sabato 31 gennaio 2015

Questa Italia ... Mattarella

Mattarella, un cognome ma anche un aggettivo che si abbina alla nostra nazione. Auguri al nuovo Presidente della Repubblica Italiana ... qualsiasi cosa si possa dire di lui speriamo "che".

Punta d'Erce

Visto che vi piacciono tanto le foto del "passato" ve ne propongo due, relative ad una passeggiata scolastica di tanti anni addietro. 
Nella foto in alto mi incuriosiscono i due ragazzini stesi a guardare sotto lo scoglio. Cosa ci sarà?


venerdì 30 gennaio 2015

Anche questa non è male



Riconosco la "maestra" e tu?

Altro spessore.

L'Amministrazione Comunale è una cosa seria. In anni ben più "difficili" di quelli che stiamo attraversando e colpiti da un dramma serio, gli amministratori di Vasto rispondevano così:
(clicca sull'immagine per leggere)

giovedì 29 gennaio 2015

Il vessillifero dell'inconcludenza

Invece delle chiacchiere e delle "solite" offese contro chi agisce per amore verso la "Città", io avrei scritto e dedicato ai cittadini un discorso come segue.

"Se avessi responsabilità per ciò che è successo a Palazzo d’Avalos avrei dato io per primo le dimissioni senza che nessuno me lo chiedesse. Se invece vogliamo tutti far prevalere la serietà, l'obiettività e soprattutto la misura, allora io credo sarebbe giusto riconoscere che i problemi del Palazzo, come del resto la situazione in cui versa l'intero patrimonio artistico di Vasto, si trascinano da decenni senza che nessuno sia riuscito a risolverli definitivamente e a impostare una strategia efficace". Il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, si difende dalle accuse, dopo il crollo avvenuto sabato nel giardino di Palazzo d’Avalos e definisce ingiusta la richiesta di sue dimissioni.
"Vi sono stati negli ultimi anni altri crolli gravi quanto quello di sabato - ci tiene a ricordare - se non più gravi in altre aree cittadine, ma a nessuno è venuto in mente di chiedere mai le dimissioni di alcuno. Se nel mio caso valgono altri criteri ne prendo atto, chiedete pure le mie dimissioni, ma non sarebbe un atto politicamente e moralmente giusto. Non solo non merito un simile trattamento ma sarebbe a mio avviso un ulteriore segno di incattivimento della lotta politica in Italia".
Per Lapenna il crollo del giardino "non è colpa delle risorse scarse", ma del modo in cui tali risorse sono gestite e "purtroppo non si possono escludere altri crolli".
''A giudizio della sovrintendenza e del Genio Civile - riferisce - nessun elemento faceva presagire il crollo del muraglione, anche se le forti piogge avevano causato qualche tempo prima un piccolo cedimento del parapetto. I sopralluoghi tecnici effettuati non avevano segnalato pericoli visibili per la struttura. "Sul giardino - prosegue il sindaco - era stato recentemente eseguito un lavoro di manutenzione e pertanto si esclude che il danno sia da mettere in relazione alle infiltrazioni che ne abbiano minato la tenuta. Allo stato dei primi accertamenti (ma c'è in corso un'indagine dei tecnici  e dei vari enti preposti che ci diranno qualcosa di più) il crollo sarebbe imputabile alla pressione sviluppata sulle murature perimetrali dal terrapieno che si trova a ridosso della costruzione e che per effetto dell'abbondanza delle piogge di questi giorni doveva essere completamente imbevuto di acqua. Non si possono quindi escludere altri crolli sia per la dimensione dell'area  di Palazzo d’Avalos, sia perché vi sono altri edifici che si trovano a ridosso del terrapieno.

Lapenna ha poi annunciato che si stanno predisponendo le linee operative per la costituzione degli atti statutari di una fondazione per la gestione di Palazzo d’Avalos".


Come lo è stato per me, sarebbe stato facile anche per il sindaco di Vasto - già abituato a copiare - rielaborare il discorso del Ministro Bondi, dopo il crollo del "muro" di Pompei ma era troppo preso a difendersi dai violenti "barellieri dell'odio" (come scritto da tanti: "chi gli avrà suggerita questa immagine?"), pur sapendo, vista la sua lettera al sindaco di Bultei, che la "violenza" è altra cosa.

Adesso sono io che non mi aspetto dal sindaco un grazie per questo "assist".

P.S. Il Ministro Sandro Bondi si è dimesso il 23 Marzo 2011.

mercoledì 28 gennaio 2015

Prima, dopo e ... l'acqua calda.

Pare che il muro delle Lame sia crollato a causa di un maldestro restauro. 
La zona si chiama delle "Lame" poiché si conoscevano in quella zona dei solchi erosivi dove si convogliavano acque meteoriche. Quando fu "ricostruito" il muro non si è tenuto conto dell'esistenza di queste Lame e la pressione delle acque, specialmente dopo l'abbondante nevicata dei giorni precedenti ed il caldo "garbino" che sciolse velocemente la neve, provoco il disastro. 
Il caso del muro di Palazzo d'Avalos invece è da attribuire ad altro, fermo restando che il problema delle frane nella nostra città è dovuto alla grande quantità di acqua dispersa nel sottosuolo. 
Con questo voglio dire che è bene che si intervenga immediatamente per "tamponare" quanto possibile ma bisognerebbe, con i mezzi che la tecnologia attuale ci mette a disposizione, capire da dove arrivano le acque nel nostro sottosuolo e provvedere ai necessari interventi per il controllo di queste. 
Qualcuno dirà che ho scoperto "l'acqua calda". Invito chi dice questo a leggere la notizia odierna che evidenzia la presenza di una conduttura sotto il Palazzo, in prossimità del muro crollato, per renderi conto che "l'acqua calda" l'hanno scoperta altri.



Dimore di qualità

Mi piacerebbe trovare a Vasto e dintorni cartelli come questi. Per quanto riguarda le costruzioni moderne ci ho messo da tempo una pietra sopra. Per le "dimore" antiche sarebbe possibile ma se abbiamo lasciato nel più completo abbandono le ville Avalosoiane, abbiamo demolito palazzetti nobiliari, lasciamo crollare Palazzo d'avalos, figuriamoci se possiamo concedere questo "onore" a qualcos'altro.
Comunque sto pensando di organizzare un "premio" sull'argomento.

martedì 27 gennaio 2015

Precisazioni

Ma oggi è un giorno da dedicare ad altro.
Aspetto le decisioni "serie" dalla Regione Abruzzo.

Shoah

Ma come è stato possibile? Io continuo a chiedermelo. Ma non sull'onda emotiva delle immagini ma proprio perché nel profondo del mio animo non riesco a capire come si possa pensare una cosa del genere. Ammesso per assurdo che ci siano razze o differenza nelle razze come si fa a giustificare quello che è accaduto?
 Mi chiedo poi: "ma gli italiani sono sempre gli stessi?"

lunedì 26 gennaio 2015

Molino Village: negato il cambio di destinazione d'uso.


La telenovela del Molino Village durerà a lungo e appassionerà la "pollitica" locale. Scintille oggi in "coniglio" comunale. 
Per la prima volta mi sono sentito in dovere di stringere la mano e fare i complimenti a Davide D'Alessandro per il suo infuocato intervento. Lo dico sinceramente. Anche gli altri interventi mi sono piaciuti ma quello di Davide mi ha coinvolto. Pensare che ero al bagno - i vecchietti non sanno che c'è un comodo bagno sotto l'aula consigliare. Non è molto pulito ma è comodo - sono stato richiamato dalle urla e mi sono precipitato al piano di sopra, naturalmente non prima però di essermi lavato le mani. Lo dico perché i maligni potrebbero dire che la stretta di mano era dovuta all'operazione precedente ma non è così. Ripeto che è stato un grande e  sagace intervento (anche salace ma potrei essere frainteso).
Ho ascoltato anche, in negativo, gli interventi dell'assessore Masciulli (poverino) e del consigliere Lembo. Quest'ultimo mi ha ricordato tanto Tafazzi. 
Peccato non trasmettere più la diretta dei "conigli" comunali.

d'Avalos: il Governo spagnolo pronto ad intervenire.

Lo so non è il caso di scherzare ma dopo le barzellette che scrive il sindaco di Vasto, per non piangere .....

Demis Roussos

Scusa Demis, a Capodanno chiesi all'autista del pullman che ci portava a Strasburgo de il padre lo avesse chiamato così, Demis come te, perchè fan degli Aphrodite Childs, e solo oggi mi è venuto in mente che sei stato il primo cantante "straniero" che ho "seguito". Anche prima dei Beatles. 
Guarda un po' come vanno le cose! Mi sei tornato in mente "on the greek side of my mind" ma ti  conserverò come si fa con i "Souvenirs" e ti ricorderò "For ever and ever"
"Auf wiedersehn"

Scarpasciùdd 2014-1015


L'ARMA LETALE DEI GIALLI, SARRA? NO, HULK!
di Vittorio Patriarchi

sabato 24 gennaio, ore 17, campo Incoronata:  
HAFNAR FJORDUR   VESTMANNAEYJAR  4-5
arbitro Orazio Di Blasio

HAFNARFJORDUR (blu): portiere a rotazione( 1' Puddu, 20' Serafini, 2°t Loreta), Versace, Di Marco, Forgione, Serafini, Puddu, Stampone, Angiolillo, Pegna, Ronzitti

VESTMANNAEYJAR (gialli): Loreta (2°t coi gialli,p.a.r. Patriarchi, Giacomucci, D'Angelo), Isoardi, Gabriele, Sebastiani, Giacomucci, Patriarchi, D'Adamo, Celenza, D'Angelo, Sarra
   
Si avvicina 'la merla' e con essa le rigide temperature (oggi siamo in Islanda ), e sabato effettivamente 'trimàve la viòle'.. Si inizia in 9 vs 10 (nel 2°t al contrario) e i gialli capitalizzano in 10' l'uomo in più: al 2' lungolinea di Gabriele per Miki Sarra che penetra spostandosi sulla sx e piazza il diagonale vincente, 0-1; al 3' traversone da sx di Sarra, Pietro D'Angelo aggancia in area piccola e con un po'di 'bùcio' arrabatta a fil di palo sx, 0-2; all'8' però si mangia un gol fatto; al 9' è Patriarchi che da dietro rilancia lungo per D'Adamo, che fa velo per  la progressione di Miki Sarra, che realizza di potenza lo 0-3. I blu hanno un sussulto al 19', quando Stampone conquista palla e appoggia per Franco Pegna che, dal vertice area sx, lascia partire un bolide imparabile, 1-3. Al 26' i blu localizzano il cono d'ombra del portiere Renato, e da stessa posizione Michelangelo Stampone al 26' spara di dx, la palla centrale , causa tramontana, prende un effetto strano e s'infila sotto la traversa, 2-3: Renato, rimasto di sasso, sconsolato ci dice: ' Uagliù, fàte pàssa 'stu muése di Hinnàre...'. Al 32' il giallo D'Angelo si fuma Di Marco sulla sx e crossa teso al centro, D'Adamo  a volo manda fuori di poco; al 34' assist di D'Adamo che di prima smarca Hulk in area, facile la conclusione a rete per il 2-4. Nella ripresa Loreta va tra i pali avversi e i blu cominciano ad accerchiare il castello: al 4' Michelangelo Stampone ' ci arifà ' e, sempre dalla stessa posizione dei 2 gol  precedenti, sfrutta l'effetto distorsivo del vento laterale a favore e di dx batte a mezz'altezza incocciando l'interno del 2°palo, palla che termina in rete, 3-4. Al 7' lancio in profondità  di Forgione, Angiolillo viene anticipato dall'uscita del portiere; al 14' il blu Angiolillo scarta Isoardi sulla sx, rimette al centroarea dove la difesa gialla cincischia un pò, Gogò Ronzitti agguanta palla e caparbio gira di precisione all'angoletto sx e pareggia 4-4. I blu continuano ad assediare, ma al 26' D'Adamo riconquista palla su dribbling, percorre tutta la fascia laterale sinistra e appoggia per Miki Sarra, che si fa mezzo campo portandosi a spasso i marcatori e batte Loreta con una rasoiata sul palo sx e fa tripletta, 4-5. Negli ultimi 15' in porta gialla monta lancillotto D'Angelo, e tocca a lui reggere l'assedio blu: al 32' incominciano gli arcieri, con una freccia avvelenata da sx di Angiolillo, Hulk  fa (e ostenta) la tartaruga e para in 2 tempi; al 37' entra l'artiglieria pesante delle catapulte, scoglio di Ronzitti, Hulk appostato tra i barbacani devia sopra la traversa; al 42' s'arrampica con la scala il pioniere Forgione, dal limite la sua lancia scagliata con forza s'infrange sullo scudo di Hulk: al 43', su punizione di Pegna che ordina l'ultima carica della cavalleria con uno squillo di corno, Hulk para e gli 'attàppa' il corno con una mappìna, e al 45', su palla vagante in area, versa l'olio bollente sulla pelata di Serafini, in agguato in area piccola, uscendo alla disperata sui suoi piedi: e oggi è proprio lui l'arma letale dei gialli. 

Foto di copertina per il doppietto Pietro 'Hulk' D'Angelo (più magro di ora) 

Class. cannonieri:  26 gol: Angiolillo    18 gol: Ronzitti Go  17 gol: Sarra  14 gol: Serafini A    8 gol: D'Angelo, Forgione  7 gol: Di Vincenzo  6 gol: D'Adamo  5 gol: Bozzelli, Pegna     4 gol: Stampone   3 gol: Di Domenico, Tinari   2 gol: Loreta E, Rossi   1 gol: Gabriele, Sebastiani, Serafini S, Travaglini   

Il viale del tramonto

Questa foto l'ho scaricata dalla pagina Facebook del mio amico Felice. Emblematica non c'è che dire. Ora la battuta viene facile ma non la faccio. Lascio a voi questo "piacere" il sono troppo triste.

La foto di Vasto



Ve la ricordate la famosa "foto di Vasto"? Quella della politica che portò il "Palazzo" nel "Palazzo"? 
Da allora tutta la politica conobbe il nostro "Palazzo". Anche Matteo Renzi venne, dopo la "foto di Vasto" a farsi fotografare qui nel Palazzo d'Avalos. Ora non vorrei che questa cosa diventasse un qualcosa di negativo (già per L'Aquila la politica ...). Non vorrei che la notorietà di certi avvenimenti passati si trasformi in gelosia o peggio in disprezzo. Il "titolare" della foto originaria invita a non fare polemiche. Concordo pienamente. Cominciasse lui.
Il Palazzo per Vasto è importante ma lo è anche per la storia e la cultura degli "Abruzzi" e di tutto il Meridione d'Italia. Non vorrei esagerare dicendo per tutta l'area Adriatica ma penso possa essere così.
La foto del d'Avalos che cade a pezzi è una delle foto della storia e della cultura del Meridione d'Italia, di cui gli italiani pochissimo conoscono, con i suoi personaggi e le sue personalità, almeno da Riccio de Parma (disfida di Barletta) in poi. Vederla come oggi e immaginare quello che potrebbe accadere se non si interviene compiutamente "immediatamente", fa rabbrividire.

domenica 25 gennaio 2015

Palazzo d'Avalos. E adesso diranno ...

E adesso diranno che io voglio mettermi in mostra e che voglio sollevare le "solite" polemiche, che sono buono solo a protestare eccetera. Non diranno il perché di questo mio (eventuale) comportamento. 
Ve lo dico io. Si chiama "passione". La passione per la mia città e per la sua storia che mi ha spinto a "perdere" tanto, soprattutto nel lavoro - no! quell'architetto è inviso alla pubblica amministrazione, non è il caso di affidargli in progetto - La passione che mi ha spinto a candidarmi per essere utile e non per alzare la mano. Questo, in quel luogo, lo sanno tutti. La passione che da anni ... ma lasciamo perdere.
Ha detto Antonio di Pietro - nel cui partito (covo di vipere ed altri animali ... e poi tutti se ne sono accorti) trovai spazio grazie a Francesco Romanelli, una delle poche persone serie e in buona fede, conosciute nell'ambiente della politica - non è il caso di fare polemiche. Quelle io le lascio fare agli altri. Sono gli altri che traducono i miei interventi in "polemica". Pare che dalle nostre parti se non si sa reagire ai problemi sollevati, si traducono questi in "polemiche". 
Per esempio, alla frase "guardate che quell'intervento non va bene!" non si risponde "non è vero, va bene per queste ragioni" si risponde "sei il solito polemico".
I risultati portano da darmi ragione a posteriori.
Io però farei molto a meno delle ragioni a posteriori. Vorrei che i problemi della mia città fossero risolti. Che le cose si facessero bene e che tutti potessero dirmi "fai solo polemiche" dimostrandomene le ragioni.
Il problema è che ormai si guarda solo "al pranzo di mezzogiorno". La mentalità è ancora quella "gasperiana". I funzionari, i tecnici eccetera sono di "area" e parlano in funzione di questa. Le competenze sicuramente ci saranno ma poi le risorse, l'intelligenza politica, l'apertura mentale e tutto quello che ne viene dietro porta al crollo del muro ... per ora.


P.S. A coloro che pensano che io voglia mettermi in evidenza politicamente rispondo grillianamente e salvinianamente. Non è il caso di fare polemiche "ora".

Italia Nostra sul d'Avalos



Il sindaco di Vasto qualche giorno fa ha fatto conoscere alla cittadinanza di essersi adoperato affinché il presidente della Regione Abruzzo prendesse a cuore la situazione di estremo pericolo in cui versano alcuni luoghi del territorio vastese a causa del dissesto idrogeologico. Dopo qualche giorno - la data del comunicato sindacale è ricostruibile soltanto attraverso delicate indagini da parte dell’utente perché sul sito del Comune gli avvisi e le comunicazioni non hanno data – il 24.01 si verifica l’inopinato crollo di un tratto del muro di contenimento del giardino di Palazzo d’Avalos.
I cedimenti delle opere di sostruzione avvengono ordinariamente per due motivi: auto-cedimento strutturale o pressione del terreno. Quest’ultima è stata senz’altro la causa del collasso dell’avalosiano muro, chiamato a reggere da quasi mezzo millennio un possente accumulo di terreno di riporto lì sistemato per ampliare il palazzo. In questo caso non c’entra niente la geologia, ma bisogna tirare in ballo l’archeologia: la causa non è da ricercare nella natura geologica del sottosuolo, ma nel comportamento di un terrapieno artificiale.
Per farla breve, l’acqua è penetrata nel sottosuolo – poiché non adeguatamente drenata o per insufficienza di sistemi fognari adeguati o per malfunzionamento di sistemi fognari pur adeguati - ha appesantito il terreno, che ha spinto sempre di più sul muro, fino a farlo crollare.
Siccome non esiste un monitoraggio sistematico del pur grave dissesto idrogeologico del costone orientale di Vasto, è evidente che un evento del genere diventa “inopinato” e diventa occasione per chiedere a chi sta sopra altri soldi e poi altri e poi altri ancora. E’ altrettanto evidente che tutto questo è illogico e fa anche pensare male…
A Vasto ci sono associazioni che potrebbero dare un serio contributo alla gestione della cosa pubblica, ma nessuna amministrazione cittadina ha mai avuto il “coraggio” di coinvolgerle. A Vasto operano professionisti di alto livello, ma si preferisce ad essi fenomenali “esperti” non Vastesi. A Vasto esistono almeno un paio di comitati, attivi con tenacia ed intelligenza, ma l’amministrazione li vede come nemici. Non sarebbe il caso di cambiare atteggiamento e smetterla con questa autoreferenzialità che sta drammaticamente, giorno dopo giorno, degradando il territorio ed annichilendo le migliori energie umane di Vasto.

Torniamo adesso alle cose concrete: mentre l’unità di crisi è al lavoro per “gestire la drammatica e delicata situazione”, chiediamo che dal Palazzo di Città venga impartito l’ordine ad un paio di operatori di farsi carico dell’ardua missione di eliminare le occlusioni che impediscono ai tombini distribuiti sulla Loggia Amblingh, a poche decine di metri dalla frana, di drenare l’acqua (vedi foto). Si può fare o si vuole di nuovo causare una frana nell’attesa di un’altra visita di cortesia del prefetto Gabrielli?

f.to Davide Aquilano
Presidente della Sezione di Italia Nostra del Vastese

sabato 24 gennaio 2015

Un progetto?


Ho ascoltato tutti i notiziari e, come al solito, i nostri amministratori si sono rifugiati nel "da tempo sollecitavamo perché da tempo sapevamo. Ora speriamo".  
Ma uno stracazzo di progetto da presentare per avere i finanziamenti da "sempre" richiesti, dov'è? Chi deve "finanziare" cosa deve finanziare? Quanti soldi occorrono? Io penso che la concretezza sia necessaria per ottenere risultati.
Siamo buoni solo a metterci col cappello in mano davanti alla porta della chiesa. Poi, una volta fatto il gruzzoletto, subito alla "cantina". Poco importa di quello che accadrà dopo.
Adesso ci daranno uno zuccherino per "non far piangere la creatura" e poi si continuerà tornerà come prima in attesa del prossimo evento.  

Che sabato orrendo

Ho incontrato Nicola Del Prete che mi ha chiesto: "hai saputo? Scriverai qualcosa?". Quando si è colpiti da vicino, e per me il Palazzo è qualcosa che porto da sempre nel profondo del cuore, si rimane senza parole. Specialmente se da anni si chiede alle autorità competenti di intervenire in merito a quella che è una tragedia annunciata. Questa mattina quindi sono rimasto senza parole. Il mio amico Luigi Marchesani (il nome dice tutto) ha scritto che anche San Michele ci ha abbandonato. Certo che ci ha abbandonato se il posto degli Arcangeli è stato preso da un nugolo di "cherubini", tutti presenti sul luogo a dimostrare la loro attenzione, il loro interesse per l'accaduto. Mancava solo il "pontefice massimo". Quello arriverà per le interviste in TV. Mica può sprecare la sua immagine senza un ritorno eclatante! Tutto già visto, tutto come in ogni evento. Poi tutto passa si comincia con le litanie, poi con le filastrocche, poi ancora con "la storie". Quando poi arrivano i "tarallucci e vino" li spartiamo un po' per ognuno. I mal pensanti penseranno alle tangenti ma io non mi riferisco a quelle ma al modo di "dividere" le risorse. Il proprietario della casa adiacente il crollo - a lui San Michele ha pensato bene tanto che gli ha salvato anche il motorino - ha scritto migliaia di lettere ai vari sindaci e si è recato innumerevoli volte in Municipio per segnalare la pericolosità del luogo e affrettare interventi. Io ho scritto, pubblicato foto, parlato, urlato ma nulla anzi meno di nulla, tanto che quando, qualche tempo addietro, è caduto l'albero che ha portato giù il parapetto del giardino, si è intervenuti con un "lieve" intervento di maquillage, senza verificare assolutamente la staticità del luogo o almeno la causa della caduta dell'albero e del parapetto. 
Ma adesso che è crollato tutto fanno finta di preoccuparsi, i "cherubini". Aspetto interventi, aspetto proclami, aspetto chiacchiere, mentre urgono fatti. Diranno che ci sono altre priorità. Faranno leva sul "popolino" per giustificare la carenza di fondi. Ci sarà anche qualcuno che dirà che Palazzo d'Avalos può "andare al mare" perché abbiamo più bisogno di case popolari e servizi. Chi come negli anni Settanta ne chiedeva l'abbattimento per realizzare un "fantastico" terrazzo con vista sul golfo. 
Come dicevo all'inizio, non ci sono parole quando una "disgrazia" ti tocca da vicino. Nessuno dei "cherubini" ha avuto il coraggio di rivolgermi la parola, anzi, hanno abbassato gli occhi al mio passaggio (sicuramente hanno sparlato alle mie spalle). I Vigili e gli uomini della Protezione Civile mi hanno chiesto come avevo fatto a trovarmi nel luogo della frana. Che strada avevo percorso. Ho risposto che venivo fuori dai passaggi segreti che "frequentava" Don Cesare Michelangelo. Non ho detto che a sessant'anni sono ancora capace di saltare le staccionate e superare le transenne (anche quelle di plastica) ... non ci avrebbero creduto.


Adesso è proprio la fine



Questa mattina mia moglie mi ha chiesto perché mi trattenevo a letto così a lungo. Ho risposto che ci doveva essere stato il terremoto da qualche parte, poiché quando fa il terremoto al mattino ho sempre sonno. Poi ho letto la notizia. 
Sono distrutto.

venerdì 23 gennaio 2015

Gli alberi della "piazza"


Quando fui Assessore proposi di eliminare i due pini malsani, brutti e pericolanti di piazza Gabriele Rossetti, nell'ambito di una mia idea di riqualificazione di questa piazza che per i Vastaroli é "la Piazza". Ci sono anche altri luoghi ampi chiamati piazza, non solo nel centro storico, ma se a Vasto parli di piazza, si pensa solo a Piazza Gabriele Rossetti (a dire il vero, senza nemmeno il "Gabriele").
Finii su tutti i giornali, fui aggredito da ogni parte, parolacce, richieste di dimissioni, addirittura minacce. Una donna di una certa età, ogni volta che mi vedeva passare, mi guardava con occhio truce e mi diceva "che schifo". Lo stesso Massimo Desiati, forse pensando di attaccare l'anello debole della Giunta Municipale, scrisse, con il suo consueto garbo, articoli che "aggredivano" la mia proposta. Antonino Spinnato, ambientalista dell'epoca, che non mi conosceva e del quale poi sono diventato amico, mi aggrediva in ogni occasione. Dovrei fare un bel elenco ma citerei anche persone sgradevoli e non voglio dare loro risalto.

"Toglietemi tutto ma non i pini di piazza Rossetti!". Così mi suonava nelle orecchie una nota pubblicità di orologi.

Ora che però gli orologi non sono più "necessari" e sono diventati solo un ornamento, torno sull'argomento.
Possibile che vedo tagliare alberi ovunque e quelli della piazza non si possono toccare? Possibile che muore il sontuoso pino di Sant'Onofrio e nessuno dice niente?
Mi sono sentito dire da persone "impegnate" che i pini della piazza sono "secolari", mi sono sentito dire che sono il ricovero per gli uccellini (salvo poi protestare quando gli storni ci scaricano guano sulla testa), qualcuno dice ... "non ci sono i soldi". Poi nel frattempo c'è stato il Punteruolo Rosso che ha distrutto le palme e addirittura su di queste è stato operato un intervento di "restauro", peraltro orribile.
Cari amici ho ritrovato una cartolina dei primi del Novecento, sulla quale appaiono alberelli (non secolari) che sono stati poi tagliati per realizzare il "progetto della piazza". Io non chiedo di cambiare la piazza, questa mi sta assolutamente bene (escluso l'intervento su quello che chiamano "anello"), chiedo di sistemare il "verde" in maniera adeguata, magari previo progetto redatto da chi capisce di arte dei giardini. In tanti invece sono quelli che vorrebbero togliere "la piazza". Chi per far riemergere l'anfiteatro, chi per farne un parcheggio, chi per ... non ce lo mando altrimenti mi risponde che, proprio da li, è appena tornato.

Particolarità della cartolina è il tenue colore rosa. Ma questa cosa la capiranno solo coloro che frequentano il Municipio e la sua segreteria. 

giovedì 22 gennaio 2015

Comunicato stampa



Nell’OdG del prossimo Consiglio comunale compaiono le esternalizzazioni della gestione del Mercato di Santa Chiara e del Mercato ittico di Punta Penna. Il Consiglio è chiamato a pronunciarsi, soltanto e semplicemente, per affermare la propria volontà di affidare a terzi la gestione delle strutture e per demandare alla Giunta “apposito atto d’indirizzo” e gli “adempimenti necessari”. Null’altro, con buona pace del tanto sbandierato ed al contempo vituperato principio di trasparenza amministrativa.

E’ appena il caso di ricordare come il D.Lgs. 267/2000 all’art. 42, pur richiamato nella Delibera proposta, sancisca che sia il Consiglio comunale ad avere competenza nei seguenti atti fondamentali: “organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione” ed affidi ad esso primaria competenza per “acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni …”.

Nel caso non bastasse lo Statuto comunale, all’art. 66 co. 2 – Funzioni di indirizzo – stabilisce che “Il Consiglio approva direttive generali per programmi, per progetti e per settori di intervento, in riferimento all'azione dell'Amministrazione Comunale…”.

Così come, invece, viene proposta la Delibera da parte dell’Amministrazione, il Consiglio comunale viene esautorato nelle proprie competenze, essendo chiamato, addirittura, a demandare tutto alla Giunta, persino l’ “atto di indirizzo” e gli urgenti “adempimenti necessari” a cui, invece, dovrebbe, per Legge e Statuto, sovraintendere lo stesso Consiglio comunale.

Infatti, ne deriva che ciò che innanzitutto manca nella Delibera proposta è la scelta del criterio di affidamento della gestione complessiva dei due mercati che, invece, comprende, così come recita la Delibera stessa, anche “la riscossione delle tariffe e la realizzazione di eventuali interventi e investimenti, valutando eventuale concorso in merito alle spese di gestione”. Insomma, anche per le delicate questioni economiche inerenti al “dopo”, il Consiglio viene esautorato, affidandole alla Giunta, delle proprie facoltà di indirizzo prevista dalle norme; addirittura paventando la possibilità che il Comune concorra, anche dopo, alle spese di gestione!

Inoltre,  per come la vicenda si va sviluppando, non si può fare a meno di mettere in evidenza come l’affidamento dei due mercati avvenga dopo aver speso soldi pubblici per la loro ristrutturazione. Se l’intenzione dell’Amministrazione era quella di esternalizzare, ben più opportuno sarebbe stato, invece, porre a carico dei futuri gestori privati anche gli interventi sulle strutture. Così come esprimiamo preoccupazione in ordine ai canoni che gli esercenti le attività commerciali che occuperanno gli spazi “esternalizzati” saranno chiamati a pagare, senza alcun calmiere e sottoposti alle logiche di ricavo di chi gestirà la struttura.

La mancanza di veri indirizzi e di controllo da parte del Consiglio non può non preoccuparci anche sulla scorta di quanto avvenuto per il parcheggio multipiano di Corso Garibaldi, laddove, l’atto con cui la struttura è stata affidata in concessione al privato ha consentito l’utilizzo della stessa per attività di lucro, fino alla apposizione di antenne di telefonia, affatto inerenti alla natura ed alla destinazione del manufatto.

In definitiva, si intravede un eccessivo atteggiamento di favore nei confronti di chiunque dovesse, nel futuro, gestire i mercati, partendo da atti di dubbia trasparenza, sottratti, fin dall’inizio, dal controllo del Consiglio comunale.
  
Oltre a tali rilievi sulla Delibera, evidenziamo, ancora una volta, le gravi carenze di carattere programmatico dimostrate dall’Amministrazione. Riteniamo, infatti, che una ipotesi di esternalizzazione del Marcato di Santa Chiara possa ritenersi valida soltanto se configurata in una ampia visione che punti al rilancio del commercio nel Centro storico. Il Mercato di Santa ha una valenza storica, sociale ed economica per la nostra città e tali caratteristiche non possono certamente essere snaturate o stravolte.

Auspichiamo un confronto con l’Amministrazione comunale basato non solo sulla mera razionalizzazione delle spese di gestione e funzionamento ma anche sul ruolo centrale che il Mercato può assumere nella realizzazione di un grande “Centro commerciale naturale”, che veda direttamente interessati, in una concreta collaborazione, attori privati e pubblici e questo al solo fine di rendere più attraente, caratteristico e proficuo il commercio esercitato nella parte antica della città.

                                                
Massimo Desiati  -  Etelwardo Sigismondi

"Quaggiù" qualcuno mi guarda


Corretto nel pomeriggio il titolo su Piazza Rossetti.

La fretta


Indovinate dove si trova questo titolo? Si, avete indovinato su Piazza Rossetti. Ogni tanto chi è preso da troppi impegni non rilegge quanto scrive e sbaglia termini, forma e grammatica. Problemi di "fretta". Speriamo!

Il tesoro


Si dice chi trova un amico, trova un tesoro. Io un tesoro lo trovo se trovo un disco. Se trovo un amico che trova un disco e me lo regala, trovo due tesori. Mi sento come il Conte di Montecristo.


La cartolina più brutta che c'è



Penso che una cartolina più brutta di questa, almeno a Vasto, non ci sia. Non tanto per il luogo che, anzi, è molto bello, anzi bellissimo, quanto per "l'arredamento". Certo che se Vasto fosse "arredata" in modo diverso sarebbe veramente la Vasto che vorrei. Questa cartolina, tuttavia, mostra "orpelli" che possono essere rimossi (comprese le persone) mentre invece adesso, girando per la città se ne vedono altri di "difficile" rimozione (comprese le persone).

mercoledì 21 gennaio 2015

Moulin "Rouge"



Finalmente a Vasto, in consiglio comunale si affronterà un argomento serio. Tutti ne parlano e tanto se ne parlerà, "ma!". C'è sempre un "ma" di troppo.
Toccherà dare spiegazioni sul significato di questo "ma". Aspettiamo e poi ne discuteremmo.
Intanto "fantasmagoria, incanto, fate".

Paolo Brosio


Quando vedo persone come Paolo Brosio il TV, mi chiedo come possa fare un tipo così a trovarsi in quel luogo e ricoprire certi ruoli. Un po' come quando vedo giocare tanti brocchi super pagati nelle squadre di calcio. 
La mia presunzione mi spinge a pensare che, se non io stesso, tante persone siano più capaci di tipi "alla Brosio" per svolgere quei compiti. Lo "scherzo" delle Iene (che ho visto solo in "differita" dopo averne sentito tanto parlare) però, mi ha fatto riflettere. 
Ho pensato: se Paolo Brosio è quello che in tantissimi pensano cretino, possibile che si sia tramutato in un grandissimo attore ed abbia recitato in maniera strepitosamente commovente la scena dello scherzo?
Allora cretino non è?
Io, al suo posto, sarei stato cretino. Avrei reagito con violenza, preso gli autori dello "scherzo" a parolacce, insulti e probabilmente anche a botte, suscitando così l'ilarità del pubblico e favorendo il successo dell'avversario.
Credo però che Paolo Brosio non sia un grande attore e che la sua reazione sia scaturita dalla "sensibilità" del suo animo. Per questo, ancora di più, considero che il cretino sono io e lo sono tutti quelli che pensavano (o ancora pensano) questo di Brosio e di quelli come Brosio.
Per comportarsi come Brosio durante e dopo lo "scherzo" ci vuole un grande coraggio e questo coraggio lo si ha solo quando si crede così fortemente alle proprie idee da essere incosciente a tal punto da spiazzare "l'avversario" col proprio comportamento. 

Quello che ho scritto, sicuramente, mi è dettato da quanto ha generato emotivamente in me il comportamento della "vittima" dello scherzo e la reazione dei "carnefici". Probabilmente in futuro avrò modo di pensarla diversamente ma, siccome sono pigro, non cancellerò il pensiero di oggi.
In ogni caso, se credere alle proprie idee e nei propri comportamenti significa essere cretino, voglio essere cretino anche io.

martedì 20 gennaio 2015

Il protettore dei muratori



... e non ditemi che sono blasfemo. Oggi è San Sebastiano. Mio nonno usava festeggiare con enormi piatti di ravioli con lo zucchero, fegatazzi e salsicce e, se c'era la neve, con la "zubbretta".

Gemellaggio Vasto Perth

lunedì 19 gennaio 2015

Scarpasciùdd 2014-1015


PORK PARTY
di Vittorio Patriarchi

sabato 17 gennaio, ore 17, campo Incoronata:
CRUZ AZUL   MONTERREY 4-1
arbitro Orazio Di Blasio

CRUZ AZUL (blu): portiere a rotazione (1' Puddu, 20' Serafini, 45' Reale), Travaglini, Versace, Forgione, Serafini, Giacomucci, Loreta E, Reale, Angiolillo, Pegna,(+ dal 45' Di Marco )

MONTERREY (gialli): Loreta R, Isoardi, Gabriele, Sebastiani, Danenza, Patriarchi, D'Adamo, Battista, D'Angelo, Lanza, Di Marco(al 45' coi blu), D'Ercole
 
E' noto S.Antonio (venerato oggi) perché ritenuto protettore dei norcinari; la filiera del maiale ha questo giorno come punto di riferimento, sia per la mattanza che per la conservazione degli insaccati, ma negli Scarpasciùdd quest'anno c'è stato uno che macellaio non è, ma ha fatto anticipatamente gli onori al Santo senza risparmiarsi: Renato Loreta. Andiamo a vedere come: i gialli, con portiere e 1 in più, sulla carta potevano subissare di reti gli avversari, ma dovevano fare i conti con la ferrea dieta suina seguita da Renato nella settimana prima: al 13', su rimessa da fallo laterale, Renato si perde in un dribbling in area,  il blu Luigi Angiolillo lo sgama e vincendo un improbabile tackle mette in rete,1-0, e Renato dice:' tìnghe angòre 'n gùrpe lu ciuìff' e cciàff di merculudduè..'; al 23' percussione in avanti del D'Angelo, tiro ribattuto dal p.a.r. Puddu, D'Adamo conclude a lato; al 31' il blu Reale imposta e serve Franco Pegna, che da dx tira a mezz'altezza verso sx, Renato non allunga manco la mano e la palla gli sfila a 30 cm.terminando in rete, 2-0, e lui:' Uagliù, n'n mi pùzze chijgà, hàjia aripajiudà li custatèlle e li spundatùre di giuvudduà, cìnghe chìle, cìnghe pirzòne..'. Nella ripresa Di Marco cambia casacca, ma la musica non cambia: i gialli letteralmente ammucchiano i blu nella loro metacampo come nel 1° tempo, ma al momento di concludere nisba; i blu schierano la  difesa Maginot  con 5 in linea (Travaglini-Puddu-Serafini-Giacomucci-Versace) e non passa nulla; al 14', terza occasione per i blu, che puniscono: Forgione vince un contrasto e smarca sulla dx Nicola Travaglini, che si sgancia e tira di esterno destro: Renato, intento a 'fa sculuà vidèlle e pallungìne' appese dopo il lavaggio sulla traversa, osserva la palla entrare in rete e sentenzia: ' Tìnghe d'arimbì li ficatèzze, ca' vinàrdì  jji li sème finùte tutt' quènde..', ineccepibile giustificazione, ma intanto 3-0. I gialli continuano a martellare comunque: occasioni per Isoardi (destro al 28' terminato fuori, fucilata di Battista alta, al 34'), ma i blu riescono a tamponare, guidati da Serafini (oggi senza cappello d'ordinanza 'forza milan', ma con scaldacollo calato in testa che sembrava Marty Feldman in Frankenstein Junior). Al 39' i blu completano l'opera: bel dialogo Loreta-Angiolillo-Pegna, Franco s'accentra e batte di destro da 16 m, palla (stavolta imprendibile) nel sacco e 4-0. I gialli, increduli , al 44' riescono a cogliere il gol della bandiera con Paolo D'Adamo, che si sfila sulla sx evitando l'uscita del portiere, e dalla linea di fondo piazza un rasoterra d'esterno con traiettoria 'ad uscire', la sfera prima oltrepassa la linea di porta e poi rientra in campo: gol convalidato del finale 4-1, e onore a san Renato da Norcia, di cui alleghiamo l'immaginetta (di parecchi anni fa, 'nà quinicìne..) 

Class. cannonieri:  26 gol: Angiolillo    17 gol: Ronzitti Go  14 gol: Sarra, Serafini A    8 gol:  Forgione 7gol: Di Vincenzo  6 gol: D'Adamo, D'Angelo  5 gol: Bozzelli  4 gol: Pegna   3 gol: Di Domenico, Tinari   2gol: Loreta E, Rossi, Stampone   1 gol: Gabriele, Sebastiani, Serafini S, Travaglini   

La suora

"Quando ammiriamo la magnificenza di un edificio antico e attribuiamo la sua grandezza al genio creativo di un uomo solo, siamo colpevoli di appropriazione spirituale indebita. Dimentichiamo dell'esercito di artigiani ignoti che lo precedettero nell'oscurità delle antiche età, che  faticarono umilmente contribuendo, ognuno in piccola parte, al tesoro comune del proprio tempo." 
Pensavo a questo concetto estrapolato dal romanzo di Ayn Rand, La fonte meravigliosa, mentre ascoltavo la suora che, vestita come le suore di un tempo, suonava meravigliosamente nella chiesa di Santa Cecilia in Trastevere e che mi guidava a guardare non solo con gli occhi la bellezza del luogo.

domenica 18 gennaio 2015

La corsa a lu .....

Il quiz della domenica. Una volta si svolgeva a Vasto una sorta di "palio". Chi sa come si chiamava?

Tasse

Cosa porti? - Un po' di farina.
E non sai quanto devi pagare? !...
Ferma l'asino, vedi che cammina? ...
Slega quel sacco che si deve pesare.

Francesco, dai una mano qui
aiuta questo cafone a scaricare ...
posate ... fa quattordici decine ...
devi pagare quarantacinque soldi.

- Ma questo adesso, non è una vergogna?! ..
mi avete dato forse qualcosa per le sementi
per giustificare i soldi che vi devo dare?! ...

Perché non andate in mezzo ad un "passo"? ! ...
almeno lì per spogliare la gente
vi possono sparare una schioppettata! ....

sabato 17 gennaio 2015

La politica con la P minuscola

Sto ascoltando un vecchio vinile di Rufus Thomas (Crown Prince of Dance) in attesa di andare a giocare la partitella del sabato. Mi ritrovo sul desktop due ritagli di giornale  che non posso far altro che cancellare.
Prima però una riflessione da parte di uno che "può fare tante belle cose nella vita ma non il coordinatore di un movimento" e che in questi ultimi anni di cose ne ha fatte.
Mi chiedo perché solo adesso qualcuno si accorge che, come io proponevo, l'opposizione deve essere unita. C'era forse qualcosa dietro?
Nella pagina de Il Centro appare una foto con un cartello "Vasto, un altro anno perso".
In questa immagine, centralmente, appaiono Massimo Desiati e Davide D'Alessandro. Allora domando al "candido" Davide: "Bisognava attendere tutto questo tempo? Siamo sicuri che ancora un anno perso si riferisca solo alla Maggioranza e non al fatto che l'idea (ed il comportamento di Francescopaolo D'Adamo) di unire l'Opposizione doveva concretizzarsi subito all'inizio del secondo dramma Lapenna?"
Già, ma all'epoca Francescopaolo D'Adamo, che non ha affrontato il voto con umiltà, era "coordinatore del nulla", e quindi non aveva motivo di "fare" e soprattutto di "dire".
Per fortuna, lo stesso Francescopaolo D'Adamo, in attesa di andare a giocare la partitella del sabato e mentre suona "The Funky bird" ultimo brano dell'album, può fare tante belle cose nella vita ma non il coordinatore di un movimento, altrimenti sarebbe rimasto molto male per il tanto tempo perso, soprattutto se i fatti gli avessero dato torto. 
Allora si che non avrebbe digerito la sconfitta personale.

Luci di ... Natale

Spesso parlo di illuminare i monumenti specialmente nel periodo natalizio e qui pubblico una sequenza su quello che "avrei" in mente. Non come spesso vengo frainteso da chi pensa di capire e non capisce. Poi avvolge di lampadine la statua di Gabriele Rossetti (ricordate?)-
Non siamo Strasburgo e non abbiamo negozi come Galeries Lafayette ma Scarano lo scorso anno ci ha provato.
.... e poi anche il laghetto della Villa Comunale o il pontile non sarebbero male.