venerdì 29 aprile 2011

Forse Nicolangelo ha letto questo articolo.

Non di rado accade di origliare discorsi di persone che sono fra loro colleghi e che fra loro parlano di lavoro. Parlano di ore di straordinario, di ferie non pagate. Di conteggi per andare in pensione. Questo non è parlare di lavoro, ma è parlare di amministrazione del lavoro.

Peggio è il versante del rancore, con i suoi racconti dialoganti: “E lui mi ha detto…E allora io gli ho detto…” e giù improperi, guardando l’interlocutore negli occhi, come fosse l’avversario del racconto. Il quale interlocutore si becca dosi soprasoglia di rancore lavorativo che viene così propagato come untura della peste.

Altra cosa è quando le dottoresse si sussurrano l’una l’altra: “Ecco vedi se vado di qua, la becco: eccola; e questa è la biforcazione tra la pelvica e la iliaca.” Parlano di aorte e si stanno insegnando a vicenda come si fa un ecodoppler.

Altro è quando ristoratore e cuoco si fermano con due avventori sulla porta del ristorante che sta per chiudere e s’interrogano su come si cuoce un brasato che oltre ad avere il caramello giusto resti pure morbido nel cuore. Lavoro nel merito.

Paolo D'Anselmi

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