lunedì 24 marzo 2014

Nessuno ricorda

VIA RASELLA: IN UNA LETTERA DI GIOVANNI AMENDOLA DEL '64

LA VERITA'

''FUI IO A SEGNALARE COLONNA DA COLPIRE''

In una lettera del 1964 all' ex leader dei liberali nel Cln romano, Giovanni Amendola si assunse la responsabilità politica e personale dell'attentato di Via Rasella, ammettendo di aver indicato lui stesso ai Gap la colonna tedesca da colpire nel centro di Roma. La lettera e' del 12 ottobre, il destinatario e' Leone Cattani: a lui il dirigente comunista scrive che ''in nessun momento, nemmeno in un primo momento, potevo deplorare un'azione di cui ero stato il promotore, di cui mi sentivo responsabile e che aveva recato in pieno cuore di Roma un tale colpo alla sicurezza e tracotanza del nemico''. E aggiunge:''Ero stato io a segnalare al comando dei Gap perché la colonna fosse oggetto di un attacco, lasciando poi al Comando assoluta libertà di iniziativa''.
Amendola nella lettera fa capire che l'attentato non era stato frutto di un accordo preventivo della Giunta Militare del Comitato Nazionale di Liberazione e racconta esattamente come andarono i fatti rivelando un inedito particolare, relativo al 23 marzo del '44, giorno dell'eccidio. Nel pomeriggio era da de Gasperi a Propaganda Fide e ad un certo punto si sentono gli echi dell'esplosione. ''De Gasperi ci disse - scrive Amendola - ne avrete combinata un'altra delle vostre. Non state mai fermi voi comunisti. Una ne fate e cento ne pensate''.

La missiva e' contenuta nell'ultimo libro postumo di Renzo De Felice dedicato alla biografia di Mussolini (Ed. Einaudi). Lo storico la trovò nell'archivio di Leone Cattani. Ci sono riferimenti anche alla famosa riunione del Comitato Nazionale del 26 marzo del '44, subito dopo l'eccidio delle Fosse Ardeatine, alla quale parteciparono Dc-Pli-PSi- Partito d'Azione e Comunisti. 

Amendola conferma la versione ufficiale e cioè che il democristiano Giuseppe Spataro chiese che si richiamassero le formazioni partigiane aderenti al Copro Volontari della Libertà a comunicare preventivamente le azioni progettate e che lui si dichiarò contrario con l'appoggio di Sandro Pertini e di Riccardo Bauer del Partito d'Azione.

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