lunedì 19 luglio 2010

La spiaggia vietata.



Titoli roboanti inerenti l’articolo pubblicato sull’Espresso: La spiaggia vietata. Sembriamo quasi godere del fatto che Vasto stia apparendo, agli “eventuali” turisti, come una pattumiera. Si! una pattumiera piena di violenza, droga, rapine, abusivismo edilizio, sporcizia, carenza di servizi, cibi avariati e … spiagge recintate. Ogni anno si trova il motivo per denigrare la nostra città. Ricorderete lo scandalo del cibo avariato offerto ai terremotati, notizia che fece il giro d’Italia e che si rivelò una bufala. Tutto questo si legge sui giornali facendo dimenticare che ragazzi di Vasto sfondano in campo artistico e sportivo, che la città offre anche novità di qualità come le istallazioni artistiche a punta d’Erce o altro ancora. Tutto questo si legge, facendo dimenticare o peggio nascondendo che Vasto può mostrare tesori veri. Non quelli “politicamente” proposti, ma quelli che sorprendono il visitatore che esclama: “non me lo aspettavo!”.
Come ormai tradizione, è arrivato il momento delle lamentele, il momento del “che schifo andiamo sempre peggio!”. No, non deve essere così. Tante sono le cose che non vanno ma queste vanno evidenziate in altri momenti ed i problemi vanno analizzati e risolti in maniera tale che il turista non sia obbligato a dire: “dopo tutto quello che si dice di Vasto, mi aspettavo cose peggiori”. Preferirei che dicesse: “mi aspettavo di più”, così da stimolarci a crescere. A mio modo di vedere, nelle cronache locali possiamo anche evidenziare carenze, disservizi ed omissioni, tuttavia sarebbe necessario vigilare affinché non si ingigantiscano i problemi, tanto da raggiungere le cronache nazionali e mostrare ciò che Vasto non è. Ma …..

4 commenti:

Ciccosan ha detto...

Condivido appieno. Penso anch'io che ci siano in giro dei Tafazzi convinti di fare chissà cosa, di sentirsi attivi propositivi partecipativi, solo facendo foto alle buche per strada o alle pensiline ammaccate.
Forse esagero, ma in alcuni casi li citerei per danni alla collettività cittadina e diffamazione.

Francescopaolo D'Adamo ha detto...

... e allora la pensi così anche dei presonaggi storici della città, non li denigri.

Ciccosan ha detto...

Non credo che il marchese sia stato peggiore di tanti altri nobili dell'epoca. Certo non è stato un Medici o un Gonzaga, ma nemmeno un tiranno.
Ciò che non gradisco, e ne ho il diritto, è che sia stato eletto a rappresentare una città nella cui storia ci sono personaggi migliori e più di lui degni di annuale commemorazione.
A me sembra che il Toson d'Oro sia stato solo una scusa per mettere in piedi una rievocazione pittoresca e affascinante.
La stessa critica muovo alla rievocazione del matrimonio di Vittoria Colonna; ma quanti vastesi sanno che la splendida Vittoria Colonna, non si sposò a Vasto bensì a Ischia, nel 1509 e per di più il 27 dicembre? Che in quell'isola passò buona parte della sua vita fedele ad un marito molto amato, Francesco D'Avalos (ecco la scusa per Vasto), il quale non disdegnava la frequentazione di altre donzelle? In altre parole, un puttaniere.
Vogliamo a tutti i costi un evento che ci consenta una sfilata in costume? Bene, allora prendiamo da L.Marchesani "Videro gli antenati nostri regal donzella, Maria figlia di Filippo III re di Spagna, la quale con numeroso corteggio andava sposa all’Unghero re Ferdinando III.
Ella giunse in Vasto tra ‘l finire del 1630 e i primi giorni del 1631: Innico III d’Avalos l’albergò in dorata camera costrutta a bella posta nel suo palazzo, adorna di vasi di majolica dipinti da Raffaello da Urbino, e fornita da nobilissimo letto.
Cupello ed altre terre marchesali astrette furono da Innico a prestar letti per tal passaggio.”
Immagino quanti nobili si radunarono per l'occasione nella nostra città.

Francescopaolo D'Adamo ha detto...

Ne parleremo, sicuro ne parleremo.