domenica 1 novembre 2009

Il filmato ... per una riflessione

La Procura della Repubblica di Napoli, per dare una svolta alle indagini sull'omicidio di Mariano Bacioterracino avvenuta l'11 maggio, ha disposto la diffusione di un video ripreso da una telecamera di un circuito di videosorveglianza. Nel filmato shock si vede l'agguato camorristico compiuto da due uomini, il killer e il suo complice. E proprio per identificare queste due persone la Procura ha chiesto aiuto alla popolazione con il video. (tg5)

Ho ripensato più volte a quelle immagini, ho riflettuto su quanto detto, sui commenti, sui risultati.
Intanto mi sono chiesto se il comportamento della Procura di Napoli, che ha diffuso questo video, sia stato giusto e corretto. Sono giunto, come tanti, alla conclusione che tale operazione rappresenti un pericoloso precedente. Sono altresì sicuro che le persone riprese dalla telecamera “di sicurezza” se pure avessero voluto testimoniare qualcosa, ora, con la paura di ritorsioni da parte degli assassini, se ne guarderanno bene. E inoltre, la persona definita “il palo”, se estranea ai fatti, non avrà gravi problemi? C’è tanto da pensare, tuttavia, il video, letto in tutte le sue sfaccettature, può far riflettere verso quale direzione sia diretta la nostra società.
Ho orientato quindi i miei pensieri verso questa tematica.
Già qualche tempo addietro, “gustammo” la scena dell’uccisione (casuale) di un immigrato rumeno all’interno della metropolitana di Napoli, ed al fuggifuggi generale che ne seguì. La paura, in quel caso, penso possa giustificare la mancanza di soccorso verso il povero malcapitato, lasciato morire tra le braccia della moglie urlante. In questo secondo video invece, si avverte, non solo la totale indifferenza della gente, ma qualcosa di enormemente peggiore.
La signora che passa due volte sul cadavere, dovrebbe essere rintracciata ed interrogata sul perché del suo comportamento. Fosse stata questa donna “indifferente”, avremmo potuto interpretare il suo pensiero: “non sono guai miei, io sto a casa mia, gli altri facessero quello che vogliono”. Il totale distacco da quanto successo invece, il passare e ripassare sul cadavere, come fosse un cartone buttato li a terra, se non ha un significato, magari simbolico, dimostra un qualcosa che va molto oltre l’indifferenza, l’abitudine o la paura. Si dice infatti, che ormai la gente di Napoli sia così assuefatta a questo “stile di vita” da considerare normale routine episodi come quello documentato dal filmato. In conseguenza di ciò, mi chiedo: “Cosa ha portato a questa assuefazione?” Una domanda scontata che presuppone una risposta scontata: La Camorra.
Si! Dico io. Ma dietro la parola Camorra cosa si nasconde, una associazione malavitosa o un codice di comportamento entrato nella quotidianità della gente? A mio modo di vedere, la prima (associazione malavitosa) cresce ed acquista potere grazie al secondo (codice di comportamento). Anche qui cose già dette, eppure se usciamo fuori dalle zone tipicamente colpite da questi fenomeni, la cosa non mi sembra così scontata.
In una città come Vasto, per esempio, dove la Camorra intesa come associazione malavitosa non esiste, siamo sicuri che il codice di comportamento della gente sia diverso da Napoli , Bari, Palermo o altri luoghi dove le Mafie sono radicate?
È difficile (per ora) trovare un morto ammazzato per strada, ma quanti segnali ci portano, anche se in maniera molto blanda e distante da questi gravi fenomeni, a notare affinità con i luoghi dove questi fatti sono all’ordine del giorno?
Sono sicuro che moltissimi stanno pensando a chissà quale caso di violenza, magari furti, rapine, scippi. Altri penseranno allo spaccio di droga, al riciclaggio di denaro, l’usura ecc. Io invece noto la mancanza di rispetto per la benché minima regola, dal divieto di sosta, al non uso dei cestini per i rifiuti, alle deiezioni canine, alla incuria generalizzata e così via. La gente si abitua, si assuefa, si accostuma, e come i bambini, se non ben educati, crescendo peggiorano i loro lati negativi, così la società se non ben indirizzata, evolve in maniera scorretta. Scorretta come nel caso del distacco delle persone dalla politica ed il conseguente comportamento dei politici stessi.
A questo punto, qualcuno potrebbe paragonare, con la sessa proporzione che c’è tra il ponte sullo stretto di Messina e la funicolare di Vasto, il colpo alla nuca del video e la sostituzione immotivata di un Assessore, ma voglio porre una domanda ai lettori: “Non ritenete un comportamento "mafioso" (1), benchè formalmente ineccepibile, quello dell’allontanamento “immotivato” di persone elette dal popolo, e la sostituzione di queste persone con altre che questa fiducia non hanno avuto?” In molti si chiedono: “perché, se io ho votato una persona e questa è stata eletta, ne trovo un’altra al suo posto?” pochissimi però sono quelli che prendono posizione apertamente.
Siamo nella fase della paura, dell’indifferenza o … peggio?



(1) Le analisi moderne del fenomeno della mafia la considerano, prima ancora che una organizzazione criminale, una "organizzazione di potere"; ciò evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze e collaborazioni con funzionari dello Stato, in particolare politici, nonché del supporto di certi strati della popolazione. Di conseguenza il termine viene spesso usato per indicare un modo di fare o meglio di organizzare attività illecite. (Wikipedia)

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