domenica 20 gennaio 2013

Sande Sabbastiane (San Sebastiano).



“Ohhh! ... E mè o che seune la Cambane. “Ddonnnnn”. Chi s’è morte? Se morte Mastre Peppine Lacciatte”.

Così, mio nonno Giuseppe Laccetti, terminava tutti i pranzi del giorno di San Sebastiano.
Non frequentava la chiesa. Diceva che non reggeva l’odore della cera delle candele, che addirittura gli faceva mancare l’aria, tuttavia le “ricorrenze” le rispettava tutte. San Sebastiano poi, protettore dei muratori, per un Capomastro come lui era una data doppiamente sacra.
Qualcuno doveva andare in chiesa a prendere “lu purcellate” e poi per pranzo, puntualmente ogni anno, mia nonna doveva preparare i “Gravioli” con lo zucchero e la “Ciciricchiata”.
Con i nipoti intorno alla tavola per lui era “la felicità”.
Ricordo un anno che colpito da trombosi dovette saltare la ricorrenza e “accontentarsi” de “lu purcellate”, addirittura pianse. Però si riprese e festeggiammo il San Sebastiano per un’altra ventina di anni.
Una consuetudine voleva che si realizzasse, con i resti della pasta (rigorosamente impastata a mano in casa) e con quelli del ripieno, un “Graviolone” che spettava al capofamiglia, quindi a lui.
Io che sono ghiottissimo dei ravioli col ripieno di formaggio, ricotta, zucchero e cannella, conditi con ricco ragù e abbondante spruzzata di parmigiano, pensavo chissà se da grande avrò “l’onore” di mangiare quel “Graviolone”.
Non sono muratore ma opero nel settore e conosco (un po’) la materia, quindi festeggio San Sebastiano. Quest’anno “pretenderò” il “Graviolone” rigorosamente con zucchero e cannella.
Sono sicuro che molti di voi rabbrividiranno al solo pensiero di mangiare questa pietanza e anche nella mia famiglia questo accade. Io ne sono contento così (a volte) ne avanzano e li mangio “rintrufati” la sera (che sono ancora meglio). Ho scoperto però di avere un nipote che gradisce e “compete” … Grrrrrr!

(Vedi anche nella sezione ricordi la versione del 21 gennaio 2011 “Lu Purcellate”)


Nessun commento: