giovedì 5 febbraio 2015

Non ne azzeccano una!

Viste le "firme" del documento che segue, da parte di associazioni notoriamente vicine all'amministrazione comunale, mi viene da pensare che siamo proprio "alla frutta" ... oppure la lettera è un'arma di distrazione da altri problemi?
Sono convinto della prima cosa.

Potature e scempio del  Pioppo nero monumentale di Vasto

Vasto è conosciuta per il suo centro storico, per il Palazzo d’Avalos (per il quale auspichiamo l’immediato ripristino della parte interessata al recente crollo e rigorosi controlli futuri su tutta la struttura), che ospita il più antico museo d’Abruzzo, per la spiaggia di Punta Aderci, considerata tra le più belle d’Italia, per il Brodetto alla Vastese, cucinato con il pomodoro mezzo tempo, antica varietà locale. Vasto è conosciuta anche (e, forse,  soprattutto) per il suo paesaggio naturale, che ha saputo conservare pure degli alberi monumentali. Sono tre: l’ Olivo della Madonna dei Sette Dolori, il Pino domestico in località Tre Segni e il Pioppo nero di Vasto Marina e tali monumenti sono protetti con Decreto n.72/2012 del Presidente della Giunta Regionale. A questi probabilmente in futuro si aggiungerà anche l’eccezionale tiglio di Corso Garibaldi, per il quale invitiamo il Comune di Vasto ad attivarsi da subito per l’inserimento nell’elenco degli alberi monumentali in base all’attuale LR e a quella nazionale di cui appresso.
Attualmente è in corso una revisione a livello nazionale (Decreto n.23/2014 e L. n.10/2013) delle specie censite a livello regionale, che attiveranno l’articolo 7 della legge citata, ove si dettano disposizioni “per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberature di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”.
Le presenti normative all’unisono esprimono dissensi per quanto attiene “l’abbattimento e le modifiche della chioma e dell’apparato radicale” che “sono realizzabili dietro specifica autorizzazione comunale, solo per casi motivati e improcrastinabili per i quali è accertata ….” (art. 9 del D.23/12; art. 7, comma 4 della L. 10/2013).
In sintesi appare chiaro l’interesse a livello nazionale, collettivo e civile per queste “cattedrali con le foglie”.
Ci si stupisce, quindi, di osservare nel Pioppo nero di Piazza Rodi a Marina di Vasto un’operazione di potatura invasiva e deturpante, effettuata senza rispettare criteri estetici, tecnici e di stabilità dell’albero, dopo la precedente, assurda “capitozzatura” di un paio di anni fa che deturpò, senza alcun motivo, uno dei simboli di Vasto.
Occorre subito chiarire che ciò è anche conseguenza della mancanza di un Regolamento del Verde che, a quanto ci risulta, fu redatto in bozza con la collaborazione anche di alcuni volontari di associazioni e dimenticato in qualche cassetto del Comune da molto tempo: sarebbe il caso di riprenderlo ed approvarlo in tempi stretti.
Dovrebbe apparire ovvio che la monumentalità di un patriarca vegetale è resa manifesta soprattutto dal suo aspetto costituito da fusto e chioma. Se si riduce la chioma, l’individuo vegetale perde la sua “bellezza”.
La potatura è una pratica umana, utile e funzionale all’obiettivo proposto. Il Pioppo nero in questione non ha bisogno di nessuna potatura sia perché è stato fortemente potato in passato  ( e qui usiamo come eufemismo il termine potatura) sia perché, trovandosi all’aperto, non interferisce con alcuna infrastruttura.
L’aspetto più preoccupante di quanto accaduto è la mancanza di cognizione tecnica in chi ha effettuato la potatura stessa, che non ha rispettato i rami di primo, secondo e terzo ordine - andando così a incidere sulla stabilità stessa della pianta e sulla sua struttura – e che non ha mantenuto i calli cicatriziali, togliendo così, a questo vecchio essere vivente, la possibilità di “rimarginare le ferite”. Le potature, se non vengono effettuate con i dovuti accorgimenti, incidono sullo stato fitosanitario e contribuiscono solo ad aumentale le patologie della pianta. Va ricordato che per le latifoglie l’emissione di polloni (veri e falsi), ossia la capacità pollonifera di alcune specie, rappresenta una strategia adottata dalle piante per sopravvivere in situazioni difficili. L’opinione che le piante “potate” crescano meglio è priva di fondamento.
Non si comprende il motivo di tale operazione che, ripetiamo, insieme alla precedente, inspiegabile capitozzatura, ha deturpato uno dei tre alberi monumentali di Vasto. Aspettiamo spiegazioni da chi di dovere e lo stop a qualsiasi altro intervento sull’albero che non risponda a fondati motivi e a rigorosi criteri botanici.

Vasto 03/02/2015

ARCI – Vasto
COMITATO CITTADINO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO – Vasto
GUARDIE VOLONTARIE WWF – Nucleo Provinciale di Chieti

ITALIA NOSTRA - Vasto

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