mercoledì 11 aprile 2012

“Vasto, una magnifica nave da crociera alla deriva nel mare Adriatico. Non aspettiamo che affondi”


Il 14 aprile si commemorerà il 100° anniversario dell’affondamento del Titanic. Sembrerebbe che il “mare” abbia deciso di dare all’avvenimento ancor più risalto di quanto l’umana memoria e l’umana fantasia possano fare. Come?! Con l’affondamento della Costa Concordia e con i gravi incidenti che stranamente stanno accadendo nelle navi da crociera in questo periodo. Esotericamente parlando, sembrerebbe un intervento da parte di chi giace nel fondo del mare.
Il film Titanic di James Cameron, riproposto in 3D per l’occasione, confrontato con il ricordo generato dagli incidenti accaduti, è proprio il caso di dirlo, rappresenterà una goccia nel mare.
Io, nel mio piccolo, posseggo una minuscola raccolta di cimeli sull’argomento. Avrei voluto realizzare una mostra simile a quella già realizzata nella hall del Cinema Globo, nel febbraio 1998, in occasione della proiezione del film con Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, ma ogni volta che metto mani sulla mia collezione il pensiero comincia a “viaggiare” verso altri lidi.
Mi viene, ancora più di prima, da pensare alla “guida politica” della nostra città.
Quando si intraprende un viaggio si sa già dove si vuole arrivare. Magari non si conosce il tragitto, magari non si considerano eventuali imprevisti, magari non si sa cosa si troverà una volta arrivati. Certo però si deve conoscere la meta. Ma siamo sicuri che la nostra Amministrazione comunale sappia dove “portare” quella che una volta era la Città del Vasto?
E qui comincio con la solita fantasiosa “tiritera”.
Come in trance, senza nemmeno chiudere gli occhi, immagino Vasto come una bellissima nave da crociera. Tutti i crocieristi presumono di passare su di essa un periodo da sogno poiché le premesse ci sono tutte: mare stupendo, panorami mozzafiato, ambiente accogliente, buona compagnia, cibo ottimo ecc. Per colpa del capitano della nave e dell’equipaggio invece, questo sogno si trasforma in un incubo. Io mi sento come un crocierista che sta vivendo questo incubo. Aspetto, col mio salvagente, che mi dicano cosa fare. Provo addirittura a dare delle indicazioni ma vedo il personale distratto da altro. Mi dicono che all’inaugurazione della nave la bottiglia non si è rotta e che quindi non si può fare nulla. Siamo alla deriva … e allora?
Allora non mi scuoto e conio uno slogan: “Vasto, una magnifica nave da crociera alla deriva nel mare Adriatico. Non aspettiamo che affondi”.

martedì 10 aprile 2012

Altro che crisi!


I giovani degli anni Settanta riprendono le vecchie (e buone) abitudini.
sabato 7 aprile 2012

DA NANGONA (E VICO BANDIERA) CON FURORE
di V.Patriarchi

VALENCIENNES BORDEAUX 8 - 1
arbitro sig. Nicola Ronzitti

VALENCIENNES (maglia rossoblu): Ronzitti L, Ronzitti F, Fanucci, Lemme, Serafini S, Puddu, D'Adamo, Reale, Serafini A, Docuta

BORDEAUX (maglia giallonera): Loreta R, Antenucci, Di Marco, Sebastiani, Di Foglio, Patriarchi, Sboro, Cicchini, D'Angelo, Storto

Un 10 contro 10 prepasquale, quello di sabato, con pioggia battente già dal 1',"'ca jì sème 'mbùsse gnè 'na cumbuagnìe di pigginìlle". I blu, orfani di Soldano impegnato per la quaresima( da cui lo spunto profano- senza Sold...ano non si canta messa-)impongono il loro ritmo con l'universitario Andrea Serafini che, di ritorno da 'Nangòna', mortifica la difesa gialla con due gol in velocità, e al 13' è già 2-0. Al 14' una palla finita sui pini a fondocampo impegna pompieri e protezione civile, alla fine Renato virilmente si caccia...un perticone col quale riesce a far cadere la palla incastrata nella ' ràma'. Al 16' in contrasto, Docuta ammolla una manata a francobollo sul viso del rientrante Di Marco, il quale, per buoni 20', sfoggia un naso sanguinante degno di un film horror; poco dopo, in un altro contrasto sulla linea laterale, è Hulk che fa 'spisilijè pi d'àrie' il povero Silvano con tutto il cappello'forzamilan': ma aldilà di questi episodi(complice anche il terreno allentato)il gioco è corretto. Al 24' è il blu Docuta che da sin. angola un rasoterra a fil di palo, Loreta in tuffo devia in angolo: poco dopo, il blu Reale spara in porta a portiere battuto, ma san Francesco Sboro in scivolata salva sulla linea,e ,sulla ripartenza, è lanciato da Sebastiani in triangolo, e fa partire una saetta di sinistro che batte Ronzitti , e accorcia 2-1; nel finale di tempo è il giallo Storto che impegna Ronzitti in una bella parata. Nell'intervallo, nessuno poteva presagire ciò che poi sarebbe successo: al 9' il blu Gio' Docuta sfrutta un rimpallo in tackle con Patriarchi e batte Loreta:3-1. Al 13' è Paolo D'Adamo che scatta sulla fascia destra, si fuma Romeo e segna il 4-1. Al 17' è invece Giuseppe Reale che in triangolo con Serafini, segna facile il 5-1:i gialli sono 'abbummichijète' e reagiscono debolmente in 2 occasioni con Storto e D'Angelo, ma i blu sfruttano gli spazi ampi lasciati dagli schemi saltati(il portiere Loreta giocava a libero a centrocampo), e vanno in rete ancora,al 34' con Paolo D'Adamo-da sinistra stavolta-(6-1), di nuovo con Giovanni Docuta al 37'(7-1) e infine al 43' con Mario Lemme che aggira Loreta e irriverentemente segna 'di còcce ' sulla linea di porta il finale 8-1.

classifica cannonieri: 30 gol: Frangione 24 gol: Angiolillo 20 gol: Ronzitti Go 16 gol: Sboro 15 gol: Serafini A 14 gol: D'Angelo 10 gol: Reale 7 gol: D'Adamo 6 gol: Docuta 5 gol: De Felice 4 gol: Storto 3 gol: Cicchini, Lemme, Ronzitti L, Soldano 2 gol: Serafini S 1 gol: Antenucci, Bozzelli, Catinari, Fanucci M, Fanucci R, Frasca M, Giacomucci, Rossi, Serafini G, Sebastiani, Vino

Ancora radio att IVO.

Comunicato stampa

Il disegno preordinato dalle consorterie affaristiche legate al ciclo dei rifiuti pericolosi di costruire a Vasto impianti di biomasse bruciando oli vegetali; - di realizzare impianti per il recupero dei rifiuti speciali pericolosi (rigenerazione dell’acido cloridrico) a Punta Penna della ditta chimica Puccioni; e infine, ma non l’ultimo a cui assisteremo, la realizzazione di un impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi con la apertura di una nuova discarica per i rifiuti non pericolosi a Cupello, accanto al CIVETA in località VALLECENA (iter iniziato nel 2005), che l’attuale sindaco Pollutri definisce Polo Ecologico integrato (un eufemismo lessicale per nascondere la vera natura di questa operazione affaristica e di potere : monnezza e affari), - si manifesta con la convocazione da parte della Regione Abruzzo della commissione per la V. I. A. ( Valutazione di Impatto Ambientale), proprio nei giorni 10 e 11 aprile 2012 dove verranno esaminati 64 progetti da spalmare sul territorio abruzzese definita comicamente REGIONE DEI PARCHI. A sostegno e garante di questa operazione il Sindaco Pollutri che sproloquia e vaneggia di 600 posti di nuova occupazione. Eppure gli vogliamo ricordare quando lui sindaco di Cupello allorquando venne presentato questo progetto si oppose assieme ad altttri comuni tra cui Furci, fieramente, addirittura deliberando in consiglio comunale una spesa pubblica di (3.000,00) euro per contestare il medesimo. Qualcosa deve essere cambiato nel frattempo! Ce lo dovrebbe spiegare! Intanto si fa strada in lui una loquacità che non ci sorprende in quanto da diversi giorni si agita molto sulla questione rifiuti e ancora non ci ha spiegato come ha in questi anni è stato condotto il consorzio di compostaggio CIVETA essendo membro del consiglio di amministrazione dello stesso, e come sia stato gestito nel tempo. Un garante sospetto, che sollecita il mio interesse a seguito della sua intervista fiume apparsa sul giornale del giorno 6 aprile 2012 in cui “lancia Valle Cena come polo integrato”. In questa intervista, però, nasconde di dire che dal 2005 una società di nome VALLECENA s.r.l. i cui titolari sono il signor Paolo Primavera attuale presidente di Confindustria della Provincia di Chieti e addirittura il signor Giovanni Petroro attualmente titolare della società Pulcra di Vasto che guarda caso è partner del Comune di Vasto. Insomma una partecipata della nostra amministrazione. Io non voglio assolutamente malignare né pensare ad imbrogli e accordi. Ma stà di fatto che Giovanni Petroro Pulcra è socio del comune di Vasto per il 49%. Era a conoscenza Pollutri che il progetto era stato presentato dal lontano 2005 e che i titolari erano questi due soggetti imprenditori e con i piedi dentro le cose pubbliche? Per chi lavora Pollutri per il bene pubblico o per le imprese? E questa convocazione fatta proprio quando, in prossimità delle feste pasquali i cittadini sono occupati da relazioni affettive e di tradizioni storiche, non appare sospetta e induce a denunciare pubblicamente questo colpo di mano della Regione?. Ricordo a Pollutri sollecitando la sua memoria che in questi anni due sono le materie di affari che hanno visto decimate classi politiche e imprenditori in affari con la politica: la sanità e i rifiuti. Sanità : Del Turco, Quarta, Cesaroni, (tutti del Partito Democratico) in cui è stata azzerata la Giunta di centro sinistra, e le indagini che hanno coinvolto il centro destra di Chiodi e l’assessore Venturoni sempre assessore regionale alla sanità, il quale aveva rapporti di favori con l’impresa dei rifiuti Di Zio e la serie di arresti. Non vorremmo trovarci di nuovo ad assistere a nuove decimazioni proprio nelle nostre zone. Come facciamo da diversi giorni e settimane, rivolgiamo un appello al mondo politico del territorio nelle figure dei consiglieri regionali: Giuseppe Tagliente, Antonio Prospero, Menna Antonio, Nicola Argirò, Paolo Palomba; dei consiglieri provinciali di Vasto: Forte, Sputore, Menna Eliana, il Presidente della Provincia Di Giuseppantonio che tanto si prodiga per difendere la legge del Parco Nazionale della Costa teatina e che lo stesso consiglio provinciale nella ultima seduta ha deliberato netta contrarietà alle biomasse a Punta Penna; i consiglieri comunali di Vasto senza distinzione di appartenenze partitiche visto che si sono espressi contro gli insediamenti a Punta Penna nell’ultimo consiglio comunale con due deliberazioni di: attivarsi e promuovere ogni iniziativa politica nei rispettivi ruoli nelle sedi deputate presso cui svolgono azioni amministrative e politiche per impedire che il comprensorio del vastese assuma la configurazione di un arido paesaggio fatto di discariche e impianti fumanti con grave danno alla salute e all’ambiente. Vasto 7 aprile 2012 Ivo Menna Ambientalista storico La nuova terra

giovedì 5 aprile 2012

Radio att IVO

Comunicato stampa

Nell’attesa ansiosa di avere risposte dall’ufficio servizi del comune di Vasto e dal suo assessore SPUTORE (VIABILITA’ E AI SERVIZI) se dopo 7 anni riusciranno a risolvere il problema di FOSSO MARINO (esondazioni e invasione dell’arenile di acque bianche e liquami) con le sue varie reti fognarie, ricordiamo che siamo all’abbrivio di una stagione estiva che non annuncia ottimismo per le economie cittadine speranzose di un turismo di qualità,
vogliamo ricordare ai sopracitati alcune delle molte inefficienze e noncuranze che caratterizzano l’andamento della manutenzione della città, prossima ai 50 mila abitanti e in estate almeno 120.000 turisti Il giro pedonale della città ci avverte visivamente che purtroppo tutta la segnaletica sia quella orizzontale che la verticale, risulta invisibile e sbiadita. A causa della invisibilità delle strisce pedonali nei punti sensibili e nevralgici cittadini si rischia quasi sempre, se non si è abbastanza accorti, di rimanere vittima di infortuni a causa delle auto che scorrono senza accorgersi dei pedoni. Vogliamo ricordarci dei pedoni vittime in questi anni di traumi gravi?
E vediamoli questi punti:
tutte le fermate degli autobus, tutti gli attraversamenti che portano alle scuole, gli uffici postali di via Giulio Cesare, l’attraversamento della zona di Piazza Verdi (Shangai),gli attraversamenti ai semafori.
Andiamo a individuare ora le segnaletiche verticali, ovvero i semafori:
sulla statale 16 da tempo si attende la installazione a tempo di un semaforo nella zona Autostello - contrada Buonanotte dove sono avvenuti incidenti mortali; e come si risolve il caotico incrocio in estate che conduce a Vasto marina immettendosi dalla Provinciale histonium alla statale 16?; da anni molti semafori sono spenti in città e in periferia: cosa si aspetta a ripristinarli ? Il quartiere San Lorenzo e il quartiere sant’Antonio Abate sono ancora in attesa di provvedimenti seri per risolvere i loro problemi. E una ultima considerazione:
I materiali impiegati sono in linea con le direttive della Comunità europea e rispondono a criteri di qualità come le leggi prevedono? e gli uffici servizi del comune di Vasto e lo stesso assessore Sputore verificano se i materiali impiegati rispondono ai criteri nella gare di appalto? Queste sono le domande che ci premono e alle quali chiediamo risposte concrete e certe.
Ivo Menna ambientalista storico

Prima dell'ultima cena.

mercoledì 4 aprile 2012

E adesso anche i morti in discarica.


Prima i cortei funebri, poi l’ossario, adesso anche i morti in discarica. Ma chi ce l’ha col caro estinto?

To be or not to be? Nel senso: dove finirò una volta morto? E chi sarà il sepolto dietro la mia foto al cimitero? Forse i miei parenti non sapranno mai che io sono da un’altra parte. Loro che mi hanno lasciato dopo la cerimonia funebre in chiesa, perché i cortei verso il camposanto sono ormai vietati da tempo (Mentre quelli da casa o dall’obitorio verso la chiesa sono permessi. Chissà perché).
Va be’, tanto ormai sarò morto!

E se, fra qualche secolo, cercheranno le mie ossa come nel caso del Caravaggio? Troveranno un altro al mio posto e si meraviglieranno, magari scoprendo che ero di sesso femminile, oppure di avere un’altezza superiore al metro e novanta o addirittura che mi mancavano le dita e la lingua.
Già, ma Caravaggio era Caravaggio, mentre io chi sono. Certo non basta “fronteggiare” l’incapacità di un sindaco per poter aspirare a tanto, quindi di che mi preoccupo. Non mi cercherà nessuno.
I resti umani ritrovati in discarica, tra frigoriferi e lavatrici però a qualcuno devono aver dato fastidio. Almeno a chi, non soffrendo di manie di grandezza come me, valuta il presente e dice: “ma se non ne azzeccano una, perché non vanno via?
E ripensandoci: “to die to sleep maybe to dream” lo traduco così: morire il più tardi possibile, aprile dolce dormire, “forse” sognare almeno dopo morto …. se ho un luogo certo dove “riposare”.

martedì 3 aprile 2012

Incredibile!

COMUNICATO STAMPA

Non è dato sapere cosa debba ancora accadere in questa nostra città! “Una decina di bare di zinco contenenti resti di cadaveri. Frammenti di ossa umane. La macabra scoperta è stata fatta stamani nell'area dei capannoni comunali di contrada San Leonardo, alla periferia settentrionale di Vasto”. Questa l’incredibile notizia apparsa oggi sulla cronaca cittadina che, a suo corredo, narra di quanto i medici sanitari, intervenuti insieme ai Carabinieri, siano rimasti “allibiti dalle condizioni in cui versano i capannoni comunali di contrada San Leonardo, non lontano da località Incoronata”.

E’ del 3 Febbraio 2010 la nostra denuncia, apparsa sulle colonne del settimanale “il Taglio giusto per Vasto” e sulle cronache cittadine dell’epoca, relativa alla discarica a cielo aperto creata nel deposito comunale in Contrada San Leonardo. In quella data, segnalammo che nell’area a servizio della Motorizzazione civile e chiamata Centro Revisioni auto del Vastese, la stessa utilizzata, per il rimessaggio dei mezzi comunali, dall’Ufficio Servizi del Comune di Vasto, giacevano, senza protezioni, isolamenti e separazioni, frigoriferi, lavatrici, televisori, materassi, pneumatici, mobili dismessi, vecchie panchine, rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, inferriate, oggetti di materiale plastico, casse di metallo e di legno, laminati plastici, coperture di eternit, reti, contenitori di qualsivoglia liquido, laterizi dismessi, pezzi di motori ed altro materiale proveniente dalle occasionali bonifiche di fossi, valloni o altre discariche abusive.

Raccolta differenziata, porta a porta in città, gran vanto dell’Amministrazione, e cataste enormi di qualsivoglia materiale stoccato in un’area di periferia affatto attrezzata ed acconcia. Si gridò ad una vergogna conosciuta da molti, gli stessi che facevano finta di niente.

Intervenne il Sindaco: “Abbiamo appena provveduto a stipulare una convenzione con un'impresa privata di Chieti Scalo. E' lì che andranno a finire i rifiuti di San Leonardo”. Di rincalzo l’Assessore Suriani: “L’Amministrazione comunale non ha alcuna responsabilità ma nei prossimi giorni, grazie ad un contratto con una discarica della Provincia di Chieti, sarà effettuata la bonifica integrale del sito di via San Leonardo".

Attendemmo invano la rimozione di quei rifiuti di ogni tipo, qualcosa fu asportato ma, al contempo, continuò ad essere scaricato ogni tipo di materiale spesso altamente inquinante. Dopo oltre due anni di esercizio abusivo della “discarica” creata dal nulla dal Comune, oltre a stoccare lì ogni genere di rifiuto e porcheria, compaiono persino le bare con resti umani!

Esortiamo il Sindaco almeno ad una parola… di conforto. Passi per i fiori ma, per questa città, sia fatta almeno una pietosa opera di bene!

Massimo Desiati

LETTERA APERTA AI CONSIGLIERI REGIONALI DI VASTO

Illustri consiglieri,

il consiglio comunale di Vasto, nella sua ultima sessione, alla unanimità ha deliberato due ordini del giorno la cui volontà esprimeva netta contrarietà agli insediamenti industriali inquinanti: Biomasse della Histonia Energy da 4 megawatt, Biomasse da 17,4 megawatt di Puccioni, l’impianto di ricogenerazione degli acidi (Puccioni), e il cementificio progettato da un ex assessore democristiano. Il consiglio provinciale ha recepito le delibere del consiglio comunale di Vasto e a sua volta ha deliberato alla unanimità la sua contrarietà alle industrie sopra descritte. In questo momento il ruolo piu’ importante è determinato dai voi due consiglieri regionali vastesi Antonio Prospero, e Giuseppe Tagliente che militate nel centro destra, e che nella storia amministrativa avete ricoperto le cariche di Sindaco di Vasto e di assessore alla Regione (Antonio Prospero) e di Presidente del consiglio regionale (Giuseppe Tagliente). Vi faccio rilevare come il candidato sindaco del P.D.L., ( da voi indicato) dottor Mario Della Porta abbia sposato la causa ambientale della città nostra presentando una mozione e un ordine del giorno contro gli insediamenti inquinanti nell’area di Punta Penna e si sia comportato coerentemente attivandosi per la richiesta di convocazione dell’ultimo consiglio comunale da cui sono scaturite le due delibere. Cari Prospero e Tagliente, tocca a voi fare la vostra parte in seno al consiglio regionale, perché vi sia un deliberato di tutto il consiglio regionale che blocchi e scongiuri la minaccia dei nuovi mostri. Non voglio ricordare gli errori del vostro passato amministrativo in rapporto all’area industriale di Punta Penna; noi siamo interessati al futuro ambientale della nostra città, alla crescita di un turismo nuovo e ambientale, e di imprese pulite che operano in quell’area. Questa è una occasione per rimediare all’errore di un ultimo consiglio regionale dove non avete appoggiato la proposta del consigliere Franco Caramanico (SEL). Penso che non vogliate essere ricordati nella storia vastese come i responsabili del degrado ambientale e la fine di quell’area che la natura ha modellato per goderne le bellezze salutari.

Vasto 2 aprile 2012 Ivo Menna Ambientalista storico

Non tutti hanno il dono dell'ubiquità.


Ci sono dei “ragazzi” che da più di trent’anni, ogni sabato pomeriggio e con ogni tipo ti tempo, si ritrovano sul campo di calcio. Parafrasando una nota pubblicità potremmo dire sui peggiori campi di “Caracas”. Da molto tempo ormai sul terribile campo Incoronata.
Sabato scorso si è giocato in concomitanza con il corteo contro le centrali a biomasse a Punta Penna. Si è letto in alcuni siti che la manifestazione non ha avuto il “successo” che si poteva prevedere ma non sono i numeri che delineano la riuscita di una azione bensì la discussione che essa genera. E questa discussione e avvenuta anche tra persone che apparentemente possono sembrare distanti dall’argomento. Prima e dopo la partita infatti, si è affrontato l’argomento attraverso vari punti di vista.
Se anche sui campi di calcio amatoriali l’argomento “biomasse” alimenta discussioni, abbiamo la dimostrazione che chi amministra (ma anche chi è “contro”) deve tener conto di ogni singolo elemento di giudizio, non solo dei numeri e delle apparenze.

lunedì 2 aprile 2012

Il sabato pomeriggio ... "scarpasciudd" e basta (questa volta non solo).

sabato 31 marzo 2012

NON SPARATE SU ADERCI... E SUL CAPITANO
di V.Patriarchi



BATE BORISOV DINAMO MINSK 2 - 5
arbitro sig. Mario Cinquina

BATE BORISOV( maglia rossoblu ): Docuta, Ronzitti F, Ronzitti N, Lemme, Serafini , Soldano, D'Adamo, Angiolillo, Ronzitti L, Ronzitti Go

DINAMO MINSK( maglia giallonera): Loreta R, Antenucci, Danenza, Di Foglio, Patriarchi, De Felice, Giacomucci, D'Angelo, Sebastiani, Sboro

L'arrivo in campo del garibaldino Paolo che agitava come un forsennato una bandiera contro la costruzione della centrale a biomasse a Punta D'Erce, ha dato lo spunto ad alcuni di noi per una foto ricordo, e, alla nostra maniera, ci sentiamo di condividere la protesta coniando lo slogan: "Avàste' nghi la pùzze, aridàteje li pizzèlle di quarajjìne e li pilìuse di DDèrce!".

Il fischio d'inizio, con un arbitro che di cognome recita Cinquina sembra paradossale, ma l'apostrofo dopo la C non c'è, e quindi s'incomincia: i blu fanno 'trimà lu' quacaccèlle' ai gialli al 14': su assist di Ronzitti L, Angiolillo brucia tutti sullo scatto, evita Loreta in uscita con un pallonetto, ma la palla, dopo un rimbalzo, incoccia il palo e va fuori. I gialli reagiscono e al 20' sbloccano: Franz Sboro lanciato da De Felice si vede il portiere Docuta che,in uscita, " 'ngipullàjie", e lo supera facilmente con un lob: 0-1. Dopo 2' è il giallo Giacomucci che, trovatosi solo davanti alla porta, tira di potenza: la palla, con mix di terraponi che smorzano la velocità, è facile preda di Docuta. Al 23' D'Angelo libera bene il giallo Sboro, che raddoppia 0-2. Al 27' però i blu reagiscono: D'Adamo lancia insieme Angiolillo e Gogo' Ronzitti scattati in linea, Gogò intercetta per primo e batte Loreta: 1-2. Sul finire del 1°t, dopo un'occasione per il blu Ronzitti,fallita di poco, D'Angelo servito in area sul piede di legno(il sinistro), non fa in tempo a smontarlo sul giusto(il destro)perde tempo e 'loffa' incredibilmente a 3 m. Nella ripresa al 12' bel gol a girare di Alessio De Felice, servito da Giacomucci:1-3. Al 20' il blu accorciano: fallo di mani di Antenucci a ridosso dell'area gialla, punizione di 1° magistralmente battuta da Gogò Ronzitti, palla all'incrocio destro, ed è 2-3. Palla al centro, e Franz Sboro non fa neanche 'aricicilijà 'nu 'ccone'i blu che scatta sulla sinistra e insacca il 2 - 4. Nel frattempo Soldano s'acquatta ad intermittenza sulla panchina: pare che nella pasta e rape abbia assunto una tossina che, annidatasi nel suo delicato quadricipite, gli impediva di estendere la sua poderosa falcata(n.d.r.-Peppì,li' ràpe à spigàte, n'n jè bbònne cchiù-). Al 25' il blu Lemme crossa da sin. per l'accorrente Angiolillo che, in scivolata, manca di un soffio la deviazione vincente: nell'occasione s'infortuna. Dopo 1' Pietro Hulk d'Angelo sgroppa sulla sinistra e scrocca un eurogol, esultando con un liberatorio auto-vaffa...per scacciare lu' mmualùcchie' che gli impediva di segnare da tempo. Gli avversari, decimati dagli infortuni di Angiolillo e Soldano, abbandonavano il campo interpretando che l'ingiuria di Hulk fosse rivolta come sfottò nei loro confronti, e inveivano verso il capitàa, corso a chiarire: l'arbitro cinquina chiudeva anticipatamnete la partita sul 2-5, mentre l'increscioso epilogo di partita dava luogo ad episodi di cui è meglio tacere.

classifica cannonieri: 30 gol: Frangione 24 gol: Angiolillo 20 gol: Ronzitti Go 15 gol: Sboro 14 gol: D'Angelo 13 gol: Serafini A 9 gol: Reale 5 gol: D'Adamo, De Felice 4 gol: Docuta, Storto 3 gol:Cicchini, Ronzitti L, Soldano 2 gol: Lemme, Serafini S 1 gol: Antenucci, Bozzelli, Catinari, Fanucci M, Fanucci R, Frasca M, Giacomucci, Rossi, Serafini G, Sebastiani, Vino

COMUNICATO STAMPA

La preoccupazione torna alta per gli interventi per Fosso marino. Gli interventi teoricamente previsti sono due: il primo del Comune di Vasto, il secondo della SASI. Il primo concorre per piccola parte alla soluzione del problema, il secondo, invece, diminuisce sensibilmente la prospettiva di una emergenza estiva del sistema fognario.

La consegna dei lavori, aggiudicati provvisoriamente a causa dell’eccezionale ribasso offerto dall’impresa, da parte del Comune, potrà avvenire soltanto a seguito di “assegnazione di specifiche risorse”. Queste potranno essere contenute nel Bilancio di previsione, la cui approvazione è di là da venire nel tempo. Infatti, considerando le obbligatorie attività prodromiche all’approdo in Consiglio comunale dello strumento finanziario, se ne può stimare l’approvazione, ad oggi e velocizzando l’iter, non prima del 20/25 Aprile. Se si considera che i tempi previsti dal bando per l’esecuzione delle opere sono di 90 giorni e che c’è solo da sperare che non vi siano intoppi di qualsivoglia genere, si arriva alla loro ultimazione alla fine di Luglio, fino ad allora… ruspe sulla spiaggia. Ogni commento è superfluo!

Potrebbero essere adottati, immediatamente, escamotage di massima urgenza con l’approvazione in Consiglio comunale di atti straordinari che liberino ugualmente le risorse necessarie per l’esecuzione delle opere. L’Amministrazione comunale le ha considerate?

Va da sé che l’attenzione deve essere necessariamente sposata sul secondo intervento, quello della SASI. Queste sono le opere che, realmente, potranno risolvere il problema. La società abruzzese, che ha la competenza sul sistema fognario, sì è impegnata, dopo averlo escluso nei mesi scorsi, alla realizzazione di una nuova vasca per la raccolta liquami ed al raddoppio della rete fognante Vasto Marina-San Salvo entro fine Maggio. Il progetto di raddoppio della rete fognante prevede la realizzazione di 4 chilometri di condotte ed il suo tracciato deve essere ancora messo a punto. Al 28 Marzo scorso, il progetto definitivo-esecutivo era ancora in corso di redazione.

L’Osservatorio incalzerà in ogni modo l’Amministrazione comunale e la SASI ma, al contempo, esorta gli operatori turistici, gli esercenti delle attività comunque correlate al settore e la cittadinanza ad operare un forte pressing affinché, dopo un anno dall’emergenza di Fosso marino, non si sia costretti ad assistere alle desolanti giornate già vissute l’estate scorsa.

Osservatorio per Fosso marino

San Francesco di Paola


Oggi è il mio onomastico. Si "festeggia" San Francesco di Paola, tra l'altro protettore delle coppie sterili. Don Cesare Michelangelo d'Avalos volle la sua tomba nella chiesa intitolata a questo santo a Vasto. Oggi quasi nessuno sa che la chiesa comunemente chiamata "Addolorata" era dedicata al "grande" santo del meridione d'Italia.



Di solito mi fanno gli auguri in questo giorno, mia madre e Don Michele Ronzitti. Quest'anno anche la mia lettrice Maria (Micica dei quattro gatti).

domenica 1 aprile 2012

Un diverso punto di vista (due)

Vasto: altro che "Brodetto"! Ci copiano il "letame" (chimico).

Non so quanti "intellettuali" a Vasto leggono il Corriere della Sera. Qualcuno c'è e ha trovato una notizia che "parla" della nostra città. Domani dopo aver letto il mio blog sono sicuro che la notizia sarà sulla "penna" di tutti.

Se la contraffazione colpisce pure i concimi italiani: l'allarme di Federchimica
Clonati tra Bulgaria e Albania loghi e confezioni dei fertilizzanti
del presidente di Federchimica Cesare Puccioni


VASTO - Non solo abbigliamento, calzature o prodotti agroalimentari. La contraffazione del made in Italy colpisce anche altri beni considerati meno nobili ma ugualmente preziosi. Il concime, per esempio. Ne sa qualcosa l'imprenditore Cesare Puccioni, da alcuni mesi presidente nazionale di Federchimica al posto di Giorgio Squinzi, nuovo leader di Confindustria. Solo qualche anno fa, Puccioni non immaginava che qualcuno avrebbe copiato, anzi clonato il logo identificativo e le confezioni dei fertilizzanti che la sua società, con sede nella zona industriale di Punta Penna, a ridosso del porto di Vasto, produce dal 1888.

L'ALLARME - L’allarme scatta in Bulgaria, a marzo dell’anno scorso, nella località di Stara Zagora. Un cliente segnala la presenza sul mercato locale di confezioni sospette di Nutrisol, uno dei fertilizzanti prodotti dalla Puccioni Spa. Il marchio è identico ma il concime viene venduto a un prezzo inferiore. Le differenze, per un occhio poco allenato, sono minime: il logo è stampato su un’etichetta adesiva e non direttamente sulla busta, l’indirizzo manca e il disegno sul lato anteriore del sacco è simile a uno ormai in disuso. Il contenuto è ovviamente difforme da quello originale e la sua composizione non è chiara. La Bulgaria non rimane un episodio isolato. L’incubo ricomincia alcuni giorni fa in Albania, dove vengono intercettate alcune partite contraffatte di “Superphos”, il più noto fertilizzante dell’azienda di Vasto. Si tratta di perfosfato, un concime la cui invenzione risale alla metà dell’Ottocento. In questo caso, la qualità della contraffazione appare di gran lunga più elevata.

LA CLONAZIONE - «Dopo aver verificato la qualità assolutamente misera del prodotto – racconta a Corriere.it Mario Puccioni, figlio di Cesare e amministratore delegato della società di famiglia - siamo rimasti sorpresi dal fatto che il sacco contenesse persino il logo di chi fa le buste, un’azienda specializzata nella realizzazione di sacchi in plastica per l’agricoltura. Se prima ci imitavano, ora tentano di clonarci». I fertilizzanti girano il mondo sulle navi e in molti casi si tratta di partite sfuse. La loro “bontà” è attestata dai certificati che accompagnano le spedizioni. Il sacco, quando c’è, costituisce la griffe dei prodotti. Ed è questa a essere presa di mira. L’avvocato della Puccioni Spa, Stefania Bracaglia, ha già intrapreso alcune iniziative legali per tutelare il brand dei concimi dell’azienda. Ma le leggi degli altri Paesi non aiutano. In Bulgaria, ad esempio, ha scoperto di poter procedere a una semplice diffida e, se alla fine avrà ragione e si scoprirà l’eventuale responsabile, otterrà un risarcimento che verrà intascato dallo Stato bulgaro. «Presumo che tentativi di contraffazione di questo genere possano aver colpito anche altre aziende – afferma Mario Puccioni -, per questo motivo credo che il problema andrebbe risolto a livello internazionale e, soprattutto in Europa, bisognerebbe creare in favore degli Stati membri un sistema di tutela centralizzato».

Nicola Catenaro 31 marzo 2012


Foto tratta dal Corriere della sera.it

Primo aprile, "gerbotella" cresce.



Con tutti i "fertilizzanti" che produciamo, avrà pensato il sindaco, dobbiamo far pur vedere che "rendono". (continua)