sabato 28 maggio 2016

L'abbraccio che ...



Oggi dopo l'arrivo della tappa al Giro, mi sono commosso fino alle lacrime. 
La madre del colombiano Esteban Chaves, dopo che il figlio per pochi secondi ha perso la corsa, si è recata a complimentarsi con Vincenzo Nibali. I due si sono abbracciati.
Una immagine come quest'abbraccio non si vede più da tempo, non solo nel mondo dello sport. Troppo spesso si gettano strali su chi ci batte.
La dichiarazione di Chaves poi, "la vita è così non sono questi i problemi della vita, sono contento!", detta con un malinconico e dolce sorriso mi ha reso felice.


1 commento:

Giuseppe Franco Pollutri ha detto...

Avrai anche notato, amico mio, che Esteban, all'arrivo in rosa del giorno prima, ancora di questi tempi laici, si è "fatto il segno della croce". E' facile così immaginare, al gesto della madre oggi, quale sia ancora la cultura genuina di quella gente delle Americhe del sud: la fede cristiana, quella dei "poveri cristiani" che sanno che per vivere con serenità le difficoltà della vita, sia pubbliche che private, occorre confidare e praticare gli insegnamenti di Cristo, occorre sentirsi fratelli. A Vasto, quanto meno concittadini.
Da noi, invece, si 'crede' di essere stati "liberati" dal "peccato" ad opera del partigiano che ancora canta (...e basta!): Oh bella ciao!
A parte l'esempio di Nibali che ci dice che per raggiungere il traguardo che si desidera occorre ... pedalare, credendoci.
Non tralasciamo poi anche il gesto verso il nostro corridore da parte dell'avversario spagnolo Valverde. Segno di apprezzamento e rispetto per ciò che di valido ciascuno di noi sa fare. Altra lezione (...inutile) per gli uomini pubblici del Vasto.