lunedì 16 gennaio 2012

E nascerà un bel bambino. Lo chiameranno IpV (Iniziativa per Vasto)


Sono stato il primo ad aderire ad ApV. L'ho fatto perché mi è stato detto: Lapenna ha sbagliato, sbaglia ed i partiti non sono lo strumento adatto a governare una città. Io ci ero arrivato da tempo, e quindi vedere che aumentavano le persone che lo avevano capito mi era parso un buon segno. Queste parole d'ordine le abbiamo ripetute per due anni. Fino alle elezioni. L'indomani, con il candidato sindaco Del Prete bastonato dall'elettorato, tentiamo di raggiungere l'obiettivo minimo. E cioè, liberarci di una amministrazione Lapenna. Fallito anche questo obiettivo le parole diventano nuove, diverse. Si sentono cose tipo: ApV è una esperienza da chiudere un minuto dopo le votazioni; no veramente scherzavo; bisogna essere responsabili; dobbiamo aiutare Lapenna poverino ostaggio dei comunisti; votiamo sempre con la maggioranza perché è meglio per la città. Allora mi dico: fate come volete, ognuno risponde della sua faccia. La voglia di inciucio è evidente, la giravolta politica esagerata. Non si tratta solo di inserirsi nelle profonde lacerazioni di una maggioranza che si tiene abbarbicata alle poltrone per non scomparire. C'è proprio una messa a disposizione in attesa di nuovi scenari. È stato perfino troppo semplice per me dire: Lapenna non ce la fa? Non è capace? Io lo avevo già detto. Allora se per il bene di Vasto occorre sostenerlo, lo si può anche fare, limitatamente a qualche provvedimento importante ed urgente, purché poi lui tragga le dovute conseguenze. Ma di questa presa d'atto della realtà neanche l'ombra. E allora ditemi: perché continuate a sostenerlo? I vastesi una loro idea se la sono fatta. Io per parte mia ho tentato di proseguire con il lavoro avviato negli ultimi due anni. Ho parlato di temi concreti, ho dialogato con forze con le quali addirittura ho fatto un apparentamento. Ho ribadito posizioni insieme a Desiati, che avevo sottoscritto nel programma elettorale. E questo non è andato bene a qualcuno. Non è andato bene a chi con tanta leggerezza in questi giorni prende posizione contrarie al programma elettorale che lui stesso ha sottoscritto. Immortale la parodia Marcorè-Gasparri Ministro delle telecomunicazioni, che parlando della legge sulle frequenze tv, scritta ad uso e consumo di Berlusconi dice: “Francamente io 'sta legge è vero che non l'ho scritta. Non l'ho manco letta se è per quello”. Ecco persone di questa caratura mi contestano che io prenda posizioni condivise con chi è stato nostro alleato. Allora ricapitoliamo: sto dicendo e facendo cose che erano nel mio programma elettorale, sto includendo e non escludendo, apro possibilità per uscire da un isolamento politico che sta diventando imbarazzante e mi arriva lo stop da chi dice: con Desiati nulla! E bastava dirlo prima. Bastava dirlo che avete un problema politico-personale con Desiati. Ma allora a voi dei fatti e della realtà non vi importa nulla. A voi importa non avere a che fare con Desiati. Tutto il resto per voi è possibile. Mi dispiace ma per me non è così. Vasto viene prima. Anche di voi.

Nessun commento: