venerdì 23 settembre 2016

Il condominio ... democraticamente



Non so se avete mai partecipato ad una riunione condominiale.

L’amministratore del condominio, alla apertura di questa riunione, chiede di nominare un presidente e un segretario dell’assemblea. Si perde tanto tempo per queste nomine poiché, chi per finta e vuole essere pregato chi per vere motivazioni, nessuno vuole svolgere questo compito.
Finalmente incomincia la discussione. 
Questa dovrebbe seguire un ordine del giorno prestabilito ma a “furia” di interventi si divaga, ci si accapiglia spesso fuori tema. Di solito il presidente che avrebbe il compito di moderare e far rispettare l’ordine non conosce il suo compito e aggiunge chiacchiere ed argomentazioni a quelle degli altri condomini, mentre il segretario, che dovrebbe scrivere perde il “filo” e attende che l’amministratore l’aiuti a riassumere quanto “deciso”. Tutte le decisioni democraticamente a maggioranza vengono accettate e siglate.

Vi siete mai chiesto chi risolve i problemi di quel condomino che ha seri problemi ma è in minoranza?

Democraticamente, dopo lunga discussione, si decide di portare il problema di costui alla successiva riunione. L’amministratore dice che si impegnerà, il presidente e il segretario decadono e la maggioranza dei condomini se ne frega. Intanto il problema persiste.
Alla seguente assemblea, se si raggiunge il numero legale, l’argomento finalmente viene affrontato e, dopo lunga e appassionate discussione, democraticamente, si decide di rinviare alla successiva in attesa di accertamenti e preventivi. Intanto il problema perdura.
Nella seguente o nelle seguenti assemblee, finalmente, dopo accapigliamenti e snervante discussione, si giunge alla soluzione. L’assemblea condominiale, democraticamente, mette ai voti e a maggioranza …. boccia.
Di solito la motivazione ricade sul bilancio. Il condominio non ha a disposizione le somme per intervenire e i condomini “al momento” non sono disponibili a spendere ulteriori cifre.
L’amministratore cade dalle nuvole e conferma che si impegnerà. Il presidente e il segretario (a volte anche l'amministratore) cambieranno ma il problema del condomino di “minoranza” continuerà a sussistere.
Il tutto deciso democraticamente.

Il condomino danneggiato può rivolgersi alla “Legge” e questa, che è uguale per tutti, nei tempi “necessari”, “probabilmente”gli darà ragione ma non condannerà l’amministratore che ha fatto il suo “dovere”, non condannerà il presidente e il segretario perché figure “di rappresentanza”. Condannerà il condominio. Probabilmente le spese legali saranno compensate ma, finalmente, il problema sarà risolto. Il danno sarà riparato. Nel frattempo però questo danno è molto peggiorato e il condomino fa presente questo all'amministratore, il quale convoca un’assemblea e ….


Vi chiedo: “Si possono amministrare i vari livelli di uno Stato come fossero assemblee condominiali?”

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