martedì 8 giugno 2010

Tardi ma ci è arrivato e da brava " Volpe" ci arriva bene.

Da Histonium.net

"Un incontro al fine di valutare l’opportunità di un maggiore raccordo amministrativo tra le due regioni, nell’ottica di verificare, almeno sul piano della elaborazione progettuale, l’ipotesi di una riunificazione delle due regioni".

Una proposta di riunificazione di Abruzzo e Molise, verso le prossime annunciate novità istituzionali del federalismo, viene espressa dal consigliere regionale del Vastese Giuseppe Tagliente, che si rivolge direttamente ai governatori delle due Regioni, Gianni Chiodi e Michele Iorio, prendendo spunto dalla data del 7 giugno, ricorrenza dell'istituzione delle due Regioni, "perché la celebrazione abbia un valore storiografico e non soltato storico".

"Non vi è dubbio - ha aggiunto Tagliente – che oggi, soprattutto a fonte dell’attuazione del Federalismo, un raccordo più stretto sotto il profilo istituzionale provocherebbe ricadute senz’altro più positive mettendo le regioni dell’Abruzzo-Molise in grado di contare maggiormente sul tavolo della Conferenza delle Regioni”.

P.S.Quando parleremo anche delle province?

1 commento:

giusfra.poll ha detto...

Ecco - Paolo - ci siamo, o ci saremmo, a parlare dei veri problemi da esaminare, da risolvere, da portare quantomeno all'attenzione dei cittadini. Te lo dico nello spirito alquanto pasquinante di scrittura che ci accomuna, comunque fattivo e per niente messo al servizio della conservazione del gretto e del localismo.
Come per la proposta di "riunificazione" delle due regioni di cui noi vastesi siamo chiaramente "nodo di scambio" o "cerniera", ci sarebbe veramente da interrogarsi su quale progetto "marinaro" abbia la nostra Città del Vasto. Ho voluto dirlo con una mia nota provocazione (ma che non smuoverà l'indifferenza di alcuno), che t'invito a trarre per il tuo blog da Qui Quotidiano on-line. Il dire "Vasto ...ci sarebbe anche il mare" da parte mia, sembrerebbe rovesciare la tua battuta di un paio d'anni fa nel rimarcare che si debba venire e stare a Vasto non solo per il mare, ma anche ...per la cultura, l'arte, la storia. Per nulla sbagliato il tuo assunto (era nel tuo compito di assessore al ramo), ma è indubbio (converrai) che l'uso ..."da piscina" di un mare, del nostro mare, del mare in genere è fondamentalmente sbagliato e, anzi, non è quello che serve o può bastare alla nostra comunità e territorio.

Eri anche tu alla presentazione del volumetto "300" (Città del Vasto), opera di Luigi Murolo e Giuseppe Tagliente. C'era anche l'assessore Anna Suriani, sola e soletta, per l'Amministrazione. C'era tanta gente (malgrado la coincidenza dell'orario con la sentita processione del Corpus Domini), e c'era nell'aria l'indifferenza (confermatasi poi nei Media), cattiva e dannosa, di molti che ...predicano bene e razzolano (nel loro cortiletto) assai male. Entrambi ne sappiamo le 'ragioni' (di bottega), pure, converrai con me ch'è inaccettabile, e per me, vastese di fuori, abbastanza incompresibile e deludente. A Palazzo d'Avalos Tagliente, per 'buttarla in politica' (perchè no?), ha avanzato una sua idea proposta di "geopolitica", senza colore di parte: ridiscutere su quale importanza e quale funzione ha o potrebbe avere una Vasto a vocazione portuale in una zona pressochè omogenea che va da Ortona sino a Termoli. Quello che si potrebbe fare... a "Vasto, se ci fosse il mare". Se sviluppata la 'cosa' potrebbe avere indubbi vantaggi, ma sembra che non interessi nessuno.
Avanti cosi!? O meglio: restiamo seduti così!? Va beh, andiamoci a fare un bagno-maria alla Marina...
Pino Pollutri