martedì 4 aprile 2017

Chieti ... domenica



Una domenica uggiosa passeggiando per Chieti in attesa di andare a teatro, tra ricordi e esclamazioni. Che peccato! 
A Chieti sono affezionato perchè la frequento da quando avevo tre anni. Il primo ricordo è un gattino che mi regalarono ad un mercato. Lo riportai a Vasto con la "corriera" di Di Fonzo dentro una scatola delle scarpe forata con le forbici per farlo respirare. 
Posso dire che l'ho vista crescere e "invecchiare" ma domenica ho avvertito quel senso che si percepisce quando si sente la "morte". 
Spero che sia così solo la domenica quando, magari in questi giorni di primavera, si preferisce andare fuori città, perchè ho avvertito quel "vuoto" che nemmeno a Vasto , nei cupi pomeriggi invernali, si sente.

Come in tutti i centri storici ci sono elementi importanti e curiosità che attraggono il visitatore attento, tuttavia ormai ai più sembra tutto sempre la stessa cosa. La gente preferisce Megalò. La gente preferisce lo shopping. La gente è buona ad apprezzare solo quando è ormai troppo tardi. 
Domenica su Corso Marrucino c'erano delle "squallide bancarelle", rese ancor più squallide dalla pioggerella. Possibile che per attrarre gente è necessario "mostrare" qualcosa da vendere? Probabilmente dovremmo provare a "vendere" cultura. Il modo ci sarebbe. Certo non come si fa adesso riempiendo i musei e le città d'arte di persone che non sono in grado di capire ma che vogliono solo dire "ci sono stato".









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