giovedì 31 dicembre 2009

Per finire.


Egregio sindaco,

lei ha rilasciato la seguente affermazione, sugli ultimi 'veleni' e dichiarazioni polemiche pure, di ex assessori.

"Dispiace constatare che chi fino a poco tempo fa ci lodava oggi dice che stiamo facendo chissà quali nefandezze. L'equilibrio e la coerenza spesso mancano. E quel che accade a Vasto, comunque, non è diverso dal clima politico nazionale. D'altronde la campagna elettorale perenne non è che ci aiuti molto. Certo è che dietro determinati atteggiamenti ci sono rancori, voglia di rivincita e aspettative deluse. Mi auguro soltanto che certi strascichi violentemente polemici non si ripercuotano negativamente sui nostri giovani".

Mi piacerebbe che lei sindaco, almeno una volta nella sua vita, facesse i nomi, poiché se si riferisce al Signor Nicola Del Prete o al Signor Rocco Cerulli, può darsi che “politicamente” abbia ragione. Certo non ha ragione umanamente. Per quanto riguarda lo scrivente, Architetto Francescopaolo D’Adamo, ritengo invece che non lo si possa accusare di mancanza di equilibrio, tantomeno di mancanza di coerenza. Soprattutto poi, Francescopaolo D’Adamo, il Signor Francescopaolo D’Adamo, non ha mai “lodato” alcun umano neanche quando si da del “noi”. Francescopaolo D’Adamo non dice e si sforza di non pensare, nemmeno che qualcuno stia facendo “nefandezze”, si limita “solo” a dire che il sindaco, con la minuscola voluta, non ha idee ne capacità amministrative. In poche parole non offre niente alla città. Ora che sono libero, posso dirlo pubblicamente. Lei signor Lapenna, per me rappresenta il nulla, il vuoto, anzi il danno ulteriore per una città che ne ha subiti già tanti. Ma è solo un mio pensiero, mi dimostri, concretamente il contrario e sarò pronto a tornare sui miei passi, senza paura di essere tacciato di incoerenza.
Ero contro la candidatura di Lapenna, e lei lo sa, l’ho accettata per spirito di servizio, ho fatto tutto il possibile per contrastare le scelte che non ritenevo valide, sempre rimanendo però nei canoni della correttezza, fornendo motivazioni efficaci e spiegazioni esaustive. Ho cercato, ingenuamente, di pormi in maniera tale da trovare qualcosa di positivo nella figura di questo sindaco. Non ci sono riuscito.
Nicola Del Prete mi ha fatto il regalo di riconoscere pubblicamente, che in Giunta, mi mettevo, senza problemi, in contraddittorio con lei sindaco quando non ero d’accordo. Proprio per la mia carica e nel rispetto di quanto dettato dal mio partito, però, non ho mai espresso platealmente e pubblicamente il mio dissenso, rispettando democraticamente le scelte collegiali. Solo dalle mie assenze sui verbali di giunta si può capire quando ero fortemente contrario a certe scelte, perché lei sindaco ha sempre “preteso” l’unanimità.
Il mio temperamento è conosciuto, le mie qualità anche. Tra queste la lealtà, non il servilismo.
A differenza di altri lei, Lapenna, che dal primo giorno della sua amministrazione, continuamente mi ha sentito come un peso e incessantemente ha chiesto ai vertici dell’IdV il mio allontanamento dalla giunta, non ha mai avuto il coraggio di dirmi in faccia cosa pensava di me (come fa con tutti). Mi ha sempre solo “fatto” intralciare. Non lo ha mai fatto in prima persona, fingendosi amico, ma bastava guardarla negli occhi per capire. Ogni pretesto era buono per minacciare il mio allontanamento dalla Giunta. Ho “resistito” tre anni. E’ noto, i suoi tempi sono lunghi. Vuole avere sempre ragione, non vuole sentirsi in colpa, vuole guardare negli occhi le persone e sentirle dominate, succubi, soccombenti. Con me non c’è mai riuscito. Al massimo è riuscito snobbare miei suggerimenti, salvo farli riproporre successivamente da suoi amici. Dicono che la politica sia così.
Questa lettera non gliela consegnerò a mano, ne la porterò al protocollo, neanche la spedirò, perché l’ultima volta che le scrissi per avere un incontro con gli iscritti dell’IdV, inerente l’eventuale mia riconferma quale Assessore, consegnai una copia nelle sue mani, altra al protocollo. Lei mi disse: “ti farò sapere”. Ho saputo. Mentre mi diceva che sarei rimasto Assessore, firmava il decreto di annullamento della delega, me lo faceva notificare a casa e addirittura, faceva sostituire le serrature dell’ufficio di Palazzo d’Avalos dove operavo. Ha fatto questo a me, che ho chiesto sostituire il mio nome con il suo sulle pagine del Guardian, perché il Sindaco è, nonostante tutto, il Sindaco.
Ora abbia il coraggio di dire pubblicamente che mi mancano equilibrio e coerenza, e ne fornisca le prove. Dimostri anche che sono “perennemente” in campagna elettorale. (Se così fosse avrei già cambiato partito, 856 voti alle provinciali avendo tutti contro, compreso l’IdV, ma questa è un’altra storia). Abbia il coraggio di riconoscere che il mio “rancore” possa derivare dall’aver privato la mia città del fattivo apporto di idee, impegno e competenza che sento di poter dare. Perché, e lei lo sa, alla mia opera di amministratore non ho chiesto altro, anzi! Dica pure che sono un presuntuoso o scelga l’aggettivo che preferisce, ma almeno abbia il coraggio di dire qualcosa. Spieghi in cosa possa consistere la mia “voglia di rivincita” o quali possano essere le mie “aspettative deluse”.Lo so è esagerato quello che chiedo, è compito molto, troppo difficile per uno come lei. E’ molto più facile per lei essere vendicativo e quindi mi aspetto ritorsioni. Ma con calma, con molta calma, come suo costume.
Si tenga vicino i “bamboccioni” che le dicono sempre di si (davanti) e non abbia paura per i giovani, proprio lei che giovane non lo è stato mai.

Nessun commento: