lunedì 13 ottobre 2014

Auguri

Mio fratello è figlio unico, perché è convinto che Chinaglia non può giocare a Frosinone. Qualcuno dice che ha un fratello del tubo ma lui ai tubi è abituato. Oggi mio fratello compie gli anni. Auguri.

domenica 12 ottobre 2014

Buona domenica


Buon giorno cari.

Sto per scendere al mare. Certo! E' una bellissima giornata e non la passerò ad ascoltare le lamentele "sulla" povera gente di Genova. Non la passerò a sentire  il pianto "sulle" pallavoliste di cui prima nessuno parlava ed ora ... Non la passerò nemmeno a scrivere (o a leggere) qui.
I politici che si votano tra loro per governare la "provincia" o che eleggono il sindaco di Vasto come loro massimo rappresentante e gli "italiani" che continuano a dare a questi credito, possono stare "serenissimi" come la Serenissima Repubblica di Venezia, aspettando .... l'acqua alta.
Io, tolgo il disturbo e mi godo questa giornata di sole. Domani .... si vedrà.

sabato 11 ottobre 2014

Se la Marina piange ... Vasto non ride.

 Ho letto ieri che a Vasto marina c'è il semaforo più veloce del mondo. In via Pitagora invece ......

venerdì 10 ottobre 2014

E di cosa vi lamentate!



"Lavorerò con impegno, responsabilità e senso del dovere, portando in dote le mie esperienze amministrative e le mia competenza, affinché l'Anci Abruzzo possa crescere e prosperare in favore di tutti gli associati e di tutta la regione".

Se è vero che "i guai della pignata li sa il coperchio" noi sappiamo cosa significano le parole di Lapenna.
Se l'assemblea regionale dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha scelto "all'unanimità"  il sindaco di Vasto come suo "rappresentante principale", i maligni potrebbero esclamare: "figuriamoci gli altri!". 
Quelli come me invece, alle parole "lavorerò con impegno ...", ridono e pensano ad un ulteriore (se possibile) allontanamento dell'impegno del sindaco di Vasto dalla città di cui è primo cittadino.
I maligni di prima, al mio pensiero esclamerebbero "menomale!"
Ma chi può fare questa affermazione? Certo non i "politici". Sono loro che lo scelgono. Lo hanno scelto come sindaco, lo hanno scelto come presidente dell'Anci, continueranno a sceglierlo. Almeno la smettessero di parlarne male alle sue spalle e di "adularlo" in sua presenza.
La gente invece .... meglio stia zitta anch'essa.
Le parole di Renzi sui compiti del Sindaco sono un "macigno", tuttavia i cittadini non capiscono e continuano a comportarsi come ci si comporta dopo la partita Juve-Roma.
In questo periodo storico in cui l'Italia va come va, le persone come Lapenna "scrivono" motivazioni al disastro. Queste motivazioni saranno giudicate in un futuro in cui non si potrà dire che la colpa sia solo de "Lapenna" spuntata. 

mercoledì 8 ottobre 2014

Le "pammadore" non rispettano la festa.



Questo mese di ottobre scorre in una noia così mortale che in tanti pensano già alla "festa" di Halloween. Pare che non ci sia altro da fare nella nostra città. 
Io sono sempre stato contrario a questa "americanata" ma, poiché sono stato più volte "richiamato all'ordine", mi allineo e partecipo con largo anticipo alla creazione di quel "giusto patos", necessario a generare, in chi ancora non ce l'ha, l'ansia per questa "festa".
Leggendo altri blog però, mi sorge il sospetto che in alcuni ambienti si stia già con la testa rivolta verso questa "importantissima" giornata, che, ritengo, sarà carica di iniziative.
Il fatto che ieri al d'Avalos ci si sia dimenticati della presentazione di un "importante" libro, mi porta verso questa direzione.
Quel fascino ambiguo del cervello era il titolo del libro (scritto dal Prof. Guido Brunetti).
Cosa vuoi che possa importare ai nostri amministratori un libro con questo titolo! L'argomento "cervello" non ha senso, non ha significato, non ha giustificazione. Ci sono argomenti, problematiche e fatti ben più importanti di cui trattare. Tuttavia, visto il livello dei relatori, non credo che il sindaco di Vasto sia così preso, magari dalla sua nomina a presidente dell'ANCI, da dimenticare una iniziativa così "prestigiosa". Proprio "il primo cittadino", che è una spanna avanti a tutti, sicuramente avrà un motivo ben più importante, ben in cima a quanto sopra elencato, che lo ha portato a questa "amnesia". E cosa se non l'organizzazione della "festa" di Halloween?
Parafrasando il detto popolare "avere sale in zucca", presto si saprà che il sindaco avrà inteso dare maggior risalto alla presentazione del "volume" spostando questa a "data più appropriata".
Perché, dico io, non in occasione di Halloween, così da dare "peso culturale" all'americanata?
Il fascino del "cervello" ed il sale in "zucca", che abbinamento straordinario.
Sono convinto che il sindaco e i suoi collaboratori hanno pensato proprio questo. Se poi ha dimenticato di avvisare gli organizzatori, che si sono prodigati con tanto di manifesto a reclamizzare l'evento, poco importa, si troveranno giustificazioni appropriate.
Tutti pronti con le vostre zucche quindi. Ma che siano piene, perché di zucche vuote la città è piena.

P.S. Mi chiederete ma le "pammadore" cosa c'entrano?

martedì 7 ottobre 2014

Siparietto



Questa mattina ho assistito ad una scenetta molto divertente ma che allo stesso tempo merita riflessioni.
Alcune giovani "mammine" aspettavano il pulmino giallo che porta i loro bambini a scuola. 
Una italiana e tre rumene. Queste parlavano la loro lingua e la bambina italiana si è rivolta alla madre dicendo: "ma che dicono? io non capisco nulla". La mamma non ha fatto in tempo a risponderle perché è arrivato il pulmino.
Partito questo, le tre donne rumene hanno continuato il loro discorso e l'italiana educatamente si è rivolta a queste dicendo: "scusate! ma non potete parlare italiano così anche noi, magari, possiamo entrare in conversazione?" "E perché non impari il rumeno!?" ha risposto una delle tre amiche.
E l'italiana: "Veramente siamo in Italia. Siete voi che dovreste imparare la nostra lingua" poi ha aggiunto: "io qui devo rimanere mentre voi potreste tornare in Romania".
Una delle signore rumene le ha risposto in perfetto italiano: "che cazzo me ne frega a me se tu non capisci!" 
Invece di continuare ad ascoltare, ho preferito andare .... al mare.

Se avete voglia di pensare, vi consiglio di farlo mentre ascoltate Quiet life di Ray Davis (tratto dalla colonna sonora di Absolute beginners.

lunedì 6 ottobre 2014

I miei maestri



Oggi alle ore 21,00 la RADIO compirà 90 anni. 
Da Rai Storia ho tratto la foto che più mi rappresenta. Arbore e Boncompagni in Alto Gradimento. 
Devo dire che prima di loro già facevo abbondante uso della radio. Il ricordo più bello: la domenica pomeriggio dal tetto del Collegio San Gabriele di viale Parioli a Roma, guardavo il sole tramontare dietro il "cupolone", mentre ascoltavo le poesie di Trilussa e le musiche di Ottorino Respighi.
Inutile fare i nomi delle voci che mi appassionavano. Solo una, quella di Elio Pandolfi. Sarebbe lungo anche l'elenco dei programmi. Mi piaceva anche Radio Pescara. 
Quando iniziai a trasmettere io ....
.... e stavo molto "avanti".


Scarpasciùdd 2014-15



TUFFO PLASTICO DI SILVANO RENZI 
di Vittorio Patriarchi

sabato 4 ottobre, ore 17, campo Incoronata:
Atletico Madrid Vs Celta Vigo 1-2
arbitro Orazio Di Blasio

ATLETICO MADRID (rossoblu): port.a rot.(1'Puddu-15'Serafini-30'Giacomucci,2°t-Catalano) , Antenucci, Conti, Giacomucci, Serafini, Puddu, Lemme, Pegna, D'Angelo, Celenza, Reale(2°t.coi gialli)

CELTA VIGO (nerogialli): Catalano (2°t  coi blu,1'Rossi -15'Patriarchi -30'Isoardi), Isoardi, Di Marco, Sebastiani, Rossi, Patriarchi, D'Adamo, Lanza, Ronzitti Go, Gabriele,( + Reale dal 45')

Livree  mezzestagionali a righe, oggi: i blu soffrono all'inizio il buono spunto dei gialli: al 9' punge D'Adamo col destro, fuori di un soffio; al 15', su assist di Lanza, è invece il sinistro di Gabriele ad impensierire il renziano Serafini, che blocca in tuffo plastico; al 18' Rossi si fa mezzo campo da solo, elude i marcatori e conclude malamente di esterno, palla fuori. Al 19', però, i blu, alla 1a occasione sbloccano: capitàa Antenucci, sganciatosi sulla dx, crossa alto a centroarea, Patriarchi in ritardo spizzica di testa e Pietro Hulk D'Angelo, piazzato dietro segna ' 'nghi lu sduènghe' (di stinco) l'1-0. Al 22' bel dialogo in quadrilatero tutto di prima Lanza - Gabriele - D'Adamo - Ronzitti, conclusione che sbuccia l'incrocio dx; al 24' Ronzitti di testa n'n gi affìle a la pòrte, ma al 26' prende la mira giusta, e su passaggio da dx di un forsennato D'Adamo corregge di dx in rete, 1-1. Al 40' su errato rinvio corto del portiere Catalano, il blu Reale batte a rete ma sfiora il palo; su azione seguente, Gogò 'lu voccapèrt' cicca 'gne nu vuavòse' una facile occasione in area piccola. Nella ripresa, nei blu esce Vino, il portiere Catalano passa ai blu e Reale ai gialli: al 10' il giallo Di Marco perde palla in disimpegno su Celenza, assist repentino per D'Angelo e tiro potente da 5m, il port. Rossi salva di piede in spaccata; al 20', su traversone basso del giallo Gabriele da sx si accende una mischia in area piccola, e tra un furioso flipper di gambe la spunta la ciabattata finale di Gogò Ronzitti, 1-2. Al 24', su punizione di 1a dal limite, il blu Pegna batte alla Pirlo, palla che però si stampa sulla traversa; i gialli provano a mettere al sicuro il risultato nel finale con varie occasioni per Ronzitti, Rossi e Lanza ma i blu resistono, e tuttavia non riescono a raddrizzare il risultato. E visto che oggi è S.Francesco, auguri al grande ed inimitabile Capitàaa.  

Class. cannonieri: 5 gol: Angiolillo  3 gol: D'Angelo, Ronzitti Go    2 gol: Forgione, Serafini S   1 gol: D'Adamo P, Loreta E, Gabriele

sabato 4 ottobre 2014

Sia pure mannaro, sempre "coniglio".


Ho letto, da un articolo di Davide D’Alessandro, il mio nome in una lista di trombati da Lapenna e ho letto che coloro che fanno parte di questa lista sono “tutti morti”.


Caro Davide.

Se gli altri sono morti non so, certo so che tra i “morti” di cui parli non puoi mettere il mio nome. Io sono vivissimo e, se possibile, molto più vivo di prima. Solo e fuori dalla “politica” penso che sarò vivo anche dopo “morto”.
Lapenna non mi ha mai dato una pacca sulla spalla, non mi ha mai messo la mano sotto il braccio e tanto meno fatto una carezza sulla guancia. Non glie l’ho mai permesso nemmeno metaforicamente.
Mi ha cacciato dicendomi: “non ti tocca nessuno” e facendomi immediatamente sostituire la serratura dell’ufficio come si fa con i ladri, tanto che per riavere le mie cose ho dovuto chiedere permesso e aspettare diverso tempo. Questo non glie lo perdonerò mai.
Piuttosto dimentichi che tu e l’amico Nicola mi avete estromesso quale “segretario” della vostra lista e sostituito con un perfetto sconosciuto, perché cercavo “unità” con Massimo Desiati.
Non pensare che io abbia poca memoria.
Pare che da qualche tempo il mio comportamento di allora sia diventato il “vostro”. Arrivate forse un po’ in ritardo?
Ma torniamo al “galantuomo” (per usare un termine tanto caro a quella santa donna di Bianca). Con me non ha potuto fare il mieloso. Non mi loda, non mi stima, non mi apprezza, non mi abbraccia, non mi bacia (che schifo!) perché io non gli ho dato e non gli do occasione. Non gli ho chiesto alcunché, non gli chiedo alcunché e quando sbaglia … “sottolineo”. E quando "sottolineo" io, sono sicuro che il "coniglio mannaro" non provi piacere, perché io non faccio parte del "suo" mondo. Non sa come reagire e "tace". Tace come un coniglio (sia pure mannaro) che tieni appeso per le orecchie.

Il forno a 180° lo riserverà per altri, magari per se stesso. A me potrebbe riservare il posto di “trofeo di caccia” ma per “tagliarmi la testa” dovrà faticare molto.


P.S. Bella la foto vero? Una eccellente espressione.

Lu scione

Dal dialetto veneto al dialetto abruzzese la tromba d'aria è chiamata scione. A Vasto sono molti i racconti su questo fenomeno. Era comune per le donne affacciarsi a guardare il mare per vedere se i mariti, fuori con la barca, correvano qualche pericolo. Oggi però, che ci occupiamo di altro e siamo poco preparati sui fenomeni naturali, la "tromba d'aria ci sembra un qualcosa di "raro".
Ieri tutti a fare le foto allo scione. Chi aveva le apparecchiature adeguate ha fato belle foto. Io col mio cellulare .... comunque ricordo la parola "scione".

venerdì 3 ottobre 2014

Luigi Pignatelli



Non pensavo potesse succedere. Muore un "amico" di Facebook e mi dispiace tantissimo. 
Luigi Pignatelli lo conoscevo da ragazzino, ma così, di vista. Ci salutavamo e qualche volta ci siamo scambiati qualche battuta. Niente di più. Da quando eravamo "amici" di Facebook la "frequentazione" era diventata assidua. Avevo imparato a conoscere ed apprezzare una persona come poche.
La notizia di questa mattina mi ha colpito. Che brutta cosa! Mi mancheranno i tuoi commenti ma conserverò il tuo ricordo come quello dei miei più grandi amici .... senza virgolette.

Gran concerto bandistico Città di Bracigliano a Vasto

Ho sognato Don Felice



Questa notte ho sognato di incontrare Don Felice Piccirilli. Ero contento nel sogno e sono ancora contento ora.

Ho aperto la porta degli uffici parrocchiali della Cattedrale e c'era lui seduto su una sedia verde mentre leggeva il breviario. "Quanto tempo che non ci vediamo!" ho esclamato. "Ma ti stai facendo crescere la barba?" notando che aveva (nel sogno) una barbetta di tre o quattro giorni. Lui mi ha sorriso e con lo sguardo mi ha fatto capire che doveva continuare la sua lettura. Uscito dalla stanza ho trovato una scatolina piena di immagini, figurine, cartoline e varie scartoffie. Queste erano umide, sgualcite, sporche di polvere e piene di larve di mosca, vermi, tarli e strani insetti mollicci che mi facevano impressione. Ai miei piedi scorpioni. Intorno gente che mi osservava. Poi tanta confusione fuori e dentro la chiesa. Un fastidioso "ciacolio" ed io che tentennavo a prendere quella roba. Schifato. Tutti sapevano di quel "pacchetto" ma nessuno osava toccarlo e adesso che stavo per prenderlo io mi metteva in guardia dal farlo. Qualcuno mi lasciava intendere che se lo prendevo, dovevo consegnarglielo perché apparteneva a lui o comunque non a me.

I vermi e le larve sulle mani mi danno, ancora adesso che sono sveglio, un senso di disgusto, tuttavia aver sognato Don Felice mi fa "felice".

giovedì 2 ottobre 2014

Ho avuto una visione ... mi è apparso Mussolini.



Oggi pomeriggio, mentre mi riparavo dalla pioggia sotto un portone, ho alzato gli occhi e ho visto apparire una immagine. Si, proprio "Lui", Benito Mussolini.
Certo a me nessuno può dire "fascista" ma devo riconoscere che "allora" le cose le facevano proprio bene visto che ancora oggi molto .... riappare.
Spero adesso, che nessuno provveda a rimuovere l'immagine.

L'ultimo "traboccante" vastarolo

Non va bene!

Ho letto da più parti che le feste Patronali di quest’anno sono state un “flop”. Sarà che sono stranamente "sereno" in questo periodo ma non mi è sembrato.
Sicuramente l’amministrazione comunale non ha fatto le cose per bene. Come al solito ci ha messo del suo per “disorganizzare” il tutto, tuttavia la festa di San Michele ha avuto tutti gli “ingredienti” necessari: le giostre, le luminarie, la banda, il “cantante”, i fuochi artificiali e le bancarelle.
Certo continuare a collocare le giostre al Cimitero non è il massimo per svariati motivi. Certo la cassa armonica dentro al cortile di Palazzo d’Avalos sembrava quasi un castigo per le (ottime) bande musicali che si sono esibite. Certo le luminarie, rispetto ad altri anni, sono sembrate meno appariscenti. Certo, la pur brava Alexia, non era l’attrazione che ci si aspettava e il palco per la sua esibizione poteva essere collocato altrove. Certo la processione del Santo, come da qualche anno, è stata ridotta nel percorso e costretta a slalom tra palchi, bancarelle ed auto. Certo i fuochi artificiali a tanti sono sembrati “i soliti”.
Tutto questo però non mi mette in condizione di dire che la “festa” è stata un flop.
Partiamo dalla “cosa” principale: la partecipazione alle funzioni religiose. Ho visto tanta gente alle messe, anche se di lunedì e di martedì, e tanta gente al seguito della processione.
Per quanto riguarda il “resto”, non si sono viste le folle di giovinastri delle notti “colorate”, quelle che vomitano, orinano e schiamazzano tutta la notte, ma ho visto tante famiglie, bambini e anziani pacatamente riempire la piazza.
 A mio giudizio personale le luminarie erano “eleganti”. Qualcuno dice: “a cosa servono?” Rispondo che servono a dare l’immagine della festa. E’ una delle poche tradizioni del meridione d’Italia che ancora resiste, teniamocela. Così come dobbiamo con tenacia mantenere la tradizione delle bande musicali. Quando si ha la possibilità di ascoltare questo tipo di musica se non in queste occasioni?
Le bancarelle, dove non si vendono più gli “zinnannà” o altri giochini “attesi” dai bambini per l’occasione, ma “cianfrusaglie” comuni, quelle si che pur facendo parte della tradizione andrebbero “rivisitate”.
Se le giostre fossero state collocate in centro (e lo spazio c’è) il movimento e la partecipazione della gente sarebbe apparsa maggiore.
Ho scritto in altre occasioni che la riuscita delle manifestazioni viene giudicata dallo “ciaccacciacche” (la folla che si pesta i piedi) ma non deve essere così.

Se la festa del Santo Patrono capita di lunedì e chi vi partecipa è “sereno”, vuol dire che è stato un successo, non un flop.
Parlare di flop in queste occasioni, significa insinuare un tarlo nella gente, significa: "aboliamo le anacronistiche Feste Patronali". 
Non va bene! Abbiamo già cancellato troppo di Vasto. Lasciateci almeno queste.

mercoledì 1 ottobre 2014

Basterebbe un minimo.

Per quanto umile possa essere, se c'è festa in una casa, questa sarà pulita e resa il più possibile accogliente. Non è così per i nostri amministratori che nella loro "sciatteria", durante le festività Patronali, hanno accolto il pubblico nel cortile di Palazzo d'Avalos tra scarti e rifiuti. Già relegare la cassa armonica in questo luogo non è cosa buona, ma questa considerazione può essere soggettiva. Oggettivamente però l'immondizia e gli scarti di cantiere non danno una buona immagine della Città. 
Abituati come siamo ormai ad essere circondati da maleducazione, disordine e sporcizia, probabilmente in tanti ci passeranno sopra. Altri mi diranno: "stai a guardare il capello!" Io però non posso fare a meno di evidenziare queste cose perché basterebbe un minimo .... per non farmi parlare. Che ci vuole!

La musica è finita

E anche quest'anno le Feste Patronali hanno chiuso l'estate. Sommessamente e senza schiamazzi San Michele è tornato a "casa sua". 
Le luminarie, poche e buone, e le Bande musicali, di elevata qualità e con un ottimo repertorio, mi sono piaciute. 
In tanti hanno notato la mancanza di giovani in "piazza" ma voglio pensare che si trovassero tutti al "cimitero". Cosa state pensando! Cosa avete capito! Intendo dire al Luna Park sistemato dietro il cimitero. In quel luogo c'era un bel movimento tra suoni e luci, almeno quando ci sono passato io e spero anche in altri momenti. Il concerto di Alexia l'ho ascoltato da casa. Mi tremava il pavimento ma io sono abituato al volume. I fuochi li ho sentiti nel sonno. Sarà l'età ma non ho avuto voglia di aspettare. 
Magari il prossimo anno ....

martedì 30 settembre 2014

Don Peppe Bottari.

Abitavo in via Ancona, dove c'era la rivendita di ferro dei fratelli Bottari. Incontravo ogni giorno don Paolo e don Peppe, un po' più di rado don Carlo.
Da ragazzino don Peppe mi intimoriva col suo sguardo. Crescendo invece ...
Una delle rare "scotolate di mazzate" che ho ricevuto da mio padre è stata causata proprio da don Peppe.
Giocavo con la porta a vetro del palazzo di mio nonno (Laccetti) dove abitavo, quando la vetrata da me "sollecitata" si ruppe in milioni di pezzi. Scappai alla velocità della luce e, facendo finta di non sapere nulla dell'accaduto, mi ripresentai sul luogo mentre mio padre, mio nonno e i miei zii si chiedevano come fosse accaduto il "fatto". Salii a casa e dopo un po' si presentò mio padre. Già dallo sguardo capii. Mentre mi "abbottava" provavo a difendermi e lui, più parlavo e più continuava. "Ti ha visto don Peppe scappare come un fulmine dopo aver rotto il vetro. Smettila di dire le bugie!" diceva. 
"Quello spione! Non poteva farsi i fatti suoi? Era buio, che ci faceva in quel posto?"
Per anni mi sono guardato sempre intorno, prima di fare qualche "marachella". 
Ciao "don Pé". Grazie anche a quelli come te, ho imparato l'educazione.