capire.


Credo di essere stato l'unico "vastarolo obiettivo" (e obbiettivo) alla manifestazione di sabato 11 a Roma.

Athos, Catone, l'Idv e i finiani.

Non so se mi ha colpito di più la notizia che il cane Athos, mascotte della nave incagliata all'imbocco del porto di Alessandria d'Egitto, è annegato mentre tentava di risalire sulla nave dalla quale era stato portato via nel tentativo di salvarlo oppure da quella dei "finiani" che, dopo Catone e Razzi (un nome una garanzia) dell'Idv, hanno mantenuto a "galla" il governo.
Dedicherò a questo dubbio una profonda riflessione.

Una telefonata su via del Corso


Passeggiavo per via del Corso a Roma e mi squilla il telefonino. "Scusi Signor D'Adamo, lei è ancora Assessore alla cultura al comune di Vasto?" "No", risposi, "perchè?" E la voce gentile dall'altro capo, cominciò a parlarmi dell'Asilo Carlo Della Penna. Ero quasi giunto a Fontana di Trevi, quando, guardando la "fornacella" di un "castagnaro" ho messo a fuoco l'idea della signora. La stessa mi ha inviato una mail che pubblico (in parte) per conoscere il punto di vista del lettore.


Gentile architetto,
ecco qui per scriverle la mail come promesso.

Dopo aver letto l'articolo sulla pubblicazione "Camminando insieme" ho pensato che poteva essere una buona idea quella di costituire un'associazione culturale denominata "Amici dell'Asilo Carlo della penna", la cui finalità è quella della conservazione della memoria e delle opere di un vastese dall'animo filantropico e in particolare la difesa della destinazione pubblica dell'immobile già denominato "Asilo Carlo Della Penna"-

Perché fare l'associazione culturale ?
Per convogliare l'opinione pubblica verso un obiettivo ben preciso e poter fare pressione sui politici vecchi e nuovi e fare in modo che le loro scelte rispettino la volontà dei cittadini. Mia madre 5 anni fa raccolse molte firme

Altre finalità dell'associazione culturale.
Se all'atto dell'adesione all'associazione culturale le persone versano 1 o 2 € come minimo ( se qualcuno vuole versare di più tanto meglio) con i soldi raccolti ( se mille persone aderiscono sono già 10.000 €) si potrebbe finanziare il miglior progetto di ristrutturazione, messa a norma degli impianti e adeguamento energetico dell'immobile ( posa in opera di pannelli fotovoltaici, superfici radianti e tutto quanto la moderna edilizia conosce in campo di miglioramento e risparmio energetico) a cura, ad esempio, della facoltà di architettura di Pescara, da presentare al comune di Vasto e ad altri soggetti istituzionali, con indicazione dei costi. Con i soldi raccolti si potrebbe premiare il miglior progetto stilato da studenti e professori della facoltà.

Perché stilare un progetto?
Lei sicuramente saprà che esiste la Cassa Depositi e Prestiti che, appunto, presta i soldi ai Comuni e ad altri enti territoriali per opere di pubblica utilità, sempre che i Comuni siano in linea con certi parametri di bilancio ( in altre parole, se sono in grado di restituire quanto la Cassa presta). Questa verifica è importante farla e la potrebbe fare l'assessore al bilancio del Comune di Vasto . Se la risposta è negativa nel senso che la situazione del bilancio del Comune di Vasto non permette la richiesta del prestito alla Cassa, si potrebbe ad esempio coinvolgere la Fondazione della Cassa di Risparmio di Chieti. Le Fondazioni per statuto sono tenute a investire in opere di carattere sociale. Quindi, un progetto serve averlo. Se la Fondazione o altri istituti bancari fossero disposte a investire dei soldi nella ristrutturazione dell'immobile si potrebbe anche pensare che una parte della casa del guardiano (ad esempio, il piano terra) possa essere adibita a sportello bancario della banca che dà i fondi.

lunedì 13 dicembre 2010

Vacanze "romane".



… appena arrivato a Roma mi ha indicato l’ingresso alla metropolitana un giovane senegalese. Giunto in albergo sono stato accolto da un ragazzo rumeno che con molta gentilezza, dopo l’espletamento delle solite formalità, mi ha chiesto se ero pratico della città. Alla mia risposta affermativa precisò che i suoi clienti sono quasi tutti spagnoli e per questo conosceva più la loro lingua della mia, così che si sentiva sollevato per non dovermi dare eccessive spiegazioni. In pizzeria, la sera, ho fatto i complimenti al “pizzaiolo” egiziano - si sa che tra i migliori pizzaioli si annoverano molti egiziani - e ho lasciato la mancia alla cameriera marocchina.
Un signore di colore mi ha chiesto deve fosse largo Brancaccio ed io gli ho risposto che c’eravamo dentro. Mi disse che doveva andare ad una festa per i cittadini “romani” provenienti dal Kenia ma che non sapeva dove questa si svolgesse. Poi, vedemmo una lunga fila di persone tra le quali alcune in abbigliamento etnico e capimmo che era quello il luogo che cercava.
Il giorno dopo, passando dalle parti del Colosseo un “centurione” mi invitò a fare una foto, parlando “romanesco” con accento slavo. Gli chiesi se fosse rumeno (magari dalla Dacia …). Mi rispose: “No! Sono bielorusso” e aggiunse che tra un lavoro e l’altro faceva anche il “centurione”. Proseguii la passeggiata tra nugoli di filippini che vendevano di tutto, dai giocattoli alle sciarpe, dagli ombrelli ai fischietti. Mi fermo a guardare la vetrina di un negozio di souvenir, un “orientale” mi invita ad entrare. “Giapponese?” Chiesi. “No. Coreano” rispose. “Ma i “castagnari” non erano di Schiavi d’Abruzzo?” chiesi ad uno di questi che invece era pachistano.
A Campo de Fiori ho preso un cappuccino al “mozzarella bar” - me lo ha servito un irlandese - ed ho comprato della frutta da un cingalese.
Sono stato poi al Maxxi, una magnifica struttura progettata da Zaha Hadid, “architetto” irachena, naturalizzata britannica. Qui una biondissima ragazza lituana mi disse che potevo fare foto solo alle architetture, non alle opere esposte, mentre un gruppo di studenti francesi si divertiva a criticare il coppellino di una signora inglese.
Mentre tornavo verso casa, su via Flaminia ho dovuto passare attraverso un gruppo di persone di vario “colore” e varie lingue, che faceva la fila per entrare in una mensa per poveri.
Camminando per la città mi sono ritrovato in un vicolo la cui targa col nome era stata coperta, parte da un tubo di scarico, parte da un impianto di aria condizionata. Ho chiesto ad un passante: “scusi è vicolo del Monticello questo?” e lui di rimando: “mi non so! Mi son di Gissi”.
…. finalmente riconosco Roma!

Senza la Pro Vasto, consoliamoci con ... Scarpasciudd

Fiaschi e fischi, cappelle , folgorazioni e... finale col botto

sabato 11 dicembre 2010,campo incoronata

PSG - MARSEILLE 4-1

arbitro sig. Orazio Di Blasio

PSG(maglie azzurre):Ronzitti L, Ronzitti F, Ronzitti N, Di Marco(2°T coi gialli), Serafini, Puddu, Soldano, Storto, Angiolillo, Ronzitti Ni, Lemme, Vino

MARSEILLE(maglie gialle): Loreta, Antenucci, Fanucci, Ruzzi, Di Foglio, Patriarchi, Sebastiani, Budano, D'Angelo, Cicchini, Reale

Un 12 vs.11 a tempi alterni, quello di oggi , freddolosa serata di dicembre: ma D'Angelo sfida la natura e si presenta in maniche di camicia, mentre il capitàa effettua il 10° giro di riscaldamento anche lui con una t-shirt: nonostante la differenza di età tra i due(circa 30 anni), ormoni 'vàrra-vàrre!'.Il risultato si sblocca al 19':l'azzurro Vino al limite area gialla cade pesantemente, tutti si aspettano la punizione, ma la palla giunge a Peppe Soldano che insacca indisturbato :0-1. Dopo pochi minuti , su corner, Angiolillo si coordina e gira di testa una palla tesa che si stampa sulla traversa; al 23' è Loreta che salva in uscita su una sortita dell'azzurro Storto, mentre al 26', su punizione dal limite, Ronzitti Ni. scheggia il palo alto sin. I gialli non riescono a finalizzare le sortite del volenteroso Reale, e l'unica occasione degna è quella capitata a Cicchini, un pelo alto.Lo stesso si becca una francobollata in contrasto con Lemme(detto Murodipiombo), che lo costringe a uscire per 10' tra santi e madonne varie. Nell'intervallo, Romeo Di Marco viene folgorato sulla via di Damasco, gli appare il capitaa Antenucci con l'aureola che sentenzia:' Sono due mesi che mi tradisci, il gallo ha già cantato trecentomila volte, ti vuoi redimere ritornando nella tua veste gialla immacolata , o devo parlare con qualcuno per fartelo capire con le cattive?': il commosso Romeo s'inchina, obbedisce e si veste di giallo.Nella ripresa, cappella della difesa gialla:al 12' Ronzitti lancia Storto sulla fascia sin, Patriarchi chiama il fuorigioco alto a metacampo lasciando Luigi Angiolillo solo che , regolarmente assistito, scatta e segna il raddoppio:2-0. Il giallo Budano. ingiallito dalla rabbia è autore al 16' di 2 iniziative solitarie, ma sprecate a lato per scarso altruismo. Al 19', i gialli accorciano: assist di Reale da des. per Pietro Hulk D'Angelo, che abbandona per un attimo il 'mouse' e segna il 2-1.Al 24'un traversone basso a 35 metri dall'area innesca l'azzurro Luigi Angiolillo che, come sabato scorso, anticipa abbassando la testa Patriarchi(che non interviene volutamente di piede), s'invola verso l'area e trafigge Loreta: 3-1.Al 28' altro episodio strano: corner da sin. per gli azzurri, mischia furibonda in area, Angiolillo colpisce di testa franando sopra il portiere Loreta, la palla è respinta timidamente sulla linea da Di Marco, ma la palla coglie 'li' bicchèine' di Mario Lemme e s'infila in rete: 4-1, e anche in questo caso i gialli fermi come a 'uno, due, tre ,stella..'in attesa del fischio che non c'è. A parte i fischi, i gialli stavolta hanno preso un fiasco per 4 fischi: a nulla è servito il dovuto arrembaggio finale, e, allo scadere, un contrasto tra Di Marco e Soldano li fa stramazzare a terra: si teme il peggio visto che Peppino, cadendo male anche lui con la schiena, frana letteralmente sulle fragili ossa di Romeo; ma dopo qualche minuto d'apprensione, i due moribondi, stesi a terra fianco a fianco, scoppiano a ridere....Soldano non ha voluto svelare la cibarie per mancanza di fiato: cosa che, al 90' ,a Pietro non è mancato:a consolazione, s'è gonfiato una bambola...

Classifica marcatori: 15 gol: Pietro Hulk D'Angelo, Luigi Angiolillo 6 gol:Budano, Reale, Ronzitti L 5 gol:Lemme,Ronzitti Ni, Storto 3 gol: Cicchini, Colonna, Docuta, Di Girolamo, Serafini A, Soldano 2 gol:Serafini S 1 gol: D'Ercole, Di Marco, Di Foglio, Marino A, Rossi

Sono tornato!

sabato 11 dicembre 2010

Pensierino da Roma.




Le ultime dichiarazioni di Nicola Del Prete e Davide D'Alessandro, non mi convincono affatto. Quando tornerò dovranno chiarirmele. Il mio tempo "romano" è poco e non intendo spenderlo sul blog, tuttavia desidero precisare, intanto, che per me dell'Amministrazione Lapenna non sono stati validi nemmeno i primi due anni. Non una idea, non una linea ne una convinzione, solo "becero calcolo politico" più volte reiterato ai "danni" della città.

Ci sentiremo presto.

mercoledì 8 dicembre 2010

La chiave è sotto lo ... zerbino.


Mancherò (dal blog, dalla piazza e dai giornali) qualche giorno. Ho chiuso il gas, i rubinetti e le luci. Ho anche arrestato il contatore dell'acqua e staccato la corrente.
Se qualcuno volesse entrare o uscire, la chiave è sotto lo zerbino. Mi raccomando però, lasciate tutto pulito e in ordine. Non lasciatemi "virus" intorno.
La mia città per qualche giorno potrà fare a meno di me.

Io, mammeta e tu ....


Se continua a fidarsi di persone come Mascitelli che a sua volta si contorna di palombe e sabatini, presto Di Pietro ...

Da "Il Grillo":

Il consigliere regionale d'Abruzzo Luigi Milano, eletto con l'Idv, lascia il partito di Di Pietro e aderisce al movimento politico di Francesco Rutelli ''Alleanza per l'Italia''. Lo ha annunciato lui stesso oggi ad Avezzano, alla presenza di Rutelli, nel corso di un incontro pubblico.

Dopo due anni trascorsi da esponente Idv in Consiglio regionale, Milano ha detto: ''Non mi piace la politica urlata, preferisco la politica concreta, fatta di moderazione. Ripudio la politica dei piani alti. Preferisco stare tra la gente''.

Inaugurata la "fiera" alla Marina.

Fantastico!
(pure o scarrafone è bbella a mamma soja)

Dimenticanza

A causa del "virus" non ho pubblicato su questo blog il breve discorso che avrei voluto pronunciare, se ne avessi avuto voglia, all'inaugurazione della sede di ApV. Lo faccio adesso.

Quando si partiva per il fronte, era sempre una “festa” c’era la fanfara e si ostentava allegria. Oggi mi sento come un soldato sulla tradotta, pronto a partire ed a urlare “vinceremo”, tuttavia cosciente che si parte per un “duro” fronte.

E’ arrivato il momento di fare le cose sul serio. E’ finito il tempo delle barzellette (l’ultima l’abbiamo ascoltata questa mattina dall’IdV *). Ora non si può più sbagliare.

Oltre a Del Prete, c’è anche un altro candidato che stimo tra i nomi proposti per la carica di sindaco.
Ho scelto però di allearmi, senza tessera di alcun partito, col “nemico” Del Prete perché ritengo che ora abbia raggiunto la maturità per ricoprire la carica alla quale aspira.
Io comunque non mi sento secondo a nessuno e ho preteso di partecipare attivamente alla stesura del programma elettorale.

“Niente promesse che non si possono mantenere, niente idee che non possono essere realizzate. Ascolto, riflessione e attenzione puntuale riguardo alle sollecitazioni del cittadino”.

Se non si segue questa linea, lo dico chiaramente, non mi candiderò. Fino ad ora però, quanto discusso e concordato è stato ampiamente condiviso, il che lascia credere che la strada intrapresa volga positivamente verso il fine comune che è la “rinascita” della nostra Vasto.

* Ma si può prendere in giro i cittadini come da qualche tempo l'IdV (con a capo Mascitelli) sta facendo?

martedì 7 dicembre 2010

WWW gli ... Ortolani.


Presentazione di un nuovo volume sulla storia e l'antropologia degli ortolani di Vasto

Il 12 dicembre alla Pinacoteca di Palazzo D'Avalos Presentazione della ricerca su Gli Ortolani di Vasto

Palazzo d’Avalos 12 dicembre ore 16.30

Il 12 dicembre 2010 alle ore 16.30 presso la sala della Pinacoteca di Palazzo d’Avalos verrà presentato alla città il volume “GLI ORTOLANI DI VASTO tra storia e antropologia” di Nicolangelo D’Adamo e Nicola D’Adamo.
“L’Amministrazione Comunale – afferma il Sindaco Luciano Lapenna - è stata lieta di accogliere la richiesta dell’editore, Il Torcoliere di Vasto, per presentare alla cittadinanza questo originale volume che offre una minuziosa ricostruzione storica di uno dei settori più floridi della nostra economia nel secolo scorso. Ed avanza anche delle interessanti proposte per salvare la Civiltà ortolana”.
La serata sarà aperta dal Sindaco, seguiranno i seguenti interventi: Bruno D’Adamo (editore), Lia Giancristofaro (antropologa Università G. D’Annunzio) “L’Apologia della Terra e dell’Orto”, Nicola D’Adamo “Vasto la Città degli Orti”, Nicolangelo D’Adamo “Salvare la Civiltà Ortolana”.
“ Il volume “Gli Ortolani di Vasto” – sottolinea l’editore Bruno D’Adamo - affronta numerosi temi legati al mondo dell’orticoltura ed ai sistemi tradizionali di produzione e commercializzazione; descrive minuziosamente la localizzazione geografica degli orti vastesi e delle famiglie ortolane che vi abitavano; recupera modelli culturali antichi: la vita negli orti, gli usi e costumi, le tradizioni, le abitudini alimentari degli ortolani, assieme al loro particolare lessico in vernacolo. In sintesi il volume va a colmare una lacuna storiografica locale, soprattutto se si considerano gli originali modelli organizzativi delle piccole aziende agricole chiamate “orti” e il valore economico dell’orticoltura stessa a Vasto nel recente passato”.


Non potrò essere presente tuttavia ... moralmente ci sarò.