giovedì 13 gennaio 2011

A proposito di "Santa Spina"


Da ieri mi chiedono di intervenire sul caso “Santa Spina”. Ma cosa dovrei dire? Dovrei meravigliarmi? Non mi meraviglia affatto che un oggetto antico possa attirare l’attenzione di “furfanti”. Se poi si tocca il sentimento popolare o addirittura il “dogma”, in questi tempi di perdita dei valori, oserei dire di secolarizzazione, chi ancora di questi valori vive, ed io sono uno di questi, rimane profondamente sconcertato, tuttavia inerme. “Chi ji fì?”
Mi pongo però semplici domande: ma quando si allestiscono mercatini di “antiquariato”, addirittura si reclamizzano e si finanziano, ci si chiede quale sia la provenienza degli oggetti in vendita? Se c’è un mercato, chi volete che si ponga il problema del valore “religioso” di quanto sta rubando?
Gli angioletti di legno dorato della teca di san Teodoro, così come tanti altri oggetti di alto valore artistico che sono scomparsi ed ancora scompaiono dalle nostre chiese, per i “mascalzoni” hanno lo stesso valore della Santa Spina o magari del “Legno della Croce”.
Come al solito il problema va affrontato all’origine, non all’ultimo anello della …. catena.

Si badi bene non giustifico i "ladri" anzi .... Se ricattatori "sputerei" lori in faccia.

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