giovedì 9 aprile 2015

Ciao Ivano



Ciao Ivà,
Ieri eri troppo preso a parlare con Donna Summe, Barry White, i Bee Gees e tutti gli altri che ti spettavano in Paradiso, per guardarti indietro e vedere quanta gente c'era al tuo funerale. Nessuna e ribadisco nessuna retorica. Ieri eravamo li tutti per te. Eravamo li perché ti "vogliamo" bene. Eravamo li perché te lo meriti. Non  eravamo li per farci vedere. Tu sai che io sono "piccioso" e quindi se dico una cosa dico la verità e descrivo le sensazioni che provo. 
Se ti facessi i nomi delle persone che insieme a me piangevano - quei nomignoli che ci davamo quando eravamo ragazzini - ti sembrerebbe il testo di una canzone degli Squallor. 
Che fai ridi? 
Certo, con quel faccione sempre sorridente anche nei momenti di collera, sicuramente ti faccio ridere anche adesso. Vorrei far sorridere però coloro che hai lasciato qui e che soffrono la tua "scomparsa".
Scomparsa, parola inappropriata. Uno come te non scompare. Continuerai, come sempre, in maniera discreta e mai appariscente, ad essere presente. 
Aritanghete! Non è retorica.
Ma ti sei mai osservato in una festa? Mai una parola sguaiata, mai un gesto inconsulto, mai una ostentazione. Sempre con la tua giovialità, con la tua educazione, con la tua discrezione. Quella discrezione che ti farà essere presente anche se "sei assente".
Dico io: "Ma San Pietro non poteva aspettare un'altra volta per assaggiare le salsicce del Pasquone?"
Ridi, ridi!
Noi qui piangeremo ancora per qualche tempo. Poi pensandoti ... ricominceremo a ridere anche noi.

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